Johan Cruijff

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Johan Cruijff
Cruyff a la banqueta del Camp Nou.jpg
Cruijff nel 2009
Dati biografici
Nome Hendrik Johannes Cruijff
Paese bandiera Paesi Bassi
Nazionalità {{{CodiceNazione}}}
Passaporto
Altezza 176 cm
Peso 68 kg
Calcio Football pictogram.svg
Dati agonistici
Specialità
Categoria
Record
Ranking º
Best ranking º
Ruolo Allenatore (ex attaccante, centrocampista)
Società
Squadra Bandiera della Catalogna Catalogna
Ritirato 1984
Carriera
Giovanili
1959-1964 600px Bianco con striscia verticale spessa Rossa.png Ajax
Squadre di club1
1964-1973 600px Bianco con striscia verticale spessa Rossa.png Ajax 239 (190)
1973-1978 600px Catalano azulgrana.png Barcellona 143 (48)
1979-1980 600px Arancione con striscia bianca.png L.A. Aztecs 27 (16)
1980-1981 600px Bianco e Rosso.svg Diplomats 32 (12)
1981 600px Colori di Levante.png Levante 10 (2)
1981-1983 600px Bianco con striscia verticale spessa Rossa.png Ajax 36 (14)
1983-1984 600px Rosso e Bianco bordato di Nero con F al centro.png Feyenoord 33 (11)
Nazionale
1966-1978
1973-1976
Bandiera dell'Olanda Olanda
Bandiera della Catalogna Catalogna
48 (33)
2 (0)
Carriera da allenatore
1985-1988 600px Bianco con striscia verticale spessa Rossa.png Ajax
1988-1996 600px Catalano azulgrana.png Barcellona
2009- Bandiera della Catalogna Catalogna
Incontri disputati
Palmarès
W.Cup.svg  Mondiali di calcio
Argento Germania Ovest 1974
UEFA European Cup.svg  Europei di calcio
Bronzo Jugoslavia 1976
1 Dati relativi al solo campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
[[|]]
Dati agonistici
Specialità
Categoria
Record
Ranking º
Best ranking º
Ruolo
Società
Squadra
Ritirato
Carriera
Giovanili
Squadre di club
Nazionale
Carriera da allenatore
Incontri disputati
Palmarès
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Dati agonistici
Specialità
Categoria
Record
Ranking º
Best ranking º
Ruolo
Società
Squadra
Ritirato
Carriera
Giovanili
Squadre di club
Nazionale
Carriera da allenatore
Incontri disputati
Palmarès
Statistiche aggiornate al 28 aprile 2011

Hendrik Johannes Cruijff, detto Johan e spesso scritto Cruyff al di fuori dei Paesi Bassi (in olandese [joːˈhɑn krœyf][1][2] pronuncia[?·info]; Amsterdam, 25 aprile 1947), è un dirigente sportivo, allenatore di calcio ed ex calciatore olandese, commissario tecnico della Selezione di calcio della Catalogna, direttore generale del Chivas e consulente dell'Ajax.

Fu l'interprete più emblematico del calcio totale con cui l'Ajax e l'Olanda di Rinus Michels rivoluzionarono la storia del calcio tra la seconda metà degli anni sessanta e la prima metà dei settanta.[3]

Nel corso della carriera gli sono stati affibbiati diversi soprannomi: il più famoso è senza dubbio quello di Profeta del gol, che ispirò il titolo del film-documentario sulle gesta di Cruijff diretto da Sandro Ciotti. Il giornalista Gianni Brera lo ribattezzò, invece, il Pelé bianco[4]

Fu eletto Pallone d'oro per tre volte: nel 1971, nel 1973 e nel 1974. Fra Nazionale e squadre di club realizzò 377 reti in 612 partite.[5] È stato eletto secondo miglior calciatore del XX secolo (dietro Pelé) nella classifica stilata dall'IFFHS[6].

È uno dei sei allenatori ad aver vinto la Coppa dei Campioni dopo averla vinta da giocatore: detiene il record con Miguel Muñoz, Giovanni Trapattoni, Josep Guardiola, Frank Rijkaard e Carlo Ancelotti.

Indice

[modifica] Biografia

A 13 anni perse il padre per un attacco cardiaco; i problemi della famiglia si aggravarono allorché la madre nel giro di poco tempo dovette cedere la casa ed il negozio di prodotti ortofrutticoli. Johan ottenne per lei, dal vicepresidente dell'Ajax, un posto come donna delle pulizie allo stadio e come commessa al banco del bar[7]. Le conseguenti difficoltà economiche sono notevoli, ma Johan non smette di giocare a calcio, anzi, lascia gli studi per diventare calciatore[8].

Venne scartato dal servizio militare per colpa dei suoi piedi piatti e della caviglia sformata.[9]

Il 2 dicembre 1968 sposa Danny Coster, fotomodella conosciuta quattro anni prima, figlia del ricchissimo commerciante di diamanti Cor Coster, che diventerà suo manager[7].

Ha un figlio, Jordi Cruijff, chiamato così in onore di San Giorgio, patrono di Barcellona, nato nel periodo in cui il padre giocava per i catalani[7].

[modifica] Caratteristiche tecniche

Era un giocatore perfettamente ambidestro, potente ma allo stesso tempo elegante: benché non ricoprisse un ruolo ben definito, poteva essere considerato un centravanti di manovra o un trequartista, che, occupandosi al tempo stesso sia dell'impostazione della manovra sia della sua finalizzazione, univa a una raffinata tecnica individuale un'imperiosa velocità in allungo[10]: sovente questo gli permetteva di partire palla al piede e, soprattutto nei primi metri di scatto, di rendersi insidioso per ogni difensore quanto immarcabile per ogni mediano, grazie anche ad un dribbling fulmineo.[10][11]

Era anche tatticamente molto duttile: capace di salvare il pallone sulla linea della propria porta o di pressare gli attaccanti avversari, dopo aver riconquistato palla continuava l'azione tessendo le trame del gioco e andando al tiro nell'area di rigore avversaria nel giro di pochi secondi.[12]

[modifica] Carriera

[modifica] Club

[modifica] Gli inizi all'Ajax

Tra i giocatori e i dirigenti dell'Ajax Amsterdam, Johan divenne presto popolare e sempre più spesso riceveva in regalo il biglietto per assistere alle partite casalinghe degli ajacidi. Entrò a far parte del settore giovanile dell'Ajax nel giorno del suo decimo compleanno, insieme al fratello Hendrik detto Heini: il fratello stopper, lui mezzala. Vic Buckingham, allenatore della prima squadra dell'Ajax, si prese cura della preparazione atletica del ragazzino, impostando per lui uno specifico programma di rafforza­mento consistente nell'allenarsi con sacchetti di zavorra di quattro chili, ciascuno infilato nella giubba della tuta.[9][12] Nonostante i problemi familiari, il giovane Cruijff segna 74 reti nel suo primo campionato ufficiale a livello giovanile[13].

A 14 anni Johan vince il suo primo campionato, nella categoria Allievi. A 16 firma il primo cartellino con l'Ajax. In prima squadra debutta il 15 novembre 1964 in Groningen-Ajax (1-3). La settimana successiva realizza il suo primo gol nel 5-0 interno contro il PSV[7].

[modifica] L'arrivo di Michels e l'era del calcio totale

Immagine della rivista argentina El Gráfico con un articolo sulle contendenti della Coppa Intercontinentale 1972: Ajax e Independiente. Cruijff, a sinistra nella foto, è descritto come l'asso degli olandesi

Nel gennaio 1965 l'Ajax è vicina alla zona retrocessione e, nello stesso periodo, subisce una sconfitta contro i rivali del Feyenoord per 9-4, risultato che porta all'esonero l'allenatore Vic Buckingham: a prenderne il posto, all'indomani del pareggio nel derby con il DWS Amsterdam nella partita successiva, fu Rinus Michels, ex centravanti trentottenne dell'Ajax e della Nazionale olandese. Fu così che per Cruijff e la squadra iniziò una nuova era, quella del Calcio totale.

Dopo aver evitato la retrocessione nel 1964-1965 la squadra avviò un ciclo contrassegnato da tre vittorie consecutive in campionato e una in Coppa d'Olanda. Pur non essendo un attaccante puro, Cruijff segnava con regolarità, e arrivò a realizzare 33 gol in 30 partite nel torneo 1966-1967. Il 1969 fu l'anno della prima finale in Coppa dei Campioni contro il Milan di Nereo Rocco, persa per 4-1.

Nel 1970 inizia a indossare la mitica maglia N 14 : Gerry Muhren,suo compagno di squadra, racconta infatti che Cruyff di solito indossava la maglia N 9 Un giorno prima di una gara di campionato non si trovava la maglia di Muhren. Allora Cruyff gli cedette la sua N 9 e si prese la 14: l'Ajax vinse facile e da quel momento Cruyff indossò la Maglia N 14[14].

Nel 1971 la società olandese ottiene la prima vittoria in Coppa dei Campioni della sua storia: batté in finale 2-0 il Panathinaikos allenato da Ferenc Puskás. Cruijff fornì l'assist per il gol di Arie Haan[15]. Cruijff verrà poi premiato con il suo primo Pallone d'oro.

Nella stagione 1971-1972 la squadra ottiene la cosiddetta "tripletta" (vittoria nazionale, europeo e mondiale). I lancieri arrivarono in finale di Coppa dei Campioni 1971-1972 contro l'Inter di Sandro Mazzola, giocando la finale a Rotterdam in casa dei rivali del Feyenoord. Cruijff fu protagonista di questo match[16]. La coppa nazionale fu vinta contro l'ADO Den Haag per 3-2.

Anche la stagione successiva è vincente: l'Ajax vince il campionato per la seconda volta consecutiva e la Coppa dei Campioni (battendo in finale la Juventus 1-0 con rete di Johnny Rep) per la terza volta consecutiva.

Tra il 1965 e il 1973, vince complessivamente sei campionati, tre Coppe dei Campioni, una Coppa Intercontinentale e una Supercoppa UEFA.

[modifica] Il passaggio al Barcellona

Nell'estate del 1973 la Spagna riapre le frontiere ai calciatori stranieri; Real Madrid e Ajax si accordano segretamente, ma Johan è restio ad accettare il passaggio alle "merengues"[17]: vuole andare al Barcellona per mantenere la promessa fatta tre anni prima al presidente blaugrana Montal. Cruijff si dichiara pronto a lasciare il calcio nel caso non andasse a buon fine il suo passaggio al Barcellona, e così viene effettuato un primo contatto fra le due società durante un torneo estivo a La Coruña. Van Praag, presidente dell'Ajax, cerca di rilancianciare il più possibile, mentre Cruijff inizia la stagione giocando con l'Ajax; la firma del contratto arriva il 13 agosto 1973 (il 22 agosto per altri), ponendo così fine a una lunga trattativa.[18]

[modifica] Al Barcellona

Nel 1973 venne ceduto al Barcellona per la cifra di tre milioni di fiorini olandesi, poco più di un miliardo di lire dell'epoca, firmando un contratto da un miliardo e trecento milioni di lire: lo stesso anno i colossi assicurativi dei Lloyd's di Londra assicurarono le gambe di Cruijff per due miliardi e mezzo[19][7]. Al Barcellona veste la maglia numero 9 (invece del suo 14) e ritrova anche come allenatore Rinus Michels. A causa di problemi legati alla definizione del contratto (curata dal suocero miliardario, il commerciante di diamanti Cor Coster[20]), Cruijff riesce a debuttare solo il 28 ottobre 1973, quando la squadra blaugrana è penultima in classifica (con 3 sconfitte sulle 7 gare disputate) ed è già stata eliminata al primo turno della Coppa UEFA 1973-1974. Johan Cruijff debutta nella Liga nel Camp Nou segnando due reti ed il Barcellona vince per 4-0 sul Granada. Il Barcellona non vince la Liga da 14 anni, dai tempi di Helenio Herrera, Luisito Suarez, Kubala ed Evaristo de Macedo: l'inizio di stagione fa pensare a una annata di transizione; seguirono poi 10 vittorie di fila, con un totale di 26 partite senza sconfitte[21]. Il 22 dicembre 1973 segna una rete con una rovesciata di tacco nella vittoria, per 2–1, contro l'Atletico Madrid, gol che gli frutterà il soprannome di "Olandese volante". Il 16 febbraio 1974 il Barcellona batte il Real Madrid al Santiago Bernabeu con un 5-0: la stagione 1973-1974 si chiude con la vittoria della Liga e con 16 reti per l'olandese (suo record personale di marcature in una edizione del torneo spagnolo). La stagione 1973-1974 si chiude con Germania 1974 che vede ancora Cruijff protagonista: la sua "arancia meccanica", guidata come il Barcellona dal maestro Rinus Michels, raggiunge la finale ma perde contro i padroni di casa della Germania Ovest. Questa è stata senz'altro la miglior stagione per Cruijff, tanto da ricevere nel 1974 il suo terzo Pallone d'Oro. In questa stagione, considerando tutte le competizioni, ha disputato 52 partite segnando 32 reti[22].

Nella stagione 1974-1975 il Barcellona si classifica al terzo posto, dietro a Real Madrid e Real Zaragoza. Con la partenza di Rinus Michels iniziano i primi problemi per il Pelé Bianco: arriva Hennes Weisweiler. Il braccio di ferro fra allenatore e giocatore continua per tutta la stagione: Weisweiler considera l'olandese un giocatore qualsiasi, mentre questi vuol essere al centro della scena. Alla fine il tedesco viene esonerato e viene richiamato Michels[23].

La sconfitta alle elezioni di Montal e altri fattori lo portano ad annunciare il ritiro dalle scene calcistiche a 31 anni[7].

[modifica] Il ritorno al calcio

A sollecitarlo al ritorno all'attività è il suo manager nonché suocero Cor Coster[7]. Decide così di andare a giocare nella NASL: nel 1979 firma per i Los Angeles Aztecs un contratto da 3 miliardi e mezzo di lire più le percentuali sugli incassi di 2 anni[24]. L'anno successivo veste la maglia dei Washington Diplomats. Dopo due stagioni in America, Cruijff ritorna in Spagna per vestire la maglia del Levante, nella seconda divisione spagnola: con gli Spagnoli gioca una stagione disputando una decina di partite.

Il 16 giugno 1981 disputa la prima partita del Mundialito per club, vestendo contro il Feyenoord la maglia del Milan, neopromosso in Serie A. Cruijff, reduce da un'operazione agli adduttori della gamba sinistra sole tre settimane prima, appare in cattive condizioni: si segnala solo per un assist ad Antonelli e a fine primo tempo viene sostituito da Francesco Romano[25]. Questa fu l'unica apparizione in questa edizione del Mundialito. Il passaggio ai rossoneri non si concretizzò[26].

Il 6 dicembre del 1981 torna a vestire la maglia dell'Ajax che, al De Meer, batte 4-1 l'Haarlem; nella stessa partita realizza un gol[7]. Assieme ai giovani Frank Rijkaard e Marco van Basten disputa altre due stagioni (solo una con il secondo), vincendo due campionati e una coppa. In totale con i lancieri disputa 275 partite di campionato con 205 reti prima di passare al Feyenoord Rotterdam della matricola Ruud Gullit nell'estate del 1983, esperienza che lo vede giocare in un inedito ruolo di libero vincendo il campionato, il nono, e la Coppa d'Olanda, la sesta della sua carriera.

[modifica] Nazionale

[modifica] Nazionale giovanile e gli esordi con "record"

Il 24 marzo 1965, a Leeuwarden, Cruijff debutta nella Nazionale Giovanile per gli Europei di categoria. A 19 anni vince il campionato ed esordisce, con gol, in Nazionale: la partita è Olanda-Ungheria (2-2), gara nella quale accade l'episodio del pugno all'arbitro. Questo episodio lo rende anche il primo giocatore espulso della storia della selezione arancione: il record gli costò un anno di squalifica, sanzione che peraltro venne attenuata, ma che la­sciò il segno nei rapporti tra Cruijff e la sua Nazionale[7]: da quel mo­mento in poi si sarebbe con­cesso con molta parsimonia alla Nazionale, soprattutto dopo il trasferimento in Spagna.

Gli fu assegnata per la prima volta la fascia di capitano verso la fine del 1971.

[modifica] Il Mondiale dell'Arancia Meccanica

Cruijff stringe la mano al capitano argentino Roberto Perfumo prima dell'incontro Olanda-Argentina dei mondiali del 1974, nel quale realizzerà il suo primo gol in un campionato del mondo

Il mondiale di Germania Ovest 1974 vede l'Olanda segnalarsi per l'applicazione del cosiddetto calcio totale.

Il girone di qualificazione venne superato con gli oranje che esordiscono con vittoria, 2-0 sui due volte campioni dell'Uruguay; dopo il pareggio senza reti contro la Svezia, Cruijff guida i suoi ad un 4-1 sulla Bulgaria: realizza due assist e si procura il rigore poi realizzato da Neeskens.

Nella seconda fase l'Olanda supera altre due squadre: l'Argentina viene travolta da un 4-0, con il capitano che segna una doppietta, serve due assist. Segue la Germania Est: 2-0 con gol di Johnny Rep e Arie Haan.

Cruijff inseguito da Berti Vogts nella finale dei mondiale del 1974

All'Olanda per raggiungere la finale di Monaco basterebbe un pareggio con i campioni in carica del Brasile, ma Cruijff non si accontenta: nonostante le frequenti provocazioni dei brasiliani[27], fornisce a Neesekens un assist rasoterra per l'1-0 e realizza il gol del raddoppio in spaccata su assist di Rensenbrink.

Il 7 luglio si gioca la finale all'Olympiastadion di Monaco contro la Germania Ovest: Cruijff si guadagna un calcio di rigore, trasformato da Neeskens; dopo 2 minuti l'Olanda è in vantaggio.

I tedeschi raggiungono il pari con un rigore realizzato da Paul Breitner; Cruijff, è marcato strettamente da Vogts. Allo scadere del primo tempo, Bonhof, avanzando lungo la fascia destra, supera Haan in dribbling e crossa al centro verso Müller, che realizza il gol del sorpasso. Protestando animatamente con Taylor, quest'ultimo ammonisce Cruijff per proteste durante il rientro negli spogliatoi.

Nella ripresa gli arancioni premono, ma il risultato rimane invariato ed i tedeschi sono Campioni del Mondo[28].

[modifica] Il fallimento agli Europei e l'addio alla Nazionale

La Nazionale olandese si presenta agli Europei 1976 in Jugoslavia con l'intenzione di puntare al titolo, ma anche questa impresa non si conclude positivamente: liti interne allo spogliatoio tra Cruijff e Van Hanegem danneggiano irrimediabilmente l'affiatamento della squadra[29] che si classifica al terzo posto. Nonostante una prestazione sommariamente di buon livello (segnando anche un gol a pallonetto dai pressi dell'out contro il Belgio) Cruijff, dopo aver guidato l'Olanda alla qualificazione ai Mondiali in Argentina, annuncia la sua scelta di non voler partecipare alla fase finale di questi ultimi, decisione presa per protesta contro il governo militare argentino.[7]

[modifica] Allenatore

[modifica] Ajax

Duecento giorni dopo il suo secondo e definitivo ritiro dall'attività agonistica Cruijff viene chiamato dall'Ajax per sostituire Leo Beenhakker nel ruolo di tecnico, nonostante Cruijff non avesse un patentino da allenatore.[30]

Con l'Ajax vince due Coppe d'Olanda consecutive, nel 1986 e nel 1987, e la Coppa delle Coppe, conquistata ad Atene il 13 maggio 1987 contro i tedeschi del Lokomotiv Lipsia per 1-0 con gol di Van Basten: erano quattordici anni che l'Ajax non raggiungeva il trionfo in una competizione europea.

[modifica] Barcellona

Cruijff sulla panchina del Barcellona
La Coppa dei Campioni vinta con il Barcellona nel 1992

Ripetendo il viaggio che aveva fatto da calciatore nel 1988 Cruijff lascia l'Ajax per sedere sulla panchina del Barcellona; iniziò così a ricostruire una squadra intera, facendo cedere una dozzina di giocatori (tra cui il tedesco Bernd Schuster) e spendendo 2 miliardi di pesetas per l'acquisto di nuovi giocatori[31]: Miquel Soler, José Mari Bakero, Aitor Begiristain, Ernesto Valverde, Ricardo Serna, Juan Carlos Unzué, Jon Andoni Goikoetxea, Eusebio Sacristán, Julio Salinas, Aloísio Pires Alves e Luis María López Rekarte . Negli otto anni alla guida della squadra Cruijff fondò l'ossatura della formazione su giocatori come Josep Guardiola, José Mari Bakero, Aitor Begiristain, Guillermo Amor, Jon Andoni Goikoetxea, Ronald Koeman, Michael Laudrup e Hristo Stoičkov, votato Pallone d'oro 1994.

Sotto gli otto anni della sua gestione i catalani raggiungeranno traguardi mai raggiunti fino ad allora nel corso della loro storia, vincendo quattro volte la Liga Spagnola consecutive , una Coppa del Re nel 1990, una Coppa delle Coppe, e arrivando alla conquista della loro prima Coppa dei Campioni, battendo per 1-0 la Sampdoria di Gianluca Vialli e Roberto Mancini allo Stadio Wembley di Londra con gol di Koeman dopo 112 minuti di gioco. Ad Atene il 18 Maggio 1994 Cruijff perse per 4-0 la Champions League contro il Milan di Capello, grazie alle reti di Massaro (doppietta) e gol di Savicevic e Desailly.

[modifica] I problemi di salute e il ritorno come allenatore della Catalogna

Nel 1996 annuncia il suo ritiro dagli scenari internazionali del calcio a causa dei ripetuti attacchi ripetuti infarti patiti nel corso degli anni '90[32][33].

Torna ad allenare dopo quattordici anni di assenza: la nuova sfida lo vede nelle vesti di allenatore della selezione catalana.

L'esordio è vincente: il 22 dicembre del 2009, al Camp Nou di Barcellona, la Catalogna batte in amichevole l'Argentina di Maradona per 4-2.[34]

[modifica] Dirigente

Johan Cruijff nel 2009

[modifica] Ajax

Il 20 febbraio 2008 diventa dirigente dell'Ajax con Marco van Basten allenatore.

[modifica] Barcellona

Il 26 marzo 2010 il Barcellona annuncia ufficialmente la sua nomina come presidente onorario del club,[35] nomina revocatagli il 1º luglio 2010 in seguito all'arrivo del nuovo presidente Sandro Rosell.[36]

[modifica] Nuovamente Ajax

L'11 febbraio 2011 torna all'Ajax nelle vesti di dirigente. La nuova avventura ad Amsterdam però, solleva numerose polemiche all'interno della società, tali da spingere Rik van den Boog, direttore generale, alle dimissioni.[37] Dal 7 giugno seguente è membro del consiglio dirigenziale dell'Ajax insieme a Edgar Davids e sotto la nuova presidenza di Steven ten Have.

A novembre però Cruijff si è lamentato del fatto di non essere stato informato dell'ingaggio di Louis van Gaal, Martin Sturkenboom e Danny Blind come nuovi dirigenti, commentando così la decisione del consiglio direttivo: "Qui sono impazziti"[38][39][40]. A Edgar Davids inoltre avrebbe detto: "Sei qua solo perché sei nero". Il 28 novembre Cruijff insieme agli allenatori del vivaio Wim Jonk, Dennis Bergkamp, Bryan Roy, Ronald de Boer, John Bosman, Jaap Stam, Marc Overmars, Michel Kreek, Orlando Trustfull e Dean Gorre ha annunciato che avrebbe adirato le vie legali ritenendo che gli ingaggi dei tre nuovi dirigenti violino la politica a livello tecnico adottata dal club.[41][42] Il giorno dopo Rob Been, presidente del consiglio direttivo, a nome del consiglio di amministrazione ha chiesto a Cruijff di lasciare il club. Una giunta elettorale provvisoria ha guidato il club fino al 12 dicembre quando è stato eletto il nuovo consiglio al posto dei cinque attuali membri del board, invitati a lasciare la società.[43] Il 7 febbraio 2012 è stata pronunciata la sentenza secondo la quale la nomina di van Gaal a direttore generale dei lancieri sarebbe stata irregolare e così il 10 febbraio il board (quattro consiglieri più Cruijff, che resta come consulente) si è dimesso insieme a Martin Sturkenboom e Danny Blind.[44]

[modifica] Chivas

Il 26 febbraio, viene presentato come nuovo direttore generale dei Chivas, squadra del campionato di calcio messicano.[45]

[modifica] Cruijff nella cultura popolare

L'8 luglio 1974, settimane dopo il secondo posto nella Coppa del Mondo del 1974, Cruijff viene investito del titolo di Cavaliere della Casa d'Orange e diviene membro onorario della Reale Federazione Calcistica dei Paesi Bassi[46]. Nel 2004, è stato eletto come sesto olandese più grande della storia[47].

In occasione del suo sessantesimo compleanno, l'Ajax ha ritirato la maglia numero 14.[48] Tale numero gli fu consentito anche nella Nazionale olandese, ma non nel Barcellona, perché la Federazione spagnola, che all'epoca prevedeva per le maglie dei giocatori titolari la numerazione dall'1 all'11, gli negò la deroga[49][50]. Cruijff scelse il numero 9, ma sotto la prima maglia del Barcellona ne indossava un'altra con il numero 14[51].

Curiosamente, durante il campionato mondiale di calcio 1974, Cruijff, "uomo immagine" della Puma, scese in campo vestendo una versione particolare della divisa sponsorizzata Adidas, partner ufficiale della Nazionale olandese: la maglia presentava due sole strisce sulle maniche, rispetto alle classiche tre della casa tedesca[52].

Un planetoide (il numero 14282) è stato ribattezzato Cruijff in suo onore[53].

[modifica] Impegno nel sociale

Il logo della "Johan Cruijff Foundation"

Dopo i due by-pass nel 1991 è diventato testimonial di una celebre campagna antifumo: «Nella mia vita ho avuto solo due vizi: uno, il calcio, mi ha dato tutto, l'altro, il fumo, stava per togliermelo» recita lo slogan[7].

Cruijff ha dato vita ad una fondazione benefica, la Johan Cruijff Foundation, con scuole di calcio e tornei di calcio a sei patrocinati dal quotidiano De Telegraaf[54].

[modifica] Statistiche

[modifica] Cronologia presenze e reti nei club

Stagione Squadra Campionato Coppe nazionali Coppe continentali Altre coppe Totale
Comp Pres Reti Comp Pres Reti Comp Pres Reti Comp Pres Reti Pres Reti
1964-1965 Bandiera dell'Olanda Ajax ED 10 4 CO 0 0 - - - - - - 10 4
1965-1966 ED 19 16 CO 4 9 - - - - - - 23 25
1966-1967 ED 30 33 CO 5 5 CC 6 3 - - - 41 41
1967-1968 ED 33 25 CO 5 6 CC 3 2 - - - 41 33
1968-1969 ED 29 24 CO 3 3 CC 10 6 - - - 42 33
1969-1970 ED 33 23 CO 5 6 ? 8 4 - - - 46 33
1970-1971 ED 25 21 CO 6 5 CC 6 1 - - - 37 27
1971-1972 ED 32 25 CO 4 3 CC 9 5 - - - 45 33
1972-1973 ED 26 16 CO 0 0 CC 6 3 - - - 32 19
ago.-ott. 1973 ED 2 3 CO 0 0 - - - - - - 2 3
Ajax 1964-1974 239 190 32 37 48 24 - - 319 251
ott.1973-1974 Bandiera della Spagna Barcellona PD 26 16 CR 0 0 CU 0 0 - - - 26 16
1974-1975 PD 30 7 CR 0 0 CU 8 0 - - - 38 7
1975-1976 PD 29 6 CR 0 0 CU 9 2 - - - 38 8
1976-1977 PD 30 14 CR 0 0 CU 7 5 - - - 37 19
1977-1978 PD 28 5 CR 7 1 CU 10 5 - - - 45 11
Totale Barcellona 143 48 7 1 34 12 - - 184 61
1979 Bandiera degli Stati Uniti Los Angeles Aztecs NASL 27 14 - - - - - - - - - 27 14
1980 Bandiera degli Stati Uniti Washington Diplomats NASL 27 10 - - - - - - - - - 27 10
1980-1981 Bandiera della Spagna Levante PD 10 2 CR 0 0 - - - - - - 10 2
1981 Bandiera degli Stati Uniti Washington Diplomats NASL 5 2 - - - - - - - - - 5 2
Totale Washington Diplomats 32 12 - - - - - - 32 12
1981-1982 Bandiera dell'Olanda Ajax ED 15 7 CO 1 0 - - - - - - 16 7
1982-1983 ED 21 7 CO 7 2 CC 2 0 - - - 30 9
Totale Ajax 275 204 40 39 50 24 - - 365 267
1983-1984 Bandiera dell'Olanda Feyenoord ED 33 11 CO 7 1 CU 4 1 - - - 44 13
Totale Carriera 520 290 54 41 88 37 - - 662 368

[modifica] Palmarès

[modifica] Giocatore

[modifica] Club

[modifica] Competizioni nazionali
Ajax: 1965-1966, 1966-1967, 1967-1968, 1969-1970, 1971-1972, 1972-1973, 1981-1982, 1982-1983
Feyenoord: 1983-1984
Ajax: 1966-1967, 1969-1970, 1970-1971, 1971-1972, 1982-1983
Feyenoord: 1983-1984
Barcellona: 1973-1974
Barcellona: 1977-1978
[modifica] Competizioni internazionali
Ajax: 1970-1971, 1971-1972, 1972-1973
Ajax: 1973
Ajax: 1972

[modifica] Individuale

1971, 1973, 1974
1984
1966-1967 (33 gol), 1971-1972 (25 gol)

[modifica] Allenatore

[modifica] Competizioni nazionali

Ajax: 1985-1986, 1986-1987
Barcellona: 1989-1990
Barcellona: 1990-1991, 1991-1992, 1992-1993, 1993-1994
Barcelona: 1991, 1992, 1994

[modifica] Competizioni internazionali

Barcellona: 1991-1992
Ajax: 1986-1987
Barcellona: 1988-1989
Barcellona: 1992

[modifica] Individuale

  • Premio Onze al miglior allenatore europeo dell'anno : 2

1992, 1994

[modifica] Note

  1. ^ Bruno Migliorini; Carlo Tagliavini; Pietro Fiorelli, Il DOP - Dizionario d'ortografia e di pronunzia, 2a ed., Roma, ERI, 1981, p. 344.
  2. ^ http://www.ne.se/johan-cruijff
  3. ^ Johan Cruijff Treccani.it
  4. ^ http://www.new-dimension-software.com/news/mondiali/johan-cruyff.php
  5. ^ (EN) Johan Cruyff - Player Profile and Career History Football-history.net
  6. ^ IFFHS' Century Elections . URL consultato il 27-06-2010.
  7. ^ a b c d e f g h i j k I grandi calciatori olandesi: Johan Cruijff. URL consultato il 27 luglio 2010.
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  10. ^ a b [1] Retestadio.it
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  13. ^ http://www.new-dimension-software.com/news/mondiali/johan-cruyff.php
  14. ^ intervista tratta dal DVD I miti del calcio-Johan Cruyff edito dalla Gazzetta dello Sport
  15. ^ http://www.tuttochampions.it/?action=read&idnotizia=2636
  16. ^ http://www.tuttochampions.it/?action=read&idnotizia=2637
  17. ^ http://www.sportec.com/index/mitos/futbol/cruyff/curiosidades.htm
  18. ^ http://www.postadelgufo.it/campioni/cruyff.html
  19. ^ http://golcalcio.it/Cruyff.htm
  20. ^ http://www.postadelgufo.it/campioni/cruyff.html
  21. ^ http://www.postadelgufo.it/campioni/cruyff.html
  22. ^ http://www.postadelgufo.it/campioni/cruyff.html
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  24. ^ http://www.new-dimension-software.com/news/mondiali/johan-cruyff.php
  25. ^ http://www.postadelgufo.it/campioni/cruyff.html
  26. ^ http://amarcordmilan.blog.lastampa.it/amarcord_milan_memorie_ro/page/3/
  27. ^ http://www.sportal.it/news/news181076.html
  28. ^ La storia dei Mondiali di calcio 1974 in Germania
  29. ^ http://www.voetbalzone.nl/doc.asp?uid=2424
  30. ^ Johan Cruyff Uniparmaclub.it (PDF)
  31. ^ Storia del FC Barcellona
  32. ^ http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1991/02/28/cruyff-due-by-pass-poteva-morire.html
  33. ^ Cruyff compie 60 anni
  34. ^ Calcio: Catalogna-Argentina 4-2 Ansa.it
  35. ^ Liga: Il Barca del presidente onorario Cruijff rischia col Maiorca Goal.com
  36. ^ Johan Cruyff stripped of Barcelona honorary president title
  37. ^ m.v.. «Ajax, Cruijff contro tutti». Extra Time, 19 04 2011, p. 11.
  38. ^ (NL) «Ajax beoogt nieuwe bezetting directie», ajax.nl, 16 novembre 2011.
  39. ^ «van Gaal torna all'Ajax - Cruyff: "Sono impazziti"», La Repubblica, 17 novembre 2011.
  40. ^ Luca Bianchin. «Van Gaal dg Ajax e Cruijff non ci sta». La Gazzetta dello Sport.
  41. ^ «Cruyff contro van Gaal - Si va in tribunale», La Repubblica, 28 novembre 2011.
  42. ^ «Cruijff vuole fare causa all'Ajax». Extra Time, 29 11 2011, p. 10.
  43. ^ «Van Gaal "batte" Cruyff: cacciato dall'Ajax», La Repubblica, 29 novembre 2011.
  44. ^ «Crisi Ajax, si dimette il board». La Gazzetta dello Sport, 10 02 2012, p. 19.
  45. ^ Messico: Cruijff nuovo dg dei Chivas corrieredellosport.it
  46. ^ http://www.barriespirit90.com/johancruyff.html
  47. ^ http://www.elsevier.nl/web/Nieuws/Nederland/01787/Tv-kijkers-Pim-Fortuyn-Grootste-Nederlander.htm
  48. ^ Cruijff, il 14 suo per sempre. gazzetta.it, 19 aprile 2007. URL consultato il 1º giugno 2008.
  49. ^ http://www.sportlive.it/calcio/dario-spagnoli-la-mia-akragas-quando-i-pali-erano-quadrati.html
  50. ^ http://www.pianetarosanero.com/pianeta2009/lampo-sport/amarcord-rosanero/60-storia-dei-numeri-di-maglia-
  51. ^ http://www.storiedicalcio.altervista.org/cruijff.html
  52. ^ (EN) Scott Murray e Sean Ingle, A tale of strips, stripes and strops, The Guardian, 30/05/2001
  53. ^ http://www.astronieuws.nl/NL-plan.html
  54. ^ Johan Cruyff Foundation

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