Arrigo Sacchi

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Arrigo Sacchi
Arrigo Sacchi.jpg
Arrigo Sacchi nel 2007.
Dati biografici
Nazionalità Italia Italia
Calcio Football pictogram.svg
Dati agonistici
Ruolo Allenatore
Carriera
Carriera da allenatore
1977-1982 Cesena Cesena Primavera
1982-1983 Rimini Rimini
1983-1984 Fiorentina Fiorentina Giovanili
1984-1985 Rimini Rimini
1985-1987 Parma Parma
1987-1991 Milan Milan
1991-1996 Italia Italia
1996-1997 Milan Milan
1998-1999 Atletico Madrid Atlético Madrid
2001 Parma Parma
Palmarès
Coppa mondiale.svg Mondiali di calcio
Argento Stati Uniti 1994
1 Dati relativi al solo campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
Statistiche aggiornate all'11 maggio 2007

Arrigo Sacchi (Fusignano, 1º aprile 1946) è un ex allenatore di calcio e dirigente sportivo italiano. Commissario tecnico della Nazionale italiana vice Campione del mondo ai Mondiali di calcio del 1994, è considerato da molti esperti uno dei migliori allenatori della storia del calcio.[1][2][3]

Soprannominato Il profeta di Fusignano[4], la sua ascesa nel panorama calcistico italiano inizia nel 1987, quando Silvio Berlusconi lo sceglie come nuovo allenatore del Milan. Sacchi compie una vera e propria rivoluzione, imponendo alla squadra un cambio di modulo, passando dal classico catenaccio italiano all'innovativo 4-4-2. Oltre a ciò diventa famoso per i suoi pesanti e severi allenamenti e per l'assoluta attenzione alla fase difensiva, dovuta principalmente al forsennato pressing a centrocampo. L'innovazione più importante, che ha consentito a Sacchi di diventare un allenatore di fama internazionale, è l'introduzione nel calcio italiano del cosiddetto calcio totale della Nazionale olandese di Johan Cruijff, che ammirava sin da ragazzo.[5][6]

Personaggio molto controverso, è stato spesso al centro di polemiche per i suoi metodi di allenamento e per le proprie idee. Sacchi ebbe inoltre numerosi screzi con l'opinione pubblica e con alcuni suoi giocatori[7][8]: proprio per questo è stato spesso accusato di ritenere prioritari gli schemi rispetto agli uomini.[9]

Da allenatore del Milan, squadra che ha guidato dal 1987 al 1991 prima di tornare per una breve esperienza nella stagione 1996-1997, ha vinto uno Scudetto, una Supercoppa italiana, due Coppe dei campioni, due Supercoppe europee e due Coppe Intercontinentali. Durante la sua prima esperienza a Milano Sacchi forma il team soprannominato gli Immortali, la squadra di club migliore di tutti i tempi secondo la rivista inglese World Soccer[10], oltre che una delle squadre più vincenti della storia del Milan. Ha allenato dal 1991 al 1996 anche la Nazionale italiana, guidandola ai Mondiali di calcio del 1994 (secondo posto e sconfitta in finale ai rigori contro il Brasile) e agli Europei di calcio del 1996 (eliminazione al primo turno).

Dal 4 agosto 2010 al 14 agosto 2014 ha svolto il ruolo di Coordinatore tecnico delle Nazionali giovanili, dalla Under 21 alla Under 16. Nel settembre 2007, il Times lo ha nominato miglior allenatore italiano di tutti i tempi, e 11º in assoluto a livello mondiale.[1] Nel 2011 è entrato a far parte della Hall of Fame del calcio italiano.[11]

Caratteristiche tecniche[modifica | modifica wikitesto]

Arrigo Sacchi durante una seduta di allenamento a Milanello

Sacchi propose un rivoluzionario 4-4-2 che si ispirava in parte al calcio totale della Nazionale olandese di Johan Cruijff, squadra che prediligeva una difesa in linea (in modo da far cadere gli avversari nella trappola del fuorigioco) e pressing a tutto campo con o senza palla[5][6]. Il modulo offensivo proposto dall'allenatore di Fusignano consisteva in una difesa organizzata con il metodo di una diagonale a quattro, un centrocampo a rombo (dove uno dei mediani si trasformava in trequartista) e due punte centrali molto vicine fra loro. Nonostante sia conosciuto per il suo calcio offensivo, Sacchi dedicava grande attenzione ai movimenti difensivi, a tal punto che quasi sempre le sue squadre si contraddistinguevano per essere le meno battute a fine campionato: miglior difesa nei campionati 1987-88 (14 gol subiti) e 1990-91 (19 gol subiti) e seconda miglior difesa nel 1988-89 (25 gol subiti) e nel 1989-90 (27 gol subiti).

Allenatore severo e rigido, Sacchi si fece conoscere dal pubblico sportivo soprattutto per i suoi metodi di allenamento, considerati pesanti, severi e poco convenzionali rispetto agli approcci classici. L'allenatore di Fusignano era solito intensificare gli allenamenti della squadra che allenava e si distingueva per un'attenzione maniacale nel preparare le partite e gli schemi di gioco[12]. I suoi giocatori dovevano lavorare il doppio per essere pronti in campo a svolgere ruoli sia offensivi che difensivi. Per Sacchi tutti i giocatori erano importanti, ma nessuno era rilevante[9].

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Allenatore[modifica | modifica wikitesto]

Gli esordi[modifica | modifica wikitesto]

Da ragazzo Sacchi gioca come difensore in squadre dilettantistiche, mentre lavora nell'azienda di calzature del padre e successivamente ricopre il ruolo di allenatore del Fusignano (2ª categoria), dell'Alfonsine (Promozione) e del Bellaria (serie D). Durante gli anni settanta abbandona per un momento il calcio, dedicandosi al lavoro in azienda.[13] A 31 anni, nel 1977, decide di iniziare ad allenare. Nel 1982 conquista con la squadra giovanile del Cesena lo scudetto Primavera. Decide di lasciare il lavoro per dedicarsi totalmente al calcio. Alberto Rognoni, fondatore del Cesena, lo presenta a Italo Allodi, ottenendo per il suo pupillo l'iscrizione al corso di Coverciano.

Arrigo Sacchi durante l'esperienza milanista

Successivamente Arrigo Sacchi viene chiamato da Dino Cappelli, presidente del Rimini, per guidare la squadra in Serie C1. Dopo un anno va ad allenare le giovanili della Fiorentina. Italo Allodi lo manda ad allenare il Parma (appena retrocesso in Serie C1), per fare qualche anno di esperienza prima di affidargli la squadra gigliata. Sacchi riporta subito i ducali in Serie B e nella stagione 1986-87 sale alla ribalta delle cronache quando elimina dalla Coppa Italia il Milan vincendo a San Siro. Il suo gioco, basato sulla difesa a zona e sul pressing piacque al presidente dei rossoneri Silvio Berlusconi, che lo vuole al Milan a tutti i costi.[12]

Il Milan e gli Immortali di Sacchi[modifica | modifica wikitesto]

« E chi è?.
Il tecnico con la paranoia della vittoria. »
(Domanda di un giornalista su chi sia Sacchi e risposta di Berlusconi.[14])

Arrivato al Milan e firmato un contratto annuale[12] con il club rossonero, Sacchi impone subito il suo metodo di allenamento, all'inizio non apprezzati dai suoi stessi giocatori, in particolare da Franco Baresi e Carlo Ancelotti.[12] A livello tattico decide di schierare i rossoneri con un rivoluzionario 4-4-2.[15] La stampa non apprezza la scelta di Sacchi, ma Silvio Berlusconi, presidente del Milan, è convinto fortemente della sua scelta.[12]

Arrigo Sacchi portato in trionfo dopo la vittoria dell'11º scudetto della storia del Milan nella stagione 1987-1988

I primi risultati non sono a favore di Sacchi che colleziona una vittoria contro il Pisa, una sconfitta contro la Fiorentina e ancora una sconfitta contro gli spagnoli dello Sporting Gijón nei trantaduesimi di finale di Coppa UEFA.[12] Le gare successive non migliorano la situazione, soprattutto la sconfitta nei sedicesimi di finale di Coppa UEFA contro l'Espanyol, che elimina i rossoneri dalla competizione. In questa occasione Sacchi viene attaccato dai suoi tifosi che gridano a gran voce le sue dimissioni e il ritorno di Fabio Capello sulla panchina rossonera. Berlusconi, tuttavia, continua a difendere Sacchi e fa presente alla squadra l'intenzione di voler continuare fino a fine stagione con lui: "Lui resta, voi non so".[12] In campionato, il Milan conclude il girone di andata al quarto posto[16], ma nel girone di ritorno si impone sul Napoli capolista (vittoria 3-2 nello scontro diretto giocato al San Paolo il 1º maggio 1988[17]) e conquista l'11º scudetto della sua storia, il primo titolo dell'era Berlusconi.

Nel 1988-1989 Sacchi guida il Milan al 3º posto in campionato alle spalle di Inter e Napoli e conduce il club rossonero alla conquista della sua terza Coppa dei Campioni. Nella semifinale di ritorno della massima competizione europea per club sconfigge il Real Madrid a San Siro per 5-0.[18] Nella finale di Barcellona il Diavolo si impone con un clamoroso 4-0 sulla Steaua Bucarest.[19] Il Milan conclude la stagione vincendo in rimonta la prima edizione della Supercoppa italiana contro la Sampdoria.

Arrigo Sacchi e Franco Baresi con la Coppa Intercontinentale vinta dal Milan nel 1989

Nei primi mesi della stagione 1989-1990 il Milan vince la Supercoppa UEFA contro il Barcellona (1-1 a Barcellona e 1-0 a Milano) e la Coppa Intercontinentale battendo a Tokyo i colombiani dell'Atlético Nacional per 1-0 con un gol di Alberigo Evani negli ultimi minuti dei tempi supplementari.[20] In questa stagione, dopo essere stata ad un passo dal vincere tutte le competizioni disponibili, cede il campionato al Napoli di Maradona. Alla 33ª giornata, il 22 aprile, mentre il Napoli vinse a Bologna, il Milan, come già nel 1973, viene sconfitto a Verona in un incontro arbitrato da Rosario Lo Bello, autore di quattro espulsioni dei milanisti (Sacchi al 63', Rijkaard all'83', Van Basten all'87' e Costacurta all'89'). A un minuto dal termine dell'incontro il Verona realizza il gol della vittoria, che consegna di fatto lo scudetto al Napoli.[21] Pochi giorni dopo il Milan perde anche la finale di Coppa Italia contro la Juventus conquistando poi la seconda Coppa dei Campioni consecutiva (la quarta nella storia della società milanese), superando a Vienna il Benfica per 1-0.[22][23]

Nel 1990-1991 i rossoneri si mantengono ai vertici del campionato, ottenendo il secondo posto ex aequo con l'Inter dietro alla Sampdoria, vincitrice quell'anno del suo primo scudetto. L'eliminazione del Milan in Coppa dei Campioni ad opera dell'Olympique Marsiglia, ed i dissapori con alcuni giocatori spingono Sacchi ad abbandonare il Milan. Al suo posto viene scelto l'esordiente Fabio Capello.[24]

Nel 2006 la rivista internazionale France Football ha nominato il Milan di Arrigo Sacchi migliore squadra del mondo del dopoguerra.[25] L'anno seguente la rivista inglese World Soccer, ha ribadito quanto scritto dal periodico francese nominando il Milan di Sacchi (in particolare quello della stagione 1988-1989) la squadra di club più forte di tutti i tempi, nonché la quarta migliore di sempre in assoluto, dietro a: Brasile '70, Ungheria '54 e Olanda '74.[10]

La Nazionale italiana[modifica | modifica wikitesto]

Il 13 novembre 1991 Sacchi viene assunto alla guida della Nazionale italiana. Azeglio Vicini perde il posto dopo la mancata qualificazione per gli Europei 1992 e Sacchi può quindi utilizzare le ultime partite di qualificazione per gli Europei come test. Sacchi guida la Nazionale per la prima volta il 13 novembre 1991, con un 1-1 sulla Norvegia e poi 2-0 alla squadra di Cipro. La sua gestione del gruppo azzurro, nonostante buoni risultati, crea molte polemiche a causa delle diverse esclusioni eccellenti effettuate nel tempo dal CT, tra cui Roberto Mancini, Walter Zenga, Gianluca Vialli e Giuseppe Bergomi, e divide l'opinione pubblica tra i sostenitori della politica di Sacchi e i detrattori che lo accusavano di essere un accentratore.[26][27]

La prima competizione è la USA Cup 1992, un piccolo torneo che doveva servire alla federazione americana come prova per i Mondiali di due anni dopo. L'Italia pareggia 0-0 con il Portogallo, vince 2-0 sull'Irlanda e pareggia 1-1 con i padroni di casa consegnando loro il trofeo.[28] Nell'ottobre del 1992 le qualificazioni mondiali iniziano con un 2-2 contro la Svizzera, uno 0-0 alla Scozia, un 2-1 contro Malta, un 3-1 al Portogallo, una goleada a Palermo contro Malta (6-1), un 2-0 all'Estonia e poi una sconfitta contro la Svizzera per 0-1; il 3-0 all'Estonia seguito dalle vittorie per 3-1 sulla Scozia e per 1-0 sul Portogallo garantirono l'accesso al Mondiale americano.

Nel 1994 l'Italia raggiunge la finale ai Mondiali statunitensi, dopo aver eliminato la Nigeria agli ottavi, al termine di una partita tesissima giocata sotto un sole cocente e caratterizzata dalla tanto attesa rinascita calcistica di un Roberto Baggio fino a quel momento in difficoltà[29], la Spagna ai quarti, con un altro goal di Baggio allo scadere[30], e la Bulgaria in semifinale, con un'altra doppietta del fuoriclasse della Juventus; tutte e tre le gare furono vinte per 2-1.[31] La finalissima contro il Brasile, una partita bloccata tatticamente e avara di forti emozioni, si conclude sullo 0-0 dopo 120 minuti di gioco: ai rigori vince il Brasile, e celebre rimane l'ultimo rigore tirato da Roberto Baggio che, spedendo la palla sopra la traversa della porta difesa da Taffarel, consegna la vittoria alla Seleção.[32][33]

Dopo il 1994 Sacchi comincia a formare un nuovo gruppo di giocatori. Dopo due anni di discreto livello, gli azzurri si qualificano per l'Europeo 1996 dove vengono eliminati nel girone iniziale, finendo terzi nel girone di Germania, Rep. Ceca, che alla fine diventeranno le due finaliste, e Russia.[34] Dopo questa manifestazione, rimane CT ad interim per qualche mese in attesa del suo successore.

Le ultime esperienze[modifica | modifica wikitesto]

Il 6 novembre dello stesso anno, dopo la sconfitta per 2-1 in un'amichevole contro la Bosnia ed Erzegovina giocata a Sarajevo, Sacchi lascia l'incarico di commissario tecnico della Nazionale per tornare ad allenare il Milan, subentrando il 3 dicembre ad Óscar Tabárez. La stagione del Milan termina con l'11º posto in campionato. Il 1 luglio 1998 diventa l'allenatore dell'Atlético Madrid, squadra della Liga spagnola[35]; dopo sette mesi il 14 febbraio 1999 decide di dare le dimissioni.

Termina così la carriera di Arrigo Sacchi come allenatore. Il 9 gennaio 2001 ricopre per un breve periodo la carica di allenatore del Parma ma, in seguito a problemi di salute per l'eccessiva tensione nervosa provocatagli dalla sua professione, il 31 gennaio si dimette.[36]

Dirigente[modifica | modifica wikitesto]

Il 22 dicembre 2001 riveste l'incarico di direttore tecnico del Parma (riuscendo ad allestire ottime formazioni anche con ridotti budget economici e scoprendo giovani campioni come Alberto Gilardino) e poi, dal 21 dicembre 2004 al 6 dicembre 2005, svolge lo stesso ruolo nel Real Madrid. Il 4 agosto 2010 viene ufficializzata la sua nomina a Coordinatore tecnico delle Nazionali giovanili, dalla Under 21 alla Under 16.[37] Sacchi lascia l'incarico il 14 agosto 2014, venendo sostituito dal CT della Nazionale Antonio Conte.[38]

Opinionista televisivo[modifica | modifica wikitesto]

Negli anni duemila è stato commentatore televisivo per le reti Mediaset. È stato opinionista fisso della trasmissione calcistica di Italia 1 Controcampo. Dal 2008 è opinionista fisso di Mediaset Premium su Premium Calcio. Inoltre ogni giovedì pomeriggio ha uno spazio tutto suo nell'emittente radiofonica romana Radio Radio. Dal 1º luglio 2012 è protagonista della campagna pubblicitaria per la nuova stagione calcistica di Mediaset Premium.

Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

Club[modifica | modifica wikitesto]

Le statistiche nella tabella riguardano le sole partite di campionato.

Stagione Squadra Campionato Piazzamento Andamento
Giocate Vittorie Pareggi Sconfitte
1982-83 Rimini Rimini C1 34 14 9 11
1984-85 C1 34 13 14 7
Totale Rimini 68 27 23 18
1985-1986 Parma Parma C1 34 16 15 3
1986-1987 B 38 11 18 9
1987-1988 Milan Milan A 30 17 11 2
1988-1989 A 34 16 14 4
1989-1990 A 34 22 5 7
1990-1991 A 34 18 10 6
1996-1997 A Subentrato, 11º 23 7 7 9
Totale Milan 155 80 47 28
1998-1999[39] Atletico Madrid Atlético Madrid PD Dimissionario, 9º 22 9 5 8
2000-2001 Parma Parma A Subentrato, 14º e dimissionario, 16º 3 1 2 0
Totale Parma 75 28 35 12
Totale 320 144 110 66

Nazionale[modifica | modifica wikitesto]

Dal Al Squadra Andamento
Giocate Vittorie Pareggi Sconfitte
13-11-1991 6-11-1996 Italia Italia 53 34 11 8

Cronologia presenze in Nazionale[modifica | modifica wikitesto]

Cronologia completa delle presenze e delle reti in Nazionale - Italia Italia
Data Città In casa Risultato Ospiti Competizione Reti Note
13/11/1991 Genova Italia Italia 1 – 1 Norvegia Norvegia Qual. Euro 1992 Ruggiero Rizzitelli Cap:F. Baresi
21/12/1991 Foggia Italia Italia 2 – 0 Cipro Cipro Qual. Euro 1992 Roberto Baggio
Gianluca Vialli
Cap:F. Baresi
19/02/1992 Cesena San Marino San Marino 0 – 4 Italia Italia Amichevole 2 Roberto Baggio
Pierluigi Casiraghi
Roberto Donadoni
Cap:F. Baresi
25/03/1992 Torino Italia Italia 1 – 0 Germania Germania Amichevole Roberto Baggio Cap:F. Baresi
31/05/1992 New Haven Italia Italia 0 – 0 Portogallo Portogallo USA Cup Cap:F. Baresi
04/06/1992 Boston Italia Italia 2 – 0 Irlanda Irlanda USA Cup Alessandro Costacurta
Giuseppe Signori
Cap:F. Baresi
06/06/1992 Chicago Stati Uniti Stati Uniti 1 – 1 Italia Italia USA Cup Roberto Baggio Cap:F. Baresi
09/09/1992 Eindhoven Paesi Bassi Paesi Bassi 2 – 3 Italia Italia Amichevole Roberto Baggio
Stefano Eranio
Gianluca Vialli
Cap:G. Vialli
14/10/1992 Cagliari Italia Italia 2 – 2 Svizzera Svizzera Qual. Mondiali 1994 Roberto Baggio
Stefano Eranio
Cap:G. Vialli
18/11/1992 Glasgow Scozia Scozia 0 – 0 Italia Italia Qual. Mondiali 1994 Cap:F. Baresi
19/12/1992 La Valletta Malta Malta 1 – 2 Italia Italia Qual. Mondiali 1994 Giuseppe Signori
Gianluca Vialli
Cap:F. Baresi
20/01/1993 Firenze Italia Italia 2 – 0 Messico Messico Amichevole Roberto Baggio
Paolo Maldini
Cap:P. Maldini
24/02/1993 Oporto Portogallo Portogallo 1 – 3 Italia Italia Qual. Mondiali 1994 Dino Baggio
Roberto Baggio
Pierluigi Casiraghi
Cap:P. Maldini
24/03/1993 Palermo Italia Italia 6 – 1 Malta Malta Qual. Mondiali 1994 2 Roberto Mancini
Dino Baggio
Paolo Maldini
Giuseppe Signori
Pietro Vierchowod
Cap:F. Baresi
14/04/1993 Trieste Italia Italia 2 – 0 Estonia Estonia Qual. Mondiali 1994 Roberto Baggio
Giuseppe Signori
Cap:F. Baresi
01/05/1993 Berna Svizzera Svizzera 1 – 0 Italia Italia Qual. Mondiali 1994 Cap:F. Baresi
22/09/1993 Tallinn Estonia Estonia 0 – 3 Italia Italia Qual. Mondiali 1994 2 Roberto Baggio
Roberto Mancini
Cap:F. Baresi
13/10/1993 Roma Italia Italia 3 – 1 Scozia Scozia Qual. Mondiali 1994 Pierluigi Casiraghi
Roberto Donadoni
Stefano Eranio
Cap:F. Baresi
17/11/1993 Milano Italia Italia 1 – 0 Portogallo Portogallo Qual. Mondiali 1994 Dino Baggio Cap:F. Baresi
16/02/1994 Napoli Italia Italia 0 – 1 Francia Francia Amichevole Cap:F. Baresi
23/03/1994 Stoccarda Germania Germania 2 – 1 Italia Italia Amichevole Dino Baggio Cap:F. Baresi
27/05/1994 Parma Italia Italia 2 – 0 Finlandia Finlandia Amichevole Pierluigi Casiraghi
Giuseppe Signori
Cap:F. Baresi
03/06/1994 Roma Italia Italia 1 – 0 Svizzera Svizzera Amichevole Giuseppe Signori Cap:F. Baresi
11/06/1994 New Haven Italia Italia 1 – 0 Costa Rica Costa Rica Amichevole Giuseppe Signori Cap:F. Baresi
18/06/1994 New York Italia Italia 0 – 1 Irlanda Irlanda Mondiali 1994 - 1º Turno Cap:F. Baresi
23/06/1994 New York Italia Italia 1 – 0 Norvegia Norvegia Mondiali 1994 - 1º Turno Dino Baggio Cap:F. Baresi
28/06/1994 Washington Italia Italia 1 – 1 Messico Messico Mondiali 1994 - 1º Turno Daniele Massaro Cap:P. Maldini
05/07/1994 Boston Nigeria Nigeria 1 – 2 dts Italia Italia Mondiali 1994 - Ottavi 2 Roberto Baggio Cap:P. Maldini
09/07/1994 Boston Italia Italia 2 – 1 Spagna Spagna Mondiali 1994 - Quarti Dino Baggio
Roberto Baggio
Cap:P. Maldini
13/07/1994 New York Italia Italia 2 – 1 Bulgaria Bulgaria Mondiali 1994 - Semif. 2 Roberto Baggio Cap:P. Maldini
17/07/1994 Pasadena (California) Brasile Brasile 0 – 0 dts
(3-2 dcr)
Italia Italia Mondiali 1994 - Finale 2º Posto
Cap:F. Baresi
07/09/1994 Maribor Slovenia Slovenia 1 – 1 Italia Italia Qual. Euro 1996 Alessandro Costacurta Cap:F. Baresi
08/10/1994 Tallinn Estonia Estonia 0 – 2 Italia Italia Qual. Euro 1996 Pierluigi Casiraghi
Christian Panucci
Cap:P. Maldini
16/11/1994 Palermo Italia Italia 1 – 2 Croazia Croazia Qual. Euro 1996 Dino Baggio Cap:P. Maldini
21/12/1994 Pescara Italia Italia 3 – 1 Turchia Turchia Amichevole Luigi Apolloni
Massimo Crippa
Attilio Lombardo
Cap:G. Pagliuca
25/03/1995 Salerno Italia Italia 4 – 1 Estonia Estonia Qual. Euro 1996 2 Gianfranco Zola
Demetrio Albertini
Fabrizio Ravanelli
Cap:P. Maldini
29/03/1995 Kiev Ucraina Ucraina 0 – 2 Italia Italia Qual. Euro 1996 Attilio Lombardo
Gianfranco Zola
Cap:P. Maldini
26/04/1995 Vilnius Lituania Lituania 0 – 1 Italia Italia Qual. Euro 1996 Gianfranco Zola Cap:P. Maldini
19/06/1995 Losanna Svizzera Svizzera 0 – 1 Italia Italia Centenario Fed.Svizzera Pierluigi Casiraghi Cap:G. Pagliuca
21/06/1995 Zurigo Italia Italia 0 – 2 Germania Germania Centenario Fed.Svizzera Cap:P. Maldini
06/09/1995 Udine Italia Italia 1 – 0 Slovenia Slovenia Qual. Euro 1996 Fabrizio Ravanelli Cap:A. Costacurta
08/10/1995 Spalato Croazia Croazia 1 – 1 Italia Italia Qual. Euro 1996 Demetrio Albertini Cap:P. Maldini
11/11/1995 Bari Italia Italia 3 – 1 Ucraina Ucraina Qual. Euro 1996 2 Fabrizio Ravanelli
Paolo Maldini
Cap:P. Maldini
15/11/1995 Reggio Emilia Italia Italia 4 – 0 Lituania Lituania Qual. Euro 1996 3 Gianfranco Zola
Alessandro Del Piero
Cap:P. Maldini
24/01/1996 Terni Italia Italia 3 – 0 Galles Galles Amichevole Pierluigi Casiraghi
Alessandro Del Piero
Fabrizio Ravanelli
Cap:A. Costacurta
29/05/1996 Cremona Italia Italia 2 – 2 Belgio Belgio Amichevole Enrico Chiesa
Alessandro Del Piero
Cap:D. Albertini
01/06/1996 Budapest Ungheria Ungheria 0 – 2 Italia Italia Amichevole Pierluigi Casiraghi
autorete
Cap:P. Maldini
11/06/1996 Liverpool Italia Italia 2 – 1 Russia Russia Euro 1996 - 1º Turno 2 Pierluigi Casiraghi Cap:P. Maldini
14/06/1996 Liverpool Rep. Ceca Rep. Ceca 2 – 1 Italia Italia Euro 1996 - 1º Turno Enrico Chiesa Cap:P. Maldini
19/06/1996 Manchester Italia Italia 0 – 0 Germania Germania Euro 1996 - 1º Turno Cap:P. Maldini
05/10/1996 Chișinău Moldavia Moldavia 1 – 3 Italia Italia Qual. Mondiali 1998 2 Fabrizio Ravanelli
Pierluigi Casiraghi
Cap:P. Maldini
09/10/1996 Perugia Italia Italia 1 – 0 Georgia Georgia Qual. Mondiali 1998 Fabrizio Ravanelli
Cap:P. Maldini
06/11/1996 Sarajevo Bosnia ed Erzegovina Bosnia ed Erzegovina 2 – 1 Italia Italia Amichevole Enrico Chiesa Cap:P. Maldini
Totale Presenze 107 Reti 170

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Allenatore[modifica | modifica wikitesto]

Competizioni giovanili[modifica | modifica wikitesto]

Cesena: 1981-1982

Competizioni nazionali[modifica | modifica wikitesto]

Parma: 1985-1986
Milan: 1987-1988
Milan: 1988

Competizioni internazionali[modifica | modifica wikitesto]

Milan: 1988-1989, 1989-1990
Milan: 1989, 1990
Milan: 1989, 1990

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Commendatore Ordine al Merito della Repubblica Italiana - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore Ordine al Merito della Repubblica Italiana
— Fusignano 2 giugno 2012. Su proposta della presidenza del consiglio dei ministri.

Riconoscimenti individuali[modifica | modifica wikitesto]

1988, 1989

Altri riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2005, l'Università di Urbino ha conferito a Sacchi la laurea honoris causa in Scienze e Tecniche dell'Attività Sportiva. Nel settembre 2007, il Comune di Fusignano ha allestito presso il Museo Civico San Rocco una mostra su Arrigo Sacchi per celebrare il suo illustre concittadino attraverso una straordinaria esposizione di ricordi inediti, trofei, filmati delle partite più significative, foto degli esordi nei campi polverosi di Fusignano e della Bassa Romagna ed istantanee dei grandi trionfi delle squadre da lui allenate o dirette.[41]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Gianni Marcon, ARRIGO SACCHI: RE TRA GLI ALLENATORI in ftbpro.com, 12 gennaio 2014. URL consultato il 4 luglio 2014.
  2. ^ Simona Marchetti, Una classifica per i tecnici Il migliore è Rinus Michels in Gazzetta dello Sport, 13 settembre 2007. URL consultato il 4 luglio 2014.
  3. ^ Arrigo Sacchi, il migliore allenatore italiano di tutti i tempi in calciototale.eu, 24 settembre 2013. URL consultato il 4 luglio 2014.
  4. ^ Alle radici dell'Arrigo in la Repubblica!autore=Gianni Mura, 13 maggio 1998. URL consultato il 4 luglio 2014.
  5. ^ a b 1986, Berlusconi salva il Milan in Corriere dello Sport, 20 febbraio 2011. URL consultato il 4 luglio 2014.
  6. ^ a b Melli Franco, l' Italia di Sacchi come l' Olanda di Cruyff, Corriere dello Sport, 15 gennaio 1992. URL consultato il 4 luglio 2014.
  7. ^ Maurizio Crozzetti, LA LEGGE SACCHI VIALLI BOCCIATO in la Repubblica, 21 marzo 1995. URL consultato il 4 luglio 2014.
  8. ^ Melli Franco, l' ultima di Sacchi: fuori Baggio e Vialli in Corriere dello Sport, 4 giugno 1992. URL consultato il 4 luglio 2014.
  9. ^ a b Padovan Giancarlo, Sacchi pretende un' Italia esagerata, Corriere dello Sport, 26 gennaio 1996. URL consultato il 4 luglio 2014.
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  39. ^ (ES) Entrenador:Arrigo Sacchi, lfp.es. (archiviato dall'url originale il ).
  40. ^ Sacchi, che ha vinto il trofeo per due volte, condivide questo primato con Nils Liedholm, Tommaso Maestrelli, Giovanni Trapattoni e Ferruccio Valcareggi. A differenza degli altri, però, Arrigo Sacchi è stato l'unico ad aver vinto il Seminatore per due edizioni consecutive.
  41. ^ Arrigo Sacchi in “Mostra” a Fusignano (RA), ilcomuneinforma.it. URL consultato il 20 ottobre 2011.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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