Rayo Vallecano de Madrid

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Rayo Vallecano
Calcio Football pictogram.svg
Rayovallecano.png
Segni distintivi
Uniformi di gara
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Casa
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Trasferta
Manica sinistra
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Terza divisa
Colori sociali bianco rosso
Dati societari
Città Madrid
Paese Spagna Spagna
Confederazione UEFA
Federazione Flag of Spain.svg RFEF
Campionato Primera División
Fondazione 1924
Presidente Spagna Raúl Martín Presa
Allenatore Spagna Paco Jémez
Stadio Campo de Fútbol de Vallecas
(15500 posti)
Sito web www.rayovallecano.es
Palmarès
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Il Rayo Vallecano de Madrid, più comunemente Rayo Vallecano e spesso detto anche solo Rayo ("fulmine" in spagnolo), è una società di calcio di Madrid, la terza per importanza della capitale spagnola dopo Real Madrid e Atletico Madrid. Il secondo termine si riferisce al quartiere della città in cui ha sede, Vallecas.

Nella stagione 2010-2011 di Segunda División è stato promosso in Primera División con alcuni turni d'anticipo. Ha giocato in passato 12 campionati in Primera División e 31 in Segunda División. Il miglior risultato ottenuto nel massimo campionato è l'ottavo posto raggiunto nella stagione 2012-2013. L'unica partecipazione alle coppe Europee è invece avvenuta in virtù del nono posto ottenuto nella stagione 1999-2000, quando il club ottenne grazie al premio fair play l'accesso al preliminare di Coppa UEFA.

Il più grande giocatore ad aver indossato la maglia del Rayo è stato probabilmente il messicano Hugo Sanchez nella stagione 1993-94.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Nei primi anni nella capitale spagnola a darsi battaglia ci sono già il Real Madrid e l'Atlètico, quando nel 1924 nasce l'Agrupaciòn Deportiva El Rayo. Nel corso di una riunione venne deciso di modificare il nome del club, che diventa Agrupación Deportiva Rayo Vallecano, e come stemma utilizzare lo stemma di Vallecas. Inizia così una nuova era per il Rayo Vallecano, però non possono permettersi di avere in squadra grandi campioni e vivacchiano per 27 anni facendo la spola tra la Segunda División e la Tercera División.

Nel 1977 inaspettatamente il Rayo disputa un grande campionato giungendo al terzo posto nella Segunda División, venendo promosso per la prima volta in Primera División. L'impatto con la massima serie è abbastanza buono, tanto che il primo anno si piazza al decimo posto, risultando una delle più belle sorprese del campionato. Nella stagione successiva arriva un quindicesimo posto, preludio della retrocessione che avviene l'anno successivo.

Nonostante gli sforzi per fare ritorno nella massima serie, nel 1984 arriva ventesimo ritornando in terza divisione. Nella categoria rimangono una sola stagione e, dopo due anni di assestamento in seconda – durante i quali vincono una Copa de la Liga Segunda División nel 1986 – ottengono un secondo posto che garantisce il ritorno nella Liga, avventura che questa volta dura una sola stagione.

Nel 1992 José Maria Ruiz-Mateos diventa azionario di maggioranza del club, andando a ricoprire il ruolo di presidente. A causa di problemi con il fisco però è costretto, due anni dopo, a cedere la guida alla moglie, Maria Teresa Rivero Sanchez. Questa diventa subito un'icona importante per il movimento calcistico, che gli intitola il Campo de Fútbol de Vallecas. Negli anni novanta si verifica una continua altalena tra la prima e la seconda divisione, senza riuscire a stabilizzarsi nella categoria più importante.

Nel 1999 la squadra sale nuovamente nella Liga: si tratta di una stagione fortunata, visto che in quell'occasione erano state stabilite quattro promozioni. La stagione 1999-2000 è da incorniciare, nella quale ottiene un nono posto finale, che ancora oggi rimane il miglior piazzamento di sempre. Grazie alla classifica fair-play, disputa l'anno successivo la Coppa UEFA: nella competizione europea, il Rayo fu protagonista di un ottimo cammino (eliminando formazioni quali Lokomotiv Mosca e Bordeaux) prima di fermarsi ai quarti di finale, sconfitto nel derby iberico dall'Alavés.

Il Rayo Vallecano nella cultura di massa[modifica | modifica sorgente]

Alla squadra è dedicata la canzone degli Ska-P Como un Rayo, contenuta nell'album d'esordio del gruppo spagnolo.

Cronistoria[modifica | modifica sorgente]

Cronistoria del Rayo Vallecano de Madrid
  • 1924 Nasce il Rayo Vallecano de Madrid.
  • 2011-2012: 15° in Primera División.
  • 2012-2013: 8° in Primera División.
  • 2013-2014: 12° in Primera División. Escluso dall'Europa League

Allenatori[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Categoria:Allenatori del Rayo Vallecano de Madrid.

Giocatori[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Categoria:Calciatori del Rayo Vallecano de Madrid.

Palmarès[modifica | modifica sorgente]

1986
1984-1985; 2007-2008
1955-1956; 1964-1965

Statistiche e record[modifica | modifica sorgente]

Rosa 2014-2015[modifica | modifica sorgente]

Rosa aggiornata al 28 luglio 2014.

N. Ruolo Giocatore
1 Spagna P David Cobeño
2 Spagna D Tito
3 Spagna D Nacho Martínez
4 Spagna C Raúl Baena
7 Guinea A Lass Bangoura
10 Spagna C Roberto Trashorras
18 Portogallo D Zé Castro
23 Spagna A Alberto Bueno
32 Spagna C Adri Embarba
N. Ruolo Giocatore
Spagna D Antonio Amaya
Spagna C Diego Aguirre
Spagna D Quini Marín
Spagna D Jorge Morcillo
Spagna A Álex Moreno
Spagna C Jozabed
Spagna C Alejandro Pozuelo
Angola A Manucho
Ghana C Derek Boateng

Sezione femminile[modifica | modifica sorgente]

La sezione femminile del Rayo Vallecano, che gioca nella Superliga dalla stagione 2003-2004, negli ultimi anni ha conquistato un posto di rilievo nel panorama calcistico spagnolo, conquistando 3 campionati consecutivi (2008-2009, 2009-2010, 2010-2011) ed una Coppa della Regina (2008-2009).

Nel 2010-2011 il Rayo Vallecano femminile è arrivato agli ottavi di finale della Coppa dei Campioni, venendo eliminato in rimonta dal più esperto Arsenal (2-0 all'andata per le madrilene in Spagna, 4-1 per le londinensi al ritorno in Inghilterra).

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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