Fußball-Club Bayern München

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
(Reindirizzamento da Bayern Monaco)
FC Bayern München
Calcio Football pictogram.svg
Campione del mondo in carica Campione del mondo in carica
Campione di Germania in carica Campione di Germania in carica
Detentore della Coppa di Germania Detentore della Coppa di Germania
FC Bayern Munich.png
Der FCB; Die Bayern (I Bavaresi); Die Roten (I Rossi); FC Hollywood
Segni distintivi
Uniformi di gara
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Casa
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Trasferta
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Europa
Colori sociali 600px Bianco e Blu a scacchi bordati di Rosso.png rosso-bianco
Inno Stern des Südens
Willy Astor
Dati societari
Città Monaco di Baviera
Paese Germania Germania
Confederazione UEFA
Federazione Flag of Germany.svg DFB
Campionato Bundesliga
Fondazione 1900
Presidente Germania Karl Hopfner
Germania Franz Beckenbauer (onorario)
Allenatore Spagna Josep Guardiola
Stadio Allianz Arena
(69 000 posti)
Sito web www.fcbayern.de
Palmarès
Meisterschale 10.pngMeisterschale 10.pngMeisterschale.pngMeisterschale.pngMeisterschale.pngMeisterschale.png Coppagermania10.pngCoppagermania.pngCoppagermania.pngCoppagermania.pngCoppagermania.pngCoppagermania.pngCoppagermania.pngCoppagermania.png Coppacampioni.pngCoppacampioni.pngCoppacampioni.pngCoppacampioni.pngCoppacampioni.png Coppacoppe.png Coppauefa.png Supercoppaeuropea.png Copa Intercontinental.svgCopa Intercontinental.svg FIFA Club World Cup.svg
Titoli di Germania 24
Trofei nazionali 17 Coppe di Germania
4 Supercoppe di Germania
6 Coppe di Lega tedesca
Trofei internazionali 5 Coppe dei Campioni/Champions League
1 Coppe delle Coppe
1 Coppe UEFA/Europa League
1 Supercoppe UEFA
2 Coppe Intercontinentali
1 Coppe del mondo per club
Soccerball current event.svg Stagione in corso
Si invita a seguire il modello di voce

Il Fußball-Club Bayern München, noto internazionalmente come Bayern München o Bayern e in Italia come Bayern Monaco, è una società polisportiva tedesca avente sede a Monaco di Baviera, celebre per la sua sezione calcistica, che milita nella Bundesliga. Fu fondato nel 1900 da alcuni membri del MTV 1879 München.

La sezione calcistica della polisportiva bavarese è la più titolata di Germania, avendo vinto 24 campionati, 17 Coppe nazionali, 4 Supercoppe di Germania e 6 Coppe di Lega tedesche, nonché una tra le più vittoriose del mondo vantando 2 Coppe Intercontinentali, 5 Coppe dei Campioni/Champions League, 1 Coppa UEFA, 1 Coppa delle Coppe, 1 Supercoppa europea ed 1 Mondiale per club FIFA. Insieme con la Juventus, l'Ajax e il Chelsea è l'unica squadra ad aver vinto le tre principali competizioni UEFA per club e tutte le competizioni UEFA a cui ha partecipato.[1] Nella stagione 2012-2013, con la vittoria di campionato, coppa nazionale e Champions League, è diventato il solo club tedesco a realizzare il prestigioso treble, succedendo a Celtic (1967), Ajax (1972), PSV (1988), Manchester United (1999), Barcellona (2009) e Inter (2010).

Il Bayern Monaco è stato membro fondatore del G-14, associazione di club calcistici europei consorziatisi per ottenere una tutela comune dei diritti sportivi, legali e televisivi di fronte all'UEFA e alla FIFA.

Storia[modifica | modifica sorgente]

I primi anni: dalla fondazione alla Bundesliga (1900-1965)[modifica | modifica sorgente]

Il Bayern sfida il Norimberga nel 1901

Il Bayern viene fondato nel 1900 a Monaco di Baviera da alcuni membri del MTV 1879 München. Il club adotta come colori sociali il bianco e l'azzurro, che sono anche quelli della Baviera, mentre la prima divisa consiste semplicemente in una maglia bianca e dei pantaloncini neri. Solo nel 1905 vengono adottati gli attuali colori, in seguito alla fusione con il Münchner SC[2].

La squadra inizia a giocare nelle competizioni regionali bavaresi dove ottiene presto successo; il primo riconoscimento importante arriva però nel 1926 con la vittoria del campionato della Germania meridionale. Questo titolo fa partecipare il Bayern per la prima volta al campionato nazionale, competizione dalla quale viene però eliminato agli ottavi. Due anni dopo i Rossi raggiungono le semifinali nazionali, ma è in questo caso fatale l'incontro con i futuri campioni dell'Amburgo. Il primo titolo tedesco arriva invece nel 1932, al quarto tentativo: Richard Kohn guida un gruppo di cui fanno parte tra gli altri Josef Pöttinger, Oskar Rohr, Josef Bergmaier e Ludwig Goldbrunner[3], e il Bayern può festeggiare la vittoria del torneo dopo aver sconfitto 2-0 l'Eintracht Francoforte in finale; intanto la squadra ha cominciato a giocare da qualche anno nel Grünwalder Stadion.

La situazione cambia però rapidamente: il nazismo prende il potere in Germania, e il Bayern viene presto considerato dalle autorità come un club ebreo[4]. Così Kohn si trasferisce in Spagna, mentre il presidente Kurt Landauer viene deportato per trentatré giorni nel campo di concentramento di Dachau[5]. Comunque, anche dal punto di vista strettamente calcistico il club non ha vita facile durante la dittatura di Adolf Hitler[6]: in seguito alla riforma del campionato voluta dal regime si ritrova a giocare nella Gauliga Bayern, ma non ottiene risultati significativi in questo periodo. Solo nel 1944 la squadra riesce a vincere il proprio campionato, ma non fa molta strada nella competizione nazionale.

Nel dopoguerra Monaco entra a far parte della Germania Ovest, e il Bayern viene inserito nell'Oberliga Süd, una delle cinque massime divisioni nazionali. La squadra stenta però ad emergere; il punto più basso di questo periodo viene raggiunto nella stagione 1955-1956, quando il club si trova a giocare in seconda divisione. Ad ogni modo i Bavaresi si riprendono velocemente: subito promossi, nel 1957 conquistano la Coppa della Germania meridionale, subito seguita dalla prima coppa nazionale.

Un grosso cambiamento si verifica nel 1963, quando nasce la Bundesliga, campionato che però non vede presente il Bayern nella stagione di esordio. Ad ogni modo il club ingaggia Zlatko Čajkovski, allenatore jugoslavo che ha già vinto il campionato tedesco con il Colonia, e partecipa alla Regionalliga Süd. L'ingresso in Bundesliga è comunque rimandato di poco: infatti due anni dopo il club si guadagna l'accesso al nuovo torneo vincendo i play-off; di questa squadra fanno già parte Sepp Maier, Franz Beckenbauer e Gerd Müller.

Gli anni d'oro (1965-1979)[modifica | modifica sorgente]

La squadra si adatta presto alla nuova realtà: nella prima stagione ottiene subito un terzo posto in campionato, inoltre conquista la seconda coppa nazionale. Grazie a questo successo partecipa alla Coppa delle Coppe 1966-1967 e arriva alla finale di Norimberga: la partita viene giocata contro i Rangers, ed è risolta ai tempi supplementari da un gol di Franz Roth; i bavaresi conquistano così il trofeo un anno dopo i connazionali del Borussia Dortmund. Nella stessa stagione la squadra conquista la terza coppa nazionale, e nella stagione successiva è protagonista di un'altra buona prova nella Coppa delle Coppe raggiungendo le semifinali; è però sconfitta dai futuri campioni del Milan di Nereo Rocco.

Il Bayern conquista il primo titolo in Bundesliga con il successore di Čajkovski, Branko Zebec, che guida la squadra alla vittoria del campionato 1968-1969. In questa stagione la squadra vince anche la Coppa di Germania, e realizza così il primo double nella storia del calcio tedesco, mentre a livello personale Müller diventa per la seconda volta il capocannoniere del campionato.

La stagione 1969-1970 inizia con l'eliminazione al primo turno in Coppa dei Campioni, poi in febbraio Zebec viene sostituito da Udo Lattek. Costui è il secondo di Helmut Schön sulla panchina della Nazionale, ma è giovane e non ha molta esperienza alle spalle. Tuttavia viene contattato da Beckenbauer per conto della dirigenza prima di un'amichevole disputata a Siviglia[7], e decide di accettare l'incarico. Più offensivo del suo predecessore, decide di dare spazio alle individualità dei singoli[8]: inizia subito conducendo i bavaresi al secondo posto in campionato, e lo stesso fa nella stagione successiva. Però in quest'ultimo caso i Rossi vengono sorpassati dal Borussia Mönchengladbach nell'ultima giornata: gli ultimi novanta minuti iniziano con le due squadre a pari punti[9], ma i bavaresi vengono sconfitti dal Duisburg mentre i Puledri conquistano il titolo vincendo in casa dell'Eintracht Francoforte[10]; il Bayern si consola poco dopo conquistando la quinta Coppa Nazionale. Intanto al gruppo si sono aggiunti anche Hans-Georg Schwarzenbeck, Paul Breitner e Uli Hoeneß, mentre Müller ha già ottenuto importanti riconoscimenti a livello personale, vincendo sia il Pallone d'oro 1970 che la Scarpa d'oro 1970, e diventando anche capocannoniere nei recenti Mondiali messicani.

Nella stagione 1971-1972 Lattek conquista il titolo tedesco, il terzo della società, e stabilisce numerosi record, tra cui quello del numero di punti ottenuti e dei gol fatti. Anche in questa occasione è decisiva la sfida dell'ultima giornata, che si svolge in questo caso contro lo Schalke 04: i bavaresi sono infatti in testa alla classifica, ma gli avversari sono indietro di un solo punto[11]. Questa partita, che inaugura il nuovo Olympiastadion[12] è anche la prima di Bundesliga ad essere trasmessa in diretta televisiva, e viene vinta dai padroni di casa per 5-1[13]. Intanto nella Coppa delle Coppe 1971-1972 i tedeschi vengono eliminati in semifinale dai futuri campioni dei Rangers, ma negli ottavi hanno sconfitto il Liverpool. Nella stagione successiva arriva il quarto titolo tedesco, mentre il Coppa dei Campioni il Bayern viene eliminato dall'Ajax di Johan Cruijff che si avvia a conquistare il terzo titolo consecutivo nella manifestazione; intanto Beckenbauer ha vinto il Pallone d'oro 1972 precedendo Müller, che è stato invece premiato con la Scarpa d'oro 1972.

Hans-Georg Schwarzenbeck con la maglia della Nazionale mentre solleva la Coppa del Mondo 1974

Il Bayern partecipa alla Coppa dei Campioni 1973-1974, dove nel primo turno incontra l'Åtvidabergs. I tedeschi vincono l'incontro casalingo per 3-1, ma nel ritorno in Svezia si trovano in svantaggio per 3-0; tra i padroni di casa grande protagonista è Conny Torstensson, autore di una doppietta. I bavaresi si assicurano il passaggio del turno ai calci di rigore, e la dirigenza decide di acquistare Torstensson. In seguito il Bayern elimina tra gli altri i cugini della Dinamo Dresda e arriva a disputare la finale di Bruxelles contro l'Atlético Madrid. I Rossi arrivano nella capitale belga con i favori del pronostico[14] ma non riescono a sbloccare la partita, che prosegue ai tempi supplementari. Inaspettatamente sono però gli spagnoli a portarsi in vantaggio, grazie ad un gol di Luis Aragonés a sei minuti dal termine. Ad ogni modo, prima che la partita finisca Schwarzenbeck riesce a pareggiare; in base al regolamento vigente, per la prima e unica volta in una finale di Coppa dei Campioni è necessaria la ripetizione. Questa si gioca il 17 maggio sempre nello stesso stadio, e vede questa volta prevalere nettamente il Bayern per 4-0 grazie alle doppiette di Hoeneß e Müller; intanto la squadra aveva già vinto il quinto titolo tedesco.

Nella stagione 1974-1975 si registrano l'addio di Breitner, che si trasferisce al Real Madrid, e l'ingresso in prima squadra del giovane Karl-Heinz Rummenigge. La società, prendendo una decisione simile a quella dall'Ajax di qualche anno prima sceglie di non partecipare alla Coppa Intercontinentale; non si tiene invece l'edizione della Supercoppa UEFA, in cui il Bayern avrebbe dovuto incontrare il Magdeburgo. Ad ogni modo le due squadre si incontrano nella successiva Coppa dei Campioni, e sono i bavaresi a passare il turno. Intanto in campionato la squadra accusa un calo, e in gennaio Lattek viene licenziato[15][16]. Viene sostituito da Dettmar Cramer, che porta i tedeschi a disputare la seconda finale di Coppa dei Campioni consecutiva. La partita si gioca il 28 maggio 1975 a Parigi contro il Leeds United di Joe Jordan, e viene vinta dal Bayern per 2-0 grazie ai gol di Franz Roth e Gerd Müller. Tuttavia Uli Hoeneß subisce un grave incidente al ginocchio che condizionerà il resto della sua carriera[17], mentre gli inglesi si lamentano per alcune decisioni arbitrali a loro sfavore[18][19]. Purtroppo questa finale sarà ricordata anche per le violenze degli hooligan inglesi, che inducono la UEFA a squalificare il Leeds dalle competizioni europee per qualche anno[20][21].

La squadra con la Coppa Intercontinentale 1976

Nella stagione 1975-1976 la Coppa Intercontinentale non viene disputata, mentre nella Supercoppa UEFA i sovietici della Dinamo Kiev riescono a vincere entrambe le gare e ad aggiudicarsi quindi il trofeo. Il Bayern partecipa alla Coppa dei Campioni 1975-1976 come detentore del trofeo ed elimina anche il Real Madrid di Breitner prima di arrivare per il terzo anno consecutivo in finale. La partita si disputa a Glasgow contro il Saint-Étienne, squadra francese già battuta nell'edizione precedente della manifestazione, e viene vinta grazie ad un gol di Roth nel secondo tempo. In questo modo il giocatore segna il suo terzo gol in una finale europea, mentre il Bayern conquista il trofeo per tre volte consecutive e si può tenere la coppa.

La stagione 1976-1977 inizia con la sconfitta nella Supercoppa UEFA, che viene vinta dall'Anderlecht, ma prosegue con la conquista della Coppa Intercontinentale, competizione nella quale i tedeschi sconfiggono i brasiliani del Cruzeiro. Il trofeo mondiale è però l'ultimo successo di questo periodo: i bavaresi incontrano nuovamente la Dinamo Kiev, questa volta nei quarti della Coppa dei Campioni 1976-1977, e sono sconfitti. Intanto Beckenbauer ha vinto il Pallone d'oro 1976, ma a fine stagione si trasferisce nel New York Cosmos andando così a giocare nella NASL; lo stesso farà anche Müller due anni dopo, che invece si legherà al Fort Lauderdale Strikers. Sempre nello stesso periodo Hoeneß è costretto a ritirarsi a causa dei problemi al ginocchio, mentre Sepp Maier è vittima di un incidente automobilistico e deve abbandonare anch'egli la carriera.

Dal FC Breitnigge al FC Hollywood (1979-1998)[modifica | modifica sorgente]

A fronte dei numerosi addii si registrano comunque nuovi inserimenti, tra i quali quelli di Klaus Augenthaler e di Dieter Hoeness, il fratello minore di Uli. Si assiste anche al ritorno di Paul Breitner, che guida in campo la squadra insieme a Karl-Heinz Rummenigge; si parla infatti di FC Breitnigge. Durante la stagione 1979-1980 l'ungherese Pál Csernai si siede sulla panchina del club ed attua dei cambiamenti, introducendo un nuovo schieramento della difesa[22] e spostando Rummenigge dalla posizione di trequartista a quella di attaccante[23]. Così la squadra torna a vincere il campionato dopo sei anni, inoltre arriva alle semifinali di Coppa UEFA insieme ad altre tre squadre della Germania Ovest; viene qui eliminata dall'Eintracht Francoforte che vincerà poi il titolo. Anche nella stagione successiva i bavaresi conquistano il campionato e raggiungono nuovamente le semifinali in una competizione europea, questa volta nella più prestigiosa Coppa dei Campioni; grazie alla regola dei gol fuori casa hanno però la meglio i futuri campioni del Liverpool, ad ogni modo Rummenigge è il capocannoniere della manifestazione. L'attaccante vince anche il Pallone d'oro per il secondo anno consecutivo, e in questa edizione Breitner si classifica al secondo posto. I tedeschi raggiungono per la quarta volta la finale della Coppa dei Campioni nella stagione 1981-1982, tuttavia a Rotterdam sono sconfitti dall'Aston Villa per 1-0. Il Bayern ha comunque la soddisfazione di mettere nei primi tre posti della classifica marcatori Hoeneß, Rummenigge e Breitner, inoltre ha da poco conquistato la sesta coppa di Germania.

Klaus Augenthaler, capitano della squadra tra il 1984 e il 1991, in una foto del 2009

La stagione 1983-1984 inizia con il ritorno in panchina di Udo Lattek, che nel frattempo è diventato il primo allenatore a vincere tutti i tre principali trofei continentali con altrettante squadre[24]. Il Bayern vince subito la settima coppa di Germania senza più Breitner in campo, e poco dopo anche Rummenigge lascia il club per trasferirsi all'Inter. Ad ogni modo i bavaresi acquistano Lothar Matthäus e Roland Wohlfarth e vincono il campionato 1984-1985; l'annata è inoltre nuovamente impreziosita da un'altra buona prova in campo europeo, nella Coppa delle Coppe. Qui i tedeschi eliminano anche la Roma nei quarti, ma vengono sconfitti in semifinale di futuri campioni dell'Everton. Infine, dopo aver conquistato un nuovo double nella stagione 1985-1986 raggiungono la quinta finale della Coppa dei Campioni nell'edizione 1986-1987. In questa manifestazione eliminano anche il Real Madrid, mentre l'ultimo ostacolo è rappresentato dal Porto. A Vienna, però, sono proprio i portoghesi a prevalere: al settantottesimo minuto Rabah Madjer riesce a pareggiare con un famoso[25] gol di tacco l'iniziale vantaggio di Ludwig Kogl, mentre due minuti dopo Juary batte nuovamente Jean-Marie Pfaff segnando la rete del definitivo 2-1. Intanto la squadra ha conquistato il decimo titolo tedesco, e Lattek lascia.

La stagione 1987-1988 inizia con Jupp Heynckes in panchina che conquista la prima Supercoppa di Germania, e si conclude con il trasferimento di Lothar Matthäus e Andreas Brehme all'Inter. Proprio i nerazzurri sono avversari dei bavaresi negli ottavi della Coppa UEFA 1988-1989: l'incontro di andata, giocato a Monaco, verrà ricordato anche per il bel gol di Nicola Berti[26] che, intercettata la palla poco fuori dalla propria area di rigore fugge inseguito dai giocatori tedeschi verso la porta difesa da Raimond Aumann riuscendo poi a batterlo. La squadra italiana riesce a vincere l'incontro 2-0, ma la situazione cambia al termine della partita di Milano: i Rossi segnano tre gol in sette minuti, e riescono a qualificarsi grazie alla vittoria finale per 3-1. In seguito il Bayern viene eliminato in semifinale dal Napoli capitanato da Diego Armando Maradona che vincerà poi il trofeo, ma poco dopo arriva la conquista dell'undicesimo titolo. I bavaresi vincono il campionato anche nella stagione successiva, e in questo modo partecipano a due edizioni di Coppa dei Campioni; come già successo più volte in passato, però, in entrambe le occasioni vengono eliminati dalla squadra che si aggiudicherà la coppa, e sempre in semifinale: prima dal Milan, poi dalla Stella Rossa.

Heynckes lascia durante la stagione 1991-1992, e negli anni successivi si susseguono sulla panchina diversi allenatori. In questo periodo ritorna a giocare Lothar Matthäus, inoltre arrivano a vestire la maglia del club giocatori come Mehmet Scholl e Oliver Kahn. Il Bayern vince il campionato 1993-1994, e nella stagione 1995-1996, battendo in finale il Bordeaux conquista l'ultima delle tre principali competizioni UEFA per club che gli manca, la Coppa UEFA; entrambi questi successi vengono conseguiti con Franz Beckenbauer in panchina, sempre subentrato a stagione in corso. In seguito, in due periodi distinti è invece Giovanni Trapattoni a sedersi sulla panchina del club: sotto la sua guida, nella stagione 1994-1995 i tedeschi raggiungono nuovamente le semifinali di Champions League dove vengono eliminati dall'Ajax poi vincitore, mentre successivamente vincono sia il campionato 1996-1997 che la Coppa di Germania 1997-1998. Rimane molto famosa una conferenza stampa tenutasi dal 10 marzo 1998 in cui l'allenatore italiano accusa alcuni suoi calciatori di scarso impegno e di mancanza di professionalità[27]; intanto la squadra viene soprannominata FC Hollywood per via della frequenza con cui i suoi calciatori appaiono sulle pagine di gossip[28].

Nuovi successi internazionali (1998-presente)[modifica | modifica sorgente]

Ottmar Hitzfeld guidò il Bayern Monaco alla conquista della UEFA Champions League 2000-2001, la quarta della storia del club

Dal 1998 al 2004 la panchina del club fu guidata da Ottmar Hitzfeld, già Campione d'Europa nel 1997 con il Borussia Dortmund. Nel 1998-1999 la squadra vinse la Bundesliga, ma perse la finale di Champions League contro il Manchester United in modo clamoroso, subendo i due gol della rimonta nei minuti di recupero, dopo essere stata in vantaggio di una rete a zero e avendo dominato la partita. Nel 1999-2000 il Bayern rivinse il campionato e la Coppa di Germania e nel 2001 si affermò nuovamente in Bundesliga, cui accompagnò la Champions League, vinta battendo i detentori del Real Madrid in semifinale e il Valencia dopo i tiri di rigore nella finale di San Siro, a Milano. La squadra di Monaco si laureò Campione d'Europa per la quarta volta nella propria storia. Persa la Supercoppa europea contro il Liverpool in estate per 3-2, il Bayern vinse poi la sua seconda Intercontinentale contro il Boca Juniors a Tokyo, a dicembre. Nel 2004 vinse la coppa nazionale.

Nel medesimo anno il posto di Hitzfeld fu preso da Felix Magath, che portò la squadra alla vittoria del titolo nazionale e della DFB Pokal nel 2005 e nel 2006. Il 31 gennaio 2007, dopo una prima parte di campionato al di sotto delle attese, Magath fu esonerato e sostituito dal rientrante Ottmar Hitzfeld. Con il nuovo allenatore la squadra giunse sino ai quarti di finale della Champions League, ma non andò oltre il quarto posto finale in Bundesliga, con conseguente esclusione dalla UEFA Champions League.

Nell'estate seguente la dirigenza del club concluse alcuni importanti acquisti, tra cui quelli di Luca Toni, Franck Ribéry e Miroslav Klose. Dopo aver preso atto della volontà di Hitzfeld di lasciare la panchina alla fine della stagione, l'11 gennaio 2008 la società annunciò tramite il proprio sito web che il nuovo tecnico sarebbe stato Jürgen Klinsmann a partire da luglio 2008.
La stagione del Bayern, assente dalla Champions League dopo molte partecipazioni consecutive, fu caratterizzata da un dominio netto in campionato, vinto con tre giornate di anticipo pareggiando 0-0 in casa del Wolfsburg, e da un buon percorso in Coppa UEFA, dove, però, l'obiettivo di disputare la finale fallì contro lo Zenit San Pietroburgo. Dopo l'1-1 dell'andata, la partita di ritorno allo Stadio Petrovskij fu vinta dai russi con il punteggio di 4-0, peggiore sconfitta di sempre per il Bayern nelle coppe europee. Alcune settimane prima i bavaresi si erano aggiudicati la Coppa di Germania, sconfiggendo in finale il Borussia Dortmund dopo i tempi supplementari. Pochi giorni dopo il club vinse il 21º titolo di Bundesliga, nella partita che segnò il ritiro di Oliver Kahn e il commiato a Ottmar Hitzfeld.

Il Bayern Monaco in amichevole contro il San Paolo nel 2007

Sotto la guida di Klinsmann il Bayern ha raccolto solo due vittorie nelle prime sette giornate del campionato 2008-2009, ma in seguito ha migliorato il proprio rendimento, con una striscia di dieci risultati utili consecutivi prima della sosta invernale. Il Bayern, tuttavia, ha ottenuto una sola vittoria nelle prime cinque partite del 2009 ed è stato eliminato dalla Coppa di Germania dal Bayer Leverkusen ai quarti di finale. In una settimana decisiva ha perso malamente contro il Wolfsburg (5-1) e contro il Barcellona (4-0, eguagliata la peggiore sconfitta dei bavaresi nelle coppe europee) nell'andata dei quarti di finale della Champions League 2008-2009, nonostante le aspettative suscitate dopo aver battuto complessivamente lo Sporting Lisbona per 12-1 agli ottavi (record per la Champions League). La sfida di ritorno contro il Barcellona è finita 1-1 e ha decretato l'eliminazione dei bavaresi dalla coppa. Dopo la sconfitta all'Allianz Arena (la terza in casa in campionato, la settima totale in campionato) contro lo Schalke 04, Klinsmann è stato esonerato, con la squadra al terzo posto in Bundesliga a 5 giornate dalla fine del torneo. La panchina è stata affidata fino al termine della stagione a Jupp Heynckes, con cui i bavaresi hanno concluso al secondo posto, a due punti dal Wolfsburg.

L'olandese Arjen Robben, grande protagonista della vittoria nell'edizione 2012-2013 della Champions League con il gol decisivo in finale

Nel maggio 2009 diviene allenatore l'olandese Louis van Gaal. La società è molto attiva sul fronte del calciomercato. Tornato Andreas Görlitz dal prestito e assicuratasi le firme di Anatolij Tymoščuk e Ivica Olić, la società bavarese acquista l'attaccante tedesco (di origini spagnole) Mario Gomez, prelevato dallo Stoccarda per la cifra record per il club di 30 milioni di euro, Danijel Pranjić dall'Heerenveen, Braafheid dal Twente e Arjen Robben dal Real Madrid.

Nella stagione 2009-2010 si ritrovò in ottava posizione in Bundesliga dopo 12 giornate e a dicembre riuscì a vincere per 4-1 sul campo della Juventus nell'ultima partita della fase a gironi della Champions League guadagnando, così, la qualificazione agli ottavi di finale. Eliminate di seguito la Fiorentina (2-1 a Monaco con polemiche seguite ad un gol di Olić in palese fuorigioco, 3-2 per la Fiorentina a Firenze), il Manchester United (2-1 a Monaco, 3-2 a Manchester per il Manchester United, che si porta sul 3-0 e poi subisce due gol) e il Lion (1-0 a Monaco, 0-3 a Lione), i bavaresi si qualificarono per la finale di Madrid, l'ottava nella loro storia. Al Santiago Bernabéu di Madrid il Bayern Monaco fu sconfitto per 2-0 dall'Inter, con la doppietta di Diego Milito,mancando uno storico treble. In Bundesliga, infatti, il Bayern aveva rimontato sullo Schalke 04 e si era issato in vetta alla classifica, per poi vincere il campionato con cinque punti di vantaggio sui rivali. Una settimana dopo aveva vinto la sua quindicesima Coppa di Germania battendo in finale il Werder Brema per 4-0.

In vista della stagione 2010–2011 il Bayern si rinforzò con l'arrivo di Toni Kroos, rientrato dal prestito al Bayer Leverkusen. Fu questo l'unico innesto di rilievo nella formazione titolare. La squadra, priva dell'infortunato Robben per tutta la prima metà della stagione, partì male in campionato, dove totalizzò solo otto punti nelle prime sette partite. Concluso il girone di andata al quinto posto, a quattordici punti di distanza dalla capolista Borussia Dortmund, a gennaio acquistò Luiz Gustavo dall'Hoffenheim e cedette il capitano Mark van Bommel al Milan e il difensore centrale Martin Demichelis al Málaga. La squadra allenata da Louis Van Gaal fu eliminata dalla Champions League agli ottavi di finale dall'Inter, vittoriosa per 3-2 all'Allianz Arena dopo la sconfitta per 1-0 patita al Meazza. Nella seconda parte di Bundesliga i bavaresi fecero più punti di ogni altra squadra e riuscirono a giungere terzi, piazzamento utile per la qualificazione in Champions League. Il 10 aprile 2011 Van Gaal fu sollevato dall'incarico (aveva comunque il contratto in scadenza alla fine della stagione) e sostituito dall'assistente Andries Jonker. Il 25 marzo era stato annunciato il nome del nuovo allenatore per la stagione successiva, il rientrante Jupp Heynckes.

Nel 2011-2012 la squadra di Heynckes giunge seconda in campionato alle spalle del Borussia Dortmund, contro cui perde in seguito la finale di Coppa di Germania. In Champions League i bavaresi superano la prima fase e poi eliminano Basilea (1-0 per gli svizzeri e 7-0 per il Bayern in Germania), Olympique Marsiglia (doppio 2-0 in casa e in trasferta) e Real Madrid (un 2-1 per parte, poi i tedeschi hanno vinto ai rigori per 3-1), approdando così per la seconda volta in tre anni alla finale di Champions League, in programma proprio all'Allianz Arena di Monaco di Baviera. Il 19 maggio il Bayern getta alle ortiche la possibilità di vincere il trofeo in casa, cedendo ai rigori (4-3) contro il Chelsea allenato da Roberto Di Matteo, dopo che i tempi supplementari si erano conclusi sull'1-1 maturato nei novanta minuti. Per il Bayern Monaco è stata la nona finale di Champions League.

Nella stagione successiva, il Bayern si conferma ai vertici del calcio tedesco e internazionale. La stagione inizia col successo in Supercoppa di Germania contro il Borussia Dortmund. In Bundesliga interrompe proprio il dominio della squadra giallo-nera inanellando il record di punti, vittorie, distacco dalla seconda e di turni di anticipo per la conquista matematica del titolo. Ufficialmente il Deutsche Meisterschale arriva il 6 aprile 2013, battendo per 1-0 l'Eintracht Frankfurt in trasferta, i bavaresi conquistano il 23º titolo nazionale con sei giornate d'anticipo. Nella Champions League 2012-2013, la squadra vince il proprio girone eliminatorio e si qualifica per la fase ad eliminazione diretta dove batte prima l'Arsenal agli ottavi di finale, poi la Juventus ai quarti di finale. In semifinale affronta il Barcellona, sconfitto nettamente sia in casa (4-0) sia al Camp Nou (3-0), conquistando così il diritto di affrontare il Borussia Dortmund nell'ultimo atto del torneo; è la seconda finale consecutiva per i bavaresi (la terza in quattro anni), ed è la prima finale nella storia della competizione tra due squadre tedesche. Il 25 maggio il Bayern vince sugli avversari per 2-1 nello stadio di Wembley a Londra, vincendo la sua quinta Coppa dei Campioni/Champions League. Anche in Coppa di Germania la squadra bavarese conquista il trofeo il 1º giugno a Berlino, dove batte in finale lo Stoccarda per 3-2. Il Bayern centra così uno storico treble, diventando la prima formazione tedesca a conseguire tale record.

Dalla stagione 2013-2014, a guidare i bavaresi dopo l'addio di Heynckes è Josep Guardiola, ex-allenatore del Barcellona. L'esordio ufficiale del catalano avviene il 27 luglio 2013 nella Supercoppa di Germania persa per 4-2 contro i rivali del Borussia Dortmund. Se sfuma così la possibilità di ripetere il record di sei successi su sei competizioni appartenente alla squadra blaugrana, il Bayern non fallisce però i due obbiettivi rimanenti. Il successivo 30 agosto la squadra conquista la sua prima Supercoppa UEFA sconfiggendo ai rigori per 7-6 il Chelsea dopo il 2-2 dei tempi supplementari e, il 21 dicembre, vince la Coppa del mondo per club FIFA ai danni del Raja Casablanca col risultato di 2-0. Il Bayern Monaco completa così la prestigiosa tripletta di trofei internazionali: la Champions League, la Supercoppa Europea e il Mondiale per Club vinti a distanza di pochi mesi. Il club continua la sua serie positiva conquistando a marzo 2014 il suo 24º titolo nazionale con sette giornate d'anticipo e raggiungendo le semifinali di coppa di Germania e quelle di Champions League, dove verrà poi eliminato dal Real Madrid. Allo stesso tempo bissa il nuovo record tedesco di 52 partite di campionato senza sconfitte, oltre a quello di 19 vittorie consecutive (migliorando il primato tra i club UEFA).[29] Il 17 maggio seguente vince la finale di DFB-Pokal, battendo il Borussia Dortmund per 2-0 e riuscendo, così, a centrare nuovamente il double.[30]

Cronistoria[modifica | modifica sorgente]

Cronistoria del Bayern Monaco Football Club
  • 1900 - Nasce il Bayern Monaco Football Club.

  • 1900-1901 - Partecipa al Campionato della Germania meridionale come primo club della Baviera, poi rinuncia a giocare la semifinale
  • 1901-1902 - Partecipa ad un Campionato cittadino non ufficiale con le altre squadre di Monaco di Baviera ma non prende parte alle finali del Campionato della Germania meridionale
  • 1902-1903 - Vince la gara per l'ammissione allo spareggio di Süddeutsche Meisterschaft ma perde quest'ultimo e non accede alle finali nazionali della prima edizione del campionato tedesco di Verbandliga
  • 1903-1904 - Vincitore del gruppo Oberbayern, perde lo spareggio di Süddeutsche Meisterschaft per l'ammissione alle finali nazionali del campionato tedesco di Verbandliga
  • 1904-1905 - Vincitore del gruppo Oberbayern e poi 4° nel gruppo finale di Südkreis, Campione di Baviera (1º titolo)
  • 1905-1906 - 2° nel gruppo Südkreis Südbayern
  • 1906-1907 - 2° nel gruppo Ostkreis Oberbayern
  • 1907-1908 - 1° nel gruppo Ostkreis Gau Oberbayern e poi 2° nel gruppo Ostkreis finale
  • 1908-1909 - 2° nel gruppo Ostkreis Staffel Oberbayern
  • 1909-1910 - 1° nel gruppo Ostkreis Staffel Süd, poi 1° nel gruppo Ostkreis finale e infine 2° nel gruppo finale Süddeutsche Meisterschaft, Campione di Baviera (2º titolo), non accede alle finali nazionali del campionato tedesco di Verbandliga

  • 1910-1911 - 1° nel gruppo Ostkreis di di Süddeutsche Meisterschaft e poi 2° nel gruppo finale Süddeutsche Meisterschaft, Campione di Baviera (3º titolo), non accede alle finali nazionali del campionato tedesco di Verbandliga
  • 1911-1912 - 2° nel gruppo Ostkreis di di Süddeutsche Meisterschaft
  • 1912-1913 - 2° nel gruppo Ostkreis di di Süddeutsche Meisterschaft
  • 1913-1914 - 5° nel gruppo Ostkreis di di Süddeutsche Meisterschaft
  • 1914-1917 - Campionato nazionale tedesco sospeso per cause belliche
  • 1917-1918 - Campionato nazionale tedesco sospeso per cause belliche, perde la doppia finale di Süddeutsche Meisterschaft
  • 1918-1919 - Campionato nazionale tedesco sospeso per cause belliche
  • 1919-1920 - 2° nel gruppo Sud di Süddeutsche Fußballmeisterschaft

  • 1920-1921
  • 1921-1922 - 2° nel gruppo I di Verbandsliga Südbayern
  • 1922-1923 - 1° nel gruppo di Verbandsliga Südbayern, eliminato nel turno di qualificazione al girone finale di Süddeutsche Meisterschaft
  • 1923-1924 - 3° nel gruppo di Verbandsliga Bayern, non accede alle finali nazionali del campionato tedesco di Verbandliga
  • 1924-1925 - 4° nel gruppo di Verbandsliga Bayern, non accede alle finali nazionali del campionato tedesco di Verbandliga
  • 1925-1926 - 1° nel gruppo di Verbandsliga Bayern e poi 1° nel gruppo finale Süddeutsche Meisterschaft, Campione di Baviera (4º titolo) e Campione della Germania meridionale (1º titolo), ottavi di finale nel campionato nazionale tedesco di Verbandsliga
  • 1926-1927 - 5° nel gruppo di Verbandsliga Bayern, non accede alle finali nazionali del campionato tedesco di Verbandliga
  • 1927-1928 - 1° nel gruppo di Verbandsliga Südbayern e poi 1° nel gruppo finale Süddeutsche Meisterschaft, Campione di Baviera (5º titolo) e Campione della Germania meridionale (2º titolo), semifinale nel campionato nazionale tedesco di Verbandsliga
  • 1928-1929 - 1° nel gruppo di Verbandsliga Südbayern e poi 2° nel gruppo finale Süddeutsche Meisterschaft, quarti di finale nel campionato nazionale tedesco di Verbandsliga
  • 1929-1930 - 1° nel gruppo di Verbandsliga Südbayern e poi 3° nel gruppo finale Süddeutsche Meisterschaft, non accede alle finali nazionali del campionato tedesco di Verbandsliga

  • 1930-1931 - 1° nel gruppo di Verbandsliga Südbayern e poi 3° nel gruppo finale Süddeutsche Meisterschaft, non accede alle finali nazionali del campionato tedesco di Verbandliga
  • 1931-1932 - Meisterschale.png Campione di Germania (1º titolo)
  • 1932-1933 - 1° nel gruppo di Verbandsliga Südbayern e poi 4° nel gruppo finale Est/Ovest di Süddeutsche Meisterschaft, non accede alle finali del campionato tedesco
  • 1933-1934 - 3° in Gauliga Bayern
  • 1934-1935 - 4° in Gauliga Bayern
  • 1935-1936 - 3° in Gauliga Bayern
  • 1936-1937 - 3° in Gauliga Bayern
  • 1937-1938 - 5° in Gauliga Bayern
  • 1938-1939 - 7° in Gauliga Bayern
  • 1939-1940 - 8° in Gauliga Bayern


Red Arrow Down.svg Retrocesso in 2.Oberliga Süd
Green Arrow Up.svg Promosso in Oberliga Süd
Vince la Coppa di Germania meridionale (1º titolo)
Coppagermania.png Vince la Coppa di Germania (1º titolo)
 
Eliminato nei quarti della Coppa delle Fiere.
Red Arrow Down.svg Non si qualifica alla neonata Bundesliga; ammesso in Regionalliga (istituito come 2º livello dopo la riforma dei campionati)
  • 1963-1964 - 2° in Regionalliga Süd, perde il girone finale per la promozione in Bundesliga
  • 1964-1965 - 1° in Regionalliga Süd
Green Arrow Up.svg Promosso in Bundesliga
Coppagermania.png Vince la Coppa di Germania (2º titolo)
Coppagermania.png Vince la Coppa di Germania (3º titolo)
Coppacoppe.png Vince la Coppa delle Coppe (1º titolo)
Semifinalista nella Coppa delle Coppe.
  • 1968-1969 - Meisterschale.png Campione di Germania (2º titolo)
Coppagermania.png Vince la Coppa di Germania (4º titolo)
Eliminato nel primo turno della Coppa dei Campioni.

Eliminato nei quarti della Coppa delle Fiere.
Coppagermania.png Vince la Coppa di Germania (5º titolo)
  • 1971-1972 - Meisterschale.png Campione di Germania (3º titolo)
Semifinalista nella Coppa delle Coppe.
  • 1972-1973 - Meisterschale.png Campione di Germania (4º titolo)
Eliminato nei quarti della Coppa dei Campioni.
  • 1973-1974 - Meisterschale.png Campione di Germania (5º titolo)
Vince la Coppacampioni.png Coppa dei Campioni. (1º titolo)
Vince la Coppacampioni.png Coppa dei Campioni. (2º titolo)
Vince la Coppacampioni.png Coppa dei Campioni. (3º titolo)
Eliminato nei quarti della Coppa dei Campioni.
Coppaintercontinentale.png Vince la Coppa Intercontinentale (1º titolo)
Eliminato negli ottavi della Coppa UEFA.
Semifinalista nella Coppa UEFA.

  • 1980-1981 - Meisterschale.png Campione di Germania (7º titolo)
Semifinalista nella Coppa dei Campioni.
Finalista nella Coppa dei Campioni.
Coppagermania.png Vince la Coppa di Germania (6º titolo)
Eliminato nei quarti della Coppa delle Coppe.
Eliminato negli ottavi della Coppa UEFA.
Coppagermania.png Vince la Coppa di Germania (7º titolo)
  • 1984-1985 - Meisterschale.png Campione di Germania (8º titolo)
Semifinalista nella Coppa delle Coppe.
  • 1985-1986 - Meisterschale.png Campione di Germania (9º titolo)
Eliminato nei quarti della Coppa dei Campioni.
Coppagermania.png Vince la Coppa di Germania (8º titolo)
  • 1986-1987 - Meisterschale 10.png Campione di Germania (10º titolo)
Finalista nella Coppa dei Campioni.
Eliminato nei quarti della Coppa dei Campioni.
DeustcherSupercupTrophy.png Vince la Supercoppa di Germania (1º titolo)
  • 1988-1989 - Meisterschale.png Campione di Germania (11º titolo)
Semifinalista nella Coppa UEFA.
  • 1989-1990 - Meisterschale.png Campione di Germania (12º titolo)
Semifinalista nella Coppa dei Campioni.

Semifinalista nella Coppa dei Campioni.
DeustcherSupercupTrophy.png Vince la Supercoppa di Germania (2º titolo)
Eliminato nei sedicesimi della Coppa UEFA.
Eliminato nei sedicesimi della Coppa UEFA.
Semifinalista nella Champions League.
Coppauefa.png Vince la Coppa UEFA (1º titolo)
  • 1996-1997 - Meisterschale.png Campione di Germania (14º titolo)
Eliminato nei trentaduesimi della Coppa UEFA.
Eliminato nei quarti della Champions League.
Coppagermania.png Vince la Coppa di Germania (9º titolo)
Ligapokal GER.png Vince la Coppa di Lega tedesca (1º titolo)
  • 1998-1999 - Meisterschale.png Campione di Germania (15º titolo)
Finalista nella Champions League.
Ligapokal GER.png Vince la Coppa di Lega tedesca (2º titolo)
  • 1999-2000 - Meisterschale.png Campione di Germania (16º titolo)
Semifinalista nella Champions League.
Ligapokal GER.png Vince la Coppa di Lega tedesca (3º titolo)
Coppagermania10.png Vince la Coppa di Germania (10º titolo)

  • 2000-2001 - Meisterschale.png Campione di Germania (17º titolo)
Ligapokal GER.png Vince la Coppa di Lega tedesca (4º titolo)
Vince la Coppacampioni.png Champions League. (4º titolo)
 
Eliminato nei quarti della Champions League.
Coppaintercontinentale.png Vince la Coppa Intercontinentale (2º titolo)
  • 2002-2003 - Meisterschale.png Campione di Germania (18º titolo)
Eliminato nella fase a gruppi della Champions League.
Coppagermania.png Vince la Coppa di Germania (11º titolo)
Eliminato negli ottavi della Champions League.
  • 2004-2005 - Meisterschale.png Campione di Germania (19º titolo)
Eliminato nei quarti della Champions League.
Ligapokal GER.png Vince la Coppa di Lega tedesca (5º titolo)
Coppagermania.pngVince la Coppa di Germania (12º titolo)
  • 2005-2006 - Meisterschale 10.png Campione di Germania (20º titolo)
Eliminato negli ottavi della Champions League.
Coppagermania.png Vince la Coppa di Germania (13º titolo)
Eliminato nei quarti della Champions League.
  • 2007-2008 - Meisterschale.png Campione di Germania (21º titolo)
Semifinalista nella Coppa UEFA.
Ligapokal GER.png Vince la Coppa di Lega tedesca (6º titolo)
Coppagermania.png Vince la Coppa di Germania (14º titolo)
Eliminato nei quarti della Champions League.
  • 2009-2010 - Meisterschale.png Campione di Germania (22º titolo)
Finalista nella Champions League.
Coppagermania.png Vince la Coppa di Germania (15º titolo)

Eliminato negli ottavi della Champions League.
DeustcherSupercupTrophy.png Vince la Supercoppa di Germania (3º titolo)
Finalista nella Champions League.
  • 2012-2013 - Meisterschale.png Campione di Germania (23º titolo)
DeustcherSupercupTrophy.png Vince la Supercoppa di Germania (4º titolo)
Coppagermania.png Vince la Coppa di Germania (16º titolo)
Vince la Coppacampioni.png Champions League. (5º titolo).
  • 2013-2014 - Meisterschale.png Campione di Germania (24º titolo)
Semifinalista nella Champions League.
Coppagermania.png Vince la Coppa di Germania (17º titolo)
Supercoppaeuropea.png Vince la Supercoppa UEFA (1º titolo)
FIFA Club World Cup.svg Vince la Coppa del mondo per club (1º titolo)
Finalista della Supercoppa di Germania.

Colori e simboli[modifica | modifica sorgente]

Colori[modifica | modifica sorgente]

I colori sociali del Bayern sono il rosso e il bianco. Per la stagione 2014-2015 la maglia presenta delle righe verticali rosse e blu, come già era accaduto in passato; sul collo si trova la scritta Mia san Mia (Noi siamo Noi)[31].

Gli attuali colori sono però stati adottati a partire dal 1905, anno della fusione con il Münchner SC. I colori originari erano invece il bianco e l'azzurro, che sono anche quelli della Baviera, mentre la prima divisa consisteva in una maglia bianca e pantaloncini neri[32]. In seguito la maglia è stata per molto tempo rossa con inserti bianchi o azzurri, ma sono state utilizzate anche divise a strisce bianche e rosse, sia in verticale che in orizzontale, o contenenti anche altri colori[33].

Simboli ufficiali[modifica | modifica sorgente]

Stemma[modifica | modifica sorgente]

Il simbolo del Bayern Monaco presenta al centro dei diamanti azzurri e bianchi; questi richiamano la bandiera della Baviera (Bayern in tedesco), e sono contenuti da un anello rosso su cui c'è la scritta "FC Bayern München".

Questo stemma è stato però adottato in una forma molto simile all'attuale solo a partire dal 1970: inizialmente era infatti composto dalle lettere F, B, C e M tra loro sovrapposte, mentre la bandiera della Baviera comincia a comparire dal 1961[34].

Inno[modifica | modifica sorgente]

L'inno della squadra si chiama Stern des Südens (Stella del Sud); è stato composto nel 1998 da Willy Astor.

Mascotte[modifica | modifica sorgente]

La mascotte ufficiale della squadra è l'orso Berni[35].

Strutture[modifica | modifica sorgente]

Stadio[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Allianz Arena.
L'Allianz Arena, inaugurata nel 2005, è uno degli stadi più moderni del mondo

Nei primi anni di vita il Bayern inizia a giocare in un campo da gioco situato nei pressi della Karl-Theodor-Straße, poi si trasferisce in un altro sulla Leopoldstrasse, sempre a Monaco; quest'ultimo poteva contenere fino a 8 000 spettatori[36].

A partire dal 1926 il Bayern si trasferisce nel Grünwalder Stadion, che è situato nella periferia meridionale della città. L'impianto, costruito dal Monaco 1860 nel 1911, viene danneggiato durante la seconda guerra mondiale e ricostruito totalmente nel 1948. Nel 1972 la squadra si trasferisce poi nel nuovo Olympiastadion, impianto che viene edificato dall'amministrazione cittadina per ospitare i Giochi della XX Olimpiade che si tengono proprio in questo anno in città. È dotato di una buona capienza, tanto che viene utilizzato anche per ospitare le finali dei Mondiali del 1974 e degli Europei del 1988, oltre ad altre partite di queste manifestazioni; è anche sede di tre finali di Coppa dei Campioni - Champions League e dei campionati europei di atletica leggera 2002.

Nel 2002 il Bayern e il Monaco 1860 iniziano ad edificare un nuovo stadio, la modernissima Allianz Arena, che sorge invece nella parte nord della città. L'impianto è agibile dalla stagione 2005-06, e vanta una capacità di 69 900 persone; è una costruzione ultratecnologica, capace di illuminarsi all'esterno con i colori della squadra di casa, e che, data la sua forma viene soprannominata Schlauchboot, gommone. La prima rete segnata in questo stadio è stata di Owen Hargreaves il 5 agosto 2005 nella partita Bayern - Borussia Mönchengladbach[37].

Nelle competizioni europee il Bayern Monaco ha perso soltanto sette partite in questo stadio negli anni che vanno dal 2005 al 2013: sei nella Champions League (Bayern-Milan 0-2 nei quarti di finale l'11 aprile 2007, Bayern-Bordeaux 0-2 nei gironi il 3 novembre 2009, Bayern-Inter 2-3 negli ottavi di finale il 15 marzo 2011, nella finale Bayern-Chelsea del 19 maggio 2012, Bayern-Arsenal 0-2 negli ottavi di finale il 13 marzo 2013 e in Bayern-Manchester City 2-3 nella fase a gironi il 10 dicembre 2013), e una nella Coppa UEFA (Bayern-Anderlecht 1-2 negli ottavi di finale il 12 marzo 2008).

Campo di allenamento[modifica | modifica sorgente]

La società dispone di un centro di allenamento che occupa una superficie di 80 000 metri quadrati. Ospita cinque campi da gioco e una palestra, e viene usato sia dalla prima squadra che dalle formazioni giovanili[38].

Società[modifica | modifica sorgente]

Il Bayern è una società posseduta da soli privati. La squadra professionistica di calcio è gestita dal FC Bayern München AG, le cui quote azionarie sono state ridefinite nel febbraio 2014, a seguito dell'ingresso in società della Allianz, già partner del club e titolare dei naming rights sullo stadio (ora estesi con diritto d'opzione sino al 2041): il 75% è detenuto dalla casa madre, FC Bayern München e. V. (e. V. è il diminutivo di Eingetragener Verein), mentre un 8,33% ciascuno è di proprietà della Adidas, maggiore sponsor del club e fornitore tecnico, di Audi e, appunto, della Allianz, che per entrare in possesso di tale quota ha versato nelle casse della AG 110 milioni di Euro (una cifra superiore ai 77 milioni versati dalla Adidas nel 2002 e ai 90 milioni versati da Audi nel 2009 per ottenere allora il 9,1% ciascuna), finanziando, soprattutto, l'estinzione delle obbligazioni ancora insistenti sulla Allianz Arena.[39]. Principali sponsor sono la Deutsche Telekom, l'Audi, la Siemens, la Lufthansa, la Coca-Cola e la Paulaner, anch'essa bavarese (al pari di Adidas, Allianz e Audi).

Il Presidente della società madre è Karl Hopfner, il quale è anche membro del consiglio d'amministrazione della AG, mentre Franz Beckenbauer, presidente dal 1994 al 2009, è ora presidente onorario. Il capo della AG è Karl-Heinz Rummenigge, precedente giocatore del club.

Organigramma societario[modifica | modifica sorgente]

Logo FC Bayern München.svg
FCB EV

Fonte: Sito ufficiale[40].

  • Karl Hopfner - Presidente
  • Rudolf Schels - Vicepresidente
  • Dieter Mayer - Vicepresidente
  • Franz Beckenbauer - Presidente Onorario
Logo FC Bayern München.svg
FCB AG

Fonte: Sito ufficiale[41].

  • Karl-Heinz Rummenigge - Presidente
  • Jan-Christian Dreesen - Consigliere di amministrazione
  • Matthias Sammer - Consigliere di amministrazione
  • Andreas Jung - Consigliere di amministrazione
  • Jörg Wacker - Consigliere di amministrazione


[modifica | modifica sorgente]

Logo FC Bayern München.svg
Cronologia degli sponsor ufficiali

Cronologia degli sponsor ufficiali[42].


Impegno nel sociale[modifica | modifica sorgente]

Dal 2005 è attiva la "FC Bayern – Hilfe e.V."[43].

Settore giovanile[modifica | modifica sorgente]

Al pari di molte altre compagini tedesche il Bayern Monaco, oltre alle squadre giovanili ha una seconda squadra, il Fußball-Club Bayern München II[44]; nella stagione 2014-2015 milita in Regionalliga Bayern, una delle cinque divisioni del quarto livello del campionato tedesco di calcio. Gioca le partite nel Grünwalder Stadion, impianto in passato utilizzato dalla prima squadra tra il 1926 e il 1972.

Per quanto riguarda il settore giovanile, la società è dotata di un proprio centro giovanile che ospita i giocatori; tra quelli che ci hanno vissuto figurano Holger Badstuber, Bastian Schweinsteiger, Owen Hargreaves, Piotr Trochowski e Samuel Kuffour[45].

Giocatori[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Categoria:Calciatori del F.C. Bayern München.

Hall of Fame[modifica | modifica sorgente]

Di seguito l'elenco dei giocatori inseriti nella "Hall of Fame" del club[46]:

Capitani[modifica | modifica sorgente]

Di seguito l'elenco dei capitani del Bayern Monaco dal 1965 a oggi, con il periodo in cui hanno portato la fascia[47].

Vincitori di titoli[modifica | modifica sorgente]

Calciatori campioni del mondo[modifica | modifica sorgente]

Di seguito l'elenco dei giocatori che hanno vinto il campionato mondiale di calcio durante il periodo di militanza nel Bayern Monaco[48].

Calciatori campioni continentali[modifica | modifica sorgente]

Europa[modifica | modifica sorgente]

Di seguito l'elenco dei giocatori che hanno vinto il campionato europeo di calcio durante il periodo di militanza nel Bayern Monaco[49]

Calciatori campioni Coppa delle Confederazioni FIFA[modifica | modifica sorgente]

Di seguito l'elenco dei giocatori che hanno vinto il Coppa delle Confederazioni FIFA durante il periodo di militanza nel Bayern Monaco.

Calciatori campioni olimpico di calcio[modifica | modifica sorgente]

Calciatori vincitori della medaglia d'oro del torneo olimpico di calcio durante la loro militanza nel Bayern Monaco.

Premi individuali dei giocatori[modifica | modifica sorgente]

Tre giocatori del Bayern Monaco hanno ricevuto il Pallone d'oro, per un totale di cinque volte: Gerd Müller (1970), Franz Beckenbauer (1972 e 1976) e Karl-Heinz Rummenigge (1980 e 1981). Da notare inoltre che nel 1972 e nel 1981 anche al secondo posto è stato appannaggio di un giocatore del Bayern, rispettivamente Müller e Paul Breitner; inoltre Oliver Kahn è stato proclamato Miglior giocatore dei Mondiali al termine dei Mondiali del 2002.

Premi Nome Anno/i
Pallone d'oro.svg Pallone d'oro (Calciatore europeo dell'anno)
Gerd Müller 1970
Franz Beckenbauer 1972, 1976
Karl-Heinz Rummenigge 1980, 1981
UEFA Best Player in Europe Award.svg UEFA Best Player in Europe Award
Franck Ribéry 2013
Onze d'or
Karl-Heinz Rummenigge 1980, 1981
Miglior giocatore dei Mondiali
Oliver Kahn 2002
Miglior portiere dell'anno IFFHS
Jean-Marie Pfaff 1987
Oliver Kahn 1999, 2001, 2002
Manuel Neuer 2013
UEFA Club Footballer of the Year
Stefan Effenberg 2001
UEFA Club Football Awards - Miglior portiere
Oliver Kahn 1999, 2000, 2001, 2002
Calciatore tedesco dell'anno
Gerd Müller 1967, 1969
Franz Beckenbauer 1966, 1968, 1974, 1976
Sepp Maier 1975, 1977, 1978
Karl-Heinz Rummenigge 1980
Paul Breitner 1981
Lothar Matthäus 1999
Oliver Kahn 2000, 2001
Michael Ballack 2003, 2005
Franck Ribéry 2008
Arjen Robben 2010
Bastian Schweinsteiger 2013
Calciatore danese dell'anno Brian Laudrup 1992
Calciatore ghanese dell'anno Samuel Kuffour 1998, 1999, 2001
BBC African Footballer of the Year
Samuel Kuffour 2001
Calciatore paraguaiano dell'anno Roque Santa Cruz 1999
Guldbollen Patrik Andersson 2001
England Player of the Year Owen Hargreaves 2006
Calciatore francese dell'anno Franck Ribéry 2008, 2013
Calciatore croato dell'anno Ivica Olić 2009, 2010
Mario Mandžukić 2012
Calciatore austriaco dell'anno David Alaba 2011, 2012, 2013
Trofeo Bravo Owen Hargreaves 2001
Thomas Müller 2010

Altri riconoscimenti individuali[modifica | modifica sorgente]

Gerd Müller ha conquistato per due volte la Scarpa d'oro quale miglior marcatore europeo: nel 1970 e nel 1972, oltre ad essere stato per quatto volte capocannoniere in Coppa dei Campioni e sette in campionato; inoltre, con la maglia della Nazionale ha vinto anche la classifica marcatori in due manifestazioni internazionali: Messico 1970 e Belgio 1972.

Scarpa d'oro
Nome Anno/i (Reti)
Gerd Müller 1970 (38), 1972 (40)
Capocannoniere della UEFA Champions League
Nome Anno/i (Reti)
Gerd Müller 1973 (11), 1974 (8), 1975 (5), 1977 (5)
Karl-Heinz Rummenigge 1981 (6)
Dieter Hoeneß 1982 (7)
Capocannoniere della Coppa UEFA
Nome Anno/i (Reti)
Dieter Hoeneß 1980 (7)
Jürgen Klinsmann 1996 (15)
Luca Toni 2008 (10)
Capocannoniere della Bundesliga
Nome Anno/i (Reti)
Gerd Müller 1967 (28), 1969 (30), 1970 (38), 1972 (40), 1973 (36), 1974 (30), 1978 (24)
Karl-Heinz Rummenigge 1980 (26), 1981 (29), 1984 (26)
Roland Wohlfarth 1989 (17), 1991 (21)
Giovane Élber 2003 (21)
Luca Toni 2008 (24)
Mario Gomez 2011 (28)
Scarpa d'oro adidas - Capocannoniere del Campionato del mondo
Nome Anno/i (Reti)
Gerd Müller 1970 (10)
Thomas Müller 2010 (5)
Capocannoniere del Campionato europeo
Nome Anno/i (Reti)
Gerd Müller 1972 (4)
Bomber dell'anno IFFHS
Nome Anno/i (Reti)
Jürgen Klinsmann 1995 (17)

Allenatori[modifica | modifica sorgente]

Di seguito la lista degli allenatori del Bayern Monaco dal 1900 ad oggi.i[50]:

Logo FC Bayern München.svg
Allenatori dal 1900 al 1963
Allenatore dal al giorni Vittorie
1 Jugoslavia Zlatko Čajkovski 01/07/63 30/06/68 1096 3 2 Coppe di Germania, 1 Coppa delle Coppe
2 Jugoslavia Branko Zebec 01/07/68 13/03/70 621 2 1 campionato tedesco, 1 Coppa di Germania
3 Germania Udo Lattek 14/03/70 02/01/75 1756 5 3 campionati tedeschi, 1 Coppa di Germania, 1 Coppa dei Campioni
4 Germania Dettmar Cramer 16/01/75 01/12/77 1051 3 2 Coppe dei Campioni, 1 Coppa Intercontinentale
5 Ungheria Gyula Lorant 02/12/77 28/02/79 454 0
6 Ungheria Pal Csernai 01/03/79 16/05/83 1538 3 2 campionati, 1 Coppa di Germania
7* Germania Reinhard Saftig 17/05/83 30/06/83 45 0
8 Germania Udo Lattek 01/07/83 30/06/87 1461 5 3 campionati, 2 Coppe di Germania
9 Germania Jupp Heynckes 01/07/87 08/10/91 1561 4 2 campionati, 2 Supercoppe di Germania
10 Danimarca Søren Lerby 09/10/91 11/03/92 155 0
11 Germania Erich Ribbeck 12/03/92 27/12/93 656 0
12 Germania Franz Beckenbauer 07/01/94 30/06/94 175 1 1 campionato
13 Italia Giovanni Trapattoni 01/07/94 30/06/95 365 0
14 Germania Otto Rehhagel 01/07/95 27/04/96 302 0
15 Germania Franz Beckenbauer[n 1] 29/04/96 30/06/96 63 1 1 Coppa UEFA
16 Italia Giovanni Trapattoni 01/07/96 30/06/98 730 3 1 campionato, 1 Coppa di Germania, 1 Coppa di Lega tedesca
17 Germania Ottmar Hitzfeld 01/07/98 30/06/04 2192 11 4 campionati, 2 Coppe di Germania, 3 Coppe di Lega tedesca, 1 Champions League, 1 Coppa Intercontinentale
18 Germania Felix Magath 01/07/04 31/01/07 945 5 2 campionati, 2 Coppe di Germania, 1 Coppa di Lega tedesca
19 Germania Ottmar Hitzfeld 01/02/07 30/06/08 516 3 1 campionato, 1 Coppa di Germania, 1 Coppa di Lega tedesca
20 Germania Jürgen Klinsmann 01/07/08 27/04/09 302 0
21 Germania Jupp Heynckes[n 1] 27/04/09 31/05/09 35 0
22 Paesi Bassi Louis van Gaal 01/07/09 10/04/11 648 3 1 campionato, 2 Coppa di Germania, 1 Supercoppa di Germania
23 Paesi Bassi Andries Jonker 10/04/11 26/06/11 61 0
24 Germania Jupp Heynckes 01/07/11 30/06/13 646 4 1 Supercoppa di Germania, 1 campionato, 1 Champions League, 1 Coppa di Germania
25 Spagna Josep Guardiola 01/07/13 4 1 Supercoppa UEFA, 1 Coppa del mondo per club FIFA, 1 campionato, 1 coppa di Germania
  1. ^ a b Allenatore ad interim.

Presidenti[modifica | modifica sorgente]

Di seguito viene riportata la lista dei presidenti del Bayern Monaco dal 1900 ad oggi[51]:

Uli Hoeneß, ex massimo dirigente del club, e Franz Beckenbauer, in carica dal 1994 al 2009 e oggi presidente onorario Uli Hoeneß, ex massimo dirigente del club, e Franz Beckenbauer, in carica dal 1994 al 2009 e oggi presidente onorario
Uli Hoeneß, ex massimo dirigente del club, e Franz Beckenbauer, in carica dal 1994 al 2009 e oggi presidente onorario
Logo FC Bayern München.svg
Presidenti
  • 1900 - 1903: Franz John
  • 1903 - 1906: Willem Hesselink
  • 1906 - 1907: Kurt Müller
  • 1907 - 1913: Angelo Knorr
  • 1913 - 1914: Kurt Landauer
  • 1914 - 1915: Fred Dunn
  • 1915: Hans Tusch
  • 1915: Fritz Meier
  • 1915: Hans Bermühler
  • 1916 - 1919: Fritz Meier
  • 1919 - 1921: Kurt Landauer
  • 1921 - 1922: Fred Dunn
  • 1922 - 1933: Kurt Landauer
  • 1933 - 1934: Siegfried Hermann
  • 1934 - 1935: Karl-Heinz Oettinger
  • 1935 - 1937: Richard Amesmeier
  • 1937 - 1938: Franz Nußhardt
  • 1938 - 1943: Franz Kellner
  • 1943 - 1945: Josef Sauter
  • 1945: Franz Xaver Heilmansseder
  • 1945: Josef Bayer
  • 1945 - 1947: Siegfried Herrmann
  • 1947 - 1951: Kurt Landauer
  • 1951 - 1953: Julius Scheuring
  • 1953 - 1955: Adolf Fischer, Karli Wild, Hugo Theisinger
  • 1955 - 1958: Alfred Reitlinger
  • 1958 - 1962: Roland Endler
  • 1962 - 1979: Wilhelm Neudecker
  • 1979 - 1985: Willi O. Hoffmann
  • 1985 - 1994: Fritz Scherer
  • 1994 - 2009: Franz Beckenbauer
  • 2009 - 2014: Uli Hoeneß
  • 2014-: Karl Hopfner

Palmarès[modifica | modifica sorgente]

Di seguito vengono riportati i trofei e i principali piazzamenti del club nella sua storia[52]:

Competizioni nazionali[modifica | modifica sorgente]

1931-32, 1968-69, 1971-72, 1972-73, 1973-74, 1979-80, 1980-81, 1984-85, 1985-86, 1986-87, 1988-89, 1989-90, 1993-94, 1996-97, 1998-99, 1999-00, 2000-01, 2002-03, 2004-05, 2005-06, 2007-08, 2009-10, 2012-13, 2013-14
1956-57, 1965-66, 1966-67, 1968-69, 1970-71, 1981-82, 1983-84, 1985-86, 1997-98, 1999-00, 2002-03, 2004-05, 2005-06, 2007-08, 2009-10, 2012-2013, 2013-2014
1987, 1990, 2010, 2012
1997, 1998, 1999, 2000, 2004, 2007

Competizioni internazionali[modifica | modifica sorgente]

1973-74, 1974-75, 1975-76, 2000-01, 2012-13
1966-67
1995-96
2013
1976, 2001
2013

Competizioni regionali[modifica | modifica sorgente]

1964-65
  • Campionato della Germania meridionale: 2
1926, 1928
1905, 1910, 1911, 1926, 1928
  • Coppa della Germania meridionale: 1
1957

Statistiche e record[modifica | modifica sorgente]

Partecipazione ai campionati e ai tornei internazionali[modifica | modifica sorgente]

Campionati nazionali[modifica | modifica sorgente]

Dalla stagione 1945-1946 alla stagione 2014-2015 compresa, la squadra ha partecipato a:

Livello Categoria Partecipazioni Debutto Ultima stagione Totale
Oberliga Süd 17 1945-1946 1962-1963 67
Bundesliga 50 1965-1966 2014-2015
2. Oberliga Süd 1 1955-1956 3
Regionalliga Süd 2 1963-1964 1964-1965

Tornei internazionali[modifica | modifica sorgente]

Alla stagione 2013-2014 il club ha ottenuto le seguenti partecipazioni ai tornei internazionali[53]:

Statistiche individuali[modifica | modifica sorgente]

Aggiornato alla fine della stagione 2013-2014

In 'grassetto' i calciatori ancora in squadra

Logo FC Bayern München.svg
Record di presenze

I primi dodici giocatori per numero di presenze[54]:

Logo FC Bayern München.svg
Record di reti

I primi dodici giocatori per numero di gol[55]:

Tifoseria[modifica | modifica sorgente]

Rivalità[modifica | modifica sorgente]

Il Bayern è considerato senza ombra di dubbio il maggiore club calcistico della città e della nazione. La sua popolarità va ben oltre i confini tedeschi, coinvolgendo appassionati di tutto il mondo.

Il Bayern è uno dei tre club professionistici del capoluogo bavarese. Il principale rivale cittadino è il Monaco 1860, attualmente in seconda divisione. La rivalità ha però perso importanza negli ultimi anni. L'altra società, l'Unterhaching, che ha sede in un paese vicino Monaco, ha partecipato ad alcuni campionati di prima divisione (il primo dei quali nel 1999-2000), ma ha quasi sempre militato in seconda divisione.

Negli ultimi anni è cresciuta la rivalità sportiva con il Borussia Dortmund, che ha saputo contendere al Bayern Monaco il primato nazionale.

Organico 2014-2015[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Fußball-Club_Bayern_München_2014-2015.

Rosa[modifica | modifica sorgente]

Rosa aggiornata al 18 agosto 2013.[56]

N. Ruolo Giocatore
1 Germania P Manuel Neuer
3 Spagna C Xabi Alonso
4 Brasile D Dante
5 Marocco D Mehdi Benatia
6 Spagna C Thiago Alcántara
7 Francia C Franck Ribéry
8 Spagna C Javi Martínez
9 Polonia A Robert Lewandowski
10 Paesi Bassi C Arjen Robben
11 Svizzera C Xherdan Shaqiri
13 Brasile D Rafinha
14 Perù A Claudio Pizarro
16 Germania D Gianluca Gaudino
17 Germania D Jérôme Boateng
N. Ruolo Giocatore 600px Bianco e Blu a scacchi bordati di Rosso.png
18 Spagna D Juan Bernat
19 Germania C Mario Götze
20 Germania D Sebastian Rode
21 Germania D Philipp Lahm (capitano)
22 Germania P Tom Starke
23 Spagna P Pepe Reina
24 Germania A Sinan Kurt
25 Germania A Thomas Müller
27 Austria D David Alaba
28 Germania D Holger Badstuber
30 Germania C Mitchell Weiser
31 Germania C Bastian Schweinsteiger
34 Danimarca C Pierre-Emile Højbjerg
36 Germania A Patrick Weihrauch
Vedi anche Bayern Monaco II.

Staff tecnico[modifica | modifica sorgente]

Organigramma, tratto dal sito ufficiale, aggiornato al 1º luglio 2013.[57]

Allenatore: Spagna Josep Guardiola
Vice-Allenatore: Germania Hermann Gerland
Vice-Allenatore: Spagna Domènec Torrent
Direttore Sportivo: Germania Matthias Sammer
Allenatore portieri: Germania Walter Junghans
Capo Osservatore: Germania Paul Breitner
Medico sociale: Germania Hans-Wilhelm Müller-Wohlfahrt

Altre sezioni della polisportiva[modifica | modifica sorgente]

Il Bayern è una società polisportiva, quindi, oltre al calcio maschile esistono altre sezioni.

Calcio femminile[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Fußball-Club Bayern München Frauenfußball.

La sezione di calcio femminile è il Bayern München Frauenfußball. La squadra è stata fondata nel 1970 ed è diventata campione nazionale nel 1976, mentre nel 2002 ha conquistato la coppa nazionale[58]. Gioca le partite nel Grünwalder Stadion, utilizzato fino al 1972 dalla prima squadra maschile.

Pallacanestro[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi FC Bayern München Basketball.

La sezione di pallacanestro si chiama Bayern München Basketball. Fondata nel 1946 milita nella Basketball-Bundesliga; nella stagione 2014 - 2015 è campione in carica. Gioca le partite casalinghe nella Audi Dome[59].

Altre sezioni[modifica | modifica sorgente]

Le altre sezioni del club sono:

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (PDF(ES) Domènec García, Un dilema histórico in El Mundo Deportivo, 23 settembre 2003. URL consultato il 3 agosto 2009.
  2. ^ Colori nella storia - Le maglie delle squadre di calcio in uisp.it. URL consultato il 19 agosto 2014.
  3. ^ (EN) FC Bayern München in abseits-soccer.com. URL consultato il 22 agosto 2014.
  4. ^ Calcio, dittature e propaganda in paperblog.com. URL consultato il 24 agosto 2014.
  5. ^ (EN) Kurt Landauer in fcbayern.de. URL consultato il 22 agosto 2014.
  6. ^ Calcio, dittature e propaganda in paperblog.com. URL consultato il 24 agosto 2014.
  7. ^ (EN) The man who changed everything in espnfc.com. URL consultato il 24 agosto 2014.
  8. ^ Forza fisica e grandi individualità. Il Bayern di Beckenbauer in frickfoot.it. URL consultato il 25 agosto 2014.
  9. ^ (DE) 1. Bundesliga - Spieltag / Tabelle in kicker.de. URL consultato il 25 agosto 2014.
  10. ^ (DE) 1. Bundesliga - Spieltag / Tabelle in kicker.de. URL consultato il 25 agosto 2014.
  11. ^ (DE) 1. Bundesliga - Spieltag / Tabelle in kicker.de. URL consultato il 25 agosto 2014.
  12. ^ Forza fisica e grandi individualità. Il Bayern di Beckenbauer in frickfoot.it. URL consultato il 25 agosto 2014.
  13. ^ (DE) 1. Bundesliga - Spieltag / Tabelle in kicker.de. URL consultato il 25 agosto 2014.
  14. ^ Spunti di Sport Amarcord: Atletico Madrid – Bayern (1974) in blog.guerinsportivo.it. URL consultato il 25 agosto 2014.
  15. ^ BAYERN MONACO 1971-1976 Gli anni d'oro della corazzata in storiedicalcio.altervista.org. URL consultato il 25 agosto 2014.
  16. ^ Quando Inter e Bayern Monaco erano il calcio in bianco e nero in corriere.it. URL consultato il 25 agosto 2014.
  17. ^ ULI HOENESS in calcioitaliastory.it. URL consultato il 26 agosto 2014.
  18. ^ 1975 - Bayern Monaco in gazzetta.it. URL consultato il 25 agosto 2014.
  19. ^ 1974/75: BAYERN MONACO in storiedicalcio.altervista.org. URL consultato il 25 agosto 2014.
  20. ^ 1975 - Bayern Monaco in gazzetta.it. URL consultato il 25 agosto 2014.
  21. ^ 1974/75: BAYERN MONACO in storiedicalcio.altervista.org. URL consultato il 25 agosto 2014.
  22. ^ È morto Pál Csernai in calciocorea.altervista.org. URL consultato il 29 agosto 2014.
  23. ^ Karl-Heinz Rummenigge il campione che ha vinto “quasi” tutto in informarea.it. URL consultato il 29 agosto 2014.
  24. ^ Benítez eguaglia Lattek in it.uefa.com. URL consultato il 31 agosto 2014.
  25. ^ Il momento magico di Madjer in it.uefa.com. URL consultato il 12 settembre 2014.
  26. ^ DALLA GALOPPATA DI BERTI ALLA DOPPIETTA DI MILITO in storiesportive.it. URL consultato il 03 settembre 2014.
  27. ^ Trapattoni che parla tedesco... in viaggio-in-germania.de. URL consultato il 04 settembre 2014.
  28. ^ (EN) Under Louis van Gaal, Bayern have mastered the art of the comeback. in www.goal.com. URL consultato il 12 settembre 2014.
  29. ^ http://it.uefa.com/memberassociations/association=esp/news/newsid=1588925.html.
  30. ^ Bayern-Dortmund 2-0: Robben e Müller. A Guardiola la Coppa di Germania, La Gazzetta dello Sport, 17 maggio 2014. URL consultato il 17 maggio 2014.
  31. ^ Bayern Monaco nuova maglia 2014/2015: adidas presenta la divisa dei bavaresi per la prossima stagione in sporteconomy.it. URL consultato il 19 agosto 2014.
  32. ^ Colori nella storia - Le maglie delle squadre di calcio in uisp.it. URL consultato il 19 agosto 2014.
  33. ^ (EN) Bayern Munich (Munchen) football shirts in oldfootballshirts.com. URL consultato il 14 agosto 2014.
  34. ^ (EN) FC Bayern München in logos.wikia.com. URL consultato il 19 agosto 2014.
  35. ^ (DE) Bayerns Maskottchen heißt 'Berni' in fcbayern.de. URL consultato il 19 agosto 2014.
  36. ^ (DE) Spielstätten in fcb-erlebniswelt.de. URL consultato il 15 agosto 2014.
  37. ^ (DE) Owen Hargreaves in gfdb.com. URL consultato il 15 agosto 2014.
  38. ^ (DE) Das Trainingsgelände in fcbayern.de. URL consultato il 18 agosto 2014.
  39. ^ 2. (EN) http://www.fcbayern.de/en/news/news/2014/ press-release-allianz-investment-110214.php
  40. ^ (DE) ORGANE DES FC BAYERN MÜNCHEN EV in fcbayern.de. URL consultato il 17 agosto 2014.
  41. ^ (DE) ORGANE DER FC BAYERN MÜNCHEN AG in fcbayern.de. URL consultato il 17 agosto 2014.
  42. ^ (EN) Bayern Munich (Munchen) football shirts in oldfootballshirts.com. URL consultato il 14 agosto 2014.
  43. ^ (DE) FCB Hilfe eV in fcbayern.de. URL consultato il 17 agosto 2014.
  44. ^ (DE) FCB II - Der Kader in fcbayern.de. URL consultato il 17 agosto 2014.
  45. ^ (DE) Das Jugendhaus in fcbayern.de. URL consultato il 18 agosto 2014.
  46. ^ (DE) Hall of Fame in fcb-erlebniswelt.de. URL consultato il 18 agosto 2014.
  47. ^ (DE) Kapitäne in mythos-bayern.de. URL consultato il 18 agosto 2014.
  48. ^ (DE) Weltmeisterschaften: Deutsche WM-Kader, Deutscher Fußball-Bund. URL consultato il 25 luglio 2010.
  49. ^ (DE) Europameisterschaften: Deutsche EM-Kader, Deutscher Fußball-Bund. URL consultato il 25 luglio 2010.
  50. ^ (DE) Alle Trainer des FC Bayern München in fcb-erlebniswelt.de. URL consultato il 16 agosto 2014.
  51. ^ (DE) Alle Präsidenten des FC Bayern München in fcb-erlebniswelt.de. URL consultato il 14 agosto 2014.
  52. ^ (DE) Erfolge in fcb-erlebniswelt.de. URL consultato il 14 agosto 2014.
  53. ^ (EN) FC Bayern München in www.uefa.com. URL consultato il 14 agosto 2014.
  54. ^ Fussball Club Bayern München in calciozz.it. URL consultato il 14 agosto 2014.
  55. ^ Fussball Club Bayern München in calciozz.it. URL consultato il 14 agosto 2014.
  56. ^ (DE) fcbayern.telekom.de, Spieler von FC Bayern München. URL consultato il 18 agosto 2013.
  57. ^ (DE) fcbayern.telekom.de, Spieler von FC Bayern München. URL consultato il 18 agosto 2013.
  58. ^ (DE) Frauenfußballabteilung in fcbayern.de. URL consultato il 20 agosto 2014.
  59. ^ (DE) Basketball in fcb-basketball.de. URL consultato il 20 agosto 2014.
  60. ^ (DE) Abteilung Schach in fcbayern.de. URL consultato il 20 agosto 2014.
  61. ^ (DE) Schiedsrichter in fcbayern.de. URL consultato il 20 agosto 2014.
  62. ^ (DE) Handball in fcbayern.de. URL consultato il 20 agosto 2014.
  63. ^ (DE) Tischtennis in fcbayern.de. URL consultato il 20 agosto 2014.
  64. ^ (DE) Sportkegeln in fcbayern.de. URL consultato il 20 agosto 2014.
  65. ^ (DE) Seniorenfussball in fcbayern.de. URL consultato il 20 agosto 2014.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Thomas Donati, Stella della Germania. Storia e gloria del Bayern Monaco, Limina, 2007, ISBN 88-6041-028-2.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]