Fuga per la vittoria

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Fuga per la vittoria
Fuga per la vittoria.png
Una scena del film
Titolo originale Victory
Paese di produzione USA
Anno 1981
Durata 116 min
Colore colore
Audio sonoro
Rapporto 2.35 : 1
Genere drammatico, sportivo, storico
Regia John Huston
Soggetto Jeff Maguire, Djordje Milićević, Yabo Yablonsky
Sceneggiatura Evan Jones, Yabo Yablonsky
Produttore Freddie Fields
Fotografia Gerry Fisher
Montaggio Roberto Silvi
Effetti speciali Péter Pásztorfi
Musiche Bill Conti
Scenografia J. Dennis Washington
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
« Hatch, se scappiamo ora, perdiamo più che una partita. »
(Luis Fernandez)

Fuga per la vittoria (Escape to Victory, ma uscito con il titolo originale Victory in USA e Canada) è un film del 1981 diretto da John Huston.

Il film, liberamente ispirato alla partita della morte tenutasi a Kiev il 9 agosto 1942 tra una mista di calciatori di Dynamo e Lokomotiv e una squadra composta da ufficiali dell'aviazione tedesca Luftwaffe,[1] mantiene ancora oggi una notevole popolarità, soprattutto per la presenza di grandi calciatori dell'epoca a fianco degli attori principali, tra cui il celeberrimo Pelé.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Durante la seconda guerra mondiale nel 1941: il comandante di un campo di prigionia tedesco in Francia, il maggiore Von Steiner, in passato calciatore che fece parte anche della Nazionale, riconosce tra gli ufficiali britannici prigionieri un suo ex collega, il capitano John Colby («John Colby: West Ham e nazionale inglese», dice Von Steiner a Colby non appena è sicuro di averlo riconosciuto). Von Steiner si dichiara dispiaciuto che le circostanze - che li vedono su due fronti belligeranti opposti - non permettano loro di discorrere dei loro passati sportivi come desidererebbero, però ha l'idea di organizzare un incontro di calcio tra una selezione di calciatori Alleati e la squadra sportiva di una vicina base tedesca.

All’inizio i compagni di prigionia di Colby si dichiarano contrari all’iniziativa, sicuri che il comando britannico non approverebbe: essi sono infatti consci che la propaganda nazista potrebbe sfruttare l’evento per caricarlo di significati extra-sportivi. Ma Colby è stimolato dal confronto, anche perché tra le truppe britanniche può vantare giocatori di livello come il soldato inglese Brady, lo scozzese Hayes e il coloured originario di Trinidad Luis Fernandez, oltre a quelli disponibili tra i prigionieri alleati, il belga Filieu, l’olandese van Beck e il norvegese Hilsson. Un prigioniero canadese, Hatch, benché non sia capace di giocare a calcio chiede ed ottiene di aggregarsi al gruppo, poiché per colpa loro il suo piano di fuga sta per andare in fumo. Colby si convince e ne giustifica quindi la presenza in squadra adducendo il motivo che ha bisogno di un preparatore atletico.

Come gli altri ufficiali britannici avevano supposto, il comando tedesco, volendo trasformare l’evento in un veicolo di propaganda, toglie di mano a Von Steiner l’organizzazione dell’incontro. Von Steiner capisce subito che, a quel punto, la partita non avrà più significato sportivo e il comando tedesco metterà in atto qualsiasi stratagemma per vincere e conquistarsi il primato d'immagine di fronte agli Alleati.

Hatch prima di fuggire viene incaricato di mettersi in contatto con la Resistenza francese. Deve raggiungere quindi Parigi, dove alcuni partigiani, saputo che i tedeschi vogliono organizzare la partita allo stadio di Colombes, si adoperano per organizzare la fuga dei calciatori Alleati durante l’intervallo tra i due tempi: essi fuggiranno dai lavatoi, che comunicano direttamente con la rete fognaria, ben conosciuta dai membri della resistenza che lavorano nei servizi comunali. Occorre che qualcuno avverta la squadra del piano in atto: tocca ancora al canadese sacrificarsi: si lascia catturare di nuovo dai tedeschi vicino al campo di prigionia per essere sicuro di farsi rimandare allo stesso posto e di poter comunicare le informazioni sulla fuga a Colby. Il problema è ora farsi reinserire in squadra, ma egli non sa giocare a calcio ma solo a football americano. Colby avendolo visto parare in allenamento gli assegna il ruolo del portiere. Siccome tuttavia un portiere titolare esiste già, e il comando tedesco ha esonerato dal lavoro solo undici soldati per prepararsi all’incontro, il portiere viene convinto a lasciarsi rompere un braccio per giustificare la sua sostituzione con Hatch.

Il giorno dell’incontro, lo stadio di Colombes è pieno di francesi, e decorato con i fregi della propaganda nazista, in primis le bandiere con le croci uncinate. L’ambiente è chiaramente ostile ai tedeschi, e lo si nota maggiormente durante l’esecuzione dell’inno Deutschland über alles…: gli unici tedeschi nello stadio sono militari. Lo speaker, che commenta la partita a beneficio dei radioascoltatori, propone in sottofondo degli applausi preregistrati per dare l’impressione che la folla sia entusiasta della prestazione tedesca.

Come paventato da Von Steiner, un pavido arbitro non è in grado di tenere in mano l’incontro in maniera imparziale e sorvola su numerose scorrettezze dei tedeschi, che infatti si portano in vantaggio fino al 4-0 prima che gli Alleati realizzino il goal della bandiera (con Brady su cross dalla sinistra). Al termine del primo tempo negli spogliatoi è tutto pronto: i resistenti parigini hanno rotto il tramezzo che separa i lavatoi dal tunnel di fuga, ma prima alcuni giocatori, poi anche Colby, rifiutano di scappare perché sono convinti di poter ribaltare l’incontro e vincerlo. I resistenti tentano di dissuaderli, poiché alla fine della partita non ci sarà più tempo per la fuga, ma ormai è diventata una questione d’onore per Colby e compagni, che riescono a convincere anche il riluttante Hatch. Gli Alleati rientrano in campo e iniziano a giocare in maniera convinta e determinata, ricorrendo pure alla stessa durezza usata dai tedeschi nel primo tempo. Trascinati dall'entusiasmo degli spettatori francesi sugli spalti, riescono a portarsi prima sul 2-4 (grazie a Rey che realizza scartando anche il portiere), poi sul 3-4 (gol di Hayes su respinta del portiere), e si vedono annullare il goal del pari (di Hillson) per un presunto fuori gioco. A quel punto l’infortunato Fernandez (colpito in maniera durissima allo sterno durante il 1' tempo) rientra in campo proteggendosi il petto con un braccio[2] e, su un cross di Brady, si esibisce in una spettacolare rovesciata che infiamma il pubblico e porta le squadre in parità sul 4-4. La bellezza del gesto tecnico entusiasma anche Von Steiner, che si alza ad applaudire sportivamente il goal, tra la silenziosa ma evidente disapprovazione degli altri ufficiali tedeschi in tribuna d’onore.

C’è ancora tempo per qualche schermaglia in campo e, all’ultimo minuto di gioco, un rigore totalmente inesistente viene assegnato ai tedeschi. Tra le proteste alleate, gli spettatori francesi intonano con fierezza la Marsigliese in segno di orgoglio e incoraggiamento. Il portiere Hatch e il capitano tedesco Baumann si trovano faccia a faccia e si fissano intensamente negli occhi per lunghi istanti. Hatch, fino a quel momento non impeccabile, vola a parare il rigore calciato dal semi-ipnotizzato Baumann. Lo stadio esulta e gli spettatori invadono il campo travolgendo le barriere intorno al terreno di gioco e superando le guardie armate. Nella confusione che si genera, i giocatori Alleati vengono portati via dalla folla e fuggono dagli ingressi principali. Il maggiore Von Steiner, dalla tribuna, osserva la scena con un’espressione di sportiva indulgenza, che fa da contraltare al disappunto dei gerarchi nazisti seduti poco distanti da lui.

Il cast[modifica | modifica wikitesto]

La particolarità di questo film è che per interpretare le parti dei calciatori alleati sono stati chiamati nel cast numerosi atleti professionisti di fama internazionale: Pelé, fuoriclasse brasiliano tre volte campione del mondo (1958, 1962 e 1970); Bobby Moore, capitano della nazionale inglese campione del mondo nel 1966; il belga Van Himst, il polacco Deyna, l'argentino Ardiles campione del mondo nel 1978, tutti leader delle rispettive nazionali, e altri ancora. Sylvester Stallone interpreta un soldato (in realtà una spia) canadese più avvezzo al football canadese che al calcio, portiere dallo stile molto grezzo, che a più riprese chiede a Colby quale sia il giusto piazzamento sul corner, ma che all'ultimo minuto parerà il decisivo rigore che avrebbe permesso ai tedeschi di vincere la partita.

Sylvester Stallone fu allenato dal portiere Gordon Banks per la preparazione a questo film[3]. L'attore si ruppe un dito per parare un potente tiro di Pelé, e si slogò una spalla per girare le scene delle parate senza controfigura[4].

L'unico calciatore statunitense del cast, singolarmente, interpreta il ruolo di un atleta tedesco, il capitano Baumann. Si tratta di Werner Roth, nato nella ex-Jugoslavia da genitori provenienti dalla Germania e americano per naturalizzazione: su invito di Pelé, Roth si presentò alla produzione e fu ingaggiato per il film, inizialmente per recitare la parte di un calciatore francese schierato con gli Alleati. Ma quando John Huston si accorse che Roth parlava anche tedesco, gli affidò la parte di Baumann.

La formazione degli Alleati[modifica | modifica wikitesto]

Per nazionalità si intende quella dell'attore e non del personaggio. Pelé infatti interpreta un giocatore originario di Trinidad e Tobago, il Brasile entrò in guerra solo successivamente all'ambientazione del film. Così pure Kevin O'Calloghan, irlandese, ed Osvaldo Ardiles, sono nati in nazioni estranee alla seconda guerra mondiale ad Ardiles in particolare fu dato il ruolo di un calciatore militare francese. Sylvester Stallone interpreta un soldato canadese.

N. Nome Nazione Interpretato da
1 Robert Hatch Stati Uniti Stati Uniti Sylvester Stallone
2 Michel Fileu Belgio Belgio Paul Van Himst
3 John Colby (cap.) Inghilterra Inghilterra Michael Caine
4 Pieter van Beck Paesi Bassi Paesi Bassi Co Prins
5 Doug Clure Inghilterra Inghilterra Russell Osman
6 Terry Brady Inghilterra Inghilterra Bobby Moore
7 Arthur Hayes Scozia Scozia John Wark
8 Carlos Rey Argentina Argentina Osvaldo Ardiles
9 Sid Harmor Inghilterra Inghilterra Mike Summerbee
10 Luis Fernandez Brasile Brasile Pelé
11 Erik Borg Danimarca Danimarca Søren Lindsted
(sost.) Paul Wolchek Polonia Polonia Kazimierz Deyna
(sost.) Gunnar Hilsson Norvegia Norvegia Hallvar Thoresen
(sost.) Tony Lewis Irlanda Irlanda Kevin O'Callaghan

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ http://footballpoetssociety.blogspot.com/2006/03/due-libri-tre-film.html Dynamo: Defending the Honour of Kiev
  2. ^ La cosa non è irreale: Fernandez esce dal campo infortunato e, secondo le regole dell'epoca, non viene sostituito (le sostituzioni furono introdotte solo negli anni 50-60, prima in Sudamerica e poi in Europa): all'epoca il giocatore infortunato usciva, la squadra restava con un uomo in meno, che poteva poi rientrare - se ripresosi - in qualunque momento. Nel caso del portiere, questi poteva essere sostituito temporaneamente da un altro giocatore, cosa che avviene tutt'oggi se una squadra ha esaurito le sostituzioni
  3. ^ (EN) Stallone portiere, Yahoo!. URL consultato il 30 giugno 2014.
  4. ^ (EN) Info, IGN Official Site. URL consultato il 3 luglio 2013.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]