Marcello Lippi

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Marcello Lippi
Marcello Lippi by Martina De Siervo - International Journalism Festival 2010.jpg
Marcello Lippi nel 2010 al Festival internazionale del giornalismo di Perugia.
Dati biografici
Nome Marcello Romeo Lippi
Nazionalità Italia Italia
Altezza 182 cm
Peso 78 kg
Calcio Football pictogram.svg
Dati agonistici
Ruolo Allenatore (ex difensore)
Squadra Guangzhou Guangzhou
Ritirato 1982 - giocatore
Carriera
Giovanili
1963-1969 Viareggio Viareggio
Squadre di club1
1969 Sampdoria Sampdoria 0 (0)
1969-1970 Savona Savona 21 (2)
1970-1979 Sampdoria Sampdoria 274 (5)
1979-1981 Pistoiese Pistoiese 45 (0)
1981-1982 Lucchese Lucchese 23 (0)
Nazionale
1971 Italia Italia U-23 2 (0)
Carriera da allenatore
1982-1985 Sampdoria Sampdoria Giovanili
1985-1986 Pontedera Pontedera
1986-1987 Siena Siena
1987-1988 Pistoiese Pistoiese
1988-1989 Carrarese Carrarese
1989-1991 Cesena Cesena
1991-1992 Lucchese Lucchese
1992-1993 Atalanta Atalanta
1993-1994 Napoli Napoli
1994-1999 Juventus Juventus
1999-2000 Inter Inter
2001-2004 Juventus Juventus
2004-2006 Italia Italia
2008-2010 Italia Italia
2012- Guangzhou Guangzhou
Palmarès
W.Cup.svg  Mondiali di calcio
Oro Germania 2006
1 Dati relativi al solo campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
Statistiche aggiornate al 3 giugno 2009

Marcello Romeo Lippi (Viareggio, 12 aprile 1948) è un allenatore di calcio ed ex calciatore italiano, di ruolo difensore, allenatore del Guangzhou Evergrande.

Cinque volte campione d'Italia con la Juventus nei due periodi in cui l'allenò (1994-1999 e 2001-2004), rivestì il ruolo di commissario tecnico della Nazionale italiana dal 2004 al 2006 e dal 2008 al 2010, conducendola alla vittoria della Coppa del Mondo FIFA 2006, dopo la quale divenne il primo allenatore nella storia del calcio ad aver vinto le massime competizioni internazionali sia a livello di nazionali (il campionato mondiale) che a livello di club (l'UEFA Champions League nella stagione 1995-96 e la Coppa Intercontinentale 1996 con la squadra bianconera), condividendo attualmente tale primato con il CT della Nazionale spagnola ed ex allenatore del Real Madrid Vicente Del Bosque[1].

In ambito internazionale è l'allenatore, insieme a Miguel Muñoz e Alex Ferguson, ad aver disputato il maggior numero di finali di Champions League (4),[2] di cui tre consecutive, record condiviso con Fabio Capello.

In carriera ha ricevuto vari premi e riconoscimenti tra i quali quelli al migliore allenatore dall'Associazione Italiana Calciatori (1997, 1998 e 2003), al migliore allenatore secondo l'UEFA (1997-98), all'allenatore e CT dell'anno dall'Istituto di Storia e Statistica del Calcio (1997, 1998 e 2006, rispettivamente)[3]; essendo inserito dal quotidiano britannico Times in una lista dei cinquanta migliori allenatori della storia del calcio stilata nel 2007[4] e, sei anni più tardi, dall'emittente televisiva statunitense ESPN nella speciale classifica dei venti più grandi allenatori[5]. Fu introdotto nella Hall of Fame del calcio italiano nel 2011[6].

Nel 2013 Lippi diventò il primo allenatore al mondo ad aver vinto le massime competizioni internazionali organizzate da almeno due Confederazioni dopo il trionfo in AFC Champions League 2013.[7]

Carriera[modifica | modifica sorgente]

Giocatore[modifica | modifica sorgente]

Lippi con la maglia della Sampdoria.

La sua carriera di giocatore inizia nel 1969; ha militato nel Savona (una stagione in prestito in Serie C), nella Sampdoria (sette stagioni in Serie A e due in B), nella Pistoiese (una stagione in B e una in A) e nella Lucchese (una stagione in Serie C2) ricoprendo a buon livello il ruolo di libero.

In carriera ha totalizzato complessivamente 188 presenze e 5 reti in Serie A e 96 presenze e 2 reti in Serie B, contribuendo nella stagione 1979-1980 alla prima storica promozione della Pistoiese in massima serie. Con 274 presenze in blucerchiato, al 2013 è il decimo calciatore della Sampdoria più presente in incontri di campionato.

Allenatore[modifica | modifica sorgente]

La carriera da allenatore inizia nel 1982, nella squadra giovanile della Sampdoria. La prima squadra tra i professionisti è invece il Pontedera in Serie C2 (con cui perde la finale della Coppa Anglo-Italiana 1986). L'anno successivo allena il Siena in Serie C1 ed è esonerato a seguito di contestazioni da parte della tifoseria[8].

Poco a poco sale di categoria, tra alti e bassi. In particolare, nel corso della stagione 1987-1988 allena la Pistoiese e nella stagione seguente la Carrarese, in Serie C1. Al termine di quella stagione, il Presidente del Cesena, Edmeo Lugaresi, lo sceglie per guidare la compagine romagnola: è il debutto in Serie A. Il Campionato si conclude con la salvezza; per la sua fisionomia, i tifosi lo soprannominano "Paul Newman"[9]. L'anno seguente, tuttavia, la squadra fatica e Lippi subisce il penultimo esonero della sua carriera. Allena poi la Lucchese (8ª in serie B nel 1991-92) e l'Atalanta[10] (7ª in serie A 1992-93). Viene quindi ingaggiato dal Napoli[11], e con una squadra giovane si mette in luce, raggiungendo il sesto posto in classifica e ottenendo così la sua prima qualificazione alla successiva edizione della Coppa UEFA, nonostante i problemi economici della società partenopea.

Juventus[modifica | modifica sorgente]

Nel 1994, Lippi diventa allenatore della Juventus[12]. Il cambio di dirigenza della squadra bianconera[13] porta in quell'anno alla cessione di molti giocatori di fama, per motivi di bilancio. Pochi credono nella possibilità di una stagione ai vertici e invece la squadra si laurea Campione d'Italia per la ventitreesima volta, riportando lo scudetto a Torino dopo nove anni[14].

È l'inizio di un ricco quinquennio che si conclude con tre scudetti, una Coppa Italia, due Supercoppe italiane, una Coppa dei Campioni, una Supercoppa europea, una Coppa Intercontinentale, una finale di Coppa UEFA, persa contro il Parma nel 1995, e due di Coppa dei Campioni, perse per 3-1 contro il Borussia Dortmund nel 1997 e per 1-0 contro il Real Madrid nel 1998. Lascia la guida tecnica dei bianconeri nel febbraio 1999, dopo una sconfitta interna contro il Parma (2-4)[15], e viene poi sostituito da Carlo Ancelotti[16].

Inter[modifica | modifica sorgente]

Dopo 4 stagioni e mezzo alla Juventus, Lippi passa all'Inter[17], squadra con la quale non riesce a replicare i successi ottenuti in bianconero e raggiungerà solo la finale di Coppa Italia 1999-2000 e di Supercoppa Italiana, sconfitto in entrambe le occasioni dalla Lazio. Trova ostile l'ambiente nerazzurro (difficile, tra gli altri, il rapporto con Roberto Baggio col quale già ai tempi della Juventus non aveva ben convissuto), abituato a considerarlo un avversario, e alla fine della prima stagione chiede la risoluzione del contratto al presidente Moratti. Questi rifiuta, ma esonera l'allenatore il 1º ottobre dopo la prima partita di campionato contro la Reggina persa 2-1 e la precedente eliminazione ai preliminari di Coppa Campioni contro l'Helsingborg (1-0 in Svezia e 0-0 a Milano).

Il ritorno alla Juventus[modifica | modifica sorgente]

Nell'estate del 2001, Lippi tornò sulla panchina della Juventus, che rivoluzionò il suo asseto tattico acquistando il portiere Gianluigi Buffon, il difensore Lilian Thuram (entrambi provenienti dal Parma) e il centrocampista Pavel Nedved (proveniente dalla Lazio). La squadra bianconera, nelle ultime giornate, rimontò l'Inter portandosi ad un punto dai neroazzurri.[senza fonte] La sconfitta dell'Inter contro la Lazio il 5 maggio 2002, fa vincere ai bianconeri il suo ventiseiesimo scudetto. La stagione 2002-2003 si apre con la vittoria della Supercoppa Italiana, vinta ai danni del Parma grazie a una doppietta di Alessandro Del Piero, e anche la vittoria del ventisettesimo scudetto alla penultima giornata dopo il pareggio (2-2) contro il Perugia. Nel cammino in Coppa Campioni, dopo la vittoria di 3-1 contro il Real Madrid (gol di Trezeguet, Del Piero e Nedved), la Juve raggiunge la sua settima finale di Champions, venendo sconfitta 3-2 ai calci di rigore contro il Milan. Nella stagione 2003-2004 la Juventus si classifica terza in campionato (alle spalle di Milan e Roma) e raggiunge la finale di Coppa Italia venendo sconfitta nella doppia finale contro la Lazio di Roberto Mancini.

La Nazionale italiana e il Mondiale[modifica | modifica sorgente]

Marcello Lippi solleva la Coppa del mondo assieme a Giovanna Melandri, Giorgio Napolitano e Fabio Cannavaro.

Il 16 luglio 2004 viene nominato commissario tecnico della Nazionale italiana. L'esordio non è benaugurante, con una sconfitta in Islanda per 2-0, ma disputa un ottimo cammino di qualificazione e porta la selezione azzurra al Campionato mondiale di calcio 2006 in Germania. Nel torneo iridato porta la Nazionale alla vittoria della Coppa del Mondo il 9 luglio.

Il 12 luglio 2006 annuncia la sua volontà di non rinnovare il contratto con la FIGC, ritenendo esaurito il suo ruolo alla guida della Nazionale[18].

L'11 dicembre 2006, a seguito del successo conquistato dalla squadra azzurra al Campionato mondiale di calcio 2006 gli viene conferita una "Panchina d'oro" speciale[19].

Il Lippi-bis[modifica | modifica sorgente]

Marcello Lippi al ritorno sulla panchina della Nazionale italiana.

Dopo essere stato commentatore dell'emittente televisiva Sky per l'edizione 2007-2008 della Champions League,[20][21] il 26 giugno 2008, dopo la fine del rapporto tra Roberto Donadoni e la Nazionale, la FIGC lo richiama ad allenare la squadra azzurra, che Lippi guiderà ai Mondiali di calcio 2010. La presentazione ufficiale si tiene il 1º luglio a Roma[22]. Il CT campione del mondo fa il nuovo esordio sulla panchina azzurra il 20 agosto 2008 in un'amichevole contro l'Austria terminata con un pareggio (2-2).

Nell'ottobre 2008 l'Italia sconfigge il Montenegro per 2-1 grazie a una doppietta di Alberto Aquilani. Questa partita permette al C.T. azzurro di eguagliare Vittorio Pozzo in una speciale classifica: infatti solo Lippi e l'allenatore dell'Italia degli anni trenta sono riusciti a ottenere trenta risultati utili consecutivi alla guida della Nazionale italiana di calcio.[23] Il pareggio per 1-1 di Atene contro la Grecia del 19 novembre 2008 consente a Lippi di conquistare il 31º risultato utile consecutivo, eguagliando il record mondiale di imbattibilità internazionale di Clemente (Spagna) e Basile (Argentina); mai nessun allenatore aveva ottenuto altrettanto sulla panchina azzurra.[24][25][26] L'imbattibilità viene fermata nella partita successiva, l'amichevole Brasile-Italia, finita 2-0 per la formazione verdeoro.

Nel giugno 2009 gli azzurri di Lippi partecipano per la prima volta alla Confederations Cup in Sudafrica, venendo eliminati nel girone iniziale: dopo la vittoria contro gli Stati Uniti nella gara di esordio (3-1), risultano fatali le sconfitte con Egitto (0-1) e Brasile (0-3).

Il 10 ottobre 2009 a Dublino l'Italia pareggia per 2-2 con l'Irlanda di Giovanni Trapattoni, qualificandosi così al Mondiale 2010 con un turno d'anticipo. L'esperienza azzurra in Sudafrica è però disastrosa. Nonostante venga sorteggiata in un girone abbordabile, dopo due pareggi contro Paraguay e Nuova Zelanda e una sconfitta nella decisiva gara contro la Slovacchia l'Italia è eliminata già al primo turno. Non succedeva da 36 anni. È inoltre la prima volta che l'Italia non ottiene neanche una vittoria in un Campionato del mondo e l'unica volta in cui arriva ultima nel proprio girone.

Al termine del Mondiale Lippi lascia la nazionale per scadenza di contratto.

Guangzhou Evergrande[modifica | modifica sorgente]

Il 17 maggio 2012 diventa l'allenatore del Guangzhou Evergrande, squadra della Chinese Super League.[27] Il tecnico toscano firma un contratto di due anni e mezzo con un ingaggio pari a 10 milioni di euro annuali,[28] tornando così su una panchina di club a otto anni di distanza. Il suo staff è composto dai collaboratori Narciso Pezzotti e Massimiliano Maddaloni, dal preparatore dei portieri Michelangelo Rampulla e dal preparatore atletico Claudio Gaudino.[28]

Debutta sulla panchina della squadra all'11ª giornata di campionato, contro il Qingdao Jonoon, con la squadra al comando della classifica[28] che vince per 1-0.[29] Il 27 ottobre 2012, il suo Guangzhou Evergrande vince il secondo titolo di fila con un turno d'anticipo: decisivo il successo di misura sul Liaoning arrivata grazie al gol al 91' di Gao Lin.[30] Il 18 novembre dello stesso anno si aggiudica anche la Coppa nazionale battendo per 4 a 2 il Guizhou Renhe nella finale di ritorno, dopo l'1 a 1 dell'andata.[31]

Il 9 novembre 2013 conquista la Champions League Asiatica pareggiando in casa 1 a 1 contro il Seoul FC dopo che all'andata aveva pareggiato 2 a 2 a Seoul, diventando così il primo allenatore al mondo ad aver vinto le massime competizioni confederali organizzate da almeno due Confederazioni.[7]

Nel febbraio 2014 perde 1-0 la Supercoppa di Cina contro Guizhou Renhe. Nell'occasione il tecnico non era andato in panchina per protesta contro la dirigenza del calcio cinese che non ha concesso il rinvio della partita per aver, il Guangzhou Evergrande, partecipato al Mondiale per club.[32]

Controversie[modifica | modifica sorgente]

Nel libro Una porta nel cielo (Limina Edizioni, ISBN 88-88551-92-1) Roberto Baggio ha più volte espresso la convinzione di essere stato trattato male a suo parere ingiustamente da Marcello Lippi:

« Era un caudillo, ostentava una conduzione militaresca dello spogliatoio. Contro di me, ha usato tutto il potere di cui era in possesso, nella speranza di annientarmi [...] un attacco dopo l'altro, senza tregua, uno stillicidio »

Probabilmente i problemi risalgono alla stagione 1994/95, quando Baggio iniziò a giocare di meno per via della concorrenza dell'allora giovanissimo Alessandro Del Piero, che Lippi inseriva con frequenza in vista delle stagioni successive. Ancora più probabile sembra essere un'altra ipotesi: durante una delle loro prime esperienze lavorative assieme, Baggio e Lippi ebbero modo di scontrarsi perché l'allenatore chiese al suo atleta di "spiare" certi comportamenti (presumibilmente dentro e fuori lo spogliatoio) dei compagni di squadra e a tale richiesta l'altro si oppose. Da qui, l'attrito nei confronti di Roberto Baggio[33].

Neanche con Christian Panucci i rapporti sono stati buoni[34]. Con il terzino destro i problemi risalgono ai tempi dell'Inter quando il giocatore rifiutò l'ingresso in campo durante una partita di campionato. Lippi, una volta diventato commissario tecnico della nazionale, non convocò il terzino per i Mondiali del 2006. Lo stesso giocatore chiamò in causa il palermitano Cristian Zaccardo, anche lui difensore laterale destro e titolare in Nazionale: Panucci disse chiaramente di non considerarlo a lui superiore[35].

Causa di polemiche è anche la vicenda sulle mancate convocazioni in Nazionale di Antonio Cassano, all'epoca in forza alla Sampdoria[36][37][38].

Statistiche[modifica | modifica sorgente]

Cronologia presenze e reti in Nazionale[modifica | modifica sorgente]

Allenatore[modifica | modifica sorgente]

Palmarès[modifica | modifica sorgente]

Allenatore[modifica | modifica sorgente]

Club[modifica | modifica sorgente]

Competizioni nazionali[modifica | modifica sorgente]
Juventus: 1994-1995, 1996-1997, 1997-1998, 2001-2002, 2002-2003
Juventus: 1994-1995
Juventus: 1995, 1997, 2002, 2003
Guangzhou Evergrande: 2012, 2013
Guangzhou Evergrande: 2012
Competizioni internazionali[modifica | modifica sorgente]
Juventus: 1995-1996
Juventus: 1996
Juventus: 1996
Guangzhou Evergrande: 2013

Nazionale[modifica | modifica sorgente]

Italia: Germania 2006

Individuale[modifica | modifica sorgente]

1994-95, 1995-96
1996, 1998
1998
Migliore allenatore: 1997, 1998, 2003
2006
1996; 1997; 1998
2006
2006
2006
2011
2014

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Palma d'oro al Merito Tecnico - nastrino per uniforme ordinaria Palma d'oro al Merito Tecnico
— Roma, 23 ottobre 2006.[40]
Commendatore Ordine al Merito della Repubblica Italiana - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore Ordine al Merito della Repubblica Italiana
— 12 dicembre 2006. Di iniziativa del Presidente della Repubblica Italiana.[41]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) Michael Harrold, UEFA president stresses national teams' importance in uefa.com, 21 settembre 2010. URL consultato il 28 ottobre 2011.
  2. ^ Bayern-Chelsea, albo d'oro e record Champions, Ecodellosport.it. URL consultato il 26 agosto 2012.
  3. ^ IFFHS - Istituto di storia e statistica del calcio
  4. ^ The top 50 managers of all time - The Times
  5. ^ (EN) James Horncastle, Greatest Managers, No. 15: Lippi in ESPN, 6 agosto 2013. URL consultato il 28 novembre 2011.
  6. ^ Lunedì 5 dicembre la consegna dei premi "Hall of Fame" del calcio italiano in Federazione Italiana Giuoco Calcio, 25 novembre 2011. URL consultato il 28 novembre 2011.
  7. ^ a b Lippi conquista la Champions League asiatica col "suo" Guangzhou - Calcio - Tuttosport
  8. ^ Siena Club Fedelissimi - Sito di Notizie sul Siena Calcio
  9. ^ Marcello Lippi
  10. ^ Lastampa.It
  11. ^ Lastampa.It
  12. ^ Lastampa.It
  13. ^ Lastampa.It
  14. ^ Lastampa.It
  15. ^ Lastampa.It
  16. ^ Lastampa.It
  17. ^ Lastampa.It
  18. ^ Lastampa.It
  19. ^ Prandelli vince la panchina d'oro premiato anche l'ex Ct Lippi in la Repubblica, 11 dicembre 2006.
  20. ^ '%C3%A8+il+mare...%C2%BB Lippi: «Barcellona? Lì c'è il mare...» - Spagna / Calcio Estero / Calcio - Corriere dello Sport.it
  21. ^ Malinconia Lippi amato e disoccupato - Repubblica.it » Ricerca
  22. ^ Lippi torna sulla panchina azzurra
  23. ^ nell’Olimpo degli allenatori. 30 partite utili consecutive ed eguaglia il mitico Pozzo
  24. ^ Italia - Grecia 1-1 per Lippi 31 risultati utili consecutivi
  25. ^ Italia pareggia 1 a 1 in Grecia: continua record di Lippi
  26. ^ 1-1: Gekas e Toni. Lippi supera Pozzo
  27. ^ Ufficiale: Guangzhou Evergrande, Lippi nuovo allenatore Sportsbook24.net
  28. ^ a b c Lippi ha detto sì alla Cina. Ricomincia da Canton Gazzetta.it
  29. ^ Calcio, Cina; Lippi: esordio positivo che dà fiducia per il futuro sport.repubblica.it
  30. ^ Lippi campione di Cina Guangzhou irraggiungibile Gazzetta.it
  31. ^ Lippi brinda ancora La Coppa di Cina è sua Gazzetta.it
  32. ^ Il gran rifiuto di Lippi: non va in panchina sportmediaset.mediaset.it
  33. ^ Fra Baggio e Lippi polemiche da tribunale, La Repubblica, 16 novembre 2001. URL consultato il 15 febbraio 2009.
  34. ^ Luca Valdiserri, Panucci, la felicità è la Coppa a Roma, Corriere della Sera, 11 maggio 2007. URL consultato il 15 febbraio 2009.
  35. ^ Azzurri, Panucci contro Lippi "Non mi chiama solo per antipatia", la Repubblica, 29 marzo 2006. URL consultato il 2 settembre 2009.
  36. ^ Cassano: "Io in Nazionale? Lippi non mi chiamerà mai", La Repubblica, 6 dicembre 2008
  37. ^ L'urlo del web contro Lippi La Gazzetta dello Sport, 2 settembre 2009
  38. ^ Nazionale, Lippi non convoca Cassano neanche per le amichevoli, Il Corriere della Sera, 8 novembre 2009
  39. ^ (EN) European Coach of the Year 1991-2006, Record Sport Soccer Statistics Foundation. URL consultato il 15 giugno 2013.
  40. ^ Coni: Consegnati i Collari d'oro e diplomi d'onore ai campionissimi, coni.it, 23 ottobre 2006. URL consultato il 7 maggio 2011.
  41. ^ Commendatore Ordine al Merito della Repubblica Italiana Sig. Marcello Romeo LIPPI

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 73621888 LCCN: no2006136725 SBN: IT\ICCU\LO1V\249779