Nazionale di calcio dell'Inghilterra

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Bandiera dell'Inghilterra Inghilterra
Attuale campione del mondo Attuale campione del mondo Campione del mondo in carica
Campione d'Africa in carica
Attuale campione d'EuropaCampione d'Europa in carica
Campione d’Africa in carica
Campione del Sud America in carica
Attuale campione del Nord e Centro AmericaCampione del Nord e Centro America in carica
Campione d’Asia in carica
Campione d’Oceania in carica
Attuale campione olimpico Campione olimpico in carica
England crest 2009.svg
Uniformi di gara
England home kit 2007.svg England away kit 2008.svg
Federazione The FA
The Football Association
Codice FIFA: ENG
Soprannome: Three Lions
(Tre leoni)
Selezionatore Bandiera dell'Italia Fabio Capello
Record presenze Peter Shilton (125)
Capocannoniere Bobby Charlton (49)
Esordio internazionale
Bandiera della Scozia Scozia 0 - 0 Inghilterra Bandiera dell'Inghilterra
Partick, Scozia, 30 novembre 1872
Migliore vittoria
Bandiera dell'Irlanda Irlanda 0 - 13 Inghilterra Bandiera dell'Inghilterra
Belfast, Irlanda del Nord, 18 febbraio 1882
Peggiore sconfitta
Bandiera dell'Ungheria Ungheria 7 - 1 Inghilterra Bandiera dell'Inghilterra
Budapest, Ungheria, 23 maggio 1954
Campionato del mondo
Partecipazioni 12 (Prima nel 1950)
Miglior risultato Vincitori (1966)
Europei
Partecipazioni 7 (Prima nel 1968)
Miglior risultato Terzi (1968)
Semifinalisti (1996)

La Nazionale di calcio inglese (in inglese England national football team) è la selezione calcistica rappresentativa dell'Inghilterra ed è posta sotto l'egida della Federazione calcistica inglese. Insieme a quella scozzese è la Nazionale di calcio più antica del mondo. Ha conquistato un campionato del mondo nell'edizione del 1966 giocata in casa.

Indice

[modifica] Storia

[modifica] Le origini

La prima partita internazionale che gli annali del calcio registrino fu disputata fra le due compagini britanniche all'Hamilton Crescent di Glasgow il 30 novembre 1872 e terminò con un pareggio a reti inviolate. Da allora la nazionale albionica ha disputato oltre 800 partite internazionali contro squadre nazionali di tutto il mondo, anche se i primi confronti avvennero quasi esclusivamente all'interno delle isole britanniche sia come amichevoli, sia nell'ambito del cosiddetto Torneo Interbritannico (British Home Championship).[1]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Torneo Interbritannico.

Alle prime edizioni delle Olimpiadi presero parte rappresentative della Gran Bretagna variamente composte, vincendo gli ori nel 1900, 1908 e 1912.

Nel 1900 il calcio era al suo esordio olimpico assoluto: in un torneo disputato da sole tre squadre trionfò la squadra dilettantistica dell'Upton Park F.C. (un sobborgo di Londra). Nel 1908 il calcio fu introdotto nel novero degli sport olimpici ufficiali: in quell'occasione, e nelle successive olimpiadi di Stoccolma, il Regno Unito fu rappresentato da un'unica squadra che raccoglieva giocatori dilettanti delle quattro federazioni. La nazionale dilettanti vinse in entrambe le competizioni, affermando nettamente la superiorità del calcio britannico in quell'epoca pionieristica.

Lo stadio di Highbury, teatro di molte partite della Nazionale inglese e demolito nel 2006

Nonostante ciò, non è del tutto esauriente quello che si riporta da più parti, cioè che gli Inglesi si arrogassero il ruolo di inventori del calcio e, di conseguenza, non intendessero mescolarsi alle altre nazionali: la Federcalcio inglese entrò infatti a far parte della FIFA nei primissimi anni di vita della federazione internazionale (1906); tuttavia ne uscì nella seconda metà degli anni venti (per la precisione nel 1928) a causa di una serie di divergenze con i vertici (soprattutto francesi) dell'associazione.[2]

Tra i motivi d'attrito vi era l'idea da parte della FIFA, e di Jules Rimet in particolare, di organizzare un proprio campionato del mondo di calcio alternativo al torneo olimpico: questo fatto avrebbe oscurato l'Home championship e, soprattutto, messo in crisi il sistema delle amichevoli di lusso gestito in proprio dalla potente federazione inglese. Pure, vi erano differenze di vedute sull'introduzione del professionismo nel calcio, evento già consumatosi da tempo sulle isole britanniche, ma visto ancora con sospetto da parte della dirigenza mondiale, che condivideva una visione decoubertiniana dello sport.

In tal modo la nazionale dei tre leoni (così soprannominata per via del suo stemma) non prese parte alle prime tre edizioni dei mondiali di calcio, salvo riservarsi il privilegio di mettere in palio il proprio titolo morale invitando a misurarsi con loro le squadre di volta in volta ritenute degne. Si ricordano a questo proposito i memorabili incontri con il Wunderteam di Hugo Meisl nel 1932 e con l'Italia di Vittorio Pozzo, fresca campione del mondo nel 1934 e 1938. Le due sfide con gli azzurri vennero giocate rispettivamente a Londra (3-2 per l'Inghilterra) e a Milano (2-2). La prima partita è passata agli annali come "battaglia di Highbury".

[modifica] Dall'umiliazione brasiliana al titolo del '66

Billy Wright, capitano dell'Inghilterra negli anni Cinquanta
Commemorazione dei campioni del mondo che giocavano nel West Ham, Geoff Hurst, Martin Peters, Bobby Moore e Ray Wilson

L'Inghilterra ritornò a far parte del mondo calcistico ufficiale negli anni immediatamente successivi alla seconda Guerra Mondiale, quando uno spirito di collaborazione sovranazionale pareva attraversare il mondo, anche sportivo. Nel 1946 la Football Association ridivenne membro della FIFA, nel 1948 si tennero i primi giochi olimpici del dopoguerra proprio nella capitale inglese e due anni dopo anche il mondo del pallone a spicchi era pronto a ritrovare la sua competizione principale.

Il battesimo inglese nella Coppa Rimet si tenne dunque ai mondiali brasiliani del 1950, ma fu una grande delusione per gli albionici, eliminati nel girone preliminare. Dopo una vittoria per 2-0 contro il Cile, la nazionale inglese patì un'inattesa sconfitta contro gli Stati Uniti, che vinsero 1-0 (gol di Gaetjens), con gli inglesi che si videro anche parare un rigore dal portiere americano. La loro successiva sconfitta per 1-0 con la Spagna (rete di Zarra) ne affossò definitivamente le velleità di immediato riscatto.

Ma lo schiaffo peggiore per i blasonati giocatori inglesi arrivò il 25 novembre 1953, quando l'Ungheria guidata da Puskás fu la prima nazionale non britannica ad espugnare la "tana" di Wembley battendo i padroni di casa per 3-6. Pochi mesi dopo, il 23 maggio 1954 a Budapest, i magiari inflissero all'Inghilterra quel 7-1 che rimane a tutt'oggi la sua più pesante sconfitta di sempre.

Nel mondiale elvetico del 1954 fu l'Uruguay a sconfiggere gli ex maestri nei quarti di finale, mentre nell'edizione del 1958 fu necessario uno spareggio contro l'Unione Sovietica al primo turno, che vide gli inglesi uscire nuovamente sconfitti. Nel mondiale 1962 in Cile, invece, toccò al Brasile, futuro campione del mondo, eliminare gli inglesi ai quarti.

La nazionale d'oltremanica dovette attendere il mondiale casalingo del 1966 per riuscire a prevalere su tutti. La squadra si presentava in campo con i favori del pronostico, sia per il fatto di disputare la competizione con il sostegno del proprio pubblico, sia perché era finalmente in grado di schierare una formazione composta da grandi campioni come i fratelli Jackie e Bobby Charlton, Bobby Moore e Gordon Banks guidati dalla sagacia tattica di Alf Ramsey. In un mondiale che si caratterizzò per il basso livello di spettacolo, la formazione di casa superò il primo turno grazie soprattutto ad un'attenta difesa (quattro gol fatti e nessuno subito). In seguito gli inglesi regolarono non senza difficoltà l'Argentina per 1-0 (rete di Hurst al 79'). In particolare gli inglesi riuscirono a segnare solo dopo che l'arbitro tedesco dell'incontro ebbe espulso il capitano della squadra argentina Antonio Ubaldo Rattin, reo soltanto di avergli dato un'occhiata ironica dopo una decisione controversa (come dichiarò in seguito lo stesso arbitro, non gli piaceva l'espressione della sua faccia)[3]. In semifinale ebbero ragione del Portogallo, cui la classe ed un gol di Eusébio non bastarono contro la doppietta messa a segno da Bobby Charlton.

La finale contro la Germania Ovest, duecentesima partita nella storia dei mondiali, fu uno dei più memorabili match di sempre: nei novanta minuti regolamentari la Germania andò in vantaggio con Haller al 12'. L'Inghilterra riequilibrò il risultato solo sei minuti dopo con Hurst e poi passò a condurre segnando con Peters al 78'. Al novantesimo, quando i giochi sembravano fatti, Weber riportò il risultato in equilibrio segnando un gol assai contestato dai padroni di casa che lamentavano un fallo di mano dell'attaccante tedesco.

S'imponevano i supplementari, nei quali tenne la scena uno dei grandi gialli del gioco del calcio. All’undicesimo minuto del primo tempo supplementare Geoff Hurst scoccò un tiro rapido e potente indirizzato verso la porta tedesca. La palla colpì il lato inferiore della traversa, rimbalzò sulla linea e ritornò in campo. L’azione fu molto veloce e l’arbitro, lo svizzero Dienst, non fu in grado di capire se la sfera di cuoio avesse interamente oltrepassato la linea di porta e si risolse così a chiedere il parere dell'assistente più vicino, il sovietico Tofik Bakhramov, il quale convalidò il gol. Le riprese televisive dimostrarono poi in modo inequivocabile che si trattava di un goal inesistente perché la palla aveva battuto sulla linea e non aveva, come richiesto dal regolamento, superato completamente con tutto il suo volume la parte interna della linea di porta[4]. Con la Germania sbilanciata in avanti alla ricerca del pareggio, i leoni misero a segno un altro gol proprio allo scadere, ancora con Geoff Hurst, che divenne così l'unico giocatore ad aver mai segnato una tripletta in una finale mondiale. Il risultato di 4-2 consegnò agli inventori del gioco del calcio, che ricevettero la coppa dalle mani della regina in persona, il loro primo (e finora unico) alloro planetario.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Mondiali di calcio Inghilterra 1966.

[modifica] La fine dell'era Ramsey

Il nuovo stadio di Wembley

La Germania Ovest consumò la propria vendetta solo quattro anni dopo, a Messico 1970. I supplementari questa volta riuscirono fatali ai sudditi di Sua Maestà, sconfitti nei quarti ai supplementari per 3 a 2, dopo che durante il match erano passati in vantaggio addirittura di due gol. Gli inglesi non riuscirono poi a qualificarsi alla successiva edizione dei Mondiali di Germania Ovest 1974, a vantaggio della Polonia che sarebbe stata la squadra rivelazione del torneo. A seguito di questo fallimento Ramsey fu esonerato dopo undici anni alla guida della Nazionale.

I bianchi vennero traghettati attraverso una breve transizione da Joe Mercer, cui successe poco dopo Don Revie. Anche a quest'ultimo però non riuscì di centrare la qualificazione per i mondiali di Argentina 1978 a favore dell'Italia che poi sarebbe arrivata quarta nel torneo argentino, e fu costretto a lasciare.

[modifica] Gli anni '80: rinascita con Greenwood e Robson

Quella che da molti viene considerata la miglior nazionale inglese dal '66 ad oggi scese in campo nel mundial spagnolo del 1982. Per capire la reale caratura di quella nazionale basti pensare che le squadre inglesi, nelle quali militavano pochissimi stranieri, avevano conquistato tutte le edizioni della Coppa dei Campioni dal 1977 al 1982. Malgrado ciò la formazione britannica guidata da Ron Greenwood fu eliminata nella seconda fase a gironi (ancora dalla Germania Ovest), nonostante avesse fatto sino a quel momento un'ottima impressione (nessuna sconfitta e un solo gol al passivo), tanto da spingere i commentatori a includerli nel novero dei favoriti per la vittoria finale.

Greenwood fu quindi sostituito da Bobby Robson, considerato uno dei migliori allenatori della Nazionale inglese.

Fu celeberrima la partecipazione dei britannici al mondiale 1986, dovuta soprattutto alla partita dei quarti contro l'Argentina di Diego Armando Maradona. Il Pibe de Oro stese gli inglesi con due suoi gol, entrambi memorabili, l'uno nel bene, ottenuto dribblando mezza squadra avversaria in una folle corsa fino alla linea di porta (il cosiddetto Gol del Secolo), l'altro nel male, segnato grazie ad un colpo con il pugno che spiazzò il portiere Peter Shilton.

[modifica] Gli anni '90: alterne fortune con quattro allenatori

Nel mondiale italiano del 1990 gli inglesi centrarono per la seconda volta nella loro storia l'obiettivo della semifinale, dove però dovettero cedere - questa volta ai calci di rigore - alla loro "bestia nera", la Germania Ovest. Successivamente si classificarono quarti dopo essere stati sconfitti per 2-1 dall'Italia nella finalina per il terzo posto.

Robson lasciò quindi la panchina inglese per poter allenare il PSV Eindhoven.

Wayne Rooney, stella degli anni recenti

Con grande delusione, i bianchi d'Inghilterra non si qualificarono ad USA 1994, mentre a Francia 1998 furono nuovamente sconfitti dalla rivale Argentina agli ottavi, questa volta ai calci di rigore.

[modifica] Eriksson e McClaren

Nel Mondiale nippocoreano del 2002 non seppero resistere alla folle corsa del Brasile verso il titolo di pentacampeão e dovettero cedere ai quarti a causa di un errore del portiere David Seaman su una punizione di Ronaldinho nell'azione del secondo gol verdeoro.

Qualificata per i Mondiali di calcio Germania 2006, la Nazionale inglese passò agli ottavi come prima del proprio girone. Sconfitto l'Ecuador grazie ad un calcio di punizione di David Beckham, l'Inghilterra dovette affrontare la difficile sfida con il Portogallo, nella quale i lusitani si imposero per 3-1 ai calci di rigore: per la sesta volta in dodici partecipazioni ai Mondiali gli inglesi furono eliminati ai quarti di finale. Dopo l'eliminazione al Mondiale l'allenatore Sven-Göran Eriksson ha lasciato la panchina d'Albione.

In realtà il suo posto fu preso, già prima della rassegna mondiale, dall'ex tecnico del Middlesbrough Steve McClaren, scelta che sollevò un po' di scetticismo. Pochi mesi dopo Beckham diede l'addio alla Nazionale rinunciando alla fascia di capitano, che quindi passò a John Terry, capitano anche del Chelsea, salvo poi tornare sui suoi passi. L'avventura del nuovo CT cominciò malissimo, con una serie di deludenti risultati durante le qualificazioni al campionato d'Europa 2008 (sconfitta con la Croazia e pareggi con Israele e Macedonia). La vittoria casalinga per 3-0 contro la Russia, diretta concorrente dei britannici insieme alla Croazia, sembrò poter ipotecare la qualificazione, ma nel ritorno a Mosca i russi si imposero per 2-1, riaprendo il discorso relativo alla qualificazione. A novembre la Russia, vincendo sul campo di Israele, avrebbe ottenuto la qualificazione a scapito degli inglesi, ma fu sconfitta per 2-1. A quel punto all'Inghilterra sarebbe stato sufficiente un pareggio interno contro la Croazia già qualificata per volare nelle Alpi, ma al nuovo Wembley i croati fecero il loro dovere e vinsero clamorosamente per 3-2, sancendo così l'eliminazione degli inglesi in favore della Russia, vittoriosa (1-0) in trasferta contro Andorra. Il giorno successivo alla mancata qualificazione il CT McClaren fu esonerato.

[modifica] L'era Capello

Dal 14 dicembre 2007 la nazionale di calcio britannica è guidata dal tecnico italiano Fabio Capello. Quest'ultimo ha firmato un contratto che lo lega ai "Tre Leoni" fino al 2010 con una opzione anche per il biennio successivo. Arrivato in un periodo difficile per il calcio inglese, e cioè subito dopo il licenziamento di Steve McClaren, causato dalla cocente delusione inglese per la sconfitta con la Croazia che ha sancito l'esclusione della nazionale di calcio albionica dall'Europeo 2008, l'allenatore friulano ha portato la nazionale di calcio inglese alla qualificazione al Mondiale di calcio sudafricano del 2010, con 9 vittorie ed una sola sconfitta su 10 incontri disputati nel gruppo 6 di qualificazione mondiale (zona europea), dove erano presenti anche Ucraina, Croazia, Bielorussia, Kazakistan e Andorra, apportando notevoli e visibili benefici al gioco della squadra, e meritandosi i complimenti delle maggiori testate giornalistiche inglesi per il gioco espresso dalla squadra dopo il suo arrivo.

[modifica] Campionati europei

Agli europei la nazionale inglese non ha ottenuto risultati di rilievo: si segnala un terzo posto, ottenuto nel 1968 battendo l'URSS 2-0 nella finale di consolazione dopo essere stata eliminata dalla Jugoslavia, ed una semifinale raggiunta nel 1996, quando ospitava la manifestazione (non era prevista la finale per il terzo e quarto posto). In quell'occasione la squadra fu sconfitta ai rigori dalla Germania, poi laureatasi campione, dopo una partita terminata 1-1 nei 120 minuti regolamentari. L'Inghilterra non è riuscita a qualificarsi per gli Europei 2008, in Svizzera ed Austria.

Una curiosità: la nazionale inglese è l'unica tra le vincitrici del titolo mondiale a non aver mai vinto il proprio titolo continentale.

[modifica] Stadio

Il vecchio Wembley con le sue inconfondibili torri

Sebbene la nazionale inglese abbia giocato in vari stadi, dispone storicamente di uno stadio nazionale a Londra, il celebre Wembley. Dal 1913 fino alla costruzione del primo Wembley, la formazione inglese ha disputato i match casalinghi spesso al vecchio Highbury, storico impianto dell'Arsenal oggi demolito. Il primo e storico Wembley fu costruito successivamente e inaugurato nel 1923 e divenne un'autentica pietra miliare del calcio fino alla 2003: chiamato Tempio del Calcio infatti, in questo impianto è stato teatro di partite famosissime come la finale dei Mondiali di calcio 1966 vinti dalla stessa squadra di casa. Vincere a Wembley era un'impresa impossibile fino agli anni '50, quando riuscì l'impresa la grande Ungheria di Puskas vincendo con un roboante 6-3, e divenne in seguito, sfatato il mito, un'impresa rara e prestigiosa.

Nel 2003 il vecchio Wembley fu abbandonato e demolito per far spazio ad un nuovo impianto che fosse in linea con le esigenze attuali calcistiche: nel periodo di transizione, la squadra ha giocato varie volte all'Old Trafford di Manchester e in altri stadi prestigiosi inglesi. Il nuovo Wembley è stato completato ed inaugurato nel 2007 ed è un impianto apprezzatissimo e all'avanguardia.

[modifica] Colori e simboli

La maglia del 1990

I colori indossati tradizionalmente dall'Inghilterra sono maglia bianca, pantaloncini blu notte e calzettoni bianchi. Negli anni '80 i pantaloncini erano di una tonalità di azzurro vicina al celeste, ma in genere il blu è variato spesso, anche se il blu notte è quello più tradizionale ed anche l'attuale. Dal 1998 la maglia è spesso decorata con ornamenti color rosso, per avvicinarla alla bandiera nazionale.

In trasferta altrettanto tradizionale è la tenuta rossa con pantaloncini bianchi, sebbene gli inglesi non ne ebbero bisogno fino ad una partita contro una selezione non britannica. In realtà la seconda divisa non è stata sempre rossa: dal 1945 al 1952 l'Inghilterra scendeva in campo in tenuta blu. Nel 1996 invece, durante Euro 96 tenutosi proprio in Inghilterra, il fornitore tecnico scelse un'improbabile divisa completamente grigia: questa combinazione fu utilizzata contro Bulgaria, Germania e Georgia, ma trovò scarsi consensi sia tra i tifosi, attaccatissimi alla maglia rossa sia per tradizione sia perché è la maglia con la quale l'Inghilterra ha vinto il suo unico mondiale, sia tra gli addetti ai lavori dato che il grigio poco contrastava col bianco della prima tenuta. La maglia rossa fu pertanto ripristinata dopo soli 2 anni.


L'Inghilterra ha anche avuto occasionalmente una terza maglia, situazione piuttosto rara nel panorama delle nazionali. Nei Mondiali del '70 vestì una terza divisa color celeste contro la Cecoslovacchia. Nel 1973 invece si utilizzò una divisa simile a quella del Brasile, composta da una maglia gialla e da pantaloncini azzurri, utilizzata ancora contro la Cecoslovacchia e in seguito con Polonia ed Italia. Tra il 1986 ed il 1992 ci furono varie terze maglie color celeste, tra cui una rimasta famosa tra i collezionisti con i leoni d'Inghilterra sullo sfondo, ma che furono raramente usate.

Il fornitore è da oltre 20 anni l'inglese Umbro, mentre precedentemente per un breve periodo era stata la Admiral.

Sul petto i giocatori inglesi portano lo stemma della propria federazione, uno scudo bianco bordato blu scuro con all'interno i tre leoni d'Inghilterra e le rose rosse tipiche della dinastia Tudor. Il richiamo è fortemente ispirato allo Stemma dell'Inghilterra. La differenza tra lo stemma della nazionale e quello della federazione è la scritta posta sopra, che nel primo caso è in stampatello maiuscolo "ENGLAND", nel secondo in stampatello normale "The FA". Sopra lo stemma è posta una stella che rappresenta la vittoria al Mondiale del '66.

[modifica] Palmarès

1966

[modifica] Partecipazioni ai tornei internazionali

Piazzamenti ai Mondiali

  • 1930 - Non partecipante
  • 1934 - Non partecipante
  • 1938 - Non partecipante
  • 1950 - Primo Turno
  • 1954 - Quarti di finale
  • 1958 - Primo turno
  • 1962 - Quarti di finale
  • 1966 - Campione del mondo
  • 1970 - Quarti di finale
  • 1974 - Non qualificata
  • 1978 - Non qualificata
  • 1982 - Secondo Turno
  • 1986 - Quarti di finale
  • 1990 - Quarto posto
  • 1994 - Non qualificata
  • 1998 - Ottavi di finale
  • 2002 - Quarti di finale
  • 2006 - Quarti di finale

Piazzamenti agli Europei

  • 1960 - Non partecipante
  • 1964 - Non qualificata
  • 1968 - Terzo posto
  • 1972 - Quarti di finale
  • 1976 - Non qualificata
  • 1980 - Primo turno
  • 1984 - Non qualificata
  • 1988 - Primo turno
  • 1992 - Primo turno
  • 1996 - Semifinali
  • 2000 - Primo turno
  • 2004 - Quarti di finale
  • 2008 - Non qualificata

[modifica] Rosa

[modifica] Rosa attuale

Convocazioni per le partite del 10 e del 14 Ottobre 2009 contro l'Ucraina e la Bielorussia

N. Pos. Giocatore Data nascita/Età Pres. Gol Squadra
12 P Joe Hart 19 aprile 1987 (1987-04-19) (22 anni) 1 0 Bandiera dell'Inghilterra Birmingham City
1 P David James 1 agosto 1970 (1970-08-01) (39 anni) 48 0 Bandiera dell'Inghilterra Portsmouth
23 P Robert Green 18 gennaio 1980 (1980-01-18) (29 anni) 7 0 Bandiera dell'Inghilterra West Ham
6 D John Terry 7 dicembre 1980 (1980-12-07) (29 anni) 56 6 Bandiera dell'Inghilterra Chelsea
5 D Rio Ferdinand 9 novembre 1978 (1978-11-09) (31 anni) 74 3 Bandiera dell'Inghilterra Manchester United
15 D Matthew Upson 18 aprile 1979 (1979-04-18) (30 anni) 17 1 Bandiera dell'Inghilterra West Ham
21 D Wes Brown 13 ottobre 1979 (1979-10-13) (30 anni) 21 1 Bandiera dell'Inghilterra Manchester United
3 D Ashley Cole 20 dicembre 1980 (1980-12-20) (29 anni) 76 0 Bandiera dell'Inghilterra Chelsea
2 D Glen Johnson 23 agosto 1984 (1984-08-23) (25 anni) 18 0 Bandiera dell'Inghilterra Liverpool
13 D Gary Cahill 19 dicembre 1988 (1988-12-19) (21 anni) 15 1 Bandiera dell'Inghilterra Bolton Wanderers
22 D Wayne Bridge 26 aprile 1978 (1978-04-26) (31 anni) 34 1 Bandiera dell'Inghilterra Manchester City
4 C Steven Gerrard 30 maggio 1980 (1980-05-30) (29 anni) 76 16 Bandiera dell'Inghilterra Liverpool
17 C David Beckham 2 maggio 1975 (1975-05-02) (34 anni) 114 17 Bandiera degli Stati Uniti LA Galaxy
16 C Michael Carrick 21 luglio 1981 (1981-07-21) (28 anni) 19 0 Bandiera dell'Inghilterra Manchester United
11 C Gareth Barry 23 febbraio 1981 (1981-02-23) (28 anni) 33 2 Bandiera dell'Inghilterra Manchester City
8 C Frank Lampard 20 luglio 1978 (1978-07-20) (31 anni) 74 20 Bandiera dell'Inghilterra Chelsea
7 C Aaron Lennon 16 aprile 1987 (1987-04-16) (22 anni) 13 0 Bandiera dell'Inghilterra Tottenham Hotspur
19 C Shaun Wright-Phillips 25 ottobre 1981 (1981-10-25) (28 anni) 27 4 Bandiera dell'Inghilterra Manchester City
18 C James Milner 4 gennaio 1986 (1986-01-04) (23 anni) 3 0 Bandiera dell'Inghilterra Aston Villa
14 A Gabriel Agbonlahor 13 ottobre 1986 (1986-10-13) (23 anni) 8 3 Bandiera dell'Inghilterra Aston Villa
10 A Wayne Rooney 24 ottobre 1985 (1985-10-24) (24 anni) 55 25 Bandiera dell'Inghilterra Manchester United
18 A Peter Crouch 30 gennaio 1981 (1981-01-30) (28 anni) 34 16 Bandiera dell'Inghilterra Tottenham Hotspur
9 A Emile Heskey 11 gennaio 1978 (1978-01-11) (31 anni) 56 7 Bandiera dell'Inghilterra Aston Villa
24 A Carlton Cole 12 novembre 1983 (1983-11-12) (26 anni) 4 0 Bandiera dell'Inghilterra West Ham United

[modifica] Campionati del mondo


[modifica] Campionati d'Europa


[modifica] Record individuali

Record presenze

# Giocatore Periodo Presenze  Reti 

1

Peter Shilton 1970-1990 125 0

2

David Beckham* 1996-oggi 113 17

2

Bobby Moore 1962-1973 108 2

4

Bobby Charlton 1958-1970 106 49

5

Billy Wright 1946-1959 105 3

6

Bryan Robson 1980-1991 90 26

7

Michael Owen* 1998-oggi 89 40

8

Kenny Sansom 1979-1988 86 1

9

Gary Neville* 1995-oggi 85 0

10

Ray Wilkins 1976-1986 84 3

Record reti

# Giocatore Periodo    Reti  Presenze Reti/pr.

1

Bobby Charlton 1958-1970 49 106 0.46

2

Gary Lineker 1984-1992 48 80 0.6

3

Jimmy Greaves 1959-1967 44 57 0.77

4

Michael Owen* 1998-oggi 40 89 0.45

5

Nat Lofthouse 1950-1958 30 33 0.91

5

Alan Shearer 1992-2000 30 63 0.48

5

Tom Finney 1946-1958 30 76 0.39

8

Viv Woodward 1903-1911 29 23 1.26

9

Steve Bloomer 1895-1907 28 23 1.22

10

David Platt 1989-1996 27 62 0.44

[modifica] Allenatori

Fabio Capello, attuale CT

[modifica] Note

  1. ^ * RSSSF. Dati e statistiche
  2. ^ * Giovanni Armillotta. Come Fifa comanda. «I Quaderni speciali di Limes», n.2 - 2005
  3. ^ Inghilterra-Argentina
  4. ^ I goal di Inghilterra-Germania 4-2

[modifica] Voci correlate

[modifica] Bibliografia

[modifica] Libri e riviste

  • Giovanni Armillotta. Come Fifa comanda. «I Quaderni speciali di Limes», n.2 - 2005
  • Antonio Papa, Guido Panico. Storia sociale del calcio in Italia dai club dei pionieri alla nazione sportiva (1887-1945), Il Mulino, Bologna 1993, ISBN 8815087648.

[modifica] Altri progetti

[modifica] Collegamenti esterni

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