Primera División (Spagna)

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Primera División
Logo della competizione
Sport Football pictogram.svg Calcio
Tipo Squadre di club
Federazione RFEF
Paese Spagna Spagna
Titolo Campione di Spagna
Cadenza annuale
Apertura agosto
Chiusura maggio
Partecipanti 20 squadre
Formula Girone all'italiana A/R
Retrocessione in Segunda Division
Sito Internet www.lfp.es
Storia
Fondazione 1928
Detentore Atletico Madrid Atlético Madrid
Maggiori titoli Real Madrid Real Madrid (32)
Edizione in corso Primera División 2014-2015

La Primera División, nota anche come La Liga, è la massima serie calcistica spagnola, che si colloca al vertice del sistema del campionato di calcio spagnolo, ed è gestita dalla Liga de Fútbol Profesional. Dalla stagione 2008-2009 ha cambiato denominazione: infatti la "Primera Liga" si chiama "Liga BBVA" (che quindi non è più accostato al "campionato cadetto" spagnolo), mentre la seconda divisione si chiama "Liga Adelante". Il nome BBVA deriva dallo sponsor, il Banco Bilbao Vizcaya Argentaria. La squadra campione in carica è l'Atletico Madrid, che nella stagione 2013-2014 ha vinto il decimo campionato della sua storia.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Fondazione[modifica | modifica wikitesto]

Il primo campionato si disputò nel 1929, fra il 10 febbraio e il 23 giugno e vide il successo del Barcellona sulle altre nove squadre partecipanti, con una vittoria arrivata proprio all'ultima di campionato per la sconfitta del Real Madrid con cui condivideva la testa della classifica.

Anni trenta: dominio basco[modifica | modifica wikitesto]

La seconda edizione, nel 1930, fu vinta dall'Athletic Bilbao, che concluse il campionato imbattuto. L'Athletic vinse poi anche il campionato successivo. Nel 1932 e nel 1933 il Real Madrid conquistò due campionati di fila.

Il campionato fu poi esteso a 12 squadre a partire dal 1933. Negli anni successivi vi furono altri due successi dell'Athletic, nel 1934 e nel 1936, interrotto da un successo, tuttora l'unico, per il Betis nel 1934-35. Venne poi sospeso per tre anni, dal 1936 al 1939 a causa della guerra civile. Alla ripresa, nella stagione 1939-40, chiuse gli anni trenta la prima vittoria da parte dell'Atlético Madrid.

Anni quaranta[modifica | modifica wikitesto]

L'Atlético si aggiudicò anche il campionato 1940-41. Proprio nel 1941 si passò a 14 squadre, per arrivare poi a 16 nel 1950. In questi anni il Barcellona e il Valencia vinsero tre titoli a testa, un titolo invece per l'Athletic e il Siviglia. Chiuse il decennio la terza vittoria dell'Atlético.

Il Grande Real di Puskás e Di Stéfano[modifica | modifica wikitesto]

Con l'inizio degli anni cinquanta si rafforzarono Barcellona e Real Madrid. I madrileni acquistarono l'argentino Alfredo Di Stéfano nel 1953, strappandolo proprio ai catalani quando sembrava ormai tutto pronto, mentre i blaugrana presero nel 1951 l'ungherese Ladislao Kubala.

In campionato, dopo i successi dell'Atletico Madrid nel 1950 e nel 1951, cominciò il duello Barca-Real. I primi si aggiudicarono la Liga nel 1952 e nel 1953, i secondi nel 1954 e nel 1955. Furono proprio le merengues a rappresentare il calcio spagnolo nella prima edizione della Coppa dei Campioni nel 1955-1956, trofeo che si aggiudicarono battendo in finale, il 13 giugno 1956, i francesi dello Stade Reims per 4-3.

Da allora si aggiunsero in squadra anche il francese Raymond Kopa e l'ungherese Ferenc Puskás, che con Alfredo Di Stéfano e Gento, formarono il quartetto d'attacco che cominciò un ciclo interminabile di vittorie sia in ambito nazionale che in ambito internazionale; i blancos si aggiudicarono anche le edizioni della Coppa dei Campioni 1956-57, battendo 2-0 la Fiorentina, 1957-58, battendo il Milan 3-2 dopo i tempi supplementari, 1958-59, sconfiggendo ancora lo Stade Reims 2-0, e 1959-60, battendo l'Eintracht Francoforte per 7-3, e la prima edizione della Coppa Intercontinentale, nel 1960.

In ambito nazionale si aggiudicarono i campionati 1956-57 e 1957-58; da allora quella squadra è passata alla storia come Il grande Real.

Anche il Barcellona riuscì a portare a casa qualche campionato, come il 1958-59 e il 1959-60, mentre il 1955-56 venne vinto dall'Athletic Bilbao.

Durante gli anni sessanta il Real si aggiudicò otto Scudetti, di cui cinque tra il 1960-61 e il 1964-65 e tre tra il 1966-67 e il 1968-69 e riuscì a vincere anche una Coppa dei Campioni, battendo in finale gli jugoslavi del Partizan Belgrado. Il campionato comunque, rimase sotto il segno dei club della capitale; infatti sia nel 1965-1966 che nel 1969-1970 gli unici campionati non vinti dalle merengues vennero vinti dall'Atletico Madrid.

Da ricordare anche il primo successo del calcio spagnolo a livello di nazionale; infatti la Spagna riuscì a vincere il campionato d'Europa 1964 giocato in casa.

Anni settanta[modifica | modifica wikitesto]

Durante gli anni settanta la lotta al vertice vide come protagonisti i due club della capitale, Real e Atletico, e il Barcellona.

Il decennio si aprì con il 4º Scudetto del Valencia e, successivamente, registrò i successi dei club più blasonati; il Real Madrid nel 1971-1972 (campionato che vide l'allargamento da 16 a 18 squadre), l'Atletico Madrid nel 1972-1973 e il Barcellona nel 1973-1974 con l'innesto dell'olandese Johan Cruyff (nello stesso anno l'Atletico Madrid perse la finale di Coppa dei Campioni contro il Bayern Monaco).

Dal 1974-1975 al 1979-1980 la Liga registrò i successi del Real Madrid, con l'eccezione del torneo 1976-1977, che vide il successo dell'Atletico Madrid e il nono posto delle merengues.

1980-1984: dominio basco[modifica | modifica wikitesto]

Nei primi anni ottanta vennero alla ribalta i due principali club dei Paesi Baschi: la Real Sociedad e l'Athletic Bilbao. Nel 1980-1981 il duello tra Real Sociedad e Real Madrid si concluse con la vittoria del club basco per via degli scontri diretti, bissata l'anno dopo ai danni del Barcellona (questa volta con due punti di vantaggio).

Dopo il Mondiale casalingo della Spagna, le squadre basche continuarono a dominare il Campionato; dopo i due titoli consecutivi del club di San Sebastian, le edizioni 1982-1983 e 1983-1984 vennero vinte dall'Athletic Bilbao, entrambe le volte avendo la meglio sul Real Madrid. Il primo lo ottenne il 1º maggio 1983, concludendo la stagione con un solo punto di vantaggio, il secondo lo ottenne il 29 aprile 1984 per una miglior differenza reti (+23 contro i +22 dei blancos).

La stagione 1984-1985 vide l'unico successo del Barcellona, con Terry Venables in panchina, prima del ritorno madrileno come protagonista assoluto nel lustro successivo.

Il ritorno del Real Madrid[modifica | modifica wikitesto]

Dopo il dominio basco tornò alla ribalta il Real Madrid, che vinse cinque Scudetti consecutivi tra il 1985 e il 1990.

La stagione 1985-1986 vide come protagonista assoluto il Real, che oltre a vincere il suo 21º Scudetto con 11 punti di vantaggio sul Barça, riuscì a bissare il successo in Coppa UEFA, dopo aver vinto l'edizione 1984-1985. Il 1986-1987 vide l'introduzione dei play-off e dei play-out; dopo la regular season le 18 squadre venivano divise in tre zone; la zona play-off per lo Scudetto, che comprendeva le prime 6 classificate, la zona media, che comprendeva le squadre classificate dal 7º al 12º posto, e la zona play-out, che comprendeva le ultime 6 squadre.

Nonostante questo rinnovamento il Real Madrid riuscì a rivincere il campionato e, soprattutto, non cambiò nulla rispetto alla classifica della regular season.

Dalla stagione 1987-1988 la Liga passò da 18 a 20 clubs; vennero aboliti i play-off ma rimase il play-out tra la diciassettesima e la diciottesima classificata (sarà abolito dal 1999-2000).

Le merengues riusciranno a confermarsi Campioni di Spagna fino alla stagione 1989-1990, guidati in campo dal messicano Hugo Sánchez e dagli spagnoli Emilio Butragueño, Manolo Sanchís, Rafael Martín Vázquez, Míchel e Miguel Pardeza, ossia La Quinta del Buitre.

L'era Blaugrana[modifica | modifica wikitesto]

Con l'inizio degli anni novanta iniziò il ciclo di vittorie del Barcellona di Johan Cruyff. Con l'innesto in squadra di alcuni assi stranieri quali Gheorghe Hagi, Ronald Koeman, Michael Laudrup, Hristo Stoičkov e Romário, affiancati dai calciatori catalani provenienti dalla cantera, quali Guardiola, Amor e Ferrer, e baschi quali Bakero, Begiristain e Goikoetxea, il Barça conquistò quattro titoli consecutivi, anche se in maniera diversa l'uno dall'altro; infatti, mentre il titolo 1990-1991 venne vinto con 10 punti di distacco dalla seconda classificata, i due successivi (1991-1992 e 1992-1993) vennero vinti all'ultimo turno di campionato, anche grazie alle sconfitte inaspettate del Real Madrid contro il Tenerife (per 3-2 e per 2-0) e quindi in modo molto fortunoso. L'ultimo, nel 1993-1994 venne vinto grazie ad una migliore differenza reti nei confronti della seconda classificata, il Deportivo La Coruña, visto l'arrivo a pari punti in classifica (56, ma una differenza reti di +13 rispetto ai galiziani).

Oltre a dominare in campo nazionale, il Barcellona riuscì a conquistare la prima Coppa dei Campioni della sua storia, battendo il 20 maggio 1992 a Wembley la Sampdoria per 1-0. Ritornò in finale due anni dopo ad Atene contro il Milan e, sebbene alla vigilia fosse dato per favorito, venne sconfitto con un netto 4-0 dai rossoneri.

Il ciclo blaugrana, dopo quella pesante sconfitta, si chiuse, per dare spazio al ritorno, prima in Spagna e poi in Europa, dell'avversario storico, il Real Madrid.

La rinascita del Real Madrid con l'era dei Galácticos[modifica | modifica wikitesto]

L'edizione 1994-1995 della Liga fu dominata dal Real Madrid, guidato in panchina da un suo ex-calciatore, Jorge Valdano, e in campo dall'attaccante cileno Iván Zamorano e dal diciassettenne Raúl, proveniente dal settore giovanile. A fine stagione le merengues conquistarono il 26º Scudetto della loro storia, dopo cinque anni di digiuno. Durante l'estate ci fu l'allargamento del torneo da 20 a 22 squadre; il 31 luglio 1995 la Federazione spagnola escluse, per problemi finanziari, due club, Siviglia e Oviedo, ripescando l'Albacete e il Valladolid, retrocesse sul campo. A pochi giorni dall'inizio del torneo, le due escluse vennero riammesse e, di conseguenza, aumentò il numero delle squadre partecipanti.

Il torneo, il primo con l'assegnazione dei 3 punti per la vittoria, vide il successo dell'Atletico Madrid, che si aggiudicò il 9º Scudetto della sua storia, dopo un digiuno di diciannove anni, avendo la meglio sul Valencia e sul Barcellona. Il Real Madrid, settimo a fine stagione, viene escluso, dopo quasi vent'anni e per la seconda volta nella sua storia, dalle coppe europee.

La stagione successiva vide il ritorno del duello tra blancos e blaugrana; i primi si eran rafforzati con l'arrivo in panchina dell'allenatore italiano Fabio Capello e con gli acquisti Roberto Carlos, Davor Šuker e Predrag Mijatović, mentre i catalani si rafforzarono con il ventenne centravanti brasiliano Ronaldo, capocannoniere a fine stagione con 34 reti.

La corsa Scudetto si risolse il 14 giugno 1997, con un turno d'anticipo, quando il Real Madrid, sconfiggendo in casa i cugini dell'Atletico Madrid nel derby per 3-1, conquistò il 27º titolo di Campione di Spagna.

Il Barcellona comunque si consolò con la vittoria della Coppa delle Coppe 1996-1997 e della Coppa del Re.

In zona retrocessione, scesero le ultime 5 classificate, in modo che si tornasse al classico formato da 20 squadre, a partire dalla stagione successiva.

L'anno 1997-1998 vide ancora il duello Scudetto con protagonisti Barcellona e Real Madrid; i catalani avevano ceduto Ronaldo all'Inter, sostituendolo con il connazionale Rivaldo, mentre tra i madrileni Fabio Capello, dopo il trionfo, decise di tornare in Italia ad allenare il Milan. La stagione si decise il 25 aprile 1998, con tre turni d'anticipo, quando il Barcellona, pareggiando 1-1 nel derby contro l'Espanyol, si aggiudicò lo Scudetto dopo quattro anni (successo bissato l'anno dopo). Se il Barça dominò la stagione in ambito nazionale, il Real Madrid fu protagonista a livello europeo; il 20 maggio 1998, battendo ad Amsterdam la Juventus per 1-0, le merengues conquistarono, dopo ben 32 anni, la loro settima Coppa dei Campioni, la prima di una lunga serie.

Dopo anni in cui la lotta al titolo vedeva come protagonista l'asse Madrid-Barcellona, ci fu una squadra che riuscì ad interrompere questo duopolio; infatti il campionato 1999-2000 venne vinto dal Deportivo La Coruña, che ebbe la meglio sul Barcellona, lo stesso avversario con cui aveva perso il titolo sei anni prima a causa di una peggior differenza reti.

In Europa, ancora successo in Coppa dei Campioni del Real Madrid, che sconfisse in finale il 24 maggio 2000 il Valencia con un netto 3-0, in quella che verrà ricordata come la prima finale della competizione con due squadre dello stesso paese.

Nell'estate 2000 ci fu il passaggio della presidenza madrileña da Lorenzo Sanz a Florentino Pérez, che cominciò a varare il progetto dei galacticos (galattici), ossia affiancare, ogni anno, un campione di fama internazionale ad un giocatore proveniente dalla cantera, ossia dal settore giovanile e, per ottenere ciò, vendette al comune la cittadella sportiva della società ricavando 500.000 pesetas (che servirono anche a ricoprire i debiti lasciati dalle precedenti gestioni) e ingaggiò, come DG, l'ex stella Jorge Valdano (già allenatore tra il 1994 e il 1996).

Sotto la guida tecnica di Vicente del Bosque, ex-tecnico delle giovanili chiamato in prima squadra nel novembre 1999 con un ruolo ad interim, e successivamente confermato visti i risultati ottenuti soprattutto a livello internazionale, il primo colpo dell'era Pérez (e il primo galactico) fu l'acquisto del centrocampista portoghese Luís Figo dal Barcellona, acquisto che non andò mai giù ai tifosi catalani, tanto che durante il primo Derby di Spagna, il 18 novembre 2000, venne lanciato dagli spalti del Camp Nou una testa di maiale che finì non molto distante dal giocatore.

Nonostante un inizio non molto positivo (sconfitte in Supercoppa europea contro il Galatasaray e in Coppa Intercontinentale contro il Boca Juniors ed eliminazione prematura in Coppa del Re) i madrileni riuscirono ad aggiudicarsi, dopo quattro anni, lo Scudetto con sette punti di vantaggio sul Deportivo La Coruña.

L'estate 2001 registrò il secondo colpo galactico con l'acquisto di Zinédine Zidane dalla Juventus per 75 milioni di euro e la stagione 2001-2002 segnò anche l'inizio del mini ciclo del Valencia, allenato da un giovanissimo e semisconosciuto Rafael Benítez; saranno infatti i valenciani a portare a casa il titolo di Campione di Spagna 2001-2002 dopo ben 31 anni, mentre il Real, nell'anno del centenario, riuscirà a vincere la Coppa dei Campioni 2001-2002, la nona della sua storia e la terza negli ultimi cinque anni; un risultato del genere, in ambito internazionale, non lo si vedeva dai tempi di Di Stéfano e Puskás. Da ricordare la doppia sfida in Semifinale contro il Barcellona, dopo i due precedenti delle edizioni 1960 e 1960-1961; vittoria per 2-0 in trasferta a Barcellona nella gara d'andata e pareggio in casa 1-1 in quella di ritorno.

Il terzo colpo dell'era Pérez fu il brasiliano Ronaldo, proveniente dall'Inter, dopo la vittoria da protagonista nel Campionato mondiale di calcio 2002; ad inizio stagione arrivarono i successi in Supercoppa europea e in Coppa Intercontinentale, mentre in campionato la lotta al titolo vide come protagonisti il solito Real e i baschi della Real Sociedad. Dopo essere stati in testa per quasi tutta la stagione, i bianco-blu vennero superati in classifica alla penultima giornata, il 15 giugno 2003, consentendo alle merengues di aggiudicarsi, la domenica successiva, lo Scudetto 29 della loro storia.

Anche l'estate del 2003 vide l'arrivo a Madrid di un altro giocatore di fama internazionale, l'inglese David Beckham, proveniente dal Manchester United. Dopo la vittoria dello Scudetto, l'allenatore del Bosque non venne confermato dalla società, venendo sostituito dal portoghese Carlos Queiroz, e la lotta al titolo fu contesa, come due anni prima, tra Real Madrid e Valencia. Così come accadde nel 2002, furono gli uomini di Benitez a vincere la Liga, la sesta della loro storia, riuscendo anche a vincere la Coppa UEFA dopo aver perso due finali consecutive in Coppa dei Campioni nel 2000 e nel 2001.

Dopo la doppietta Liga-Coppa UEFA Benítez si trasferì in Inghilterra per allenare il Liverpool, mentre a Madrid, dopo un finale di stagione che, oltre al 4º posto in campionato e l'eliminazione in Coppa dei Campioni ai quarti di finale contro il Monaco, Jorge Valdano annunciò le dimissioni dalla carica di Direttore Generale e responsabile dell'area tecnica del club.

2005-2013: il dominio Barcellona-Madrid[modifica | modifica wikitesto]

Dopo un periodo di risultati negativi e cambi di presidenza, tornò alla ribalta il Barcellona. Dopo un buon 2º posto nel torneo 2003-2004, soprattutto grazie ad un ottimo girone di ritorno, i blaugrana tornarono protagonisti nella lotta Scudetto; sotto la presidenza di Joan Laporta, allenati dall'olandese Frank Rijkaard e guidati in campo dall'asso brasiliano Ronaldinho e dal centravanti camerunense Samuel Eto'o i catalani tornarono alla vittoria in campionato dopo sei anni, vincendo con due giornate d'anticipo, il 14 maggio 2005, il 17º titolo di Campione di Spagna della loro storia. L'ingaggio di nuovi campioni è facilitato dalla nuova normativa fiscale approvata nel 2005, soprannominata "Legge Beckham", che consentiva ai club spagnoli una tassazione agevolata sugli ingaggi delle stelle straniere.

Il successo venne bissato l'anno dopo e, a completare il trionfo, giunse anche la vittoria in Coppa dei Campioni 2005-2006 battendo in finale l'Arsenal per 2-1. Da sottolineare il double spagnolo nelle competizioni UEFA; infatti, oltre al successo in Coppa dei Campioni, arrivò anche la vittoria della Coppa UEFA 2005-2006 del Siviglia, che sconfisse in finale gli inglesi del Middlesbrough per 4-0.

La stagione 2006-2007 vide il ritorno nella lotta Scudetto del Real Madrid, dopo un periodo di crisi interne che vide il cambio di tre presidenti solo nel 2006 e quattro tecnici tra il 2004 e il 2006. Tornò in panchina Fabio Capello e arrivarono l'italiano Fabio Cannavaro (Campione del Mondo 2006), il brasiliano Emerson, entrambi dalla Juventus, e l'olandese Ruud van Nistelrooy dal Manchester United. Dopo un girone d'andata negativo, concluso al 5º posto, cominciò la rincorsa madrileña e, a 90 minuti dalla fine del campionato, il titolo di Campione di Spagna 2006-2007 era conteso tra Real Madrid, Barcellona (prime a pari punti ma blancos favoriti per miglior differenza reti) e, con qualche possibilità in meno, Siviglia, in un'annata in cui agli andalusi riuscì di bissare il successo in Coppa UEFA battendo in finale un'altra spagnola, l'Espanyol, e di vincere la Supercoppa europea, battendo 3-0 il Barcellona, e la Coppa del Re.

Il 17 giugno 2007, al termine del primo tempo, il Barcellona aveva in mano la Liga, in quanto vinceva 3-0 a Tarragona mentre il Real Madrid perdeva in casa 0-1 contro il Maiorca. Nel secondo tempo la situazione si capovolse; grazie a Reyes (doppietta) e Diarra i blancos ribaltarono il risultato vincendo per 3-1. Nelle altre due sfide il Barcellona vinse 4-0 mentre il Siviglia sconfisse 3-1 in casa il Villarreal, inutilmente, perché il Real Madrid, dopo quattro anni senza vittorie, riuscì a ottenere il 30º scudetto della storia. Per Fabio Capello due esperienze spagnole e due vittorie in entrambe le occasioni.

Nonostante la vittoria Capello non viene confermato e sostituito dal tedesco Bernd Schuster, ex calciatore tra il 1988 e il 1990. Con il nuovo tecnico il Real Madrid riesce a bissare il successo dell'anno prima con due giornate d'anticipo, vincendo a Pamplona contro l'Osasuna per 2-1, in un'annata, quella 2007-2008, che si concluderà con il successo della Spagna al Campionato europeo di calcio 2008 in Austria e Svizzera, battendo in finale la Germania per 1-0 a Vienna il 29 giugno 2008 e conquistando, a distanza di 44 anni, il suo 2º titolo di Campione d'Europa. Nella stagione 2008-2009 è però il Barcellona ad imporsi con il nuovo tecnico Guardiola nella stagione dei trionfi anche in Champions League e Coppa del Re: tribolata la stagione del Real che esonera dopo poche giornate il tecnico Bernd Schuster: la formazione catalana vince anche uno storico "clasico" 6-2 a Madrid, umiliando gli avversari. Per il Barcellona è il 19º titolo. La stagione 2009-2010 è di nuovo un duello tra Barcellona e Real Madrid, che concluderanno il campionato entrambe con un punteggio record, rispettivamente 99 e 96 punti, con entrambe le formazioni vincitrici in 31 partite su 38. Il Barça vince entrambi i confronti diretti (1-0 a Barcellona e 2-0 a Madrid) confermandosi Campione di Spagna oltre a vincere Supercoppa Spagnola, Supercoppa Europea e Mondiale per Club, diventando il primo club a vincere tutte le competizioni ufficiali a cui ha partecipato in un anno solare. Per la squadra azulgrana è il 20º titolo, in una stagione che si concluderà con la vittoria della Spagna al Campionato mondiale di calcio 2010 in Sudafrica battendo in finale l'Paesi Bassi 1-0 dopo i tempi supplementari l'11 luglio 2010 a Johannesburg, prima vittoria della nazionale spagnola in un mondiale, nonché il primo successo di una nazionale europea fuori dal proprio continente dopo 80 anni di attesa dalla prima edizione del 1930. Nel 2010-2011 prosegue il dominio del Barcellona. Il duello con il Real Madrid si verifica in tutte le competizioni, il che porta a sette Clásicos. In campionato le due grandi chiudono rispettivamente con 96 e 92 punti, con la storica manita (5-0) dei blaugrana al Camp Nou (dopo 16 anni dall'ultima volta) e pareggio per 1-1 al ritorno al Bernabeu; in Coppa del Re le due squadre si affrontano in finale a Valencia ed il Real riesce a superare i rivali per 1-0 dopo i supplementari con rete di Cristiano Ronaldo, vincendo il trofeo dopo 18 anni; in Champions League le due squadre si affrontano in semifinale, ed a prevalere è il Barça, tra le polemiche. I blaugrana vincono 2-0 a Madrid la gara di andata (dopo che il Real era rimasto in dieci per l'espulsione di Pepe) e pareggiano 1-1 al ritorno in casa (con nuove polemiche per l'annullamento di un gol al Real sullo 0-0). Il Barcellona vince poi il trofeo per la quarta volta battendo in finale, come due anni prima, il Manchester United per 3-1 a Londra. Cristiano Ronaldo e Lionel Messi chiudono entrambi con 53 reti stagionali. Ultimo scontro tra le due grandi di Spagna si ha in Supercoppa, dove vincono ancora i catalani. Nella stagione successiva la musica cambia. Il Real Madrid conduce un grandissimo campionato d'andata, nonostante la sconfitta con i rivali del Barça al Bernabeu. Si arriva ad un vantaggio di 10 punti che all'improvviso viene quasi dilapidato dai Galacticos che si vanno a giocare la Liga al Camp Nou con tutti gli sfavori del pronostico. Ma Khedira e Cristiano Ronaldo domano il Barcellona ed il Real vince per 2-1 mettendo in cassaforte la Liga. Il titolo viene ufficialmente consegnato tra le mani del club di Florentino Perez il 2 maggio 2012 dopo la vittoria ai danni dell'Athletic Bilbao. Il Real con 7 punti di vantaggio a 2 giornate dalla fine si laurea campione di Spagna. L'11 maggio 2013 il Barcellona vince il titolo numero 22 della sua storia e si laurea campione di Spagna, concludendo il campionato a quota 100 punti.

L'egemonia delle due grandi di Spagna si interrompe l'anno dopo, con la decima vittoria in Liga dell'Atlético Madrid.

Diritti televisivi[modifica | modifica wikitesto]

Oltre ai diritti pay, in mano a Digital+ (satellite) e Mediapro (attraverso un canale DTT, Gol TV), da inizio anni '90 almeno una partita deve essere esclusivamente trasmessa in chiaro; per la stagione 2012-13 erano in mano a Marca TV (partita del lunedì), ma sono passati a Mediaset España. In Italia è visibile su Fox Sports sulla piattaforme Sky e Mediaset Premium. Le ultime 40 partite delle ultime 10 giornate della stagione 2012-13 furono trasmesse dalle reti affiliate a Publishare.

Le squadre di Primera División[modifica | modifica wikitesto]

Sono 57 le squadre che hanno preso parte alle 83 edizioni del campionato di massima serie spagnola di Primera División dal 1928-1929 al 2013-2014. Solo 3 di queste sono riuscite ad essere sempre presenti e a non retrocedere mai in Segunda División, e precisamente l'Athletic Club, il Barcellona e il Real Madrid.

Queste sono le 57 squadre, ordinate per numero di campionati disputati (aggiornato alla stagione 2013-2014).

Partecipanti 2014-2015[modifica | modifica wikitesto]

Piazzamenti delle squadre[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Albo d'oro della Primera División (Spagna).

Ecco i migliori piazzamenti delle squadre che hanno preso parte agli 83 campionati dal torneo 1928-29 al 2013-2014.

Liga
Squadra 1º posto 2º posto 3º posto Partec. Podi %
Real Madrid Real Madrid 32 21 8 83 73%
Barcellona Barcellona 22 24 13 83 71%
Atletico Madrid Atlético Madrid 10 8 13 77 40%
Athletic Bilbao Athletic Bilbao 8 7 10 83 30%
Valencia Valencia 6 6 10 79 28%
Real Sociedad Real Sociedad 2 3 2 67 10%
Deportivo Deportivo 1 5 4 42 24%
Siviglia Siviglia 1 4 3 70 11%
Betis Betis 1 0 2 49 6%
Real Saragozza Real Saragozza 0 1 4 57 9%
Villarreal Villarreal 0 1 1 14 14%
Sporting Gijon Sporting Gijón 0 1 1 40 5%
Las Palmas Las Palmas 0 1 1 31 6%
Racing Santander Racing Santander 0 1 1 44 4%
Espanyol Espanyol 0 0 4 79 5%
Real Oviedo Real Oviedo 0 0 3 38 8%
Maiorca Maiorca 0 0 2 27 7%
Arenas Getxo Arenas Getxo 0 0 1 7 14%
Totale 83

Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Statistiche della Liga e Classifica perpetua della Primera División.

Statistiche aggiornate all'07 dicembre 2014. In grassetto i giocatori ancora in attività.

Record Primo Secondo Terzo
Giocatori con più presenze Spagna Zubizarreta (622) Spagna Raúl (550) Spagna Eusebio Sacristán (543)
Giocatori con più titoli vinti Spagna Gento (12 in 19 stagioni) Spagna Pirri (10 in 17 stagioni) Spagna Santillana (9 in 17 stagioni)
Spagna Camacho (9 in 15 stagioni)
Spagna Amancio (9 in 14 stagioni)
Giocatori con più reti segnate Argentina Lionel Messi (256 in 290 gare) Spagna Zarra (251 in 277 gare) Messico Hugo Sánchez (234 in 347 gare)
Allenatori con più titoli vinti Spagna Miguel Muñoz (9 in 13 stagioni) Argentina Francia Helenio Herrera (4 in 14 stagioni) Paesi BassiJohan Cruyff (4 in 8 stagioni)
Allenatori con più panchine Spagna Luis Aragonés (757 in 25 stagioni) Spagna Miguel Muñoz (601 in 21 stagioni) Spagna Javier Irureta (553 in 16 stagioni)
Giocatore più volte Pichichi Spagna Zarra (6 in 15 stagioni) ArgentinaSpagna Di Stéfano (5 in 13 stagioni)
Messico Hugo Sánchez (5 in 12 stagioni)
Spagna Quini (5 in 16 stagioni)
UngheriaSpagnaFerenc Puskás (4 in 9 stagioni)
Portiere più volte Zamora Spagna Ramallets (5 in 16 stagioni)
Spagna Víctor Valdés (5 in 10 stagioni)
Spagna Cañizares (4 in 16 stagioni) Spagna Juan Acuña (4 in 11 stagioni)
  • N.B.: Dal 2010 il FIFA World Player e il Pallone d'Oro di France Football sono diventati un unico premio, il Pallone d'Oro FIFA

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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