Campionato mondiale di calcio 1990

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Campionato mondiale di calcio 1990
Coppa del mondo FIFA del 1990
Logo della competizione
Competizione Campionato mondiale di calcio
Sport Football pictogram.svg Calcio
Edizione 14ª
Date 8 giugno - 8 luglio 1990
Luogo Italia Italia
(12 città)
Partecipanti 24 (106 alle qualificazioni)
Impianto/i 12 stadi
Risultati
Vincitore Germania Ovest Germania Ovest
(3° titolo)
Secondo Argentina Argentina
Terzo Italia Italia
Quarto Inghilterra Inghilterra
Statistiche
Miglior giocatore Italia Salvatore Schillaci
Miglior marcatore Italia Salvatore Schillaci (6)
Incontri disputati 52
Gol segnati 115 (2,21 per incontro)
Pubblico 2 517 348
(48 411 per incontro)
Nazionale di calcio della Germania Ovest - Italia '90.jpg
La Germania Ovest campione del mondo per la terza volta nella sua storia
Cronologia della competizione
Left arrow.svg 1986 1994 Right arrow.svg

Il campionato mondiale di calcio 1990 o Coppa del Mondo FIFA del 1990 (noto anche come Italia '90) è stata la quattordicesima edizione del campionato mondiale di calcio per squadre nazionali maggiori maschili organizzato dalla FIFA ogni quattro anni.

Si svolse in Italia dall'8 giugno all'8 luglio 1990. Per i mondiali di Italia '90 fu composta appositamente la canzone Un'estate italiana (nota anche come Notti magiche), scritta da Giorgio Moroder ed interpretata da Gianna Nannini e Edoardo Bennato[1].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Etrusco Unico di adidas, il pallone ufficiale di Italia '90.

A 56 anni di distanza dal Mondiale organizzato in Italia nel 1934 e vinto dagli azzurri di Vittorio Pozzo, la massima rassegna calcistica planetaria tornò nel Bel Paese, a cui nel 1984 la FIFA assegnò l'organizzazione dei Mondiali del 1990. Nel febbraio 1986, la macchina organizzatrice si mise in moto e partì ufficialmente in novembre dello stesso anno, guidata dal trentanovenne Luca Cordero di Montezemolo, già manager alla Ferrari.[2][3]

Dalla cittadella televisiva IBC ai Centri e alle Sale Stampa di tutte le 12 città, alle tribune stampa degli stadi, alla carrozza stampa e conferenze delle ferrovie, ovunque furono messe a disposizione tecnologie informatiche e della comunicazione all’avanguardia. La tecnologia al servizio di un grande evento: 52 partite in 31 giorni in 12 città, con oltre 40 000 accreditati e 28 miliardi di contatti televisivi.

Ci fu però da far fronte alla costruzione di nuovi stadi, visto che quelli allora esistenti risultarono essere inadeguati.[4] Furono ampliati e riammodernati quelli già esistenti, mentre si iniziò la costruzione di nuovi catini a Bari (San Nicola) e Torino (Delle Alpi). I costi furono elevati e in alcuni casi vi furono inchieste[5]. Al termine dei lavori si dovettero contare 12 vittime nei vari cantieri di costruzione e ristrutturazione degli stadi[6], mentre altri 12 morti si registrarono in lavori di preparazione esterni[7]; in totale gli infortuni furono 678.

Ciao, la mascotte ufficiale del torneo.

Nelle qualificazioni, Germania Ovest e Brasile rischiarono l'eliminazione; cadde la Francia, reduce da due semifinali mondiali consecutive, superata da Scozia e Jugoslavia, con il neo commissario tecnico Platini che non riuscì a far qualificare i transalpini. Fuori anche la Polonia, che, con la fine dell'era-Boniek, si ritrovò eliminata da Inghilterra e Svezia. La favorita numero uno venne indicata proprio nell'Italia,[8] forte della positiva impressione destata agli Europei del 1988 e, soprattutto, padrona di casa, mentre in seconda fila si ritrovarono una nutrita pattuglia di "italiani" d'adozione, come l'Argentina di Maradona, fresco scudettato con il Napoli, la Germania Occidentale del "Kaiser" Beckenbauer, basata sul trio interista Matthäus-Klinsmann-Brehme e sul duo romanista Völler-Berthold, nonché i Paesi Bassi del trittico rossonero van Basten-Gullit-Rijkaard, che tornava ai Mondiali a dodici anni dalla finale persa in Argentina e forte del titolo europeo conquistato due anni prima.

Canzone ufficiale dell'evento fu To Be Number One, testo di Tom Whitlock e musica di Giorgio Moroder, cantata anche in versione italiana da Gianna Nannini ed Edoardo Bennato, col titolo Un'estate italiana (testo italiano di Edoardo Bennato). Mascotte ufficiale della manifestazione fu Ciao: la stilizzazione di un calciatore, composto da elementi cubici di colore verde, bianco e rosso, che abbozzava un palleggio e che, scomposto e ricomposto, formava la parola "Italia". Il nome della mascotte fu deciso, in una sorta di referendum settimanale, direttamente dagli scommettitori del Totocalcio tra una rosa di cinque nomi (Amico, Beniamino, Bimbo, Ciao, Dribbly).[9]

Durante la cerimonia di apertura, modelli da tutti i continenti presenti al Mondiale sfilarono con capi disegnati da alcuni grandi stilisti italiani: l'America con Valentino in rosso (il colore preferito dello stilista), l'Africa con Missoni in nero, l'Asia con Mila Schön in giallo, e l'Europa con Gianfranco Ferré in verde. Come musiche, all'inizio della cerimonia Bennato e la Nannini cantarono Un'estate italiana, poi la band Giorgio Moroder Project reinterpretò quattro canzoni sempre abbinate ai continenti (We Are the World di USA for Africa, Pata Pata di Miriam Makeba, Forbidden Colours di Ryūichi Sakamoto e All You Need Is Love dei Beatles) per concludere con To Be Number One. Alla fine della cerimonia, fu mostrato un concerto di un'orchestra diretta da Riccardo Muti.

Squadre partecipanti[modifica | modifica wikitesto]

UEFA (14 squadre)

CONMEBOL (4 squadre)

CONCACAF (2 squadre)

AFC (2 squadre)

CAF (2 squadre)

N.B.: Italia qualificata d'ufficio come Nazione ospitante, Argentina qualificata d'ufficio come Campione del mondo in carica.

Convocazioni[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Convocazioni per il campionato mondiale di calcio 1990.

Stadi[modifica | modifica wikitesto]

Bari Bologna Cagliari Firenze
Stadio Nuovo Comunale Renato Dall'Ara Sant'Elia Comunale
Capacità: 56 875[10] Capacità: 37 825[10] Capacità: 40 117[10] Capacità: 41 300[10]
Internostadiobari.jpg BolognaStadioRenatoDallAra.JPG Stadio-santelia.jpeg Soccer in Florence, Italy, 2007.jpg
Genova Milano Napoli Palermo
Luigi Ferraris Giuseppe Meazza San Paolo La Favorita
Capacità: 35 921[10] Capacità: 76 398[10] Capacità: 74 090[10] Capacità: 36 982[10]
Stadio Luigi Ferraris da mura S. Bartolomeo.jpg San siro 09.11.2008.jpg San Paolo - Curva A.jpg Palermo-Catania 2006.jpg
Roma Torino Udine Verona
Olimpico Delle Alpi Friuli Bentegodi
Capacità: 80 258[10] Capacità: 67 411[10] Capacità: 38 685[10] Capacità: 40 976[10]
2012-11-17 ITA-NZL Olympic Stadium.jpg Stadio delle Alpi 1.JPG Stadio Friuli Panoramica 11.png Bentegodiverona.jpeg

Le qualificazioni[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Qualificazioni al campionato mondiale di calcio 1990.

Le qualificazioni europee iniziarono nell'ottobre 1988, con alcuni anticipi. Passavano le prime di ogni girone, le seconde dei quattro gruppi di cinque squadre e le due migliori seconde dei tre gruppi da quattro squadre. Nel Gruppo 1 la spuntarono i romeni, che sopravanzarono la Danimarca nello scontro diretto all'ultima giornata, vinto in rimonta per 3-1. Solo un mese prima, a Copenaghen, erano stati gli scandinavi a vincere per 3-0. Nel Gruppo 2 vinse la Svezia, davanti all'Inghilterra, penalizzata dal pareggio in Polonia: i britannici, forti di una difesa che non subì nessuna rete, passarono egualmente nel gruppo delle migliori seconde.

Nel Gruppo 3 vinse l'URSS, mentre al secondo posto si qualificò l'Austria. Nel gruppo 4 rischiò grosso la Germania, arrivata alle spalle dei Paesi Bassi: i tedeschi impattarono due volte contro gli Orange e vennero bloccati a reti bianche in Galles, ma passano ugualmente tra le migliori seconde classificate. Nel gruppo 5 Scozia e Jugoslavia eliminarono la Francia, mentre nel gruppo 6 vinse la Spagna, davanti alla sorpresa Irlanda, capace di battere a Dublino le furie rosse e di arrivare ad un punto da loro. Infine, nel gruppo 7, uscì di scena il Portogallo mentre passarono il turno Belgio e Cecoslovacchia.

Piazzamenti delle nazionali

In Sudamerica passarono l'Uruguay e il Brasile, vittima di un episodio che ebbe discreta eco: durante la gara contro il Cile, il portiere andino Rojas finse di essere stato colpito da un petardo e si accasciò a terra, provvedendo di nascosto a incidersi il sopracciglio con un minuscolo bisturi. Il sangue fece sospendere la partita, ma la truffa venne scoperta e il Cile fu squalificato dai mondiali in Italia e anche da quelli tenuti negli Stati Uniti nel 1994. Successivamente, il trentaduenne Rojas venne squalificato a vita dalla FIFA.[11] La Colombia dovette aspettare lo spareggio con Israele per la certezza della qualificazione.

In Africa Egitto e Camerun la spuntarono nelle due finali su Algeria e Tunisia; in America del Nord colpo di fortuna della Costa Rica, che approfittò della squalifica del Messico per accedere al girone finale, dove, insieme agli Stati Uniti, passò il turno battendo Trinidad e Tobago, Guatemala ed El Salvador. In Asia uscirono vincitori Corea del Sud ed Emirati Arabi Uniti, ai danni Qatar, Cina, Arabia Saudita e Corea del Nord.

Il 9 dicembre 1989, al Palazzo dello Sport di Roma, si procedette al sorteggio. Conduttore della serata fu Pippo Baudo, madrina Sophia Loren; al sorteggio, insieme a vari campioni calcistici del passato, partecipò anche Luciano Pavarotti.[12] L'Italia (testa di serie a Roma, le altre gare a Firenze) fu estratta in un girone con Austria, Cecoslovacchia e Stati Uniti; all'Argentina (a Napoli, altre gare a Bari) toccarono in sorte l'URSS, finalista dell'Europeo 1988, la Romania e il Camerun; il Brasile (Torino e Genova) trovò Scozia, Svezia e Costa Rica; la Germania (Milano e Bologna) fu estratta con Jugoslavia, Colombia e Emirati Arabi Uniti; il gruppo E (testa di serie a Verona, altre gare a Udine) presentava Spagna, Belgio, Corea del Sud e Uruguay. Infine, il gruppo di Palermo e Cagliari mise l'Inghilterra di fronte a Irlanda, Paesi Bassi (campione d'Europa in carica) ed Egitto.

Fase finale[modifica | modifica wikitesto]

Fase a gruppi[modifica | modifica wikitesto]

La rete di Omam-Biyik che, nella partita inaugurale del mondiale, permise ai camerunensi di battere gli argentini campioni in carica.

L'Argentina, al debutto a San Siro, era opposta al Camerun, tornato al Mondiale dopo quello spagnolo. Di quella squadra facevano parte il trentottenne Milla (che però partì come riserva), il portiere N'Kono, il libero Kundé (tutti già presenti in Spagna nel 1982) e altri giocatori poco conosciuti al grande pubblico.

L'Argentina del contestato Maradona apparì nervosa; gli africani restarono in 10 per l'espulsione di André Kana-Biyik. Al 66º di gioco, su un cross in area, François Omam-Biyik colpì di testa il pallone: la conclusione non fu potente, ma l'estremo difensore argentino Pumpido si fece sfuggire il pallone, che terminò in rete. Il Camerun resistette anche in nove (espulso nel finale Massing per un fallo su Caniggia lanciato a rete) e colse la vittoria.

Il giorno dopo toccò all'Italia, opposta, in un Olimpico gremito, all'Austria. Nel primo tempo gli azzurri colsero solo un palo esterno dalla distanza con Ancelotti; nella ripresa la nazionale azzurra intensificò gli attacchi, impegnando il portiere Lindenberger in almeno due occasioni, con Donadoni e De Agostini. Al 75º Azeglio Vicini sostituì Carnevale con lo juventino Schillaci: passarono appena quattro minuti e su un cross di Gianluca Vialli fu proprio il nuovo entrato a realizzare di testa il decisivo 1-0.

L'Italia, paese organizzatore e qualificata d'ufficio alla fase finale, raggiunse il terzo posto con una squadra di giovani elementi in cui spiccò il debuttante Schillaci.

Il giorno dopo i cecoslovacchi risposero con un secco 5-1 agli Stati Uniti. Anche la Germania Ovest si mise particolarmente in mostra vincendo 4-1 sulla quotata Jugoslavia con una rete di Völler, due di Matthäus e una di Klinsmann; il Brasile di Lazaroni batté invece la Svezia per 2-1 con due reti di Careca. I Paesi Bassi pareggiarono con l'Egitto: dopo essere passati in vantaggio con Kieft, vennero raggiunti a sette minuti dalla fine da un rigore trasformato da Abdelghani. Anche l'Eire, al debutto ai Mondiali, fermò sul pari i cugini inglesi: al gol di Lineker rispose nella ripresa Sheedy. La Spagna di Luis Suarez chiuse a reti inviolate con l'Uruguay, e Rubén Sosa sbagliò un rigore per i sudamericani.

Il 13 giugno l'Argentina, chiamata a riscattarsi dopo la sconfitta inaugurale, batté al San Paolo l'URSS. Prima del vantaggio argentino, fu negato un rigore ai sovietici per un fallo di mano di Maradona in area, e subito dopo il portiere biancoceleste Pumpido si scontrò accidentalmente con Serrizuela fratturandosi tibia e perone, venendo quindi sostituito da Sergio Goycochea: per l'Argentina sarà la svolta del Mondiale.[13] L'Argentina vinse 2-0, con reti di Troglio e Burruchaga ed i sovietici di Valeri Lobanovski, vicecampioni all'Europeo 1988, già sconfitti dai rumeni, finirono al quarto posto del girone, nonostante l'ultima vittoria contro il già qualificato Camerun.

La Germania Ovest, già finalista nelle ultime due precedenti edizioni del mondiale (1982 e '86), conquistò nel 1990 il suo terzo titolo iridato; si trattò dell'ultimo successo tedesco-occidentale prima della riunificazione con l'Est avvenuta a fine anno.

Il giorno dopo, sempre a Roma, tornò in campo l'Italia, opposta agli statunitensi, già battuti dalla Cecoslovacchia. Dopo 11 minuti di gioco l'Italia passò in vantaggio: su assist di Donadoni, Giannini entrò in area e superò Meola. Al 32º Vialli calciò sul palo un rigore, mentre al 67º furono i nordamericani ad andare vicini al gol su una punizione di Murray deviata da Vermes. Finì 1-0 e la Nazionale azzurra poté considerare archiviato il primo turno, così come la Cecoslovacchia che batté l'Austria. Tuttavia, sarebbe dovuto risultare decisivo battere la Cecoslovacchia, la quale poteva contare su una migliore differenza reti, per concludere il girone al primo posto, piazzamento prezioso per continuare a giocare all'Olimpico ed evitare incroci rischiosi (come un eventuale quarto di finale contro i tedeschi).

Continuò la sua corsa la Germania Ovest: con cinque gol agli Emirati Arabi, la qualificazione fu assicurata. Nel gruppo F si chiusero sullo 0-0 gli incontri tra Inghilterra e Paesi Bassi e tra Irlanda ed Egitto, con tutte le squadre ancora a 2 punti con una partita ancora da giocare e in corsa per la qualificazione. Il Brasile, che vinse 1-0 sulla Costa Rica, ed il Camerun, che batté, con una doppietta di Milla, la Romania, vincendo anche il gruppo, ottennero il passaggio agli ottavi; e così anche il Belgio, che superò 3-1 i sudcoreani.

I Paesi Bassi di van Basten non seppero ripetere la recente affermazione europea: superata la fase a gironi solo per ripescaggio tra le migliori terze, uscirono poi subito di scena agli ottavi coi futuri campioni.

L'Italia batté quindi la Cecoslovacchia nel terzo incontro. All'Olimpico aprì le marcature Schillaci, che deviò in porta un tiro da fuori area di Giannini, e raddoppiò nella ripresa Roberto Baggio dopo una serie di dribbling. Nel gruppo B, oltre al Camerun (primo nonostante la sconfitta subita contro l'URSS), andarono avanti anche Argentina e Romania, che chiusero l'ultima gara con un utile 1-1. Nel gruppo C, a sorpresa, emerse la Costa Rica di Milutinović, che batté in rimonta 2-1 la Svezia a Genova, con reti di Flores e Medford, e decisive parate di Conejo.

Nel gruppo D, insieme ai tedeschi, passarono la Jugoslavia e la Colombia, che agguantò la qualificazione con un gol allo scadere di Rincon contro i tedeschi. Anche la situazione del gruppo E si risolse al 90º: un colpo di testa di Daniel Fonseca eliminò i sudcoreani, consentendo all'Uruguay di passare al turno insieme a Spagna e Belgio. Nell'equilibrato gruppo F, infine, la spuntò l'Inghilterra, che batté 1-0 l'Egitto con un gol di Wright e passò insieme ad Irlanda e Paesi Bassi, le cui posizioni in classifica furono stabilite mediante sorteggio, a favore degli irlandesi.

Ottavi di finale[modifica | modifica wikitesto]

Gli ottavi iniziarono sabato 23 giugno con la vittoria del Camerun per 2-1 sulla Colombia. Dopo 105 minuti di parità, la gara si accese nel secondo tempo supplementare. A Napoli fu ancora Roger Milla a timbrare lo storico accesso di una squadra africana ai quarti, con una doppietta in quattro minuti; il gol della bandiera colombiana lo firmò Redin. In serata, una tripletta di Tomáš Skuhravý e un gol di Luboš Kubík consentirono alla Cecoslovacchia di battere 4-1 la Costa Rica.

La Costa Rica, al suo esordio assoluto in un mondiale, seppe spingersi sino agli ottavi di finale.

Domenica 24 giugno si disputarono due gare molto attese: Brasile-Argentina nel pomeriggio, Germania Ovest-Paesi Bassi in serata. Buona parte della sfida fra le due squadre sudamericane fu caratterizzata da un assedio brasiliano: Careca, dopo due minuti, seminò mezza difesa argentina, ma fu bloccato da Goycochea; al 18º Dunga colpì il palo, al 52º fu Alemão a cogliere il montante, al 64º ancora Careca mancò il vantaggio di testa. Maradona, più volte colpito dalla difesa brasiliana, a dieci minuti dalla fine,[14] seminando gli avversari, allargò al limite dell'area per Caniggia, che dribblò anche Taffarel per segnare a porta vuota. Vinse l'Argentina per una rete a zero.

A Milano la Germania Ovest superò i Paesi Bassi. Dopo 21 minuti Völler falciò il portiere Hans van Breukelen: dall'episodio nacque un violento battibecco tra l'attaccante tedesco allora in forza alla Roma e il milanista Rijkaard: l'arbitro espulse entrambi, e all'uscita dal campo l'olandese fu colto dalle tv nell'atto di sputare addosso a Völler. Al 52º, su cross di Buchwald, Klinsmann segnò, centrando poi un palo alla mezz'ora della ripresa; all'82º Brehme firmò il raddoppio da fuori area. Un rigore di Koeman all'88º servì solo ad accorciare le distanze.

Il giorno seguente, affermazione ai rigori dell'Irlanda sulla Romania (decisiva la parata di Bonner sul tiro di Timofte); gli irlandesi raggiunsero i quarti di finale senza mai né vincere né perdere entro i tempi regolamentari. In serata toccò all'Italia, impegnata all'Olimpico contro l'Uruguay: la gara si risolse nella ripresa a favore dei padroni di casa, grazie ad un tiro di Schillaci e ad un colpo di testa di Serena su punizione di Giannini.

Gli ottavi terminarono il giorno dopo. A Verona, la Jugoslavia e la Spagna si annullarono fino ad un quarto d'ora dalla fine. Poi Stojković portò in vantaggio gli slavi dopo la torre di Kataneć; gli spagnoli pareggiarono immediatamente con l'attaccante Salinas, ma nei supplementari ancora Stojković fu decisivo su punizione per il 2-1 finale. A Bologna, l'Inghilterra soffrì contro il Belgio. Ma ad un minuto dai rigori, fu Platt, in semirovesciata, a mandare avanti i Leoni.[14]

Quarti di finale[modifica | modifica wikitesto]

Milla, trascinatore del Camerun arrivato ai quarti di finale.

I quarti di finale presentarono sei squadre europee, una sudamericana e un'africana.

A Firenze, l'Argentina fu opposta alla Jugoslavia. Gli slavi restarono in dieci alla mezz'ora, a causa dell'espulsione di Šabanadžović; il risultato rimase però sullo 0-0 per 120 minuti e si procedette ai rigori. Stojković colpì la traversa; Maradona si vide respingere il tiro da Tomislav Ivković. Troglio sembrò condannare la sua squadra, cogliendo il palo. Ma Goycochea, parando i rigori di Brnović e Hadžibegić, guidò i sudamericani in semifinale.[15][16]

Maradona si dispera dopo il suo errore ai tiri di rigore contro gli jugoslavi nei quarti; nonostante ciò, la sua Argentina passerà il turno.

L'Italia, la stessa sera, fu opposta al sorprendente Eire di Jackie Charlton. Vicini riconfermò Baggio e Schillaci in attacco. Dopo trentasette minuti ancora Schillaci, su una respinta successiva a un tiro di Donadoni, appoggiò in rete il pallone dell'uno a zero. Il risultato non cambiò più, nonostante una traversa su punizione ancora di Schillaci.[15] L'Italia passò alle semifinali. Il giorno dopo, la Germania Ovest eliminò la Cecoslovacchia. Lothar Matthäus trasformò al 25º il calcio di rigore che decise la partita, poi fu il difensore Ivan Hašek a salvare per tre volte la propria porta; l'unico pericolo per i tedeschi arrivò da una punizione di Michal Bílek ed i cecoslovacchi, in dieci nel finale per l'espulsione di Ľubomír Moravčík, fecero ritorno in patria.

A Napoli fu quindi il turno del Camerun, opposto agli inglesi. Al 25º Platt schiacciò in rete un cross di Stuart Pearce; la reazione degli africani arrivò con l'ingresso di Milla, tenuto in panchina nel primo tempo, e dopo un fallo in area su di lui al 63º Kunde pareggiò su rigore; cinque minuti dopo fu Eugène Ekéké a portare in vantaggio i suoi grazie ad un assist dello stesso Milla. A nove minuti dalla fine Lineker trasformò però il rigore del pari dopo il fallo di Massing; ai supplementari fece il bis dagli undici metri con il fallo di N'Kono, fissando il risultato sul 3-2.

Semifinali[modifica | modifica wikitesto]

Si giunse così alle semifinali: Italia-Argentina e Germania Ovest-Inghilterra. L'Italia abbandonò la sede di Roma per scendere a Napoli dove Maradona era un idolo incontrastato. In campo tornò Vialli al fianco di Schillaci. Il gol arrivò al 17º di gioco: su un tiro di Vialli non trattenuto da Goycochea irruppe Schillaci, abile a portare in vantaggio la sua squadra. Nel secondo tempo, al 68º, un cross di Olarticoechea permise a Caniggia di realizzare di testa la rete del pareggio: dopo 518 minuti terminò così l'imbattibilità di Walter Zenga. L'ingresso di Baggio (che nei supplementari sfiorò il gol su punizione) e Serena al posto di Giannini e di Vialli non smossero il punteggio dall'1-1 e si andò ai rigori. L'Argentina li segnò tutti, mentre Goycochea neutralizzò i tiri di Donadoni e Serena, sancendo un approdo in finale che ad una sudamericana in Europa mancava da 32 anni (il Brasile in Svezia nel 1958).[15]

L'Inghilterra ottenne il suo miglior piazzamento dal trionfo del 1966, concludendo Italia '90 al quarto posto.

Il giorno dopo, nell'altra semifinale, a Torino, si affrontarono Germania Ovest e Inghilterra. Le due reti arrivarono al 60º, quando una punizione di Brehme fu deviata in modo decisivo dall'inglese Paul Parker, e all'80º, quando Lineker approfittò della confusione in area tedesca pareggiando e rinviando il verdetto ai rigori, ai quali si arrivò dopo due pali di Waddle e Buchwald. Dal dischetto sbagliarono gli inglesi Pearce e Waddle. La Germania Ovest avrebbe affrontato a Roma in finale l'Argentina. L'Inghilterra invece avrebbe incontrato a Bari i padroni di casa italiani per la finale che avrebbe stabilito il 3º e il 4º posto.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • Durante questo match, l'arbitro francese Michel Vautrot si distrasse. Il tempo normale finì in pareggio di 1-1, che portò ai supplementari. Nel primo tempo supplementare, Vautrot aggiunse otto minuti oltre al tempo regolamentare, facendo sì che i giocatori e tifosi non capissero nulla. Più tardi, l'arbitro ammise di essersi dimenticato di guardare il suo orologio.[17]
  • La squadra di casa si vide nei guai: l'opponente degli Azzurri era guidato da uno dei giocatori più importanti della storia del Napoli, che in quella stagione ancora difendeva i colori della squadra partenopea: Diego Armando Maradona. Quello che si é visto nelle tribune delle due tifoserie, avendo la festa "italo-argentina" a favore del paese latinoamericano invariabilmente più intensa durante il match, che fece la differenza nei calci di rigore, che ha il fattore emozionale abitualmente più richiesto: i rigori segnati dell'Argentina e il posto assicurato nel match decisivo.

Finali[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Finale del campionato mondiale di calcio 1990.

Nella finale per il terzo posto a Bari un'Italia rimaneggiata passò in vantaggio con Baggio al 72', calciando la palla sotto la traversa da pochi metri; fu raggiunta da Platt dieci minuti dopo su cross di Dorigo, ma vinse grazie a un rigore causato da un fallo di Parker e trasformato da Schillaci. L'attaccante italiano divenne capocannoniere con 6 reti mentre Shilton, a 41 anni, pose fine alla sua carriera internazionale. L'Italia ottenne il terzo posto in assoluto, mentre l'Inghilterra, al suo miglior risultato mondiale da 24 anni a quella parte, si aggiudicò il premio fair-play e nel dopogara, sia i calciatori in campo che i tifosi italiani e inglesi sugli spalti festeggiarono in maniera molto corretta l'epilogo del Mondiale cinque anni dopo la strage dell'Heysel.

I tedeschi Matthäus e Littbarski sollevano la Coppa del Mondo appena vinta contro gli argentini.

Il giorno dopo, a Roma, furono di scena Argentina e Germania Ovest, per un replay della finale di quattro anni prima in Messico. Il pubblico italiano presente allo stadio Olimpico, condizionato dalla sconfitta in semifinale e per le antipatie che Maradona si era attirato militando nel campionato di calcio italiano con taluni atteggiamenti, fischiò l'esecuzione dell'inno nazionale argentino. L'episodio suscitò la rabbia di Maradona, che consapevole di essere ripreso ripeté due volte hijos de puta ("figli di puttana") all'indirizzo dei tifosi italiani.[18]

Sotto il profilo del gioco la partita fu deludente.[18] A sette minuti dalla termine l'arbitro Edgardo Codesal Méndez ignorò un fallo in area di rigore tedesca subito dall'argentino Dezotti e, nell'immediato capovolgimento di fronte, nel concedere un calcio di rigore ai tedeschi per un intervento di Sensini su Völler analogo al fallo subito dagli argentini. Questi episodi e le relative decisioni arbitrali furono oggetto di durissime contestazioni da parte dei giocatori argentini: Maradona venne ammonito e l'Argentina rimase in nove contro 11 per l'espulsione di Dezotti dovuta alle vibranti proteste (al 65' Monzón era stato espulso per un duro intervento falloso). Dopo una lunga interruzione, Brehme trasformò il calcio di rigore. L' assalto finale della squadra argentina ,in netta inferiorità numerica, non modificò il risultato.

Il mondiale italiano terminò, dunque, con la Germania Ovest campione per la terza volta e al suo ultimo atto ufficiale con tale nome; tre mesi dopo avvenne la riunificazione con la Germania Est e da quel momento la squadra (con il titolo sportivo degli occidentali) si chiamò solo Germania.

Le partite[modifica | modifica wikitesto]

Fase a gruppi[modifica | modifica wikitesto]

Gruppo A[modifica | modifica wikitesto]

Classifica[modifica | modifica wikitesto]
Pos. Squadra Pt G V N P GF GS DR
1. Italia Italia 6 3 3 0 0 4 0 +4
2. Cecoslovacchia Cecoslovacchia 4 3 2 0 1 6 3 +3
3. Austria Austria 2 3 1 0 2 2 3 −1
4. Stati Uniti Stati Uniti 0 3 0 0 3 2 8 −6
Risultati[modifica | modifica wikitesto]
Roma
9 giugno 1990, ore 21:00 UTC+1
Italia Italia 1 – 0
referto
Austria Austria Stadio Olimpico (73 303 spett.)
Arbitro Brasile Wright

Firenze
10 giugno 1990, ore 17:00 UTC+1
Stati Uniti Stati Uniti 1 – 5
referto
Cecoslovacchia Cecoslovacchia Stadio Artemio Franchi (33 266 spett.)
Arbitro Svizzera Rothlisberger

Roma
14 giugno 1990, ore 21:00 UTC+1
Italia Italia 1 – 0
referto
Stati Uniti Stati Uniti Stadio Olimpico (73 423 spett.)
Arbitro Messico Codesal Méndez

Firenze
15 giugno 1990, ore 17:00 UTC+1
Austria Austria 0 – 1
referto
Cecoslovacchia Cecoslovacchia Stadio Artemio Franchi (38 962 spett.)
Arbitro Scozia Smith

Roma
19 giugno 1990, ore 21:00 UTC+1
Italia Italia 2 – 0
referto
Cecoslovacchia Cecoslovacchia Stadio Olimpico (73 303 spett.)
Arbitro Francia Quiniou

Firenze
19 giugno 1990, ore 21:00 UTC+1
Austria Austria 2 – 1
referto
Stati Uniti Stati Uniti Stadio Artemio Franchi (34 857 spett.)
Arbitro Flag of United Arab Republic.svg Al Sharif

Gruppo B[modifica | modifica wikitesto]

Classifica[modifica | modifica wikitesto]
Pos. Squadra Pt G V N P GF GS DR
1. Camerun Camerun 4 3 2 0 1 3 5 −2
2. Romania Romania 3 3 1 1 1 4 3 +1
3. Argentina Argentina 3 3 1 1 1 3 2 +1
4. URSS URSS 2 3 1 0 2 4 4 0
Risultati[modifica | modifica wikitesto]
Milano
8 giugno 1990, ore 18:00 UTC+1
Argentina Argentina 0 – 1
referto
Camerun Camerun Stadio Giuseppe Meazza (74 500 spett.)
Arbitro Francia Vautrot

Bari
9 giugno 1990, ore 17:00 UTC+1
URSS URSS 0 – 2
referto
Romania Romania Stadio San Nicola (42 907 spett.)
Arbitro Uruguay Cardellino

Napoli
13 giugno 1990, ore 21:00 UTC+1
Argentina Argentina 2 – 0
referto
URSS URSS Stadio San Paolo (55 759 spett.)
Arbitro Svezia Fredriksson

Bari
14 giugno 1990, ore 17:00 UTC+1
Camerun Camerun 2 – 1
referto
Romania Romania Stadio San Nicola (38 687 spett.)
Arbitro Cile Silva Arce

Napoli
18 giugno 1990, ore 21:00 UTC+1
Argentina Argentina 1 – 1
referto
Romania Romania Stadio San Paolo (52 733 spett.)
Arbitro Portogallo Silva Valente

Bari
18 giugno 1990, ore 21:00 UTC+1
Camerun Camerun 0 – 4
referto
URSS URSS Stadio San Nicola (37 307 spett.)
Arbitro Brasile Wright

Gruppo C[modifica | modifica wikitesto]

Classifica[modifica | modifica wikitesto]
Pos. Squadra Pt G V N P GF GS DR
1. Brasile Brasile 6 3 3 0 0 4 1 +3
2. Costa Rica Costa Rica 4 3 2 0 1 3 2 +1
3. Scozia Scozia 2 3 1 0 2 2 3 −1
4. Svezia Svezia 0 3 0 0 3 3 6 −3
Risultati[modifica | modifica wikitesto]
Torino
10 giugno 1990, ore 21:00 UTC+1
Brasile Brasile 2 – 1
referto
Svezia Svezia Stadio delle Alpi (62 628 spett.)
Arbitro Italia Lanese

Genova
11 giugno 1990, ore 17:00 UTC+1
Costa Rica Costa Rica 1 – 0
referto
Scozia Scozia Stadio Luigi Ferraris (30 867 spett.)
Arbitro Argentina Loustau

Torino
16 giugno 1990, ore 17:00 UTC+1
Brasile Brasile 1 – 0
referto
Costa Rica Costa Rica Stadio delle Alpi (58 007 spett.)
Arbitro Tunisia Jouini

Genova
16 giugno 1990, ore 21:00 UTC+1
Svezia Svezia 1 – 2
referto
Scozia Scozia Stadio Luigi Ferraris (31 823 spett.)
Arbitro Paraguay Maciel

Torino
20 giugno 1990, ore 21:00 UTC+1
Brasile Brasile 1 – 0
referto
Scozia Scozia Stadio delle Alpi (62 502 spett.)
Arbitro Austria Kohl

Genova
20 giugno 1990, ore 21:00 UTC+1
Svezia Svezia 1 – 2
referto
Costa Rica Costa Rica Stadio Luigi Ferraris (30 223 spett.)
Arbitro Jugoslavia Petrović

Gruppo D[modifica | modifica wikitesto]

Classifica[modifica | modifica wikitesto]
Pos. Squadra Pt G V N P GF GS DR
1. Germania Ovest Germania Ovest 5 3 2 1 0 10 3 +7
2. Jugoslavia Jugoslavia 4 3 2 0 1 6 5 +1
3. Colombia Colombia 3 3 1 1 1 3 2 +1
4. Emirati Arabi Uniti Emirati Arabi Uniti 0 3 0 0 3 2 11 −9
Risultati[modifica | modifica wikitesto]
Bologna
9 giugno 1990, ore 17:00 UTC+1
Emirati Arabi Uniti Emirati Arabi Uniti 0 – 2
referto
Colombia Colombia Stadio Renato Dall'Ara (30 791 spett.)
Arbitro Inghilterra Courtney

Milano
10 giugno 1990, ore 21:00 UTC+1
Germania Ovest Germania Ovest 4 – 1
referto
Jugoslavia Jugoslavia Stadio Giuseppe Meazza (74 765 spett.)
Arbitro Danimarca Mikkelsen

Bologna
14 giugno 1990, ore 17:00 UTC+1
Jugoslavia Jugoslavia 1 – 0
referto
Colombia Colombia Stadio Renato Dall'Ara (32 257 spett.)
Arbitro Italia Agnolin

Milano
15 giugno 1990, ore 21:00 UTC+1
Germania Ovest Germania Ovest 5 – 1
referto
Emirati Arabi Uniti Emirati Arabi Uniti Stadio Giuseppe Meazza (71 169 spett.)
Arbitro URSS Spirin

Milano
19 giugno 1990, ore 17:00 UTC+1
Germania Ovest Germania Ovest 1 – 1
referto
Colombia Colombia Stadio Giuseppe Meazza (72 510 spett.)
Arbitro Inghilterra Snoddy

Bologna
19 giugno 1990, ore 17:00 UTC+1
Jugoslavia Jugoslavia 4 – 1
referto
Emirati Arabi Uniti Emirati Arabi Uniti Stadio Renato Dall'Ara (27 833 spett.)
Arbitro Giappone Takada

Gruppo E[modifica | modifica wikitesto]

Classifica[modifica | modifica wikitesto]
Pos. Squadra Pt G V N P GF GS DR
1. Spagna Spagna 5 3 2 1 0 5 2 +3
2. Belgio Belgio 4 3 2 0 1 6 3 +3
3. Uruguay Uruguay 3 3 1 1 1 2 3 −1
4. Corea del Sud Corea del Sud 0 3 0 0 3 1 6 −5
Risultati[modifica | modifica wikitesto]
Verona
12 giugno 1990, ore 17:00 UTC+1
Belgio Belgio 2 – 0
referto
Corea del Sud Corea del Sud Stadio Marcantonio Bentegodi (32 790 spett.)
Arbitro Stati Uniti Mauro

Udine
13 giugno 1990, ore 17:00 UTC+1
Uruguay Uruguay 0 – 0
referto
Spagna Spagna Stadio Friuli (35 713 spett.)
Arbitro Austria Kohl

Verona
17 giugno 1990, ore 21:00 UTC+1
Belgio Belgio 3 – 1
referto
Uruguay Uruguay Stadio Marcantonio Bentegodi (33 759 spett.)
Arbitro Germania Est Kirschen

Udine
17 giugno 1990, ore 21:00 UTC+1
Corea del Sud Corea del Sud 1 – 3
referto
Spagna Spagna Stadio Friuli (32 733 spett.)
Arbitro Ecuador Jácome Guerrero

Verona
21 giugno 1990, ore 17:00 UTC+1
Belgio Belgio 1 – 2
referto
Spagna Spagna Stadio Marcantonio Bentegodi (35 950 spett.)
Arbitro Argentina Loustau

Udine
21 giugno 1990, ore 17:00 UTC+1
Corea del Sud Corea del Sud 0 – 1
referto
Uruguay Uruguay Stadio Friuli (29 039 spett.)
Arbitro Italia Lanese

Gruppo F[modifica | modifica wikitesto]

Classifica[modifica | modifica wikitesto]
Pos. Squadra Pt G V N P GF GS DR
1. Inghilterra Inghilterra 4 3 1 2 0 2 1 +1
2. Irlanda Irlanda[19] 3 3 0 3 0 2 2 0
3. Paesi Bassi Paesi Bassi[19] 3 3 0 3 0 2 2 0
4. Egitto Egitto 2 3 0 2 1 1 2 −1
Risultati[modifica | modifica wikitesto]
Cagliari
11 giugno 1990, ore 21:00 UTC+1
Inghilterra Inghilterra 1 – 1
referto
Irlanda Irlanda Stadio Sant'Elia (35 238 spett.)
Arbitro Germania Ovest Schmidhuber

Palermo
12 giugno 1990, ore 21:00 UTC+1
Paesi Bassi Paesi Bassi 1 – 1
referto
Egitto Egitto Stadio La Favorita (23 000 spett.)
Arbitro Spagna Aladrén

Cagliari
16 giugno 1990, ore 21:00 UTC+1
Inghilterra Inghilterra 0 – 0
referto
Paesi Bassi Paesi Bassi Stadio Sant'Elia (35 267 spett.)
Arbitro Jugoslavia Petrović

Palermo
17 giugno 1990, ore 17:00 UTC+1
Irlanda Irlanda 0 – 0
referto
Egitto Egitto Stadio La Favorita (33 288 spett.)
Arbitro Belgio Van Langenhove

Cagliari
21 giugno 1990, ore 21:00 UTC+1
Inghilterra Inghilterra 1 – 0
referto
Egitto Egitto Stadio Sant'Elia (34 959 spett.)
Arbitro Svizzera Rothlisberger

Palermo
21 giugno 1990, ore 21:00 UTC+1
Irlanda Irlanda 1 – 1
referto
Paesi Bassi Paesi Bassi Stadio La Favorita (33 288 spett.)
Arbitro Francia Vautrot

Raffronto delle terze classificate[modifica | modifica wikitesto]

Pos. Squadra Pt G V N P GF GS DR
1. Argentina Argentina 3 3 1 1 1 3 2 +1
2. Colombia Colombia 3 3 1 1 1 3 2 +1
3. Paesi Bassi Paesi Bassi 3 3 0 3 0 2 2 0
4. Uruguay Uruguay 3 3 1 1 1 2 3 -1
5. Austria Austria 2 3 1 0 2 2 3 -1
6. Scozia Scozia 2 3 1 0 2 2 3 -1

Fase a eliminazione diretta[modifica | modifica wikitesto]

Albero della fase a eliminazione diretta[modifica | modifica wikitesto]

Ottavi di finale Quarti di finale Semifinali Finale
                           
24 giugno - 17:00            
 1C. Brasile Brasile  0
30 giugno - 17:00
 3B. Argentina Argentina  1  
 Argentina Argentina  0(3)
26 giugno - 17:00
   Jugoslavia Jugoslavia  0(2)  
 1E. Spagna Spagna  1
3 luglio - 20:00
 2D. Jugoslavia Jugoslavia  2  
 Argentina Argentina  1(4)
25 giugno - 17:00
   Italia Italia  1(3)  
 2F. Irlanda Irlanda  0(5)
30 giugno - 21:00
 2B. Romania Romania  0(4)  
 Irlanda Irlanda  0
25 giugno - 21:00
   Italia Italia  1  
 1A. Italia Italia  2
8 luglio - 20:00
 3E. Uruguay Uruguay  0  
 Argentina Argentina  0
23 giugno - 21:00
   Germania Ovest Germania Ovest  1
 2A. Cecoslovacchia Cecoslovacchia  4
1º luglio - 17:00
 2C. Costa Rica Costa Rica  1  
 Cecoslovacchia Cecoslovacchia  0
24 giugno - 21:00
   Germania Ovest Germania Ovest  1  
 1D. Germania Ovest Germania Ovest  2
4 luglio - 20:00
 3F. Paesi Bassi Paesi Bassi  1  
 Germania Ovest Germania Ovest  1(4)
23 giugno - 17:00
   Inghilterra Inghilterra  1(3)   Incontro per il terzo posto
 1B. Camerun Camerun  2
1º luglio - 21:00 7 luglio - 20:00
 3D. Colombia Colombia  1  
 Camerun Camerun  2  Italia Italia  2
26 giugno - 21:00
   Inghilterra Inghilterra  3    Inghilterra Inghilterra  1
 1F. Inghilterra Inghilterra  1
 2E. Belgio Belgio  0  

Ottavi di finale[modifica | modifica wikitesto]

Napoli
23 giugno 1990, ore 17:00 UTC+1
Camerun Camerun 2 – 1
(d.t.s.)
referto
Colombia Colombia Stadio San Paolo (50 026 spett.)
Arbitro Italia Lanese

Bari
23 giugno 1990, ore 21:00 UTC+1
Cecoslovacchia Cecoslovacchia 4 – 1
referto
Costa Rica Costa Rica Stadio San Nicola (47 673 spett.)
Arbitro Germania Est Kirschen

Torino
24 giugno 1990, ore 17:00 UTC+1
Brasile Brasile 0 – 1
referto
Argentina Argentina Stadio delle Alpi (61 381 spett.)
Arbitro Francia Quiniou

Milano
24 giugno 1990, ore 21:00 UTC+1
Germania Ovest Germania Ovest 2 – 1
referto
Paesi Bassi Paesi Bassi Stadio Giuseppe Meazza (74 559 spett.)
Arbitro Argentina Loustau

Genova
25 giugno 1990, ore 17:00 UTC+1
Irlanda Irlanda 0 – 0
(d.t.s.)
referto
Romania Romania Stadio Luigi Ferraris (31 818 spett.)
Arbitro Brasile Wright

Roma
25 giugno 1990, ore 21:00 UTC+1
Italia Italia 2 – 0
referto
Uruguay Uruguay Stadio Olimpico (73 303 spett.)
Arbitro Inghilterra Courtney

Verona
26 giugno 1990, ore 17:00 UTC+1
Spagna Spagna 1 – 2
(d.t.s.)
referto
Jugoslavia Jugoslavia Stadio Marcantonio Bentegodi (35 500 spett.)
Arbitro Germania Ovest Schmidhuber

Bologna
26 giugno 1990, ore 21:00 UTC+1
Inghilterra Inghilterra 1 – 0
(d.t.s.)
referto
Belgio Belgio Stadio Renato Dall'Ara (34 520 spett.)
Arbitro Danimarca Mikkelsen

Quarti di finale[modifica | modifica wikitesto]

Firenze
30 giugno 1990, ore 17:00 UTC+1
Argentina Argentina 0 – 0
(d.t.s.)
referto
Jugoslavia Jugoslavia Stadio Artemio Franchi (38 971 spett.)
Arbitro Svizzera Rothlisberger

Roma
30 giugno 1990, ore 21:00 UTC+1
Italia Italia 1 – 0
referto
Irlanda Irlanda Stadio Olimpico (73 303 spett.)
Arbitro Portogallo Silva Valente

Milano
1º luglio 1990, ore 17:00 UTC+1
Germania Ovest Germania Ovest 1 – 0
referto
Cecoslovacchia Cecoslovacchia Stadio Giuseppe Meazza (73 347 spett.)
Arbitro Austria Kohl

Napoli
1º luglio 1990, ore 21:00 UTC+1
Inghilterra Inghilterra 3 – 2
(d.t.s.)
referto
Camerun Camerun Stadio San Paolo (55 205 spett.)
Arbitro Messico Codesal Méndez

Semifinali[modifica | modifica wikitesto]

Napoli
3 luglio 1990, ore 20:00 UTC+1
Italia Italia 1 – 1
(d.t.s.)
referto
Argentina Argentina Stadio San Paolo (59 978 spett.)
Arbitro Francia Vautrot

Torino
4 luglio 1990, ore 20:00 UTC+1
Germania Ovest Germania Ovest 1 – 1
(d.t.s.)
referto
Inghilterra Inghilterra Stadio delle Alpi (62 628 spett.)
Arbitro Brasile Wright

Finale 3º posto[modifica | modifica wikitesto]

Bari
7 luglio 1990, ore 20:00 UTC+1
Italia Italia 2 – 1
referto
Inghilterra Inghilterra Stadio San Nicola (51 426 spett.)
Arbitro Francia Quiniou

Finale[modifica | modifica wikitesto]

Roma
8 luglio 1990, ore 20:00 UTC+1
Germania Ovest Germania Ovest 1 – 0
referto
Argentina Argentina Stadio Olimpico (73 603 spett.)
Arbitro Messico Codesal Méndez

Germania Ovest Germania Ovest
P 1 Bodo Illgner
D 14 Thomas Berthold Sub off.svg 72'
D 5 Klaus Augenthaler
D 6 Guido Buchwald
D 4 Jürgen Kohler
D 3 Andreas Brehme
C 8 Thomas Häßler
C 10 Lothar Matthäus (C)
C 7 Pierre Littbarski
A 18 Jürgen Klinsmann
A 9 Rudi Völler Yellow card.svg 52'
Sostituzioni:
D 2 Stefan Reuter Sub on.svg 72'
CT:
Germania Franz Beckenbauer
GER-ARG 1990-07-08.svg
Argentina Argentina
P 12 Sergio Goycochea
D 20 Juan Simón
D 18 José Serrizuela
D 17 Roberto Néstor Sensini
D 19 Oscar Ruggeri Sub off.svg46'
C 13 Néstor Lorenzo
C 7 Jorge Burruchaga Sub off.svg53'
C 4 José Basualdo
C 21 Pedro Troglio Yellow card.svg 84'
C 10 Diego Armando Maradona (C) Yellow card.svg 87'
A 9 Gustavo Dezotti Yellow card.svg 9' Yellow card.svgRed card.svg 87'
Sostituzioni:
C 15 Pedro Monzón Red card.svg 65' Sub on.svg 46'
C 6 Gabriel Calderón Sub on.svg 53'
CT:
Argentina Carlos Bilardo

Vincitore[modifica | modifica wikitesto]

Campione del mondo 1990

Germania Ovest
Germania Ovest
3º titolo

Classifica marcatori[modifica | modifica wikitesto]

6 reti
5 reti
4 reti
3 reti
2 reti
1 rete

Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

L'azzurro Salvatore Schillaci fu l'assoluto protagonista di Italia '90, diventando il capocannoniere del torneo e venendo eletto miglior giocatore del mondiale.

Capocannoniere e miglior giocatore del torneo[modifica | modifica wikitesto]

Reti segnate[modifica | modifica wikitesto]

115 (2,2/per partita)

Gol più veloce[modifica | modifica wikitesto]

Gol più lento[modifica | modifica wikitesto]

Durante i tempi regolamentari

Durante i tempi supplementari

Triplette[modifica | modifica wikitesto]

Doppiette[modifica | modifica wikitesto]

Primo gol[modifica | modifica wikitesto]

Ultimo gol[modifica | modifica wikitesto]

  • Germania Andreas Brehme (Germania Ovest-Argentina, finale 1º e 2º posto, 8 luglio, 84º)

Miglior attacco[modifica | modifica wikitesto]

Miglior difesa[modifica | modifica wikitesto]

  • Italia Italia (7 partite giocate); 2 reti subite, Brasile Brasile (4 partite giocate); 2 reti subite.

Peggior attacco[modifica | modifica wikitesto]

Peggior difesa[modifica | modifica wikitesto]

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • Le rivali dell'Italia ad ospitare l'evento furono l'URSS, la Grecia e l'Inghilterra. Al ballottaggio finale arrivarono però solo l'Italia e l'URSS, dopo che, sia gli ellenici che gli albionici, ritirarono spontaneamente la candidatura per lo scarso appoggio dei rispettivi governi.
  • Questa edizione dei mondiali ha avuto la più bassa media di goal a partita.[senza fonte] Sono state realizzate 115 reti, con una media di 2,21 goal a partita, e, considerando anche i supplementari, 4920 minuti di gioco - il che significa 1 goal ogni 42,7 minuti, o anche 2,1 goal soltanto ogni 90 minuti.
  • Questa edizione della Coppa del Mondo vide i Tre Tenori esibirsi per la prima volta insieme alla vigilia della finale.
  • Questa manifestazione ebbe due videogiochi ufficiali per diversi sistemi: Per i PC, fu lanciato Italy 1990, lanciato dalla US Gold, che aveva il pacchetto completo dei mondiali, le divise delle nazionali, così come i suoi principali giocatori. Per le console, fu lanciato World Cup Italia 90, prodotto dalla SEGA in partnership con la Virgin Mastertronic e l'Olivetti (che in questa manifestazione fece anche le grafiche TV mostrate nelle partite), per Master System e Mega Drive. La versione Master System aveva 30 squadre, includendo le 24 che si qualificarono per le fasi finali, più 6 che non si qualificarono (Francia, Messico, Polonia, Danimarca, Cina ed Ungheria). Mentre la versione Mega Drive conteneva 24 nazionali ma che non erano quelle qualificate, e aveva il nome dei giocatori distinti.
  • Questa Coppa del Mondo è presente nel film Good Bye Lenin!, Heimat 3 e in Due sulla strada.
  • Durante lo svolgimento dei mondiali, al Foro Italico di Roma, per la prima volta in Italia venne presentato come guest sport il Jorkyball.
  • Nelle semifinali l'ultimo rigore venne sbagliato da giocatori entrambi mancini di piede: Serena in Argentina-Italia e Waddle in Germania-Inghilterra.
  • Il ritmo musicale che si prese cura del Brasile all'epoca del mondiale fu la Lambada, un ballo creato nello stato del Pará, in Brasile negli anni '70. Il ritmo arrivò nel suo apice nei primi anni 90, grazie al cantante Beto Barbosa. Durante il Mondiale, la moda danzante brasiliana si diffuse nel mondo grazie ai commandati di Lazaroni. Dopo che il punteggio si aprì a favore del Brasile nell'esordio contro la Svezia, l'attaccante Careca corse in direzione alla bandierina del corner e fece dei passi di Lambada. Il gesto intrigò i giocatori di altre squadre e iniziando da qui, i tifosi passarono ad aspettare la lambada dei brasiliani. Il punto massimo del gesto, tuttavia, venne negli ottavi tra Camerun e Colombia allo Stadio San Paolo di Napoli. Quando segnò i gol della vittoria del 2-1 dei Leoni Indomabili contro i colombiani, l'attacante Roger Milla imitò Careca nelle bandierine del corner e il ritmo passò a scuotere iil Mondiale e il resto del pianeta, che rimase abbastanza interessato nella Lambada[20].
  • Autore del gol del titolo iridato della Copa América 1989, l'attaccante Romário quasi non ebbe presenza confermata dovuto ad un infortunio alla caviglia. Il "Piccoletto" si ricuperò in temo record, pur avendo solamente giocato un match contro la Scozia ed essere stato sostituito da Müller.
  • Dopo il match Brasile-Argentina, il terzino Branco uscì dicendo che "aveva chiesto dell'acqua" al massaggiatore della squadra avversaria e, dopo averla bevuta, si sentì stordito. Sembrava strano che l'acqua datagli non fosse dello stesso contenitore datio a Maradona. Egli si preoccupò e communicò al guardialinee. Dopo, tornando al ritiro, dormì ell'autobus e continuò sonnolento il giorno dopo. La storia, che sembrava un pretesto per il fracasso dei verdeoro in campo, finì per essere comprovata negli inizi del 1993 dal massaggiatore argentino Miguel di Lorenzo. Quest'ultimo confesso al quotidiano El Clarín che, nella sua valigetta, aveva due tipi di acqua: una per gli argentini e l'altra per i brasiliani, entrambe consegnate dal CT argentino Carlos Bilardo[21].
  • Il quarto match degli ottavi dei Mondiali del 1990 aveva fatti curiosi prima del calcio d'inizio. Per cominciare dal campo dove giocarono, lo stadio San Siro, a Milano. In seguito, tre giocatori delle due nazionali giocavano nei due club principali della città: I teutonici Andreas Brehme, Lothar Matthäus e Jürgen Klinsmann militavano nell'Inter e gli olandesi Ruud Gullit, Marco Van Basten e Frank Rijkaard giocavano nel Milan.
  • Dopo aver commesso un fallo sul tedesco Thomas Berthold, l'asso inglese Paul Gascoigne ricevette il secondo cartellino giallo e non riuscì a trattenere le lacrime in campo, perché sarebbe escluso dalla finale nel caso in cui l'Inghilterra vincesse. Ma i tedeschi ebbero la meglio e vinsero per 4-3 nei rigori. L'arbitro era il brasiliano José Roberto Wright.
  • Delle 24 squadre che parteciparono al Mondiale, 12 -inclusi gli Azzurri- avevano almeno iun giocatore che militasse nei club del paese ospite.
  • L'Argentina fu la squadra più indisciplinata del torneo. Ebbe 23 cartellini gialli e 3 rossi in 177 falli commessi.
  • Alla vigilia dei mondiali, il CT brasiliano Sebastião Lazaroni rivelò le sue doti di attore, girando uno spot per la FIAT trasmesso in Brasile. Il copione divenne motivo di scherzo per l'eliminazione dei verdeoro. Il copione dello spot era il seguente[22]:
Vigile: Documenti, signor Lazaroni. Lei é Italiano?
Lazaroni: No, sono brasiliano.
Vigile: E che cosa ci fa qui?
Lazaroni: Sono il CT della Nazionale Brasiliana.
Vigile: Ah, no. Ora lei dirà che anche questa Uno é brasiliana.
Lazaroni:Sì, é prodotto in Brasile ed é esportato in Italia.
Vigile:Lazaroni, brasiliano, allenatore della Nazionale Brasiliana, guida una Uno brasiliano. Piacere, signor Lazaroni, io sono il Papa!
  • Questa fu la prima volta sin dai Mondiali 1966 che l'Inghilterra riuscì ad arrivare al secondo turno, ma fu sconfitta dalla Germania nell semifinali e dall'Italia nella finale di consolazione.
  • Colombia (dal 1962), Stati Uniti (dal 1950), Egitto (dal 1934), Camerun (dal 1982) e Svezia (dal 1978) ritornano in un mondiale dopo molto tempo

Prime e ultime volte[modifica | modifica wikitesto]

Prime volte[modifica | modifica wikitesto]

  • Per la prima volta entrambe le semifinali furono decise ai calci di rigore.
  • Per la prima volta una squadra africana riesce a raggiungere i quarti di finale della Coppa del Mondo: nel 1990 l'impresa è riuscita al Camerun[23], imitato nel 2002 dal Senegal e nel 2010 dal Ghana.
  • Per la prima volta si rese necessario un sorteggio per stabilire la posizione finale nella classifica di un girone, dato che l'Irlanda ed i Paesi Bassi si classificarono con lo stesso punteggio e le stesse cifre nel gruppo F: l'Irlanda conquistò così il secondo posto mentre i Paesi Bassi furono terzi. Entrambe si qualificarono al turno successivo, in quanto i Paesi Bassi furono ammessi come una delle quattro migliori terze.
  • È il primo mondiale per Costa Rica, Emirati Arabi Uniti e Irlanda.
  • Questa Coppa del Mondo è stata la prima (e, fino ad ora, l'unica) in cui due squadre europee (Scozia e Svezia) furono battute ed eliminate da una formazione centroamericana: la Costa Rica, che vinse 1-0 contro gli scozzesi e 2-1 contro gli scandinavi.
  • Un'estate italiana fu la prima canzone ufficiale di un mondiale.
  • Per la prima volta, venne introdotta la tradizione delle bandiere dei paesi che giocano il match (in questo mondiale erano fatte con fiori verniciati su una base di legno) e la bandiera gialla del Fair Play (che all'epoca aveva la scritta "Fair Play Please") in campo durante il pre-partita.
  • Nella sola finale molte cose accaddero per la prima volta:
    • per la prima volta una nazionale raggiunse tre finali consecutivamente: fu la Germania Ovest, che fu già finalista nel 1982 e nel 1986, uscendone sconfitta. L'impresa fu ripetuta dal Brasile nelle tre edizioni successive (1994, 1998 e 2002), con più fortuna: fu vincitore due volte su tre;
    • c'è stata la prima riedizione, tra l'altro consecutiva, di una finale precedente: già nel 1986 Argentina e Germania furono opposte in finale, anche se quella volta la vittoria andò ai sudamericani; l'unica altra volta sarebbe stata nel 1994, quando si confrontarono Brasile ed Italia, come già avvenuto nel 1970 (in entrambi i casi uscì vittorioso il Brasile);
    • Pedro Monzón dell'Argentina divenne il primo giocatore espulso in una finale di Coppa del Mondo. Fu poco dopo seguito dal suo compagno di squadra Gustavo Dezotti;
    • per la prima volta, la squadra sconfitta non andò a segno: la Germania Ovest vinse grazie ad un rigore, per poco non parato da Sergio Goycochea, trasformato all'84º minuto da Andreas Brehme e assegnato per un fallo su Rudi Völler. Di conseguenza, il tedesco Bodo Illgner divenne il primo portiere a non subire reti in una finale.
    • per la prima volta una finale tra una squadra sudamericana e una europea si conclude con la vittoria di quest'ultima; nelle precedenti cinque occasioni infatti la vittoria aveva sempre arriso ai sudamericani (1958-1962-1970: Brasile vittorioso rispettivamente sulla Svezia, sulla Cecoslovacchia e sull'Italia; 1978-1986: Argentina vittoriosa rispettivamente sui Paesi Bassi e sulla Germania Ovest), tale impresa sarà poi ripetuta otto anni dopo dalla Francia vittoriosa in finale contro il Brasile. Per la prima volta l'Italia concluse un mondiale con il terzo posto.
  • Per la prima volta in un Mondiale la partita inaugurale e la finale si conclusero con lo stesso punteggio, ovvero 0-1 (Argentina-Camerun e Argentina-Germania Ovest)

Ultime volte[modifica | modifica wikitesto]

  • Questa Coppa del Mondo fu l'ultima in cui fu permesso ai portieri di ricevere tra le mani i retropassaggi dei propri compagni di squadra. La regola del retropassaggio verrà messa in atto in un Campionato del Mondo a partire dall'edizione del 1994, per rendere più difficile alle squadre perdere tempo, anche se in realtà fu introdotta il 1º luglio 1992 e applicata per la prima volta durante il torneo di calcio dei Giochi della XXV Olimpiade, nel 1992 a Barcellona. Probabilmente l'introduzione di questa regola è stata influenzata dalla prestazione dell'Egitto nella partita contro l'Irlanda.
  • Questa fu l'ultima coppa del mondo in cui le nazioni di quattro squadre nazionali esistettero come entità politiche: la Cecoslovacchia fu divisa in Repubblica Ceca e Slovacchia nel 1993 (nonostante questo continuarono a giocare come un unico paese quando fallirono la qualificazione ai mondiali del 1994); la Jugoslavia si dissolse nelle nazioni di Croazia, Slovenia, Bosnia ed Erzegovina, Macedonia, Serbia e Montenegro (queste ultime due formavano la Repubblica Federale di Jugoslavia fino al 2002, chiamatosi poi Serbia e Montenegro nel periodo 2003-2006); l'Unione Sovietica si sciolse in Russia ed altri quattordici stati dopo la caduta del regime comunista, anche se undici degli stati che formavano l'URSS crearono una squadra della CSI che giocò agli europei del 1992; la Germania Ovest che nell'ottobre dello stesso anno si riunificherà con la Germania Est, e i due titoli mondiali conquistati nelle edizioni 1954, 1974 e quello, appunto, del mondiale 1990, saranno riconosciuti alla nuova Nazionale di calcio tedesca.
  • Questa è stata anche l'ultima edizione dei mondiali in cui una vittoria nel girone eliminatorio valeva due punti. Il gioco poco offensivo spinse la FIFA ad introdurre la regola dei tre punti in occasione dei mondiali del 1994.
  • Questa è stata l'ultima coppa del mondo in cui gli arbitri indossavano principalmente la tradizionale casacca nera: a partire dal 1994, gli arbitri possono scegliere altri colori per evitare di confondersi con le squadre in campo. Questa regola viene seguita dal 1994, sebbene il nero sia diventato un'opzione dal 1998. Una casacca rossa di riserva, comunque, esisteva già nei mondiali precedenti, e fu indossata nelle due partite in cui la Scozia indossava le tradizionali casacche color blu scuro per evitare confusione tra colori.
  • Per l'ultima volta i giocatori di una Coppa del Mondo ebbero soltanto un numero stampato sul retro delle magliette. Essi avrebbero infatti avuto anche il nome sulla schiena, scritto sopra il numero, e anche il proprio numero riscritto in piccolo sul davanti a partire dal 1994 (i numeri sul davanti furono sperimentati nel Mondiale Under-20 del 1991 in Portogallo).
  • Questa è stata anche l'ultima edizione dei mondiali in cui le nazionali potevano convocare per le partite ufficiali fino ad un massimo di 16 calciatori (11 titolari più 5 riserve), con la conseguenza che 6 calciatori della rosa finivano in tribuna. Dalla successiva edizione dei mondiali, ciascuna squadra poteva convocare per le partite tutta la rosa a disposizione (11 titolari più 11 riserve), inaugurando così il fenomeno della "panchina lunga".

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ "Un'estate italiana": Bennato e la Nannini la cantano per "Italia '90", marcoliberti.it, 13 giugno 2012. URL consultato il 3 luglio 2014.
  2. ^ «Italia Novanta» di calcio è nata stamane in Stampa Sera, 13 novembre 1990, p. 1.
  3. ^ Mondiale, la paura non fa 90 in La Stampa, 1º maggio 1988, p. 25.
  4. ^ Montezemolo suona l'allarme in La Stampa, 13 ottobre 1987, p. 26.
  5. ^ Sull'intreccio fra Mondiali '90, corruzione e Tangentopoli cfr. Christine Obermair (1993): ITALIA ´90 - eine verpasste Chance der Stadtpolitik?. In: Festivalisierung der Stadtpolitik, a cura di Hartmut Häußermann e Walter Siebel, Opladen, pp. 208-229.
  6. ^ Altro morto negli stadi '90 in Stampa Sera, 9 ottobre 1989, p. 1.
  7. ^ Storia proibita degli anni '80. Il Calcio degli scandali, History channel, 45 min 25 s.
  8. ^ «L'Italia è la grande favorita per vincere il suo quarto titolo mondiale di calcio nel 1990. Il responso viene da un sondaggio fatto fra giornalisti di tutti i paesi riuniti nei giorni scorsi a Capri [...]». L'Italia favorita nel '90 in Stampa Sera, 19 luglio 1988, p. 17.
  9. ^ Mascotte 90, ridotti a 5 i nomi scelti in Stampa Sera, 24 marzo 1989, p. 17.
  10. ^ a b c d e f g h i j k l Italia 90 (album figurine), Panini, 1990, pp. 2-5.
  11. ^ (ES) AA.VV., Historia de la Selección Chilena 1910-1998, Santiago, Don Balón, 1998, pp. 68-72.
  12. ^ Grande show prima dei nomi in La Stampa, 9 dicembre 1989, p. 17.
  13. ^ (ES) Julio Macías, Quién es quién en la Selección Argentina. Diccionario sobre los futbolistas internacionales (1902-2010), Buenos Aires, Corregidor, 2011, p. 332, ISBN 978-950-05-1932-8.
  14. ^ a b Bortolotti, p. 184.
  15. ^ a b c Bortolotti, p. 185.
  16. ^ Andrea Schianchi, L'errore di D10 in SportWeek, 28 giugno 2014, pp. 30-31.
  17. ^ http://copadomundo.uol.com.br/2010/historia-das-copas/1990-italia/voce-sabia/
  18. ^ a b Bortolotti, p. 186.
  19. ^ a b Classifica determinata per sorteggio
  20. ^ http://es.fifa.com/newscentre/news/newsid=75900/index.html
  21. ^ http://mundial-brasil-2014.clarin.com/bidon-Branco-cronica-trampa_0_1167483683.html
  22. ^ http://books.google.it/books?id=Wa12W_9JZ0IC&pg=PA40&lpg=PA40&dq=lazaroni+fiat&source=bl&ots=u0fh-7zUpI&sig=JKA17R3MVIHqrHumWVHZn_T37uU&hl=it&sa=X&ei=cRSAVP6MH8HCOZ3OgPgE&ved=0CCAQ6AEwADgK
  23. ^ Mondiali di Calcio - Italia 1990, mondialicalcio.altervista.org. URL consultato il 3 luglio 2014.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Adalberto Bortolotti, I campionati mondiali, in AA.VV., Enciclopedia dello Sport - Calcio, Roma, Treccani, 2002.

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