Arrigo Sacchi

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Arrigo Sacchi
Sacchi.JPG
Dati biografici
Nome Arrigo Sacchi
Paese bandiera Italia
Nazionalità
Passaporto {{{Passaporto}}}
Altezza {{{Altezza}}} cm
Peso {{{Peso}}} kg
Calcio Football pictogram.svg
Dati agonistici
Specialità
Categoria
Record
Ranking º
Best ranking º
Ruolo Allenatore
Società
Squadra
Ritirato
Carriera
Giovanili
Squadre di club1
Nazionale
Carriera da allenatore
1977-1982 600px Bianco e Nero.svg Cesena Primavera
1982-1983 600px Rosso e Bianco (Quadrati).png Rimini
1983-1984 600px Viola con giglio Rosso su sfondo Bianco.png Fiorentina Giovanili
1984-1985 600px Rosso e Bianco (Quadrati).png Rimini
1985-1987 600px Bianco e Nero (Croce) e Blu e Giallo (Strisce).png Parma
1987-1991 600px Bianco e Rosso (Croce) e Rosso e Nero (Strisce).svg Milan
1991-1996 Bandiera dell'Italia Italia
1996-1997 600px Bianco e Rosso (Croce) e Rosso e Nero (Strisce).svg Milan
1998-1999 600px Bianco e Rosso a strisce con Triangolo Blu e Bianco con stelle Bianche.png Atlético Madrid
2001 600px Bianco e Nero (Croce) e Blu e Giallo (Strisce).png Parma
Incontri disputati
Palmarès
W.Cup.svg  Mondiali di calcio
Argento Stati Uniti 1994
1 Dati relativi al solo campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
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Dati agonistici
Specialità
Categoria
Record
Ranking º
Best ranking º
Ruolo
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Squadra
Ritirato
Carriera
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Squadre di club
Nazionale
Carriera da allenatore
Incontri disputati
Palmarès
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Dati agonistici
Specialità
Categoria
Record
Ranking º
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Ruolo
Società
Squadra
Ritirato
Carriera
Giovanili
Squadre di club
Nazionale
Carriera da allenatore
Incontri disputati
Palmarès
Statistiche aggiornate al 11 maggio 2007

Arrigo Sacchi (Fusignano, 1º aprile 1946) è un ex allenatore di calcio italiano. Commissario tecnico della Nazionale italiana vice Campione del mondo ai Mondiali di calcio del 1994.

Indice

[modifica] Carriera

[modifica] Gli esordi

Da ragazzo Sacchi giocava come difensore in squadre dilettantistiche, mentre lavorava nell'azienda di calzature del padre. A 31 anni, nel 1977 decise di iniziare ad allenare. Cinque anni dopo, nel 1982, conquistò con la squadra giovanile del Cesena lo scudetto Primavera. Decise di lasciare il lavoro per dedicarsi totalmente al calcio. Alberto Rognoni, il fondatore del Cesena, lo presentò a Italo Allodi, ottenendo per il suo pupillo l'iscrizione al corso di Coverciano, che Sacchi superò con il massimo dei voti.[senza fonte]

Successivamente Arrigo Sacchi guidò il Rimini in Serie C1 e le giovanili della Fiorentina. Italo Allodi lo mandò ad allenare il Parma (appena retrocesso in Serie C1), per fare qualche anno di esperienza prima di affidargli la squadra gigliata. Sacchi riportò subito i ducali in Serie B e nella stagione 1986-87 salì alla ribalta delle cronache quando eliminò dalla Coppa Italia il Milan vincendo a San Siro (gol di Mario Bortolazzi). Il suo gioco, basato sulla difesa a zona e sul pressing piacque al presidente dei rossoneri Silvio Berlusconi, che lo volle al Milan.[1]

[modifica] Il Milan

Arrigo Sacchi guidò il Milan dal 1987 al 1991, vincendo uno scudetto (1987-1988), due Coppe dei Campioni (1988-1989 e 1989-1990), due Coppe Intercontinentali (1989 e 1990), due Supercoppe Europee (1989 e 1990) e una Supercoppa italiana (1988).

Arrivato in casa rossonera, Sacchi impone subito il suo metodo di allenamento. I carichi di lavoro sono pesanti, Sacchi è rigido anche negli orari. I giocatori all'inizio faticano ad adeguarsi ai suoi metodi. A livello tattico decide di schierare il Milan con un rivoluzionario 4-4-2 con Roberto Donadoni che, in quel modulo, svolgeva un ruolo importante tramutandosi, in fase di attacco, da centrocampista esterno a trequartista[2].

Sacchi riuscirà, con il tempo, anche ad influenzare la mentalità calcistica, inculcando nella testa dei propri giocatori il concetto del "calcio totale" dell'Olanda di Cruijff.[3]

Nonostante sia conosciuto per il suo calcio offensivo, Sacchi dedicava grande attenzione ai movimenti difensivi, a tal punto che quasi sempre le sue squadre si contraddistinguevano per essere le meno perforate a fine campionato: miglior difesa nei campionati 1987-88(14 gol subiti) e 1990-91(19 gol subiti), seconda miglior difesa nel 1988-89(25 gol subiti) e nel 1989-90 (27 gol subiti).

Nella prima stagione, 1987-1988, pur penalizzato per larga parte del campionato da un serio infortunio occorso a Marco van Basten, il Milan di Sacchi riuscì a superare in campionato il Napoli di Maradona e Careca. La squadra di Sacchi arrivò allo scontro diretto del San Paolo a un solo punto di distacco dai partenopei, riuscendo a sconfiggere il Napoli per 3-2: fu l'undicesimo scudetto della storia rossonera, il primo titolo dell'era Berlusconi, arrivava dopo otto anni di delusioni.

Nel 1988-1989 Sacchi guidò il Milan al 3º posto in campionato alle spalle di Inter e Napoli e condusse il club rossonero alla conquista della sua terza Coppa dei Campioni. Nella semifinale di ritorno della massima competizione europea per club sconfisse il Real Madrid a San Siro per 5-0. Nella finale di Barcellona il Diavolo si impose con un clamoroso 4-0 sulla Steaua Bucarest.

Nella stagione 1989-1990, dopo essere stata ad un passo dal vincere tutte le competizioni disponibili, cedette il campionato al Napoli di Maradona. Alla 33ª giornata, il 22 aprile, mentre il Napoli vinse a Bologna, il Milan, come già nel 1973, fu sconfitto a Verona in un incontro arbitrato da Rosario Lo Bello, autore di quattro espulsioni dei milanisti (Sacchi al 63', Rijkaard all'83', Van Basten all'87' e Costacurta all'89'). A un minuto dal termine dell'incontro il Verona realizzò il gol della vittoria, che consegnò di fatto lo scudetto al Napoli. Pochi giorni dopo il Milan perse anche la finale di Coppa Italia contro la Juventus conquistando poi la seconda Coppa dei Campioni consecutiva (la quarta nella storia della società milanese), superando a Vienna il Benfica per 1-0. Il trofeo si aggiunse alla Coppa Intercontinentale, vinta a dicembre contro i colombiani del Nacional Medellin e alla Supercoppa d'Europa, vinta contro il Barcellona.

Arrigo Sacchi e Franco Baresi con la Coppa Intercontinentale vinta dal Milan nel 1989

Nel 1990-1991 i rossoneri si mantennero ai vertici del campionato, ottenendo il secondo posto ex aequo con l'Inter dietro alla Sampdoria scudettata. L'eliminazione del Milan in Coppa dei Campioni ad opera dell'Olympique Marsiglia, ed i dissapori con alcuni giocatori spinsero Sacchi ad abbandonare il Milan, che lo sostituì con il quasi esordiente Fabio Capello.[4]

Anche in quell'anno Sacchi vinse altre due competizioni europee: la Coppa Intercontinentale (3-0 contro l'Olimpia Asunción) e la Supercoppa Europea contro la Sampdoria.

[modifica] La Nazionale italiana

Nel 1991 Sacchi fu assunto alla guida della Nazionale italiana.

Azeglio Vicini perse il posto dopo la mancata qualificazione per gli Europei 1992 e Sacchi poté quindi utilizzare le ultime partite di qualificazione per gli Europei come test. Sacchi guidò la Nazionale per la prima volta il 13 novembre 1991, con un 1-1 sulla Norvegia e poi 2-0 alla squadra di Cipro.

La prima competizione fu la USA Cup 1992, un piccolo torneo che doveva servire alla federazione americana come prova per i Mondiali di due anni dopo. L'Italia pareggiò 0-0 con il Portogallo, vinse 2-0 sull'Irlanda e pareggiò 1-1 con i padroni di casa consegnando loro il trofeo. Nell'ottobre del 1992 le qualificazioni mondiali iniziano con un 2-2 contro la Svizzera, uno 0-0 alla Scozia, un 2-1 contro Malta, un 3-1 al Portogallo, una goleada a Palermo contro Malta (6-1), un 2-0 all'Estonia e poi una sconfitta contro la Svizzera per 0-1; il 3-0 all'Estonia seguito dalle vittorie per 3-1 sulla Scozia e per 1-0 sul Portogallo garantirono l'accesso al Mondiale americano.

Nel 1994 l'Italia ottenne la finale ai Mondiali statunitensi dopo aver eliminato la Nigeria agli ottavi, la Spagna ai quarti e la Bulgaria in semifinale; tutte e tre le gare furono vinte per 2-1. La finalissima contro il Brasile si concluse sullo 0-0 dopo 120 minuti di gioco: ai rigori vinse il Brasile.

Dopo il 1994 Sacchi cominciò a formare un nuovo gruppo di giocatori. Dopo due anni di discreto livello, gli azzurri si qualificarono per l'Europeo 1996 dove furono eliminati nel girone iniziale, finendo terzi nel girone di Germania, Rep. Ceca, che alla fine furono le due finaliste, e Russia.

[modifica] Il ritorno al Milan e la Spagna

Arrigo Sacchi nell'agosto 2007

Dopo questa manifestazione, rimase CT ad interim per qualche mese in attesa del suo successore.

Il 6 novembre dello stesso anno, dopo la sconfitta per 2-1 in un'amichevole contro la Bosnia-Erzegovina giocata a Sarajevo, Sacchi lasciò l'incarico di commissario tecnico della Nazionale per tornare ad allenare il Milan, subentrando in dicembre ad Oscar Tabárez. La stagione del Milan terminò con l'11º posto in campionato.

Nel 1998-1999 divenne l'allenatore dell'Atlético Madrid, squadra della Liga spagnola; dopo sette mesi decise di dare le dimissioni. Terminò così la carriera di Arrigo Sacchi come allenatore.

Nel corso degli anni, numerosi calciatori allenati da Sacchi decisero di intraprendere a loro volta la carriera di allenatore, improntando il loro gioco sulla base degli insegnamenti del loro "maestro". Alcuni di questi hanno svolto l'attività ad alto livello Ancelotti, Rijkaard, Van Basten, Donadoni, Gullit, Tassotti, Casiraghi [5], Ballardini,[6] Devis Mangia[7] e Giuseppe Sannino.[8]

[modifica] Dirigente e opinionista televisivo

Nel 2000 fu commentatore televisivo per le reti Mediaset. Nel 2001 ricoprì per un breve periodo la carica di allenatore del Parma ma, in seguito a problemi di salute per l'eccessiva tensione nervosa provocatagli dalla sua professione, cambiò mansione, diventando direttore tecnico.[9]

Iniziò a svolgere questo incarico nel Parma (riuscendo ad allestire ottime formazioni anche con ridotti budget economici e scoprendo giovani campioni come Alberto Gilardino) e poi, dal 2004 al dicembre del 2005, nel Real Madrid. È stato opinionista fisso della trasmissione calcistica di Italia 1 Controcampo. Dal 2008 è opinionista fisso di Mediaset Premium su Premium Calcio. Inoltre ogni giovedì pomeriggio ha uno spazio tutto suo nell'emittente radiofonica romana Radio Radio.

Il 4 agosto 2010 viene ufficializzata la sua nomina a Coordinatore tecnico delle Nazionali giovanili, dalla Under 21 alla Under 16; tale nomina ha validità due anni.[10]

[modifica] Sistema di gioco

Il progetto di Sacchi si basa su una squadra composta da giocatori importanti e partecipi in fase difensiva e offensiva, perciò sono elementi essenziali la collaborazione, la cooperazione e la conseguente umiltà (anche i campioni si sacrificano allo schema). Sacchi ha anche la fortuna di trovare nel Milan giocatori straordinari non solo in campo, ma anche sotto il profilo umano: campioni come Franco Baresi, Alessandro Costacurta, Carlo Ancelotti pur essendo già affermati adottano la filosofia del mister mostrando con il loro comportamento in campo quanto possano essere importanti la collaborazione e il sacrificio per la squadra.

Sacchi vuole una squadra che imposti e imponga il proprio gioco, che aggredisca l'avversario e lo obblighi a sottostare al proprio ritmo. Per farlo si ispira al calcio totale dell'Olanda di Johan Cruijff: il pressing asfissiante, le ripartenze fulminanti, il possesso palla, la corsa sono tutti elementi-chiave del nuovo modello tattico che sta elaborando. La squadra che ha in mente, una volta andata in vantaggio non si deve risparmiare, ma deve continuare ad attaccare con la stessa intensità, perché l'unico modo di giocare che conosce è il calcio offensivo.

Per realizzare questo progetto Sacchi intensifica le sedute di allenamento a Milanello, insegna schemi e movimenti provando e riprovando situazioni di gioco finché i giocatori non li hanno memorizzati. Tali schemi sono considerati ancora oggi i più complessi mai creati [11].

Il risultato è il Milan che tutti ricordiamo, che macina gioco ed avversari, che vince coppe dei Campioni per 4-0, cercando di segnare la quinta rete anche allo scadere dei 90 minuti regolamentari. Quel Milan è considerato il capostipite di tutte le formazioni che, negli anni seguenti, hanno adottato il sistema di gioco sacchiano. Per quanto riguarda la difesa, Sacchi proponeva una zona particolare: diversamente dalla zona praticata dal Milan di Liedholm, Sacchi non puntava su un possesso palla troppo prolungato e sulla copertura degli spazi, preferendo lavorare sulla "zona-press" in cui l'intensità ed il ritmo sono elementi prioritari. Altro punto su cui Sacchi lavorò molto fu il movimento senza palla: una rivoluzione. Prima dell'avvento di Sacchi al Milan, anche in serie A il movimento che gli allenatori curavano maggiormente era quello del portatore di palla, i suoi compiti e le sue capacità erano primarie.

Questo anche perché il calcio a quei tempi era dominato da marcature fisse, perciò le partite si risolvevano spesso in duelli tra attaccanti e marcatori: era il portatore di palla che aveva il compito di trovare un compagno libero, mentre il marcatore doveva togliergli il possesso. In questa maniera il calcio era poco collaborativo, non era un vero e proprio movimento corale. Sacchi innovò curando con molta attenzione i movimenti degli uomini senza palla che, proponendosi con i loro scatti e movimenti: a) offrivano più possibilità al portatore di palla stesso; b) partecipavano attivamente alla manovra d'attacco; c) rendevano spettacolari le azioni offensive. La squadra si schierava, dunque, con quattro difensori in linea (sparisce il libero), con due marcatori centrali e due esterni che difendono e, allargandosi, ripropongono e fanno ripartire l'azione.

Il centrocampo è a diamante con un trequartista e un interditore, mentre le punte giocano ravvicinate per crearsi spazi grazie ai loro movimenti. Sacchi pretende che alla fase divensiva partecipino tutti; gli avversari vanno attaccati dal momento che prendono palla, senza aspettare che arrivino nella propria trequarti. Il lavoro dei giocatori senza palla deve essere martellante, il pressing deve risultare asfissiante e il reparto difensivo deve essere pronto a salire per accompagnare l'azione dei compagni e agevolare il fuorigioco. Gli avversari, nei primi tempi, non abituati ad essere attaccati in tutte le zone del campo, trovano grosse difficoltà a costruire le azioni, perdendo i punti di riferimento e finendo per essere soffocati dal ritmo imposto dai rossoneri.

Questo modulo di gioco ha sempre avuto una sola controindicazione: mettere lo schema al di sopra dei campioni. Tutti erano importanti per il progetto, ma nessuno aveva compiti speciali o privilegi, tutti dovevano sacrificarsi e tutti, grazie al movimento senza palla, potevano arrivare al gol. Dopo l'avvento di Sacchi il calcio italiano non è più stato lo stesso: parole come "pressing", "ripartenze", "zona alta" ecc, sono diventate patrimonio di tutto il movimento. La nuova filosofia, portata dall'allenatore di Fusignano, ha modificato profondamente l'idea di calcio nella penisola italiana: metodi di allenamento moderni, visione della squadra come unico organismo, mutuo soccorso degli atleti in campo... la "mentalità" vincente del gruppo. Questo è il lascito di Sacchi, l'allenatore che più degli altri è stato capace di innovare il campionato italiano.[12]

[modifica] Statistiche

[modifica] Club

Statistiche relative ai club di massima divisione

Stagione Squadra Campionato Piazzamento Andamento
Giocate Vittorie Pareggi Sconfitte
1987-1988 600px Bianco e Rosso (Croce) e Rosso e Nero (Strisce).svg Milan A 30 17 11 2
1988-1989 A 34 16 14 4
1989-1990 A 34 22 5 7
1990-1991 A 34 18 10 6
1996-1997 A Subentrato, 11° 23 7 7 9
Totale Milan 155 80 47 28
1998-1999[13] 600px Bianco e Rosso a strisce con Triangolo Blu e Bianco con stelle Bianche.png Atlético Madrid PD Dimissionario, 9° 22 9 5 8
2001 600px Bianco e Nero (Croce) e Blu e Giallo (Strisce).png Parma A Subentrato, 14° e dimissionario, 16° 3 1 2 -
Totale 180 89 54 36

[modifica] Nazionale

Dal Al Squadra Andamento
Giocate Vittorie Pareggi Sconfitte
13-11-1991 6-11-1996 Bandiera dell'Italia Italia 53 34 11 8

[modifica] Palmarès

[modifica] Competizioni nazionali

Cesena: 1981-1982
Milan: 1987-1988
Milan: 1988

[modifica] Competizioni internazionali

Milan: 1988-1989, 1989-1990
Milan: 1989, 1990
Milan: 1989, 1990

[modifica] Riconoscimenti

  • Nel 2006 la rivista internazionale France Football ha nominato il Milan di Arrigo Sacchi migliore squadra del mondo del dopoguerra.[15]
  • L'anno seguente la rivista inglese World Soccer, ha ribadito quanto scritto dal periodico francese nominando il Milan di Sacchi (in particolare quello della stagione 1988-1989) la squadra di club più forte di tutti i tempi, nonché la quarta migliore di sempre in assoluto, dietro a: Brasile '70, Ungheria '54 e Olanda '74.[16][17]
  • Nel settembre 2007, il Comune di Fusignano ha allestito presso il Museo Civico San Rocco una mostra su Arrigo Sacchi per celebrare il suo illustre concittadino attraverso una straordinaria esposizione di ricordi inediti, trofei, filmati delle partite più significative, foto degli esordi nei campi polverosi di Fusignano e della Bassa Romagna ed istantanee dei grandi trionfi delle squadre da lui allenate o dirette.[18]
  • Sempre nel settembre 2007, la rivista inglese Times ha nominato Arrigo Sacchi miglior allenatore italiano di tutti i tempi, e 11º in assoluto a livello mondiale.[19]

[modifica] Note

  1. ^ . arrigosacchi.com. URL consultato il 18 novembre.
  2. ^ http://archiviostorico.gazzetta.it/2001/gennaio/14/Sacchi_cuore_batticuore_ga_0_0101143782.shtml
  3. ^ . arrigosacchi.com. URL consultato il 18 novembre.
  4. ^ L'ultimatum di Berlusconi. la Repubblica, 16-02-1991. URL consultato il 21-09-2009.
  5. ^ . arrigosacchi.com. URL consultato il 18 novembre.
  6. ^ Ballardini: "I miei figli mi...massacrano" Ilpalermocalcio.it
  7. ^ Mangiamania. Una Fiat, Sacchi e gli appunti infiniti Reterete24.it
  8. ^ Mangia-Sannino, uragani contro sportmediaset.mediaset.it
  9. ^ Troppo stress, Sacchi lascia il Parma. archiviostorico.corriere.it, 02 febbraio 2001. URL consultato il 18 novembre.
  10. ^ Consiglio federale Figc.it (PDF)
  11. ^ Quando una squadra gioca con schemi molto complessi, quasi tutte le volte il collettivo dimentica l'agonismo, di conseguenza i risultati sono disastrosi. Poche squadre sono riuscite a giocare benissimo con schemi e movimenti complessi, ma quelle poche sono passate alla storia del calcio come le squadre più forti.
  12. ^ [http://kom.it/eurocalcio/dbase/228.html «Arrigo Sacchi» ]. URL consultato il 13/12/2011.
  13. ^ (ES) Entrenador:Arrigo Sacchi. lfp.es (archiviato dall'url originale)
  14. ^ . arrigosacchi.com. URL consultato il 18 novembre.
  15. ^ Milan, nuova linfa dal mercato per raggiungere i livelli di Sacchi. calciomagazine.net, 17 maggio 2011. URL consultato il 20 ottobre 2011.
  16. ^ World Soccer: Milan di Sacchi quarta squadra di sempre Corrispondenti.net
  17. ^ World Soccer incorona Maradona, il Milan di Sacchi e il Brasile '70 sportemotori.blogosfere.it
  18. ^ Arrigo Sacchi in “Mostra” a Fusignano (RA). ilcomuneinforma.it. URL consultato il 20 ottobre 2011.
  19. ^ . puntosport.net. URL consultato il 20 ottobre 2011.

[modifica] Bibliografia

[modifica] Voci correlate

[modifica] Altri progetti

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