Diego Simeone

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Diego Pablo Simeone
Diego Simeone - 01.jpg
Diego Simeone, allenatore dell'Atlético Madrid dal 2011
Dati biografici
Nome Diego Pablo Simeone González[1]
Nazionalità Argentina Argentina
Altezza 177 cm
Peso 75 kg
Calcio Football pictogram.svg
Dati agonistici
Ruolo Allenatore (ex centrocampista)
Squadra Atletico Madrid Atlético Madrid
Ritirato 2006 - giocatore
Carriera
Squadre di club1
1987-1990 Velez Sarsfield Vélez Sarsfield 76 (14)
1990-1992 Pisa Pisa 55 (6)
1992-1994 Siviglia Siviglia 64 (12)
1994-1997 Atletico Madrid Atlético Madrid 98 (21)
1997-1999 Inter Inter 57 (11)
1999-2003 Lazio Lazio 90 (15)
2003-2005 Atletico Madrid Atlético Madrid 36 (2)
2005-2006 Racing Club Racing Club 37 (3)
Nazionale
1989
1988-2002
1996
Argentina Argentina U-20
Argentina Argentina
Argentina Argentina Olimpica
4 (1)
106 (11)
6 (1)
Carriera da allenatore
2006 Racing Club Racing Club
2006-2007 Estudiantes Estudiantes
2008 River Plate River Plate
2009-2010 San Lorenzo San Lorenzo
2011 Catania Catania
2011 Racing Club Racing Club
2011- Atletico Madrid Atlético Madrid
Palmarès
Bandiera olimpica  Olimpiadi
Argento Atlanta 1996
Coppa America calcio.svg  Copa América
Oro Cile 1991
Oro Ecuador 1993
FIFA Confederations Cup.svg  Confederations Cup
Oro Arabia Saudita 1992
1 Dati relativi al solo campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
 

Diego Pablo Simeone González (Buenos Aires, 28 aprile 1970) è un allenatore di calcio ed ex calciatore argentino, di ruolo centrocampista, dal dicembre 2011 alla guida dell'Atlético Madrid.

Soprannominato el Cholo[2] (termine storico che deriva dall'azteco Xoloitzcuintli e che indica un particolare incrocio di razze), è stato un centrocampista completo in grado sia di recuperare palloni che di far ripartire l'azione con una grande abilità anche in zona gol. Figura al terzo posto nella graduatoria delle presenze con la Nazionale argentina.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Dall'unione con Carolina Baldini sono nati tre figli, che hanno poi intrapreso tutti la carriera da calciatore: Giovanni, Gianluca e Giuliano.[3]

Carriera[modifica | modifica sorgente]

Giocatore[modifica | modifica sorgente]

Club[modifica | modifica sorgente]

In Argentina, al Pisa e in Spagna[modifica | modifica sorgente]

Inizia la carriera nel paese di nascita all'età di 17 anni, esordendo nel 1987 con la maglia del Velez Sarsfield, squadra nella quale milita per tre stagioni. Muovendo i primi passi viene scoperto e portato in Italia dal presidente del Pisa, Romeo Anconetani. Il 9 settembre 1990 gioca a Bologna la sua prima partita in Serie A (Bologna-Pisa 0-1).

Pur mostrando notevoli qualità di leadership per un ragazzo di soli 20 anni, Simeone non riesce a sfondare e dopo due anni con 55 presenze e 6 reti, parte per la Spagna. Resta al Siviglia fino al termine della stagione (64 partite e 12 gol tra campionato e coppe europee), quando riceve e accetta l'offerta dell'Atlético Madrid. Con i biancorossi si consacra come uno dei migliori interpreti nel ruolo di incontrista. Tocca l'apice della sua avventura nella capitale iberica nel 1996, quando vince sia il titolo di campione di Spagna che la coppa nazionale, realizzando 12 reti nel solo campionato.

Il ritorno in Italia: Inter e Lazio[modifica | modifica sorgente]

Chiude l'esperienza madrilena l'anno successivo, richiamato in Italia dall'Inter, che lo acquista per 13 miliardi di lire.[4] Sotto la guida di Gigi Simoni diventa un titolare della formazione nerazzurra e partecipa attivamente alla conquista del secondo posto in Serie A e della Coppa UEFA. Fondamentale in chiave europea la rete che l'argentino firma nei quarti di finale contro lo Strasburgo quando, dopo il 2-0 subìto dai nerazzurri in Francia, l'Inter vince 3-0 a San Siro con sigillo finale proprio di Simeone.

Neanche a Milano riesce a stabilirsi in modo definitivo. Un presunto litigio con Ronaldo[5][6] nella stagione successiva lo porta lontano dal capoluogo lombardo, precisamente alla Lazio. Simeone si prende la sua personale rivincita l'anno seguente, vincendo lo scudetto da assoluto protagonista. È infatti il centrocampista argentino a firmare la rete che permette alla Lazio di battere la Juventus a Torino il 1º aprile con un preciso colpo di testa, su assist del connazionale Juan Sebastian Veron, che si insacca alle spalle di Edwin Van der Sar[7]. I biancazzurri, sotto di sei punti in classifica alla vigilia dello scontro diretto, riducono così il distacco. Nelle ultime sei giornate, Simeone realizza quattro reti e festeggia la vittoria del tricolore proprio nell'ultimo turno, quando la Lazio batte 3-0 la Reggina e la Juventus cade a Perugia.

Nello stesso anno i capitolini trionfano anche in Coppa Italia, battendo l'Inter nella finale di andata a Roma per 2-1 (gol decisivo di Simeone) il 12 aprile 2000; pareggiando il ritorno a Milano per 0-0 il 18 maggio 2000, la Lazio porta a casa il trofeo.

L'8 settembre 2000 arriva il tris, con la vittoria in Supercoppa Italiana ancora ai danni dell'Inter. I successivi infortuni condizionano le prestazioni dell'argentino,[senza fonte] il quale tuttavia riesce ad incrociare ancora i destini della sua ex-squadra nerazzurra: nell'ultima giornata della stagione 2001-2002, infatti, è tra i marcatori nella partita Lazio-Inter (4-2) che impedisce alla squadra nerazzurra di vincere lo scudetto; in quella occasione Simeone non festeggia la marcatura.[8]

Di nuovo in Spagna e in Argentina[modifica | modifica sorgente]

Dopo quattro anni a Roma, nel 2003 Simeone torna all'Atlético Madrid, dove disputa una stagione e mezza prima di tornare in patria a gennaio 2005. Ad accoglierlo in Argentina è il Racing Avellaneda, nel quale Simeone chiude la carriera da giocatore a metà del campionato, divenendo l'allenatore della squadra.

Nazionale[modifica | modifica sorgente]

Simeone è stato anche un giocatore fondamentale per la Nazionale argentina. È ancora giovanissimo quando, nel 1991 e 1993, la Selección vince per due volte di fila la Coppa America, della cui rosa Simeone fa già parte. Da allora il Cholo non potrà festeggiare altri successi in nazionale e perderà anche la finale delle Olimpiadi del 1996 contro la Nigeria. Fu capitano della sua Nazionale dal 1996 al 1998 portando la fascia ai Mondiali del 98.

Allenatore[modifica | modifica sorgente]

Dal Racing all'Estudiantes[modifica | modifica sorgente]

Dal 19 febbraio al 17 maggio 2006 è allenatore del Racing Avellaneda, il 18 maggio 2006 è diventato allenatore dell'Estudiantes de la Plata, dove ha ritrovato il suo compagno di club Verón. Il 13 dicembre 2006, battendo allo spareggio il Boca Juniors, Simeone ha condotto la sua squadra alla vittoria nel campionato di apertura, a 23 anni dall'ultima vittoria in campionato. Lascia il club il 9 dicembre 2007.

Al River Plate[modifica | modifica sorgente]

Il 1 gennaio 2008 è passato alla guida del River Plate di Buenos Aires. A distanza di sei mesi dal suo insediamento e con una giornata di anticipo, l'8 giugno 2008 ha portato il River Plate alla conquista del titolo di Clausura che mancava al club dal 2004.

A seguito del disastroso rendimento nell'Apertura 2008 - 9 punti in 13 partite e ultimo posto in classifica -, cui si aggiunge l'eliminazione dalla Coppa Sudamericana per mano dei messicani del Chivas, il 7 novembre 2008 rassegna le dimissioni.

Il passaggio al San Lorenzo[modifica | modifica sorgente]

Il 16 aprile 2009 firma con il San Lorenzo de Almagro.

Il 4 aprile 2010 ha deciso di dimettersi dalla carica di allenatore del San Lorenzo.[9]

Il ritorno in Italia: Catania[modifica | modifica sorgente]

Il 19 gennaio 2011 torna in Italia: diventa allenatore del Catania,[10] subentrando a Marco Giampaolo. Il suo esordio non è dei migliori dato che il 22 gennaio perde 2-0 contro il Parma e il 29 gennaio perde 2-0 in casa con il Milan. Nel seguito del campionato, il Catania, sotto la guida di Simeone, migliora le sue prestazioni e raggiunge il traguardo della salvezza con due giornate di anticipo contro il Brescia. Particolarmente importante è la vittoria nel derby contro il Palermo per 4-0. Il 15 maggio, alla penultima giornata, con la vittoria all'ultimo minuto contro la Roma, il Catania raggiunge il tredicesimo posto con 46 punti e stabilisce il suo nuovo record in Serie A battendo quello di Siniša Mihajlović che la stagione precedente era riuscito ad arrivare tredicesimo con 45 punti. Tuttavia il 1º giugno rescinde consensualmente il contratto che lo legava al Catania ancora per un anno.[11]

La nuova avventura al Racing[modifica | modifica sorgente]

Il 21 giugno 2011 viene richiamato in patria alla guida di una sua vecchia squadra, il Racing Club. Porta la squadra ad alti livelli, chiudendo il campionato Apertura al secondo posto con 31 punti dietro al Boca Juniors (43 punti). Il 20 dicembre lascia però il club di Avellaneda a causa di dissapori insanabili con la società.[12]

Atlético Madrid[modifica | modifica sorgente]

Il 23 dicembre 2011 diventa l'allenatore dell'Atlético Madrid in sostituzione dell'esonerato Gregorio Manzano che lascia la squadra al 10º posto della Liga con 19 punti. Il tecnico argentino, che aveva già giocato coi colchoneros dal 1994 al 1997 e dal 2003 al 2005, è stato presentato il 27 dicembre nella Sala Vip dello Stadio Vicente Calderón.[13] Al debutto la squadra pareggia per 0-0 in trasferta contro il Malaga.[14] Vince però la seconda partita per 3-0 contro il Villarreal in casa. Il 16 febbraio 2012 torna allo Stadio Olimpico di Roma per disputare la sfida che vede di fronte Lazio, sua ex squadra, e l'Atlético Madrid per i sedicesimi di Europa League: il risultato finale è di 1-3 per i colchoneros. La settimana successiva vince poi per 1-0 anche la gara di ritorno giocata a Madrid. Riesce a vincere l'Europa League eliminando agli ottavi i turchi del Beşiktaş (3-1 e 0-3), nei quarti i tedeschi dell'Hannover (2-1 e 1-2), in semifinale i connazionali del Valencia (4-2 e 0-1); in finale incontra ancora una squadra spagnola, l'Athletic Bilbao allenato da Marcelo Bielsa, e vince per 3-0 con doppietta del bomber Falcao e gol finale di Diego. Diventa il primo allenatore argentino ad aggiudicarsi la competizione, il terzo ad aver vinto la competizione sia da allenatore che da giocatore dopo Dino Zoff e Huub Stevens e stabilisce un altro record vincendo tutte e 9 le partite disputate dalla squadra in questa competizione sotto la sua guida.[15] In campionato si piazza al 5º posto con 56 punti. Il 31 agosto seguente vince la Supercoppa UEFA battendo per 4-1 il Chelsea.

Nella stagione 2012/13 raggiunge presto la qualificazione alla Champions League grazie al 3º posto conquistato in campionato e il 17 maggio 2013 vince anche la Coppa del Re contro il Real Madrid per 1-2 ai supplementari. Questa è la decima volta che l'Atletico vince tale competizione, che non portava a casa dal 1996, dai tempi in cui lo stesso Simeone giocava nell'Atletico Madrid. In Europa League viene eliminato ai sedicesimi dal Rubin Kazan.

Nella stagione 2013/2014 Simeone guida l'Atletico alla semifinale di Champions League, superando nei quarti di finale il Barcellona.

Statistiche[modifica | modifica sorgente]

Presenze e reti nei club[modifica | modifica sorgente]

Stagione Squadra Campionato Coppa Italia Coppe europee Altre coppe Totale
Comp Pres Reti Comp Pres Reti Comp Pres Reti Comp Pres Reti Pres Reti
1987-1988 Argentina Vélez Sarsfield PD 28 4 - - - - - - - - - 28 4
1988-1989 PD 16 2 - - - - - - - - - 16 2
1989-1990 PD 32 8 - - - - - - - - - 32 8
Totale Vélez Sarsfield 76 14 - - - - - - 76 14
1990-1991 Italia Pisa A 31 4 CI 4 0 - - - - - - 35 4
1991-1992 B 24 2 CI 3 0 - - - - - - 27 2
Totale Pisa 55 6 7 0 - - - - 62 6
1992-1993 Spagna Siviglia PD 33 4 CdR 2 1 - - - - - - 35 5
1993-1994 PD 31 8 CdR 7 3 - - - - - - 38 11
Totale Siviglia 64 12 9 4 - - - - 73 16
1994-1995 Spagna Atlético Madrid PD 29 6 CdR 4 2 - - - - - - 33 8
1995-1996 PD 37 12 CdR 8 0 - - - - - - 45 12
1996-1997 PD 32 3 CdR 4 1 UCL 7 4 SS 2 0 45 8
1997-1998 Italia Inter A 30 6 CI 2 0 CU 9 1 - - - 41 7
1998-1999 A 27 5 CI 8 0 UCL 9 2 - - - 44 7
Totale Inter 57 11 10 0 18 3 - - 85 14
1999-2000 Italia Lazio A 28 5 CI 7 2 UCL 11 0 SU 1 0 47 7
2000-2001 A 30 2 CI 2 0 UCL 8 1 SI 1 0 41 3
2001-2002 A 8 1 CI 0 0 UCL 5 0 - - - 11 1
2002-2003 A 24 7 CI 4 0 CU 7 0 - - - 35 7
Totale Lazio 90 15 13 2 31 1 2 0 136 18
2003-2004 Spagna Atlético Madrid PD 28 2 CdR 4 0 - - - - - - 32 2
2004-gen. 2005 PD 8 0 CdR 1 0 Int 6 1 - - - 15 1
Totale Atlético Madrid 134 23 21 3 13 5 2 0 170 31
gen.-giu. 2005 Argentina Racing Club PD 17 2 - - - - - - - - - 17 2
2005-2006 PD 20 1 - - - - - - - - - 20 1
Totale Racing Club 37 3 - - - - - - 37 3
Totale carriera 513 84 60 9 62 9 4 0 639 102

Cronologia delle presenze e reti in nazionale[modifica | modifica sorgente]

Carriera da allenatore[modifica | modifica sorgente]

Statistiche aggiornate al 22 aprile 2014.

Stagione Squadra Campionato Coppe nazionali Coppe continentali Altre coppe Totale Vittorie %
Comp G V N P Comp G V N P Comp G V N P Comp G V N P G V N P %
feb.-mag. 2006 Argentina Racing Club PD 14 5 3 6 - - - - - - - - - - - - - - - 14 5 3 6 35,71
2006-2007 Argentina Estudiantes PD 39 25 9 5 - - - - - - - - - - - - - - - 39 25 9 5 64,10
ago.-dic. 2007 PD 19 8 6 5 - - - - - CS 2 1 0 1 - - - - - 21 9 6 6 42,86
Totale Estudiantes 58 33 15 10 - - - - 2 1 0 1 - - - - 60 34 15 11 56,67
dic. 2007-2008 Argentina River Plate PD 19 13 4 2 - - - - - CL 8 4 1 3 - - - - - 27 17 5 5 62,96
ago.-nov. 2008 PD 13 1 6 6 - - - - - CS 4 2 1 1 - - - - - 17 3 7 7 17,65
Totale River Plate 32 14 10 8 - - - - 12 6 2 4 - - - - 44 20 12 12 45,45
apr.-mag. 2009 Argentina San Lorenzo PD 10 4 2 4 - - - - - CL 1 1 0 0 - - - - - 11 5 2 4 45,45
2009-apr. 2010 PD 33 13 7 13 - - - - - CS 6 4 0 2 - - - - - 39 17 7 15 43,59
Totale San Lorenzo 43 17 9 17 - - - - 7 5 0 2 - - - - 50 22 9 19 44,00
gen.-giu. 2011 Italia Catania A 18 7 3 8 - - - - - - - - - - - - - - - 18 7 3 8 38,89
ago.-dic. 2011 Argentina Racing Club PD 19 7 4 8 - - - - - - - - - - - - - - - 19 7 4 8 36,84
Totale Racing Club 33 12 7 14 - - - - - - - - - - - - 33 12 7 14 36,36
dic. 2011-2012 Spagna Atlético Madrid PD 22 10 7 5 CdR 1 0 0 1 UEL 9 9 0 0 - - - - - 32 19 7 6 59,37
2012-2013 PD 38 23 7 8 CdR 9 6 3 0 UEL 8 5 0 3 SU 1 1 0 0 56 35 10 11 62,50
2013-2014 PD 34 27 4 3 CdR 8 5 1 2 UCL 11 8 3 0 SS 2 0 2 0 55 40 10 5 72,73
Totale Atlético Madrid 94 60 18 16 18 11 4 3 28 22 3 3 3 1 2 0 143 94 27 22 65,73
Totale carriera 278 143 62 73 18 11 4 3 49 34 5 10 3 1 2 0 348 189 73 86 54,31

Palmarès[modifica | modifica sorgente]

Allenatore[modifica | modifica sorgente]

Club[modifica | modifica sorgente]

Competizioni nazionali[modifica | modifica sorgente]
Estudiantes: Apertura 2006
River Plate: Clausura 2008
Atlético Madrid: 2012-2013
Competizioni internazionali[modifica | modifica sorgente]
Atlético Madrid: 2011-2012
Atlético Madrid: 2012

Individuale[modifica | modifica sorgente]

2012-2013

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (ES) Simeone Diego Pablo
  2. ^ (ES) El Cholo Simeone Geocities.com [collegamento interrotto]
  3. ^ CALCIO, RIVER PLATE: FIGLIO 16ENNE DI SIMEONE IN PRIMA SQUADRA sport.repubblica.it
  4. ^ Calciatori ‒ La raccolta completa Panini 1961-2012, Vol. 14 (1997-1998), Panini, 6 agosto 2012, p. 10.
  5. ^ Da Mazzola a Simeone: litigare e vincere, corriere.it, 8 aprile 2006. URL consultato il 18 dicembre 2009.
  6. ^ Ronaldo - Simeone, disgelo a suon di gol in Corriere della Sera, 5 maggio 1999. URL consultato il 1º maggio 2013.
  7. ^ Simeone : Juventus-Lazio 0-1 (01/04/2000) con la Radiocronaca di Guido De Angelis!.
  8. ^ 5 maggio 2002 lazio inter 4-2 Sintesi di 90º minuto.
  9. ^ Marco Gori, Ufficiale: Diego Simeone lascia il San Lorenzo, tuttomercatoweb.com, 4 aprile 2010. URL consultato l'11 gennaio 2012.
  10. ^ Diego Pablo Simeone è il nuovo allenatore del Catania, calciocatania.it. URL consultato l'11 gennaio 2012.
  11. ^ Andrea Losapio, UFFICIALE: Catania, rescinde Simeone, Tuttomercatoweb.com, 1º giugno 2011. URL consultato l'11 gennaio 2012.
  12. ^ Simeone si libera per l'Atletico, Fastweb.it, 29 dicembre 2011. URL consultato l'11 gennaio 2012.
  13. ^ (ES) Simeone, nuevo entrenador del Atlético de Madrid, clubatleticodemadrid.com, 23 dicembre 2011. URL consultato l'11 gennaio 2012.
  14. ^ Liga, il Real travolge il Granada, sportmediaset.it, 7 gennaio 2012. URL consultato l'11 gennaio 2012.
  15. ^ Filippo Maria Ricci, Fiesta a Madrid in La Gazzetta dello Sport, 10 maggio 2012, p. 20.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]