Campionato mondiale di calcio 2006

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Coppa del Mondo FIFA del 2006
Fußball-Weltmeisterschaft 2006
Logo della competizione
Competizione Campionato mondiale di calcio
Sport Football pictogram.svg Calcio
Edizione 18ª
Date 9 giugno - 9 luglio 2006
Luogo Germania Germania
(12 città)
Partecipanti 32 (198 alle qualificazioni)
Impianto/i 12 stadi
Risultati
Vincitore Italia Italia
(4º titolo)
Secondo Francia Francia
Terzo Germania Germania
Quarto Portogallo Portogallo
Statistiche
Miglior giocatore Francia Zinédine Zidane
Miglior marcatore Germania Miroslav Klose (5 reti)
Miglior portiere Italia Gianluigi Buffon
Incontri disputati 64
Gol segnati 147 (2,3 per incontro)
Pubblico 3 353 655
(52 401 per incontro)
Napolitano, Cannavaro e Lippi.jpg
Festa azzurra negli spogliatoi dell'Olympiastadion per la vittoria del quarto titolo mondiale: Giovanna Melandri, Giorgio Napolitano, Fabio Cannavaro e Marcello Lippi sollevano il trofeo appena conquistato ai rigori contro la Francia.
Cronologia della competizione
Left arrow.svg 2002 2010 Right arrow.svg

Il campionato mondiale di calcio 2006 o Coppa del Mondo FIFA del 2006 (ted. Fußball-Weltmeisterschaft 2006, ing. 2006 FIFA World Cup), noto anche come Germania 2006, è stata la diciottesima edizione del campionato mondiale di calcio per squadre nazionali maggiori maschili organizzato dalla FIFA.

Si disputò dal 9 giugno al 9 luglio 2006 in Germania, la quale ottenne il diritto di organizzare il Campionato mondiale 2006 nel luglio 2000, battendo la concorrenza di Inghilterra, Brasile, Marocco e Sudafrica (alla responsabilità di quest'ultimo è stato affidato il compito di organizzare i Mondiali del 2010 mentre al Brasile sono stati affidati quelli del 2014). Il motto dell'evento era Il mondo a casa di amici (Die Welt zu Gast bei Freunden).

La Coppa del Mondo fu vinta dall'Italia che nella finale giocata allo stadio Olimpico di Berlino sconfisse la Francia ai rigori (5 a 3) per 6 a 4 dopo i tempi supplementari conclusi sull'1 a 1. Per gli azzurri fu il quarto titolo mondiale della storia; per la seconda volta il titolo fu assegnato dopo i tiri di rigore (in precedenza era successo solo nel campionato mondiale di calcio 1994, quando la stessa Italia venne battuta dal Brasile). Al terzo posto si classificò la Germania, squadra della nazione ospitante, che nella finale per il 3º posto al Gottlieb-Daimler-Stadion di Stoccarda ebbe la meglio sul Portogallo battendolo per 3 a 1.

All'edizione 2006 del Campionato mondiale parteciparono, a partire dalle qualificazioni, le Nazionali di 198 stati del mondo. I turni di qualificazione iniziarono nel settembre 2003. Alla fase finale del Mondiale erano presenti 32 squadre. Questa è stata anche la prima edizione in cui i campioni del mondo in carica (in questo caso il Brasile) non erano più qualificati di diritto.

L'inno ufficiale dei Mondiali 2006 era The Time of Our Lives, di Il Divo e Toni Braxton,[1] mentre al termine di ogni partita, all'interno dello stadio veniva diffusa la canzone-inno Stand Up, cantata da Patrizio Buanne; si tratta del rifacimento - con un testo adattato al clima calcistico - della canzone Go West dei Pet Shop Boys del 1993. Tra le altre colonne sonore ricorrenti durante il torneo si possono citare Celebrate the Day di Herbert Grönemeyer, Love Generation di Bob Sinclar e il tormentone estivo Hips Don't Lie di Shakira. Altra peculiarità, in campo musicale, dell'edizione 2006 è stata il diffusissimo coro sulle note di Seven Nation Army dei White Stripes. Infine, altri brani che hanno avuto successo sull'onda dei Mondiali sono stati la cover del brano dei Queen We Are the Champions cantata da Crazy Frog e, in Italia, Siamo una squadra fortissimi di Checco Zalone.

Assegnazione[modifica | modifica sorgente]

Il 7 luglio 2000 l'incontro per decidere chi avrebbe ospitato i Mondiali 2006 si tenne per la sesta volta consecutiva a Zurigo. Le nazioni candidate erano quattro dopo il ritiro della propria candidatura da parte del Brasile, avvenuta tre giorni prima della votazione.[2] Erano previsti tre turni di voto in ognuno del quale veniva eliminata la squadra che aveva ricevuto meno voti. I primi due turni si svolsero il 6 luglio, e l'ultimo il 7 luglio. Il primo ad essere eliminato fu il Marocco che ottenne solo tre voti su 24; l'Inghilterra venne eliminata al secondo turno con soli due voti.[3] All'ultimo turno la Germania batté per 12 voti a 11 il Sudafrica, ma il successo tedesco fu macchiato da un tentativo di corrompere un membro della giuria.[4] Infatti, la notte prima della votazione, la rivista satirica tedesca Titanic mandò delle lettere a rappresentanti della FIFA, offrendo loro dei doni nel caso avessero votato per la Germania. Il delegato dell'Oceania Charles Dempsey, che supportava la candidatura del Sud Africa, si astenne per "intollerabili pressioni" alla vigilia della votazione.[5] Se Dempsey avesse votato, sarebbe finita 12 – 12, e sarebbe toccato al presidente della FIFA Joseph Blatter, che sosteneva la candidatura del Sud Africa,[6] scegliere quale sarebbe stata la nazione ospitante.[7] Il 16 luglio 2012 il presidente Blatter, in un'intervista al quotidiano svizzero SonntagsBlick, tornò sull'accaduto, avanzando il sospetto che la Germania avesse comprato l'assegnazione del mondiale 2006.[8]

Candidate:

Risultati
Nazione Voto
1 2 3
Germania Germania 10 11 12
Sudafrica Sudafrica 6 11 11
Inghilterra Inghilterra 5 2 0
Marocco Marocco 3 0 0
Brasile Brasile 0 0 0
Voti totali 24 24 23

Le squadre qualificate[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Qualificazioni al campionato mondiale di calcio 2006.

CAF (5 squadre)[modifica | modifica sorgente]

A Germania 2006 erano assenti tre note rappresentative del calcio africano: Nigeria e Camerun avevano fallito la qualificazione nell'ultima partita utile, mentre il Sudafrica aveva conseguito soltanto il terzo posto nel proprio raggruppamento. Aveva fallito la qualificazione anche il Senegal, protagonista ai Mondiali 2002, nei quali aveva raggiunto i quarti di finale. Non era presente neanche l'Egitto campione continentale in carica. Quattro delle cinque squadre africane ammesse al Mondiale erano esordienti nella manifestazione: Angola, Costa d'Avorio, Togo e Ghana. L'altra nazionale qualificata era la Tunisia, unica Nazionale africana che vantasse un blasone internazionale.

Angola Angola 8 ottobre 2005
Costa d'Avorio Costa d'Avorio 8 ottobre 2005
Togo Togo 8 ottobre 2005
Ghana Ghana 8 ottobre 2005
Tunisia Tunisia 8 ottobre 2005

AFC (4 squadre)[modifica | modifica sorgente]

Le potenze asiatiche - Corea del Sud, Arabia Saudita e Giappone - avevano confermato la loro presenza ai Mondiali. Era assente dalla fase finale la Cina, mentre era presente l'Iran, che ritornava ad un Mondiale dopo l'esperienza di Francia 1998.

Giappone Giappone 8 giugno 2005
Iran Iran 8 giugno 2005
Corea del Sud Corea del Sud 8 giugno 2005
Arabia Saudita Arabia Saudita 8 giugno 2005

UEFA (14 squadre)[modifica | modifica sorgente]

Oltre alla Germania, qualificata d'ufficio come Paese ospitante, per la prima volta dopo 20 anni avevano conseguito la qualificazione tutte le più illustri Nazionali europee: Inghilterra, Olanda, Francia, Italia, Spagna e Portogallo. La Grecia campione d'Europa in carica, non riuscì ad ottenere la qualificazione alla fase finale. Mancarono la qualificazione anche Turchia, Russia e Norvegia. Tra le altre escluse illustri figuravano Belgio, Irlanda e Danimarca. Tra le qualificate erano due le debuttanti al Campionato del mondo: la Rep. Ceca (escludendo i precorsi della nazionale Cecoslovacca) e l'Ucraina, che aveva conquistato la qualificazione anche grazie ai gol di Andrij Ševčenko.

Germania Germania qualificata d'ufficio
Ucraina Ucraina 3 settembre 2005
Polonia Polonia 8 ottobre 2005
Italia Italia 8 ottobre 2005
Inghilterra Inghilterra 8 ottobre 2005
Croazia Croazia 8 ottobre 2005
Olanda Olanda 8 ottobre 2005
Portogallo Portogallo 8 ottobre 2005
Svezia Svezia 12 ottobre 2005
Serbia e Montenegro Serbia e Montenegro 12 ottobre 2005
Francia Francia 12 ottobre 2005
Rep. Ceca Rep. Ceca 16 novembre 2005
Svizzera Svizzera 16 novembre 2005
Spagna Spagna 16 novembre 2005

Spareggi UEFA[modifica | modifica sorgente]

Nonostante la sconfitta in Turchia per 4-2, la Svizzera, seconda nel proprio girone di qualificazione davanti a Israele e Irlanda e alle spalle della Francia, aveva guadagnato l'accesso a Germania 2006 in virtù della vittoria per 2-0 in casa contro i turchi. Gli elvetici tornavano a disputare la fase finale della competizione mondiale a distanza di dodici anni dall'ultima apparizione (1994).

La Spagna, malgrado il secondo posto nel girone della Serbia e Montenegro, aveva conseguito la qualificazione ai play-off. A Bratislava aveva pareggiato per 1-1 con la Slovacchia dopo il roboante 5-1 di Madrid.

La Rep. Ceca, esclusa quattro anni prima, aveva dovuto giocare lo spareggio in virtù del secondo posto nel girone vinto dall'Olanda. Qui aveva battuto la Norvegia per 1-0 sia all'andata che al ritorno, conquistando così un posto tra le 32 finaliste.

CONCACAF (4 squadre)[modifica | modifica sorgente]

C'era anche la cosiddetta Trimurti della CONCACAF: Messico, Stati Uniti e Costa Rica, qualificatesi con relativa facilità. Debuttava ad un Mondiale anche Trinidad e Tobago, vittorioso nello spareggio AFC-CONCACAF con il Bahrein. Nel 1990 Trinidad e Tobago aveva sfiorato la qualificazione, venendo eliminata dagli Stati Uniti all'ultima giornata del girone finale.

Stati Uniti Stati Uniti 3 settembre 2005
Messico Messico 7 settembre 2005
Costa Rica Costa Rica 8 ottobre 2005
Trinidad e Tobago Trinidad e Tobago 16 novembre 2005

OFC (1 squadra)[modifica | modifica sorgente]

Australia Australia 16 novembre 2005

L'Australia tornava ai Mondiali dopo 32 anni. Anche in quell'occasione, Mondiali 1974, si era giocato in Germania. I socceroos avevano sconfitto l'Uruguay ai rigori nello spareggio OFC-CONMEBOL. L'Oceania ritrovò così una sua rappresentante dopo 24 anni: l'ultima nazionale oceanica presente ad un Mondiale era stata la Nuova Zelanda nel 1982. In verità non si può parlare di rappresentante della zona oceanica, dato che l'Australia è affiliata all'AFC dal 1º gennaio 2006, anche se la FIFA l'ha considerata, fino alla fine del torneo, una nazionale oceanica e non asiatica.

CONMEBOL (4 squadre)[modifica | modifica sorgente]

Oltre a Brasile e Argentina, le più titolate Nazionali Sudamericane, erano presenti alla rassegna tedesca Ecuador e Paraguay. L'altra big continentale, l'Uruguay, era stata sconfitta dall'Australia ai rigori nello spareggio OFC-CONMEBOL.

Argentina Argentina 8 giugno 2005
Brasile Brasile 4 settembre 2005
Ecuador Ecuador 8 ottobre 2005
Paraguay Paraguay 8 ottobre 2005

Spareggi intercontinentali[modifica | modifica sorgente]

Il Bahrein, vincitore dello spareggio AFC con l'Uzbekistan, aveva sfidato Trinidad e Tobago, quarto nel girone finale CONCACAF. A vincere erano stati i centramericani, detti Soca Warriors, capaci di ottenere una storica qualificazione.

Si era poi ripetuta la sfida degli spareggi per i Mondiali 2002 tra Uruguay (quinto nel girone CONMEBOL) e l'Australia (vincitrice del girone OFC). Questa volta, però, a vincere era stata l'Australia.

Sorteggio[modifica | modifica sorgente]

Le otto teste di serie del Mondiale 2006 erano state selezionate dalla FIFA sulla base del Ranking mondiale FIFA a tutto il 5 dicembre 2005. Le teste di serie venivano inserite nell'urna A del sorteggio. L'urna B conteneva le squadre qualificate non teste di serie del Sud America, Africa e Oceania, mentre l'urna C otto delle nove squadre europee rimanenti, esclusa Serbia e Montenegro. L'urna D conteneva le squadre della CONCACAF e quelle asiatiche. Un'urna speciale conteneva la Serbia e Montenegro. Il provvedimento era stato adottato per garantire che in un gruppo non ci fossero tre squadre europee[9]. Nell'urna speciale la Serbia e Montenegro (pallina bianca) era stata sorteggiata per prima, poi era stata la volta delle squadre del suo gruppo (Argentina, Olanda e Costa d'Avorio). Le otto teste di serie erano state sorteggiate come prime squadre dei loro gruppi.

Era già stato deciso che la Germania, in quanto paese ospitante, sarebbe stata assegnata al Gruppo A. La FIFA aveva inoltre annunciato in anticipo che il Brasile (campione in carica) sarebbe stato assegnato al Gruppo F.

Urna A Urna B Urna C Urna D Urna Speciale

Argentina Argentina
Brasile Brasile (detentrice)
Inghilterra Inghilterra
Francia Francia
Germania Germania
Italia Italia
Messico Messico
Spagna Spagna

Angola Angola
Australia Australia
Costa d'Avorio Costa d'Avorio
Ecuador Ecuador
Ghana Ghana
Paraguay Paraguay
Togo Togo
Tunisia Tunisia

Croazia Croazia
Rep. Ceca Rep. Ceca
Paesi Bassi Paesi Bassi
Polonia Polonia
Portogallo Portogallo
Svizzera Svizzera
Svezia Svezia
Ucraina Ucraina

Costa Rica Costa Rica
Iran Iran
Giappone Giappone
Corea del Sud Corea del Sud
Arabia Saudita Arabia Saudita
Trinidad e Tobago Trinidad e Tobago
Stati Uniti Stati Uniti

Serbia e Montenegro Serbia e Montenegro

Il 9 dicembre 2005 a Lipsia si era tenuto il sorteggio. Le 32 nazionali ammesse alla fase finale del Mondiale erano state divise in 8 gruppi da quattro squadre (A, B, C, D, E, F, G e H). Dopo il sorteggio molti commentatori di calcio definirono il gruppo C gruppo della morte del Mondiale anche se in verità Argentina e Olanda (inserite in quel raggruppamento) si sarebbero qualificate agli ottavi con un turno di anticipo, battendo abbastanza facilmente Costa d'Avorio e Serbia e Montenegro.[10][11]

Fase finale[modifica | modifica sorgente]

Piazzamenti delle nazionali

Gruppo A[modifica | modifica sorgente]

Tifosi della Nazionale di casa a Bochum

Il 9 giugno 2006, nella gara inaugurale a Monaco di Baviera, la Germania, sconfisse la Costa Rica per 4-2, mentre nell'altro incontro l'Ecuador, alla sua seconda partecipazione in Coppa del Mondo, batté la Polonia 2-0. Nella seconda giornata, il 14 giugno, i tedeschi sconfissero a Dortmund la Polonia per 1-0, ottenendo la qualificazione agli Ottavi di finale con un turno d'anticipo. Il giorno successivo si qualificò anche l'Ecuador sconfiggendo la Costa Rica. Nell'ultimo turno, la Germania superò i sudamericani per 3-0, ottenendo il primo posto nel girone, mentre la Polonia, comunque eliminata, giunse terza.

Gruppo B[modifica | modifica sorgente]

Nel gruppo B la classifica finale non tradì le attese: l'Inghilterra passò il turno classificandosi al primo posto con 7 punti (2 successi e un pareggio), la Svezia passò come seconda classificata con 5 punti (ottenuti con 2 pareggi e un'unica vittoria). Inghilterra e Svezia, tra loro, pareggiarono. Furono eliminati Paraguay, terzo con 3 punti, e Trinidad e Tobago, ultimo con un solo punto.

Gruppo C[modifica | modifica sorgente]

La curva dei tifosi olandesi nella tradizionale divisa arancione

Nel gruppo della morte nella prima giornata la Selección sconfisse la Costa d'Avorio 2-1, mentre i Paesi Bassi batterono 1-0 i serbomontenegrini. Il 16 giugno le gerarchie vennero definite: infatti l'Argentina, inflisse alla Serbia e Montenegro una sconfitta per 6-0, mentre gli Orange batterono gli ivoriani per 2-1, qualificandosi a loro volta. Le partite del 21 giugno servono solo a stabilire la classifica finale, a qualificazioni già decise: argentini e olandesi pareggiano 0-0, risultato che consente ai sudamericani di vincere il girone per la miglior differenza reti (+7 contro il +2 olandese), mentre nell'altra partita gli ivoriani rimontano da 0-2 a 3-2, ottenendo una vittoria prima di abbandonare il Mondiale.

Gruppo D[modifica | modifica sorgente]

Tifosi angolani a Colonia

A differenza del Gruppo C, il Gruppo D era considerato il gruppo più facile. Come da pronostico Portogallo e Messico guidano il girone dalla prima giornata. I messicani battono l'Iran 3-1, mentre i portoghesi sconfiggono l'Angola in una gara molto sentita per gli africani, visto che si trattava del loro esordio in un Campionato mondiale di calcio ed erano, fino al 1975, una colonia portoghese. Nella giornata successiva il Portogallo, battendo l'Iran 2-0, ottenne la qualificazione agli Ottavi con un turno d'anticipo, mentre il Messico, pareggiando 0-0 con l'Angola, si qualificò solo all'ultimo turno, grazie al pareggio 1-1 tra Angola ed Iran, nonostante la sconfitta per 2-1 contro i lusitani.

Gruppo E[modifica | modifica sorgente]

Il 12 giugno cominciarono le partite del gruppo E con Stati Uniti-Rep. Ceca, vinta dai cechi per 3-0. In serata toccò all'Italia contro il Ghana, con gli Azzurri che vinsero l'incontro per 2-0, con reti di Andrea Pirlo nel primo tempo e Vincenzo Iaquinta nel secondo. Il 17 giugno il Ghana superò per 2-0 i cechi mentre l'Italia, a Kaiserslautern, dopo essere passata in vantaggio con Alberto Gilardino, venne raggiunta dagli Stati Uniti a causa di un autogol di Cristian Zaccardo. La gara fu intensa sul piano agonistico, tanto che le due squadre conclusero in 10 contro 9. Nell'Italia fu espulso Daniele De Rossi per una gomitata allo statunitense Brian McBride che gli costò 4 giornate di squalifica. Ad Amburgo, all'ultima giornata, contro una Rep. Ceca anch'essa in cerca della qualificazione, gli azzurri dovevano vincere per evitare i campioni in carica del Brasile negli ottavi di finale. Nel primo tempo segnò di testa Marco Materazzi, mentre all'87º Filippo Inzaghi realizzò la rete del 2-0 che qualificò l'Italia come vincitrice del girone con 7 punti. Nell'altra partita il Ghana riuscì a sconfiggere gli statunitensi per 2-1 e ottenne la qualificazione per la prima volta, passando col secondo posto.

Gruppo F[modifica | modifica sorgente]

In questo girone già dalle prime partite si capì che non sarebbe stato facile, per le favorite Brasile e Croazia, prevalere. L'Australia, tornata alla fase finale dopo l'edizione del 1974 e allenata da Guus Hiddink, riuscì a sconfiggere il Giappone per 3-1, mentre il Brasile, pur giocando al di sotto delle aspettative, batté la Croazia grazie ad una rete di Kaká. Nella giornata successiva i verdeoro ottennero la qualificazione con un turno d'anticipo sconfiggendo l'Australia per 2-0, mentre croati e giapponesi pareggiarono per 0-0. Nell'ultimo turno i Campioni in carica batterono il Giappone allenato da Zico per 4-1, con Ronaldo che segna una doppietta eguagliando il record di Gerd Müller di 14 gol nei Mondiali. In Croazia-Australia la Croazia, costretta a vincere, vede rimontato due volte il suo vantaggio da parte dell'Australia che, grazie a questo risultato, supera per la prima volta nella storia la fase a gironi.

Gruppo G[modifica | modifica sorgente]

Nell'esordio del gruppo G Francia e Svizzera non vanno oltre lo 0-0, mentre la Corea del Sud, dopo il contestato 4º posto di quattro anni prima, vince facilmente contro il Togo, all'esordio ai Mondiali. In Francia-Corea del Sud i francesi passarono in vantaggio con Thierry Henry al 9' e vennero raggiunti da Park Ji-Sung all'81', dopo una serie di errori difensivi. I bleus recriminarono per un gol non convalidato dall'arbitro. Dopo la vittoria elvetica sul Togo per 2-0 la Francia rischiò di uscire al primo turno come nel 2002: si rese infatti necessario, per i transalpini, sconfiggere il Togo con almeno due reti di scarto. La Francia vinse 2-0; così, in concomitanza con la vittoria svizzera ottenuta con lo stesso punteggio, le due nazionali europee si qualificarono agli ottavi.

Gruppo H[modifica | modifica sorgente]

Nell'ultimo raggruppamento la Spagna ottenne tre vittorie su tre incontri, segnando 8 reti e subendone una. Dopo l'esordio contro l'Ucraina vinto per 4-0, arrivò una vittoria in rimonta contro la Tunisia per 3-1, dopo essere stata in svantaggio per più di un'ora. All'ultima giornata le Furie Rosse sconfissero l'Arabia Saudita per 1-0. Oltre alla Spagna passa il turno l'Ucraina, al suo esordio al Mondiale, che dopo lo 0-4 della gara d'esordio sconfigge i sauditi con lo stesso punteggio e la Tunisia per 1-0. Sauditi e tunisini vennero eliminati con un solo punto, ottenuto nello scontro diretto.

Ottavi di finale[modifica | modifica sorgente]

Gli ottavi di finale si disputarono tra il 24 e il 27 giugno: si qualificò per prima la Germania eliminando la Svezia battendola per 2-0 con doppietta di Lukas Podolski nei primi 12 minuti, mentre in serata l'Argentina, dopo una brillante prima fase, soffre contro il Messico andando in svantaggio dopo 6 minuti. Ciononostante riesce a pareggiare subito con Hernán Crespo e, ai supplementari, Maxi Rodriguez segna la spettacolare rete del 2-1 che permette alla Selección di qualificarsi e affrontare i padroni di casa a Berlino. L'Inghilterra continuò a vincere, pur non riscuotendo il successo della critica, e sconfisse con una rete su calcio di punizione di David Beckham l'Ecuador, mentre il Portogallo elimina i Paesi Bassi in una gara molto accesa, conclusa in 9 contro 9. Il 26 giugno l'Italia tornò a Kaiserslautern per sfidare l'Australia; l'incontro è più difficile del previsto per gli Azzurri: dall'inizio del secondo tempo, a causa dell'espulsione di Materazzi,[12] l'Italia è costretta a giocare in 10 contro 11.

La partita pare procedere verso i supplementari, ma a pochi secondi dalla fine Grosso ottiene un calcio di rigore che Francesco Totti trasforma per l'1-0 che vale il passaggio al turno successivo. In serata la gara tra Svizzera e Ucraina, dopo lo 0-0 dei tempi regolamentari e supplementari, fu decisa ai rigori per 3-0 in favore degli ucraini. La squadra di Shevchenko si qualifica per la prima volta ai quarti di finale, mentre gli elvetici lasciano Germania 2006 pur vantando un singolare record: in quattro partite non hanno mai subìto gol, risultando la miglior difesa del torneo. Il Brasile eliminò il Ghana 3-0, grazie anche alla rete che vale a Ronaldo, autore del primo gol, il titolo di capocannoniere della storia dei mondiali con 15 reti in tre edizioni (4 nel 1998, 8 nel 2002 e 3 nel Mondiale tedesco), mentre nella sfida tra Spagna e Francia, dopo l'iniziale vantaggio spagnolo, i transalpini guidati da Zidane vincono 3-1 e accedono al turno successivo.

Quarti di finale[modifica | modifica sorgente]

Le partite valide per i quarti di finale si disputarono il 30 giugno e il 1º luglio. Nel primo incontro a Berlino l'Argentina cercò la rivincita della finale del campionato del mondo 1990 persa a Roma contro i tedeschi. Al 49º la squadra di Pekerman passa in vantaggio con Roberto Ayala ma all'80º Klose segna il gol del pareggio che porta la gara ai tempi supplementari e, successivamente, ai rigori. Dal dischetto i tedeschi sono più precisi e realizzano 4 rigori su 4, mentre Jens Lehmann tra i pali parò due tiri di rigore. Il portiere dichiarerà poi che si era preparato dei bigliettini su cui aveva studiato, il giorno prima, i movimenti dei calciatori sudamericani nell'eventualità che la gara si decidesse ai rigori[13]. In serata l'Italia fece ritorno ad Amburgo contro l'Ucraina, e andò in vantaggio dopo pochi minuti con Gianluca Zambrotta per poi nel secondo tempo, dopo aver subito il pressing ucraino, chiudere la partita con due gol di Luca Toni, qualificandosi per la semifinale contro la Germania. Il giorno dopo la gara tra Inghilterra e Portogallo, finita 0-0 dopo i tempi supplementari, venne decisa ai rigori a favore dei lusitani per 3-1, che si qualificarono alle Semifinali per la prima volta dopo l'edizione del 1966. Per gli inglesi si trattò della terza eliminazione ai tiri dal dischetto dopo quelle del 1990 e del 1998. Nell'ultima gara tra Francia e Brasile i Verdeoro, grandi favoriti alla vigilia e alla ricerca della rivincita della finale del campionato del mondo 1998, vennero sconfitti per 1-0 grazie ad un gol di Thierry Henry e abbandonarono il torneo dopo tre finali consecutive nelle precedenti edizioni.

Semifinali[modifica | modifica sorgente]

La semifinale tra Italia e Germania fu giocata in un'atmosfera particolarmente calda per via delle caratteristiche del Westfalenstadion

Per la sesta volta nella storia dei Mondiali le semifinaliste furono Nazionali dello stesso continente, quello europeo: era già successo nel 1934, nel 1954, nel 1966, nel 1974 e nel 1982.

Il rigore di Zinédine Zidane che decise Portogallo-Francia

Il 4 luglio a Dortmund si sfidarono Germania e Italia, in uno stadio tradizionalmente favorevole ai tedeschi, sempre vittoriosi nella città della Renania Settentrionale-Vestfalia. Gli Azzurri sembrarono prevalere sui tedeschi, ma al 90º il risultato rimase fermo sullo 0-0. Si giocarono quindi i tempi supplementari, durante i quali Gilardino e Zambrotta colpirono rispettivamente un palo e una traversa. Al 119º, sugli sviluppi di un calcio d'angolo, Andrea Pirlo servì Grosso che, con un preciso tiro di sinistro dal limite dell'area piccola, batté Lehmann e portò l'Italia in vantaggio. L'urlo nella sua esultanza ricordò a molti, in Italia, quello di Marco Tardelli nella finale di Madrid di 24 anni prima. Un minuto dopo, con i tedeschi sbilanciati in attacco, partì un veloce contropiede italiano in cui Cannavaro rubò palla, la cedette a Totti che la passò in avanti a Gilardino, il quale si portò al limite dell'area di rigore, quindi servì Del Piero, smarcatosi sulla sinistra dopo una cavalcata partita dalla sua area di rigore, che segnò il gol del definitivo 2-0. L'Italia tornò quindi in finale dopo 12 anni eliminando la Germania per la terza volta nella storia dei Mondiali (in precedenza l'aveva sconfitta nel 1970 in semifinale e nel 1982 in finale).

L'altra semifinale, giocata a Monaco di Baviera il 5 luglio, vide la Francia superare per 1-0 il Portogallo. Decisiva risultò una rete di Zidane su calcio di rigore al 33º minuto. I francesi si qualificarono così per la seconda finale in tre edizioni.

Finali[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Finale del campionato mondiale di calcio 2006.

La finale per il terzo posto si tenne l'8 luglio a Stoccarda, la finale il 9 luglio 2006 a Berlino. Nella gara tra Germania e Portogallo, sconfitte in semifinale, i tedeschi s'imposero per 3-1. Il centravanti Miroslav Klose guadagnò il titolo di capocannoniere del torneo con 5 reti segnate (4 anni prima in Giappone e Corea del Sud si era classificato secondo dietro a Ronaldo, segnando lo stesso numero di gol). Per i tedeschi e per il loro allenatore, Jürgen Klinsmann, il 3º posto viene celebrato come un risultato sostanzialmente positivo, mentre il Portogallo, con il 4º posto, ottenne il miglior risultato nella storia dei Mondiali negli ultimi 40 anni.

Nella finalissima, giocata all'Olympiastadion di Berlino, la Francia passò in vantaggio con un gol di Zidane al 7' minuto su calcio di rigore. Zidane calciò il rigore a "cucchiaio" e la palla colpì prima la traversa e poi terminò dietro la linea di porta. L'Italia reagì pareggiando con Materazzi al 19' sugli sviluppi di un calcio d'angolo (secondo suo gol su corner). Dopo un primo tempo in cui l'Italia sembrava aver giocato meglio (un altro colpo di testa di Materazzi è salvato sulla linea e un colpo di testa di Toni finisce sulla traversa), nel secondo tempo gli Azzurri soffrono, chiudendosi in difesa e lasciando spazio alle giocate transalpine, che però non riescono a produrre azioni da gol, grazie a una difesa italiana ben schierata.

Festa italiana al Circo Massimo il 10 luglio 2006, al ritorno della squadra azzurra fresca campione del mondo.

Nonostante il dominio francese, l'Italia si vede annullare un gol di testa di Luca Toni per un fuorigioco. Anche durante i supplementari i francesi continuarono ad attaccare creando due pericoli: un tiro di Franck Ribéry, di poco fuori e un colpo di testa di Zidane, sventato grazie a una grande parata di Gianluigi Buffon, eletto miglior portiere del torneo. Al 111' proprio Zidane venne espulso dall'arbitro Horacio Elizondo, su indicazione del quarto ufficiale di gara, per aver colpito intenzionalmente Materazzi con una testata. Al termine dei 120 minuti il risultato è ancora fermo sull'1-1 e, per la seconda volta nella storia, l'assegnazione della Coppa del Mondo è decisa ai tiri di rigore, dopo i Mondiali 1994, in cui l'Italia aveva perso contro il Brasile per 3-2. Dopo 4 rigori a testa l'Italia è a punteggio pieno, mentre la Francia è ferma a 3 (Trezeguet fallì il secondo tiro dei bleus colpendo la traversa, mentre segnarono Pirlo, Materazzi, De Rossi e Del Piero per l'Italia e Wiltord, Abidal e Sagnol per la Francia).

Fabio Grosso, che aveva già deciso le sfide con l'Australia e con la Germania, segnò il rigore del definitivo 5-3 e permise all'Italia di vincere il 18º campionato mondiale di calcio, il quarto della storia Azzurra dopo i successi del 1934, 1938 e 1982. Zidane, che alla vigilia della manifestazione aveva annunciato che avrebbe lasciato il calcio giocato con quella finale, all'età di 34 anni, terminò la propria carriera con la sconfitta e l'espulsione. Ciononostante il capitano francese fu premiato dalla FIFA come Miglior Giocatore dei Mondiali, davanti a Fabio Cannavaro e Andrea Pirlo; a quest'ultimo va anche il riconoscimento come migliore in campo della finale. Gli istanti del rigore finale di Fabio Grosso, sono stati riprodotti nel video del tormentone del 2010, ossia Shakira e la sua Waka Waka. La stampa sportiva mondiale cercò, nelle settimane successive alla finale, di scoprire la frase rivolta da Materazzi a Zidane per suscitarne una così violenta reazione.

Secondo la critica la vittoria fu raggiunta dall'Italia di Lippi attraverso un gioco corale molto organizzato, un'eccezionale forza fisica e, come nella migliore tradizione italiana, una difesa solidissima,[14] che concesse soltanto un gol su rigore e un autogol in sette partite. Un altro fattore decisivo per la vittoria finale fu la capacità di non dipendere da un solo giocatore, come conferma il fatto che i dodici gol dell'Italia nel torneo furono segnati da dieci calciatori diversi.

Esordi[modifica | modifica sorgente]

Ogni edizione annovera almeno una squadra esordiente: a Germania 2006 le debuttanti erano sei. Provenivano dall'Europa dell'Est (Ucraina), dall'Africa (quattro: Angola, la Costa d'Avorio, il Togo e il Ghana) e dai Caraibi (Trinidad e Tobago).

Un tifoso dell'esordiente Ghana prima del match contro l'Italia

Non si considera la Serbia e Montenegro squadra esordiente, dal momento che la si ritiene la naturale continuazione della nazionale jugoslava che partecipò alla massima competizione calcistica fin dalla sua prima edizione nel 1930. Lo stesso discorso si applica alla nazionale ceca, non reputata esordiente per via delle precedenti partecipazioni ai Mondiali della nazionale cecoslovacca, finalista in ben due occasioni (1934 e 1962). I cechi si qualificarono a scapito della nazionale norvegese, mentre la Slovacchia fu eliminata nello spareggio contro la Spagna.

La Serbia e Montenegro partecipò per l'ultima volta ai Mondiali di calcio, dato che il 3 giugno 2006 il Montenegro divenne uno stato indipendente, gettando le basi per la nascita della nazionale di calcio montenegrina. L'indipendenza del Montenegro fu sancita pochi giorni prima dell'apertura dei Mondiali. Ciò creò una situazione singolare, poiché la Nazionale di Serbia e Montenegro rappresentava, di fatto, un'entità statale non più esistente. Nelle successive competizioni avrebbero poi partecipato due nazionali distinte: quella serba e quella montenegrina.

Statistiche[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Statistiche del campionato mondiale di calcio 2006.
  • Il torneo fu caratterizzato dall'elevato numero di cartellini estratti dagli arbitri per punire azioni fallose. I cartellini gialli furono in tutto 345, mentre i rossi 28 (nuovi record per i Mondiali). La partita con più ammonizioni ed espulsioni fu l'ottavo di finale Portogallo-Olanda, nella quale furono dodici gli ammoniti e quattro gli espulsi[16] (nuovo record per i Mondiali).
  • Nessun giocatore ha segnato triplette in questo mondiale, circostanza invece abbastanza consueta nelle passate edizioni.
  • Nel Campionato del 2006 sono stati realizzati i gol più "lenti" di tutta la storia dei Mondiali: Grosso al 119º minuto e Del Piero al 120º minuto.
  • Il record negativo dell'animosità in campo spetta, come già accennato, all'incontro Portogallo-Olanda: ben otto ammonizioni e quattro espulsioni.[16] Il giocatore più falloso fu il francese Thierry Henry (venti falli)[17].
  • Per la prima volta nella storia dei Mondiali di Calcio un giocatore fu espulso alla terza ammonizione. Accadde al croato Šimunić per mano dell'arbitro inglese Graham Poll durante Croazia-Australia, valida per la terza giornata del Girone F. Il fatto non costò l'annullamento della partita per errore tecnico sia perché l'arbitro non menzionò la circostanza nel referto ufficiale, sia perché la squadra danneggiata dal fatto, l'Australia, non ebbe interesse a fare ricorso, in quanto qualificata agli ottavi di finale proprio in virtù di quella partita.
  • Con l'espulsione nella finale mondiale Zinédine Zidane eguagliò il record di cartellini gialli (Cafu, 6) e rossi (Rigobert Song, 2) collezionati da un solo giocatore nei campionati del mondo.
  • La Svizzera fu eliminata senza aver incassato un solo goal e senza perdere alcun incontro, se si escludono i tiri di rigore al termine dell'ultimo incontro, quello contro l'Ucraina agli ottavi di finale. Si tratta della prima volta di un fatto simile.[18]
  • Ben 43 tiri sono stati fatti dal dischetto dell'area di rigore (record mondiale).

Successo[modifica | modifica sorgente]

La notte di Norimberga illuminata da un pallone gigante

Questa edizione dei Mondiali è ricordata come la più seguita nella storia della televisione. Trasmessa in 214 stati, vanta un numero totale di spettatori cumulativi pari a 26,29 miliardi[20].

Secondo alcune stime la FIFA guadagnò dall'organizzazione del Mondiale circa 1,4 miliardi di dollari, molti dei quali provenienti dalla cessione dei diritti televisivi ed una parte importante anche dalla sponsorizzazione del sito web ufficiale (che, coprodotto con Yahoo, registrò un numero di visitatori di assoluta primarietà). Il giro d'affari globale complessivo legato allo svolgimento del Mondiale fu stimato dal britannico Centre for Economics and Business Research in circa 25 miliardi di dollari di incremento di consumi, principalmente in Europa. L'Istituto di Ricerche Economiche di Monaco di Baviera stimò nello 0,25% il possibile effetto positivo sull'economia tedesca. In uno studio intitolato "Soccereconomics 2006", finanziato dalla banca olandese ABN-AMRO, si teorizzò che i risultati avrebbero influito sul consumo. La conclusione dello studio prevedeva che il maggior influsso sull'economia sarebbe potuto derivare da un'eventuale finale Germania-Italia in cui la Germania avesse perduto. Secondo una previsione di Goldman Sachs, invece, effettuata secondo calcoli prevalentemente statistici, ci si sarebbe attesa la vittoria del Brasile.

Una porta di neon illumina le notti di Amburgo

Secondo alcune stime circa un miliardo e duecentomila persone nel mondo (pari al 17% della popolazione del pianeta) avrebbero assistito via televisione alla finale. In molti paesi emergenti vi furono rilevanti picchi di incremento nelle vendite di televisori (primo apparecchio), fra questi India, Nepal, Corea e Bangladesh. Nei paesi sviluppati fu questa la prima edizione dei Mondiali diffusa in alta definizione. Negli USA l'incremento di spettatori rispetto alla passata edizione fu del 112%, mentre a Boston per la prima volta 10 000 persone si radunarono per assistere alla partita su un maxi-schermo nella piazza del comune.

Per la prima volta la RAI non trasmise tutte le partite del Mondiale, ma solo una al giorno, in un inusuale cinemascope. I diritti di tutti i match furono acquistati da SKY Italia. Per la prima volta in Italia una televisione satellitare si appropriò di tutti i diritti di trasmissione delle partite. Anche in altre nazioni la pay-tv ha trasmesso i Mondiali (in Spagna la Digital+ del gruppo Prisa, in Germania la Première). Nel paese iberico, le due nuove tv nate dalla prima riforma televisiva, Cuatro e La Sexta, trasmisero le partite del Mondiale, con la seconda che comprò i diritti per alcune partite e per questioni di copertura sub-cedette alla prima le partite di interesse generale. Grazie alla finale Cuatro ha vinto il suo primo giorno negli ascolti.

La società di analisi web Nielsen NetRatings ha stimato che circa 3 400 000 utenti unici abbiano visitato il sito sportivo della BBC durante la manifestazione, con una media di circa 23 minuti di permanenza media per utente. Il sito inglese sarebbe stato in assoluto il più visto, 3 volte di più di quello della FIFA.

Convocazioni[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Convocazioni per il campionato mondiale di calcio 2006.

Stadi[modifica | modifica sorgente]

Nel 2006 la Germania poteva vantare un considerevole numero di stadi in grado di soddisfare la capacità minima richiesta di 40 000 posti per ospitare le partite dei Mondiali. Vennero scelti 12 stadi. Tra gli esclusi risultò l'Olympiastadion di Monaco di Baviera (69 250): nonostante i regolamenti FIFA permettessero di scegliere due stadi presenti nella stessa città, l'organizzazione tedesca decise altrimenti. Anche l'LTU Arena di Düsseldorf (51 500), il Weserstadion di Brema (43 000) e lo Stadion im Borussia-Park di Mönchengladbach (46 249) vennero esclusi.

I 12 stadi che ospitarono le partite dei mondiali furono:

Olympic Stadium in Berlin.JPG Westfalenstadion.jpg Frankfurt (4706479251).jpg
Olympiastadion

Città: Berlino
Capienza: 76 176
Club: Hertha Berlino
Anno d'apertura: 1936

Westfalenstadion

Città: Dortmund
Capienza: 66 981
Club: Borussia Dortmund
Anno d'apertura: 1974

Waldstadion

Città: Francoforte sul Meno
Capienza: 48 132
Club: Eintracht Francoforte
Anno d'apertura: 1925

080110 schalke arena germany.JPG AOL-Arena.jpg AWD-Arena Einweihungsfeier Feuerwerk.JPG
Arena AufSchalke

Città: Gelsenkirchen
Capienza: 53 804
Club: Schalke 04
Anno d'apertura: 2001

Volksparkstadion

Città: Amburgo
Capienza: 51 055
Club: Amburgo
Anno d'apertura: 1953

Niedersachsenstadion

Città: Hannover
Capienza: 44 652
Club: Hannover
Anno d'apertura: 1954

Kaiserslautern 03.jpg RheinEnergieStadion Innenansicht.jpg Leipzig von oben Zentralstadion.jpg
Fritz-Walter-Stadion

Città: Kaiserslautern
Capienza: 48 500
Club: Kaiserslautern
Anno d'apertura: 1926

Müngersdorfer Stadion

Città: Colonia
Capienza: 46 120
Club: Colonia
Anno d'apertura: 1923

Zentralstadion

Città: Lipsia
Capienza: 44 199
Club: Lipsia
Anno d'apertura: 2004

Allianz Arena 2005-06-10.jpeg Frankenstadion 1.JPG Gottlieb-Daimler-Stadion Stuttgart innen.JPG
FIFA WM-Stadion

Città: Monaco di Baviera
Capienza: 66 016
Club: Bayern Monaco e Monaco 1860
Anno d'apertura: 2005

Frankenstadion

Città: Norimberga
Capienza: 41 926
Club: Norimberga
Anno d'apertura: 1928

Gottlieb Daimler

Città: Stoccarda
Capienza: 54 267
Club: Stoccarda
Anno d'apertura: 1933

Durante il torneo, molti stadi cambiarono denominazione, in quanto la FIFA proibisce la sponsorizzazione degli stadi a meno che gli sponsor degli stadi siano anche sponsor ufficiali FIFA.[21] Per esempio, l'Allianz Arena a Monaco di Baviera fu ribattezzato FIFA World Cup Stadium, Munich (o in tedesco: FIFA WM-Stadion München), e anche le lettere dello sponsor Allianz vennero rimosse o coperte.[21] Alcuni di questi stadi avevano pure una capacità minore del solito durante la Coppa del Mondo per il fatto che i regolamenti FIFA proibiscono di utilizzare i posti in piedi.

Il pallone[modifica | modifica sorgente]

Il Teamgeist (Spirito di squadra), pallone dei Mondiali 2006, in una versione ingrandita.

Il pallone utilizzato per i Mondiali 2006 fu il Teamgeist ("Spirito di squadra"), usato, con colori diversi, da altre squadre come il Milan nella stagione 2006-2007, e prodotto dall'azienda tedesca Adidas, che ha fornito i palloni per le altre edizioni dei Mondiali a partire dal campionato del mondo 1970 (introduzione del celebre Telstar).[22]

Il Teamgeist differisce dai palloni creati in passato, avendo soltanto 14 pannelli curvi (che fanno del pallone un equivalente di un ottaedro troncato) piuttosto che i 32 costituenti i palloni precedenti a partire dal 1970. Inoltre i pannelli sono legati insieme mediante saldatura termica anziché suturati. Il Teamgeist appare così più rotondo e la sua traiettoria risulta più indipendente dal punto in cui è calciato. Essendo poi quasi impermeabile, in caso di pioggia non modifica le proprie prestazioni in maniera sensibile.

Ognuna delle 32 federazioni calcistiche qualificate per i Mondiali di Germania ricevette 40 palloni in omaggio per gli allenamenti.

Controversie[modifica | modifica sorgente]

Traffico di prostitute[modifica | modifica sorgente]

La Parliamentary Assembly of the Council of Europe (PACE), il Consiglio Nordico e Amnesty International hanno espresso il loro disappunto sull'incremento del traffico di prostitute durante il mondiale. PACE e Amnesty hanno denunciato che 30 000 donne e ragazze si sono prostituite durante i mondiali di calcio Germania 2006. Hanno chiesto alle autorità tedesche di monitorare i bordelli durante il Mondiale e sostenere le vittime del traffico[23][24][25][26].

Secondo la polizia tedesca non c'è stato un rilevante aumento della prostituzione forzata durante il Mondiale. Anche se c'era stato un afflusso significativo di prostitute in Germania prima del mondiale la maggior parte di queste avevano lasciato il paese durante le prime due settimane. Ufficiali di Polizia di molte città hanno sostenuto che in realtà il commercio di prostitute è diminuito.[27]

Razzismo[modifica | modifica sorgente]

È stato affermato che le persone di aspetto straniero non dovrebbero visitare alcune zone dell'ex Germania Est,[28] dopo che un giornale ha riportato che i naziskin stavano progettando di fare violenza agli stranieri. La Germania ha una minoranza di Naziskin che attacca violentemente gli immigrati nel paese e i turisti da quando è caduto il muro di Berlino e la Germania è stata riunificata. L'Africa Council, che ha sede a Berlino, e l'International League of Human Rights hanno avvisato i tifosi neri e asiatici di evitare alcune zone della Germania Est durante il mondiale.[29][30] L'NPD, un'organizzazione che il governo tedesco ha provato senza successo a vietare nel 2001, aveva progettato di marciare per Gelsenkirchen il 10 giugno, un giorno dopo la partita Ecuador-Polonia. Questa marcia era stata in un primo momento proibita dalla polizia tedesca ma in seguito permessa dalla corte amministrativa di Gelsenkirchen. Sono state progettate altre marce attraverso Francoforte e Herne durante la competizione che poi sono state proibite.[31] La FIFA ha annunciato che al mondiale le squadre sarebbero state penalizzate di qualche punto nel caso i giocatori e gli arbitri fossero stati offesi con insulti razzisti. Il logo "Football Against Racism" (il calcio contro il razzismo) ha coperto il cerchio al centro del campo fino al calcio d'inizio di tutte le partite del Mondiale. Prima di ogni partita dei quarti di finale i capitani hanno letto una "dichiarazione contro il razzismo". L'Unione Europea ha lanciato una campagna contro il razzismo prima del mondiale.

Le partite[modifica | modifica sorgente]

Fase a gruppi[modifica | modifica sorgente]

Commons

Su Commons trovi tutte le formazioni delle squadre nei vari incontri.

Gruppo A[modifica | modifica sorgente]

Classifica[modifica | modifica sorgente]
Pos. Squadra Pt G V N P GF GS DR
1. Germania Germania 9 3 3 0 0 8 2 +6
2. Ecuador Ecuador 6 3 2 0 1 5 3 +2
3. Polonia Polonia 3 3 1 0 2 2 4 −2
4. Costa Rica Costa Rica 0 3 0 0 3 3 9 −6
Risultati[modifica | modifica sorgente]
München
9 giugno 2006, ore 18:00 UTC+2
Germania Germania 4 – 2
referto
Costa Rica Costa Rica FIFA WM-Stadion München (64 950 spett.)
Arbitro Argentina Elizondo

Gelsenkirchen
9 giugno 2006, ore 21:00 UTC+2
Polonia Polonia 0 – 2
referto
Ecuador Ecuador FIFA WM-Stadion Gelsenkirchen (52 000 spett.)
Arbitro Giappone Kamikawa

Dortmund
14 giugno 2006, ore 21:00 UTC+2
Germania Germania 1 – 0
referto
Polonia Polonia Westfalenstadion (65 000 spett.)
Arbitro Spagna Medina Cantalejo

Hamburg
15 giugno 2006, ore 15:00 UTC+2
Ecuador Ecuador 3 – 0
referto
Costa Rica Costa Rica FIFA WM-Stadion Hamburg (50 000 spett.)
Arbitro Benin Codjia

Berlin
20 giugno 2006, ore 16:00 UTC+2
Germania Germania 3 – 0
referto
Ecuador Ecuador Olympiastadion Berlin (72 000 spett.)
Arbitro Russia Ivanov

Hannover
20 giugno 2006, ore 16:00 UTC+2
Costa Rica Costa Rica 1 – 2
referto
Polonia Polonia FIFA WM-Stadion Hannover (43 000 spett.)
Arbitro Singapore Maidin

Gruppo B[modifica | modifica sorgente]

Classifica[modifica | modifica sorgente]
Pos. Squadra Pt G V N P GF GS DR
1. Inghilterra Inghilterra 7 3 2 1 0 5 2 +3
2. Svezia Svezia 5 3 1 2 0 3 2 +1
3. Paraguay Paraguay 3 3 1 0 2 2 2 0
4. Trinidad e Tobago Trinidad e Tobago 1 3 0 1 2 0 4 −4
Risultati[modifica | modifica sorgente]
Frankfurt am Main
10 giugno 2006, ore 15:00 UTC+2
Inghilterra Inghilterra 1 – 0
referto
Paraguay Paraguay FIFA WM-Stadion Frankfurt (48 000 spett.)
Arbitro Messico Rodríguez

Dortmund
10 giugno 2006, ore 18:00 UTC+2
Trinidad e Tobago Trinidad e Tobago 0 – 0
referto
Svezia Svezia Westfalenstadion (62 959 spett.)
Arbitro Singapore Maidin

Nürnberg
15 giugno 2006, ore 18:00 UTC+2
Inghilterra Inghilterra 2 – 0
referto
Trinidad e Tobago Trinidad e Tobago Frankenstadion (41 000 spett.)
Arbitro Giappone Kamikawa

Berlin
15 giugno 2006, ore 21:00 UTC+2
Svezia Svezia 1 – 0
referto
Paraguay Paraguay Olympiastadion Berlin (72 000 spett.)
Arbitro Slovacchia Micheľ

Köln
20 giugno 2006, ore 21:00 UTC+2
Svezia Svezia 2 – 2
referto
Inghilterra Inghilterra FIFA WM-Stadion Köln (45 000 spett.)
Arbitro Svizzera Busacca

Kaiserslautern
20 giugno 2006, ore 21:00 UTC+2
Paraguay Paraguay 2 – 0
referto
Trinidad e Tobago Trinidad e Tobago Fritz Walter Stadion (46 000 spett.)
Arbitro Italia Rosetti

Gruppo C[modifica | modifica sorgente]

Classifica[modifica | modifica sorgente]
Pos. Squadra Pt G V N P GF GS DR
1. Argentina Argentina 7 3 2 1 0 8 1 +7
2. Paesi Bassi Paesi Bassi 7 3 2 1 0 3 1 +2
3. Costa d'Avorio Costa d'Avorio 3 3 1 0 2 5 6 −1
4. Serbia e Montenegro Serbia e Montenegro 0 3 0 0 3 2 10 −8
Risultati[modifica | modifica sorgente]
Hamburg
10 giugno 2006, ore 21:00 UTC+2
Argentina Argentina 2 – 1
referto
Costa d'Avorio Costa d'Avorio FIFA WM-Stadion Hamburg (49 480 spett.)
Arbitro Belgio De Bleeckere

Leipzig
11 giugno 2006, ore 15:00 UTC+2
Serbia e Montenegro Serbia e Montenegro 0 – 1
referto
Paesi Bassi Paesi Bassi Zentralstadion (43 000 spett.)
Arbitro Germania Merk

Gelsenkirchen
16 giugno 2006, ore 15:00 UTC+2
Argentina Argentina 6 – 0
referto
Serbia e Montenegro Serbia e Montenegro FIFA WM-Stadion Gelsenkirchen (52 000 spett.)
Arbitro Italia Rosetti

Stuttgart
16 giugno 2006, ore 18:00 UTC+2
Paesi Bassi Paesi Bassi 2 – 1
referto
Costa d'Avorio Costa d'Avorio Gottlieb-Daimler-Stadion (52 000 spett.)
Arbitro Colombia Ruiz

Frankfurt am Main
21 giugno 2006, ore 21:00 UTC+2
Paesi Bassi Paesi Bassi 0 – 0
referto
Argentina Argentina FIFA WM-Stadion Frankfurt (48 000 spett.)
Arbitro Spagna Medina Cantalejo

München
21 giugno 2006, ore 21:00 UTC+2
Costa d'Avorio Costa d'Avorio 3 – 2
referto
Serbia e Montenegro Serbia e Montenegro FIFA WM-Stadion München (66 000 spett.)
Arbitro Messico Rodríguez

Gruppo D[modifica | modifica sorgente]

Classifica[modifica | modifica sorgente]
Pos. Squadra Pt G V N P GF GS DR
1. Portogallo Portogallo 9 3 3 0 0 5 1 +4
2. Messico Messico 4 3 1 1 1 4 3 +1
3. Angola Angola 2 3 0 2 1 1 2 −1
4. Iran Iran 1 3 0 1 2 2 6 −4
Risultati[modifica | modifica sorgente]
Nürnberg
11 giugno 2006, ore 18:00 UTC+2
Messico Messico 3 – 1
referto
Iran Iran Frankenstadion (41 000 spett.)
Arbitro Italia Rosetti

Köln
11 giugno 2006, ore 21:00 UTC+2
Angola Angola 0 – 1
referto
Portogallo Portogallo FIFA WM-Stadion Köln (45 000 spett.)
Arbitro Uruguay Larrionda

Hannover
16 giugno 2006, ore 18:00 UTC+2
Messico Messico 0 – 0
referto
Angola Angola FIFA Wm-Stadion Hannover (43 000 spett.)
Arbitro Singapore Maidin

Frankfurt am Main
17 giugno 2006, ore 15:00 UTC+2
Portogallo Portogallo 2 – 0
referto
Iran Iran FIFA WM-Stadion Frankfurt (48 000 spett.)
Arbitro Francia Poulat

Gelsenkirchen
21 giugno 2006, ore 16:00 UTC+2
Portogallo Portogallo 2 – 1
referto
Messico Messico FIFA WM-Stadion Gelsenkirchen (52 000 spett.)
Arbitro Slovacchia Micheľ

Leipzig
21 giugno 2006, ore 16:00 UTC+2
Iran Iran 1 – 1
referto
Angola Angola Zentralstadion (38 000 spett.)
Arbitro Australia Shield

Gruppo E[modifica | modifica sorgente]

Classifica[modifica | modifica sorgente]
Pos. Squadra Pt G V N P GF GS DR
1. Italia Italia 7 3 2 1 0 5 1 +4
2. Ghana Ghana 6 3 2 0 1 4 3 +1
3. Rep. Ceca Rep. Ceca 3 3 1 0 2 3 4 −1
4. Stati Uniti Stati Uniti 1 3 0 1 2 2 6 −4
Risultati[modifica | modifica sorgente]
Gelsenkirchen
12 giugno 2006, ore 18:00 UTC+2
Stati Uniti Stati Uniti 0 – 3
referto
Rep. Ceca Rep. Ceca FIFA WM-Stadion Gelsenkirchen (52 000 spett.)
Arbitro Paraguay Amarilla

Hannover
12 giugno 2006, ore 21:00 UTC+2
Italia Italia 2 – 0
referto
Ghana Ghana FIFA WM-Stadion Hannover (43 000 spett.)
Arbitro Brasile Simon

Köln
17 giugno 2006, ore 18:00 UTC+2
Ghana Ghana 2 – 0
referto
Rep. Ceca Rep. Ceca FIFA WM-Stadion Köln (45 000 spett.)
Arbitro Argentina Elizondo

Kaiserslautern
17 giugno 2006, ore 21:00 UTC+2
Italia Italia 1 – 1
referto
Stati Uniti Stati Uniti Fritz-Walter-Stadion (46 000 spett.)
Arbitro Uruguay Larrionda

Hamburg
22 giugno 2006, ore 16:00 UTC+2
Rep. Ceca Rep. Ceca 0 – 2
referto
Italia Italia FIFA WM-Stadion Hamburg (50 000 spett.)
Arbitro Messico Archundia

Nürnberg
22 giugno 2006, ore 16:00 UTC+2
Ghana Ghana 2 – 1
referto
Stati Uniti Stati Uniti Frankenstadion (41 000 spett.)
Arbitro Germania Merk

Gruppo F[modifica | modifica sorgente]

Classifica[modifica | modifica sorgente]
Pos. Squadra Pt G V N P GF GS DR
1. Brasile Brasile 9 3 3 0 0 7 1 +6
2. Australia Australia 4 3 1 1 1 5 5 0
3. Croazia Croazia 2 3 0 2 1 2 3 −1
4. Giappone Giappone 1 3 0 1 2 2 7 −5
Risultati[modifica | modifica sorgente]
Kaiserslautern
12 giugno 2006, ore 15:00 UTC+2
Australia Australia 3 – 1
referto
Giappone Giappone Fritz-Walter-Stadion (46 000 spett.)
Arbitro Egitto El Fatah

Berlin
13 giugno 2006, ore 21:00 UTC+2
Brasile Brasile 1 – 0
referto
Croazia Croazia Olympiastadion Berlin (72 000 spett.)
Arbitro Messico Archundia

Nürnberg
18 giugno 2006, ore 15:00 UTC+2
Giappone Giappone 0 – 0
referto
Croazia Croazia Frankenstadion (41 000 spett.)
Arbitro Belgio De Bleeckere

München
18 giugno 2006, ore 18:00 UTC+2
Brasile Brasile 2 – 0
referto
Australia Australia FIFA WM-Stadion München (66 000 spett.)
Arbitro Germania Merk

Dortmund
22 giugno 2006, ore 21:00 UTC+2
Giappone Giappone 1 – 4
referto
Brasile Brasile Westfalenstadion (65 000 spett.)
Arbitro Francia Poulat

Stuttgart
22 giugno 2006, ore 21:00 UTC+2
Croazia Croazia 2 – 2
referto
Australia Australia Gottlieb-Daimler-Stadion (52 000 spett.)
Arbitro Inghilterra Poll

Gruppo G[modifica | modifica sorgente]

Classifica[modifica | modifica sorgente]
Pos. Squadra Pt G V N P GF GS DR
1. Svizzera Svizzera 7 3 2 1 0 4 0 +4
2. Francia Francia 5 3 1 2 0 3 1 +2
3. Corea del Sud Corea del Sud 4 3 1 1 1 3 4 −1
4. Togo Togo 0 3 0 0 3 1 6 −5
Risultati[modifica | modifica sorgente]
Frankfurt am Main
13 giugno 2006, ore 15:00 UTC+2
Corea del Sud Corea del Sud 2 – 1
referto
Togo Togo FIFA-WM Stadion Frankfurt (48 000 spett.)
Arbitro Inghilterra Poll

Stuttgart
13 giugno 2006, ore 18:00 UTC+2
Francia Francia 0 – 0
referto
Svizzera Svizzera Gottlieb-Daimler-Stadion (52 000 spett.)
Arbitro Russia Ivanov

Leipzig
18 giugno 2006, ore 21:00 UTC+2
Francia Francia 1 – 1
referto
Corea del Sud Corea del Sud Zentralstadion (43 000 spett.)
Arbitro Messico Archundia

Dortmund
19 giugno 2006, ore 15:00 UTC+2
Togo Togo 0 – 2
referto
Svizzera Svizzera Westfalenstadion (65 000 spett.)
Arbitro Paraguay Amarilla

Köln
23 giugno 2006, ore 21:00 UTC+2
Togo Togo 0 – 2
referto
Francia Francia FIFA WM-Stadion Köln (45 000 spett.)
Arbitro Uruguay Larrionda

Hannover
23 giugno 2006, ore 21:00 UTC+2
Svizzera Svizzera 2 – 0
referto
Corea del Sud Corea del Sud FIFA WM-Stadion Hannover (43 000 spett.)
Arbitro Argentina Elizondo

Gruppo H[modifica | modifica sorgente]

Classifica[modifica | modifica sorgente]
Pos. Squadra Pt G V N P GF GS DR
1. Spagna Spagna 9 3 3 0 0 8 1 +7
2. Ucraina Ucraina 6 3 2 0 1 5 4 +1
3. Tunisia Tunisia 1 3 0 1 2 3 6 −3
4. Arabia Saudita Arabia Saudita 1 3 0 1 2 2 7 −5
Risultati[modifica | modifica sorgente]
Leipzig
14 giugno 2006, ore 15:00 UTC+2
Spagna Spagna 4 – 0
referto
Ucraina Ucraina Zentralstadion (43 000 spett.)
Arbitro Svizzera Busacca

München
14 giugno 2006, ore 18:00 UTC+2
Tunisia Tunisia 2 – 2
referto
Arabia Saudita Arabia Saudita FIFA WM-Stadion München (66 000 spett.)
Arbitro Australia Shield

Hamburg
19 giugno 2006, ore 18:00 UTC+2
Arabia Saudita Arabia Saudita 0 – 4
referto
Ucraina Ucraina FIFA WM-Stadion Hamburg (50 000 spett.)
Arbitro Inghilterra Poll

Stuttgart
19 giugno 2006, ore 21:00 UTC+2
Spagna Spagna 3 – 1
referto
Tunisia Tunisia Gottlieb-Daimler-Stadion (52 000 spett.)
Arbitro Brasile Simon

Kaiserslautern
23 giugno 2006, ore 16:00 UTC+2
Arabia Saudita Arabia Saudita 0 – 1
referto
Spagna Spagna Fritz-Walter-Stadion (46 000 spett.)
Arbitro Benin Codjia

Berlin
23 giugno 2006, ore 16:00 UTC+2
Ucraina Ucraina 1 – 0
referto
Tunisia Tunisia Olympiastadion Berlin (72 000 spett.)
Arbitro Paraguay Amarilla

Fase a eliminazione diretta[modifica | modifica sorgente]

Albero della fase a eliminazione diretta[modifica | modifica sorgente]

Ottavi di finale Quarti di finale Semifinali Finale
                           
24 giugno - 17:00            
  1A. Germania Germania  2
30 giugno - 17:00
  2B. Svezia Svezia  0  
  Germania Germania  1 (4)
24 giugno - 21:00
    Argentina Argentina  1 (2)  
  1C. Argentina Argentina  2
4 luglio - 21:00
  2D. Messico Messico  1  
  Germania Germania  0
26 giugno - 17:00
    Italia Italia  2  
  1E. Italia Italia  1
30 giugno - 21:00
  2F. Australia Australia  0  
  Italia Italia  3
26 giugno - 21:00
    Ucraina Ucraina  0  
  1G. Svizzera Svizzera  0 (0)
9 luglio - 20:00
  2H. Ucraina Ucraina  0 (3)  
  Italia Italia  1 (5)
25 giugno - 17:00
    Francia Francia  1 (3)
  1B. Inghilterra Inghilterra  1
1º luglio - 17:00
  2A. Ecuador Ecuador  0  
  Inghilterra Inghilterra  0 (1)
25 giugno - 21:00
    Portogallo Portogallo  0 (3)  
  1D. Portogallo Portogallo  1
5 luglio - 21:00
  2C. Paesi Bassi Paesi Bassi  0  
  Portogallo Portogallo  0
27 giugno - 17:00
    Francia Francia  1   Incontro per il terzo posto
  1F. Brasile Brasile  3
1º luglio - 21:00 8 luglio - 21:00
  2E. Ghana Ghana  0  
  Brasile Brasile  0   Germania Germania  3
27 giugno - 21:00
    Francia Francia  1     Portogallo Portogallo  1
  1H. Spagna Spagna  1
  2G. Francia Francia  3  

Ottavi di finale[modifica | modifica sorgente]

München
24 giugno 2006, ore 17:00 UTC+2
Germania Germania 2 – 0
referto
Svezia Svezia FIFA WM-Stadion München (66 000 spett.)
Arbitro Brasile Simon

Leipzig
24 giugno 2006, ore 21:00 UTC+2
Argentina Argentina 2 – 1
(d.t.s.)
referto
Messico Messico Zentralstadion (43 000 spett.)
Arbitro Svizzera Busacca

Stuttgart
25 giugno 2006, ore 17:00 UTC+2
Inghilterra Inghilterra 1 – 0
referto
Ecuador Ecuador Gottlieb-Daimler-Stadion (52 000 spett.)
Arbitro Belgio De Bleeckere

Nürnberg
25 giugno 2006, ore 21:00 UTC+2
Portogallo Portogallo 1 – 0
referto
Paesi Bassi Paesi Bassi Frankenstadion (41 000 spett.)
Arbitro Russia Ivanov

Kaiserslautern
26 giugno 2006, ore 17:00 UTC+2
Italia Italia 1 – 0
referto
Australia Australia Fritz-Walter-Stadion (46 000 spett.)
Arbitro Spagna Medina Cantalejo

Köln
26 giugno 2006, ore 21:00 UTC+2
Svizzera Svizzera 0 – 0
(d.t.s.)
referto
Ucraina Ucraina FIFA WM-Stadion Köln (45 000 spett.)
Arbitro Messico Archundia

Dortmund
27 giugno 2006, ore 17:00 UTC+2
Brasile Brasile 3 – 0
referto
Ghana Ghana Westfalenstadion (65 000 spett.)
Arbitro Slovacchia Micheľ

Hannover
27 giugno 2006, ore 21:00 UTC+2
Spagna Spagna 1 – 3
referto
Francia Francia FIFA WM-Stadion Hannover (43 000 spett.)
Arbitro Italia Rosetti

Quarti di finale[modifica | modifica sorgente]

Berlin
30 giugno 2006, ore 17:00 UTC+2
Germania Germania 1 – 1
(d.t.s.)
referto
Argentina Argentina Olympiastadion Berlin (72 000 spett.)
Arbitro Slovacchia Micheľ

Hamburg
30 giugno 2006, ore 21:00 UTC+2
Italia Italia 3 – 0
referto
Ucraina Ucraina FIFA WM-Stadion Hamburg (50 000 spett.)
Arbitro Belgio De Bleeckere

Gelsenkirchen
1º luglio 2006, ore 17:00 UTC+2
Inghilterra Inghilterra 0 – 0
(d.t.s.)
referto
Portogallo Portogallo FIFA WM-Stadion Gelsenkirchen (52 000 spett.)
Arbitro Argentina Elizondo

Frankfurt am Main
1º luglio 2006, ore 21:00 UTC+2
Brasile Brasile 0 – 1
referto
Francia Francia FIFA WM-Stadion Frankfurt (48 000 spett.)
Arbitro Spagna Medina Cantalejo

Semifinali[modifica | modifica sorgente]

Dortmund
4 luglio 2006, ore 21:00 UTC+2
Germania Germania 0 – 2
(d.t.s.)
referto
Italia Italia Westfalenstadion (65 000 spett.)
Arbitro Messico Archundia

München
5 luglio 2006, ore 21:00 UTC+2
Portogallo Portogallo 0 – 1
referto
Francia Francia FIFA WM-Stadion München (66 000 spett.)
Arbitro Uruguay Larrionda

Finale 3º posto[modifica | modifica sorgente]

Stuttgart
8 luglio 2006, ore 21:00 UTC+2
Germania Germania 3 – 1
referto
Portogallo Portogallo Gottlieb-Daimler-Stadion (52 000 spett.)
Arbitro Giappone Kamikawa

Finale[modifica | modifica sorgente]

Berlin
9 luglio 2006, ore 20:00 UTC+2
Italia Italia 1 – 1
(d.t.s.)
referto
Francia Francia Olympiastadion Berlin (69 000 spett.)
Arbitro Argentina Elizondo

Italia Italia
P 1 Gianluigi Buffon
DD 19 Gianluca Zambrotta Ammonizione al 5’ 5’
DC 5 Fabio Cannavaro (C)
DC 23 Marco Materazzi
DS 3 Fabio Grosso
CDIF 8 Gennaro Gattuso
CDIF 21 Andrea Pirlo
CD 16 Mauro Germán Camoranesi Uscita al 86’ 86’
CS 20 Simone Perrotta Uscita al 61’ 61’
AI 10 Francesco Totti Uscita al 61’ 61’
AC 9 Luca Toni
Sostituzioni:
CDIF 4 Daniele De Rossi Ingresso al 61’ 61’
AD 15 Vincenzo Iaquinta Ingresso al 61’ 61’
AS 7 Alessandro Del Piero Ingresso al 86’ 86’
CT:
Italia Marcello Lippi
Italy-France line-up.svg
Francia Francia
P 16 Fabien Barthez
DD 19 Willy Sagnol Ammonizione al 12’ 12’
DC 15 Lilian Thuram
DC 5 William Gallas
DS 3 Éric Abidal
CDIF 4 Patrick Vieira Uscita al 56’ 56’
CDIF 6 Claude Makélélé
CD 22 Franck Ribéry Uscita al 100’ 100’
COFF 10 Zinédine Zidane (C) Red card.svg 110’
CS 7 Florent Malouda Ammonizione al 111’ 111’
AC 12 Thierry Henry Uscita al 107’ 107’
Sostituzioni:
CDIF 18 Alou Diarra Ammonizione al 76’ 76’ Ingresso al 56’ 56’
AC 20 David Trezeguet Ingresso al 100’ 100’
CD 11 Sylvain Wiltord Ingresso al 107’ 107’
CT:
Francia Raymond Domenech

Vincitore[modifica | modifica sorgente]

Campione del mondo 2006

Italia
Italia
4º titolo

Classifica marcatori[modifica | modifica sorgente]

Miroslav Klose, capocannoniere della manifestazione con 5 reti.

5 reti

3 reti

2 reti

1 rete

Autoreti

Ufficiali di gara[modifica | modifica sorgente]

Arbitri[modifica | modifica sorgente]

Assistenti arbitrali[modifica | modifica sorgente]

   

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

  • In un'intervista rilasciata all'emittente televisiva Sky alcuni anni dopo il Mondiale, Marco Materazzi ha dichiarato che prima della partita Germania-Italia gli organizzatori tedeschi misero come sottofondo musicale la canzone Un'estate italiana cantata da Gianna Nannini ed Edoardo Bennato, inno dei Mondiali italiani del 1990. In quell'occasione affermò: «Loro la consideravano la loro canzone, perché avevano vinto quell'anno, e non pensarono che fosse la nostra canzone; quando se ne accorsero e la tolsero, era troppo tardi: eravamo gasatissimi».
  • Sempre in chiave musicale, come inno trionfale durante l'alzata della coppa da parte di Fabio Cannavaro fu utilizzata il brano Stand up di Buanne.
  • Ben 5 squadre sono rimaste imbattute durante il torneo: si tratta della Svizzera, dell'Argentina, dell'Inghilterra, della Francia e dell'Italia (le partite perse ai calci di rigore sono considerate pareggi).
  • Per la RAI, fu il primo dei due mondiali in cui il telecronista per le partite degli azzurri era Marco Civoli.
  • Per la prima volta da quando è in carica il presidente della FIFA Joseph Blatter durante la premiazione non ha consegnato la coppa del mondo ai vincitori dei Mondiali (fu sostituito dall'allora presidente dell'UEFA Lennart Johansson), voci dicono che ha lasciato in fretta lo stadio subito dopo il rigore di Fabio Grosso. In seguito Blatter dichiarò che la scelta di far premiare Johansson fosse programmata ma ciò non fermò le critiche nei suoi confronti.
  • Durante il Mondiale, la nazionale che schiera il maggior numero di giocatori proveniente da altri campionati è il Togo (22 giocatori); mentre l'Italia e l'Arabia Saudita sono le uniche due nazionali a convocare ben 23 giocatori provenienti dal loro campionato.
  • Il giocatore più giovane che militò nel Mondiale fu Theo Walcott (17 anni), attaccante inglese di proprietà dell'Arsenal, mentre il giocatore più vecchio fu il portiere titolare della Tunisia, Ali Boumnjiel, di gran lunga il più anziano dei 763 giocatori che parteciparono al Mondiale tra i convocati (40 anni).

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Il Divo to perform Official Song "Time of Our Lives", FIFA, 14 febbraio 2006. URL consultato il 14 giugno 2006.
  2. ^ FIFA acknowledges Brazil's withdrawal from 2006 World Cup race, FIFA.com, 4 luglio 2000. URL consultato il 29 marzo 2008.
  3. ^ FIFA World Cup 2006 : Results of First Two Rounds of Voting, FIFA.com, 6 luglio 2000. URL consultato il 29 marzo 2008.
  4. ^ Call for World Cup re-vote, BBC Sport, 7 luglio 2000. URL consultato il 25 giugno 2007.
  5. ^ Legal threat over World Cup prank, BBC News, 8 luglio 2000. URL consultato il 25 giugno 2007.
  6. ^ S. Africa Confident of Blatter's Support to Host 2006 World Cup, People's Daily Online, 19 gennaio 2000. URL consultato il 25 giugno 2007.
  7. ^ Voting procedure for 2006 FIFA World Cup decision, FIFA.com, 5 luglio 2000. URL consultato il 29 marzo 2008.
  8. ^ Calcio: Blatter, "La Germania compro' assegnazione mondiali 2006", AGI.it, 16 luglio 2012. URL consultato il 16 luglio 2012.
  9. ^ FIFA Organising Committee approves team classifications and final draw procedure, FIFA.com, 6 dicembre 2005. URL consultato il 29 marzo 2008.
  10. ^ Paul Wilson, An easy group? Draw your own conclusions, The Observer, 11 dicembre 2005. URL consultato il 26 giugno 2006.
  11. ^ Kevin Palmer, Group C Tactics Board, 24 maggio 2006. URL consultato il 26 giugno 2006.
  12. ^ Mondiali di Germania 2006 » Repubblica.it
  13. ^ Gaia Piccardi, Klinsmann e Löw, Corriere della Sera, 3 luglio 2006. URL consultato il 12 settembre 2009.
  14. ^ la pagina del sito cbc sports nella sezione "strengths"
  15. ^ Statistiche
  16. ^ a b Portogallo-Olanda 1-0:la partita con più cartellini
  17. ^ Statistiche falli commessi
  18. ^ Svizzeri fuori senza un gol subito
  19. ^ Angola team profile, in FourFourTwo's "Complete Guide To... World Cup 2006", Haymarket, giugno 2006.
  20. ^ Tale numero essendo la somma degli spettatori che hanno seguito le singole trasmissioni. Cfr.: FIFA World Cup & Television
  21. ^ a b Stadiums renamed for Fifa sponsors, BBC, 6 giugno 2006. URL consultato il 29 marzo 2008.
  22. ^ Sito soccerballworld.com Telstar : Mexico, 1970 Accessed: 2010-06-14
  23. ^ Amnesty International: Public Statement - "Red card to trafficking during World Cup" Amnesty International (URL verificata in data 7 giugno 2006)
  24. ^ Council of Europe: Parliamentery Assembly - "Stop trafficking in women before the FIFA World Cup" (URL verificata in data 7 giugno 2006)
  25. ^ "World Cup concerns Nordic Council " (URL verificata in data 7 giugno 2006)
  26. ^ Independent Catholic News - "Appeal to stop trafficked women being sold for sex at World Cup" Independent Catholic News (URL verificata in data 7 giugno 2006)
  27. ^ [1] articolo in lingua tedesca "Flaute in den Bordellen" dal settimanale tedesco Der Spiegel
  28. ^ "Neo-Nazis ready to crash World Cup" MSNBC (URL verificata in data 7 giugno 2006)
  29. ^ - "Tarnished German image on World Cup eve" The Christian Scienze Monitor (URL verificata in data 7 giugno 2006)
  30. ^ "Germany to beef up patrols during World Cup" USA Today (URL verificata in data 7 giugno 2006)
  31. ^ Police ban far-right marches during World Cup - World News | IOL News | IOL.co.za

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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