Roberto Di Matteo

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Roberto Di Matteo
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Di Matteo alla guida del Chelsea (2012)
Dati biografici
Nazionalità Italia Italia
Altezza 178 cm
Peso 74 kg
Calcio Football pictogram.svg
Dati agonistici
Ruolo Allenatore (ex difensore, centrocampista)
Ritirato 2002 - giocatore
Carriera
Squadre di club1
1988-1991 Sciaffusa Sciaffusa 50 (2)
1991-1992 Zurigo Zurigo 34 (6)
1992-1993 Aarau Aarau 33 (1)
1993-1996 Lazio Lazio 87 (7)
1996-2002 Chelsea Chelsea 119 (15)
Nazionale
1994-1998 Italia Italia 34 (2)
Carriera da allenatore
2008-2009 MK Dons MK Dons
2009-2011 West Bromwich West Bromwich
2011-2012 Chelsea Chelsea Vice
2012 Chelsea Chelsea
1 Dati relativi al solo campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
Statistiche aggiornate all'11 giugno 2012

Roberto Di Matteo (Sciaffusa, 29 maggio 1970) è un allenatore di calcio ed ex calciatore italiano, di ruolo difensore o centrocampista.

In carriera ha ricoperto dapprima il ruolo di difensore e in seguito quello di centrocampista[1] nei campionati di Svizzera, Italia e Inghilterra.

Nel paese elvetico ha vestito le maglie di Sciaffusa, Zurigo e Aarau, con quest'ultima ha vinto un campionato nel 1993. Trasferitosi alla Lazio, si è affermato come uno dei migliori centrocampisti italiani e, convocato da Arrigo Sacchi, ha conquistato la maglia della Nazionale. Dopo aver militato tre anni nel campionato italiano, nel 1996 si è trasferito a Londra, al Chelsea. Con i Blues ha vinto una Coppa delle Coppe, una Supercoppa europea, due FA Cup, una Supercoppa e una Coppa di Lega inglese.

Con l'Italia ha disputato 34 partite e segnato 2 reti, giocando l'Europeo 1996 in Inghilterra e il Mondiale 1998 in Francia. All'età di 31 anni si è dovuto prematuramente ritirare dal calcio giocato a causa di un grave infortunio.[2]

Nel 2009 ha intrapreso la carriera da allenatore. Ha esordito sulla panchina del Milton Keynes Dons, condotto ai play-off di terza serie, e dal 2009 al 2011 ha allenato il West Bromwich Albion. Il 4 marzo 2012 è diventato allenatore ad interim del Chelsea (viene riconfermato nella stagione successiva, salvo poi essere esonerato dopo pochi mesi), sostituendo André Villas-Boas. Proprio con la squadra inglese vince la FA Cup edizione 2011-2012 e la UEFA Champions League (la prima vinta dal Chelsea) edizione 2011-2012, battendo i tedeschi del Bayern nella finale di Monaco, risolta ai calci di rigore.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Nasce nel Canton Sciaffusa da genitori italiani migrati da Paglieta, un paesino abruzzese vicino Chieti, nella Svizzera tedesca in cerca di lavoro.[1][3]

Carriera[modifica | modifica sorgente]

Giocatore[modifica | modifica sorgente]

Club[modifica | modifica sorgente]

Iniziò a formarsi tecnicamente come difensore[1] nella seconda serie svizzera, nella squadra della sua città natale, lo Sciaffusa, con cui esordì nel 1988. Rimase nei gialloneri sino all'età di ventuno anni, quando, nel 1991, venne acquistato dallo Zurigo, squadra di cui divenne titolare ricoprendo la posizione di libero in una difesa a zona[1]. Quell'anno, nella massima serie elvetica, disputò, tra girone qualificatorio e girone finale, 34 gare e realizzò 7 reti.

Nell'estate del 1992 venne venduto dallo Zurigo all'Aarau, squadra che, nella stagione appena conclusasi, si era salvata classificandosi seconda nel "girone di promozione/retrocessione"[4]. Con l'Aarau, dopo aver ottenuto il quinto posto nella lega di qualificazione, vinse il campionato svizzero[5] riportando, dopo 79 anni, nella città capitale del Canton Argovia il titolo di squadra campione di Svizzera, che mancava dal 1914. In quella stagione ottenne 32 presenze e mise a segno una rete.

Dopo il successo, nell'estate del 1993, approdò nel calcio italiano acquistato dalla Lazio. La squadra allenata da Dino Zoff gli offrì un ingaggio di 240 milioni a stagione fino al giugno 1996[6]. Il mediano si aggregò ad un reparto molto affollato[7] dove non sembrava facile poter trovare spazio[8]. Invece, l'esordio con il club romano avvenne il 29 agosto 1993, quando al 66' minuto di gioco della prima giornata di campionato disputata all'Olimpico contro il Foggia, e terminata con il risultato di 0-0, fu chiamato a sostituire Paul Gascoigne. Da allora Di Matteo divenne titolare[8] inamovibile[1] del centrocampo biancoceleste per tre stagioni consecutive.

Durante la stagione 1993-1994 Zoff gli diede fiducia schierandolo come centrocampista centrale[1] in ben 35 incontri tra Serie A e coppe. La positiva avventura in campionato, che lo vide protagonista nella segnatura di 4 reti in 29 gare, contro Atalanta, Reggiana[9], Inter[10] e Piacenza, si interruppe alla trentesima giornata a causa di un infortunio in uno scontro di gioco al Luigi Ferraris nella partita contro il Genoa che gli causò la frattura del gomito destro.[11] [12] In Coppa Italia fu titolare in entrambi i match che videro la rovinosa estromissione della Lazio al secondo turno contro l'Avellino. Le sue presenze in Coppa UEFA furono quattro e, con i biancocelesti, fu eliminato dai portoghesi del Boavista ai sedicesimi di finale.

Zdeněk Zeman, che nell'estate del 1994 era stato chiamato a sostituire Zoff divenuto presidente della Lazio, lo confermò titolare in tutta la stagione 1994-1995, e di lì a breve conquistò la maglia della nazionale. Il nuovo tecnico lo impiegò come centrale di centrocampo e gli chiese di dettare i tempi di gioco nel centrocampo a zona[13]. Con Giuseppe Signori e compagni Di Matteo totalizzò ben 42 presenze di cui 28 in Serie A, 8 in Coppa Italia e 6 in Coppa UEFA. In campionato dimostrò di essere uno dei migliori centrocampisti italiani e fu artefice di alcune splendide partite che videro la Lazio demolire gli avversari all'Olimpico. Fu tra i migliori nelle vittorie per 5-1 contro il Napoli, per 7-1 contro il Foggia, per 4-0 contro il Milan, per 8-2 contro la Fiorentina, per 4-0 contro il Genoa, per 4-1 contro l'Inter e realizzò la rete che aprì le marcature nella trasferta a Torino allo Stadio delle Alpi vinta per 0-3 contro la Juventus. Nello stesso anno, con i suoi compagni, raggiunse la semifinale di Coppa Italia e in Coppa UEFA arrivò ai quarti di finale. L'eliminazione in Europa avvenne per mano del Borussia Dortmund dopo che nei turni precedenti la Lazio aveva battuto Dinamo Minsk, Trelleborgs, e Trabzonspor. Durante la stagione Di Matteo ricevette numerose proposte contrattuali da parte di Milan e Parma e in un primo momento rifiutò il rinnovo contrattuale di un miliardo e duecentomilioni di lire offertogli da Zoff.[6]

Rinnovato il contratto, nella stagione 1995-1996 venne schierato da Zeman in 38 incontri ufficiali divenendo, con Diego Fuser e Aron Winter, uno degli attori principali del centrocampo laziale. Ma, nonostante il ruolo da titolare assegnatogli, il rapporto con l'allenatore boemo durante il campionato si incrinò[14][15] a causa di alcune esclusioni[16] e alla fine dello stesso, nel quale disputò 31 incontri[17] e realizzò due reti a Parma e Napoli, venne ceduto al Chelsea per 4,9 milioni di sterline[18][19][20]. A Londra ottenne un ingaggio di un miliardo e mezzo di lire a stagione[21].

Nei tre anni italiani in biancoceleste totalizzò 115 presenze di cui 88 in Serie A, 13 in Coppa Italia e 14 in Coppa UEFA.

Con il club londinese vinse la Coppa delle Coppe del 1998 e fu uno dei giocatori che contribuì a riportare i blues agli antichi fasti.

Il 28 settembre 2000, a seguito di un contrasto con Daniel Imhof, si infortunò nella partita di Coppa UEFA contro gli svizzeri del San Gallo[19][22][23] procurandosi una triplice frattura che lo obbligò a sottoporsi ad un intervento chirurgico nella clinica Hirslanden[24]. L'operazione venne effettuata il 4 ottobre e fu finalizzata alla riduzione della frattura, che aveva coinvolto tibia e perone, attraverso l'inserimento di un chiodo ortopedico[25]. Il suo caso fu subito seguito da Roger Berbig, ex portiere del Grasshoppers e della Svizzera[19] divenuto noto chirurgo[25], specialista ortopedico[23][24]. L'operazione non andò per il verso giusto e, nell'arco di venti giorni, il calciatore dovette sottoporsi a tre nuovi interventi che comportarono anche l'inserimento di una placca[23][24]. Nel mese di novembre, quando chiodo e placca gli vennero estratti dalla gamba sinistra, le operazioni erano salite a dieci e, nonostante ciò, i risultati sperati non furono raggiunti. A impedire il completo recupero del calciatore furono i danni alle fasce nervose e ai tendini[19][24]. Il calciatore tentò di riprendere gli allenamenti ma prese coscienza di non avere sensibilità al piede sinistro. All'età di 31 anni, nel febbraio 2002, interruppe i tentativi di recupero e decise di ritirarsi prematuramente dal calcio giocato, dopo 18 mesi dall'infortunio.[19][24][26][27]

Nazionale[modifica | modifica sorgente]

« Giocavo in Serie B, occupando un posto da straniero. Mi dissero: potrai fare molta più carriera diventando svizzero. Ma io avevo già deciso: sarei rimasto italiano anche per fare l'operaio, sarei tornato in Italia pure per lavorare in fabbrica. Non l'ho fatto per calcolo.[28] »
(Roberto Di Matteo)

Alla fine degli anni ottanta, ai suoi esordi, Roberto Di Matteo si mise subito in mostra come uno dei migliori prodotti del panorama calcistico svizzero e, all'età di 17 anni, ricevette la convocazione per la nazionale giovanile elvetica[29]. Nonostante la possibilità offertagli e il consiglio di seguire le orme di Ciriaco Sforza e Marco Pascolo proveniente da uno zio[1], egli rifiutò le convocazioni della nazionale elvetica e si dedicò unicamente alle squadre di club.

Alcuni anni più tardi, dopo essere arrivato in Italia, acquistato da Sergio Cragnotti per essere inserito nell'organico dalla Lazio, divenne uno dei migliori centrocampisti centrali italiani e, ben presto, venne notato da Arrigo Sacchi che, nel 1991 aveva assunto l'incarico di commissario tecnico della Nazionale di calcio italiana. Il C.T. decise di inserirlo nel giro della nazionale attraverso alcuni test, chiamandolo a Coverciano, seppur non in presenza di incontri ufficiali della nazionale, già sul finire del 1993[30].

Nei primi giorni di aprile del 1994 Arrigo Sacchi decise di chiamarlo nell'ultimo raduno[31] di Coverciano prima del pre-ritiro in vista del Mondiale di USA 94 per valutare la possibilità di convocarlo per gli Stati Uniti[32]. Tuttavia il biancoceleste non poté rispondere alla convocazione poiché il 2 aprile si fratturò il gomito nella trasferta della Lazio al Marassi giocata contro il Genoa. L'infortunio costrinse il calciatore ad alcuni mesi di allontanamento forzato dal campo e quindi a dire addio alle possibilità disputare il mondiale di calcio[12].

Il 16 novembre 1994 venne convocato e esordì contro la Croazia nella famosa gara persa a Palermo.

In maglia azzurra giocò gli Europei del 1996, al termine dei quali si trasferì proprio in Inghilterra, al Chelsea.

Dopo la partecipazione al Mondiale del 1998 in cui scese in campo due volte, non giocò più in Nazionale, dopo 34 partite in 4 anni.

Allenatore[modifica | modifica sorgente]

MK Dons[modifica | modifica sorgente]

Nel luglio 2008 Di Matteo ha assunto il suo primo incarico da allenatore, prendendo il posto di Paul Ince alla guida dei Milton Keynes Dons, squadra di Football League One (terza divisione inglese)[33]. Dopo una stagione molto positiva ha condotto la squadra ai play-off, ma il Milton ha fallito la promozione in Football League Championship, la seconda serie inglese.

West Bromwich[modifica | modifica sorgente]

Il 30 giugno 2009 è stato ingaggiato dal West Bromwich Albion in Championship e al termine della stagione ha ottenuto la promozione in Premier League[34]. È stato esonerato il 6 febbraio 2011 dopo la sconfitta esterna contro il Manchester City, nonostante la squadra (26 punti, a +2 dalle ultime tre) fosse in una posizione ancora vantaggiosa per centrare la salvezza, obiettivo dichiarato dalla società per la stagione[35].

Chelsea[modifica | modifica sorgente]

Il 29 giugno 2011 viene scelto come vice allenatore di André Villas-Boas nel Chelsea. Il 4 marzo 2012 diventa allenatore dei blues in seguito all'esonero del tecnico portoghese.[36] Due giorni dopo debutta sulla panchina vincendo il suo primo incontro per 2-0 contro il Birmingham City, valevole per l'accesso ai quarti di FA Cup. Il 10 marzo 2012 vince anche la sua prima partita in Premier League, battendo per 1-0 lo Stoke City.

L'esordio internazionale arriva il 14 marzo nel ritorno degli ottavi di finale di Champions League, in cui la sua squadra ribalta il 3-1 subito all'andata (quando non era ancora primo allenatore del Chelsea) e batte il Napoli per 4-1 con il gol decisivo di Branislav Ivanović nei tempi supplementari. Nei quarti della massima competizione europea per club, il Chelsea eliminerà i portoghesi del Benfica. Nella partita di andata della semifinale di Champions League strappa in casa un 1-0 al Barcellona di Pep Guardiola, e raggiunge la finale grazie al 2-2 del Camp Nou, diventando l'undicesimo allenatore italiano a disputare la finale della massima competizione continentale, ma fra questi il primo alla guida di una formazione straniera.

Il 5 maggio 2012, sconfiggendo il Liverpool per 2-1 nella finale di FA Cup, conquista il suo primo trofeo da allenatore. Si ripete due settimane dopo, il 19 maggio, vincendo la Champions League edizione 2011-2012, sconfiggendo nella finale dell'Allianz Arena di Monaco i tedeschi del Bayern col punteggio di 4-3 dopo i calci di rigore (1-1 al termine dei tempi supplementari)[37].

Il 13 giugno 2012, viene riconfermato ufficialmente alla guida dei Blues, sottoscrivendo un contratto biennale[38]. Il 21 novembre dello stesso anno, in seguito alla sconfitta esterna contro la Juventus nella fase a gironi della Champions League per 3-0, viene esonerato. Al suo posto verrà chiamato alla guida dei Blues Rafael Benitez.

Statistiche[modifica | modifica sorgente]

Allenatore[modifica | modifica sorgente]

Statistiche aggiornate al 20 ottobre 2012.

Stagione Squadra Campionato Piazzamento Andamento
Giocate Vittorie Pareggi Sconfitte % vittorie
2008-2009 Inghilterra MK Dons FL1 51 27 10 14 52,94
2009-2010 Inghilterra West Bromwich FLC 52 28 15 9 53,85
2010-2011 PL 11º (esonerato) 31 12 4 15 38,71
Totale West Bromwich 83 40 19 24 48,19
2011-2012 Inghilterra Chelsea PL 6° (subentrato) 21 14 4 3 66,67
2012-2013 PL 3° (esonerato) 13 8 3 2 61,54
Totale Chelsea 34 22 7 5 64,71
Totale carriera 156 83 34 40 53,21

Cronologia presenze e reti in Nazionale[modifica | modifica sorgente]

Cronologia completa delle presenze e delle reti in Nazionale - Italia Italia
Data Città In casa Risultato Ospiti Competizione Reti Note
16/11/1994 Palermo Italia Italia 1 – 2 Croazia Croazia Qual. Euro 1996 - Ingresso al 55’ 55’
21/12/1994 Pescara Italia Italia 3 – 1 Turchia Turchia Amichevole -
29/03/1995 Kiev Ucraina Ucraina 0 – 2 Italia Italia Qual. Euro 1996 -
26/04/1995 Vilnius Lituania Lituania 0 – 1 Italia Italia Qual. Euro 1996 -
19/06/1995 Losanna Svizzera Svizzera 0 – 1 Italia Italia Centenario Fed.Svizzera -
21/06/1995 Zurigo Italia Italia 0 – 2 Germania Germania Centenario Fed.Svizzera -
06/09/1995 Udine Italia Italia 1 – 0 Slovenia Slovenia Qual. Euro 1996 -
08/10/1995 Spalato Croazia Croazia 1 – 1 Italia Italia Qual. Euro 1996 -
11/11/1995 Bari Italia Italia 3 – 1 Ucraina Ucraina Qual. Euro 1996 -
15/11/1995 Reggio Emilia Italia Italia 4 – 0 Lituania Lituania Qual. Euro 1996 -
24/01/1996 Terni Italia Italia 3 – 0 Galles Galles Amichevole -
29/05/1996 Cremona Italia Italia 2 – 2 Belgio Belgio Amichevole -
01/06/1996 Budapest Ungheria Ungheria 0 – 2 Italia Italia Amichevole -
11/06/1996 Liverpool Russia Russia 1 – 2 Italia Italia Euro 1996 - 1º Turno -
19/06/1996 Manchester Germania Germania 0 – 0 Italia Italia Euro 1996 - 1º Turno -
05/10/1996 Chişinău Moldavia Moldavia 1 – 3 Italia Italia Qual. Mondiali 1998 -
09/10/1996 Perugia Italia Italia 1 – 0 Georgia Georgia Qual. Mondiali 1998 -
06/11/1996 Sarajevo Bosnia ed Erzegovina Bosnia ed Erzegovina 2 – 1 Italia Italia Amichevole -
22/01/1997 Palermo Italia Italia 2 – 0 Irlanda del Nord Irlanda del Nord Amichevole -
12/02/1997 Londra Inghilterra Inghilterra 0 – 1 Italia Italia Qual. Mondiali 1998 -
29/03/1997 Trieste Italia Italia 3 – 0 Moldavia Moldavia Qual. Mondiali 1998 -
02/04/1997 Chorzów Polonia Polonia 0 – 0 Italia Italia Qual. Mondiali 1998 -
30/04/1997 Napoli Italia Italia 3 – 0 Polonia Polonia Qual. Mondiali 1998 1
04/06/1997 Nantes Inghilterra Inghilterra 2 – 0 Italia Italia Torneo di Francia -
08/06/1997 Lione Italia Italia 3 – 3 Brasile Brasile Torneo di Francia -
11/06/1997 Parigi Italia Italia 2 – 2 Francia Francia Torneo di Francia -
10/09/1997 Tbilisi Georgia Georgia 0 – 0 Italia Italia Qual. Mondiali 1998 -
29/10/1997 Mosca Russia Russia 1 – 1 Italia Italia Qual. Mondiali 1998 -
15/11/1997 Napoli Italia Italia 1 – 0 Russia Russia Qual. Mondiali 1998 -
28/01/1998 Catania Italia Italia 3 – 0 Slovacchia Slovacchia Amichevole 1
22/04/1998 Parma Italia Italia 3 – 1 Paraguay Paraguay Amichevole -
02/06/1998 Göteborg Svezia Svezia 1 – 0 Italia Italia Amichevole -
11/06/1998 Bordeaux Italia Italia 2 – 2 Cile Cile Mondiali 1998 - 1º Turno -
17/06/1998 Montpellier Italia Italia 3 – 0 Camerun Camerun Mondiali 1998 - 1º Turno - Ingresso al 62’ 62’
Totale Presenze (74º posto) 34 Reti 2

Palmarès[modifica | modifica sorgente]

Allenatore[modifica | modifica sorgente]

Club[modifica | modifica sorgente]

Competizioni nazionali[modifica | modifica sorgente]
Chelsea: 2011-2012
Competizioni internazionali[modifica | modifica sorgente]
Chelsea: 2011-2012

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d e f g Coldagelli Luigi, Di Matteo, favola azzurra. "mi dissero: fatti svizzero così andrai ai Mondiali" in Il Corriere della Sera, 22 dicembre 1993, p. 41. URL consultato il 25 aprile 2009.
  2. ^ (EN) Di Matteo forced to retire at age 31 because of injury, The Telegraph. URL consultato il 7 luglio 2012.
  3. ^ Licia Granello, Piano Italia si ricomincia dalla difesa in La Repubblica, 18 giugno 1996, p. 43. URL consultato il 23 aprile 2009.
  4. ^ Switzerland 1991/92 su RSSSF. URL consultato il 24 aprile 2009.
  5. ^ Switzerland 1992/93 su RSSSF. URL consultato il 24 aprile 2009.
  6. ^ a b Franco Melli, Il tormentone Di Matteo in Il Corriere della Sera, 04 gennaio 1995, p. 34. URL consultato il 2 maggio 2009.
  7. ^ I compagni di reparto erano Aron Winter, Diego Fuser, Paul Gascoigne, Claudio Sclosa, Thomas Doll, Fabrizio Di Mauro, Dario Marcolin nonché i giovani Roberto Bacci e Dario Franceschini.
  8. ^ a b Tant'è vero che in diverse occasioni dichiarò che aveva preventiva ti poter disputare un massimo di 25 gare e perlopiù spezzettate. Nemmeno lui non si sarebbe mai aspettato di poter divenire così presto titolare nella Lazio. Non chiamatemi lo svizzero in La repubblica, 22 dicembre 1993, p. 27. URL consultato il 25 aprile 2009.
  9. ^ La rete segnata alla Reggiana venne realizzata allo Stadio Olimpico di Roma nel secondo minuto di recupero del primo tempo. Roberto Di Matteo portò in vantaggio la Lazio con un'azione individuale che si concluse con un tiro vincente nell'angolo basso alla destra di Cláudio Taffarel. La partita si concluse con la vittoria della Lazio per 2-0. Franco Melli, Di Matteo trova un quadrifoglio per aiutare la Lazio in Il Corriere della Sera, 17 gennaio 1994, p. 35. URL consultato il 2 maggio 2009.
  10. ^ La rete venne segnata nella trasferta al Giuseppe Meazza vinta per 1-2 contro l'Inter. Il gol scaturì da un tiro in porta dai 25 metri che Walter Zenga non riuscì a trattenere. Giancarlo Padovan, Fabio Monti, Inter, bastano 4 minuti per affogare in Il Corriere della Sera, 07 febbraio 1994, p. 39. URL consultato il 2 maggio 2009.
  11. ^ Mondiali in salita:KO Eranio e Di Mattoe in La Repubblica, 03 aprile 1994, p. 22. URL consultato il 2 maggio 2009.
  12. ^ a b L'infortunio, che obbligò Dino Zoff a sostituirlo con Fabrizio Di Mauro al 52' minuto di gioco, costrinse Di Matteo ad un'operazione chirurgica, a mettere il gesso e a dire addio al finale di campionato e al sogno di una convocazione in nazionale per USA 94. Michele Lenzetti, Di Matteo, che rabbia, 05 aprile 1994, p. 44. URL consultato il 25 aprile 2009. Franco Melli, Entra Casiraghi: Signori cala il tris e Sacchi prende nota in Il Corriere della Sera, 11 aprile 1994, p. 40. URL consultato il 25 aprile 2009.
  13. ^ Il tecnico boemo in particolare gli assegnò il ruolo di regista affidandogli l'impostazione del gioco e chiedendogli di velocizzare i tempi attraverso i passaggi al volo. Paolo Condò, Nicola Cecere, Di Matteo, elogio a Zeman, 09 settembre 1997, p. 5. URL consultato il 29 aprile 2009.
  14. ^ Di Matteo: "Vado via". Stanic verso Firenze in La Repubblica, 02 luglio 1996, p. 48. URL consultato il 23 aprile 2009.
  15. ^ Maurizio Nicita, Okon è tornato, ora tutti lo vogliono in La Gazzetta dello Sport, 04 maggio 1999, p. 9. URL consultato il 29 aprile 2009.
  16. ^ Di Matteo attacca Zeman: "non doveva escludermi" in Il Corriere della Sera, 23 novembre 1995, p. 51. URL consultato il 2 maggio 2009.
  17. ^ Roberto Di Matteo ha disputato l'ultima gara con la maglia biancoceleste il 12 maggio 2009 nella trasferta allo Stadio delle Alpi vinta per 0-2 contro il Torino.
  18. ^ Corrispondenti a circa 14 miliardi di lire.
  19. ^ a b c d e Filippo Maria Ricci, «Non riesco a guarire»: Di Matteo dà l'addio al calcio in Il Corriere della Sera, 20 febbraio 2002, p. 47. URL consultato il 25 aprile 2009.
  20. ^ Calciatori ‒ La raccolta completa Panini 1961-2012, Vol. 13 (1996-1997), Panini, 30 luglio 2012, p. 10.
  21. ^ Benedetto Ferrara, Andrea Galdi, Di Matteo, un azzurro al Chelsea in La Repubblica, 03 luglio 1996, p. 50. URL consultato il 23 aprile 2009.
  22. ^ L'infortuno è avvenuto al 32' del primo tempo della gara San Gallo-Chelsea terminata 2-0.
  23. ^ a b c L'impatto gli piegò a metà la gamba sinistra in avanti. Giancarlo Galavotti, Di Matteo torna a Londra: calvario finito? in La Gazzetta dello Sport, 18 ottobre 2000, p. 17. URL consultato il 28 aprile 2009.
  24. ^ a b c d e Giancarlo Galavotti, Si ritira Di Matteo, l'eroe delle coppe in La Gazzetta dello Sport, 20 febbraio 2002, p. 4. URL consultato il 28 aprile 2009.
  25. ^ a b Di Matteo oggi operato in La Gazzetta dello Sport, 2 ottobre 2000, p. 4. URL consultato il 28 aprile 2009.
  26. ^ Di Matteo si arrende in RaiSport, 19 febbraio 1002. URL consultato il 28 aprile 2008.
  27. ^ (EN) Injury forces di Matteo to retire in ESPN.com, 19 febbraio 2002. URL consultato il 28 aprile 2008.
  28. ^ Dichiarazione che il calciatore rilasciò a Luca Valdiseri, al torneo del centenario della Federazione Svizzera, nei giorni precedenti alla gara Italia-Germania 0-2. Valdiseri, op. cit.
  29. ^ Valdiserri Luca, Di Matteo l'ex emigrante "Meglio operaio azzurro che stellina in Svizzera" in Il Corriere della Sera, 18 giugno 1995, p. 36. URL consultato il 25 aprile 2009.
  30. ^ Azzurri da stasera al lavoro. Cappioli e Torricelli novità in Il Corriere della Sera, 17 gennaio 1994, p. 31. URL consultato il 25 aprile 2009.
  31. ^ Il raduno era in programma dal 5 al 7 aprile e aveva in programma un'amichevole contro il Pontedera.
  32. ^ Fontolan, l'Inter positiva in La Repubblica, 02 aprile 1994, p. 24. URL consultato il 25 aprile 2009.
  33. ^ MK Dons: Di Matteo nuovo tecnico 'Non ho paura', Datasport.
  34. ^ Livia Taglioli, FA Cup, Chelsea in finale Di Matteo sale in Premier in La Gazzetta dello Sport, 10 aprile 2010. URL consultato il 10 aprile 2010.
  35. ^ Esonero facile, salta anche Di Matteo in englishfootball.it, 07 febbraio 2011.
  36. ^ Enrico Franceschini, Abramovich ha deciso Villas-Boas esonerato in la Repubblica, 4 marzo 2012. URL consultato il 4 marzo 2012.
  37. ^ Stefano Cantalupi, La favola del Chelsea: campioni! Rigori fatali al Bayern: 5-4 in La Gazzetta dello Sport, 19 maggio 2012. URL consultato il 20 maggio 2012.
  38. ^ (EN) DI MATTEO SIGNS TWO-YEAR CONTRACT in 13 giugno 2012, Chelseafc.com. URL consultato il 7 luglio 2012.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Max Urchs, Di Jan Faye, Uwe Scheffler, Things, facts and events, Amsterdam, Radopi, 2000.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

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