Bobby Moore

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Bobby Moore
Italia-Inghilterra 2-0, 14 giugno 1973, Giacinto Facchetti e Bobby Moore.jpg
Moore (a destra) assieme a Giacinto Facchetti nel 1973, prima di un'amichevole tra Inghilterra e Italia.
Dati biografici
Nome Robert Frederick Chelsea Moore
Nazionalità Inghilterra Inghilterra
Calcio Football pictogram.svg
Dati agonistici
Ruolo Difensore
Ritirato 1978 - giocatore
1986 - allenatore
Carriera
Squadre di club1
1958-1974 West Ham West Ham 544 (24)
1974-1977 Fulham Fulham 124 (1)
1977 San Antonio Thunder San Antonio Thunder 24 (1)
1978 Seattle Sounders Seattle Sounders 7 (0)
Nazionale
1962-1973 Inghilterra Inghilterra 108 (2)
Carriera da allenatore
1980 Oxford City Oxford City
1981-1982 Eastern Eastern
1984-1986 Southend Utd Southend Utd
Palmarès
Coppa mondiale.svg Mondiali di calcio
Oro Inghilterra 1966
UEFA European Cup.svg Europei di calcio
Bronzo Italia 1968
1 Dati relativi al solo campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
 

Bobby Moore, all'anagrafe Robert Frederick Chelsea Moore OBE (Barking, 12 aprile 1941Londra, 24 febbraio 1993), è stato un calciatore britannico, di ruolo difensore, capitano della Nazionale inglese campione del mondo nel 1966 e del West Ham.

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Moore entrò giovanissimo nelle giovanili del West Ham, esordendo a 17 anni con la prima squadra l'8 novembre 1958 contro il Manchester United, diventando subito titolare della squadra londinese, mostrando la sua capacità di leggere la gara e il gioco d'anticipo, staccandosi così dallo stereotipo del difensore possente il cui gioco è basato soprattutto sulla forza fisica. Fu definito perciò da Pelé come il difensore più corretto che abbia mai affrontato.

Esordì in nazionale il 20 maggio 1962 a Lima contro il Perù, per poi disputare i successivi mondiali del Cile che videro l'eliminazione dell'Inghilterra ai quarti di finale contro il Brasile. Divenne capitano alla sua dodicesima presenza in nazionale, il 20 maggio 1963 contro la Cecoslovacchia.

Dopo lo shock della diagnosi di un cancro ai testicoli, guidò il West Ham al successo nella FA Cup a Wembley contro il Preston North End nel 1964. L'anno successivo, sempre a Wembley, il West Ham sconfisse il Monaco 1860, conquistando la Coppa delle Coppe.

1966[modifica | modifica wikitesto]

Statua dedicata a Moore (al centro) e agli altri campioni del mondo del 1966 militanti all'epoca nel West Ham (Martin Peters, Geoff Hurst e Ray Wilson).

All'inizio del 1966, alla vigilia del suo più grande trionfo, vennero resi noti alla stampa dei dettagli secondo cui Moore voleva lasciare il West Ham per il Tottenham. Moore fece scadere il suo contratto e solo dopo l'intervento di Sir Alf Ramsey e aver realizzato che tecnicamente non era qualificato a giocare, firmò nuovamente con il West Ham per poter capitanare la squadra inglese del 1966. Moore fu il leader della squadra che diede al calcio inglese la sua finora unica vittoria mondiale e lo consacrò come giocatore, gentiluomo e icona dello sport.

Nella finale l'Inghilerra andò in svantaggio 0-1 contro la Germania Ovest, ma un calcio di punizione rapidamente battuto da Moore fece sì che il suo compagno nel West Ham, Geoff Hurst, segnasse il primo gol della sua storica tripletta. Martin Peters segnò per portare l'Inghilterra sul 2-1, ma la Germania pareggiò nei minuti finali del tempo regolamentare, portando la partita ai supplementari. Ramsey si convinse che i tedeschi erano esausti, e dopo che Hurst segnò quello che probabilmente è il gol più controverso e discusso del calcio mondiale, l'incontro sembrò finito. Con pochi secondi rimasti da giocare e l'Inghilterra sotto la pressione dell'ennesimo attacco tedesco, la palla finì a Moore sul limitare dell'area di rigore inglese. Jackie Charlton e Nobby Stiles urlarono a Moore di disfarsi della palla, ma lui raggiunse con calma il piede di Hurst a quasi 40 metri di distanza. Come disse celebremente Kenneth Wolstenholme: "Some people are on the pitch. They think it's all over, it is now!" (Alcune persone sono in campo, Pensano che sia finita, è adesso!). Punteggio finale, Inghilterra 4 Germania Ovest 2.

Delle molte foto di quel giorno, una mostra Moore che si pulisce le mani dal fango sulla piattaforma di velluto dove era appoggiato il Trofeo Jules Rimet, prima di stringere la mano della regina Elisabetta II che gli consegnava la Coppa del Mondo.

1970[modifica | modifica wikitesto]

Moore proseguì fiducioso la sua carriera nel West Ham e nella nazionale, e venne ancora una volta chiamato ad essere il capitano dell'Inghilterra nella trasferta in Messico per difendere il titolo mondiale nel 1970. Ci fu una grave interruzione nella preparazione, comunque, quando venne fatto un tentativo di implicare Moore in un furto di un braccialetto da una gioielleria di Bogotá (Colombia), dove la nazionale inglese si trovava per disputare alcune partite di preparazione, allo scopo di acclimatarsi all'altitudine elevata. Le accuse vennero successivamente lasciate cadere, Moore fu pienamente scagionato e gli fu permesso di raggiungere i suoi compagni di squadra in Messico. Nell'incontro del girone eliminatorio contro i favoriti del Brasile, ci fu un momento notevole per Moore, quando affrontò il grande Jairzinho con tale precisione e pulizia che molti citano quell'intervento come il contrasto che nessuno riuscirà a migliorare. Il Brasile vinse comunque l'incontro, ma anche l'Inghilterra si qualificò per la fase successiva. La sconfitta ai supplementari contro la Germania Ovest vide l'Inghilterra uscire ai quarti, e occorsero dodici anni prima che l'Inghilterra tornasse di nuovo alle finali di Coppa del Mondo.

Moore (penultimo a destra) protegge l'uscita del portiere inglese Peter Bonetti, durante una sfida contro l'Olanda nel 1969.

Moore disputò la sua centesima partita con la nazionale inglese il 14 febbraio 1972, contro la Scozia. Moore terminò la carriera con 108 presenze in nazionale, battendo il record detenuto dal compagno di trionfi del 1966 Bobby Charlton per sole due presenze. Solo Peter Shilton, con cui Moore giocò a livello internazionale tra il 1970 e il 1973, è riuscito in seguito a fare meglio. L'ultima apparizione di Moore con la maglia dell'Inghilterra avvenne nel novembre 1973 nella storica amichevole contro l'Italia vinta dagli azzurri per 1 a 0 con gol di Capello. Saltò invece la partita dell'ottobre 1973 contro la Polonia, nella quale l'Inghilterra pareggiò per uno a uno, ma necessitava di una vittoria per qualificarsi ai mondiali del 1974.

In quanto alla nazionale, vanno anche ricordate le 8 presenze nell'Under 23 e le 18 nelle giovanili.[1]

Dopo il West Ham e la nazionale inglese[modifica | modifica wikitesto]

Il 14 marzo 1974 a Moore venne permesso di lasciare il suo amato West Ham dopo più di 15 anni, e di entrare a far parte dei rivali londinesi del Fulham, che giocavano in seconda divisione, per 25000 sterline. Durante la stagione 1974-75, la squadra raggiunse la finale dell'FA Cup, dove incontrò proprio la ex squadra di Moore, il West Ham. Non ci fu però il lieto fine per Moore, il Fulham perse per due a zero.

Moore giocò la sua ultima partita da professionista per il Fulham il 14 maggio 1977, contro il Blackburn Rovers FC. Successivamente giocò per due squadre della North American Soccer League, i San Antonio Thunder nel 1977 (24 partite, 1 gol) e i Seattle Sounders nel 1978 (7 partite). Nel corso del 1976, ci fu anche un'ultima apparizione in campo internazionale per il Team USA, in incontri contro Italia, Brasile e un Inghilterra capitanata da Gerry Francis. Seattle fu l'ultima squadra in cui giocò a livello professionistico.

Dopo il calcio[modifica | modifica wikitesto]

La statua eretta in onore di Moore davanti al nuovo Wembley Stadium

Dopo essersi ritirato dal calcio giocato nel 1978, Moore ebbe una breve parentesi come dirigente di Oxford City e Southend United, con risultati relativamente insoddisfacenti.

La sua vita dopo il calcio fu difficile e piena di eventi infausti, con affari andati male e la fine del suo matrimonio.

Nel 1990 Moore entrò nell'organico di Capital Gold Radio come analista e commentatore calcistico. Ad ogni modo, la sua battaglia contro il cancro era tornata, ed egli venne operato per un sospetto tumore al colon, il 22 aprile 1991. Il 15 febbraio 1993 Moore annunciò di soffrire per un cancro all'intestino. Cedette alla malattia solo sette giorni dopo aver commentato un incontro vinto a Wembley dalla nazionale inglese, per 6 a 0 contro San Marino. Il suo funerale si svolse il 2 marzo 1993 al Putney Vale Crematorium.

Moore fu tra i primi ad essere inseriti nella Hall of Fame del calcio inglese nel 2002, come riconoscimento del suo impatto sul calcio inglese come giocatore.

La tribuna che ha sostituito il south bank del campo del West Ham, il Boleyn Ground di Upton Park, è stata intitolata a Bobby Moore poco dopo la sua morte.

Moore fu sposato due volte. La prima con Christina Dean il 30 giugno 1962 - la coppia divorziò dopo 23 anni, il 6 gennaio 1986. In seconde nozze sposò Stephanie Parlane-Moore (suo vero cognome da nubile) il 4 dicembre 1991.

Una statua di bronzo di Bobby Moore venne commissionata per essere eretta fuori dall'ingresso principale del nuovo Stadio di Wembley, come omaggio al suo impatto sullo sport del calcio.

Nel 2008, in occasione del cinquantesimo anniversario del debutto di Bobby Moore con la maglia del West Ham, la società ha comunicato di aver ritirato la sua maglia con il numero 6.

Vittorie[modifica | modifica wikitesto]

  • Coppa del mondo - 1966
  • Coppa delle Coppe - 1965
  • F.A Cup - 1964
  • Miglior calciatore del mondiale - 1966
  • Calciatore dell'anno del West Ham - 1961, 1963, 1968, 1970
  • Nominato baronetto nel 1967

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Club[modifica | modifica wikitesto]

West Ham: 1963-1964
West Ham: 1964
West Ham: 1964-1965

Nazionale[modifica | modifica wikitesto]

Inghilterra 1966

Individuale[modifica | modifica wikitesto]

1964

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • Nel 1981 partecipò al film Fuga per la vittoria di John Huston con Michael Caine e Sylvester Stallone, insieme a Pelé e altri calciatori di fama internazionale, interpretando la parte di uno dei protagonisti dell'incontro di calcio fra soldati tedeschi e prigionieri alleati.
  • Il gruppo di musica oi! inglese The Business, registrò una canzone-tributo a Bobby Moore, intitolata "Viva Bobby".
  • Numerosi pub nei pressi di Upton Park sono intitolati a lui, come tributo alla sua ventennale storia da capitano del West Ham.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ England players: Bobby Moore. URL consultato il 10 dicembre 2013.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Numeri di maglia ritirati nel calcio

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: 76019393 LCCN: no2004005369