São Paulo Futebol Clube

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São Paulo Futebol Clube
Calcio Football pictogram.svg
Sao Paulo FC Logo.png
Tricolor Paulista
Segni distintivi
Uniformi di gara
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Casa
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Trasferta
Colori sociali 600px Rosso Bianco e Nero con SPFC.png Rosso-bianco-nero
Dati societari
Città San Paolo
Paese Brasile Brasile
Confederazione CONMEBOL
Federazione Flag of Brazil.svg CBF
Campionato Brasileirão Série A
Fondazione 1930
Rifondazione 1935
Presidente Brasile Carlos Miguel Aidar
Allenatore Brasile Muricy Ramalho
Stadio Cícero Pompeu de Toledo (Morumbi)
(80.000 posti)
Sito web www.saopaulofc.net
Palmarès
CBF - Brazilian Championship.svgCBF - Brazilian Championship.svgCBF - Brazilian Championship.svgCBF - Brazilian Championship.svgCBF - Brazilian Championship.svgCBF - Brazilian Championship.svg Gold medal southamerica.svgGold medal southamerica.svgGold medal southamerica.svg CONMEBOL - Copa Sudamericana.svg CONMEBOL recopa trophy.svgCONMEBOL recopa trophy.svg CONMEBOL - CONMEBOL Cup.svg Copa Intercontinental.svgCopa Intercontinental.svg FIFA Club World Cup.svg
Titoli del Brasile 6
Titoli nazionali 22 Campionati paulisti
1 Supercampionato paulista
Trofei internazionali 3 Coppe Libertadores
1 Coppe Sudamericane
2 Recope Sudamericane
1 Coppe CONMEBOL
2 Coppe Intercontinentali
1 Coppe del mondo per club
1 Supercoppa Sudamericana
1 Coppa Master di Coppa CONMEBOL
Si invita a seguire il modello di voce

Il São Paulo Futebol Clube, noto anche come São Paulo FC e in Italia come San Paolo, è una società calcistica con sede nell'omonima città brasiliana.

Fondato il 25 gennaio 1930 e rifondato il 16 dicembre 1935, il San Paolo è soprannominato Tricolor paulista (tricolore di San Paolo). Con 15 milioni di tifosi, è la terza squadra più sostenuta del Paese.[1]

Si tratta di uno dei club più prestigiosi al mondo, il terzo in America e il settimo al mondo per titoli internazionali vinti. Il palmarès include, tra l'altro, tre titoli di Campione del Mondo (due Coppe Intercontinentali e un Mondiale per club), tre Coppe Libertadores, una Copa Sudamericana, e una Copa Conmebol. La società vanta il primato in Coppa Libertadores tra i club brasiliani, essendo la prima squadra di tale paese per titoli vinti (tre: 1992, 1993, 2005) e per finali giocate (sei: 1974, 1992, 1993, 1994, 2005, 2006), con una presenza di pubblico in coppa paragonabile a quella in campionato.

Lo stadio casalingo è l'Estádio Cícero Pompeu de Toledo, detto comunemente Morumbi e avente una capacità di 80.000 spettatori. La maglia da gioco è bianca, con due strisce orizzontali, una rossa e una nero, sul petto, mentre i calzoncini e i calzettoni sono completamente bianchi.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

1900-1934: dal Paulistano al São Paulo da Floresta[modifica | modifica wikitesto]

La formazione del São Paulo da Floresta del 1931

Nel 1900 viene fondato il Clube Atlético Paulistano. Dopo aver vinto diversi campionati, decisero di chiudere l'attività calcistica a causa dell'ingresso dello sport brasiliano nel professionismo. Così fece anche l'A.A. Palmeiras, altra forte squadra di quegli anni. Così, i giocatori e i tifosi di entrambe le squadre fondarono il São Paulo Futebol Clube il 25 gennaio 1930. Il campo da gioco del San Paolo era soprannominato Floresta (foresta), e così il team divenne noto come São Paulo da Floresta. In quello stesso anno, la squadra giunse seconda nel Campionato Paulista, mentre nel 1931 riuscì a vincere per la prima volta il titolo statale. Nel 1933 il San Paolo disputò la prima partita del calcio professionistico brasiliano: un 5-1 contro il Santos.

A causa di diversi errori fatti dall'amministrazione della società, il team venne sommerso dai debiti. Così dovette fondersi col Clube de Regatas Tietê: la sezione calcio del San Paolo da Floresta venne chiusa il 14 maggio 1935.

1935-1939: rinasce il São Paulo FC[modifica | modifica wikitesto]

Poco dopo la fusione con il Tietê che seppellì il São Paulo da Floresta, i fondatori e i rifondatori crearono il Grêmio Tricolor, che il 4 giugno 1935 diede vita al Clube Atlético São Paulo, e, finalmente, al São Paulo Futebol Clube, fondato il 16 dicembre dello stesso anno.

La prima gara fu contro la Portuguesa Santista, il 25 gennaio 1936. Il match venne quasi cancellato per la coincidenza con l'anniversario della fondazione della città. Porphyrio da Paz, direttore della sezione calcio e autore dell'inno del club, supplicò il Ministero dell'Educazione e ottenne il permesso di giocare la gara.

La società, appena nata, era già popolare. Tuttavia, la squadra era molto debole. Si decise di rafforzarla con una nuova fusione, stavolta con il Clube Atlético Estudantes Paulista, club del sobborgo di Mooca. Con la nuova fusione, il San Paolo raggiunse il secondo posto nel Campionato Paulista del 1938.

1940-1950: il "rullo compressore"[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1940, con l'inaugurazione dello Stadio Pacaembu, cominciò una nuova era nel calcio dello Stato di San Paolo. Il San Paolo fu la squadra che prese maggior vantaggio dal bel momento. Nel 1941, il club fu ancora secondo nel Campionato paulista.

Nel 1942, con una spesa di 200 contos de réis (l'equivalente odierno di 162.000$), il San Paolo acquistò Leônidas da Silva, uno dei migliori giocatori dell'epoca, dal Flamengo. Essendo già una società importante, il San Paolo poté permettersi altri grandi giocatori, come l'argentino Antonio Sastre e i brasiliani Noronha, José Carlos Bauer, Zezé Procópio, Luizinho, Rui Campos e Teixeirinha. Con questi assi, i Tricolor formarono la famosa squadra nota come "Rullo Compressore", cinque volte campione paulista negli anni quaranta (1943, 1945, 1946, 1948 e 1949). All'epoca, il club possedeva anche lo stadio Canindé, utilizzato per gli allenamenti: questo impianto venne poi venduto alla Portuguesa per ricavare denaro necessario alla costruzione del nuovo Morumbi.

1951-1969: pochi successi ma un nuovo stadio[modifica | modifica wikitesto]

Il San Paolo non ebbe molte vittorie nei primi anni cinquanta, pur vincendo il campionato statale del 1953.

La squadra vinse di nuovo il campionato statale solo nel 1957. All'epoca il club era supportato in attacco dall'esperienza del giocatore carioca Zizinho, trentacinquenne, e in panchina da quella dell'allenatore ungherese Béla Guttmann. Da questo momento in poi, con il sorgere dell'astro Pelé al Santos e con la costruzione del Morumbi a impiegare sforzi e risorse, il San Paolo visse il momento meno vittorioso della sua storia.

I programmi della società erano tutti focalizzati sulla costruzione del Morumbi: per questa ragione vennero comprati pochi giocatori, la maggior parte dei quali non si espresse al meglio. Tuttavia, Roberto Dias e Jurandir furono alcune positive eccezioni. Nei dodici anni successivi alla vittoria del Campionato paulista 1957, il team non conquistò alcun titolo di rilievo. Nel 1960 lo stadio Morumbi venne finalmente inaugurato: più tardi verrà rinominato Cícero Pompeu de Toledo, dal nome del presidente del San Paolo durante gran parte della costruzione. Uno dei pochi momenti felici fu la vittoria per 4-1 nel Campionato paulista sul Santos di Pelé.

1970-1979: nuove vittorie[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1970 la costruzione del Morumbi venne terminata e si poté di nuovo entrare nel mercato: arrivarono giocatori come Gérson, dal Botafogo, il centrocampista uruguaiano Pedro Rocha dal Peñarol e il centravanti Toninho Guerreiro dal Santos. Il club, allenato da Zezé Moreira, CT del Brasile ai Mondiali 1954, conquistò il Campionato Paulista con una settimana di anticipo, dopo aver battuto 2-1 il Guarani, a Campinas.

Nel 1971 il club vinse nuovamente il campionato statale, con una rosa composta in maggioranza dai giocatori dell'anno prima. Il San Paolo batté il Palmeiras 1-0 in finale, con gol di Toninho Guerreiro. Nella stessa stagione, il team giunse secondo nel primo campionato brasiliano di sempre, dietro solo all'Atlético Mineiro, allenato da Telê Santana.

Negli anni successivi, il Santos di Pelé e il Corinthians andarono in declino, e il San Paolo e il Palmeiras dominarono il calcio nello stato paulista. Nel 1972 il Palmeiras vinse il titolo statale con un solo punto di vantaggio sui Tricolor paulisti. L'anno dopo lo stesso Palmeiras vinse il campionato brasiliano mentre il San Paolo fu secondo. Nel 1974 il San Paolo prese parte alla Coppa Libertadores venendo sconfitto soltanto nella ripetizione della finale dagli argentini dell'Independiente.

Nel 1975 la squadra, allenata dall'ex portiere José Poy, vinse il Campionato Paulista dopo aver sconfitto la Portuguesa ai rigori.

Valdir Peres, Chicão e Serginho Chulapa erano le stelle della squadra nel vittorioso cammino verso il Campionato brasiliano 1977, vinto al Mineirão contro l'Atlético Mineiro ai rigori. Il club non vinse nessun titolo rilevante fino al 1980. Tra i calciatori che militavano nel team in questo periodo c'erano Zé Sérgio e Serginho Chulapa, miglior cannoniere nella storia del San Paolo.

Anni ottanta: il decennio tricolor[modifica | modifica wikitesto]

Negli anni ottanta il San Paolo vinse un'impressionante numero di titoli. I difensori centrali erano i talentuosi Oscar e Dario Pereyra. Questi giocatori aiutarono il club a vincere il Campionato paulista nel 1980 e nel 1981.

Nel 1985 l'allenatore Cilinho fece conoscere al mondo i Menudos do Morumbi: Silas, Müller e Sidney. Nello stesso anno, il club conquistò il Campionato paulista. Il centravanti di quella squadra era Careca, titolare ai Mondiali 1986 e 1990, che nel 1987 andò a giocare al Napoli portandolo a vari trionfi nazionali e internazionali (Coppa Uefa, Scudetto, Supercoppa Italiana), mentre a centrocampo c'era Paulo Roberto Falcão, che dal 1980 al 1985 aveva giocato nella Roma, portandola allo scudetto e guadagnandosi il soprannome di "Re di Roma".

Nel 1986 l'allenatore Pepe condusse la squadra a vincere il secondo campionato brasiliano, battendo in finale il Guarani ai rigori. Nel 1987, Dario Pereyra lasciò la squadra. In quell'anno, la squadra dei Menudos vinse il suo ultimo titolo. Il decennio tricolor si chiuse con la vittoria del Campionato paulista 1989 e con il secondo posto nel campionato brasiliano, perso in finale contro il Vasco da Gama.

1990-1995: l'era di Telê Santana[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1990 la squadra, dopo un anno negativo, retrocedette nel "gruppo giallo" del Campionato paulista, formato dalle squadre più deboli dello stato. Telê Santana venne assunto come nuovo allenatore. Il San Paolo giunse subito al secondo posto nel campionato nazionale, dietro gli arcirivali del Corinthians. L'anno seguente, furono i São-paulinos a vincere il Campionato paulista mentre il Corinthians fu secondo.

Nel 1991, dopo essere arrivato per due volte consecutive secondo nel Campionato brasiliano, il San Paolo riuscì a vincere il suo terzo titolo nazionale, battendo in finale il Bragantino di Carlos Alberto Parreira.

Nel 1992 il San Paolo di Telê, guidato in campo da Zetti e Raí, si qualificò per la finale di Coppa Libertadores contro gli argentini del Newell's Old Boys. Nella gara d'andata, a Rosario, il Newell's Old Boys vinse 1-0. Al ritorno, però, il São Paulo batté i Leprosos 1-0 e vinse la coppa ai calci di rigore.

Nello stesso anno, a Tokyo, il club vinse la sua prima Coppa Intercontinentale, battendo il "Dream Team" di Cruyff, il Barcellona, 2-1, rimontando l'1-0 blaugrana. Al ritorno in Brasile, il San Paolo batté il Palmeiras 2-1 conquistando il 18º campionato statale (dal 1930).

Nel 1993 il San Paolo conquistò di nuovo la Coppa Libertadores, sconfiggendo i cileni dell'Universidad Católica. Al termine del cammino in coppa, Raí lasciò la squadra. A dicembre i Tricolor vinsero di nuovo la Coppa Intercontinentale a Tokyo, con una vittoria per 3-2 sul Milan di Fabio Capello, che all'epoca dominava in Europa. Müller segnò il gol decisivo all'86', mentre le altre reti furono di Palhinha e di Toninho Cerezo per i brasiliani, e di Massaro e Papin per i milanisti.

Nel 1994 il club raggiunse di nuovo la finale di Coppa Libertadores, questa volta contro l'Vélez Sársfield, ma venne sconfitto dalla squadra argentina ai rigori al Morumbi.

Al termine di quell'anno, il San Paolo vinse la Coppa CONMEBOL (l'equivalente dell'attuale Coppa Sudamericana o della Coppa UEFA europea) sconfiggendo in finale gli uruguagi del Peñarol, una delle più importanti squadre del Sudamerica.

1996-2004: il dopo-Telê[modifica | modifica wikitesto]

L'attuale capitano Rogério Ceni

All'inizio del 1996, a causa di motivi di salute, Telê Santana lasciò il San Paolo, chiudendo un periodo d'oro. Dopo di lui, tra il 1995 e il 2004 si susseguirono senza restare molto ben 14 allenatori diversi. Tra i principali titoli vinti in quei dieci anni ci sono il Campionato paulista del 2000 e la prima vittoria nel Torneo di Rio-San Paolo, nel 2001. Rogério Ceni, Luís Fabiano e Kaká erano le stelle di quelle squadre. L'idolo dei tricolor paulisti, Raí, tornò a giocare nella sua vecchia squadra tra il 1998 e il 2000: con lui, il club vinse due volte il Campionato paulista, nel 1998 e nel 2000, battendo rispettivamente Corinthians e Santos. Nel 2004 il San Paolo riuscì a qualificarsi per la Libertadores dieci anni dopo l'ultima finale con il Vélez. Quella squadra raggiunse le semifinali me venne eliminato a sorpresa dagli outsider dell'Once Caldas, colombiani. Comunque, Luís Fabiano fu capocannoniere della manifestazione con 8 gol. Al termine di quell'anno, dopo l'insoddisfacente cammino in Libertadores, venne messo sotto contratto come allenatore Émerson Leão.

2005: ancora campioni del mondo[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2005, con Leão come allenatore, il San Paolo vinse facilmente il Campionato paulista. Comunque presto Leão lasciò la squadra, che venne quindi affidata a Paulo Autuori, precedentemente CT del Perù. Il San Paolo vinse la Coppa Libertadores 2005 superando in finale un'altra squadra brasiliana, l' Atlético Paranaense. L'Atlético non aveva potuto giocare nel proprio stadio, la Kyocera Arena, in quanto tale impianto ha una capacità massima inferiore a quella minima consentita dalla CONMEBOL per le finali di Libertadores. L'andata, al Beira-Rio di Porto Alegre, terminò 1-1 con rete di Aloísio e autogol di Durval. Il ritorno, al Morumbi, venne invece stravinto dal San Paolo 4-0, con le realizzazioni di Amoroso, Fabão, Luizão e Tardelli. Quella squadra annoverava tra gli altri anche Cicinho, Rogério Ceni, Grafite, Souza, Mineiro e Diego Lugano. Il San Paolo divenne la prima squadra brasiliana a laurearsi Tricampeon, cioè a vincere per tre volte la Libertadores.

Nel dicembre 2005, il San Paolo prese parte al primo Mondiale per club in Giappone. Dopo aver battuto i sauditi dell'Al Ittihad per 3-2, i brasiliani fronteggiarono in finale gli inglesi del Liverpool. Un 1-0 fu sufficiente a dare ai paulisti il loro terzo titolo intercontinentale. Il gol venne segnato da Mineiro al 27' del primo tempo.

2006: una buona stagione[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la quasi perfetta stagione 2005, il San Paolo andò incontro ad alcuni cambi. Paulo Autuori lasciò la squadra per andare ad allenare il Kashima Antlers. Venne messo sotto contratto Muricy Ramalho, l'allenatore che aveva portato l'Internacional al secondo posto nel Campionato brasiliano 2005. Nel suo primo torneo Ramalho raggiunse il secondo posto nel Campionato paulista, dietro al Santos.

In quel periodo, il San Paolo cominciò il cammino in Libertadores, raggiungendo ancora una volta la finale, ancora contro una squadra brasiliana, stavolta l'Internacional. I paulisti persero la gara d'andata in casa per 1-2, pareggiando al ritorno al Beira-Rio 2-2: questi due risultati non furono sufficienti per portarsi a casa il quarto titolo.

Adriano con la divisa são-paulina

Al termine della Coppa Libertadores la squadra si concentrò solo sul campionato nazionale. Al 12º turno presero la vetta della classifica, mantenendola in tutte le maniere fino al termine della stagione, potendo così festeggiare il quarto campionato brasiliano già al 36º turno (su un totale di 38), il 19 novembre 2006, dopo un 1-1 con l'Atlético Paranaense. Il San Paolo inoltre infranse alcuni record, per esempio portando a 28 le giornate consecutive in testa al campionato brasiliano (il record precedente era di 18). Inoltre, divennero la prima squadra a laurearsi campione in Brasile avendo contemporaneamente il maggior numero di vittorie, il miglior attacco e la miglior difesa del campionato.

2007: il quinto titolo[modifica | modifica wikitesto]

Il 2007 non si aprì benissimo per i paulisti, che vennero eliminati dalla Coppa Libertadores già agli ottavi di finale, per mano dei futuri finalisti del Grêmio. A livello statale, raggiunsero solo le semifinali del campionato paulista, battuti al Morumbi per 1-4 dal São Caetano.

Nel campionato brasiliano, invece, il club si impose per la seconda volta consecutiva. Riuscendovi per la quinta volta, il 31 ottobre 2007 il San Paolo diventò così la squadra brasiliana più titolata a livello nazionale. Il torneo venne dominato dai Tricolores, che chiusero con ben 15 punti di vantaggio sui rivali del Santos, e con soli 19 gol subiti in 38 incontri.

Nel gennaio 2008 è arrivato in squadra, in prestito dall'Inter, il centravanti Adriano, che è poi ritornato a giocare nella squadra milanese.

2009: il titolo perso[modifica | modifica wikitesto]

Nella stagione 2009 il San Paolo ha rischiato di vincere il quarto titolo consecutivo e il campionato si è deciso nelle ultime giornate: nella partita contro il Botafogo il San Paolo perde 3-2 nella accesissima sfida che vede 3 espulsioni per il Botafogo (2 nel finale) e una al San Paolo. Il gol vittoria arriva tra l'altro nei minuti finali e quindi il San Paolo lascia libera la strada al Flamengo che lo sorpassa all'ultima giornata di campionato, mentre l'Internacional lo raggiunge ed ottiene il secondo posto grazie alla differenza reti(+6).

Cronistoria recente[modifica | modifica wikitesto]

Cronistoria del São Paulo Futebol Clube (1971-oggi)
  • 1971 - 2º in Série A - Campione paulista
  • 1972 - 9º in Série A
  • 1973 - 2º in Série A
  • 1974 - 10º in Série A - Finalista di Libertadores con l'Independiente
  • 1975 - 5º in Série A - Campione paulista
  • 1976 - 28º in Série A
  • 1977 - CBF - Brazilian Championship.svg Campione di Brasile
  • 1978 - 19º in Série A
  • 1979 - no ha disputato Série A
  • 1980 - 9º in Série A - Campione paulista
  • 1981 - 2º in Série A - Campione paulista
  • 1982 - 6º in Série A
  • 1983 - 5º in Série A
  • 1984 - 17º in Série A
  • 1985 - 27º in Série A - Campione paulista
  • 1986 - CBF - Brazilian Championship.svg Campione di Brasile
  • 1987 - 6º in Série A - Campione paulista
  • 1988 - 11º in Série A
  • 1989 - 2º in Série A - Campione paulista
  • 1990 - 2º in Série A
  • 1991 - CBF - Brazilian Championship.svg Campione di Brasile - Campione paulista
  • 1992 - 6º in Série A - Campione paulista - Vince la Coppa Libertadores e Copa Intercontinental.svg la Coppa Intercontinentale
  • 1993 - 4º in Série A - Vince la Coppa Libertadores, Copa Intercontinental.svg la Coppa Intercontinentale, CONMEBOL - Recopa Sudamericana.svg la Recopa Sudamericana e la Supercoppa Sudamericana
  • 1994 - 6º in Série A - CONMEBOL - Recopa Sudamericana.svg Vince la Recopa Sudamericana e CONMEBOL - CONMEBOL Cup.svg la Coppa CONMEBOL - Finalista di Libertadores con il Vélez Sársfield
  • 1995 - 12º in Série A
  • 1996 - 11º in Série A - Vince la Coppa Master di Coppa CONMEBOL
  • 1997 - 13º in Série A
  • 1998 - 15º in Série A - Campione paulista
  • 1999 - 3º in Série A
  • 2000 - 12º in Série A - Campione paulista - Finalista di Coppa del Brasile con il Cruzeiro
  • 2001 - 7º in Série A - Vince il Torneo di Rio-San Paolo
  • 2002 - 5º in Série A
  • 2003 - 3º in Série A
  • 2004 - 3º in Série A
  • 2005 - 11º in Série A - Campione paulista - Vince la Coppa Libertadores e FIFA Club World Cup.svg la Coppa del mondo per club FIFA
  • 2006 - CBF - Brazilian Championship.svg Campione di Brasile - Finalista di Libertadores con l'Internacional
  • 2007 - CBF - Brazilian Championship.svg Campione di Brasile
  • 2008 - CBF - Brazilian Championship.svg Campione di Brasile
  • 2009 - 3°in Sèrie A
  • 2010 - 9°in Sèrie A
  • 2011 - 6°in Sèrie A
  • 2012 - 4°in Sèrie A - CONMEBOL - Copa Sudamericana.svg Vince la Copa Sudamericana

Colori e simboli[modifica | modifica wikitesto]

Colori[modifica | modifica wikitesto]

Quando il Paulistano e il A.A.Palmeiras si fusero, i loro colori (rosso e bianco per il Paulistano e nero e bianco per il Palmeiras) vennero ereditati dal São Paulo. Non solo i colori sono gli stessi della bandiera dello stato di San Paolo, ma rappresentano anche le tre principali etnie che vivevano in Brasile in quel periodo: i nativi americani (rappresentati dal rosso), gli europei di etnia caucasica (il bianco) e gli africani (il nero).

Divise di gioco[modifica | modifica wikitesto]

La divisa casalinga è formata da una maglia bianca con due strisce orizzontali a livello del petto, la superiore rossa e l'inferiore nera, con lo stemma al centro del petto. I pantaloncini e i calzettoni sono completamente bianchi.

L'uniforme per la trasferta è invece formata da una maglia rossa con strisce rosse, bianche e nere verticali (le strisce bianche sono più sottili delle altre e dividono quelle rosse da quelle nere), da pantaloncini e da calzettoni neri.

Stemma[modifica | modifica wikitesto]

Lo stemma, disegnato da Walter Ostrich agli albori del San Paolo FC, è formato da un rettangolo e da un triangolo. Il rettangolo, nero, contiene le iniziali SPFC scritte in bianco. Sotto il rettangolo si trova un triangolo diviso in tre sezioni verticalmente, rispettivamente rossa, bianca e nera. Lo stemma inoltre presenta cinque stelle, due color oro e tre rosse. Quelle dorate sono un omaggio ai successi mondiali e olimpici di Adhemar Ferreira da Silva mentre quelle rosse rappresentano i titoli mondiali vinti dal San Paolo (1992, 1993 e 2005).

Stadio[modifica | modifica wikitesto]

Il Morumbi.

Lo stadio del San Paolo è il Cícero Pompeu de Toledo, detto comunemente Morumbi: inaugurato nel 1960, può contenere al massimo 80.000 persone.

La società inoltre possiede due campi di allenamento. Uno è il Centro de Treinamento Frederico Antônio Germano Menzen, soprannominato Centro de Treinamento (CT) da Barra Funda', che viene usato soprattutto dalla prima squadra. L'altro è il Centro de Formação de Atletas Presidente Laudo Natel, detto Centro de Treinamento (CT) de Cotia, che viene utilizzato specialmente dalle squadre giovanili.

Rosa Attuale[modifica | modifica wikitesto]

Rosa aggiornata al 22 gennaio 2014

N. Ruolo Giocatore
1 Brasile P Rogério Ceni
13 Brasile D Paulo Miranda
2 Brasile D Rafael Tolói
4 Brasile D Antônio Carlos
6 Uruguay D Álvaro Pereira
5 Brasile C Souza
7 Brasile C Michel Bastos
8 Brasile C Kakà
10 Brasile C Paulo Henrique Ganso
9 Brasile A Luís Fabiano
11 Brasile A Alexandre Pato
12 Brasile P Denis
26 Brasile D Auro
3 Brasile D Rodrigo Caio
21 Brasile D Edson Silva
16 Brasile D Reinaldo
15 Brasile C Denílson
N. Ruolo Giocatore 600px Rosso Bianco e Nero con SPFC.png
25 Brasile C Hudson
18 Brasile C Maicon
35 Brasile C Gabriel Boschilia
17 Brasile A Osvaldo
14 Brasile A Alan Kardec
30 Brasile P Renan Ribeiro
27 Brasile D Luis Ricardo
34 Brasile D Lucao
36 Argentina D Clemente Rodríguez
28 Brasile C João Schmidt
19 Brasile A Ademilson
29 Brasile A Ewandro
24 Brasile P Léo
26 Brasile D Breno
29 Brasile D Carlinhos
33 Brasile D Bruno Vieira

Giocatori celebri[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Categoria:Calciatori del São Paulo F.C..

Di seguito, la lista dei Grandes Idolos secondo il sito ufficiale del club.[2]

Calciatori campioni del mondo[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito l'elenco dei giocatori che hanno vinto il campionato mondiale di calcio durante il periodo di militanza nel São Paulo[3].

Allenatori[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Categoria:Allenatori del São Paulo F.C..

Presidenti[modifica | modifica wikitesto]

  • Edgard de Souza (1930)
  • Manoel do Carmo Meca (1936)
  • Frederico Menzen (1936 - 1938)
  • Piragibe Nogueira (1938 - 1940)
  • Paulo Machado de Carvalho (1940)
  • João Tomaz Monteiro da Silva (1940)
  • Décio Pacheco Pedroso (1941 - 1946)
  • Roberto Gomes Pedroza (1946)
  • Cícero Pompeu de Toledo (1947 - 1957)
  • Laudo Natel (1957 - 1972)
  • Henri Couri Aidar (1972 - 1978)
  • Antônio Leme Nunes Galvão (1978 - 1982)
  • José Douglas Dallora (1982 - 1984)
  • Carlos Miguel Castex Aidar (1984 - 1988)
  • Juvenal Juvêncio (1988 - 1990)
  • José Eduardo Mesquita Pimenta (1990 - 1994)
  • Fernando José Casal de Rey (1994 - 1998)
  • José Augusto Bastos Neto (1998 - 2000)
  • Paulo Amaral (2000 - 2002)
  • Marcelo Portugal Gouvêa (2002 - 2006)
  • Juvenal Juvêncio (dall'aprile 2006 - 2014)
  • Carlos Miguel Aidar (2014 -)

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Trofei nazionali[modifica | modifica wikitesto]

1977, 1986, 1991, 2006, 2007, 2008

Trofei statali[modifica | modifica wikitesto]

1931, 1943, 1945, 1946, 1948, 1949, 1953, 1957, 1970, 1971, 1975, 1980, 1981, 1985, 1987, 1989, 1991, 1992, 1998, 2000, 2005
2002

Trofei interstatali[modifica | modifica wikitesto]

2001

Trofei internazionali[modifica | modifica wikitesto]

1992, 1993
2005
1992, 1993, 2005
2012
1994
1993, 1994
1993
1996
1955, 1963

Record e curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Record individuali[modifica | modifica wikitesto]

Presenze totali
Reti totali
  • * Attivo
  • ** Attivo, ma non nel club

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • Nel 2003 il San Paolo ha firmato un accordo con il Santangelo Club Aficionado, squadra del campionato dilettantistico spagnolo. Dopo quell'accordo, il club spagnolo ha cambiato il proprio nome in São Paulo Madrid.[4]
  • Il San Paolo è la squadra brasiliana dove, secondo la finzione, ha militato Tsubasa Ozora, il campione protagonista del manga Capitan Tsubasa.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (PT) Alexandre da Costa, Almanaque do São Paulo, San Paolo, Editora Abril, 2005.
  • (PT) Conrado Giacomini, Dentre os Grandes, és o Primeiro (Série Camisa 13), San Paolo, Ediouro, 2005.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Le maggiori torcide del paese - Papo de Bola
  2. ^ (PT) Grandes Idolos, www.saopaulofc.net. URL consultato il 3 dicembre 2008.
  3. ^ (PT) Memória da Seleção Brasileira: Brasil nas Copas do Mundo, Confederação Brasileira de Futebol. URL consultato il 26 luglio 2010.
  4. ^ Tricolor mais perto do Real Madrid - Gazeta Esportiva (23 aprile 2003)

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