Río de la Plata

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Coordinate: 34°30′S 58°10′W / 34.5°S 58.166667°W-34.5; -58.166667

Río de la Plata
Río de la Plata
Stati Argentina Argentina
Uruguay Uruguay
Lunghezza 290 km
Portata media 22 000 m³/s
Bacino idrografico 3140000 km²
Sfocia oceano Atlantico
Mappa del fiume

Il Río de la Plata (talvolta Rio della Plata, che in lingua spagnola significa Fiume dell'Argento) è l'estuario formato dal fiume Uruguay e dal fiume Paraná; si tratta di una rientranza a forma di imbuto della costa meridionale del Sud America, lunga 290 chilometri.

Il punto in cui i due fiumi si incontrano è largo circa 48 km, che aumentano a circa 220 laddove sfocia nell'oceano Atlantico. Il Río de la Plata forma la parte marittima del confine tra Argentina ed Uruguay, con i porti principali di Buenos Aires a sud-ovest e Montevideo a nord-est.

Si è dibattuto in passato se il fiume dovesse essere realmente considerato tale oppure un golfo dell'oceano Atlantico ma in forza della portata d'acqua dolce proveniente dai due principali fiumi e dai loro affluenti, che impedisce il riflusso dell'acqua salata dovuto alla marea nel Rio de la Plata, esso è oggi unanimemente considerato un fiume.

La scoperta e le prime navigazioni[modifica | modifica wikitesto]

Immagine da satellite dell'estuario

Il fiume venne avvistato per la prima volta dal navigatore spagnolo Juan Díaz de Solís nel 1516, che lo risalì probabilmente nella ricerca di un passaggio verso occidente.

Il navigatore portoghese Ferdinando Magellano, durante la sua circumnavigazione del globo, lo percorse, nel 1520, alla ricerca di un passaggio breve verso l'Oceano Pacifico.

Il navigatore italiano Sebastiano Caboto risalì il fiume, tra il 1526 ed il 1529, esplorando approfonditamente i fiumi Paraná ed Uruguay ed al suo ritorno, avendo riportato con sé alcuni ninnoli ed oggetti d'argento, probabilmente ricevuti dagli indigeni Guaraní, fece ritenere che il fiume potesse rappresentare la via verso la Sierra del Plata, il luogo del leggendario "tesoro d'argento" che si riteneva essere nascosto in qualche punto di quella regione, da qui il suo nome Fiume dell'Argento.

Nel 1535 il conquistador spagnolo Pedro de Mendoza intese stabilire delle colonie nell'America del sud ed allo scopo, nel 1536, risalì il fiume fondando, il 2 febbraio dello stesso anno la città di Buenos Aires, con il nome di Santa María de Buenos Aires, divenendo Adelantado del Rio de la Plata.

Anche il navigatore inglese Francis Drake, durante la sua circumnavigazione del globo, transitò nel 1578 nel Rio de la Plata.

Portata e navigabilità[modifica | modifica wikitesto]

Il bacino idrografico del Rio de la Plata, il bacino Rio de la Plata-Paraná, con i suoi 3.140.000 km² è il secondo per dimensioni del Sud America, secondo solo a quello Rio delle Amazzoni-Ucayali con 7.050.000 km², ed il quinto del mondo. Il bacino comprende le zone sud orientali della Bolivia, le zone centro meridionali del Brasile, il Paraguay ed ovviamente l'Uruguay e l'Argentina settentrionale; i principali fiumi del bacino sono, oltre i sopracitati Paraná ed Uruguay, il fiume Paraguay.

Si stima che 57 milioni di m³ di detriti e di limo vengano riversati annualmente nell'estuario e per questo motivo la rotta navale dall'Atlantico a Buenos Aires viene dragata costantemente.

La durata della traversata dell'estuario del Río de la Plata è di circa 4 ore di navigazione in direzione ovest/est; in forza del differente fuso orario che intercorre tra Argentina ed Uruguay è possibile, nel periodo estivo, recuperare un'ora. Il porto uruguaiano più vicino a Buenos Aires è il porto di Colonia del Sacramento, distante circa un'ora di navigazione, dove molti turisti si recano, per via marittima, nel fine settimana.
Il collegamento marittimo da Buenos Aires a Colonia del Sacramento e Montevideo è garantito da traghetti pluri-quotidiani detti "Buquebus" o "Ferrys", dai nomi delle Compagnie che li gestiscono.

Il Río de la Plata è l'habitat del raro Delfino La Plata.

Il fiume nella storia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi battaglia del Rio de la Plata.
La corazzata tascabile tedesca Admiral Graf Spee in fiamme durante l'autoaffondamento nell'estuario del Río de la Plata avvenuto il 17 dicembre 1939

Nel 1651 lo scultore Gian Lorenzo Bernini, realizzando la Fontana dei Quattro Fiumi, sita a Roma in Piazza Navona, scolpì, al di sotto di un obelisco egiziano che le sovrasta, quattro figure che simboleggiano altrettanti fiumi: il Río de la Plata, il Nilo, il Gange ed il Danubio che costituivano i principali fiumi dei continenti allora conosciuti e dove la statua del Río de la Plata rappresentava il continente americano.

Il 13 dicembre 1939, durante la seconda guerra mondiale, si svolse nell'Atlantico del sud a diverse miglia al largo della costa dell'estuario la battaglia del Rio de la Plata tra la corazzata tascabile tedesca Admiral Graf Spee, e tre unità della Royal Navy: l'incrociatore pesante HMS Exeter e gli incrociatori leggeri HMS Achilles ed HMS Ajax[1]

La nave tedesca, dopo essere rimasta danneggiata a seguito dello scontro con le unità inglesi, trovò inizialmente rifugio nel porto di Montevideo, ma tre giorni dopo, essendo stata obbligata dalle autorità a lasciare il porto per non compromettere la neutralità del paese[2], si autoaffondò nell'estuario a causa sia dell'impossibilità di tentare la fuga date le soverchianti forze che l'attendevano fuori dalle acque territoriali, sia per la decisione di Hitler di non fare internare la nave in Uruguay[3].

Durante la dittatura militare in Argentina, il processo di riorganizzazione nazionale, conosciuto come Guerra sporca, (1976-1983), molti dissidenti furono uccisi dai soldati annegandoli nel fiume (desaparecidos), con i cosiddetti voli della morte.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Le tre navi britanniche facevano parte della Forza G, la Divisione sudamericana di stanza nelle isole Falkland, comandata dal commodoro Henry Harwood, che comprendeva anche l'incrociatore pesante HMS Cumberland, il quale, fermo in porto per riparazioni, non riuscì a partecipare alla battaglia ma raggiunse l'HMS Achilles e l'HMS Ajax, appostate nell'estuario del Rio de la Plata, il 16 dicembre. Vedi Salmaggi, Pallavisini 1989, p. 32.
  2. ^ L'attività diplomatica fu svolta tra il Ministro inglese Millington-Drake ed il Ministro degli esteri uruguaiano Alberto Guani. Vedi Peillard 1992, p. 91.
  3. ^ Il comandante della nave tedesca, il capitano di vascello Hans Langsdorff, ricevette ordini che permettevano diverse opzioni ma questi non comprendevano l'internamento in Uruguay, il messaggio che egli ricevette il 16 dicembre alle ore 17.07 così recitava: "nessun disarmo della nave e nessun internamento dell'equipaggio dovrà essere consentito; uscite da Montevideo e cercate di raggiungere Buenos Aires, combattendo sul Rio de la Plata se necessario. Qualora ne foste assolutamente costretto, affondate la nave assicurandone la distruzione totale"Biagi 1995 vol. II, p. 138.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Enzo Biagi, La seconda guerra mondiale, vol. II, Fabbri Editori, 1995, ISBN non esistente.
  • Léonce Peillard, La Battaglia dell'Atlantico, Mondadori, 1992, ISBN 88-04-35906-4.
  • Salmaggi e Pallavisini, La seconda guerra mondiale, Mondadori, 1989, ISBN 88-04-39248-7.

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