Guus Hiddink

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Guus Hiddink
Guus Hiddink 2012.jpg
Dati biografici
Nazionalità Paesi Bassi Paesi Bassi
Calcio Football pictogram.svg
Dati agonistici
Ruolo Allenatore (ex centrocampista)
Squadra Paesi Bassi Paesi Bassi
Carriera
Squadre di club1
1967-1970 De Graafschap De Graafschap 102 (47)
1970-1971 PSV PSV 30 (1)
1972-1977 De Graafschap De Graafschap 181 (20)
1977-1978 NEC N.E.C. 34 (0)
1978 Diplomats Diplomats 13 (4)
1978-1980 NEC N.E.C. 42 (2)
1980 S.J. Earthquakes S.J. Earthquakes 15 (0)
1980-1981 NEC N.E.C. 28 (0)
1981-1982 De Graafschap De Graafschap 25 (0)
Carriera da allenatore
1981-1982 De Graafschap De Graafschap Vice
1982-1986 PSV PSV Vice
1987-1990 PSV PSV
1990-1991 Fenerbahçe Fenerbahçe
1991-1993 Valencia Valencia
1993-1994 Valencia Valencia
1995-1998 Paesi Bassi Paesi Bassi
1998-1999 Real Madrid Real Madrid
2000 Betis Betis
2001-2002 Corea del Sud Corea del Sud
2002-2006 PSV PSV
2005-2006 Australia Australia
2006-2010 Russia Russia
2009 Chelsea Chelsea
2010-2011 Turchia Turchia
2012-2013 Anzi Anži
2014- Paesi Bassi Paesi Bassi
Palmarès
UEFA European Cup.svg Europei di calcio
Bronzo Austria-Svizzera 2008
1 Dati relativi al solo campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
Statistiche aggiornate al 10 marzo 2010

Guus Hiddink (Varsseveld, 8 novembre 1946) è un allenatore di calcio, dirigente sportivo ed ex calciatore olandese attuale CT della Nazionale olandese.

Carriera[modifica | modifica sorgente]

Giocatore[modifica | modifica sorgente]

Ha iniziato con il club dilettantistico SC Varsseveld, per poi firmare con gli olandesi del De Graafschap nel 1967. In questa squadra Hiddink ha trascorso la maggior parte della sua carriera da calciatore prima di trasferirsi al PSV Eindhoven nel 1970. Dopo un anno ha fatto ritorno al De Graafschap, dove ha giocato fino al 1976.

Giocò anche nella North American Soccer League tra le file dei Washington Diplomats e dei San Jose Earthquakes, quindi è ritornato in patria, al NEC Nijmegen. Nel 1981 si è accasato nuovamente al De Graafschap, dove ha giocato per un anno prima del ritiro. Durante la sua carriera giocava da centrocampista, senza tuttavia segnalarsi per una particolare abilità tecnica.

Allenatore[modifica | modifica sorgente]

Esordi[modifica | modifica sorgente]

Ricoprì il ruolo di viceallenatore nel De Graafschap dal 1º luglio 1981 al 30 giugno 1982. Dal 1º luglio 1982 al 30 giugno 1986 è stato vice allenatore di Jan Reker al PSV. Il 16 marzo 1987 diventa allenatore del club biancorosso. Nel 1988 guidò la squadra alla conquista della prima, e finora unica, Coppa dei Campioni della sua storia, sancendo l'entrata del club tra i grandi dei Paesi Bassi insieme ai rivali storici dell'Ajax e del Feyenoord. Con il PSV vinse anche tre titoli di Eredivisie tra il 1987 e il 1990, lasciò la squadra il 30 giugno 1990.

Il 1º luglio 1990 allenò per un breve periodo il club turco del Fenerbahçe: fu esonerato il 30 giugno 1991. Il 1º luglio 1991 passò quindi agli spagnoli del Valencia, dove si mise in luce anche, e soprattutto, per avere chiesto, nel 1992, di rimuovere dagli spalti una bandiera con la svastica (non proibita in Spagna)[1], minacciando, in caso contrario, il ritiro della squadra pur a rischio di perdere la partita a tavolino. Il suo stile di gioco offensivista fece subito colpo sulla squadra del Valencia e sul resto della Liga, lasciò il club il 30 novembre 1993. Per poi ritornarci dal 26 marzo 1994 al 30 giugno 1994

La fama internazionale[modifica | modifica sorgente]

Il 1º gennaio 1995 arrivò a guidare la nazionale olandese, lasciandola il 12 luglio, dopo il quarto posto ottenuto ai Mondiali del 1998. Il 15 luglio 1998 cominciò l'esperienza alla guida del Real Madrid, con cui perse la Supercoppa Europea contro il Chelsea nell'estate dello stesso anno, andando poi a vincere la Coppa Intercontinentale nel mese di dicembre. Lascia I galattici il 23 febbraio 1999. Nell'annata successiva fu per quasi tutto il tempo inattivo, ma il 1º febbraio 2000 ebbe una breve esperienza al Betis Siviglia, conclusa però con la retrocessione del club, lascia il club il 31 maggio 2000.

Chiamato ad allenare la Corea del Sud il 1º gennaio 2001, raggiunse il punto più alto nella sua carriera di allenatore al Campionato mondiale di calcio 2002, quando guidò gli asiatici ad un memorabile quarto posto finale. Nella cavalcata sudcoreana si ricordano le eliminazioni di squadre molto più blasonate come il Portogallo (primo turno), l'Italia (ottavi di finale) e la Spagna (quarti di finale). In Corea del Sud divenne una sorta di eroe nazionale, tanto che la federazione sudcoreana gli dedicò lo stadio di Gwangju, che oggi si chiama Guus Hiddink Stadium, dopo la vittoria contro la Spagna. il 30 giugno 2002 lascia i coreani dopo il Mondiali del 2002 dove raggiunge il quarto posto.

Il 1º luglio 2002 ritornò ad allenare il PSV Eindhoven, in patria. Al primo anno vinse subito il campionato, mentre nella stagione seguente ottenne un buon secondo posto dietro all'Ajax. Nella stagione 2004-2005 raggiunse nuovamente i vertici del calcio europeo, raggiungendo la semifinale della Coppa dei Campioni, dove uscì sconfitto nel doppio confronto contro il Milan soltanto per la regola del goal in trasferta. Nel 2005-2006, con il PSV, vinse il terzo campionato di Eredivisie in quattro anni e fu eliminato dal Lione agli ottavi di finale della Coppa dei Campioni 2005-2006. Lascia il club il 30 giugno 2006

Nazionale australiana[modifica | modifica sorgente]

Nel frattempo, il 22 luglio 2005, era diventato il selezionatore dell'Australia, dividendosi tra i due ruoli al PSV Eindhoven e con i Socceroos.

I due spareggi contro l'Uruguay, quinta classificata nelle qualificazioni CONMEBOL, tenuti a Montevideo il 12 novembre 2005 e a Sydney il 16 novembre finirono entrambi 1-0 per la squadra di casa. Essendo il punteggio totale di 1-1, furono giocati i tempi supplementari. Nessuna squadra segnò durante i tempi supplementari e quindi si andò ai rigori. Gli australiani vinsero ai tiri di rigore con il risultato di 4-2 e si qualificarono al campionato del mondo 2006, anche per merito del portiere Mark Schwarzer, che riuscì a parare due rigori. La vittoria fu accolta da scene di gioia in tutto il paese per una qualificazione ad un Mondiale attesa 32 anni.

Nella rassegna tedesca la compagine di Hiddink si classificò seconda nel girone vinto dal Brasile, qualificandosi così agli ottavi di finale. Qui fu eliminata dall'Italia, vittoriosa per 1-0 grazie ad un rigore conquistato oltre il novantesimo minuto da Fabio Grosso e segnato da Francesco Totti. La performance della Nazionale australiana al Mondiale resta comunque molto soddisfacente, se si considera che era alla sua seconda partecipazione in una competizione di questo tipo. Come già previsto da tempo, il 30 luglio lasciò la panchina dei Socceroos al termine della rassegna mondiale.

Nazionale russa[modifica | modifica sorgente]

Il 30 agosto 2006 assunse la guida tecnica della Russia, secondo un accordo concluso il 14 aprile 2006, prima del Campionato mondiale di calcio 2006.

Durante la fase finale del Campionato europeo di calcio 2008, nonostante un brutto esordio perso 4-1 con la Spagna, si impose sui campioni in carica della Grecia e vinse l'ultimo scontro decisivo contro la più quotata Svezia. Riuscì poi nell'impresa di qualificare la Russia alle semifinali vincendo ai quarti 3-1 contro i "suoi" Paesi Bassi con gol di Pavljučenko, Torbinskij e Aršavin. La Russia fu poi sconfitta in semifinale dalla Spagna, futura vincitrice del torneo, per 3-0.

Nonostante le ottime prestazioni offerte agli Europei la Russia di Hiddink viene sorprendentemente eliminata dalla Slovenia agli spareggi delle qualificazioni ai Mondiali del 2010, dopo aver concluso il girone dietro alla Germania: pur forti della vittoria per 2-1 ottenuta a Mosca i russi falliscono la qualificazione alla Coppa del Mondo sudafricana perdendo 1-0 a Maribor. Lascia l'incarico il 30 giugno 2010.

Chelsea[modifica | modifica sorgente]

L'11 febbraio 2009 il Chelsea, squadra della Premier League inglese, annuncia di aver messo Hiddink sotto contratto come allenatore fino al termine della stagione[2].

Durante la breve esperienza londinese ha fatto vincere ai blues la FA Cup battendo in finale l'Everton 2-1 il 30 maggio 2009, mentre a livello europeo il Chelsea è arrivato alle semifinali della Coppa dei Campioni, eliminato dal Barcellona, futuro vincitore. Il 30 giugno 2009 si dimise, rimanendo nella squadra londinese come consulente[3].

Nazionale turca[modifica | modifica sorgente]

Il 17 febbraio 2010 viene annunciato il suo ingaggio come allenatore della Turchia dal successivo mese di agosto, con un contratto fino al 2012 ed un'opzione per altri due anni[4].

L'11 ottobre 2011 si piazza al secondo posto nel girone con 17 punti dietro alla Germania grazie all'ultima partita del Girone A di qualificazione vinta contro l'Azerbaigian per 1-0. I biancorossi sono così costretti a dover affrontare ancora i play-off per poter accedere alla fase finale di Euro 2012, tuttavia, negli spareggi, giocati contro la Croazia, la sua squadra perde per 3-0 ad Istanbul all'andata, per poi pareggiare 0-0 al ritorno e, pertanto, non si qualifica. Il 16 novembre 2011, per effetto di questi risultati, si dimette dall'incarico.[5].

Anži[modifica | modifica sorgente]

Il 17 febbraio 2012 viene ingaggiato come allenatore e vicepresidente dell'Anži, in data 15 maggio 2012 prolunga il proprio contratto fino al 30 giugno 2013[6] con un ingaggio da 8,3 milioni di euro l'anno.[7] Il 22 luglio 2013 annuncia le sue dimissioni dall'Anži, affermando di aver lasciato il club perché può crescere senza il suo aiuto.

Nazionale olandese[modifica | modifica sorgente]

Dopo il Mondiale 2014 ha preso il posto di Louis van Gaal come allenatore della Nazionale olandese, scegliendo Ruud van Nistelrooij come assistente. In seguito agli Europei del 2016 gli subentrerà Danny Blind, già vice di van Gaal.[8][9]

Palmarès[modifica | modifica sorgente]

Giocatore[modifica | modifica sorgente]

San Jose Earthquakes: 1977

Allenatore[modifica | modifica sorgente]

Competizioni nazionali[modifica | modifica sorgente]

PSV Eindhoven: 1986-1987, 1987-1988, 1988-1989, 2002-2003, 2004-2005, 2005-2006
PSV Eindhoven: 1987-1988, 1988-1989, 1989-1990, 2004-2005
PSV Eindhoven: 2003
Chelsea: 2008-2009

Competizioni internazionali[modifica | modifica sorgente]

PSV Eindhoven: 1987-1988
Real Madrid: 1998

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Maurizio Crosetti, Viaggio pagato agli ultras del Real, repubblica.it, 28 marzo 1992. URL consultato il 12 giugno 2014.
  2. ^ (EN) Hiddink confirmed as new Chelsea manager, theguardian.com, 11 febbraio 2009. URL consultato il 12 giugno 2014.
  3. ^ Chelsea, Hiddink: "Lavoro per il Chelsea", tuttochampions.it, 22 maggio 2011. URL consultato il 12 giugno 2014.
  4. ^ Calcio, Turchia: Hiddink da agosto nuovo CT, firma fino al 2010, repubblica.it, 17 febbraio 2010. URL consultato il 12 giugno 2014.
  5. ^ Hiddink lascia la Turchia, uefa.com, 16 novembre 2011. URL consultato il 12 giugno 2014.
  6. ^ Anzhi, ufficiale: Hiddink rinnova sino al 2013, calciomercato.com, 15 maggio 2012. URL consultato il 12 giugno 2014.
  7. ^ Ancelotti guadagna più di Mourinho, sportmediaset.mediaset.it, 27 novembre 2012. URL consultato il 12 giugno 2014.
  8. ^ (EN) Guus Hiddink to take over as Holland manager after World Cup, theguardian.com, 28 marzo 2014. URL consultato il 12 giugno 2014.
  9. ^ Olanda, Hiddink dopo il Mondiale, gazzetta.it, 28 marzo 2014. URL consultato il 12 giugno 2014.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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