Johan Cruijff

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Johan Cruijff
Cruyff a la banqueta del Camp Nou.jpg
Cruijff nel 2009
Dati biografici
Nome Hendrik Johannes Cruijff
Nazionalità Paesi Bassi Paesi Bassi
Altezza 176 cm
Peso 68 kg
Calcio Football pictogram.svg
Dati agonistici
Ruolo Allenatore (ex attaccante, centrocampista)
Ritirato 1984
Carriera
Giovanili
1959-1964 Ajax Ajax
Squadre di club1
1964-1973 Ajax Ajax 239 (190)
1973-1978 Barcellona Barcellona 143 (48)
1979-1980 L.A. Aztecs L.A. Aztecs 27 (14)
1980 Diplomats Diplomats 27 (10)
1980-1981 Levante Levante 10 (2)
1981 Diplomats Diplomats 5 (2)
1981-1983 Ajax Ajax 36 (14)
1983-1984 Feyenoord Feyenoord 33 (11)
Nazionale
1966-1977
1973-1976
Paesi Bassi Paesi Bassi
Catalogna Catalogna
48 (33)
2 (0)
Carriera da allenatore
1985-1988 Ajax Ajax
1988-1996 Barcellona Barcellona
2009-2013 Catalogna Catalogna
Palmarès
W.Cup.svg  Mondiali di calcio
Argento Germania Ovest 1974
UEFA European Cup.svg  Europei di calcio
Bronzo Jugoslavia 1976
1 Dati relativi al solo campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
Statistiche aggiornate al 28 aprile 2011

Hendrik Johannes Cruijff, detto Johan e spesso scritto Cruyff al di fuori dei Paesi Bassi (in olandese [joːˈhɑn krœyf][1][2] pronuncia[?·info]; Amsterdam, 25 aprile 1947), ex allenatore di calcio ed ex calciatore olandese, nonché ex dirigente sportivo.

Considerato uno dei migliori giocatori della storia del calcio e da alcuni il migliore in assoluto[3][4][5][6][7][8] fu l'interprete più emblematico del calcio totale con cui l'Ajax e l'Olanda di Rinus Michels rivoluzionarono la storia del calcio tra la seconda metà degli anni sessanta e la prima metà dei settanta.[9]

Nel corso della carriera gli sono stati affibbiati diversi soprannomi: il più famoso è Profeta del gol, che ispirò il titolo del film-documentario sulle gesta di Cruijff diretto da Sandro Ciotti[10]. Il giornalista Gianni Brera lo ribattezzò il Pelé bianco[11].

Ha vinto il Pallone d'oro per tre volte come Michel Platini e Marco van Basten[12]: nel 1971, nel 1973 e nel 1974. Fra Nazionale olandese e squadre di club segnò da professionista 402 gol in 716 partite ufficiali.[13] È stato eletto secondo miglior calciatore del XX secolo dietro Pelè nella classifica stilata dall'IFFHS[14].

È uno dei sei allenatori ad aver vinto la Coppa dei Campioni dopo averla vinta da giocatore: detiene il record con Miguel Muñoz, Giovanni Trapattoni, Josep Guardiola, Frank Rijkaard e Carlo Ancelotti.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

A 12 anni perse il padre per un attacco cardiaco; subito dopo la madre dovette cedere la casa e il negozio di prodotti ortofrutticoli. Johan ottenne per lei, dal vicepresidente dell'Ajax, un posto come donna delle pulizie allo stadio e come commessa al banco del bar della società[15]. Le conseguenti difficoltà economiche sono notevoli, e Johan lascia gli studi per diventare calciatore[16].

Venne scartato dal servizio militare per colpa dei suoi piedi piatti e della caviglia sformata.[17]

Il 2 dicembre 1968 sposa Danny Coster, fotomodella conosciuta quattro anni prima, figlia del ricchissimo commerciante di diamanti Cor Coster, che diventerà suo manager[15].

Ha un figlio, Jordi Cruijff, chiamato così in onore di San Giorgio, patrono della Catalogna, nato nel periodo in cui il padre giocava per il Barcellona. Il nome fu registrato in Olanda perché in Spagna vigeva ancora il franchismo che vietava i nomi non spagnoli.[15] Da un'altra figlia, sposatasi con il calciatore Jesús Angoy, ha avuto il nipote Jessua Andrea, anch'egli del mestiere.[18]

Caratteristiche tecniche[modifica | modifica sorgente]

Era un giocatore perfettamente ambidestro, scattante e allo stesso tempo elegante: benché non ricoprisse un ruolo ben definito, poteva essere considerato un centravanti di manovra o un trequartista, che, occupandosi sia dell'impostazione della manovra sia della finalizzazione, univa a una raffinata tecnica individuale un'imperiosa velocità [19]: questo gli permetteva di partire palla al piede e, soprattutto nei primi metri di scatto, di rendersi insidioso per ogni difensore quanto immarcabile per ogni mediano, grazie anche a un dribbling fulmineo.[19][20]

Tatticamente molto duttile, di ottima tenuta fisica ed estremamente generoso, queste doti lo rendevano un instancabile corridore, capace di salvare il pallone sulla propria linea di porta o di pressare gli attaccanti avversari con temperamento e carisma, per poi, riconquistata la palla, continuare l'azione tessendo le trame del gioco e andando al tiro nell'area di rigore avversaria.[21]

Carriera[modifica | modifica sorgente]

Club[modifica | modifica sorgente]

Gli inizi all'Ajax[modifica | modifica sorgente]

Tra i giocatori e i dirigenti dell'Ajax Amsterdam, Johan divenne presto popolare e sempre più spesso riceveva in regalo il biglietto per assistere alle partite casalinghe degli ajacidi. Entrò a far parte del settore giovanile dell'Ajax nel giorno del suo decimo compleanno, insieme al fratello Hendrik detto Heini: il fratello stopper, lui mezzala[22]. Vic Buckingham, allenatore della prima squadra dell'Ajax, si prese cura della preparazione atletica del ragazzino, impostando per lui uno specifico programma di rafforza­mento consistente nell'allenarsi con sacchetti di zavorra di quattro chili, ciascuno infilato nella giubba della tuta.[17][21] Nonostante i problemi familiari, il giovane Cruijff segna 74 reti nel suo primo campionato ufficiale a livello giovanile[11].

A 14 anni Johan vince il suo primo campionato, nella categoria Allievi. A 16 firma il primo cartellino con l'Ajax. In prima squadra debutta il 15 novembre 1964 in Groningen-Ajax (1-3). La settimana successiva realizza il suo primo gol nel 5-0 interno contro il PSV[15][23].

L'arrivo di Michels e l'era del calcio totale[modifica | modifica sorgente]

Nel gennaio 1965 l'Ajax è vicina alla zona retrocessione e, nello stesso periodo, subisce una sconfitta contro i rivali del Feyenoord per 9-4, risultato che porta all'esonero l'allenatore Vic Buckingham: a prenderne il posto, all'indomani del pareggio nel derby con il DWS Amsterdam nella partita successiva, fu Rinus Michels, ex centravanti trentottenne dell'Ajax e della Nazionale olandese. Fu così che per Cruijff e la squadra iniziò una nuova era, quella del Calcio totale[24].

Dopo aver evitato la retrocessione nel 1964-1965 la squadra avviò un ciclo contrassegnato da tre vittorie consecutive in campionato e una in Coppa d'Olanda. Pur non essendo un attaccante puro, Cruijff segnava con regolarità, e arrivò a realizzare 33 gol in 30 partite nel torneo 1966-1967. Il 1969 fu l'anno della prima finale in Coppa dei Campioni contro il Milan di Nereo Rocco, persa per 4-1[25].

Nel 1970 inizia a indossare la mitica maglia numero 14: Gerry Muhren, suo compagno di squadra, racconta infatti che Cruijff di solito indossava il 9, ma un giorno, prima di una gara di campionato, non si riuscì a trovare la maglia di Muhren. Allora Cruijff gli cedette il suo 9 e si prese il 14: l'Ajax vinse con facilità e da quel momento Cruijff indossò la maglia contrasegnata dal numero 14[26].

Nel 1971 la società olandese ottiene la prima vittoria della sua storia in Coppa dei Campioni, battendo in finale per 2-0 il Panathinaikos allenato da Ferenc Puskás. Cruijff fornì l'assist per il gol di Arie Haan[27]. Cruijff verrà poi premiato con il suo primo Pallone d'oro.

Nella stagione 1971-1972 la squadra ottiene la cosiddetta "tripletta" (vittoria nazionale, europeo e mondiale). I lancieri arrivarono in finale di Coppa dei Campioni 1971-1972 contro l'Inter di Sandro Mazzola, giocando la finale a Rotterdam in casa dei rivali del Feyenoord. Cruijff fu protagonista di questo match[28]. La coppa nazionale fu vinta contro l'ADO Den Haag per 3-2.

Anche la stagione successiva è vincente: l'Ajax vince ancora il campionato e la Coppa dei Campioni (battendo in finale la Juventus 1-0 con rete di Johnny Rep) per la terza volta consecutiva.

Tra il 1965 e il 1973 vince complessivamente sei campionati, tre Coppe dei Campioni, una Coppa Intercontinentale e una Supercoppa UEFA.

Il passaggio al Barcellona[modifica | modifica sorgente]

Nell'estate del 1973 la Spagna riapre le frontiere ai calciatori stranieri; Real Madrid e Ajax si accordano segretamente, ma Johan è restio ad accettare il passaggio alle "merengues"[29]: vuole andare al Barcellona per mantenere la promessa fatta tre anni prima al presidente blaugrana Montal. Cruijff si dichiara pronto a lasciare il calcio nel caso non andasse a buon fine il suo passaggio al Barcellona, e così viene effettuato un primo contatto fra le due società durante un torneo estivo a La Coruña. Van Praag, presidente dell'Ajax, cerca di rilanciare il più possibile, mentre Cruijff inizia la stagione giocando con l'Ajax; la firma del contratto arriva il 13 agosto 1973 (il 22 agosto per altri), ponendo così fine a una lunga trattativa.[30]

Al Barcellona[modifica | modifica sorgente]

Cruijff con la maglia del Barcellona

Nel 1973 venne ceduto al Barcellona per la cifra di tre milioni di fiorini olandesi, poco più di un miliardo di lire dell'epoca, firmando un contratto da un miliardo e trecento milioni di lire: lo stesso anno i colossi assicurativi dei Lloyd's di Londra assicurarono le gambe di Cruijff per due miliardi e mezzo[15][31]. Al Barcellona veste la maglia numero 9 (invece del suo 14) e ritrova anche come allenatore Rinus Michels[32]. A causa di problemi legati alla definizione del contratto (curata dal suocero miliardario, il commerciante di diamanti Cor Coster[30]), Cruijff riesce a debuttare solo il 28 ottobre 1973, quando la squadra blaugrana è penultima in classifica (con 3 sconfitte sulle 7 gare disputate) ed è già stata eliminata al primo turno della Coppa UEFA 1973-1974. Johan Cruijff debutta nella Liga nel Camp Nou segnando due reti ed il Barcellona vince per 4-0 sul Granada[25]. Il Barcellona non vince la Liga da 14 anni, dai tempi di Helenio Herrera, Luisito Suárez, László Kubala ed Evaristo de Macedo: l'inizio di stagione fa pensare a un'annata di transizione; seguirono poi 10 vittorie di fila, con un totale di 26 partite senza sconfitte[30]. Il 22 dicembre 1973 segna una rete con una rovesciata di tacco nella vittoria, per 2–1, contro l'Atletico Madrid, gol che gli frutterà il soprannome di "Olandese volante"[25][33]. Il 16 febbraio 1974 il Barcellona batte il Real Madrid al Santiago Bernabéu con un 5-0: la stagione 1973-1974 si chiude con la vittoria della Liga e con 16 reti per l'olandese (suo record personale di marcature in una edizione del torneo spagnolo). La stagione 1973-1974 si chiude con Germania Ovest 1974 che vede ancora Cruijff protagonista: la sua "arancia meccanica", guidata come il Barcellona dal maestro Rinus Michels, raggiunge la finale ma perde contro i padroni di casa della Germania Ovest. Questa è stata senz'altro la miglior stagione per Cruijff, tanto da ricevere nel 1974 il suo terzo Pallone d'oro. In questa stagione, considerando tutte le competizioni, ha disputato 52 partite segnando 32 reti[30].

Nella stagione 1974-1975 il Barcellona si classifica al terzo posto, dietro a Real Madrid e Real Saragozza. Con la partenza di Rinus Michels iniziano i primi problemi per il Pelé Bianco: arriva Hennes Weisweiler. Il braccio di ferro fra allenatore e giocatore continua per tutta la stagione: Weisweiler considera l'olandese un giocatore qualsiasi, mentre questi vuol essere al centro della scena. Alla fine il tedesco viene esonerato e viene richiamato Michels[30].

La sconfitta alle elezioni di Montal e altri fattori lo portano ad annunciare il ritiro dalle scene calcistiche a 31 anni[15].

Il ritorno al calcio[modifica | modifica sorgente]

Cruijff con la maglia del Milan nel Mundialito

A sollecitarlo al ritorno all'attività è il suo manager nonché suocero Cor Coster[15]. Decide così di andare a giocare nella NASL. L'"avventura americana" ebbe inizio con i New York Cosmos, tuttavia dopo aver disputato due amichevoli decise di non proseguire la sua avventura con i newyorchesi[34], infatti nel 1979 firma per i Los Angeles Aztecs un contratto da 3 miliardi e mezzo di lire più le percentuali sugli incassi di 2 anni[11]. L'anno successivo veste la maglia dei Washington Diplomats. Dopo due stagioni in America, Cruijff ritorna in Spagna per vestire la maglia del Levante, nella seconda divisione spagnola: con gli Spagnoli gioca una stagione disputando una decina di partite.

Il 16 giugno 1981 disputa la prima partita del Mundialito per club, vestendo contro il Feyenoord la maglia del Milan, neopromosso in Serie A. Cruijff, reduce da un'operazione agli adduttori della gamba sinistra sole tre settimane prima, appare in cattive condizioni: si segnala solo per un assist ad Antonelli e a fine primo tempo viene sostituito da Francesco Romano[30]. Questa fu l'unica apparizione in questa edizione del Mundialito. Il passaggio ai rossoneri non si concretizzò[35].

Il 6 dicembre del 1981 torna a vestire la maglia dell'Ajax che, al De Meer, batte 4-1 l'Haarlem; nella stessa partita realizza un gol[15]. Assieme ai giovani Frank Rijkaard e Marco van Basten disputa altre due stagioni (solo una con il secondo), vincendo due campionati e una coppa. In totale con i lancieri disputa 275 partite di campionato con 205 reti prima di passare al Feyenoord Rotterdam della matricola Ruud Gullit nell'estate del 1983, esperienza che lo vede giocare in un inedito ruolo di libero vincendo il campionato, il nono, e la Coppa d'Olanda, la sesta della sua carriera.

Nazionale[modifica | modifica sorgente]

Nazionale giovanile e gli esordi con "record"[modifica | modifica sorgente]

Il 24 marzo 1965, a Leeuwarden, Cruijff debutta nella Nazionale Giovanile per gli Europei di categoria. A 19 anni vince il campionato ed esordisce, con gol, in Nazionale: la partita è Olanda-Ungheria (2-2), gara nella quale accade l'episodio del pugno all'arbitro. Questo episodio lo rende anche il primo giocatore espulso della storia della selezione arancione:[25] il record gli costò un anno di squalifica, sanzione che peraltro venne attenuata, ma che la­sciò il segno nei rapporti tra Cruijff e la sua Nazionale[15]: da quel mo­mento in poi si sarebbe con­cesso con molta parsimonia alla Nazionale, soprattutto dopo il trasferimento in Spagna.

Gli fu assegnata per la prima volta la fascia di capitano verso la fine del 1971.

Il Mondiale dell'Arancia Meccanica[modifica | modifica sorgente]

Il mondiale di Germania Ovest 1974 vede l'Olanda segnalarsi per l'applicazione del cosiddetto calcio totale.

Il girone di qualificazione venne superato con gli oranje che esordiscono con vittoria, 2-0 sui due volte campioni dell'Uruguay; dopo il pareggio senza reti contro la Svezia, Cruijff guida i suoi ad un 4-1 sulla Bulgaria: realizza due assist[36] e si procura il rigore poi realizzato da Neeskens[37].

Nella seconda fase l'Olanda supera altre due squadre: l'Argentina viene travolta da un 4-0, con il capitano che segna una doppietta e serve altri due assist[38]. Segue la Germania Est: 2-0 con gol di Johnny Rep e Arie Haan.

Cruijff inseguito da Berti Vogts nella finale dei mondiale del 1974

All'Olanda per raggiungere la finale di Monaco basterebbe un pareggio con i campioni in carica del Brasile, ma Cruijff non si accontenta: nonostante le frequenti provocazioni dei brasiliani[39], fornisce a Neesekens un assist rasoterra per l'1-0 e realizza il gol del raddoppio in spaccata su assist di Rensenbrink[40].

Il 7 luglio si gioca la finale all'Olympiastadion di Monaco contro la Germania Ovest: Cruijff si guadagna un calcio di rigore, trasformato da Neeskens; dopo 2 minuti l'Olanda è in vantaggio.

I tedeschi raggiungono il pari con un rigore realizzato da Paul Breitner; Cruijff, è marcato strettamente da Vogts. Allo scadere del primo tempo, Bonhof, avanzando lungo la fascia destra, supera Haan in dribbling e crossa al centro verso Müller, che realizza il gol del sorpasso. Protestando animatamente con Taylor, quest'ultimo ammonisce Cruijff per proteste durante il rientro negli spogliatoi.

Nella ripresa gli arancioni premono, ma il risultato rimane invariato ed i tedeschi sono Campioni del Mondo[41].

Il fallimento agli Europei e l'addio alla Nazionale[modifica | modifica sorgente]

La Nazionale olandese si presenta agli Europei 1976 in Jugoslavia con l'intenzione di puntare al titolo, ma anche questa impresa non si conclude positivamente: liti interne allo spogliatoio tra Cruijff e Van Hanegem danneggiano irrimediabilmente l'affiatamento della squadra[42] che si classifica al terzo posto. Nonostante una prestazione sommariamente di buon livello (segnando anche un gol a pallonetto dai pressi dell'out contro il Belgio) Cruijff, dopo aver guidato l'Olanda alla qualificazione ai Mondiali in Argentina, annuncia la sua scelta di non voler partecipare alla fase finale di questi ultimi, decisione presa in seguito al sequestro subito a Barcellona a danni suoi e della sua famiglia, e, successivamente, per protesta contro il governo militare argentino.[15]

Allenatore[modifica | modifica sorgente]

Ajax[modifica | modifica sorgente]

Duecento giorni dopo il suo secondo e definitivo ritiro dall'attività agonistica Cruijff viene chiamato il 6 giugno 1985 dall'Ajax per sostituire Leo Beenhakker nel ruolo di tecnico, nonostante Cruijff non avesse un patentino da allenatore.[43]

Con l'Ajax vince due Coppe d'Olanda consecutive, nel 1986 e nel 1987, e la Coppa delle Coppe, conquistata ad Atene il 13 maggio 1987 contro i tedeschi del Lokomotiv Lipsia per 1-0 con gol di Van Basten: erano quattordici anni che l'Ajax non raggiungeva il trionfo in una competizione europea. Il 4 gennaio 1991 lascia il ruolo.

Barcellona[modifica | modifica sorgente]

Cruijff sulla panchina del Barcellona

Ripetendo il viaggio che aveva fatto da calciatore nel 1988, Cruijff lascia l'Ajax per sedere sulla panchina del Barcellona il 5 maggio 1988; iniziò così a ricostruire dalle fondamenta la squadra, facendo cedere una dozzina di giocatori (tra cui il tedesco Bernd Schuster) e spendendo due miliardi di pesetas per l'acquisto di nuovi giocatori[44]: Miquel Soler, José Mari Bakero, Txiki Begiristain, Ernesto Valverde, Ricardo Serna, Juan Carlos Unzué, Jon Andoni Goikoetxea, Eusebio Sacristán, Julio Salinas, Aloísio Pires Alves e Luis María López Rekarte . Negli otto anni alla guida della squadra Cruijff fondò l'ossatura della formazione su giocatori come Josep Guardiola, José Mari Bakero, Txiki Begiristain, Guillermo Amor, Jon Andoni Goikoetxea, Ronald Koeman, Michael Laudrup e Hristo Stoičkov, votato Pallone d'oro 1994.

Sotto gli otto anni della sua gestione i catalani ottengono risultati mai raggiunti nel corso della loro storia, vincendo per quattro volte consecutive la Liga Spagnola, una Coppa del Re nel 1990, una Coppa delle Coppe e arrivando alla conquista della loro prima Coppa dei Campioni, battendo per 1-0 la Sampdoria di Gianluca Vialli e Roberto Mancini allo Stadio Wembley di Londra con gol di Koeman dopo 112 minuti di gioco. Ad Atene il 18 maggio 1994 Cruijff perde per 4-0 la Champions League contro il Milan di Capello, grazie alle reti di Massaro (doppietta), di Savicevic e Desailly. Lascia il club il 18 maggio 1996.

I problemi di salute e il ritorno come allenatore della Catalogna[modifica | modifica sorgente]

Nel 1996 annuncia il suo ritiro dagli scenari internazionali del calcio a causa dei ripetuti infarti patiti nel corso degli anni novanta[45][46].

Torna ad allenare dopo quattordici anni di assenza: la nuova sfida lo vede nelle vesti di allenatore della selezione catalana.

L'esordio è vincente: il 22 dicembre del 2009, al Camp Nou di Barcellona, la Catalogna batte in amichevole l'Argentina di Maradona per 4-2.[47] Il 2 gennaio 2013 guida per l'ultima volta la selezione catalana nel pareggio 1-1 con la Nigeria. Dopo la partita giocata all'Estadio Cornellà-El Pra, infatti, si dimette e conclude definitivamente la sua carriera da tecnico.

Dirigente[modifica | modifica sorgente]

Johan Cruijff nel 2009

Ajax[modifica | modifica sorgente]

Il 20 febbraio 2008 diventa dirigente dell'Ajax con Marco van Basten allenatore[48].

Barcellona[modifica | modifica sorgente]

Il 26 marzo 2010 il Barcellona annuncia ufficialmente la sua nomina come presidente onorario del club,[49] nomina revocatagli il 1º luglio 2010 in seguito all'arrivo del nuovo presidente Sandro Rosell.[50]

Nuovamente Ajax[modifica | modifica sorgente]

L'11 febbraio 2011 torna all'Ajax nelle vesti di dirigente. La nuova avventura ad Amsterdam provoca una serie di polemiche all'interno della società, tali da spingere Rik van den Boog, direttore generale, alle dimissioni.[51] Dal 7 giugno seguente diventa membro del consiglio dirigenziale dell'Ajax insieme a Edgar Davids e sotto la nuova presidenza di Steven ten Have[52].

A novembre di questo anno Cruijff si lamenta di non essere stato informato dell'ingaggio dei nuovi dirigenti Louis van Gaal, Martin Sturkenboom e Danny Blind, commentando così la decisione del consiglio direttivo: "Qui sono impazziti"[53][54][55]. A Edgar Davids inoltre avrebbe detto: "Sei qua solo perché sei nero". Il 28 novembre Cruijff insieme agli allenatori del vivaio Wim Jonk, Dennis Bergkamp, Bryan Roy, Ronald de Boer, John Bosman, Jaap Stam, Marc Overmars, Michel Kreek, Orlando Trustfull e Dean Gorré ha annunciato che avrebbe adito alle vie legali, ritenendo che gli ingaggi dei tre nuovi dirigenti possano modificare l'impostazione tecnica adottata dal club.[56][57]. Il giorno successivo Rob Been, presidente del consiglio direttivo, a nome del consiglio di amministrazione ha chiesto a Cruijff di lasciare il club. Una giunta elettorale provvisoria ha guidato il club fino al 12 dicembre, quando è stato eletto il nuovo consiglio al posto dei cinque attuali membri del board, invitati a lasciare la società [58] Il 7 febbraio 2012 è stata pronunciata la sentenza secondo la quale la nomina di van Gaal a direttore generale dei lancieri sarebbe stata irregolare e così il 10 febbraio il board (quattro consiglieri più Cruijff, che resta come consulente) si è dimesso insieme a Martin Sturkenboom e Danny Blind.[59]. Il 10 aprile 2012 lascia la carica di dirigente.

Chivas[modifica | modifica sorgente]

Il 15 febbraio 2012 viene presentato come nuovo direttore generale dei Chivas, squadra del campionato di calcio messicano[60] in crisi di risultati. Il presidente Jorge Vergara gli affida pieni poteri sulle scelte della società. Tra le prime decisioni prese da Cruijff, c'è quella di portare in Messico come nuovo allenatore della squadra John van 't Schip. Con Cruijff al timone, i Chivas falliscono per due volte l'accesso alla Liguilla, la fase finale del campionato messicano. Il 2 dicembre 2012, dopo pochi mesi dal suo arrivo, la squadra messicana con un comunicato annuncia che il contratto di Cruijff è stato sciolto per non aver conseguito gli obiettivi preposti.[61][62]

Cruijff nella cultura di massa[modifica | modifica sorgente]

L'8 luglio 1974, settimane dopo il secondo posto nella Coppa del Mondo del 1974, Cruijff viene investito del titolo di Cavaliere della Casa d'Orange e diviene membro onorario della Reale Federazione Calcistica dei Paesi Bassi[63]. Nel 2004, è stato eletto come sesto olandese più grande della storia[64].

In occasione del suo sessantesimo compleanno, l'Ajax ha ritirato la maglia numero 14.[65] Tale numero gli fu consentito anche nella Nazionale olandese, ma non nel Barcellona, perché la Federazione spagnola, che all'epoca prevedeva per le maglie dei giocatori titolari la numerazione dall'1 all'11, gli negò la deroga[66][67]. Cruijff scelse il numero 9, ma sotto la prima maglia del Barcellona ne indossava un'altra con il numero 14[68].

Curiosamente, durante il campionato mondiale di calcio 1974, Cruijff, "uomo immagine" della Puma, scese in campo vestendo una versione particolare della divisa sponsorizzata Adidas, partner ufficiale della Nazionale olandese: la maglia presentava due sole strisce sulle maniche, rispetto alle classiche tre della casa tedesca[69].

Un planetoide (il numero 14282) è stato ribattezzato Cruijff in suo onore[70].

Impegno nel sociale[modifica | modifica sorgente]

Dopo i due by-pass nel 1991 è diventato testimonial di una celebre campagna antifumo: «Nella mia vita ho avuto solo due vizi: uno, il calcio, mi ha dato tutto, l'altro, il fumo, stava per togliermelo» recita lo slogan[15].

Cruijff ha dato vita ad una fondazione benefica, la Johan Cruijff Foundation, con scuole di calcio e tornei di calcio a sei patrocinati dal quotidiano De Telegraaf[71].

Statistiche[modifica | modifica sorgente]

Cronologia presenze e reti nei club[modifica | modifica sorgente]

Stagione Squadra Campionato Coppe nazionali Coppe continentali Altre coppe Totale
Comp Pres Reti Comp Pres Reti Comp Pres Reti Comp Pres Reti Pres Reti
1964-1965 Olanda Ajax ED 10 4 CO 0 0 - - - - - - 10 4
1965-1966 ED 19 16 CO 4 9 - - - - - - 23 25
1966-1967 ED 30 33 CO 5 5 CC 6 3 - - - 41 41
1967-1968 ED 33 25 CO 5 6 CC 3 2 - - - 41 33
1968-1969 ED 29 24 CO 3 3 CC 10 6 - - - 42 33
1969-1970 ED 33 23 CO 5 6 CdF 8 4 - - - 46 33
1970-1971 ED 25 21 CO 6 5 CC 6 1 - - - 37 27
1971-1972 ED 32 25 CO 4 3 CC 9 5 - - - 45 33
1972-1973 ED 26 16 CO 0 0 CC 6 3 CInt 2 1 34 20
ago.-ott. 1973 ED 2 3 CO 0 0 - - - - - - 2 3
Ajax 1964-1974 239 190 32 37 48 24 - - 319 251
ott.1973-1974 Spagna Barcellona PD 26 16 CG 0 0 CU 0 0 - - - 26 16
1974-1975 PD 30 7 CG 0 0 CC 8 0 - - - 38 7
1975-1976 PD 29 6 CG 0 0 CU 9 2 - - - 38 8
1976-1977 PD 30 14 CR 0 0 CU 7 5 - - - 37 19
1977-1978 PD 28 5 CR 7 1 CU 10 5 - - - 45 11
Totale Barcellona 143 48 7 1 34 12 - - 184 61
1979 Stati Uniti Los Angeles Aztecs NASL 27 14 - - - - - - - - - 27 14
1980 Stati Uniti Washington Diplomats NASL 27 10 - - - - - - - - - 27 10
mar.-giu. 1981 Spagna Levante SD 10 2 CR 0 0 - - - - - - 10 2
1981 Stati Uniti Washington Diplomats NASL 5 2 - - - - - - - - - 5 2
Totale Washington Diplomats 32 12 - - - - - - 32 12
1981-1982 Olanda Ajax ED 15 7 CO 1 0 - - - - - - 16 7
1982-1983 ED 21 7 CO 7 2 CC 2 0 - - - 30 9
Totale Ajax 275 204 40 39 50 24 - - 365 267
1983-1984 Olanda Feyenoord ED 33 11 CO 7 1 CU 4 1 - - - 44 13
Totale Carriera 520 290 54 42 88 37 - - 662 369

Cronologia presenze e reti in Nazionale[modifica | modifica sorgente]

Palmarès[modifica | modifica sorgente]

Giocatore[modifica | modifica sorgente]

Club[modifica | modifica sorgente]

Competizioni nazionali[modifica | modifica sorgente]
Ajax: 1965-1966, 1966-1967, 1967-1968, 1969-1970, 1971-1972, 1972-1973, 1981-1982, 1982-1983
Feyenoord: 1983-1984
Ajax: 1966-1967, 1969-1970, 1970-1971, 1971-1972, 1982-1983
Feyenoord: 1983-1984
Barcellona: 1973-1974
Barcellona: 1977-1978
Competizioni internazionali[modifica | modifica sorgente]
Ajax: 1970-1971, 1971-1972, 1972-1973
Ajax: 1973
Ajax: 1972

Individuale[modifica | modifica sorgente]

1971, 1973, 1974
1984
1966-1967 (33 gol), 1971-1972 (25 gol)
1979

Allenatore[modifica | modifica sorgente]

Competizioni nazionali[modifica | modifica sorgente]

Ajax: 1985-1986, 1986-1987
Barcellona: 1989-1990
Barcellona: 1990-1991, 1991-1992, 1992-1993, 1993-1994
Barcelona: 1991, 1992, 1994

Competizioni internazionali[modifica | modifica sorgente]

Barcellona: 1991-1992
Ajax: 1986-1987
Barcellona: 1988-1989
Barcellona: 1992

Individuale[modifica | modifica sorgente]

1987
1990-1991
  • Premio Onze al miglior allenatore europeo dell'anno: 2
1992, 1994

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Bruno Migliorini, Carlo Tagliavini; Pietro Fiorelli, Il DOP - Dizionario d'ortografia e di pronunzia, 2ª ed., Roma, ERI, 1981, p. 344.
  2. ^ Johan Cruijff | Nationalencyklopedin
  3. ^ Il più grande di tutti i tempi - Calcio - Sportmediaset
  4. ^ Libero - Community - I siti personali
  5. ^ Totalità.it - Johannes Cruijff, il profeta del goal, l'olandese volante, il Pelè bianco
  6. ^ Presentazione II | Calciototale's Weblog
  7. ^ Johan Cruijff, dissidente da sempre
  8. ^ Marianella: "Napoli vincente senza Maradona? Che assurdità! Il più forte è Cruijff, Diego dopo Pelè"
  9. ^ Johan Cruijff Treccani.it
  10. ^ Il profeta del gol (Dvd)
  11. ^ a b c Johan Cruyff, Cruyff, Cruyff Johan, Biografia di Cruyff, Grandi campioni del calcio, grandi cannonnieri, grandi fuoriclasse
  12. ^ Il premio calcistico Pallone d'oro, organizzato dalla rivista francese France Football dal 1956 al 2009. Dal 2010 il riconoscimento è stato accorpato con il FIFA World Player of the Year e denominato Pallone d'oro FIFA, organizzato da France Football e dalla Fédération Internationale de Football Association. Anche se nell'uso comune si tende de facto a non fare distinzione tra "Pallone d'oro" e "Pallone d'oro FIFA", si tratta de iure di riconoscimenti diversi.
  13. ^ (EN) Johan Cruyff - Player Profile and Career History Football-history.net
  14. ^ IFFHS' Century Elections. URL consultato il 27-06-2010.
  15. ^ a b c d e f g h i j k I grandi calciatori olandesi: Johan Cruijff. URL consultato il 27 luglio 2010.
  16. ^ http://www.bianconerinews.com/blog/2011/05/06/i-miti-del-calcio-cruijff-lanatroccolo-dai-piedi-doro/
  17. ^ a b Biografia di Johan Cruyff New-dimension-software.com
  18. ^ Profilo su Calciozz.it
  19. ^ a b [1] Retestadio.it
  20. ^ FIFA.com - FIFA Classic Player
  21. ^ a b [2] storiedicalcio.altervista.org
  22. ^ Johann Cruijff, di Stefano Bedeschi - Leggi gratis i primi capitoli - ilmiolibro.it, pagina 7 di 10
  23. ^ Johann Cruijff, di Stefano Bedeschi - Leggi gratis i primi capitoli - ilmiolibro.it, pagina 8 di 10 e pagina 9 di 10
  24. ^ Johann Cruijff, di Stefano Bedeschi - Leggi gratis i primi capitoli - ilmiolibro.it, pagina 9 di 10
  25. ^ a b c d Calcio Olandese: I grandi calciatori olandesi: Johan Cruijff
  26. ^ intervista tratta dal DVD I miti del calcio-Johan Cruyff edito dalla Gazzetta dello Sport
  27. ^ 1970-71: Inizia il dominio dell'Ajax - Tutto Champions
  28. ^ 1971-72: L'assolo del Papero - Tutto Champions
  29. ^ http://www.sportec.com/index/mitos/futbol/cruyff/curiosidades.htm
  30. ^ a b c d e f Johan Cruyff - "L'olandese volante"
  31. ^ http://golcalcio.it/Cruyff.htm
  32. ^ Libero di essere Johan Cruijff in tutto il mondo e oltre « Tuttomoltobello
  33. ^ Johan Cruyff el holandes volador - Taringa!
  34. ^ NY Cosmos, a volte rinascono
  35. ^ http://amarcordmilan.blog.lastampa.it/amarcord_milan_memorie_ro/page/3/
  36. ^ La Stampa numero del 24/06/74
  37. ^ L'unità numero del 24/06/74
  38. ^ La Stampa numero del 27/06/74
  39. ^ Sport - Notizie - MSN Italia
  40. ^ L'unità numero del 04/07/74
  41. ^ La storia dei Mondiali di calcio 1974 in Germania
  42. ^ Voetbalzone - Van Hanegem was beter dan Cruijff
  43. ^ Johan Cruyff Uniparmaclub.it (PDF)
  44. ^ Storia del FC Barcellona
  45. ^ CRUYFF, DUE BY-PASS 'POTEVA MORIRE' - Repubblica.it » Ricerca
  46. ^ Cruyff compie 60 anni
  47. ^ Calcio: Catalogna-Argentina 4-2 Ansa.it
  48. ^ Nuovo ruolo per Cruyff all'Ajax - UEFA.com
  49. ^ Liga: Il Barca del presidente onorario Cruijff rischia col Maiorca Goal.com
  50. ^ Johan Cruyff stripped of Barcelona honorary president title
  51. ^ m.v., Ajax, Cruijff contro tutti in Extra Time, 19 aprile 2011, p. 11.
  52. ^ FIFA.com - Legendary duo join Ajax board
  53. ^ (NL) Ajax beoogt nieuwe bezetting directie, ajax.nl, 16 novembre 2011.
  54. ^ van Gaal torna all'Ajax - Cruyff: "Sono impazziti", La Repubblica, 17 novembre 2011.
  55. ^ Luca Bianchin, Van Gaal dg Ajax e Cruijff non ci sta in La Gazzetta dello Sport.
  56. ^ Cruyff contro van Gaal - Si va in tribunale, La Repubblica, 28 novembre 2011.
  57. ^ Cruijff vuole fare causa all'Ajax in Extra Time, 29 novembre 2011, p. 10.
  58. ^ Van Gaal "batte" Cruyff: cacciato dall'Ajax, La Repubblica, 29 novembre 2011.
  59. ^ Crisi Ajax, si dimette il board in La Gazzetta dello Sport, 10 febbraio 2012, p. 19.
  60. ^ Messico: Cruijff nuovo dg dei Chivas corrieredellosport.it
  61. ^ Chivas terminates contract of advisor Johan Cruyff www.goal.com
  62. ^ Chivas fires Johan Cruyff as adviser soccernet.espn.go.com
  63. ^ Soccer Legends - Johan Cruyff
  64. ^ Elsevier.nl - Nederland - Tv-kijkers: Pim Fortuyn Grootste Nederlander
  65. ^ Cruijff, il 14 suo per sempre, gazzetta.it, 19 aprile 2007. URL consultato il 1º giugno 2008.
  66. ^ Dario Spagnoli: "La mia Akragas, quando i pali erano quadrati" | Sportlive.it - Sport, News, risultati, classifiche
  67. ^ Storia dei numeri di maglia
  68. ^ Johann Cruijff
  69. ^ (EN) Scott Murray e Sean Ingle, A tale of strips, stripes and strops, The Guardian, 30/05/2001
  70. ^ ‘Nederlandse’ Planetoiden
  71. ^ Johan Cruyff Foundation

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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