Arie Haan

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Arie Haan
Arie Haan 1978c.jpg
Arie Haan nel 1978
Dati biografici
Nome Adrianus Haan
Nazionalità Paesi Bassi Paesi Bassi
Altezza 183 cm
Peso 81 kg
Calcio Football pictogram.svg
Dati agonistici
Ruolo Allenatore (ex centrocampista)
Carriera
Giovanili
Ajax Ajax
Squadre di club1
1969-1975 Ajax Ajax 132 (23)
1975-1981 Anderlecht Anderlecht 199 (35)
1981-1983 Standard Liegi Standard Liegi 65 (12)
1983-1984 PSV PSV 18 (0)
Nazionale
1969-1983 Paesi Bassi Paesi Bassi 35 (6)
Carriera da allenatore
1984-1985 Anversa Anversa
1986-1987 Anderlecht Anderlecht
1987-1990 Stoccarda Stoccarda
1990-1991 Norimberga Norimberga
1991-1993 Standard Liegi Standard Liegi
1994-1995 PAOK Salonicco PAOK Salonicco
1995-1997 Feyenoord Feyenoord
1997-1998 Anderlecht Anderlecht
1999- PAOK Salonicco PAOK Salonicco
2000- Omonia Omonia
2001- Austria Vienna Austria Vienna
2002-2004 Cina Cina
2006 Persepolis Persepolis
2006-2007 Camerun Camerun
2008-2009 Albania Albania
Palmarès
Coppa mondiale.svg Mondiali di calcio
Argento Germania Ovest 1974
Argento Argentina 1978
1 Dati relativi al solo campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
Statistiche aggiornate al 29 maggio 2008

Arie Haan (Finsterwolde, 16 novembre 1948) è un allenatore di calcio ed ex calciatore olandese.

Giovane talento del grande Ajax degli anni settanta (tre Coppe dei Campioni e una Intercontinentale), militava già nell'Anderlecht ai tempi della Nazionale dei Paesi Bassi del 1974. In Italia è ricordato soprattutto per aver segnato il gol da 35 metri nell'ultima partita della seconda fase a gironi dei Mondiali argentini del 1978. Non a caso è stato soprannominato il "Bombardiere" per le fucilate che partivano dal suo piede destro[1].

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Nasce il 16 novembre 1948 a Finsterwolde, un piccolo villaggio che si trova nella provincia di Groninga, a circa 7 km da Winschoten.

Carriera[modifica | modifica sorgente]

Giocatore[modifica | modifica sorgente]

Cresce nelle giovanili dell'Ajax e debutta in prima squadra nel 1969. Si dice che da ragazzo Haan fece infuriare l'allenatore storico dei lancieri Rinus Michels, rifiutandosi di aggregarsi alla prima squadra perché voleva prima terminare gli studi[1]. Nei primi tempi Haan trova poco spazio fra i titolari perché chiuso da Nico Rijnders, centrocampista dai mille polmoni. Ma Haan non ci mette molto a dimostrare il suo talento. Nel 1971 vince la sua prima Coppa dei campioni con l'Ajax battendo in finale 2-0 il Panathinaikos: a inizio ripresa sostituisce Swart e segna un gol con un diagonale dalla destra su assist di Cruijff. Fu il primo gol di un subentrato in una finale di Coppa dei Campioni[2].

All'inizio della stagione 1971-1972 Rijnders viene ceduto al Bruges e Haan diventa titolare inamovibile del centrocampo. Anche se è difficile parlare di ruoli definiti nel calcio totale perché tutti sapevano creare e distruggere, possiamo dire che l'allenatore Michels vedeva in Haan il giocatore in grado di distruggere la manovra avversaria mentre assegnava i compiti offensivi e di costruzione del gioco al compagno di reparto Kovacs[1]. Nel 1972 vince con l'Ajax la prima edizione della Supercoppa UEFA, trofeo non ancora ufficiale e chiamato "Coppa del Centenario del Rangers F.C.", segnando un gol agli scozzesi sia all'andata sia al ritorno (rispettivamente 3-1 e 3-2 sempre a favore dei lancieri)[3]. Nel 1973 vince la prima edizione ufficiale della Supercoppa UEFA segnando il definitivo 6-0 contro il Milan nella partita di ritorno. In sei stagioni con i lancieri Haan vince tutto: 3 Eredivisie, 3 Coppe dei Campioni, 3 Coppe d’Olanda, 2 Supercoppe UEFA (di cui la prima non ancora ufficiale) e una Coppa Intercontinentale.

Finito il ciclo Ajax emigra in Belgio nell'Anderlecht. Arriva nel momento migliore dei bianco-malva che già vantano fra le propria fila campioni come Rensenbrink, Van der Elst, Van Binst, Vercauteren, Coeck e Broos. Haan diventa subito un pilastro: disputa 199 partite di campionato segnando 35 gol e arricchisce la sua bacheca dei trofei con 2 Coppe delle Coppe UEFA, 2 Supercoppe UEFA, una Coppa del Belgio e un titolo nazionale[1].

Nella Supercoppa UEFA 1976 contro il Bayern Haan firma l'unico gol bianco-malva all'andata (2-1 per i bavaresi a Monaco) e il definitivo 4-1 al ritorno. Considerando anche l'edizione 1972 non ufficiale, ha vinto 4 volte questa competizione: dopo Paolo Maldini e Alessandro Costacurta è il giocatore ad averne vinte di più (l'unico con due club diversi), in cui ha fatto 5 gol (record) e in cui ha giocato 8 partite (record al pari di Costacurta)[4].

Nel 1981 si trasferisce allo Standard Liegi dove ritrova Raymond Goethals, suo allenatore nella prima stagione all'Anderlecht. Con i "Rouches" conquista la Jupiler League che mancava da undici anni, disputando tutte le partite e segnando sei gol. Conquista anche la sua quarta finale di Coppa delle Coppe persa contro il Barcellona. La stagione 1982-1983 si apre con la sconfitta per 3-2 in Supercoppa contro il Waregem, ma si chiude in bellezza con la vittoria della seconda Jupiler League, condita da altri 6 gol in 31 presenze.

Nella stagione 1983-1984 passa al PSV Eindhoven, e questa sarà l'ultima squadra della sua carriera.

Nazionale[modifica | modifica sorgente]

Haan ha fatto parte della nazionale olandese che conquistò il secondo posto a Germania 1974. All'inizio del Mondiale ci sono sei giocatori per tre posti a centrocampo: il terzetto dell’Ajax composto da Haan, Neeskens e Mühren e quello del Feyenoord, comprendente de Jong, Jansen e van Hanegem. Michels nella scelta è "aiutato" da alcune defezioni: Mühren rinuncia alla rassegna iridata per star vicino a suo figlio malato, in difesa Mansveld e Hulshoff vengono fermati dagli infortuni e Israël deve rinunciare alla prima partita per un lutto. La scelta cade quindi su Jansen, Neeskens e van Hanegem con Haan che viene reinventato libero da Michels durante un'amichevole pre-Mondiale contro i tedeschi del Kickers Offenbach[1]. Haan giocò un gran mondiale nonostante il ruolo inedito.

Ad Argentina 1978, nella partita contro la Germania Ovest (finita 2-2), Haan realizza il momentaneo 1-1 con un tiro dai 25-30 metri nell'angolino basso su cui Sepp Maier non può nulla[1]. Si arriva così alla sfida decisiva con l'Italia: sull'1-1 è ancora Haan a essere determinante con un tiro dai 35 metri[senza fonte] che fulmina Dino Zoff. La partita finisce 2-1, gli oranje conquistano la finale che poi perderanno contro i padroni di casa dell'Argentina.

Allenatore[modifica | modifica sorgente]

Arie Haan (al centro) nel 2009.

Haan ha cominciato precocemente (a 36 anni) la sua già lunga carriera di allenatore e dall''84 al 2001 ha allenato 9 squadre di club prima di dirigere le Nazionali di Cina, Camerun e Albania.

Palmarès[modifica | modifica sorgente]

Giocatore[modifica | modifica sorgente]

Competizioni nazionali[modifica | modifica sorgente]
Ajax: 1969-1970, 1971-1972, 1972-1973
Ajax: 1969-1970, 1970-1971, 1971-1972
Anderlecht: 1975-1976
Anderlecht: 1980-1981
Standard Liegi: 1981-1982, 1982-1983
Standard Liegi: 1981
Competizioni internazionali[modifica | modifica sorgente]
Ajax: 1970-1971, 1971-1972, 1972-1973
Ajax: 1972
Ajax: 1973
Anderlecht: 1976, 1978
Anderlecht: 1975-1976, 1977-1978

Allenatore[modifica | modifica sorgente]

Anderlecht: 1986-1987
Standard Liegi: 1992-1993
Omonia Nicosia: 1999-2000

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d e f Arie Haan: il Bombardiere di Finsterwolde ~ Calcio Olandese
  2. ^ 1970-71: Inizia il dominio dell'Ajax - Tutto Champions
  3. ^ Scontro fra campioni – UEFA.com
  4. ^ RaiSport - 26 agosto '99 - Speciale Coppe: Lazio-Manchester

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]