Reial Club Deportiu Espanyol de Barcelona

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RCD Español SAD
Calcio Football pictogram.svg
Rcd espanyol de barcelona.png
Periquitos (parrocchetti) Blanquiblaus (bianchi e blu) Mágico (magico)
Segni distintivi
Uniformi di gara
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Casa
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Trasferta
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Terza divisa
Colori sociali 600px Crown on blue and white stripes.png blu-bianco
Dati societari
Città Barcellona
Paese Spagna Spagna
Confederazione UEFA
Federazione Flag of Spain.svg RFEF
Campionato La Liga
Fondazione 1900
Presidente Spagna Joan Collet Diví
Allenatore Spagna Sergio González
Stadio Estadi Cornellà-El Prat
(40.500 posti)
Sito web www.rcdespanyol.com
Palmarès
Coppadelre.pngCoppadelre.pngCoppadelre.pngCoppadelre.png
Trofei nazionali 4 Coppe del Re
Soccerball current event.svg Stagione in corso
Si invita a seguire il modello di voce

Il Reial Club Deportivo Espanyol de Barcelona SAD (sp. Real Club Deportivo Español), meglio noto come Espanyol o Español, è una società calcistica spagnola di Barcellona. Anche se al momento esiste solo la sezione calcistica, il club ha la forma giuridica di società polisportiva, avendo avuto in passato anche le sezioni di pallacanestro, atletica leggera e baseball.

A livello nazionale vanta la vittoria in 4 Coppe del Re (1928-29, 1940, 1999-2000 e 2005-06). Ha militato per quattro stagioni in seconda divisione nazionale e per due volte ha partecipato, senza successo, alla Coppa Intertoto. Nonostante il club sia uno dei più antichi di Spagna, non ha mai vinto il titolo nazionale, il miglior risultato che ha ottenuto in tale competizione è il terzo posto, raggiunto quattro volte (1932-33, 1966-67, 1972-73 e 1986-87).

Il club, pur non avendo mai vinto alcun titolo europeo, può vantare 7 partecipazioni alla Coppa UEFA, delle cui edizioni 1987-88 (in cui eliminò le italiane Milan e Inter) e 2006-07 fu finalista, in entrambe le occasioni venendo sconfitta ai rigori, rispettivamente contro Bayer Leverkusen (dopo un 3-3 complessivo) e Siviglia (2-2 complessivo). In occasione della più recente finale, inoltre, il club terminò la competizione sempre imbattuta ai tempi regolamentari e supplementari, unico caso nella storia dei tornei UEFA per club in cui una squadra non ha vinto il trofeo pur non perdendo un singolo incontro.

Storia[modifica | modifica sorgente]

La fondazione e gli inizi[modifica | modifica sorgente]

La società fu fondata il 28 ottobre 1900 con il nome di Sociedad Española de Football da Octavi Aballí, Lluís Roca e Àngel Rodríguez Ruiz, tre studenti di ingegneria dell'Università di Barcellona, con l'intenzione di creare un club sportivo formato solamente da giocatori spagnoli[1], sul modello del Català. Con quest'ultima squadra l'Español disputò i primi incontri della sua storia, di cui però non sono stati documentati i risultati. Nel 1901 la squadra, assorbendo la fallita Deportiva Santanach, assunse il nome di Club Español de Foot-Ball[2]. L'anno seguente l'Español esordì nella neonata Coppa di Spagna, di cui detiene il primato di essere la prima squadra a segnare nella manifestazione, mentre nel 1903 ebbe il primo incontro con una squadra straniera, il Tolosa.

Sospensione e ripresa delle attività[modifica | modifica sorgente]

Nel 1906, a causa dell'abbandono della squadra da parte dei giocatori per motivi prevalentemente di studio[3], l'Español interruppe la propria attività per riprenderla tre anni dopo, sotto forma di società polisportiva (le prime sezioni ad essere attivate furono, assieme a quella calcistica, quella di ju-jitsu, scherma e boxe) con il nome di Club Deportivo Español. Nel 1911 la squadra acquistò i primi calciatori stranieri, mentre l'anno successivo il re Alfonso XIII conferì alla società il titolo di Real[1][4]. Negli anni successivi l'Español iniziò ad affermarsi in campo regionale vincendo quattro volte (1904, 1912, 1915 e 1918) il campionato di Catalogna, mentre negli anni venti la squadra cominciò ad affermarsi anche a livello internazionale grazie a dei tour disputati in Europa e in Sudamerica (dove sfidò anche le nazionali argentina e uruguayana), durante i quali si misero in luce diversi giocatori, tra cui il portiere Ricardo Zamora. Altro avvenimento degno di nota fu l'apertura, nel 1923, dello stadio di Sarriá, destinato ad ospitare gli incontri in casa della squadra.

La vittoria in Coppa del Re e i primi campionati[modifica | modifica sorgente]

L'Español fu iscritto di diritto alla prima edizione del campionato di calcio spagnolo di massima divisione: la squadra, che detiene il primato di aver segnato il primo gol della storia del campionato[1], concluse al settimo posto, riscattandosi però in coppa nazionale, in cui si affermò dopo aver sconfitto per 2-1 il Real Madrid. Nelle stagioni successive l'Español disputò campionati di classifica medio-alta, con picchi nelle stagioni 1929-30 e 1932-33, in cui conquistò rispettivamente il quarto e il terzo posto. Da notare che, durante questo periodo la squadra perse la denominazione Real a causa dell'istituzione della repubblica in Spagna[4].

Il dopoguerra[modifica | modifica sorgente]

Interrotta l'attività nel 1936 a causa della guerra civile, l'Español tornò attiva al termine delle ostilità centrando alla prima stagione dopo la fine del conflitto, la sua seconda vittoria in Coppa del Re, ottenuta sempre ai danni del Real Madrid. A questo trionfo seguirono due decenni di piazzamenti di media classifica, con un'impennata all'inizio degli anni cinquanta, in cui l'Español conquistò due quarti posti consecutivi nelle stagioni 1952-53 e 1953-54.

L'esordio in Europa e le prime retrocessioni[modifica | modifica sorgente]

Nella stagione 1961-62 l'Español esordì in Europa giocando la Coppa delle Fiere: alle buone prestazioni offerte dalla squadra (che fu eliminata ai quarti di finale) in campo europeo fece da contraltare un campionato sottotono che costò, al termine della stagione, la prima retrocessione in Segunda División. Riguadagnata prontamente la massima serie, l'Español, trascinato da Alfredo Di Stéfano, rigiocò la Coppa delle Fiere nella stagione 1965-66 (in cui venne eliminato ancora una volta ai quarti di finale in un derby contro il Barcellona) e guadagnò il terzo posto nella stagione seguente. A questo risultato però seguì un calo delle prestazioni da parte della squadra che al termine della stagione 1968-69 retrocesse nuovamente in seconda categoria. Risalito subito in massima serie, l'Español disputò durante gli anni settanta dei campionati di media classifica, partecipando per due volte alla Coppa UEFA grazie ad un terzo e quarto posto, ottenuti rispettivamente durante le stagioni 1972-73 e 1975-76.

La prima finale di Coppa UEFA[modifica | modifica sorgente]

La rosa dell'Espanyol nella stagione 1980-81

Per tutti gli anni ottanta l'Español continuò a navigare in posizioni di centroclassifica, con un'impennata nella stagione 1986-87. La squadra, guidata da Javier Clemente al suo primo anno sulla panchina catalana, concluse la regular season al terzo posto, mantenendo poi la posizione nel girone finale, guadagnandosi l'accesso in Coppa UEFA dopo dieci anni di assenza dal palcoscenico europeo. Nella competizione europea l'Español, dopo aver eliminato anche Milan e Inter, raggiunse la finale che la vide opporsi al Bayer Leverkusen. Dopo aver vinto la gara di andata a Barcellona per 3-0 i catalani si fecero rimontare il risultato al ritorno, che vide il Bayer Leverkusen sul 3-0 al termine dei tempi regolamentari, perdendo poi la coppa ai calci di rigore a causa degli errori in sequenza di Urquiaga, Zúñiga e Losada. Nella stagione successiva alla finale di Coppa UEFA la squadra incappò in una stagione negativa che si concluse con la retrocessione della squadra in Segunda División, avvenuta dopo aver perso i play-out contro il Maiorca.

L'era Camacho e il cambio di nome[modifica | modifica sorgente]

La risalita in Primera División (avvenuta vincendo ai play-off promozione/salvezza contro il Málaga) fu immediata, ma l'Español, nonostante l'avvicendarsi di allenatori titolati (tra cui Luis Aragonés e Ljubomir Petrović, appena laureatosi Campione d'Europa e del mondo con la Stella Rossa), continuò a navigare in posizioni di classifica medio-bassa, fino a retrocedere per una seconda volta al termine della stagione 1992-93, dopo aver perso di misura i play-out contro il Racing Santander. La svolta si ebbe con l'ingaggio di José Antonio Camacho: al suo primo anno sulla panchina catalana riportò la squadra in massima serie concludendo il campionato al primo posto. Verso la fine della stagione 1994-95, che si concluse con il sesto posto finale da parte della squadra, fu deciso il cambio di nome della società che, già divenuta nel 1992 una Sociedad Anonima Deportiva[4], assunse il nome di Reial Club Deportiu Espanyol de Barcelona. La Parola Deportiu (che è una Catalanizzazione della parola Deportivo) non esiste in Catalano, infatti il corretto sarebbe Esportiu. Tale Scelta fu fatta per mantenere l'acronimo RCD. Alla sua prima stagione con il nuovo nome, l'Espanyol migliorò ulteriormente la propria posizione in classifica concludendo il campionato al quarto posto, che significò l'accesso in Coppa UEFA.

Il centenario[modifica | modifica sorgente]

Nella stagione successiva all'abbandono di Camacho, la squadra disputò un anonimo campionato che si concluse con l'uscita dalla Coppa UEFA ai sedicesimi di finale e con un dodicesimo posto finale. Unico avvenimento degno di nota è il cambio di stadio: la squadra si trasferì infatti al termine della stagione nello stadio Olimpico Lluís Companys. L'ultima partita giocata nello stadio di Sarriá fu disputata il 21 giugno 1997 contro il Valencia, che vide la vittoria dei catalani per 3-2. Nella stagione 1999-00 la squadra festeggiò invece il centenario della sua fondazione (celebrato anche con un match amichevole contro la selezione argentina vinto per 2-0 dai catalani): al termine del campionato l'Espanyol tornò, dopo sessant'anni, al successo in Coppa del Re, grazie alla vittoria in finale per 2-1 contro l'Atlético Madrid. Nelle stagioni seguenti a questa vittoria, l'Espanyol continuò a navigare nelle posizioni basse della classifica, toccando il punto più basso nella stagione 2002-03, quando concluse al diciassettesimo posto.

La seconda finale di Coppa UEFA[modifica | modifica sorgente]

Nella stagione 2004-05, con Miguel Ángel Lotina in panchina, l'Espanyol tornò a disputare un campionato di buon livello, concludendo al quinto posto, ad un solo punto dalla zona Champions League. L'anno successivo la squadra si classificò solo al quindicesimo posto, ma si assicurò la qualificazione in Coppa UEFA (da cui era stata eliminata, durante la stagione, ai sedicesimi di finale) per il secondo anno consecutivo grazie alla vittoria della quarta Coppa del Re, grazie alla vittoria in finale per 4-1 sul Real Saragozza. Al termine della stagione Lotina lasciò la panchina dell'Espanyol in favore di Ernesto Valverde (già giocatore della squadra ai tempi della prima finale di Coppa UEFA): l'Espanyol concluse il campionato a metà classifica, ma riuscì a raggiungere la finale di Coppa UEFA per la seconda volta nella sua storia, dopo aver vinto tutte le partite del girone eliminatorio, e aver eliminato in sequenza il Livorno, il Maccabi Haifa, il Benfica e il Werder Brema ed arrivando in finale senza avere perso alcuna partita. La finale, che vide opposti i catalani al Siviglia detentore della coppa, vide di nuovo l'Espanyol perdere ai rigori: dopo essere passata due volte in svantaggio (tra cui una durante i tempi supplementari), la squadra riuscì in entrambi i casi a pareggiare (giocando gran parte della partita in dieci a causa dell'espulsione di Hurtado al 68') e ad arrivare ai rigori, dove però i tiratori si fecero parare tre dei quattro rigori.

Stagione 2009/2010 iniziata con un lutto[modifica | modifica sorgente]

L'8 agosto 2009, mentre era in ritiro con la squadra per preparare delle amichevoli in Italia, si spense a Coverciano all'età di 26 anni il capitano della squadra Dani Jarque per un asistolia. In suo onore l'Espanyol ha deciso di ritirare la maglia numero 21 che gli apparteneva e a ogni partita casalinga al minuto 21 parte un minuto di applauso in suo onore.

Cronistoria[modifica | modifica sorgente]

Cronistoria del Reial Club Deportiu Espanyol
  • 1900: Nasce la Sociedad Española de Football.
  • 1900-01: Si ritira dalla Coppa Macaya
  • 1901: Assume la denominazione di Club Deportivo Español in seguito alla fusione con la Deportiva Santanach
  • 1901-02: Terzo in Copa Macaya
  • 1902-03: Vince la Copa Macaya
  • 1903-04: Vince la Copa Macaya
  • 1904-05: Terzo in Copa Macaya
  • 1905-06: Si ritira dalla Coppa Macaya
  • 1906-07: Attività sospesa
  • 1907-08: Attività sospesa
  • 1908-09: Riprende l'attività con il nome di Club Deportivo Español. 2º nel campionato di Catalogna
  • 1909-10: 2º nel campionato di Catalogna

  • 1910-11: 3º nel campionato di Catalogna
  • 1911-12: Vince il campionato di Catalogna
  • 1912-13: 2º nel campionato di Catalogna
  • 1913-14: 3º nel campionato di Catalogna
  • 1914-15: Vince il campionato di Catalogna
  • 1915-16: 4º nel campionato di Catalogna
  • 1916-17: 2º nel campionato di Catalogna
  • 1917-18: Vince il campionato di Catalogna
  • 1918-19: 2º nel campionato di Catalogna
  • 1919-20: 3º nel campionato di Catalogna

  • 1920-21: 3º nel campionato di Catalogna
  • 1921-22: 6º nel campionato di Catalogna
  • 1922-23: 4º nel campionato di Catalogna
  • 1923-24: 3º nel campionato di Catalogna
  • 1924-25: 2º nel campionato di Catalogna
  • 1925-26: 7º nel campionato di Catalogna
  • 1926-27: 3º nel campionato di Catalogna
  • 1927-28: 3º nel campionato di Catalogna
  • 1928-29: 7º in Primera División, Vince la RFEF - Copa del Rey.svg Coppa del Re (1º titolo)
  • 1929-30: 4º in Primera División

  • 1930-31: 9º in Primera División
  • 1931-32: 6º in Primera División
  • 1932-33: 3º in Primera División
  • 1933-34: 8º in Primera División
  • 1934-35: 8º in Primera División
  • 1935-36: 9º in Primera División
  • 1936-37: Attività sospesa[5]
  • 1937-38: Attività sospesa[5]
  • 1938-39: Attività sospesa[5]
 
  • 1939-40: 5º in Primera División, Vince la RFEF - Copa del Rey.svg Coppa del Re (2º titolo)



  • 1960-61: 10º in Primera División
  • 1961-62: 13º in Primera División. Red Arrow Down.svg Retrocesso in Segunda División
  • 1962-63: 2º in Segunda División. Green Arrow Up.svg Promosso in Primera División
  • 1963-64: 13º in Primera División
  • 1964-65: 11º in Primera División
  • 1965-66: 12º in Primera División
  • 1966-67: 3º in Primera División
  • 1967-68: 9º in Primera División
  • 1968-69: 15º in Primera División. Red Arrow Down.svg Retrocesso in Segunda División
  • 1969-70: 3º in Segunda División. Green Arrow Up.svg Promosso in Primera División

 
  • 1977-78: 14º in Primera División
  • 1978-79: 8º in Primera División
  • 1979-80: 14º in Primera División

  • 1980-81: 10º in Primera División
  • 1981-82: 13º in Primera División
  • 1982-83: 9º in Primera División
  • 1983-84: 10º in Primera División
  • 1984-85: 8º in Primera División
  • 1985-86: 11º in Primera División
  • 1986-87: 3º in Primera División
  • 1987-88: 15º in Primera División. Finalista di Coppa Uefa.
  • 1988-89: 17º in Primera División. Red Arrow Down.svg Retrocesso in Segunda División dopo essere stato sconfitto ai playoff con il Maiorca (1-0, 0-2)
  • 1989-90: 5º in Segunda División. Green Arrow Up.svg Promosso in Primera División dopo essere aver vinto i playoff con il Malaga (0-1, 6-5 dopo i calci di rigore)

  • 1990-91: 16º in Primera División
  • 1991-92: 16º in Primera División
  • 1992-93: 18º in Primera División. Red Arrow Down.svg Retrocesso in Segunda División dopo essere stato sconfitto ai playoff con il Racing Santander (1-0, 0-0)
  • 1993-94: Green Arrow Up.svg Promosso in Primera División come vincitore della Segunda División
  • 1994-95: 6º in Primera División. Cambia il nome in Reial Club Deportiu Espanyol de Barcelona.
  • 1995-96: 4º in Primera División
  • 1996-97: 12º in Primera División
  • 1997-98: 10º in Primera División
  • 1998-99: 7º in Primera División
  • 1999-00: 14º in Primera División, Vince la RFEF - Copa del Rey.svg Coppa del Re (3º titolo)

  • 2000-01 9º in Primera División
  • 2001-02 14º in Primera División
  • 2002-03 17º in Primera División
  • 2003-04 16º in Primera División
  • 2004-05 5º in Primera División
  • 2005-06: 15º in Primera División, Vince la RFEF - Copa del Rey.svg Coppa del Re (4º titolo)
  • 2006-07: 11º in Primera División. Finalista di Coppa Uefa.
  • 2007-08: 12º in Primera División
  • 2008-09: 10º in Primera División
  • 2009-10: 11º in Primera División
  • 2010-11: 8º in Primera División
  • 2011-12: 14º in Primera División
  • 2012-13: 13º in Primera División
  • 2013-14: 14º in Primera División

Divisa, colori e simbolo[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione della divisa[modifica | modifica sorgente]

La divisa della squadra di calcio è bianca con strisce azzurre, i calzoncini azzurri e i calzettoni bianchi. La seconda maglia è invece rossa con una croce bianca, con calzoncini bianchi e calzettoni rossi. Il colore attuale (scelto in onore dell'ammiraglio Ruggiero di Lauria[1]) della squadra è stato adottato ufficialmente nel 1910[1]. In precedenza la squadra giocava con una maglia gialla[1].

Manica sinistra
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
1900
Manica sinistra
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
1901
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
1910
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
1915
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
1941
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
1966
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
2000
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
2001
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
2004
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
2006
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
2010

Simbolo[4][modifica | modifica sorgente]

Il primo simbolo della squadra, adottato fino al 1910, è stato un cerchio rosso con al centro un'ellisse gialla. All'interno di questa figura vi sono le iniziali del nome della società, di colore nero. Nel 1910 lo stemma acquisisce un aspetto più simile a quello attuale, divenendo un cerchio rosso con riempimento a righe azzurre e blu (in questo spazio erano inoltre incluse le iniziali del nome della società), mentre due anni dopo, con l'acquisizione del titolo Real, assume lo stesso aspetto del logo attuale, ovvero un cerchio rosso con all'interno il nome esteso della società, con all'interno delle linee oblique rosse e blu, il tutto sovrastato da una corona. Questo stemma è rimasto quasi invariato fino ai giorni nostri: nel 1931, con l'istituzione della repubblica, perde la corona e il nome Real, per poi riacquisirli con l'avvento della dittatura franchista. Tra il 1998 e il 2005 infine lo stemma subisce alcune modifiche per quanto riguarda la corona, ora più stilizzata.

Stadio[modifica | modifica sorgente]

Lo stadio dell'Espanyol è l'Estadi Cornellà-El Prat, questo impianto è di proprietà del club e venne inaugurato nel 2009.

Prima dell'Estadi Cornellà-El Prat l'Espanyol disputò i suoi incontri casalinghi in diversi stadi:

Organico[modifica | modifica sorgente]

Rosa[modifica | modifica sorgente]

Rosa aggiornata al 29 luglio 2014.[9]

N. Ruolo Giocatore
1 Spagna P Germán
2 Brasile D Felipe Mattioni
3 Spagna D Raúl Rodríguez
4 Spagna C Víctor Sánchez
5 Spagna C Sergio Tejera
7 Francia C Thievy Bifouma
8 Uruguay A Christian Stuani
9 Spagna A Sergio García
12 Spagna C Manuel Lanzarote
13 Spagna P Kiko Casilla
14 Spagna C David López
15 Messico D Héctor Moreno
16 Spagna C Javi López
N. Ruolo Giocatore 600px Crown on blue and white stripes.png
17 Spagna D Víctor Álvarez
18 Spagna D Juan Fuentes
19 Argentina D Diego Colotto
20 Spagna C Cristian Gómez
22 Spagna C Álex
23 Spagna C Abraham
25 Spagna C Christian Alfonso
Ecuador A Felipe Caicedo
Spagna D Anaitz Arbilla
Spagna D Álvaro González
Spagna C Salva Sevilla
Spagna C Francisco Montañés

Statistiche[modifica | modifica sorgente]

Palmarès[modifica | modifica sorgente]

Una formazione dell'Espanyol nel 2008
1928-1929, 1940, 1999-2000, 2005-2006
1994
1902-1903, 1903-1904, 1911-1912, 1914-1915, 1917-1918, 1928-1929, 1932-1933, 1936-1937, 1939-1940
1994-1995, 1995-1996, 1998-1999, 2005-2006, 2009-2010, 2010-2011
  • Coppa Duward: 2
1953, 1954
1973, 2010
1975

Altri piazzamenti[modifica | modifica sorgente]

  • Coppa di Spagna
finalista: 1911, 1915, 1941, 1947, 1957
finalista: 2000, 2006
finalista: 1988, 2007
finalista: 1940

Allenatori celebri[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Categoria:Allenatori del R.C.D. Espanyol de Barcelona.

Giocatori celebri[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Categoria:Calciatori del R.C.D. Espanyol de Barcelona.

Sezioni scomparse[modifica | modifica sorgente]

La sezione di basket venne fondata nel 1923 e disciolta nel 1989, vincendo una Coppa de Espana ed avendo militato complessivamente per 11 stagioni al massimo campionato nazionale. La sezione femminile vinse invece la Coppa di Spagna nella stagione 1942-43.

La sezione di atletica leggera fu in attività tra il 1918 ed il 1972. Nel 2006 un movimento interno del club ha dato vita ad una squadra di atletica chiamata AE Blanc i Blau Pro-Seccions, affiliata alla Federazione catalana di atletica che gareggia con i colori e lo stemma dell'Espanyol.

La squadra di baseball fu la vincitrice del primo campionato nazionale, nel 1944, successo bissato nel 1953.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d e f Storia dell'Espanyol, dal sito ufficiale
  2. ^ Antoni Closa, Garcia, Jaume Rius i Solé, Joan Vidal i Urpí. Un Segle de fútbol català: 1900-2000. Barcelona: Federació Catalana de Futbol (2001)
  3. ^ Segura Palomares, Joan. Pagg. 39-40
  4. ^ a b c d Cronologia ufficiale dell'Espanyol
  5. ^ a b c Dal 1936 al 1939 i campionati in Spagna furono sospesi a causa della guerra civile.
  6. ^ A tal riguardo c'è da dire che l'Espanyol utilizzò questo impianto sportivo già nel 1901 però esso venne utilizzato solo per qualche mese e vi vennero disputati solo gli allenamenti.
  7. ^ Dal 1905 al 1908 l'attività del club venne sospesa per problemi economici.
  8. ^ L'X Sporting Club era un club di calcio catalano che ha cessato la sua attività nel 1909.
  9. ^ Plantilla

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]


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