Ruud Gullit

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Ruud Gullit
Ruud Gullit Face Shot 2010.jpg
Ruud Gullit nel 2010
Dati biografici
Nome Ruudgard Dil Gullit
Nazionalità Paesi Bassi Paesi Bassi
Altezza 186[1] cm
Peso 83[1] kg
Calcio Football pictogram.svg
Dati agonistici
Ruolo Allenatore (ex centrocampista, attaccante)
Ritirato 1998 - giocatore
Carriera
Giovanili
1973-1975
1975-1979
Meer Boys
DWS DWS
Squadre di club1
1979-1982 Haarlem Haarlem 91 (32)
1982-1985 Feyenoord Feyenoord 85 (31)
1985-1987 PSV PSV 68 (46)
1987-1993 Milan Milan 117 (35)
1993-1994 Sampdoria Sampdoria 31 (15)
1994 Milan Milan 8 (3)
1994-1995 Sampdoria Sampdoria 22 (9)
1995-1998 Chelsea Chelsea 43 (4)
Nazionale
1985-1994 Paesi Bassi Paesi Bassi 66 (17)
Carriera da allenatore
1996-1998 Chelsea Chelsea
1998-1999 Newcastle Newcastle
2003-2004 Paesi Bassi Paesi Bassi U-19
2004 Paesi Bassi Paesi Bassi Vice
2004-2005 Feyenoord Feyenoord
2007-2008 L.A. Galaxy L.A. Galaxy
2011 Terek Groznyj Terek Groznyj
Palmarès
UEFA European Cup.svg  Europei di calcio
Oro Germania Ovest 1988
1 Dati relativi al solo campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
Statistiche aggiornate al 14 giugno 2011

Ruud Dil Gullit (IPA: ˈryd ˈɣʏlɪt, pronuncia[?·info]; Amsterdam, 1º settembre 1962) è un allenatore di calcio ed ex calciatore olandese.

Pallone d'oro 1987 quando indossava la maglia del Milan, fu campione d'Europa 1988 con la Nazionale olandese. Nel Milan e nella Nazionale olandese ha formato una coppia di centrocampo con Frank Rijkaard. I due costituirono, insieme con il centravanti Marco van Basten, il trio olandese che condusse il club rossonero ad una lunga serie di vittorie internazionali a cavallo tra gli anni ottanta e novanta. Ha giocato anche nel Feyenoord, nel PSV Eindhoven, nella Sampdoria e nel Chelsea.

Fu soprannominato Tulipano nero e Simba, quest'ultimo affibbiatogli da Gianni Brera in riferimento alla sua folta capigliatura con treccine rasta (simile alla criniera di un leone)[2].

Caratteristiche tecniche[modifica | modifica sorgente]

Inizia la carriera nel ruolo di libero. Era abile nel colpo di testa, in progressione e nel dribbling in velocità. Viene considerato uno dei giocatori più forti di tutti i tempi.

Carriera[modifica | modifica sorgente]

Giocatore[modifica | modifica sorgente]

Club[modifica | modifica sorgente]

Inizi[modifica | modifica sorgente]

Dà i primi calci nei dilettanti olandesi dei Meer Boys (1973-1975) e successivamente del Dws (1975-1979), esordendo nei professionisti con l'Haarlem nella stagione 1979-1980, dove rimane tre stagioni (91 presenze e 32 gol) prima di passare al Feyenoord con cui dal 1982 al 1985 disputa altre tre stagioni collezionando 85 presenze e 31 gol nella Eredivisie olandese, vincendo uno scudetto e una Coppa d'Olanda nel 1984.

PSV Eindhoven, Milan e Sampdoria[modifica | modifica sorgente]

Approda al PSV Eindhoven nel 1985-1986, in due stagioni si impone alla scena internazionale con 68 partite e 46 gol in campionato, vincendo due scudetti e entrando a far parte della Nazionale olandese. Nel 1986, disputa proprio con la squadra di Eindhoven il "Trofeo Gamper" a Barcellona, in cui partecipa pure il Milan allora appena acquistato da Silvio Berlusconi.

Viene acquistato dal Milan nell'estate 1987, per la cifra, all'epoca record per la squadra rossonera, di 13,5 miliardi di lire[3][4][5], diventando subito la stella della squadra allenata da Arrigo Sacchi, orfana dell'altro neo-acquisto olandese Marco van Basten, infortunato per quasi tutta la stagione.

Gullit ai tempi del Milan

La sua prima partita ufficiale con il Milan è datata 23 agosto 1987, a San Siro per il Primo turno di Coppa Italia in cui il Milan superò il Bari per 5-0; Gullit segnò il gol del 4-0 al 57'. In seguito collezionerà 29 presenze e 9 gol nella sua prima stagione in rossonero, guidando i rossoneri allo scudetto numero undici dopo una rimonta sul Napoli di Diego Armando Maradona. Nello stesso anno vince il Pallone d'oro come miglior giocatore d'Europa, per le sue prestazioni col PSV Eindhoven e successivamente col Milan, classificandosi al primo posto con 106 punti e precedendo rispettivamente il portoghese Paulo Futre dell'Atletico Madrid (91 punti) ed Emilio Butragueño del Real Madrid (61 punti). Nell'edizione successiva del 1988 si è classificato secondo con 88 punti dietro al connazionale Marco van Basten (primo con 129 punti), e settimo nell'edizione del 1989 con 16 punti. Ha dedicato la vittoria del Pallone d'oro al leader sudafricano della lotta anti-apartheid Nelson Mandela[6].

Il 24 maggio 1989 segna una doppietta nella finale di Coppa dei Campioni 1988-1989, giocata al Camp Nou di Barcellona fra Milan e Steaua Bucarest (4-0 per i rossoneri).

Giocherà altre sei stagioni in rossonero, costellate da vari successi e qualche infortunio come nella stagione 1989-1990, quando resterà fuori quasi tutta la stagione per un problema al ginocchio.[7]

Con la squadra di Sacchi colleziona due Coppe dei Campioni consecutive (1988-1989 e 1989-1990), due Coppe Intercontinentali (1989-1990 e 1990-1991), due Supercoppe Europee (1989-1990 e 1990-1991) ed una Supercoppa italiana (1988-1989), quindi nel nuovo corso di Fabio Capello, approdato sulla panchina rossonera nel 1991-1992, vincerà i primi due scudetti rossoneri sotto la gestione del mister friulano (1991-1992 e 1992-1993) oltre ad una Supercoppa italiana (1992), prima di passare alla Sampdoria nel 1993-1994[8], che gli corrisponde un ingaggio lordo di 3 miliardi di lire. Anche coi blucerchiati si impone come uomo-squadra: segna 15 gol in 31 partite (di cui uno, decisivo, proprio contro il Milan) riuscendo a portare i doriani al terzo posto in Serie A e alla vittoria in Coppa Italia. Torna al Milan la stagione successiva (1994-1995), in tempo per vincere un'altra Supercoppa italiana, contro la Sampdoria, ai calci di rigore. Nel frattempo annuncia l'addio alla Nazionale olandese, dopo aver rinunciato pochi mesi prima ai mondiali di calcio di USA '94.

Gullit (a destra) alla Sampdoria nel 1993, contrastato dall'atalantino Alemão.

In rotta con il club rossonero,[9] dopo 8 presenze e 3 gol in rossonero ritorna a titolo definitivo e gratuito alla Sampdoria nel novembre 1994, che gli corrisponde un ingaggio lordo di 3 miliardi di lire,[9] in cambio del prestito al Milan di Alessandro Melli[10].

Con il Milan ha giocato 171 partite in 7 stagioni (125 in campionato), coronate da 56 gol così distribuiti: 38 in Serie A, 10 in Coppa Italia, 6 in Coppa dei Campioni, una in Coppa UEFA ed una nella Supercoppa italiana. La sua ultima gara con il Milan è datata 30 ottobre 1994, in Juventus-Milan (1-0), valevole per l'8ª giornata di campionato.

Alla fine della stagione 1994-1995, avrà collezionato 22 presenze e 9 gol con la Sampdoria.

Chelsea[modifica | modifica sorgente]

Dopo l'esperienza italiana si trasferisce in Inghilterra al Chelsea di Londra, nello stesso tempo arretra il suo raggio d'azione, giocando da difensore centrale (ruolo che ricopriva ad inizio carriera). Dopo una prima stagione da giocatore, nel 1996-1997 sostituisce Glenn Hoddle sulla panchina dei londinesi assumendo la doppia carica di allenatore-giocatore e portando i blues alla conquista della FA Cup, diventando il più giovane allenatore a conquistare questo trofeo nonché il primo senza nazionalità britannica.[11]

Nazionale[modifica | modifica sorgente]

Gullit in azione con la maglia dell'Olanda, marcato dal tedesco Thomas Berthold nel corso degli ottavi di finale dei Mondiali 1990.

Ha esordito con la Nazionale maggiore olandese nel 1985 collezionando 66 partite e 17 gol. Ha disputato in maglia oranje l'Europeo giocato in Germania nel 1988 (vinto in finale contro l'URSS per 2-0, con una sua marcatura di testa su cross di Marco van Basten che sblocca il risultato), la Coppa del Mondo giocata in Italia nel 1990 e l'Europeo disputato in Svezia nel 1992. Ha lasciato gli oranje nell'agosto del 1994.

Allenatore[modifica | modifica sorgente]

Dopo il primo anno fra panchina e campo al Chelsea, Gullit viene esonerato la stagione successiva (1997-1998) e sostituito da Gianluca Vialli, annata in cui gioca solamente 6 partite prima di concludere definitivamente la propria carriera di calciatore, all'età di 36 anni, e dedicarsi completamente a quella di allenatore.

Decide quindi di accettare la proposta di un'altra squadra inglese, il Newcastle United, con cui inizia la stagione 1998-1999. Al primo anno arriva in finale di FA Cup. Il secondo anno comincia malissimo, collezionando un solo punto nelle prime 5 gare di campionato, decide quindi di rassegnare le proprie dimissioni per lasciare il posto a Steve Clarke[12].

Gullit (a destra) con Cobi Jones ai tempi dei Galaxy

Nel 2003 viene scelto dalla federazione olandese come selezionatore per la Nazionale Under-19 olandese, fino al luglio 2004, quando affiancherà nelle vesti di co-allenatore il c.t. Dick Advocaat sulla panchina della Nazionale maggiore ai Campionati Europei giocati in Portogallo.

Dalla stagione successiva ricopre la carica di allenatore del Feyenoord, suo club da giocatore, con cui disputa la stagione 2004-2005 prima di lasciare la panchina a Erwin Koeman. L'8 novembre 2007 diventa il tecnico dei Los Angeles Galaxy.

L'11 agosto 2008, a causa di una serie di risultati poco convincenti della squadra di Los Angeles, si dimette dal ruolo di allenatore della stessa.

Il 18 gennaio 2011 viene ingaggiato dal Terek Grozny, squadra della Prem'er-Liga russa[13] con l'obiettivo della qualificazione all'Europa League. Ma il 14 giugno, con la squadra che si trova al penultimo posto in classifica, il presidente Ramzan Kadyrov lo esonera dopo la sconfitta subita dalla sua squadra contro l'Amkar Perm[14][15].

Statistiche[modifica | modifica sorgente]

Presenze e reti nei club[modifica | modifica sorgente]

Stagione Squadra Campionato Coppe nazionali Coppe continentali Altre coppe Totale
Comp Pres Reti Comp Pres Reti Comp Pres Reti Comp Pres Reti Pres Reti
1979-1980 Olanda Haarlem ED 24 4 CO 0 0 - - - - - - 24 4
1980-1981 EED 36 14 CO 4 2 - - - - - - 40 16
1981-1982 ED 31 14 CO 6 2 - - - - - - 37 16
Totale Haarlem 91 32 10 4 - - - - 101 36
1982-1983 Olanda Feyenoord ED 33 9 CO 2 1 - - - - - - 35 10
1983-1984 ED 33 15 CO 12 9 CU 4 1 - - - 49 25
1984-1985 ED 19 7 CO 4 3 CdC 2 0 - - - 25 10
Totale Feyenoord 85 31 18 13 6 1 - - 109 45
1985-1986 Olanda PSV Eindhoven ED 34 24 CO 2 1 CU 2 0 - - - 38 25
1986-1987 ED 34 22 CO 3 6 - - - - - - 37 28
Totale PSV Eindhoven 68 46 5 7 2 0 - - 75 53
1987-1988 Italia Milan A 29 9 CI 6 3 CU 4 1 - - - 39 13
1988-1989 A 19 5 CI 1 2 CdC 8 4 SI 0 0 28 11
1989-1990 A 2 0 CI 0 0 CdC 1 0 SU+CInt 0 0 3 0
1990-1991 A 26 7 CI 1 0 CdC 4 1 SU+CInt 2+1 1+0 34 9
1991-1992 A 26 7 CI 1 1 - - - - - - 27 8
1992-1993 A 15 7 CI 6 4 UCL 4 0 SI 1 0 26 11
1993-1994 Italia Sampdoria A 31 15 CI 10 3 - - - - - - 41 18
1994-nov. 1994 Italia Milan A 8 3 CI 2 0 UCL 3 0 SI+SU+CInt 1+0+0 1+0+0 14 4
Totale Milan 125 38 17 10 24 6 5 2 171 56
nov. 1994-giu. 1995 Italia Sampdoria A 22 9 CI 0 0 - - - - - - 22 9
Totale Sampdoria 53 24 10 3 - - - - 63 27
1995-1996 Inghilterra Chelsea PL 31 3 FA Cup 7 3 - - - - - - 38 6
1996-1997 PL 12 1 FA Cup 1 0 - - - - - - 13 1
1997-1998 PL 0 0 FA Cup 0 0 - - - - - - 0 0
Totale Chelsea 43 4 8 3 - - - - 51 7
Totale carriera 465 175 68 40 32 7 5 2 570 224

Palmarès[modifica | modifica sorgente]

Club[modifica | modifica sorgente]

Competizioni nazionali[modifica | modifica sorgente]
Feyenoord: 1983-1984
PSV: 1985-1986, 1986-1987
  • Campionato olandese di Serie B: 1
Haarlem: 1979-1980
Feyenoord: 1983-1984
Milan: 1987-1988, 1991-1992, 1992-1993
Milan: 1988, 1992, 1994
Sampdoria: 1993-1994
Chelsea: 1996-1997
Competizioni internazionali[modifica | modifica sorgente]
Milan: 1988-1989, 1989-1990
Milan: 1989, 1990
Milan: 1989, 1990

Nazionale[modifica | modifica sorgente]

1988

Individuale[modifica | modifica sorgente]

1984, 1986
1987
1987, 1989
  • Inserito nelle "Leggende del calcio" del Golden Foot (2011)

Allenatore[modifica | modifica sorgente]

Chelsea: 1996-1997

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Calciatori ‒ La raccolta completa Panini 1961-2012, Vol. 4 (1987-1988), Panini, 28 maggio 2012, p. 41.
  2. ^ Ruud Dil Gullit, magliarossonera.it.
  3. ^ Gullit, il tulipano nero. Stella del grande Milan corrieredellosport.it
  4. ^ 1987 - Ruud Gullit puntosport.net
  5. ^ Prima o poi arriva: quanti Mister X nell’era Berlusconi sport.sky.it
  6. ^ Giancarlo Galavotti, Gullit, veleno su Berlusconi: "è un Giuda" in La Gazzetta dello Sport, 4 agosto 1997, p. 12. URL consultato il 4 febbraio 2011.
  7. ^ Campioni Rossoneri: Ruud Gullit
  8. ^ 'La Samp mi farà felice' ricerca.repubblica.it
  9. ^ a b Calciatori ‒ La raccolta completa Panini 1961-2012, Vol. 10 (1993-1994), Panini, 9 luglio 2012, p. 10.
  10. ^ "Qui non resto". E il Milan s'arrende archiviostorico.corriere.it
  11. ^ (EN) Profilo su Rajuabju.com
  12. ^ Gullit lascia il Newcastle in La Gazzetta dello Sport, 29 agosto 1999, p. 15. URL consultato il 4 febbraio 2011.
  13. ^ Il Terek Grozny ingaggia Gullit, 18 gennaio 2011.
  14. ^ Russia: 'pensa a bar e disco', e Kadyrov caccia Gullit, ANSA.it, 14 giugno 2011.
  15. ^ Russia: Grozny esonera Gullit, Tuttomercatoweb.com, 14 giugno 2011.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 56128682 LCCN: nb2004309314