PalaLottomatica

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Coordinate: 41°49′31.07″N 12°27′59.67″E / 41.825297°N 12.466574°E41.825297; 12.466574

PalaLottomatica
Palazzo dello sport, PalaEur
Roma Palazzo dello Sport da Piazzale dello Sport.jpg
Informazioni
Ubicazione Piazzale dello Sport
I-00144 Roma
Italia Italia
Inizio lavori 1958
Inaugurazione 1960
Struttura In cemento armato a vista
Copertura Totale, a calotta sferica
Costo 1 900 000 000
Ristrutturazione 1999-2003
Mat. del terreno Parquet
Proprietario EUR SpA
Progetto Marcello Piacentini
Prog. strutturale Pier Luigi Nervi
Costruttore Ingg. Nervi & Bartoli Spa
Uso e beneficiari
Pallacanestro Virtus Roma Virtus Roma
Pallavolo
Capienza
Posti a sedere 12 200
 

Il PalaLottomatica è il nome commerciale assunto dal palazzo dello sport di Roma (comunemente noto anche come palasport o PalaEur), edificio che sorge nel quartiere dell’EUR.

Ideato e progettato nel 1956 dall’architetto Marcello Piacentini e dall’ingegnere Pier Luigi Nervi, e realizzato tra il 1958 e il 1960 per i XVII giochi olimpici di Roma, la struttura ospita da allora eventi sportivi, convegni e concerti.

Tra il 1999 e il 2003 fu sottoposto a lavori di ammodernamento e ristrutturazione realizzati da All Events S.p.A., società controllata da ForumNet S.p.A. Lottomatica, attraverso un contratto di Naming Rights (titolazione) ha acquisito il diritto a dare il proprio nome all’impianto, il quale è gestito in concessione fino al 2016 dalla All Events Spa, mentre proprietario dell’edificio è l’EUR SpA.

La struttura fu, dal 1983 al 2000 e dal 2003 al 2011, sede delle gare interne della Pallacanestro Virtus Roma, società professionistica che milita in serie A.

Cenni storici[modifica | modifica sorgente]

Nell’istituendo quartiere dell’EUR 42, sede dell’Esposizione universale in programma per il 1942 ma mai realizzata, era già prevista, fin dal 1937, un’installazione monumentale nell’area sovrastante il Laghetto, alla ricongiunzione delle carreggiate della via Imperiale (oggi via Cristoforo Colombo[1]). L’effetto scenico che avrebbe dovuto scaturirne era quello di “quinta prospettica” per i visitatori provenienti da Roma[1].

Fu deciso, in tale area, di costruire il cosiddetto palazzo dell’Acqua e della Luce[1] per il cui progetto furono invitati 16 noti ingegneri e architetti, tra cui Pier Luigi Nervi e Franco Albini[2]. Dalla selezione, indetta nel febbraio 1939, non risultarono vincitori. Al lavoro di Nervi fu assegnato il secondo premio[2], poi la commissione esaminatrice, diretta da Marcello Piacentini, si assunse direttamente l’onere di realizzare l’opera[2]; Nervi decise di tirarsi indietro e anche la commissione giunse a un nulla di fatto[2]. L’opera non trovò mai realizzazione, complice anche la successiva guerra che fermò tutti i lavori.

Nel 1955 il CIO assegnò a Roma i giochi olimpici del 1960[3]; fu deciso quindi che, nel quadro della costruzione dei nuovi impianti che avrebbero dovuto ospitare l’Olimpiade, nell’area sovrastante al laghetto trovasse sede un edificio multiuso, principalmente destinato alle attività sportive ma aperto anche ad altri utilizzi[4]. Nervi e Piacentini, le cui strade si erano separate quasi vent’anni prima, furono incaricati di redigere il progetto; Piacentini per la parte architettonica, Nervi per quella strutturale. Il progetto del palazzo dello sport, presentato nel 1956, prevedeva un edificio di forma circolare del diametro massimo di poco meno di 100 metri[4], realizzato completamente in cemento armato.

Una fase della costruzione del palazzo (febbraio 1959)

Nella sua realizzazione definitiva, avvenuta tra il 1958 e il 1960, il palazzo dello sport presenta tre ordini di gradinate per un totale di circa 12 000 posti[4] con ampie luci libere, frutto della realizzazione in cemento armato; le gradinate sono sostenute da pilastri inclinati che fanno anche funzione di sostegno e raccordo con la struttura di copertura[5]: questa, spessa solo 9 centimetri[4][5], è anch’essa in cemento armato e ha la forma di calotta sferica. A completare l’opera e mascherare l’andamento curvilineo delle gradinate e l’inclinazione dei pilastri di sostegno, una copertura frontale in cristallo a facciata continua[6] che conferisce al palazzo la sua tipica forma cilindrica. Tutti i lavori in cemento armato furono realizzati dalla società di Pier Luigi Nervi, la Ingg. Nervi e Bartoli[5]. Tra le altre imprese che parteciparono ai lavori del Palazzo dello Sport figurano la Siemens italiana, che realizzò l’impianto audio; la Solari di Udine che mise in opera il tabellone luminoso e i cronometri; la Dell’Orto & Chieregatti di Milano, che si occupò dell’impianto di condizionamento; la Ilva e la IOMSA per i lavori in metallo, la Gazzotti che realizzò la superficie di gioco in parquet[7].

All’impianto si accedeva attraverso 16 ingressi disposti lungo la circonferenza del palazzo, disposti a una distanza di circa 20 metri l’uno dall’altro. Al fine di rendere idoneo l’impianto anche a manifestazioni diverse da quelle sportive (canore, teatrali, etc.), le nervature della calotta interna furono ricoperte di materiale fonoassorbente[8]; ampio risalto fu dato alla circolazione dell’aria nell’edificio, completamente condizionato[8]: furono realizzate ampie luci nelle pareti di tamponamento, e la parte superiore della cupola è sopraelevata a costituire un lucernario che diffonde uniformemente l’illuminazione solare all’interno della struttura durante le ore diurne[8]. Il costo complessivo dell’impianto fu stimato in circa un miliardo e 900 milioni di lire dell’epoca[9].

Dall’anno della sua inaugurazione, nel corso delle Olimpiadi del 1960, in cui ospitò le gare dei tornei di pallacanestro e di pugilato[10], il Palazzo fu utilizzato — a parte la sua destinazione principale di sede di eventi sportivi — per gli usi più svariati, tra cui concerti (tra i primissimi quello dei Rolling Stones nel 1970[11]) e congressi di partito (per esempio quello della Democrazia Cristiana del 1976[12]). Dal campionato 1982-83 fino al 1999-2000, inoltre, il palazzo dello sport ospitò ininterrottamente le gare interne della Pallacanestro Virtus Roma, la quale abbandonò temporaneamente tale sede solo in ragione degli imminenti lavori di ammodernamento dell’impianto.

I lavori di ristrutturazione e il nuovo nome[modifica | modifica sorgente]

Nel 1999 il palazzo dello sport fu sottoposto a lavori di ristrutturazione, che riguardarono il consolidamento degli impianti preesistenti e l’adeguamento alle nuove normative antincendio e di sicurezza[13]. Fatta salva la struttura e l’aspetto globale del palazzo, i lavori, in carico alla società All Events Spa, che acquisì nel novembre 2000 dall’Ente EUR, da poco divenuto una società per azioni, i diritti di gestione dell’impianto per 12 anni[13] (poi girati a una propria consociata, la All Events Spa[13]), durarono tre anni sotto la supervisione dell'architetto Antonello Ricotti[14]; la società di scommesse e lotterie Lottomatica di Roma finanziò le opere e acquisì il diritto a porre il suo nome sulla struttura fino a fine concessione. I lavori riguardarono la costruzione di diversi bar e un ristorante, il miglioramento dell’acustica e la superficie esterna all’edificio; sul fronte verso Roma, sovrastante la cascata tributaria del Laghetto dell’EUR, fu realizzata una terrazza panoramica di circa 2.400 [13]. Sul fronte esterno, lungo il perimetro, invece, l’architetto Massimiliano Fuksas Massimiliano Fuksas fu intaricato da Lottomatica di ideare e far realizzare un’installazione con lampade fluorescenti rappresentanti i numeri del Lotto secondo la Smorfia napoletana dei primi del settecento, in tributo all’impianto sportivo e allo sponsor del palazzo[14].

Il nuovo PalaLottomatica, così ridenominato, tornò a ospitare le gare interne della Virtus Roma fino al maggio 2011 allorquando, persa la licenza Eurolega[15], il club non ritenne di dover più sostenere la spesa di 750.000 euro l'anno per l'affitto della struttura e decise lo spostamento al palazzetto dello sport per la stagione successiva[15]. Il primo concerto ospitato nel rinnovato impianto fu quello di Carlos Santana del 20 settembre 2003[14].

Il PalaLottomatica è uno dei due palazzi dello sport italiani, insieme al Mediolanum Forum di Assago/Milano, ad avere guadagnato l’ammissione all’EAA - European Arenas Association[16], organizzazione che riunisce le maggiori arene e palazzi dello sport d’Europa.

Eventi[modifica | modifica sorgente]

Sport[modifica | modifica sorgente]

Come detto, il palazzo dello sport fu la sede interna delle gare della Virtus Roma che in tale impianto si aggiudicò il campionato 1982-83 e la successiva Coppa dei Campioni d’Europa, anche se dovette affrontare il rischio di essere sfrattata dall’impianto per divergenze con l’Ente EUR[17].

Una vista del PalaLottomatica prima di un incontro di pallacanestro, Virtus Roma — Avellino

Fu tra gli impianti che ospitarono le due edizioni del Campionato mondiale di pallavolo maschile affidati all’Italia, nel 1978 come Palazzo dello Sport e nel 2010 come PalaLottomatica[18], e di entrambe le edizioni ospitò la finale, che nel 1978 vide in campo l’Italia, sconfitta 0-3 dall’URSS[18].

Nel 1991 ospitò invece tutte le gare del campionato d’Europa di pallacanestro, nel quale l’Italia giunse in finale per poi essere sconfitta dalla Jugoslavia[19].

Il ristrutturato PalaLottomatica ospitò nel luglio 2004 l’edizione di quell’anno della World League di pallavolo maschile, con ancora l’Italia in finale, sconfitta 1 set a 3 dal Brasile[20]; l’anno successivo ospitò diverse gare e la finale del campionato europeo di pallavolo maschile 2005, organizzato congiuntamente da Italia e Serbia: per l’ennesima volta vi fu l’Italia fu in campo nella finale, ma in tale occasione se la aggiudicò battendo la Russia 3 set a 2[21].

Nel 2007, in occasione del NBA Europe Live Tour, il palazzo ospitò due apparizioni dei Toronto Raptors, una contro la sua avversaria di NBA dei Boston Celtics, un’altra contro la Pallacanestro Virtus Roma[22].

Nel quadro del Campionato mondiale di pallavolo femminile 2014, assegnato all’Italia, il PalaLottomatica è destinato a ospitare alcuni incontri, anche se l’intendimento dell’organizzazione è quello di assegnare a Milano la sede della finale[23].

In vista della presentazione della candidatura di Roma quale sede per i Giochi olimpici del 2020, inoltre, il PalaLottomatica fu scelto come sede per la finale del campionato di pallavolo maschile 2010-11[23], ed è allo studio il progetto di utilizzarlo in pianta stabile quale sede delle final four di Coppa Italia[23] al fine di promuovere la Capitale come luogo idoneo a ospitare manifestazioni sportive di alto livello[23].

Il 14 maggio 2014 ospita una data del tour della WWE.

Il 4 e 6 giugno 2014, torna a ospitare la Virtus Roma dopo tre anni di "esilio" al Palazzetto dello Sport, con le semifinali del campionato di basket 2013-14.

Musica[modifica | modifica sorgente]

Per via delle buone caratteristiche acustiche dell’impianto[4], il Palazzo dello Sport, prima e dopo la ristrutturazione e il cambio di denominazione in Lottomatica, è stato sede di numerosissimi concerti, sia come eventi singoli che come tappe di tour dei vari artisti. A parte i citati concerti del 1970 dei Rolling Stones (che vide 12 000 spettatori e un incasso di 26 milioni di lire dell’epoca[11]) e del 2003 di Carlos Santana[14], il palazzo ha ospitato diversi artisti e gruppi italiani e internazionali; tra questi ultimi si citano i Depeche Mode nel 1987[24] e nel 1990[25], i Cure ancora nel 1987[26], Paul McCartney nel 1989[27], gli Iron Maiden nel 1990[28] e a seguire anche nel 1995 e nel 1998, e i Dire Straits nel 1992[29].

Non mancarono gli incidenti: il 14 febbraio 1975, in occasione di un previsto concerto di Lou Reed, il Palazzo dello Sport fu teatro di aspri scontri tra le forze dell’ordine e gruppi di manifestanti che tentarono il boicottaggio dell’esibizione, contestando all’impresario dello spettacolo David Zard di lucrare indebitamente sulla musica e di escludere i meno abbienti dalla sua fruizione[30]; gli scontri furono talmente gravi da provocare seri danni all’edificio[31] e annullare il concerto (riuscì a esibirsi solo Angelo Branduardi, uno degli artisti che dovevano fare da apertura) nonché da indurre tutti i gruppi e i cantanti provenienti dall’estero a rifiutarsi di inserire in calendario, per diversi anni a venire, le città italiane[32].

Tra gli artisti italiani, il più assiduo è Renato Zero, presente al Palazzo dello Sport fin dal 1978 in occasione del suo Zerolandia Tour, spesso con più serate nel corso della stessa tournée; la più recente serie di esibizioni è del 2013 nel corso del suo Amo in Tour[33]; tra gli altri gruppi famosi esibitisi al PalaSport - PalaLottomatica figurano i Pooh (una prima volta nel 1990[34], poi in seguito anche nel 2006 per il tour celebrativo dei loro quarant’anni di carriera[35] e, più recentemente, a novembre 2010[36]), Francesco De Gregori (una prima volta nel 1996, poi nel 2003[37]). Ancora, tra gli artisti esibitisi dal vivo nel Palazzo figurano Bruce Springsteen, Elton John, gli Oasis, Bob Dylan e, per quanto riguarda gli italiani, Laura Pausini, i Litfiba, Fabrizio De André e Francesco Guccini.

Il PalaLottomatica fu scelto anche dal pianista Giovanni Allevi per tenervi la serata d’apertura del suo Alien World Tour: nel febbraio 2011 la struttura ospitò per la prima volta un concerto per pianoforte solo[38][39].

Altri eventi[modifica | modifica sorgente]

La struttura è idonea a ospitare altri eventi diversi da quelli sportivi e musicali; a titolo esemplificativo, per rimanere nel campo artistico, l’one man show di Enrico Brignano Sono romano ma non è colpa mia (2011)[40]; al Palazzo dello Sport sono tuttavia legati alcuni congressi politici che hanno caratterizzato il corso della storia recente italiana.

Si menzionano per esempio il citato congresso della Democrazia Cristiana del 1976[12] il quale, conclusosi con l’elezione alla segreteria di Benigno Zaccagnini, confermò la politica del partito, negli anni del cosiddetto “compromesso storico”, di svolta a sinistra e l’avvicinamento alle posizioni del Partito Comunista; nel 1986, invece, l’XI congresso della CGIL, che vide le dimissioni dello storico leader sindacale Luciano Lama e l’ascesa alla segreteria di Antonio Pizzinato[41].

Più avanti, nel marzo 1989, sotto la guida del neosegretario Achille Occhetto, il Palazzo dello Sport fu teatro del XVIII congresso del Partito Comunista Italiano, nel corso del quale fu deciso di creare un nuovo soggetto politico della sinistra italiana e dal quale prese origine il Partito Democratico della Sinistra[42].

Anche il rinnovato PalaLottomatica è sede di eventi politici: i Democratici di Sinistra ivi tennero il loro congresso del 2005[43] e, pochi mesi più tardi, anche l’Unione dei Democratici Cristiani e di Centro fu in tale struttura per il suo secondo congresso nazionale[44].

Collegamenti[modifica | modifica sorgente]

Metropolitana di Roma B.svg
 È raggiungibile dalle stazioni: EUR Palasport e EUR Fermi.

Immagini[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c Rossi, op. cit., pag. 142
  2. ^ a b c d Rossi, op. cit., pag. 144
  3. ^ Deciso stamane: Olimpiadi a Roma in Stampa Sera, 16 giugno 1955. URL consultato il 4 giugno 2011.
  4. ^ a b c d e Rossi, op. cit., pag. 217
  5. ^ a b c Pica, op. cit., pag. 35
  6. ^ Palazzo dello Sport. URL consultato il 7 aprile 2011.
  7. ^ 1960 Olympics, vol. I , op. cit., pag. 92
  8. ^ a b c Paoli, op. cit., pagg. 1-11
  9. ^ 1960 Olympics, vol. I , op. cit., pag. 72
  10. ^ 1960 Olympics, vol. I , op. cit., pagg. 134-5
  11. ^ a b I tumultuosi Rolling in La Stampa, 30 settembre 1970. URL consultato l'11 maggio 2011.
  12. ^ a b Storia della DC : XII Congresso Nazionale. URL consultato il 7 aprile 2011.
  13. ^ a b c d Palalottomatica. URL consultato il 7 aprile 2011.
  14. ^ a b c d Francesca Giuliani, Santana, sushi e basket: il menù Palalottomatica in la Repubblica, 19 settembre 2003. URL consultato il 7 aprile 2011.
  15. ^ a b (EN) Eduardo Lubrano, Palazzetto dello sport, corsa contro il tempo senza lavori ora il basket rischia lo sfratto in la Repubblica, 5 giugno 2011. URL consultato il 18 settembre 2011.
  16. ^ (EN) PalaLottomatica Roma. URL consultato il 7 aprile 2011.
  17. ^ De Michelis si presenta in la Repubblica, 7 novembre 1984. URL consultato il 7 aprile 2011.
  18. ^ a b Eduardo Lubrano, Volley, i giorni dei Mondiali. Dieci partite clou, in campo i campioni in la Repubblica, 21 settembre 2010. URL consultato il 7 aprile 2011.
  19. ^ Walter Fuochi, Le pagelle: Gentile il migliore, Riva a metà in la Repubblica, 30 giugno 1991. URL consultato il 7 aprile 2011.
  20. ^ Alessandro Taballione, World League, Italia nervosa: il Brasile si prende il titolo in la Repubblica, 19 luglio 2004. URL consultato il 7 aprile 2011.
  21. ^ Corrado Sannucci, Esplode la festa della pallavolo: Italia ancora campione d’Europa in la Repubblica, 12 settembre 2005. URL consultato il 7 aprile 2011.
  22. ^ Eduardo Lubrano, NBA, Raptors danno spettacolo in la Repubblica, 8 ottobre 2007. URL consultato il 7 aprile 2011.
  23. ^ a b c d Gianluca Pasini, Il 15 maggio V-Day a Roma: scudetto al Palalottomatica in la Gazzetta dello Sport, 11 febbraio 2011. URL consultato il 7 aprile 2011.
  24. ^ Ernesto Assante, Elettropop per le masse in la Repubblica, 29 ottobre 1987. URL consultato il 7 aprile 2011.
  25. ^ Giacomo Pellicciotti, Elogio del computer in la Repubblica, 13 novembre 1990. URL consultato il 7 aprile 2011.
  26. ^ Laura Putti, Evviva, questo autunno porta rock di qualità in la Repubblica, 13 novembre 1987. URL consultato il 7 aprile 2011.
  27. ^ Laura Putti, Un lungo sogno con Paul in la Repubblica, 25 ottobre 1989. URL consultato il 7 aprile 2011.
  28. ^ Giacomo Pellicciotti, Ma sì, son bravi ragazzi quei truci Iron Maiden in la Repubblica, 20 novembre 1990. URL consultato l'8 aprile 2011.
  29. ^ Giacomo Pellicciotti, Viva il rock che consola in la Repubblica, 9 settembre 1992. URL consultato il 7 aprile 2011.
  30. ^ Daniela Amenta, L’outing pubblico di Massimo Altomare in l'Unità, 14 dicembre 2010. URL consultato l'11 aprile 2011.
  31. ^ Fabrizio Carbone, Semidistrutto il Palasport di Roma nella lotta tra teppisti e la polizia in La Stampa, 17 febbraio 1975. URL consultato l'11 maggio 2011.
  32. ^ Ernesto Assante, Quando l’Italia non era nei tour in la Repubblica, 11 luglio 1993. URL consultato l'11 aprile 2011.
  33. ^ Carlo Moretti, Renato Zero, il tour dei record: un mese di concerti a Roma in la Repubblica, 29 aprile 2013. URL consultato il 6 maggio 2013.
  34. ^ Giacomo Pellicciotti, Pooh, sorrisi e canzoni in la Repubblica, 20 aprile 1990. URL consultato il 7 aprile 2011.
  35. ^ Felice Liperi, Ecco la grande festa per 40 anni di canzoni in la Repubblica, 18 marzo 2006. URL consultato il 7 aprile 2011.
  36. ^ Felice Liperi, Il gran ritorno dei Pooh sentimenti e tecnologia in la Repubblica, 27 novembre 2010. URL consultato il 7 aprile 2011.
  37. ^ Felice Liperi, Dal vivo il bello di cambiare in la Repubblica, 18 dicembre 2003. URL consultato il 7 aprile 2011.
  38. ^ Pietro D’Ottavio, Giovanni Allevi: una musica aliena, fragile e imperfetta, proprio come me in la Repubblica, 18 febbraio 2011. URL consultato il 7 aprile 2011.
  39. ^ Oltre 7 000 persone alla Prima Nazionale dell’«Alien World Tour». URL consultato il 6 maggio 2013.
  40. ^ Alessandra Rota, Enrico Brignano: “La mia comicità antica oltre i confini del vernacolo” in la Repubblica, 8 aprile 2011. URL consultato il 5 gennaio 2012.
  41. ^ Giampaolo Pansa, Ecco l’uomo che viene dalla nebbia in la Repubblica, 5 marzo 1986. URL consultato il 7 aprile 2011.
  42. ^ Paolo Flores d'Arcais, Il partito post-comunista in la Repubblica, 26 marzo 1989. URL consultato il 7 aprile 2011.
  43. ^ Marco Bracconi, Leader forte, riforme e unità: al congresso la ricetta di Fassino in la Repubblica, 3 febbraio 2005. URL consultato il 7 aprile 2011.
  44. ^ Francesco Bei, UDC a congresso sul partito unico: “Diremo sì se cambia la leadership” in la Repubblica, 27 giugno 2005. URL consultato il 7 aprile 2011.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]