Turn- und Sportverein München von 1860

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Turn- und Sportverein München von 1860 e.V.
Calcio Football pictogram.svg
TSV 1860 München.svg
Die Löwen (i leoni), Die Sechzger
Segni distintivi
Uniformi di gara
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Casa
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Trasferta
Colori sociali 600px Celeste e Bianco.png celeste-bianco
Simboli Leone rampante
Inno Sechzgermarsch
Dati societari
Città Monaco di Baviera
Paese Germania Germania
Confederazione UEFA
Federazione Flag of Germany.svg DFB
Campionato 2.Bundesliga
Fondazione 1860
Presidente Germania Gerhard Mayrofer
Allenatore Germania Markus von Ahlen
Stadio Allianz Arena
(69.901 posti)
Sito web www.tsv1860.de
Palmarès
Meisterschale.png Coppagermania.pngCoppagermania.png
Titoli di Germania 1
Trofei nazionali 2 Coppe di Germania
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Il Turn- und Sportverein München von 1860 e.V., abbreviato in TSV 1860 München, noto in Italia come Monaco 1860, è una società polisportiva tedesca con sede nella città di Monaco di Baviera. È famosa soprattutto per la sezione calcistica, che attualmente gioca nella seconda divisione tedesca e che in passato ha militato diversi anni in Bundesliga, rivaleggiando con i concittadini del Bayern Monaco.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il Monaco 1860 è una delle associazioni sportive più antiche della Germania. Il Turn und Sport Verein nasce il 17 maggio 1860 con sezioni di ginnastica e atletica. La sezione calcio viene fondata il 6 marzo 1899, prima della nascita del Bayern Monaco, oggi la squadra bavarese più conosciuta nel panorama europeo.

I colori dell'associazione sportiva sono il verde-oro, mentre quelli della divisione calcio il bianco-celeste. I Leoni di Monaco di Baviera indossano alternativamente negli anni o un completo con maglia celeste con calzoncini e calzettoni bianchi, oppure una maglia a strisce verticali celesti e bianche, con pantaloncini celesti o bianchi e calzettoni bianchi, ma negli ultimi anni sono stati presentati completi con alcune variazioni.

Il Monaco 1860 è una delle squadre fondatrici dell'attuale Bundesliga, essendosi qualificata seconda dietro al Norimberga nell'Oberliga bavarese 1962-1963, escludendo in tal modo il Bayern Monaco (giunto in quell'occasione terzo) dal massimo torneo, che vide l'avvio nel 1963, e privando la seconda squadra di Monaco dell'onore di aver partecipato a tutte le edizioni disputate. Tale record, infatti, appartiene esclusivamente all'Amburgo SV.

Il club vince il suo primo trofeo, la Coppa di Germania, nel 1942, battendo in finale lo Schalke 04 per 2-0.

Il miglior periodo della storia di questo club sono stati gli anni sessanta, con la vittoria della seconda Coppa di Germania vinta nel 1964. Nella stagione successiva, il 1860 arriva in finale della Coppa delle Coppe nel 1965 (nella quale venne sconfitta dal West Ham United per 1-0).

Nella stagione 1965-1966 arriva il primo titolo nazionale (Deutsche Meisterschale), ottenuto matematicamente all'ultima giornata dopo il pareggio casalingo 1-1 contro l'Amburgo SV. Il Monaco 1860 è padrone assoluto della città.

L'anno successivo, il club partecipa alla Coppa dei Campioni. Al primo turno incontra i ciprioti dell'Omonia Nikosia, facilmente sconfitti in entrambe le gare (8-0 all'andata e 2-1 al ritorno). Nel secondo turno, arriva il Real Madrid: la vittoria a Monaco per 1-0 non basta: infatti, nella gara di ritorno, la squadra spagnola si impone per 3-1. In campionato il 1860 arriva secondo, alle spalle dell'Eintracht Braunschweig.

La squadra ha alternato stagioni opache negli anni settanta (tra retrocessioni e promozioni) e primi anni ottanta, fino alla mancata iscrizione ai campionati professionistici nel 1982 e la conseguente ripartenza dai campionati regionali. Negli anni novanta la squadra bavarese è riuscita a tornare in Bundesliga trascorrendo un decennio nella massima serie tedesca tra il 1994 e il 2004, quando è retrocessa nuovamente nella serie cadetta, dove milita tuttora.

Il club vanta anche alcune partecipazioni alla Coppa UEFA e una qualificazione al turno preliminare della Champions League nel 2000, dove fu eliminata dal Leeds United con una doppia sconfitta: 2-1 a Leeds e 0-1 a Monaco. Nel Monaco 1860 hanno giocato nel recente passato, campioni del calibro di Rudi Voeller e Thomas Häßler.

Nella stagione 2004-2005 il 1860 torna a giocare nello stadio storico del club, il Grünwalder Stadion (ridotto di molto dopo il passaggio del club all'Olympiastadion nel 1972), con grande gioia dei tifosi. Sembrava l'anno della rinascita: un cedimento a fine stagione della squadra, tuttavia, dà il terzo posto (e quindi la promozione) all'Eintracht Francoforte.

Nel maggio 2006, oltre che a piazzarsi al tredicesimo posto, il club ha rischiato il fallimento a causa di investimenti poco oculati e dell'onerosa costruzione dell'Allianz Arena, lo stadio condiviso con il Bayern.[senza fonte]

Nella stagione 2006-2007 i Leoni di Monaco disputano un campionato pressoché tranquillo, piazzandosi all'ottavo posto. Questa è anche la stagione del ritorno di Daniel Bierofka, il cui padre aveva giocato anch'egli nel club negli anni settanta.

Nel 2007-2008, la squadra è stata in media la più giovane della seconda serie tedesca, ma senza dubbio una delle più talentuose. Dopo la prima parte di stagione, coronata da risultati roboanti, è letteralmente crollata nel girone di ritorno, conquistando la matematica permanenza solo alla penultima giornata (nel pareggio casalingo 1-1 contro il VfL Osnabrück). Dopo la sfiducia degli azionisti del club ad Albrecht von Linde, lo scorso 26 maggio è stato eletto come nuovo presidente Rainer Beeck, il quale ha subito affermato la volontà di rinforzare la squadra e dichiarato il progetto di risalire in Bundesliga entro il 2010, anno in cui il club compie 150 anni.

Nella stagione 2008-2009 la squadra vede il ritorno di Benjamin Lauth, giovane talento molto apprezzato dai tifosi, ceduto dopo la retrocessione del 2004. Il club parte con tre sconfitte consecutive per poi trovare una certa stabilità verso metà stagione. Anche quest'anno, tuttavia, deve lottare fino alla fine per la permanenza in Zweite Bundesliga, permanenza conquistata virtualmente alla penultima giornata, dopo l'1-1 casalingo contro l'Alemannia Aquisgrana (non proprio matematicamente, poiché aveva solo 3 punti in più del VfL Osnabrück, ma una differenza reti di +16). L'ultima vittoria in campionato di questa stagione risale addirittura alla ventitreesima giornata (3-2 sul campo del FC Ingolstadt 04).

Nella stagione successiva, il 1860 cambia diversi giocatori per trovare assetti diversi e per cercare di ritornare dopo sei anni nella massima serie; le cose, però non vanno come sperato: la squadra, dopo una partenza tra alti e bassi, conclude il campionato all'ottavo posto. In questa stagione il Monaco 1860 festeggia i 150 anni di storia. Alla venticinquesima giornata, nella partita casalinga vinta contro il FC Saint Pauli per 2-1, la squadra indossa una divisa a strisce verticali verde-oro, ovvero i colori originali della società. I problemi finanziari che attanagliano da anni il club, però, si fanno più gravosi: il debito ammonta a più di 10 milioni di Euro.

La stagione 2010-2011 inizia abbastanza bene per i Leoni di Monaco, ma la squadra scivola a metà classifica tra novembre e dicembre. Alla fine del 2010 la società rischia per la seconda volta il fallimento, ma grazie a nuovi finanziamenti e ad un piano di risanamento, ottiene la licenza per giocare il girone di ritorno. A fine stagione il 1860 si piazza al nono posto. Per risolvere i problemi finanziari, verso la metà del girone di ritorno, a Rainer Beeck subentra Dieter Schneider come nuovo presidente. Ancora una volta si è cercato aiuto presso i cugini, che però questa volta hanno voltato le spalle dispiaciuti; si è implorato l’aiuto del Land della Baviera, che però si è dovuto tirare indietro, adducendo il divieto comunitario sugli aiuti di stato, finché a metà aprile è comparso, o meglio è sembrato apparire dal nulla l’atteso 'cavaliere bianco'. È un giordano di 34 anni, ma non assomiglia neanche lontanamente a Lawrence d’Arabia. Si chiama Hasan Abdullah Ismaik, che acquista il 49% del capitale del centocinquantenario club monacense (per la legge tedesca il 50% + 1 delle azioni delle squadre di calcio della Bundesliga devono restare di proprietà del club stesso). Gran parte della tifoseria, però, ha manifestato il proprio disappunto verso questo "uomo con i soldi" (come è stato definito), desiderando ardentemente il fallimento, che avrebbe comportato la "liberazione" dall'Allianz Arena, la ripartenza dai campionati regionali e la detenzione delle azioni del club esclusivamente da parte della società stessa.

La nuova stagione comincia con una sconfitta per 3-1 sul campo dell'Eintracht Braunschweig per poi riprendere una giusta piega con 4 vittorie casalinghe consecutive fino all'inatteso stop interno 2-4 contro la Dynamo Dresda. In trasferta, inoltre, il rendimento è mediocre. Intanto, a metà settembre, Aston Martin diventa il nuovo sponsor ufficiale, merito, naturalmente, dello sceicco Ismaik. L'obiettivo della società per questa stagione è la stabilità finanziaria e non ancora la promozione, poiché, per i vari problemi di bilancio, non si sono fatti acquisti rilevanti durante l'estate. La stagione finisce con un buon sesto posto.

La stagione 2012/2013 inizia con alcuni nuovi acquisti apparentemente mirati, ma che nel corso del torneo non danno i risultati sperati. L'unico che ha saputo regalare soddisfazioni al Club è Moritz Stoppelkamp, centrocampista arrivato dall'Hannover 96. Il girone d'andata si concluse al sesto posto. L'allenatore Reiner Maurer viene esonerato e sostituito da Alexander Schmidt, in precedenza allenatore della squadra B. La seconda settimana di gennaio si tiene un nuovo meeting tra i vertici della società e l'investitore Hasan Ismaik. Il primo verdetto sembra annunciare un ritiro dell'investitore per scarsa collaborazione tra le parti. La settimana successiva, tuttavia, tali voci vengono smentite. Durante il ritiro della squadra in Turchia, a Schmidt si affianca il famosissimo e vincente allenatore svedese Sven-Göran Eriksson, voluto fortemente dallo sceicco Ismaik. Pochi giorni dopo, però arriva la notizia che Eriksson non farà più parte dello staff della squadra; notizia che non fa che accrescere il caos in cui versa la società. A inizio marzo il presidente Dieter Schneider annuncia le proprie dimissioni dall'incarico. Verrà sostituito dal politico dei Grünen Hep Monatzeder, il quale però, poco più di un mese dopo, in una successiva assemblea dei delegati, non viene riconfermato per i molti voti contrari. In maggio arriva una notizia shock: lo sceicco Ismaik minaccia di ritirarsi dalla società. Ciò comporterebbe il fatto che la società dovrebbe restituire i milioni inìvestiti dallo sceicco e la licenza per giocare la prossima stagione sarebbe fortemente a rischio. Successivi incontri sembrano alleviare la tensione e la licenza viene pagata regolarmente alla DFL.

Per la stagione 2013/2014 l'obiettivo della società è ben definito: la promozione in Bundesliga. Come nuovo presidente subentra Gerhard Mayrofer. Nonostante alcuni nuovi (ma non rilevanti) acquisti, dopo poche partite è evidente che la squadra, contiuano così,non può disputare un campionato divertice. Dopo la sconfitta casaliga per 0-2 contro l'SV Sandhausen l'allenatore Alex Schmidt viene esonerato. al suo posto subentra Fridhelm Funkel, già autore di ben cinque promozioni con cinque squadre diverse. La squadra, all'inizio, sembra giocare meglio con maggiore fluidità, ma i risultati non cambiano. A gennaio arrivano il giovane attaccante giapponese Yuya Osako in prestito dai Kashima Antlers e il terzino Markus Steinhöfer,che precedentemente militava nel Basilea. Neanche i nuovi arrivati, però, riescono a cambiare le sorti del campionato del 1860. Si hanno, intanto, dei cambi in società: si dimettono, infatti sia l'amministratore delegato sia il direttore sportivo, rimpiazzati poco dopo da due nuove persone che sembrano portare nuove idee per pianificare al meglio la stagione successiva. A poche giornate dalla fine anche Funkel viene esonerato e a guidare la squadra nelle ultime partite è l'allenatore in seconda. Il campionato si conclude con un deludente settimo posto e anche le presenze allo stadio continuano a calare.

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Competizioni nazionali[modifica | modifica wikitesto]

Rosa 2014-2015[modifica | modifica wikitesto]

N. Ruolo Giocatore
2 Germania D Moritz Volz
3 Polonia D Grzegorz Wojtkowiak
4 Germania D Kai Bülow
5 Spagna D Guillermo Vallori
6 Germania C Dominik Stahl
7 Sudafrica C Daylon Claasen
8 Brasile A Leonardo Santiago
9 Spagna A Rodri
10 Spagna C Edu Bedia
11 Germania C Daniel Adlung
13 Spagna C Ilie Sánchez
14 Croazia C Marin Tomasov
15 Germania D Korbinian Burger
16 Germania A Stephan Hain
17 Germania D Sebastian Hertner
18 Svizzera D Martin Angha
N. Ruolo Giocatore
19 Austria A Rubin Okotie
20 Albania C Valdet Rama
21 Germania D Markus Steinhöfer
22 Germania P Michael Netolitzky
23 Stati Uniti A Bobby Wood
24 Germania P Stefan Ortega
25 Uruguay D Gary Kagelmacher
26 Germania D Christopher Schindler (capitano)
27 Germania A Marius Wolf
28 Germania C Julian Weigl
29 Germania C Yannick Stark
30 Germania P Vitus Eicher
31 Germania C Richard Neudecker
32 Germania D Maximilian Wittek
33 Germania C Korbinian Vollmann

Staff tecnico[modifica | modifica wikitesto]

Allenatore: Paesi Bassi Ricardo Moniz (esonerato)
Vice allenatore: Germania Markus von Ahlen
Responsabile Settore Giovanile: Germania Matthias Imhof
Team Manager : Germania Florian Waitz
Allenatore dei portieri: Germania Kurt Kowarz

Calciatori celebri[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Categoria:Calciatori del T.S.V. 1860 München.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]