Real Betis Balompié

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Real Betis Balompié
Calcio Football pictogram.svg
Real betis balompie.png
Los Béticos, Los Verderones, Los Verdiblancos
Segni distintivi
Uniformi di gara
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Casa
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Trasferta
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Terza divisa
Colori sociali 600px Crown on green and white.png bianco-verde
Dati societari
Città Siviglia, Andalusia
Paese Spagna Spagna
Confederazione UEFA
Federazione Flag of Spain.svg RFEF
Campionato Segunda Division
Fondazione 1907
Presidente Spagna Manuel Domínguez Platas
Allenatore Spagna Julio Velázquez
Stadio Benito Villamarín
(51,700 posti)
Sito web www.realbetisbalompie.es
Palmarès
Liga.png Coppadelre.pngCoppadelre.png
Titoli di Spagna 1
Trofei nazionali 2 Coppe del Re
Soccerball current event.svg Stagione in corso
Si invita a seguire il modello di voce
Pagina 36 del Libro de Registro del Gobierno Civil, su cui sono iscritti il Real Betis Balompié e il Sevilla Football Club

Il Real Betis Balompié, noto semplicemente come Real Betis o Betis Siviglia, è una società calcistica della città di Siviglia, in Spagna. Fu fondata nel 1907 e gioca nella Segunda División, il secondo livello del campionato spagnolo.

Ha vinto il campionato spagnolo di prima divisione, la Liga, nella stagione 1934-35 e due Coppe del Re nel 1977 e nel 2005.

I colori sociali sono il biancoverde. Lo stadio, che vanta una capienza di 51.700 spettatori circa, porta il nome dell'ex presidente della squadra andalusa negli anni cinquanta e sessanta, Benito Villamarín.

Betis è il nome latino del fiume Guadalquivir che attraversa la città di Siviglia.

Lo stemma sovrappone 2 B (di Betis Balompiè), sormontato da una corona (Real): Real Betis Balompiè.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Origini e primi anni: 1907-1929[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1907 un gruppo di studenti della Escuela Politécnica (situata nella calle Cervantes) che tenevano corsi preparatori in vista della carriera militare e per medicina, fondarono il Sevilla Balompié, che dal 1904 giocava a calcio. Si trattava della seconda squadra di calcio di Siviglia, dato che fonti della stampa attestano l'esistenza di partite del Sevilla Fútbol Club. Tra questi studenti c'erano diversi gruppi di fratelli, gli Hermosa, Wesolousky, Castillo, Cascales e Gutierrez. Le prime magliette erano biancoazzurre.
Il primo presidente fu Juan del Castillo Ochoa, il primo allenatore, che era anche il capitano della squadra fu nel 1914 Manuel Ramos Asencio.

La sede sociale tra il 1907 e il 1909 fu nella calle Alfonso XII, nel 1910 fu spostata nella calle Federico de Castro e nel 1912 nella calle Jeronimo Hernandez dove rimase fino al 1914.

Quel gruppo di giovani scelse un nome che evitasse l'espressione inglese foot ball, perciò coniarono la parola balompié che è diventata la carta d'identità del club.
Il 1º febbraio 1909 il club fu iscritto nel registro del Governo Civile.[1]

Nel 1910 il Balompié vinse la prima edizione della Coppa di Siviglia, vinse questo torneo anche negli anni successivi fino al 1913. In quegli anni partecipò anche alla Coppa di Andalusia e fu invitato alla Coppa di Spagna, ma per motivi economici rinunciò a partecipare. La competizione fu poi vinta dall'Athletic Club de Bilbao[2][3]

Una formazione del 1913

Nel 1909 in seguito ad una scissione del Sevilla Football Club nacque la squadra del Betis Football Club. Eladio García de la Borbolla membro della giunta direttiva del Sevilla Football Club decise di dimettersi e fondare una propria squadra. Nel 1914 il Sevilla Balompié dopo aver vinto di nuovo la Coppa di Siviglia si fuse con questa nuova squadra assumendo il nome di Real Betis Balompié,[4][5] nome che la squadra ha ancora oggi. Il titolo di Real era già posseduto dal Betis fin dal 1909, nel 1913 tuttavia la società era stata sciolta e ricreata l'anno seguente dalla famiglia Borbolla, che riuscì comunque ad ottenere il titolo onorifico dal re Alfonso XIII.

La fusione dei 2 club fu approvata il 6 dicembre 1914 dalla giunta direttiva del Sevilla Balompié e due giorni dopo da quella del Betis Football Club.

Nel mese di agosto del 1915, il governatore civile di Siviglia, Severo Nuñez, approvò gli statuti della nuova società e il cambio di nome del club assorbente.[6][7] In questo modo, l'autorità civile stabilì che la fusione era nella forma dell'assorbimento mantenendo a tutti gli effetti la continuità giuridica della prima società.

Il Sevilla Balompié apportò alla nuova società la maggior parte dei giocatori, il palmarès, i tifosi e il campo di gioco, che dal 1913 era il Campo de las tablas verdes, mentre il Betis FC apportò principalmente il titolo di Real.
Il nuovo club continuò a essere conosciuto come il Balompiè e i suoi tifosi come balompedistas fino agli anni trenta quando iniziarono a farsi strada le denominazioni di Betis per la squadra e di beticos per i suoi tifosi.

Il processo di assorbimento e non di fusione tra le due società provocò che alcuni dei soci del Real Betis Football Club guidati da Antonio Gutiérrez e Rafael García de la Borbolla, in disaccordo con la nuova società fondarono una nuova società con il nome di Betis Football Club, nel 1915. Questa nuova società sparì poco tempo dopo.[8]

Dopo essersi proclamati Campioni di Siviglia nel 1915, il Betis iniziò una lenta decadenza che lo portò quasi a scomparire, era il periodo del professionismo mascherato e la squadra non aveva la possibilità di pagare i calciatori che volevano stipendi sempre maggiori. Più di una decina dei suoi migliori giocatori, in poco tempo, se ne andò.

Nel 1924 il Betis, grazie a vari fondatori che tornarono dopo alcuni anni al club (Castillo, Wesolousky, Hermosa, Fernández Zúñiga, Cascales e altri), migliorò nei risultati, vincendo la Coppa Spencer nel 1926 e la Coppa di Andalusia nel 1928.

Quando venne costituita la Liga, il Real Betis Balompié era un club consolidato sotto vari profili però il primo anno fu iscritto al campionato di Seconda Divisione Spagnola con inizio il 17 febbraio del 1929, era comunque tra le squadre più accreditate ad essere promosse in Prima Divisione.

1930-1947: Età d'oro e declino[modifica | modifica wikitesto]

All'inizio degli anni 30 i tifosi iniziarono a sostituire i termini Balompié e balompedista con Betis e betico per indicare la squadra e i suoi giocatori. La squadra in questo periodo scrisse alcune delle pagine più belle della sua storia. In meno di 10 mesi il Betis arrivò ad essere la prima squadra del sud a raggiungere la finale della Coppa di Spagna e il 3 aprile del 1932, a 25 anni dalla nascita vinse il titolo di seconda divisione.
Per questo il Betis, senza la dicitura Real durante la Seconda repubblica spagnola, fu la prima squadra dell'Andalusia a essere promossa in prima divisione.

Una volta promosso, fece una squadra che nel campionato 1934-35 riuscì a vincere il titolo. L'allenatore era Patrick O'Connell, la formazione era la seguente:[9]

  1. Urquiaga
  2. Areso
  3. Aedo
  4. Peral
  5. Gómez
  6. Larrinoa
  7. Adolfo
  8. Lecue
  9. Unamuno
  10. Timimi
  11. Saro.

Della rosa facevano parte anche Caballero, Rancel, Valera ed Espinosa.

Il 28 aprile 1935 durante la festa principale di Siviglia, la Feria de Abril il Betis, vincendo a Santander contro il Racing de Santander per 5-0 ottenne il titolo di campione di Spagna; la festa negli stand della fiera fu indimenticabile.

L'anno successivo, fedele alla sua storia fatta di alti e bassi, il Betis passò dalla cima all'abisso; la squadra campione fu smantellata: 3 dei migliori calciatori furono venduti per far fronte alla difficile situazione economica, altri 4 furono lasciati liberi. Il colpo peggiore venne dalla guerra civile che lasciò il club senza calciatori: tra quelli che restarono nella zona nord della Spagna e quelli che andarono al fronte, soltanto Peral e Saro restarono di quelli che solo 15 mesi prima avevano conquistato la vittoria nel campionato.

Le conseguenze della guerra civile furono disastrose per il Betis, che, inoltre non sfruttò una norma che permetteva di ritardare il ritorno alle competizioni per i club che avevano avuto gli stadi utilizzati per necessità belliche, e tornò alle competizioni già dalla stagione 1939-40.
In conseguenza di questo il 28 aprile 1940, esattamente 5 anni dopo la vittoria del campionato, la squadra retrocesse. Due anni dopo riuscì ad essere promosso per poi retrocedere nel 1943. Il ritorno in prima divisione avverrà soltanto 15 anni dopo. Il punto più basso della storia del club fu raggiunto il 13 aprile 1947 proprio nel luogo dove aveva raggiunto il punto più alto, quando dopo essere stato sconfitto 4-1 a Santander retrocesse in terza divisione.

1947-1958: Gli anni del "manquepierda"[modifica | modifica wikitesto]

Difficilmente si può capire cos'è il Betis senza menzionare i 7 anni durante i quali giocò nella terza divisione, perché fu allora che il club e i suoi tifosi si formarono un'identità che li accompagna fino ai giorni nostri. Secondo molti autori, questa identità è la sua alma, che si trova in una espressione che negli anni Cinquanta destò la simpatia di tutta Spagna: ¡Viva er Beti manque pierda! (Viva il Betis nonostante perda).

Il poeta Joaquín Romero Murube descrisse quei tempi e quell'espressione con le seguenti parole: "Il Betis si costruì un morale indistruttibile a prova di sconfitte... però invece di adottare questa inesplicabile rinuncia che abbiamo applicato, per nostra disgrazia, a tante avversità -quella di stringerci le spalle invece di stringerci il cuore-, il Betis, dopo l'ecatombe, combatteva ogni pomeriggio con maggiore entusiasmo per la conquista della sua gloria".[10]

Dal 1958 al 1966[modifica | modifica wikitesto]

Il presidente Manuel Ruiz Rodriguez lasciò la guida del club non potendo assicurare un futuro economicamente forte e gli subentrò l'ex presidente Benito Villamarin. Durante il suo regno che fu di luci e ombre, il Betis risalì nella massima serie nella stagione 1958-59. Nel 1960 destò scalpore la vendita del giocatore più rappresentativo di allora, ossia Luis del Sol, al Real Madrid per circa 6.500.000 di pesetas. Tale cessione non arrestò l'ascesa in campo nazionale del Betis che culminò col raggiungimento, nella stagione 1963-64, del 3º posto (miglior piazzamento dal 1935) nella liga spagnola vinta quell'anno dallo stesso Real Madrid. Quell'annata il Betis disputò i propri incontri casalinghi all'Heliópolis Estadio, acquistato due anni prima. Dalla stagione successiva iniziò nuovamente un periodo di crisi per il Betis Sivilia: in Europa il cammino nella Coppa delle Fiere si concluse al primo turno contro i francesi del Rennes, il campionato finì con un dodicesimo posto, raggiungendo la salvezza solamente grazie alla differenza reti nei confronti del Real Murcia, l'annata fu contraddistinta dall'improvvisa morte dell'allora tecnico Andrés Aranda avvenuta durante prepartita dell'incontro con il Real Zaragoza. Il posto di allenatore dopo questa fu allora affidato a Ernesto Pons, che però al termine della stagione non venne confermato. La stagione 1964-1965 fu anche l'ultima annata di Benito Villamarin come presidente della squadra sivigliana che, ancora scosso per ciò che era successo ad Aranda, decise di lasciare la presidenza a suo fratello Avelino Villmarin Prieto col quale si aprì ufficialmente un periodo di crisi profondo per la squadra sivigliana. Il Betis chiuse infatti la stagione 1965-1966 all'ultimo posto della Liga collezionando in tutto solamente sette vittorie.

1966-1977 morte di Villamarin e nuova risalita[modifica | modifica wikitesto]

La morte del signor Benito Villamarin il 15 agosto 1966, ha causato una crisi interna. D. Andrés Gaviño gli successe alla presidenza, senza che alle elezioni ci fosse alcuno sfidante; come primo atto della propria presidenza cercò di acquistare dal real Madrid il portiere Vicente, apparentemente senza darne notizia al Consiglio direttivo del club. Tale operazione aumentò il clima di tensione all'interno del club che culminarono con Gaviño che rassegnò le proprie dimissioni da presidente il 6 settembre 1966. Al posto ed è provvisoriamente fu scelto come presidente D. José María Doménech, che sarà poi sostituito dal D. Julio de la Puerta.

L'inizio in campionato è altalenante, come allenatore venne scelto Luis Bello il quale ben presto si trovò al centro di molte critiche a causa dei punti persi in casa. Alla sedicesima ha perso 0-3 contro Castellón e presentò le sue dimissioni, lasciando Betis al settimo posto in clasfica.

Dopo poche partite in panchina Valera Pepe, il presidente Julio de la Puerta viaggi a Madrid, e raggiunge un accordo con Antonio Barrios, stella dell'Ascensione nel 1958. Tuttavia, l'alternanza di vittorie-sconfitte record è mantenuta fino alla diabetici guadagno delle ultime quattro partite di campionato consecutive, ottenendo un posto per contestare la Promozione della Salita al CF Granada.

Il pareggio contro la squadra sono stati eccezionali Cármenes positivamente, perché ha battuto le due parti, per 2 a 0 a Eliopoli e da 0 a 1 nel Comune di Alhambra, evidenziando il ritorno eguagliare le prestazioni del veterano Betis portiere Campillo.

1977-1986 Successo in Coppa del Re e in Europa[modifica | modifica wikitesto]

Il 25 giugno 1977 Betis ha sfidato l'Athletic Bilbao allo stadio Vicente Calderón di Madrid, nella finale di Coppa del Re . La partita finì 2-2 , con il Betis che poi vince 8-7 addirittura 21 rigori. Questo rese fantastica un'ottima stagione in cui il club è arrivato quinto in campionato. Dopo questo trionfo , il Betis giocò la Coppa delle Coppe. Dopo aver sbaragliato il Milan con un 3-2 complessivo nel primo turno , il Betis ha raggiunto i quarti di finale dove ha perso contro la Dynamo Mosca. Nonostante questa buona prestazione in Europa , i biancoverdi concludono il campionato con la retrocessione . L'anno dopo il Betis raggiunse la promozione, seguita da un buon periodo. Le successive tre stagioni ha ottenuto tre sesti posti, con qualificazione in coppa UEFA nel 1982 e nel 1984. Nel 1982 ha visto il Betis uscì al primo turno subendo una sonora sconfitta contro il Benfica, mentre nel 1984 uscì di nuovo al primo turno , questa volta ai rigori contro l'Universitatea Craiova. Durante l'estate del 1982 , lo stadio Benito Villamarín ha ospitato due partite dei mondiali del 1982 , e fu anche teatro del famoso 12-1 della nazionale spagnola contro Malta , sufficiente a qualificarsi per gli europei del 1984. Nel 1986 , il Betis ha perso la finale della Coppa di Lega spagnola, contro il Barcellona.

1986-2007: Crisi economica, Lopera e i successi di Serra Ferrer[modifica | modifica wikitesto]

Il Betis conobbe un periodo di promozioni e retrocessioni fino al 1992, quando fu costretto a rispettare nuove regole, cioè coprire un capitale sociale di 1.200 milioni di pesetas , circa il doppio di quello di tutte le squadre di prima e seconda divisione, nonostante si trovasse in seconda divisione

In soli tre mesi, i tifosi hanno pagato 400 milioni di pesetas, un equivalente del 60-100% della maggior parte delle squadre di massima divisione, e il vice-presidente Manuel Ruiz de Lopera diventa azionista di maggioranza quando la squadra evitò la retrocessione in terza serie.

Dopo altre tre stagioni in seconda divisione, con il club gestito da Lorenzo Serra Ferrer, il Betis torna in massima serie per la stagione 1994-1995, e raggiunge il terzo posto finale, qualificandosi alla Coppa UEFA .

In Europea, il Betis elimina il Fenerbahçe SK (4-1 complessivo) e il Kaiserslautern (4-1) prima di perdere contro il Bordeaux poi finalista(3-2). Nel 1997, 30 anni dopo aver vinto il trofeo per la prima volta, il club tornò alla finale della Coppa di Spagna, di nuovo a Madrid, anche se questa volta al Santiago Bernabéu ,perde per 2-3 contro il Barcellona, dopo i tempi supplementari .

Serra Ferrer approdò in estate al Barcellona, sostituito da Luis Aragonés, che restò una sola stagione con il club all'ottava posizione, e ai quarti di finale nella Coppa delle Coppe , perdendo per un punteggio complessivo di 2-5 contro i futuri campioni del Chelsea.

Aragonés è stato sostituito da Javier Clemente. La squadra scivolò all'undicesimo ed è stata eliminata in Coppa UEFA dal Bologna nel terzo turno. Nelle successive due stagioni il Betis ebbe molti allenatori, retrocesse e venne promosso, dopo che la squadra ha concluso il campionato al sesto posto, con Juande Ramos al timone.

Ramos se ne va dopo appena una stagione, ed è sostituito da Víctor Fernández. Ha guidato la squadra a un ottavo e ad un nono posto in campionato e il terzo turno della Coppa UEFA 2002-03 , eliminato dall'Auxerre (1-2 complessivo).

Dopo due anni Fernandez lascia la squadra e viene sostituito da Serra Ferrer che ha guidato la squadra al quarto posto nella massima serie. Vince anche la coppa nazionale al Vicente Calderòn, sollevando il trofeo grazie ad un gol di Dani, decisivo nel 2-1 contro l'Osasuna .

I biancoverdi diventano la prima squadra andalusa a competere nella Champions League, e hanno raggiunto la fase a gironi dopo aver eliminato il Monaco nell'ultimo turno di qualificazione (3-2 complessivo). Sorteggiato nel Gruppo G, nonostante una vittoria per 1-0 in casa contro il Chelsea, il club alla fine è arrivato terzo, venendo "retrocesso" in Coppa UEFA , dove sarebbe stato eliminato agli ottavi dalla Steaua Bucureşti (0-0 in trasferta, 0-3 in casa).

Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Trofei nazionali[modifica | modifica wikitesto]

3 trofei

1934-1935
1976-1977, 2004-2005
1932, 1942, 1958, 1971, 1974, 2011
1954

Altri piazzamenti[modifica | modifica wikitesto]

  • Coppa di Spagna
Finalista: 1930-1931, 1996-1997
Finalista: 1985-1986
Finalista: 2005

Rosa Attuale[modifica | modifica wikitesto]

Rosa aggiornata al 31 gennaio 2014.[11]

N. Ruolo Giocatore
1 Spagna P Antonio Adán
3 Brasile D Paulão
5 Spagna C Javier Matilla
7 Spagna C Alvaro Vadillo
8 Spagna C Nono
9 Spagna A Chuli
12 Spagna C Dani Pacheco
14 Spagna C Salva Sevilla
15 Polonia D Damien Perquis
16 Uruguay A Braian Rodríguez
17 Spagna C Juan Carlos
18 Senegal C Alfred N'Diaye
N. Ruolo Giocatore
19 Spagna A Jorge Molina
20 Nigeria C Nosa Igiebor
21 Cile C Lorenzo Reyes
22 RD del Congo A Cedric
23 Spagna D Nacho (capitano)
24 Spagna A Rubén Castro
25 Spagna D Jordi Figueras
Spagna D Francisco Molinero
Spagna D Jorge Casado
Spagna C Xavi Torres
Italia D Cristiano Piccini
Algeria C Foued Kadir

Rose passate[modifica | modifica wikitesto]

Giocatori celebri[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Categoria:Calciatori del Real Betis Balompié.

Allenatori celebri[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Categoria:Allenatori del Real Betis Balompié.

Presidenti[modifica | modifica wikitesto]

  • SEVILLE BALOMPIÉ
    • 1907-1909: Juan del Castillo Ochoa
    • 1909-1910: Alfonso del Castillo Ochoa
    • 1910-1911: José Gutiérrez Fernández
    • 1912: Juan del Castillo Ochoa
    • 1914: Herbert Richard Jones
  • BETIS FUTBOL CLUB
    • 1909: Eladio García de la Borbolla
    • 1910-1911: Manuel Gutiérrez Fernández
    • 1913-1914: Miguel Folgado
    • 1914: Pedro Rodríguez de la Borbolla
  • REAL BETIS BALOMPIÉ
    • 1914-1915: Herbert Richard Jones
    • 1915-1917: Pedro Rodríguez de la Borbolla
    • 1917-1918: Roberto Vicente de Mata
    • 1918-1919: Eduardo Hernández Nalda
    • 1919-1920: Carlos Alarcón de la Lastra
    • 1920-1921: Jerónimo Pérez de Vargas
    • 1921-1922: Carlos Alarcón de la Lastra
    • 1922-1923: Gil Gómez Bajuelo
    • 1923-1925: Ramón Navarro Cáceres
    • 1925-1926: Antonio Polo Roma
    • 1926-1927: Ramón Cortecero
    • 1927-1928: Antonio de la Guardia
    • 1928-1929: Ignacio Sánchez Mejías
    • 1929-1930: Daniel Mezquita Moreno
    • 1930: Camilo Romero Sánchez
    • 1930-1931: Adolfo Cuellar Rodríguez
    • 1931-1933: Jose Ignacio Mantecón Novasal
    • 1933-1939: Antonio Moreno Sevillano
    • 1940-1942: Ramón Poll Carbonell
    • 1942-1943: Alfonso Alarcón de Lastra
    • 1943-1944: Francisco Cantalapiedra Fernández
    • 1944-1945: Eduardo Benjumena Vázquez
    • 1945-1946: Manuel Romero Puerto
    • 1946-1947: Filomeno de Aspe Martín
    • 1947-1950: Pascual Aparicio García
    • 1950-1952: Francisco de la Cerda Carmona
    • 1952-1955: Manuel Ruiz Rodríguez
    • 1955-1965: Benito Villamarín Prieto
    • 1965-1966: Avelino Villamarín Prieto
    • 1966-1967: Andrés Gaviño
    • 1967-1969: Julio de la Puerta
    • 1969: José León Gómez
    • 1969-1979: José Núñez Naranjo
    • 1979-1983: Juan Manuel Mauduit Caller
    • 1983-1989: Gerardo Martínez Retamero
    • 1989-1992: Hugo Galera Davidson
    • 1992-1996: José León Gómez
    • 1996-2006: Manuel Ruiz de Lopera
    • 2006-2010: José León Gómez
    • 2010-2011: Rafael Gordillo
    • 2011: Miguel Guillén

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Página nº 36 del libro del registro del Governo Civile che è conservato nella Delegazione del Governo di Siviglia. http://www.tuyossiempre.com/Historia/imagenesBD/img1163738966774.jpg
  2. ^ "La Historia jamás contada del Real Betis Balompié" (2001), Manuel Carmona Rodríguez
  3. ^ Web Oficial del Centenario del RBB, Manuel Carmona Rodríguez, http://www.tuyossiempre.com/historia/historia.htm
  4. ^ Dettaglio dell'appunto nº 283 del Libro del Registro del Governo Civile di Siviglia, http://www.tuyossiempre.com/Historia/imagenesBD/img1163738950287.jpg
  5. ^ Nota al margine dell'appunto nº 283 Libro del Registro del Governo Civile di Siviglia http://www.tuyossiempre.com/Historia/imagenesBD/img1163738973854.jpg
  6. ^ Dettaglio dell'appunto nº 283 pagina 36 del Libro del Registro del Governo Civile di Siviglia, http://www.tuyossiempre.com/Historia/imagenesBD/img1163738950287.jpg
  7. ^ Nota al margine appunto nº 283 pagina 36 del Libro del Registro del Governo Civile di Siviglia, http://www.tuyossiempre.com/Historia/imagenesBD/img1163738973854.jpg
  8. ^ Guida Gómez Zarzuela, edizione del 1916 relativa al 1915 (Emeroteca Municipale di Siviglia)
  9. ^ I numeri sono puramente indicativi, in quanto all'epoca ancora non comparivano i numeri sulle maglie dei calciatori
  10. ^ Romero Murube, Joaquín. "Porqué soy bético", Speciale ABC dicembre 1958
  11. ^ (ES) Primer equipo, realbetisbalompie.es. URL consultato l'11 gennaio 2014.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

calcio Portale Calcio: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di calcio