Dennis Wise

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« Dennis Wise potrebbe scatenare una rissa in una stanza vuota. »
(Gianluca Vialli[1])
Dennis Wise
Dati biografici
Nome Dennis Frank Wise
Nazionalità Inghilterra Inghilterra
Altezza 168 cm
Calcio Football pictogram.svg
Dati agonistici
Ruolo Allenatore (ex centrocampista)
Carriera
Giovanili
1983-1985 Southampton Southampton
Squadre di club1
1985-1990 Wimbledon FC Wimbledon FC 135 (27)
1985 Grebbestads IF 10 (5)
1990-2001 Chelsea Chelsea 332 (53)
2001-2002 Leicester City Leicester City 17 (1)
2002-2005 Millwall Millwall 85 (7)
2005 Southampton Southampton 11 (1)
2005-2006 Coventry City Coventry City 13 (6)
Nazionale
1988
1989-1990
1991-2000
Inghilterra Inghilterra U-21
Inghilterra Inghilterra B
Inghilterra Inghilterra
1 (0)
3 (1)
21 (1)
Carriera da allenatore
2003-2005 Millwall Millwall
2005 Southampton Southampton All.Interim
2006 Swindon Town Swindon Town
2006-2008 Leeds Leeds
1 Dati relativi al solo campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
 

Dennis Frank Wise (Kensington, 16 dicembre 1966) è un allenatore di calcio ed ex calciatore britannico, di ruolo centrocampista.

Carriera[modifica | modifica sorgente]

Giocatore[modifica | modifica sorgente]

Club[modifica | modifica sorgente]

Nato a Kensington, Londra, la sua ascesa nel calcio inizia nelle giovanili del Southampton, dove il ragazzo si mette in luce e colleziona, dal 1983 al 1985, una serie di buone prestazioni che gli valgono il primo contratto da professionista. Ad assicurarsi Wise è, il 28 marzo 1985, il Wimbledon, squadra con la quale il calciatore colleziona 135 presenze e 37 gol e conquista l'edizione del 1988 della FA Cup. Nell'autunno del 1985 viene girato in prestito al club svedese il Grebbestads IF.

Ormai pronto per una grande squadra, il 3 luglio 1990 è acquistato dal Chelsea, pagandolo £1.6 milioni, di cui sarà capitano e colonna-portante per oltre un decennio. Con la maglia blu del Chelsea scende in campo in 332 occasioni e realizza 53 reti, conquistando due edizioni della FA Cup (1997 e 2000), la Carling Cup del 1998, la Coppa delle Coppe e la Supercoppa Europea dello stesso anno, oltre che la Charity Shield del 2000. Il 25 giugno 2001, con l'avvento in panchina di Claudio Ranieri, Wise lascia i Blues per andare a giocare nel Leicester City, che lo paga £1.6 milioni, squadra nella quale segna un gol in 17 presenze. Il 20 luglio 2002 viene messo fuori rosa per una lita con Callum Davidson, al quale ci ruppe il naso e la mascella. Il 2 agosto rescinde il contratto.

Nazionale[modifica | modifica sorgente]

Con la maglia della Nazionale inglese ha totalizzato 21 presenze ed una rete, partecipando al campionato d'Europa 2000.

Giocatore-Allenatore[modifica | modifica sorgente]

Dopo l'esperienza di Leicester, il 24 settembre 2002 viene acquistato dal Millwall, il 15 ottobre 2003 diventa allenatore-giocatore. Conduce la squadra fino alla finale di FA Cup del 2004, dove il Millwall è sconfitto per mano dal Manchester United. Malgrado la sconfitta la squadra accede alla Coppa UEFA, dove viene eliminata al primo turno. L'8 maggio 2005 lasciato il club, Wise il 27 giugno 2005 firma con il Southampton, la squadra che lo ha lanciato. Qui scende in campo per 12 volte. Il 2 dicembre con l'esonero di Harry Redknapp diventa allenatore interim. Il 26 dicembre viene sostituito da George Burley. Il 19 gennaio 2006 passa al Coventry City, dove segna un gol in tre partite disputate. Il 9 maggio con la scadenza di contratto gli viene offerto il rinnovo di contratto, decise che erano venuto il momento di appendere gli scarpini al chiodo. Il 22 maggio diventa allenatore del Swindon Town, con l'ex compagno Gustavo Poyet nel ruolo di vice. Il 24 ottobre lasciano il Swindon Town per passare al Leeds United. Il 28 gennaio 2008 lascia il Leeds United per passare al Newcastle United.

Direttore Sportivo[modifica | modifica sorgente]

Il 29 gennaio 2008 diventa direttore sportivo del Newcastle United. Lascia l'incarico il 2 aprile 2009.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Blob 2013, il meglio: da Mourinho e le sagome in gol, al seno di Serena, La Gazzetta dello Sport, 1 gennaio 2014

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]