Roberto Bettega

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Roberto Bettega
Bettega.jpg
Dati biografici
Nazionalità Italia Italia
Altezza 184 cm
Peso 78 kg
Calcio Football pictogram.svg
Dati agonistici
Ruolo Attaccante
Ritirato 1984
Carriera
Giovanili
1961-1969 Juventus Juventus
Squadre di club1
1969-1970 Varese Varese 30 (13)
1970-1983 Juventus Juventus 326 (129)
1983-1984 Toronto Blizzard Toronto Blizzard 48 (11)
Nazionale
1975-1983 Italia Italia 42 (19)
1 Dati relativi al solo campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
 

Roberto Bettega (Torino, 27 dicembre 1950) è un dirigente sportivo ed ex calciatore italiano, di ruolo attaccante.

Da sempre alla Juventus, società nelle cui giovanili entrò agli inizi degli anni sessanta,[1] con essa trascorse tredici stagioni da professionista vincendo sette campionati nazionali e una Coppa UEFA. In Nazionale, tra il 1975 e il 1983, fu impiegato 42 volte con 19 gol e fece parte della selezione che si classificò al 4º posto al campionato del mondo del 1978.

Dopo il ritiro divenne opinionista televisivo e dirigente sportivo: fu, dal 1994 al 2006, vicepresidente della Juventus di cui, successivamente, tra il 2009 e il 2010, fu anche vice direttore generale.

In carriera ha ricevuto i soprannomi di Bobby gol o di Cabeza bianca,[1] per via della canizie che caratterizza la sua chioma fin da quando era ancora in campo.[1] Per lo stesso motivo è stato a volte soprannominato Penna bianca, soprannome che fu poi dato a altri giocatori, tra cui Fabrizio Ravanelli.

A Roberto Bettega è intitolato dal 2002 il piccolo stadio del Tacuary di Asunción, in Paraguay. Il presidente del club paraguaiano, Francisco Ocampo, ha voluto così onorare il giocatore italiano (di cui è ammiratore fin dalla sua esperienza canadese nella North American Soccer League) in seguito all'approdo del Tacuary in Primera División.[2]

Caratteristiche tecniche[modifica | modifica wikitesto]

Era considerato un attaccante moderno e un trascinatore della squadra, in grado sia di concludere che di suggerire in modo eccellente. Ambidestro[3] dotato di fisico atletico, geniali intuizioni, eccezionale tecnica individuale e grande visione di gioco, era uno specialista nel colpo di testa.[4] Memorabile il suo gol di testa in tuffo all'Inghilterra, che fissò il risultato finale di 2-0 contribuendo alla qualificazione dell'Italia al campionato del mondo 1978 a spese degli stessi inglesi.[5] È stato definito uno dei più completi attaccanti italiani di sempre, grazie anche alla speciale determinazione e alla professionalità che l'hanno contraddistinto per tutta la carriera.[3]

Affermatosi come attaccante puro, la sua ascesa fu frenata dalla grave forma di pleurite che lo colpì nella stagione 1971-1972.[4] Lo scrittore e opinionista Giampiero Mughini, fine conoscitore di calcio e noto tifoso juventino, scrisse di lui che fu tale malattia ad impedirgli di diventare il più grande calciatore dell'era moderna.[6] In seguito arretrò la propria posizione in campo agendo da centravanti di manovra[4] e verso fine carriera ottenne ottimi risultati anche giocando da centrocampista offensivo.[7]

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Giocatore[modifica | modifica wikitesto]

Club[modifica | modifica wikitesto]

Varese[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la trafila delle giovanili bianconere, fu mandato a giocare in Serie B, in prestito nel Varese allora allenato da Nils Liedholm. Con la squadra lombarda vinse il campionato, ottenendo una promozione in Serie A cui contribuì segnando 13 gol che ne fecero il capocannoniere del torneo, alla pari del compagno di squadra Ariedo Braida e del catanese Aquilino Bonfanti.

Juventus[modifica | modifica wikitesto]
Bettega in campionato nel 1976, in azione contro la Roma allo stadio Olimpico.

Ritornò alla Juventus nella stagione 1970-1971, dove rimase per tredici stagioni consecutive fino al 1983. Giocò in totale 481 partite con la maglia bianconera (326 in Serie A, 73 in Coppa Italia, 31 in Coppa dei Campioni, 8 in Coppa delle Coppe e 42 in Coppa UEFA), segnando 178 gol (129 in Serie A, 22 in Coppa Italia, 7 in Coppa dei Campioni, uno in Coppa delle Coppe e 19 in Coppa UEFA, terzo dietro ad Alessandro Del Piero e Giampiero Boniperti nella classifica dei maggiori cannonieri della storia della Juventus.

Bettega tornò alla Juventus come unico giocatore torinese, cresciuto nel vivaio, proprio mentre la squadra già annoverava o stava per ingaggiare una leva di giovani originari del Mezzogiorno.

Debuttò in Serie A il 27 settembre 1970 in trasferta contro il Catania, segnando il gol decisivo. Giocò 42 partite (28 in Serie A, 11 in Coppa delle Fiere e 3 in Coppa Italia) e segnò 21 gol (rispettivamente 13, 6 e 2). Per la seconda volta, la Juventus raggiunse la finale in una competizione continentale, venendo sconfitta dagli inglesi del Leeds United nell'ultima edizione della Coppa delle Fiere: dopo il 2-2 casalingo, nel quale Bettega segnò la rete dell'1-0, la gara di ritorno si concluse 1-1 ed il trofeo fu vinto dagli inglesi per la regola del maggior numero di gol segnati in trasferta.

Bettega colpisce di testa nella finale d'andata della Coppa UEFA 1976-1977 contro l'Athletic Bilbao.

Nel 1971-1972 segnò una doppietta contro il Milan alla quarta giornata, prima di testa e poi con un eccezionale colpo di tacco su cross di Causio.[4] Andò di nuovo a rete il 16 gennaio 1972 contro la Fiorentina, e fu l'ultima segnatura (ne aveva realizzate 10 in 14 partite) prima di un lungo stop per una grave forma di pleurite.[4] Il disturbo lo affliggeva da inizio carriera, costringendolo a respirare con fatica e limitandone il rendimento.[6] Rientrò in squadra all'inizio del campionato successivo, aiutando la Juventus a vincere il secondo scudetto consecutivo e contribuendo al percorso che portò i bianconeri alla loro prima finale di Coppa dei Campioni, persa il 30 maggio 1973 contro l'Ajax.

Malgrado che nei due anni successivi avesse segnato con minore frequenza, fu fatto esordire in Nazionale dal CT Fulvio Bernardini nel giugno del 1975 giocando l'intera gara esterna vinta contro la Finlandia. Superò di nuovo la soglia dei dieci gol nella stagione 1975-1976, annata in cui la Juventus perse lo scudetto a vantaggio dei rivali del Torino dopo aver raggiunto un vantaggio di 5 punti alla 21ª giornata. In Nazionale dovette accontentarsi di alcuni spezzoni di partita nella nuova gestione tecnica affidata al binomio Bernardini / Bearzot.

Con l'arrivo di Giovanni Trapattoni sulla panchina bianconera nell'estate del 1976, cominciò un ciclo vincente destinato a durare un decennio. La Juventus vinse lo scudetto per una lunghezza sui campioni uscenti del Torino, totalizzando il punteggio record di 51 punti sui 60 disponibili (la Fiorentina, terza, giunse a 16 lunghezze di distacco). Bettega non saltò alcuna partita e mise a segno 17 gol, aggiungendone altri 5 nella Coppa UEFA vinta nella stessa stagione. Fu il primo trofeo internazionale conquistato dalla squadra, che ebbe la meglio nella doppia finale sui baschi dell'Athletic Bilbao; nel ritorno perso 2-1 in Spagna, nell'arena infuocata del San Mamés, fu la marcatura di testa di Bettega, su traversone di Causio, a consegnare alla Juventus il trofeo grazie al maggior numero di gol segnati in trasferta.

La Juventus bissò il titolo italiano nel 1977-1978, precedendo stavolta, assieme al Toro, anche il sorprendente Lanerossi Vicenza. Fu il preludio del grande Mondiale che Bettega e l'Italia disputarono in Argentina nell'estate del 1978. Affermatosi anche in campo internazionale, sia nel 1977 che nel 1978 Bettega giunse quarto nella classifica del Pallone d'oro.[4]

L'acrobatico gol di testa di Bettega nell'incontro vinto 2-0 dall'Italia sull'Inghilterra, valevole per le qualificazioni ai Mondiali 1978.

Nelle due stagioni successive, la Juventus perse il titolo italiano prima a favore del Milan e poi dell'Inter, ma conquistò la Coppa Italia nel 1978-1979 sconfiggendo 2-1 il Palermo nella finale di Napoli, durante la quale Bettega fu costretto ad uscire per un infortunio alle costole.[8] Nella stagione successiva conquistò per la prima volta in carriera il titolo di capocannoniere della Serie A realizzando 16 gol, aiutato dal fatto di essere diventato il rigorista della squadra. In quella stessa annata, la Juventus affrontò in semifinale di Coppa delle Coppe l'Arsenal: nella gara di andata un'autorete di Bettega fece terminare la partita 1-1 dopo il vantaggio dei bianconeri, che furono eliminati nella gara di ritorno.

Nel 1980-1981 vinse nuovamente lo scudetto segnando 5 reti. Nella Coppa UEFA di quella stagione, le sue tre reti non consentirono alla Juventus di superare il secondo turno, eliminata dal Widzew Lodz. I polacchi si imposero all'andata in casa per 3-1 (con Bettega a rete per la Juventus), mentre al ritorno i supplementari finirono 3-1 per i bianconeri, che cedettero ai rigori per 5-4. Il 4 novembre 1981, dopo aver perso per 3-1 all'andata negli ottavi di finale della Coppa dei Campioni 1981-1982 contro l'Anderlecht a Bruxelles, uno scontro con il portiere Jacky Munaron nella gara di ritorno costò a Bettega un grave infortunio ai legamenti del ginocchio.[9] La Juventus fu eliminata e Bettega perse l'intera stagione, dovendo rinunciare al campionato del mondo 1982.

Bettega contro la difesa del Cesena nella stagione 1981-1982

Nella stagione 1982-1983 cominciò a non essere più titolare inamovibile, dividendo la maglia numero 7 con Domenico Marocchino. Nel corso della stagione colpì undici legni fra pali e traverse. Nella semifinale di andata di Coppa dei Campioni contro il Widzew Lodz, Bettega segnò il gol del 2-0. La Juventus perse poi la coppa nella finale di Atene contro l'Amburgo, l'ultima partita di Bettega con la maglia bianconera.

Toronto Blizzard[modifica | modifica wikitesto]

Dopo aver dato l'addio alla Juventus nell'estate del 1983, si trasferì nella North American Soccer League e militò per una sola stagione nella squadra canadese dei Toronto Blizzard. Rientrato temporaneamente in Italia, quello stesso anno fu vittima di un grave incidente stradale mentre era al volante della sua A112 e fu ricoverato alcuni giorni in rianimazione.[10]

Nazionale[modifica | modifica wikitesto]

Debuttò nella Nazionale italiana nel 1975 contro la Finlandia e raggiunse l'apice della propria carriera azzurra ai Mondiali di Argentina, in cui fu schierato titolare dal CT Enzo Bearzot.

Fu l'attaccante azzurro più prolifico dai tempi di Gigi Riva: nel triennio che si chiuse con la rassegna iridata del 1978, Bettega disputò 19 gare e segnò 16 volte. Segnò una quaterna che servì per superare la Finlandia 6-1 e per mettere al sicuro la differenza reti nel confronto con gli inglesi nel girone eliminatorio per i Mondiali argentini.

Bettega in azione in maglia azzurra

Nei Mondiali segnò una rete contro l'Ungheria e colse per tre volte la traversa della porta avversaria.[11] Successivamente, nella partita che costò l'unica sconfitta ai futuri campioni del mondo, fu l'autore della marcatura con cui l'Italia batté i padroni di casa di Cesar Luis Menotti. L'Italia arrivò quarta dopo la sconfitta nella finale per il terzo posto contro il Brasile, in cui gli Azzurri colpirono tre pali, l'ultimo colto da Bettega con un colpo di testa nei minuti finali.[12] In virtù delle ottime prestazioni fornite, fu inserito dalla FIFA nella formazione ideale del Mondiale.[13]

Nel 1980 prese parte ai Campionati Europei che si disputarono in Italia e che videro la Nazionale piazzarsi al quarto posto. Bettega fece parte dell'undici titolare, dopo che si era laureato capocannoniere del campionato italiano.

Segnò il gol del pareggio nella trasferta in Jugoslavia valida per il girone di qualificazione ai Mondiali di Spagna, che avrebbero visto nell'estate del 1982 il trionfo degli Azzurri. Dovette poi rinunciare alla rassegna iridata a causa del serio infortunio patito in Coppa dei Campioni nel novembre 1981.

Dopo due anni che non giocava in Nazionale, il 16 aprile 1983 disputò a Bucarest la gara valida per il girone di qualificazione agli Europei del 1984 persa 1-0 contro la Romania. Fu l'ultima partita in maglia azzurra per Bettega, che fu sostituito al 69' da Alessandro Altobelli.

In Nazionale vanta un totale di 42 presenze e 19 gol. Subì la sua unica espulsione in maglia azzurra nel 1976, nell'incontro perso 4-1 contro il Brasile valido per il Torneo del Bicentenario.[14]

Dirigente[modifica | modifica wikitesto]

Il periodo della "Triade" juventina[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1994 fu chiamato da Umberto Agnelli alla vicepresidenza della Juventus, inaugurando la cosiddetta "triade", insieme al direttore generale Luciano Moggi ed all'amministratore delegato Antonio Giraudo, con cui diede il via a un ciclo di vittorie. Lo scoppio dello scandalo del calcio italiano del 2006 coinvolse in pieno la Juventus ma non Bettega, che restò nella dirigenza bianconera, accompagnando la squadra nel primo campionato di Serie B della sua storia. Al termine della stagione, nel giugno 2007, lasciò gli incarichi dirigenziali.

Il ritorno come vicedirettore generale[modifica | modifica wikitesto]

Nel dicembre 2009, dopo essere stato assolto con formula piena dall'accusa di "doping amministrativo" perché «il fatto non sussiste», venne nominato vicedirettore generale, con responsabilità sull'intera area sportiva.[15]

La sua nuova esperienza terminò il 31 maggio 2010, quando fu comunicata la separazione consensuale tra la società bianconera ed il dirigente.[16]

Opinionista sportivo[modifica | modifica wikitesto]

È stato, negli anni '80 e '90, opinionista sportivo delle reti Fininvest e nel 1985 commentò la finale della Coppa Intercontinentale tra Juventus e Argentinos Juniors affiancando il giornalista Giuseppe Albertini. Quella fu la prima volta, per le telecronache italiane delle partite di calcio, in cui il telecronista era accompagnato da un ex-calciatore o ex-allenatore nelle vesti di commentatore tecnico. Successivamente affiancò Nando Martellini, al debutto sulle reti Finivest dopo aver lasciato la RAI.[17] Condusse anche la trasmissione Caccia al tredici e collaborò con Tele Capodistria.[18] Nel 2010 e 2011 fu opinionista per Controcampo, trasmissione calcistica in onda su Rete 4.

Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

Presenze e reti nei club[modifica | modifica wikitesto]

Stagione Squadra Campionato Coppe nazionali Coppe continentali Altre coppe Totale
Comp Pres Reti Comp Pres Reti Comp Pres Reti Comp Pres Reti Pres Reti
1969-1970 Italia Varese B 30 13 CI 3 0 - - - - - - 33 13
1970-1971 Italia Juventus A 28 13 CI 3 2 CdF 11 6 TAP 4 1 46 22
1971-1972 A 14 10 CI 4 1 CU 5 4 - - - 23 15
1972-1973 A 27 8 CI 9 1 CC 7 2 - - - 43 11
1973-1974 A 24 8 CI 5 2 CC 2 0 CInt 1 0 32 10
1974-1975 A 27 6 CI 10 3 CU 10 1 - - - 47 10
1975-1976 A 29 15 CI 3 2 CC 4 1 - - - 36 18
1976-1977 A 30 17 CI 4 1 CU 12 5 - - - 46 23
1977-1978 A 30 11 CI 4 2 CC 7 2 - - - 41 15
1978-1979 A 30 9 CI 9 2 CC 2 0 - - - 41 11
1979-1980 A 28 16 CI 4 0 CdC 8 1 - - - 40 17
1980-1981 A 25 5 CI 8 3 CU 4 3 TdC 4 0 41 11
1981-1982 A 7 5 CI 4 2 CC 3 1 - - - 14 8
1982-1983 A 27 6 CI 7 1 CC 6 1 - - - 40 8
Totale Juventus 326 129 74 22 81 27 9 1 490 179
1983 Canada Toronto Blizzard NASL 21 2 - - - - - - - - - 21 2
1984 NASL 27 9 - - - - - - - - - 27 9
Totale Toronto Blizzard 48 11 - - - - - - 48 11
Totale carriera 404 153 77 22 81 27 9 1 571 203

Cronologia presenze e reti in Nazionale[modifica | modifica wikitesto]

Cronologia completa delle presenze e delle reti in Nazionale - Italia Italia
Data Città In casa Risultato Ospiti Competizione Reti Note
05/06/1975 Helsinki Finlandia Finlandia 0 – 1 Italia Italia Qual. Euro 1976 -
26/10/1975 Varsavia Polonia Polonia 0 – 0 Italia Italia Qual. Euro 1976 - Ingresso al 67’ 67’
23/05/1976 Washington Stati Uniti Stati Uniti 0 – 4 Italia Italia Amichevole - Ingresso al 62’ 62’
31/05/1976 New Haven Brasile Brasile 4 – 1 Italia Italia Amichevole - Ingresso al 46’ 46’, espulso al 66'
05/06/1976 Milano Italia Italia 4 – 2 Romania Romania Amichevole 2 Ingresso al 46’ 46’
25/09/1976 Roma Italia Italia 3 – 0 Jugoslavia Jugoslavia Amichevole 2
16/10/1976 Lussemburgo Lussemburgo Lussemburgo 1 – 4 Italia Italia Qual. Mondiali 1978 2
17/11/1976 Roma Italia Italia 2 – 0 Inghilterra Inghilterra Qual. Mondiali 1978 1
22/12/1976 Lisbona Portogallo Portogallo 2 – 1 Italia Italia Amichevole 1
08/06/1977 Helsinki Finlandia Finlandia 0 – 3 Italia Italia Qual. Mondiali 1978 1
08/10/1977 Berlino Ovest Germania Ovest Germania Ovest 2 – 1 Italia Italia Amichevole -
15/10/1977 Torino Italia Italia 6 – 1 Finlandia Finlandia Qual. Mondiali 1978 4
16/11/1977 Londra Inghilterra Inghilterra 2 – 0 Italia Italia Qual. Mondiali 1978 -
03/12/1977 Roma Italia Italia 3 – 0 Lussemburgo Lussemburgo Qual. Mondiali 1978 1
08/02/1978 Napoli Italia Italia 2 – 2 Francia Francia Amichevole - Uscita al 53’ 53’
08/05/1978 Roma Italia Italia 0 – 0 Jugoslavia Jugoslavia Amichevole -
02/06/1978 Mar del Plata Italia Italia 2 – 1 Francia Francia Mondiali 1978 - 1º turno -
06/06/1978 Mar del Plata Italia Italia 3 – 1 Ungheria Ungheria Mondiali 1978 - 1º turno 1 Uscita al 83’ 83’
10/06/1978 Buenos Aires Italia Italia 1 – 0 Argentina Argentina Mondiali 1978 - 1º turno 1
14/06/1978 Buenos Aires Germania Ovest Germania Ovest 0 – 0 Italia Italia Mondiali 1978 - 2º turno -
18/06/1978 Buenos Aires Italia Italia 1 – 0 Austria Austria Mondiali 1978 - 2º turno - Uscita al 71’ 71’
21/06/1978 Buenos Aires Paesi Bassi Paesi Bassi 2 – 1 Italia Italia Mondiali 1978 - 2º turno -
24/06/1978 Buenos Aires Brasile Brasile 2 – 1 Italia Italia Mondiali 1978 - 3-4 Posto - 4º posto
20/09/1978 Torino Italia Italia 1 – 0 Bulgaria Bulgaria Amichevole -
08/11/1978 Bratislava Cecoslovacchia Cecoslovacchia 3 – 0 Italia Italia Amichevole - Uscita al 72’ 72’
24/02/1979 Milano Italia Italia 3 – 0 Paesi Bassi Paesi Bassi Amichevole 1
26/05/1979 Roma Italia Italia 2 – 2 Argentina Argentina Amichevole -
26/09/1979 Firenze Italia Italia 1 – 0 Svezia Svezia Amichevole -
16/02/1980 Napoli Italia Italia 2 – 1 Romania Romania Amichevole -
19/04/1980 Torino Italia Italia 2 – 2 Polonia Polonia Amichevole -
12/06/1980 Milano Italia Italia 0 – 0 Spagna Spagna Euro 1980 - 1º turno -
15/06/1980 Torino Italia Italia 1 – 0 Inghilterra Inghilterra Euro 1980 - 1º turno -
18/06/1980 Roma Italia Italia 0 – 0 Belgio Belgio Euro 1980 - 1º turno -
21/06/1980 Napoli Cecoslovacchia Cecoslovacchia 1 – 1 dts
(9-8 dcr)
Italia Italia Euro 1980 - 3-4 Posto - 4º posto Uscita al 85’ 85’
24/09/1980 Genova Italia Italia 3 – 1 Portogallo Portogallo Amichevole -
11/10/1980 Lussemburgo Lussemburgo Lussemburgo 0 – 2 Italia Italia Qual. Mondiali 1982 1
01/11/1980 Roma Italia Italia 2 – 0 Danimarca Danimarca Qual. Mondiali 1982 -
15/11/1980 Torino Italia Italia 2 – 0 Jugoslavia Jugoslavia Qual. Mondiali 1982 -
25/02/1981 Roma Italia Italia 0 – 3 Europa Europa Amichevole - Uscita al 74’ 74’
03/06/1981 Copenaghen Danimarca Danimarca 3 – 1 Italia Italia Qual. Mondiali 1982 - Uscita al 67’ 67’
17/10/1981 Belgrado Jugoslavia Jugoslavia 1 – 1 Italia Italia Qual. Mondiali 1982 1
16/04/1983 Bucarest Romania Romania 1 – 0 Italia Italia Qual. Euro 1984 - Uscita al 69’ 69’
Totale Presenze (52º posto) 42 Reti (13º posto) 19

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Giocatore[modifica | modifica wikitesto]

Individuale[modifica | modifica wikitesto]

Argentina 1978
1979-1980 (16 gol)
1969-1970 (13 gol)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Emanuele Gamba, Vizi e virtù di Bobby gol in la Repubblica, 27 dicembre 2009. URL consultato il 9 febbraio 2012.
  2. ^ Mario Salvini, Uno stadio chiamato Roberto Bettega in La Gazzetta dello Sport, 27 dicembre 2011. URL consultato il 9 febbraio 2011.
  3. ^ a b Beccantini, Roberto, Dizionario del calcio: campioni, squadre, nazionali, tecnici, albi d'oro, record, Biblioteca universale Rizzoli: Dizionari, 1990, ISBN 88-17-14521-1.
  4. ^ a b c d e f Roberto Bettega, cinquantamila.corriere.it. URL consultato il 18 luglio 2014.
  5. ^ Grandi sfide - Inghilterra amore mio..., storiedicalcio.altervista.org. URL consultato il 18 luglio 2014.
  6. ^ a b Mughini, Giampiero, Il Grande Disordine: I Nostri Indimenticabili Anni Settanta, Mondadori, 1998, pp. 204-205, ISBN 88-04-43254-3. URL consultato il 18 luglio 2014.
  7. ^ Enzo Sasso, Il Centravanti, Edizioni Mediterranee, 1987, p. 40, ISBN 88-272-0373-7. URL consultato il 18 luglio 2014.
  8. ^ Benetti ha salutato la Juventus spingendola sull'ultima salita in L'Unità, 22 giugno 1979, p. 12. URL consultato il 18 luglio 2014.
  9. ^ Mondiali 1978 - Roberto Bettega: "Quella Finale era nostra...", storiedicalcio.altervista.org. URL consultato il 18 luglio 2014.
  10. ^ Bettega quasi fuori pericolo in Stampa Sera, 3 novembre 1984, p. 8.
  11. ^ Valanga azzurra con Rossi-Bettega-Benetti in La Stampa, 7 giugno 1978, p. 12.
  12. ^ Il Brasile conquista il terzo posto mondiale - Italia in vantaggio di nuovo scavalcata (1-2) in La Stampa, 25 giugno 1978, p. 14.
  13. ^ a b (EN) All-Star Team. URL consultato il 17 febbraio 2014.
  14. ^ Luca Ferrato, Quando Italia e Brasile si incontrarono per il Bicentenario degli Stati Uniti... in scommesse.unibet.com, 20 marzo 2013.
  15. ^ Roberto Bettega torna alla Juventus
  16. ^ Roberto Bettega lascia la Juventus
  17. ^ Torna Martellini, signore del microfono
  18. ^ Beniamino Placido, Le allegre cronache in la Repubblica, 22 giugno 1988. URL consultato il 9 febbraio 2012.

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