Hannoverscher Sportverein von 1896

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Hannover 96
Calcio Football pictogram.svg
Hannover 96.png
Die Roten (I Rossi)
Segni distintivi
Uniformi di gara
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Casa
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Trasferta
Colori sociali Hannover 96.png nero-bianco-verde
Dati societari
Città Hannover
Paese Germania Germania
Confederazione UEFA
Federazione Flag of Germany.svg DFB
Campionato Bundesliga
Fondazione 1896
Presidente Germania Martin Kind
Allenatore Turchia Tayfun Korkut
Stadio AWD-Arena
(48.933 posti)
Sito web www.hannover96.de
Palmarès
Meisterschale.pngMeisterschale.png Coppagermania.png
Titoli di Germania 2
Trofei nazionali 1 Coppe di Germania
Soccerball current event.svg Stagione in corso
Si invita a seguire il modello di voce

L'Hannoverscher Sportverein von 1896, noto più semplicemente come Hannover 96 o talvolta come Hannover, è una società calcistica tedesca di Hannover, città della Bassa Sassonia. Attualmente milita nella massima divisione tedesca.

Gioca le partite casalinghe nella AWD-Arena (costruita nel 1954 con il nome di Niedersachsenstadion), che ha una capienza di circa 50.000 spettatori. Durante i Mondiali di Germania 2006 lo stadio è stato la sede di 4 partite della prima fase e di un ottavo di finale.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Dalla fondazione alla Seconda guerra mondiale, il primo titolo nazionale[modifica | modifica wikitesto]

Il club fu fondato il 12 aprile 1896 come Hannoverscher FC 1896 su suggerimento di Ferdinand-Wilhelm Fricke, fondatore del club rugbistico Deutscher FV 1878 Hannover. L'interesse iniziale era rivolto all'atletica e al rugby, che tennero in ombra il calcio fino al 1899. Nel 1913 si fuse con il Ballverein Hannovera von 1898 per diventare Hannoverscher Sportverein (HSV) von 1896.

I colori sociali dell'Hannoverscher FC erano nero-bianco-verde (anche se la squadra giocava in tenuta blu), mentre il Ballverein vestiva maglie rosse. Dopo la fusione, il nuovo team decise di mantenere come colori sociali il nero-bianco-verde, ma di giocare in maglia rossa, ricevendo così il soprannome Die Roten (The Reds/I Rossi). Attualmente la prima divisa del club ha mantenuto il colore rosso (o amaranto), mentre la terza maglia porta i colori sociali.

Sotto il Terzo Reich il calcio tedesco fu riorganizzato in sedici leghe di prima divisione. La squadra giocò nella Gauliga Niedersachsen con il nome di SV Hannover 96 a partire dal 1933. La prima apparizione nelle fasi finali nazionali risale al 1935, le prime convocazioni di giocatori dell'Hannover nella nazionale tedesca al 1936. Il club vinse il primo titolo nazionale nel 1938, in quella che è ritenuta una delle partite più emozionanti nella storia del calcio tedesco, match che fu giocato contro lo Schalke 04, la squadra dominatrice della scena nazionale a quell'epoca. Il risultato era di 3-3 prima che l'Hannover prevalesse per 4-3 in un'accesa ripetizione della prima partita. Nel 1942 la squadra si trasferì nella neonata Gauliga Südhannover-Braunschweig.

Dopoguerra, secondo titolo nazionale ed esordio in Coppa delle Fiere[modifica | modifica wikitesto]

Come molte organizzazioni tedesche il club fu dissolto dopo la Seconda guerra mondiale dalle forze alleate occupanti. Fu ricostituito nell'agosto 1945 e nel mese successivo una squadra mista formata da giocatori dell'Hannover 96 e dell'Arminia Hannover giocò il suo primo match del dopoguerra contro una squadra di militari britannici.

Il club tornò a giocare in campionato nel 1947, nella prima divisione Oberliga Nord, retrocedendo. Nel 1949, però, tornò in prima serie. La seconda apparizione dell'Hannover 96 in una finale nazionale è del 1954, quando sconfisse sonoramente il Kaiserslautern per 5-1. La squadra sconfitta comprendeva cinque giocatori della nazionale tedesca che avrebbe vinto sorprendentemente i Mondiali di calcio 1954 in quello che è stato definito il Miracolo di Berna.

I successivi trofei vinti dalla società furono il campionato tedesco dilettanti 1960 e 1964. La prima partecipazione ad una competizione europea dell'Hannover, fu quella della Coppa delle Fiere 1958-1960[1]. Al primo turno, l'Hannover affrontò la Roma e fu eliminato dopo una sconfitta casalinga nella partita di andata (1-3) che non riuscì a ribaltare in Italia (1-1). L'Hannover prese parte anche alle due successive edizioni della Coppa delle Fiere, ma in entrambe le occasioni non riuscì a superare il primo turno: a una sonora doppia bastosta subita dall'Internazionale di Facchetti e Angelillo (8-2 a Milano e 6-1 ad Hannover)[2], seguì nell'edizione 1962 una doppia sconfitta più lieve (0-1 e 0-2) ad opera dell'Espanyol di Barcellona.

Esordio in Bundesliga e la sfida al Barcellona in Coppa delle Fiere[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1963 sorse la Bundesliga, la nuova lega calcistica professionistica della Germania, che comprendeva sedici delle squadre tedesche di primo piano. In quella stagione l'Hannover giocò nella Regionalliga Nord (II), ma centrò la promozione per la serie superiore l'anno seguente. Alla prima stagione (1964-1965) in Bundesliga conquistò un sorprendente quinto posto (che rimase fino al 2011 il miglior piazzamento del club nella massima serie tedesca), staccata di 8 punti dalla formazione vincitrice di quel campionato, il Werder Brema. Nella stessa stagione la squadra Under 23 (Hannover II) conquistò il terzo campionato nazionale dilettanti.

L'anno successivo l'Hannover tornò a disputare la Coppa delle Fiere, questa volta comportandosi ben più egregiamente rispetto alle stagioni passate. Ai sedicesimi di finale, l'Hannover affrontò i portoghesi dell'FC Porto. La sfida di andata in Germania terminò in trionfo, un rotondissimo 5-0 per i padroni di casa[3]: fu anche la prima vittoria dell'Hannover in campo internazionale. Al ritorno Porto e Hannover pareggiarono 1-1. La formazione della Bassa Sassonia conquistò così il passaggio agli ottavi di finale e il sorteggio non fu favorevole: avrebbe dovuto vedersela con il Barcellona, che aveva già conquistato per due volte il trofeo. Il 2 febbraio 1966 ad Hannover, davanti a 40000 spettatori, I Rossi conquistarono un'incredibile vittoria per 2-1 (con doppietta decisiva del bomber Hans Siemensmeyer[4] e il momentaneo pareggio blaugrana di Zaldua)[5]. Ma due settimane più tardi, nella gara di ritorno in terra spagnola, il Barcellona riuscì a vincere per 1-0 con rete di Fustè. Data la parità totale delle reti, si dovette disputare uno spareggio, nuovamente in Germania. L'Hannover riuscì a passare in vantaggio dopo soli 10' con una rete di Bandura e quando il passaggio del turno sembrava cosa fatta, gli spagnoli riuscirono a ristabilire ancora una volta la parità, con il goal di Puchol all'87'[6]. La partita terminò 1-1 dopo i tempi supplementari e il sorteggio fu fatale all'Hannover e benefico per il Barça che non solo passò il turno, ma riuscì addirittura a raggiungere la finale ed alzare la coppa.

L'Hannover si mantenne ad alti livelli per un decennio, classificandosi stabilmente nella parte bassa della classifica della Bundesliga, con altre tre partecipazioni alla Coppa delle Fiere: due eliminazioni al primo turno con il Napoli nel 1968 e con l'Ajax nel 1970 e un'agli ottavi di finale dell'edizione del 1969 per mano del Leeds United. Partecipò inoltre per la prima volta con successo nel 1967 alla Coppa Intertoto superando nel proprio raggruppamento (2B) il Lokomotive Leipzig, l'IFK Norrköping e il Rapid Vienna.[7]. Nella stessa competizione vinse nuovamente il proprio girone nelle edizioni del 1972 e del 1973.

Retrocesse nella Zweite Bundesliga nella stagione 1973-1974. Al primo anno di seconda divisione l'Hannover vinse il campionato, ma nella stagione successiva non riuscì ad andare oltre il sedicesimo posto in Bundesliga e retrocesse nuovamente. Dopo quella crisi diciassette dei venti anni seguenti furono trascorsi in seconda divisione.

1992: il successo in Coppa di Germania dalla Seconda Divisione[modifica | modifica wikitesto]

Il club attraversò problemi finanziari alla fine degli anni settanta e nuovamente nei primi anni novanta. In seguito, nel 1992, l'Hannover, guidato da Micheal Lorkowski, riuscì sorprendentemente a vincere la Coppa di Germania (DFB-Pokal), contribuendo così a risanare le casse societarie.

La marcia verso la finale della formazione della Bassa Sassonia, che navigava nelle prime posizioni della seconda divisione, ma senza mai sfiorare una possibile promozione in Bundesliga, fu incredibile. Dopo la facile vittoria nel primo turno contro l'NSC Marathon 02 (0-7), la prima vittima illustre fu il Bochum, sconfitto sul proprio campo per 2-3. Seguirono il Borussia Dortmund (ancora per 2-3) e il Bayer Uerdingen (1-0), eliminato agli ottavi di finale. Ai quarti l'Hannover si impose ancora una volta di misura, sconfiggendo 1-0 il Karlsruhe.

In semifinale, l'Hannover ospitò al Niedersachsenstadion in gara secca il Werder Brema, allenato da Otto Rehhagel. La sfida fu molto equilibrata, nonostante il Werder fosse favoritissimo, nessuna delle due squadre riuscì a violare la rete avversaria. Dopo 90' si era ancora sullo 0-0 e si andò ai supplementari. Al 5' del primo tempo supplementare, l'Hannover riuscì sorprendentemente a passare in vantaggio con Koch, ma appena due minuti più tardi, il Werder pareggiò il conto con Bratseth. Il risultato non fu più sbloccato e si andò ai calci di rigore. L'Hannover vinse la lotteria dal dischetto per 5-4 e la rete decisiva fu segnata dal portiere Jörg Sievers[8].

La finale contro il Borussia Mönchengladbach si svolse similmente alla semifinale. I tempi regolamentari si conclusero sullo 0-0 e non ci fu spazio per alcun goal nemmeno nei supplementari. Ancora una volta tutto fu deciso dalla lotteria dei rigori e l'Hannover ne uscì ancora vincitore (4-3). L'estremo difensore Sievers parò due rigori agli avversari e portò l'Hannover a diventare la prima squadra di una serie inferiore capace di vincere la Coppa di Germania.

Grazie a questa impresa, l'Hannover poté nella stagione 1992-1993 partecipare per la prima volta a una competizione UEFA, la Coppa delle Coppe[9]. Il caso volle che al primo turno il sorteggio mettesse di fronte proprio le uniche due squadre tedesche partecipanti alla competizione: l'Hannover e il Werder Brema (detentore della Coppa delle Coppe), un derby affascinante che era anche una sorta di rivincita della semifinale di DFB-Pokal di qualche mese prima. L'andata al Weserstadion di Brema si concluse con il punteggio di 3-1 per i padroni di casa: le reti furono realizzate tutte nei primi 45', con doppietta di Rufer e terzo gol di Bratseth per il Werder e momentaneo 1-1 di Wojcicki per gli ospiti. L'Hannover, che militava ancora in seconda divisione, lottò per la qualificazione fino all'ultimo: la gara di ritorno si mise subito male per I Rossi, grazie a un calcio di rigore trasformato dal solito Rufer. Ma l'Hannover non si perse d'animo e già prima della fine del primo tempo ribaltò il risultato con una doppietta di Reinhhold Daschner. Nel secondo tempo l'Hannover cercò di segnare la terza rete che poteva valere i tempi supplementari, ma questa volta la formazione di Rehhagel riuscì ad evitare la beffa e conquistò il passaggio del turno. Finì 2-1 per l'Hannover che nonostante le poche aspettative uscì dalla competizione a testa alta.

All'inizio della stessa stagione, l'Hannover aveva perso la sua prima finale di supercoppa tedesca contro lo Stoccarda per 3-1, nonostante fosse passato in vantaggio con Koch a inizio partita.

1995-2002: dalla retrocessione in Terza Divisione al ritorno in Bundesliga[modifica | modifica wikitesto]

Il punto più basso toccato dalla squadra venne con la caduta nella Regionalliga Nord (III) nel biennio 1996-1998. Nella stagione 1995/1996, quando si preparava a festeggiare il centenario della propria fondazione, l'Hannover concluse solamente al sedicesimo posto il campionato di Zweite Bundesliga (staccato di ben 5 punti dalla zona salvezza) e retrocesse in terza divisione, con grande amarezza di tutti i tifosi.

Ma fu forse questa caduta inaspettata che mise le basi della resurrezione definitiva del club negli anni successivi. Nella stagione 96/97, l'Hannover dominò il proprio girone di Regionalliga, vincendolo davanti agli acerrimi rivali di Bassa Sassonia dell'Eintracht Braunschweig, staccati di 5 punti. Le speranze di un ritorno immediato in seconda divisione, tuttavia, si spensero dopo lo spareggio contro il Cottbus (0-0,1-3). La storia sembrò ripetersi nella stagione 97/98: I Rossi vinsero nuovamente il girone, staccando il Braunschweig di 7 punti, ma nel primo spareggio a Berlino contro il Tennis Borussia Berlin caddero malamente con il punteggio di 2-0. I tifosi speravano a stento nel miracolo, ma furono sorpresi dall'impresa della loro squadra, che nella gara di ritorno riuscì a vincere per 2-0. I tempi supplementari non mutarono il parziale e i calci di rigore ancora una volta portarono bene all'Hannover che vinse 3-1 e conquistò la promozione.

L'Hannover sfiorò subito la seconda promozione consecutiva, che non arrivò per un solo punto nel 1999. Poi per due stagioni dovette rassegnarsi a lottare per la salvezza, concludendo a metà classifica.

La rinascita del club si completò nel 2002 con il ritorno in Bundesliga al termine di una stagione in cui stabilì il record di punti ottenuti da una squadra di Zweite Bundesliga (75).

2002-2009: stagioni in Bundesliga[modifica | modifica wikitesto]

Dal 2002 al 2009 la squadra ha consolidato la propria posizione in Bundesliga con una serie di piazzamenti a metà classifica, sotto la guida di vari allenatori. L'Hannover cercò inoltre di ripetere l'impresa del '92 in Coppa di Germania. Nella stagione 2006-2007 I Rossi al primo turno superarono in trasferta la Dinamo Dresda (2-3), quindi ai sedicesimi andarono ad espugnare Dortmund, abbattendo il Borussia (0-1). Agli ottavi di finale l'Hannover si impose sul Duisburg in casa (1-0) e fu sorteggiato ai quarti contro la rivelazione Norimberga. Il match si giocò a Norimberga il 27 febbraio 2007 e terminò 0-0 sia dopo 90', sia dopo i supplementari. Questa volta i rigori non furono favorevoli all'Hannover. Schröter e Stajner calciarono alto e il Norimberga volò in semifinale (e poi vinse addirittura la coppa).

Risalta l'ottavo posto conseguito nel 2007-2008, quando l'Hannover, allenato da Dieter Hecking, andò vicino anche a un piazzamento che sarebbe valso uno storico ritorno in Europa, concludendo a sole 3 lunghezze dallo Stoccarda che si qualificò per la Coppa Intertoto. Il risultato più prestigioso di quella stagione fu proprio la vittoria ottenuta a Stoccarda (0-2) contro quelli che erano i campioni in carica della Bundesliga. I tifosi dell'Hannover ricorderanno bene anche il precampionato di quella stagione: in due amichevoli di lusso avevano sconfitto sia i Rangers, sia il Real Madrid[10].

Il 2008-2009, nonostante un discreto inizio e un'importante vittoria (1-0), in casa contro il Bayern, che mancava da vent'anni, fu deludente rispetto alla stagione precedente e caratterizzato da molti infortuni ai giocatori più importanti della rosa. L'Hannover concluse così il campionato all'undicesimo posto.

2009-2010: la tragedia di Enke e la corsa alla salvezza[modifica | modifica wikitesto]

Dal ritorno in Bundesliga, il 2009-2010 è stata la stagione più sofferta dell'Hannover nella massima serie. Dopo la sconfitta iniziale a Berlino contro l'Hertha, l'Hannover ottiene una vittoria importante a Norimberga e un pareggio casalingo con il Mainz 05. Alla quarta giornata, la caduta davanti al proprio pubblico con l'Hoffenheim (che fu la vera sorpresa di quell'inizio di stagione) suona il primo campanellino di allarme. Ma nel periodo di ottobre la squadra sembra risvegliarsi e ottiene tre vittorie in quattro partite, contro Friburgo, Colonia e Stoccarda.

Il 10 novembre 2009 la squadra è però colpita da un grave lutto, la morte suicida del portiere e capitano Robert Enke[11][12]. A dieci giorni dalla tragedia, l'Hannover scende in campo a Gelsenkirchen contro lo Schalke 04 e schiera tra i pali Florian Fromlowitz. Lo Schalke vince 2-0. Seguiranno altre sconfitte in serie, intervallate soltanto dal pareggio interno col Bayer Leverkusen: quella contro il Bayern (0-3), poi, dopo il pari con il Bayer Leverkusen, a Mönchengladbach e la più pesante di tutte nel match casalingo contro il Bochum: in vantaggio di due reti a fine primo tempo, I Rossi sono rimontati e sconfitti per 2-3.

Alla prima di ritorno, salta la panchina di Andres Bergmann. Il team, in piena zona retrocessione, viene affidato a Mirko Slomka. Nonostante il cambio di allenatore, l'inizio del 2010 è da incubo: ben 7 le sconfitte consecutive (6 con Slomka). Sabato 6 marzo, a Friburgo, l'Hannover (17 punti) è penultimo in classifica a tre punti dai padroni di casa in uno scontro decisivo per evitare la retrocessione: dopo un primo tempo bloccato finisce 1-2, decisiva un'autorete di Papiss Cisse che regala all'Hannover la prima vittoria dopo la scomparsa di Enke, quattro mesi dopo. L'Hannover aggancia il Friburgo e si rilancia, sconfigge sette giorni dopo l'Eintracht Frankfurt in casa e dà nuovo ossigeno a Slomka.

Il cammino verso la salvezza prosegue in modo altalenante, tra vittorie importanti (come quella con lo Schalke 04 per 4-2) e batoste clamorose (7-0 dal Bayern a Monaco). A tre giornate dalla fine, l'Hannover è ancora penultimo con 27 punti, ma staccato di una sola lunghezza da Friburgo, Norimberga e Bochum (28). Alla 32ª giornata il Friburgo si porta in salvo, mentre le altre tre non prendono punti (Hannover cade in casa del Leverkusen). Solo una tra Norimberga, Bochum e Hannover può ancora salvarsi. Alla penultima il Bochum perde con il Bayern, il Norimberga è sconfitto ad Amburgo, mentre l'Hannover rifila un 6-1 sorprendente al Borussia Mönchengladbach e sorpassa entrambe.

L'ultima giornata prevede lo scontro diretto tra Bochum e Hannover, mentre il Norimberga affronta in casa propria un Colonia ormai senza ambizioni. L'Hannover è obbligato a vincere e chiude la pratica nei primi quarantacinque minuti: 0-3 con reti di Arnold Bruggink, Mike Hanke e Sérgio Pinto. La vittoria del Norimberga per 1-0 viene così resa inutile. L'Hannover è salvo.

2010-2011: il ritorno in Europa[modifica | modifica wikitesto]

L'Hannover 96 si appresta a compiere i suoi 115 anni di storia e, dopo la retrocessione sfiorata, la rosa viene rinforzata. Tra i pali arriva dal Manchester United il giovane portiere Ron-Robert Zieler, mentre in difesa è ingaggiato il centrale ventisettenne austriaco Emanuel Pogatetz dal Middlesbrough. A centrocampo rinforzi soprattutto sulle fasce laterali: arrivano lo statunitense DaMarcus Beasley (dai Glasgow Rangers), il portoghese Carlitos (dall'FC Basel) e il ventiduenne Lars Stindl (dal Karlsruher SC). In attacco ecco il venticinquenne norvegese Mohammed Abdellaoue (ingaggiato dal Valerenga).

L'obiettivo iniziale di Mirko Slomka è ambire a una posizione di centro-classifica, ma ben presto l'Hannover diventerà (assieme al Mainz 05) la vera sorpresa della stagione 2010-2011. Il Mainz parte forte (7 vittorie nelle prime 7 partite), mentre le grandi stentano: il Bayern Monaco inizia facendo 8 punti su 21 per poi risorgere, mentre Schalke 04 e Werder Brema non lotteranno mai per le posizioni che contano. C'è spazio quindi per l'inserimento al vertice di squadre che mancavano da tempo, come Borussia Dortmund o Bayer Leverkusen e per le sorprese come Mainz e Hannover. Alla settima giornata il Mainz è a punteggio pieno (21 punti) inseguito solo dal Dortmund (18), mentre l'Hannover (13) occupa il terzo. La formazione di Slomka cadrà poi a Monaco di Baviera (3-0), ma si riscatterà in casa contro il Colonia grazie a una doppietta dell'ivoriano Didier Ya Konan.

Dopo cinque successi consecutivi, l'Hannover cade a Norimberga, ma conclude il girone di andata al quarto posto con 31 punti, alle spalle di Dortmund (43), Mainz e Leverkusen (33).

Alla settima di ritorno, dopo il successo in casa del St.Pauli e complice la sconfitta del Bayern Monaco con la capolista Dortmund, l'Hannover 96 si ritrova addirittura in lotta per un posto in UEFA Champions League. Una settimana più tardi, il Bayern arriva all'AWD Arena con 2 punti di ritardo dagli uomini di Slomka, che giocano la partita perfetta e vincono nettamente per 3-1. Questa gara sancirà l'addio di Louis Van Gaal al Bayern.[13]

L'Hannover mantiene il terzo posto a due punti dal Leverkusen e a +5 sul Bayern Monaco, ma nel giro di tre settimane crolla prima a Colonia (4-0) e poi a Dortmund (4-1 dopo essere stato in vantaggio per 0-1) e si fa sorpassare dai bavaresi. La sfida casalinga contro il Mainz 05 (quinta in classifica) vale probabilmente un posto in Europa League e l'Hannover non fallisce, vincendo 2-0 con reti di Ya Konan e Pinto e mettendosi al sicuro. Due settimane dopo, a Friburgo, l'Hannover torna a vincere in trasferta (1-3): segnano Abdellaoue, Schlaudraff e Rausch. E grazie al pareggio tra Norimberga e Mainz (0-0), il 24 aprile 2011, l'Hannover può festeggiare matematicamente il suo ritorno alle competizioni europee dopo 18 anni (dalla sfida di Coppa delle Coppe con il Werder).

Il sogno Champions svanisce alla terzultima giornata con la sconfitta casalinga (0-1) contro il Mönchengladbach. Il quarto posto finale rimane comunque il record in Bundesliga per la società della Bassa Sassonia, con record di punti e di vittorie casalinghe.

2011-2012: imbattibilità casalinga in Bundesliga[modifica | modifica wikitesto]

A vent'anni di distanza dal successo il Coppa di Germania, è la stagione della maturità in campo nazionale e internazionale. Per la prima volta l'Hannover gioca 50 partite in una stagione. E nonostante le inedite fatiche riesce a mantenere il proprio stadio, l'AWD Arena, imbattuto in campo nazionale nei 90' regolamentari: nessuno nel top d'Europa (Inghilterra-Germania-Francia-Spagna e Italia) è riuscito in questa impresa in questa stagione. La rosa resta sostanzialmente la stessa e gli unici innesti importanti sono quelli del terzino mancino Christian Pander (dallo Schalke 04) e dell'attaccante Mame Biram Diouf (dal Manchester United), quest'ultimo da gennaio 2012.

In Bundesliga le soddisfazioni arrivano dalle gare casalinghe contro i campioni del Borussia Dortmund (vittoria 2-1 con due goal segnati negli ultimi minuti), con il Werder (3-2) e con il Bayern (2-1). Grazie a questi successi l'Hannover si ritrova al terzo posto dopo le prime 10 giornate. Ma un disastroso rendimento in trasferta non consente alla squadra di Slomka di mantenere il passo delle migliori e così si lotta per riconfermarsi in Europa League. L'impresa riuscirà solo all'ultima giornata, grazie alla vittoria contro il Kaiserslautern davanti al proprio pubblico che varrà il settimo posto. In quell'occasione dà l'addio al calcio il veterano Altin Lala dopo 14 stagioni nelle file dell'Hannover.

In Europa League alla sua prima partecipazione l'Hannover elimina ai playoff il Siviglia (2-1 all'andata in casa, 1-1 al ritorno) che aveva in partenza il miglior ranking della competizione. I Roten raggiungono per la prima volta la fase a gironi di una competizione europea e vinceranno a Poltava contro il Vorskla (1-2) la loro prima partita in trasferta nelle competizioni UEFA. Tale successo esterno viene replicato in Danimarca contro l'FC Copenhagen e vale all'Hannover la qualificazione ai sedicesimi con un turno di anticipo. Il sogno prosegue perché l'Hannover elimina anche il Bruges con un doppio successo (2-1 in casa, 1-0 in Belgio) e negli ottavi ritrova lo Standard Liegi che non era riuscito a sconfiggere ai gironi. L'accesso ai quarti di finale, dopo il 2-2 di Liegi, si decide in Germania: l'Hannover 96 dilaga con un netto 4-0 e vola tra le prime otto.

Il sorteggio dei quarti mette di fronte l'Hannover 96 e i favoritissimi dell'Atlético Madrid: gli spagnoli la spuntano nella gara di andata (2-1) con una rete nei minuti finali, ma la qualificazione resta in bilico fino all'87' della partita di ritorno, quando, sull'1-1 e assedio tedesco, l'Atlético sfrutta un contropiede e Falcao chiude i giochi, violando l'Arena per la prima volta in questa competizione.

2012-2013[modifica | modifica wikitesto]

Nella stagione 2012-2013, l'Hannover ha deluso le aspettative, arriva 9°in Campionato rimanendo fuori dalle coppe europee ed in Europa League è stato eliminato ai sedicesimi di finale dall'Anzhi.


Bandiera Della Squadra[modifica | modifica wikitesto]

La bandiera e capitano dell'Hannover 96 è stato per 15 anni, dal 1999 al 2014, Steve Cherundolo.

Cronistoria[modifica | modifica wikitesto]

Cronistoria dell'Hannover 96
  • 1896 - Il 12 aprile nasce l'Hannoverscher FC 1896.
  • 1903-04 - Non raggiunge le finali di Verbandsliga.
  • 1904-05 - Campione del Verbandes Hannoverscher Fussball-Vereine. Eliminato nel 2º turno preliminare di Verbandsliga.
  • 1905-12 - Non raggiunge le finali della Verbandsliga.

  • 1913 - Fusione di Hannoverscher FC 1896 con Ballverein Hannovera von 1898. Nasce l'Hannoverscher Sportverein von 1896.
  • 1913-33 - Non raggiunge le finali della Verbandsliga.

  • 1933-34 - Non raggiunge le finali della Gauliga.
  • 1934-35 - Campione della Gauliga Niedersachsen (1º titolo). Eliminato nella Fase a Gironi della Gauliga (2º posto nel Gruppo B) e negli ottavi di finale di Coppa di Germania.
  • 1935-36 - Non raggiunge le finali della Gauliga.
  • 1936-37 - Non raggiunge le finali della Gauliga. Eliminato negli ottavi di finale di Coppa di Germania.
  • 1937-38 - Campione della Gauliga Niedersachsen (2º titolo). Meisterschale.png Campione di Germania (1º titolo).
  • 1938-39 - Non raggiunge le finali della Gauliga. Eliminato nel primo turno della Coppa di Germania.
  • 1939-40 - Non raggiunge le finali della Gauliga.

  • 1940-41 - Campione della Sportbereichsklasse Niedersachsen. Eliminato nella Fase a Gironi della Gauliga (2º posto nel Gruppo 2B) e negli ottavi di finale di Coppa di Germania.
  • 1941-42 - Non raggiunge le finali della Gauliga.
  • 1942-43 - Non raggiunge le finali della Gauliga.
  • 1943-44 - Non raggiunge le finali della Gauliga.
  • 1944 - Scioglimento del club in seguito alla Seconda guerra mondiale.
  • 1945 - Ad agosto viene ricostituito il club.
  • 1947 - Il club torna a partecipare al campionato tedesco. Retrocede in Seconda Divisione.
  • 1947-48 - Seconda Divisione Oberliga Nord.
  • 1948-49 - Seconda Divisione Oberliga Nord. Promosso in Prima Divisione.
  • 1949-50 - Non raggiunge le finali della Oberliga.

  • 1950-51 - Non raggiunge le finali della Oberliga.
  • 1951-52 - Non raggiunge le finali della Oberliga.
  • 1952-53 - Non raggiunge le finali della Oberliga.
  • 1953-54 - Campione di Oberliga Nord. Meisterschale.png Campione di Germania (2º titolo).
  • 1954-55 - Non raggiunge le finali della Oberliga. Eliminato al primo turno di Coppa di Germania.
  • 1955-56 - Eliminato nella Fase a Gironi della Oberliga (4º posto nel Gruppo 2).
  • 1956-57 - Non raggiunge le finali della Oberliga.
  • 1957-58 - Non raggiunge le finali della Oberliga.
  • 1958-59 - Non raggiunge le finali della Oberliga. Eliminato nel primo turno di Coppa delle Fiere.
  • 1959-60 - Non raggiunge le finali della Oberliga.

  • 1960-61 - Non raggiunge le finali della Oberliga. Eliminato nel primo turno di Coppa delle Fiere.
  • 1961-62 - Non raggiunge le finali della Oberliga. Eliminato nel primo turno di Coppa delle Fiere.
  • 1962-63 - Non raggiunge le finali della Oberliga.
  • 1963-64 - 2° in Regionalliga Nord. Promosso in Bundesliga. Eliminato nel secondo turno di Coppa di Germania.
  • 1964-65 - 5° in Bundesliga. Eliminato nei quarti di finale di Coppa di Germania.
  • 1965-66 - 12° in Bundesliga. Eliminato negli ottavi di finale di Coppa delle Fiere e nel primo turno di Coppa di Germania.
  • 1966-67 - 9° in Bundesliga. Eliminato nel primo turno di Coppa di Germania. Vince la Coppa Intertoto (Gr.2B) (1º titolo)
  • 1967-68 - 10° in Bundesliga. Eliminato nel primo turno di Coppa delle Fiere e di Coppa di Germania.
  • 1968-69 - 11° in Bundesliga. Eliminato negli ottavi di finale di Coppa delle Fiere e nei quarti di finale di Coppa di Germania.
  • 1969-70 - 13° in Bundesliga. Eliminato nel primo turno di Coppa delle Fiere e nel secondo turno di Coppa di Germania.

  • 1970-71 - 9° in Bundesliga. Eliminato nel primo turno di Coppa di Germania.
  • 1971-72 - 16° in Bundesliga. Eliminato nei quarti di finale di Coppa di Germania. Vince la Coppa Intertoto (Gr.7) (2º titolo)
  • 1972-73 - 16° in Bundesliga. Eliminato nel primo turno di Coppa di Germania. Vince la Coppa Intertoto (Gr.1) (3º titolo)
  • 1973-74 - 18° in Bundesliga. Retrocesso in 2. Bundesliga. Eliminato nei quarti di finale di Coppa di Germania.
  • 1974-75 - 1° in 2. Bundesliga. Promosso in Bundesliga. Eliminato nel primo turno di Coppa di Germania.
  • 1975-76- 18° in Bundesliga. Retrocesso in 2. Bundesliga. Eliminato nel secondo turno di Coppa di Germania.
  • 1976-77 - 5° in 2. Bundesliga. Eliminato nel primo turno di Coppa di Germania.
  • 1977-78 - 5° in 2. Bundesliga. Eliminato nel primo turno di Coppa di Germania.
  • 1978-79 - 15° in 2. Bundesliga. Eliminato nel secondo turno di Coppa di Germania.
  • 1979-80 - 3° in 2. Bundesliga. Eliminato nel primo turno di Coppa di Germania.

  • 1980-81 - 4° in 2. Bundesliga. Eliminato nel secondo turno di Coppa di Germania.
  • 1981-82 - 5° in 2. Bundesliga. Eliminato negli ottavi di finale di Coppa di Germania.
  • 1982-83 - 12° in 2. Bundesliga. Eliminato nel primo turno di Coppa di Germania. Vince la Coppa di Bassa Sassonia (1º titolo, squadra II).
  • 1983-84 - 14° in 2. Bundesliga. Eliminato nei quarti di finale di Coppa di Germania.
  • 1984-85 - 2° in 2. Bundesliga. Promosso in Bundesliga. Eliminato nei quarti di finale di Coppa di Germania.
  • 1985-86 - 18° in Bundesliga. Retrocesso in 2. Bundesliga. Eliminato negli ottavi di finale di Coppa di Germania.
  • 1986-87 - 1° in 2. Bundesliga. Promosso in Bundesliga. Eliminato negli ottavi di finale di Coppa di Germania.
  • 1987-88 - 10° in Bundesliga. Eliminato nel primo turno di Coppa di Germania.
  • 1988-89 - 18° in Bundesliga. Retrocesso in 2. Bundesliga. Eliminato nel primo turno di Coppa di Germania.
  • 1989-90 - 8° in 2. Bundesliga. Eliminato nel primo turno di Coppa di Germania.

  • 1990-91 - 10° in 2. Bundesliga. Eliminato nel secondo turno di Coppa di Germania.
  • 1991-92 - 5° in 2. Bundesliga. Coppagermania.png Vince la Coppa di Germania.
  • 1992-93 - 9° in 2. Bundesliga. Perde la finale di Supercoppa tedesca contro lo Stoccarda. Eliminato al Primo Turno della Coppa delle Coppe. Eliminato negli ottavi di finale di Coppa di Germania.
  • 1993-94 - 12° in 2. Bundesliga. Eliminato nel terzo turno di Coppa di Germania.
  • 1994-95 - 12° in 2. Bundesliga. Eliminato nel secondo turno di Coppa di Germania.
  • 1995-96 - 16° in 2. Bundesliga. Retrocesso in Regionalliga. Eliminato nel primo turno di Coppa di Germania.
  • 1996-97 - 1° in Regionalliga Nord. Vince la Coppa di Bassa Sassonia (2º titolo). Perde lo spareggio-promozione contro l'Energie Cottbus. Eliminato nel secondo turno di Coppa di Germania.
  • 1997-98 - 1° in Regionalliga Nord. Promosso in 2. Bundesliga. Vince la Coppa di Bassa Sassonia (3º titolo). Eliminato negli ottavi di finale di Coppa di Germania.
  • 1998-99 - 4° in 2. Bundesliga. Eliminato nel primo turno di Coppa di Germania.
  • 1999-00 - 10° in 2. Bundesliga. Eliminato nel terzo turno di Coppa di Germania.

  • 2000-01 - 10° in 2. Bundesliga. Eliminato nel terzo turno di Coppa di Germania.
  • 2001-02 - 1° in 2. Bundesliga. Promosso in Bundesliga. Eliminato negli ottavi di finale di Coppa di Germania.
  • 2002-03 - 11° in Bundesliga. Eliminato nel secondo turno di Coppa di Germania.
  • 2003-04 - 14° in Bundesliga. Eliminato nel secondo turno di Coppa di Germania.
  • 2004-05 - 10° in Bundesliga. Eliminato nei quarti di finale di Coppa di Germania.
  • 2005-06 - 12° in Bundesliga. Eliminato negli ottavi di finale di Coppa di Germania.
  • 2006-07 - 11° in Bundesliga. Eliminato nei quarti di finale di Coppa di Germania.
  • 2007-08 - 8° in Bundesliga. Eliminato nel secondo turno di Coppa di Germania.
  • 2008-09 - 11° in Bundesliga. Eliminato nel secondo turno di Coppa di Germania.
  • 2009-10 - 15° in Bundesliga. Eliminato nel primo turno di Coppa di Germania.

  • 2010-11 - 4° in Bundesliga. Eliminato nel primo turno di Coppa di Germania.
  • 2011-12 - 7° in Bundesliga. Eliminato nel secondo turno di Coppa di Germania. Eliminato nei Quarti di Finale di UEFA Europa League.
  • 2012-13 - 9° in Bundesliga. Eliminato agli ottavi di Finale di Coppa di Germania. Eliminato nei Sedicesimi di Finale in UEFA Europa League.
  • 2013-14 - 10° in Bundesliga. Secondo turno di Coppa di Germania.

Stadio[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi AWD-Arena.

 Vincitori di titoli[modifica | modifica wikitesto]

Campioni del Mondo

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

L'albo d'oro della Coppa di Germania è stato a lungo dominato da squadre della massima serie. La vittoria dell'Hannover nel 1992 la rese la prima squadra non appartenente alla Bundesliga a conquistare il premio dalla costituzione della lega professionistica nel 1963. Lo Schwarz-Weiss Essen era stata la prima squadra di seconda divisione a vincere la coppa più di trent'anni prima, nel 1959.

Competizioni nazionali[modifica | modifica wikitesto]

Competizioni internazionali[modifica | modifica wikitesto]

Competizioni minori[modifica | modifica wikitesto]

  • Campioni della Gauliga-Niedersachsen: 2
  • Campioni della Gauliga Niedersachsen-Süd: 2
  • Campioni della Oberliga Nord: 1
  • Campioni della Südkreisliga: 1

Tifoseria[modifica | modifica wikitesto]

La curva dei tifosi dell'Hannover viene chiamata Rote Kurve.

Il record di affluenza allo stadio fu stabilito nel 1964, quando l'Hannover ottenne la sua prima promozione in Bundesliga, con una media di 46.000 spettatori a partita.

Gemellaggi e rivalità[modifica | modifica wikitesto]

Rivalità[modifica | modifica wikitesto]

La rivale per eccellenza dell'Hannover è l'Eintracht Braunschweig. Altre rivalità sono con il Werder Brema e con il Wolfsburg. Nacque anche una rivalità con l'Energie Cottbus in seguito allo spareggio perso dall'Hannover nel 1997 per la promozione in Zweite Bundesliga.

Derby[modifica | modifica wikitesto]

Il primo derby con il Wolfsburg si giocò il 31 agosto 1974 a Wolfsburg: l'Hannover vinse per 4-3. L'ultimo incontro si è invece disputato il 26 gennaio 2013 ad Hannover, con il risultato di 2-1 per l'Hannover 96. Nel conteggio totale delle sfide (33), il Wolfsburg è in vantaggio con 15 vittorie contro 13, mentre 6 sono stati i pareggi.[17]

Sono invece 33 le sfide dell'Hannover con l'Eintracht Braunschweig, con 13 vittorie, 10 pareggi, 10 sconfitte. L'ultima sfida risale al 2003, quando il Braunschweig eliminò l'Hannover dalla Coppa di Germania vincendo 2-0.[17]

Ad Hannover si sono disputati anche derby cittadini tra Hannover 96 e Arminia Hannover, per quattro anni consecutivi (1976-1980) quando le due formazioni militavano nella Zweite Bundesliga Nord: il bilancio è di 5 vittorie per l'HSV 96, 2 per l'Arminia e 1 pareggio. L'Arminia Hannover milita attualmente nella Niedersachsenliga (V divisione tedesca). Un'altra società della stessa città è l'OSV Hannover (oggi in VII divisione) che ha incrociato l'Hannover 96 solo per due stagioni (1979-1981): il 96 conduce per 3 a 1 nei precedenti.[17]

Curiosamente, la stagione 1979-80 è stata l'unica fino ad oggi a vedere le tre squadre di Hannover prendere parte allo stesso campionato.

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Sono considerate tifoserie amiche quelle dell'Odense e dell'Arminia Bielefeld.

Organico[modifica | modifica wikitesto]

Rosa[modifica | modifica wikitesto]

Rosa aggiornata al 25 settembre 2014.

N. Ruolo Giocatore
1 Germania P Ron-Robert Zieler
2 Danimarca D Leon Andreasen
3 Cile D Miiko Albornoz
4 Giappone D Hiroki Sakai
5 Senegal D Salif Sané
6 Turchia A Ceyhun Gülselam
7 Germania C Edgar Prib
8 Germania C Manuel Schmiedebach
9 Polonia A Artur Sobiech
10 Germania C Lars Stindl
11 Spagna A Joselu
13 Germania A Jan Schlaudraff
14 Germania P Markus Miller
15 Germania C Andre Hoffmann
17 Germania D Stefan Thesker
18 Lituania D Marius Stankevičius
19 Germania D Christian Schulz (capitano)
N. Ruolo Giocatore Hannover 96.png
20 Brasile D Felipe
21 Francia A Jimmy Briand
24 Germania D Christian Pander
25 Brasile D Marcelo
26 Turchia A Kenan Karaman
27 Germania D Vladimir Rankovic
28 Giappone C Hiroshi Kiyotake
30 Germania A Florian Ballas
32 Germania C Leonardo Bittencourt
33 Germania D Yannik Schulze
34 Germania C Tim Dierßen
36 Germania C Sebastian Ernst
37 Germania C Niklas Teichgräber
38 Germania A Valmir Sulejmani
39 Austria P Robert Almer
40 Germania A Timo Königsman

Staff tecnico[modifica | modifica wikitesto]

Allenatore: Turchia Tayfun Korkut
Vice-Allenatore: Germania Dominik Suslik
Assistente tecnico: Germania Edward Kowalczuk
Allenatore portieri: Germania Jörg Sievers
Medico sociale: Germania Wego Kregehr

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Risultati e tabellini Coppa delle Fiere 58-60, www.fussballdaten.de.
  2. ^ Risultati e tabellini Ottavi di Finale Coppa delle Fiere 60-61, www.fussballdaten.de.
  3. ^ tabellino Hannover-Porto 5-0, www.fussballdaten.de.
  4. ^ Siemensmeyer segnò 72 reti con la maglia dell'Hannover 96 in dieci anni e fu anche l'allenatore dell'Hannover nella stagione 88-89
  5. ^ tabellino Hannover-Barcelona 2-1, www.fussballdaten.de.
  6. ^ Hannover-Barcelona 1-1, www.fussballdaten.de.
  7. ^ Coppa Intertoto 1967, mogiel.net.
  8. ^ Jörg Sievers è l'attuale allenatore dei portieri dell'Hannover 96.
  9. ^ Risultati e tabellini Coppa delle Coppe 92-93, www.fussballdaten.de.
  10. ^ Hannover 96 - Real Madrid 3-0 (Luglio 2007), netzeitung.de.
  11. ^ Tragedia nel calcio tedesco, si suicida portiere Enke, La Gazzetta dello Sport.
  12. ^ In 40 mila ad Hannover per l'addio a Enke, La Gazzetta dello Sport.
  13. ^ Bayern K.O. ad Hannover, Van Gaal è al capolinea., La Gazzetta dello Sport.
  14. ^ Titoli conquistati dalla Squadra Riserve, l'Hannover II
  15. ^ La Coppa del 1983 è stata conquistata dalla Squadra Riserve, l'Hannover II
  16. ^ Girone Nord
  17. ^ a b c Fonte: FootballDatabase.eu

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]