Granada Club de Fútbol

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Granada Club de Fútbol
Calcio Football pictogram.svg
Logo-granada-cf.png
Los rojiblancos, el histórico, los filipinos, el "graná"
Segni distintivi
Uniformi di gara
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Casa
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Trasferta
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Terza divisa
Colori sociali 600px Bianco e Rosso (Strisce Orizzontali).png Rosso e Bianco a strisce
Dati societari
Città Granada
Paese Spagna Spagna
Confederazione UEFA
Federazione Flag of Spain.svg RFEF
Campionato Primera División
Fondazione 1931
Proprietario Italia Giampaolo Pozzo
Presidente Spagna Enrique Pina Campuzano
Allenatore Spagna Joaquín Caparrós
Stadio Nuevo Los Cármenes,
Granada, Provincia di Granada,
(22.524 posti)
Sito web www.granadacf.es
Palmarès
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Il Granada Club de Fútbol, spesso abbreviato Granada CF ma meglio noto semplicemente come Granada, è una società calcistica spagnola con sede nella città di Granada, nella comunità autonoma dell'Andalusia. Fondato nel 1931, il club milita in Primera División. Lo stadio è l'Estadio Nuevo Los Cármenes con una capacità di 22.524 spettatori.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Il Recreativo de Granada fu fondato il 6 aprile del 1931 da Julio López Fernández, che assunse la carica di presidente.

La prima partita fu disputata contro il Deportivo Jaén, che fu sconfitto per 2-1. Il primo goal dell'incontro, e della storia del club andaluso, fu segnato da Antonio Bombillar.

Nella stagione 1931-1932 il club vinse il campionato di Tercera Regional per la Región Sur.

In Primera División (1939-1944)[modifica | modifica sorgente]

Dopo la lunga parentesi della Guerra Civile, che vide tre anni di interruzione delle competizioni calcistiche, il Recreativo fu inserito in Segunda División e, dopo due stagioni, raggiunse la massima categoria del calcio spagnolo grazie a un'impressionante risalita dalle serie inferiori, che portò il club dalla Tercera Regional alla Primera División nell'arco di sette campionati.

Il Granada - che assunse in questo periodo la denominazione odierna - confermò il proprio periodo positivo nella stagione 1940-41: il campionato era formato da due gironi e le prime due classificate avrebbero disputato un piccolo campionato con partita di andata e di ritorno. Il Granada giunse secondo nel suo gruppo e incontrò il Deportivo La Coruña, il Castellón e la Real Sociedad, che dopo il conflitto bellico si chiamava Donostia. Con due vittorie ottenute fuori casa contro la Real (con gol granadino del basco Cholín) e il Castellón il Granada vinse il campionato con una giornata d'anticipo: l'incontro finale vide la vittoria del Deportivo, ma ciò non arrestò i festeggiamenti che animarono per una settimana la città.

Il Granada raggiunse così la massima serie: era una squadra giovane, piena di qualità, con elementi che entreranno nella storia del club: Floro, Millán, González, Maside, Bonet, Sosa, Guijarro, Trompi, Cholin, Bachiller e Liz. Il presidente Ricardo Martín Campos visse momenti felici, ma l'allenatore Victoriano Santos abbandonò a sorpresa la compagine andalusa un mese prima di terminare la stagione, per morire poco tempo dopo vittima di tubercolosi.

Dodici campionati in Segunda (1944-1956)[modifica | modifica sorgente]

Dopo quattro stagioni disputate in Primera, la stagione 1943-1944 vide retrocedere il Granada. Il club dovette attendere dodici anni, con la stagione 1956-57, per rientrare nel giro delle grandi: all'epoca il presidente era Pepe Bailón. La battaglia per la promozione fu coronata dal successo, ma il presidente e il segretario Bueso furono sanzionati per aver tentato di corrompere il club avversario.

La squadra vinse la Segunda División, gli allenatori furono Álvaro Pérez a cui subentrò Pasarín, e questa la formazione base: Candi, Vicente, Suárez, Pérez Andreu, Galvis, Baena, Guerrero Vida, Igoa, Rius y Navarro. Il Granada rimase nella massima serie quattro stagioni, per poi retrocedere in seconda divisione, che disputò per cinque anni consecutivi.

Vicecampioni di Spagna (1958-1959)[modifica | modifica sorgente]

Nel 1959 il club raggiunge il suo massimo risultato, raggiungendo il secondo posto nella Copa del Generalísimo, oggi Copa de Su Majestad el Rey. Disputò la finale della competizione nello Estadio Santiago Bernabéu contro il Barcellona FC, e fu sconfitto dai catalani per 4-1. Il percorso per la finale non fu agevole e il Granada, allenato da Jenő Kálmár, affrontò l'Elche nei sedicesimi, il Cadice negli ottavi e il Plus Ultra - oggi Real Madrid Castilla - nei quarti. La semifinale fu giocata contro il Valencia che aveva eliminato l'Atlético de Madrid. I due incontri furono molto combattuti: il primo vide la vittoria del Valencia al Mestalla per 1 a 0, nel secondo prevalse la compagine granadina per 3 a 1 (gol de Arsenio, Carranza e Vázquez per gli andalusi, e di Ricardo per i valenziani): fu quindi necessario l'incontro di spareggio al Bernabéu.

L'Equipo ascensor (1957-1966)[modifica | modifica sorgente]

Nel 1965-66 la compagine ottenne la sua terza promozione nella massima serie, di nuovo con Pepe Bailón alla presidenza, e l'immarcescibile Jenő Kálmár in panchina. Per ottenerla fu necessario uno scontro fratricida contro il CD Málaga, visto che i granadini erano arrivati al secondo posto: ci fu una vittoria a Los Cármenes e un pareggio alla Rosaleda con rete decisiva del granadino Eloy Matute. La formazione base era: Otero, Barrenechea, González, Tosco, Sande, Lorenzo, Santos, Rafa Almagro, Ureña, Gerardo y Vicente; sei titolari provenivano dalla cantera, cinque di questi erano nati a Granada (González, Almagro, Eloy, Ureña y Gerardo).

Ma dopo solo una stagione nella massima serie il Granada viene di nuovo retrocesso dopo gli spareggi contro il Betis di Siviglia: la sconfitta a Los Cármenes nell'incontro di andata provocò l'allontanamento dell'allenatore Ignacio Eizaguirre, sostituito da Manolo Ibáñez: questi non riuscì comunque a rovesciare le sorti, venendo sconfitto anche nella gara di ritorno. La retrocessione comportò le dimissioni di Bailón e l'accesso alla presidenza di Cándido Gómez.

Per la stagione 1967-68 Candi mantenne quasi lo stesso organico effettuando solo sei acquisti, assunse come allenatore Joseíto e, con lo zamorano ex madridista in panchina, il Granada disputò una stagione eccezionale che la vide raggiungere il primo posto della Segunda.

Il periodo trionfale (1968-1980)[modifica | modifica sorgente]

La stagione 1968-69 vide l'inizio della fase migliore della storia del Granada in Primera División grazie alla guida di Candi. Negli otto campionati seguenti la compagine riuscì a rimanere nella massima serie, e per due volte si classificò al sesto posto. È in questo periodo che il Granada viene soprannominato "ammazzagiganti", grazie alle vittorie conseguite, tra gli altri, contro il Real Madrid, il Barcellona e l'Atletico di Bilbao.

Nel 1975-76 Miguel Muñoz venne assunto come allenatore dopo aver allenato il Real Madrid per 15 anni e la nazionale spagnola per altri cinque, ma la sua permanenza fu breve: il Granada fu subito retrocesso.

Dopo questa stagione la compagine andalusa entrò in una fase di decadenza, e per 35 anni non riuscì a risalire nella massima serie, finendo addirittura in Segunda B e anche in Tercera.

Dal 1980 la squadra ha avuto alcune brevi presenze nella Segunda División, ma per molto tempo la squadra è stata in Segunda División B, fino alla stagione 2002-2003 quando è stata relegata nella Tercera División.

Dopo cinque stagioni nella Tercera División, Francisco Sanz e suo padre Lorenzo Sanz (ex presidente del Real Madrid) arrivano al Granada: grazie al loro intervento il club riuscì a risalire in Segunda División B.

Nella stagione 2007-2008 la squadra arriva quinta nel quarto gruppo della Segunda División B, mentre nella successiva ottiene un decimo posto.

L'era Pozzo[modifica | modifica sorgente]

Nell'estate del 2009 la famiglia Pozzo, già proprietaria di maggioranza dell'Udinese entra a far parte della società andalusa come massima azionista,[1] contribuendo al rilancio della squadra che centra la promozione in Segunda División. Dodici mesi più tardi riesce nell'impresa del doppio salto consecutivo di categoria.

Il 18 giugno 2011, avendo la meglio nella finalissima dei play-off sull'Elche (0-0 in casa e 1-1 ad Alicante), la formazione granadina si assicura la promozione in Primera a trentacinque anni di distanza dall'ultima apparizione[1].

Tornei nazionali[modifica | modifica sorgente]

Colori[modifica | modifica sorgente]

Quando è stato fondato, la divisa principale del Granada C.F. era una maglia con le bande verticali blu e bianche ed i pantaloncini bianchi.

Alla fine degli anni settanta, il club ha cambiato le bande verticali per le bande orizzontali per animare i sostenitori. Da allora il club ha cambiato varie volte, variando l'uso delle bande orizzontali e delle bande verticali, seguendo l'opinione del presidente del momento, fino alla stagione 2004 - 2005 quando l'assemblea societaria ha deciso di utilizzare definitivamente le bande orizzontali.

Stadio[modifica | modifica sorgente]

Dopo la sua fondazione la squadra giocava le sue partite casalinghe al Campo de Las Tablas, inaugurato il 20 dicembre 1931. Il campo però verrà usato solo fino al 23 dicembre 1934 quando venne inaugurato il nuovo stadio: l'Estadio Los Cármenes. Il club giocò le partite locali in questo stadio fino al 1995 quando fu inaugurato lo stadio Nuevo Los Cármenes.

Dalla stagione 1995-96 il Granada C.F. gioca i suoi incontri locali nell'Estadio Nuevo Los Cármenes, inaugurato il 16 maggio 1995, con una capacità di 22.524 posti.

  • Dimensioni: 105x68 metri.
  • Sede: C/ Pintor Manuel Maldonado s/n.
  • Data di inaugurazione: 16 maggio 1995, con il match Real Madrid - Bayer Leverkusen (1-0).
  • Prima partita del Granada C.F.: 22 agosto 1995. Granada C.F. - Betis Siviglia (4-1) [XXIII Granada Trophy].


Rosa 2013-2014[modifica | modifica sorgente]

N. Ruolo Giocatore
2 Camerun D Allan Nyom
4 Spagna C Fran Rico
5 Spagna D Diego Mainz
6 Portogallo D Tiago Ilori (Inghilterra)
7 Nigeria A Odion Ighalo
9 Marocco A Youssef El-Arabi
11 Spagna C Dani Benítez
12 Argentina C Diego Buonanotte
13 Spagna P Roberto
14 Spagna C Recio
16 Colombia D Brayan Angulo
18 Cile C Manuel Iturra
19 Francia D Alexandre Coeff
N. Ruolo Giocatore
20 Spagna A Piti
21 Spagna A Riki
22 Francia D Dimitri Foulquier
23 Francia A Michael Pereira
24 Colombia D Jeison Murillo
27 Spagna C Álvaro García
28 Ghana C Mohammed Fatau
Nigeria A Alex Agbo
Francia C Jean-Sylvain Babin
Spagna C Javi Márquez
Spagna P Oier Olazábal
Svezia A Daniel Larsson


Granada B[modifica | modifica sorgente]

Il Granada B è la squadra riserve del Granada Club de Fútbol e milita nella Segunda División B.

N. Ruolo Giocatore
1 Spagna P Edgar Abadía
2 Spagna D Marfil
3 Spagna D Morante
4 Spagna D Amara
5 Ghana D Richard Boateng
6 Spagna C Nico
7 Spagna A Luis Vázquez
N. Ruolo Giocatore
12 Spagna A Alfonso
13 Spagna C Adolfo Sergio
1 Spagna P Edgar Abadía
14 Spagna C Álex Bernal
15 Spagna C Puertas
17 Venezuela A Darwin Machís
18 Colombia A Wilson Cuero

Giocatori celebri[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Categoria:Calciatori del Granada C.F..

Allenatori celebri[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Categoria:Allenatori del Granada C.F..

Informazioni sul club[modifica | modifica sorgente]

  • Sede: C/ Recogidas, 35. 1º D. 18005 Granada.
  • Telefono: 958 25 33 00.
  • Fax: 958 25 33 04.
  • Sito web Ufficiale: www.granadacf.es.
  • Budget globale: circa 1.800.000 €.
  • Budget prima squadra: circa 1.200.000 €.

Palmarès[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Doppia festa Pozzo: Granada in Liga sportmediaset.mediaset.it

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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