Edwin van der Sar
| Edwin van der Sar | ||
|---|---|---|
| Dati biografici | ||
| Nome | Edwin van der Sar | |
| Paese | ||
| Altezza | 197 cm | |
| Peso | 92 kg | |
| Calcio |
||
| Dati agonistici | ||
| Ruolo | Portiere | |
| Ritirato | 28 maggio 2011 | |
| Carriera | ||
| Giovanili | ||
| 1980–1985 1985–1990 1990-1992 |
||
| Squadre di club1 | ||
| 1990-1999 | 226 (-?;1) | |
| 1999-2001 | 66 (-46) | |
| 2001-2005 | 127 (-?) | |
| 2005-2011 | 186 (-?) | |
| Nazionale | ||
| 1992-2008 | 130 (-86) | |
| 1 Dati relativi al solo campionato. Il simbolo → indica un trasferimento in prestito. |
||
Edwin van der Sar (Voorhout, 29 ottobre 1970) è un ex calciatore olandese, di ruolo portiere . Attualmente è opinionista dell'emittente olandese NOS Studio Voetbal.
Imbattuto su calcio di rigore dal 26 dicembre 2006 al 26 aprile 2008, vanta 1.013 minuti di imbattibilità internazionale con l'Olanda[1] e 1.311 minuti nella Premier League con la maglia del Manchester United.[2] È anche il giocatore con il maggior numero di presenze internazionali per l'Olanda con 130 (18 di più di Frank de Boer, secondo in tale graduatoria).[3]
Indice |
[modifica] Carriera
[modifica] Club
[modifica] Gli esordi e l'affermazione nell'Ajax
Dopo gli esordi nella squadra della sua città natale, passa a giocare fino al 1985 nella piccola squadra dilettantistica VV Noordwijk[4]. Quando però un emissario dell'Ajax lo andò a visionare e gli propose un contratto, lui accettò e si trasferì ad Amsterdam[4]. Il suo esordio avvenne il 23 aprile 1991 in una gara del campionato olandese tra Ajax e Sparta (1-0 il risultato finale). Giocò tutte le restanti partite di quel campionato, ma l'allenatore van Gaal preferì affidarsi almeno per un'altra stagione all'esperienza di Stanley Menzo. Anche nella stagione seguente, dunque, trovò poco spazio: riuscì comunque a vincere il suo primo trofeo prestigioso in carriera, la Coppa UEFA, conquistata nella doppia finale contro il Torino: 2-2 allo Stadio delle Alpi e 0-0 ad Amsterdam.
Nel corso della stagione successiva (1992-1993), riuscì a conquistare anche il posto da titolare a scapito di Menzo, collezionando 19 presenze e vincendo la sua prima Coppa d'Olanda. La sua affermazione a livello nazionale avvenne nella stagione seguente, 1993-1994, durante la quale, oltre a laurearsi per la prima volta campione d'Olanda, venne nominato miglior portiere olandese della stagione (premio che poi vincerà per 4 stagioni consecutive).
La stagione 1994-1995 lo vide vincere per la seconda volta consecutiva il campionato olandese, e mettersi in luce anche in Champions League. Al suo esordio nel massimo torneo europeo, affrontò il Milan campione in carica, per tre volte (due nella fase a gironi ed una in finale): in tutte e tre le occasioni mantenne la porta inviolata, e l'Ajax si laureò campione d'Europa per la quarta volta. Pochi mesi dopo, il 28 novembre dello stesso anno, andò a giocarsi la Coppa Intercontinentale al National Stadium di Tokyo contro i brasiliani del Grêmio: la porta rimase di nuovo imbattuta, e ai rigori finali decisiva fu la sua parata su Dinho. Laureatosi campione del Mondo, in tale stagione stabilì anche il record d'imbattibilità individuale della Champions League, non subendo gol per ben 658 minuti.
Al termine di quella stagione il giocatore si laureò per la terza volta consecutiva campione d'Olanda, raggiungendo anche la finale di Champions League per la seconda volta di seguito. La gara venne disputata allo Stadio Olimpico di Roma, e i "lancieri" si ritrovarono di fronte ancora una squadra italiana, stavolta la Juventus di Marcello Lippi. Dopo i tempi supplementari chiusi sul punteggio di 1-1, i rigori premiarono i torinesi, che dal dischetto ebbe la meglio sugli olandesi per 4-2.
Nella stagione successiva (1996-1997) il titolo olandese venne conquistato dal PSV Eindhoven, mentre in Europa il percorso della squadra biancorossa venne fermato nuovamente dalla Juventus, stavolta in semifinale. Il digiuno di trofei durò solo una stagione: l'anno successivo (Eredivisie 1997-1998), infatti, la squadra riconquistò il titolo nazionale. Curiosamente, nella penultima gara di quel campionato, giocata il 3 maggio 1998 contro il De Graafschap, mise a segno un gol su rigore. Il 17 maggio la squadra vinse anche la Coppa d'Olanda battendo per 5-0 il PSV Eindhoven nella finale giocata al Feijenoord Stadion di Rotterdam; venne nominato portiere olandese della stagione per il quarto anno consecutivo e venne anche premiato con la Scarpa d'Oro olandese.
La stagione seguente (1998-1999) fu la sua ultima all'Ajax. Quell'anno la squadra si aggiudicò per la seconda volta consecutiva la Coppa d'Olanda, battendo in finale il Fortuna Sittard per 2-0. Il 23 maggio 1999 giocò la sua ultima partita con l'Ajax nell'ultima gara di campionato contro il NAC Breda. Prima di lasciare il club, gli venne dedicata una passerella d'addio all'Amsterdam ArenA, durante la quale venne applaudito e ringraziato da tutto lo stadio.
[modifica] Juventus
È stato il primo portiere straniero della storia della Juventus. Qui ritrovò il suo già compagno anni prima all'Ajax e in Nazionale, Edgar Davids, che lo aiutò con la lingua italiana. La sua prima stagione in bianconero (1999-2000) partì molto bene, dopo aver vinto la Coppa Intertoto, con le sue prestazioni contribuì alla grande fuga della Juventus a metà campionato, andando anche vicino a stabilire il nuovo record d'imbattibilità in Serie A. Ma nelle ultime partite la squadra bianconera subì un calo permettendo alla Lazio di rientrare in corsa e vincere il titolo. A livello personale la sua prima stagione in Italia rimase comunque ottima, dove subì appena 19 goal in ben 32 presenze in campionato.
Nella prima parte della stagione 2000-2001 commise diversi errori: tra i più criticati quello contro la Lazio, su un debole tiro di Salas da fuori area, e quello su una punizione di Paulo Sousa in Champions League contro il Panathinaikos[4]. In seguito si riprese, dando continuità alle sue prestazioni. Si rese decisivo nel pareggio ottenuto all'Olimpico contro la Roma per 0-0, compiendo due grandi interventi su Batistuta prima, e su Totti poi. Fu decisivo anche in altre gare, come quella contro il Perugia al Renato Curi, e quella contro la Reggina in casa. Ma nella gara di ritorno contro la Roma, proprio un suo errore costò il gol del pareggio allo scadere da parte dei romanisti, quando su un tiro di Nakata dal limite sbagliò la direzione della respinta permettendo a Montella di mettere a segno la rete del 2-2, dopo che la Juventus si era trovata in vantaggio a fine primo tempo per 2-0, grazie ai gol di Del Piero e Zidane[4].
[modifica] Fulham
Nell'estate del 2001 passò al Fulham del miliardario egiziano Mohamed Al-Fayed. Nella stagione 2001-2002 guidò la squadra fino alla semifinale di FA Cup e contribuì alla qualificazione alla Coppa Intertoto. In una gara di Premier League giocata al Craven Cottage contro il Newcastle parò un rigore ad Alan Shearer[5].
Nella stagione successiva (2002-2003) conquistò la Coppa Intertoto e fornì di nuovo prestazioni di alto livello: nel mese di novembre neutralizzò altri due rigori, uno a Stern John del Birmingham City[6] e l'altro a Dwight Yorke, ex giocatore del Manchester United che allora militava nel Blackburn. A metà campionato subì un grave infortunio, che lo tenne fuori per tutte le restanti partite di quella stagione.
Il 17 aprile 2004 offrì un'ottima prestazione contro il Liverpool, permettendo alla sua squadra di cogliere un pareggio per 0-0, parando anche un rigore a Steven Gerrard[7].A fine stagione venne nominato miglior giocatore del Fulham dell'anno.
La stagione 2004-2005 fu quella che segnò un'altra svolta nella sua carriera, coronata da due rigori parati nella partita contro l'Aston Villa, il 2 febbraio 2005 al Craven Cottage, ad Ángel[8]. A fine stagione ricevette l'offerta da parte del Manchester United di Alex Ferguson, lasciando il Fulham dopo quattro stagioni[9].
[modifica] Manchester United
[modifica] Stagione 2005-2006
Trasferitosi ai Red devils nell'estate del 2005, esordì il 9 agosto in una gara valevole per il terzo turno dei preliminari di Champions League contro gli ungheresi del Debrecen. In campionato fece il suo esordio il 20 agosto al Goodison Park contro l'Everton (2-0). Nelle prime sei partite della stagione non subì nemmeno un gol. Subì il suo primo gol nel derby contro il Manchester City (1-1). Il 3 gennaio 2006 lui e il Manchester United giocarono per l'ultima volta nel leggendario Highbury, (stadio che poi fu demolito dopo la fine di quella stagione), contro l'Arsenal (0-0). Il 26 febbraio conquistò il suo primo trofeo con il Manchester United, battendo 4-0 il Wigan Athletic in finale di Carling Cup, al Millennium Stadium. Chiuse la sua stagione sfornando una grande prestazione durante la partita contro il Celtic, organizzata in onore di una delle più grandi leggende della storia del Manchester United, Roy Keane, che terminò 2-0 a favore dei Red Devils.
[modifica] Stagione 2006-2007
La stagione 2006-2007 si aprì il 5 agosto 2006 con la conquista dell'LG Amsterdam Tournament, battendo nella gara decisiva i padroni di casa dell'Ajax per 0-1, con un gol su punizione di Ryan Giggs: l'uomo partita fu proprio Van der Sar (l'ex di lusso della gara), che parò un rigore a Klaas Jan Huntelaar. Il 4 febbraio 2007, nella gara giocata al White Hart Lane contro il Tottenham (4-0), sulla ribattuta di una parata su Robbie Keane, venne involontariamente colpito in pieno volto dallo stesso attaccante irlandese, perdendo conoscenza per alcuni minuti e rischiando di subire un gravissimo infortunio, che ne avrebbe potuto compromettere seriamente la carriera. Tornò in campo da titolare dopo soli venti giorni, nella trasferta al Craven Cottage contro la sua ex squadra, il Fulham (2-1 per lo United). Il 5 maggio giocò il derby contro il Manchester City (1-0), nel quale parò un rigore a Darius Vassell, che fino a quella gara non aveva mai fallito un penalty durante la stagione. A fine stagione vinse il campionato e venne nominato miglior portiere della stagione 2006-2007 della Premier League e inserito anche nella "Top 11". Il 19 maggio perse la finale di FA Cup contro il Chelsea (1-0).
[modifica] Stagione 2007-2008
Nella stagione successiva, 2007-2008, giocò quella che forse è stata la stagione migliore della sua carriera. Il 5 agosto 2007, nella finale di Community Shield contro il Chelsea (1-1 al 120'), parò 3 rigori su 3, neutralizzando i tiri dal dischetto di Claudio Pizarro, Frank Lampard e Shaun Wright-Phillips. In seguito subì un infortunio in allenamento che lo tenne fuori per diverse gare, fino a quando non fece il suo rientro il 5 gennaio 2008, nella gara di FA Cup contro l'Aston Villa (2-0). Si rivelò una pedina importante anche in match chiave per il titolo come quello contro l'Arsenal all'Old Trafford, dove salvò varie volte il risultato con grandi parate, e contro il Liverpool mantenne ancora la porta inviolata, mettendo a segno un record mai riuscito a nessun altro portiere della storia del Manchester United: mantenere la porta imbattuta per tre stagioni intere contro i rivali storici del Liverpool. Si rivelò importantissimo anche nella scalata dei Red devils alla finale della Champions League, tenendo la porta imbattuta per 5 gare di fila nella massima competizione europea. L'11 maggio si è poi laureato Campione d'Inghilterra per la seconda volta consecutiva, grazie alla vittoria contro il Wigan in trasferta per 2-0. Il 21 maggio è andato a giocarsi la sua terza finale di Champions League della carriera, nella storica finale tutta inglese contro i rivali del Chelsea (1-1 al 120'): furono necessari ancora una volta i calci di rigore a decidere l'eterna sfida stagionale fra Manchester United e Chelsea; parò il rigore decisivo di Nicolas Anelka, laureandosi campione d'Europa per la seconda volta in carriera e raggiugendo quota 30 trofei vinti in carriera fra premi di squadra ed individuali.
[modifica] Stagione 2008-2009
Il 10 agosto 2008 ha iniziato la nuova stagione vincendo la Community Shield nella partita contro il Portsmouth (vittoria ai rigori). Il 12 dicembre 2008 ha prolungato il suo contratto con lo United per un altro anno, fino alla stagione 2009-2010. Il 27 gennaio 2009 ha stabilito il nuovo record di imbattibilità nella Premier League, facendo registrare 1032 minuti (11 partite) senza subire reti e battendo, in tal modo, il precedente primato che apparteneva a Petr Čech. La sua imbattibilità si è fermata a 1.311 minuti il 4 marzo nella partita contro il Newcastle (1-2)[2]. Si è dimostrato uno dei punti di forza del Manchester United che ha vinto il campionato con una giornata di anticipo e per la terza volta di fila, giocando però in modo non impeccabile la finalissima di Champions League a Roma.
[modifica] Stagione 2009-2010
Il 23 dicembre 2009 la moglie di Edwin van der Sar, Anne-Marie van Kesteren, è stata colpita da un'emorragia cerebrale nell'appartamento di famiglia nel Cheshire.[10] Subito trasportata all'ospedale, le sue condizioni di salute sono state giudicate molto gravi dai sanitari.[10] A van der Sar, già fermo da circa un mese per un infortunio al ginocchio, è stato concesso dal Manchester United un permesso a tempo indeterminato per accudire la consorte.[10][11]
Meno di un mese dopo, il 16 gennaio 2010 è tornato in campo nella partita vinta per 3-0 dal Manchester United sul Burnley.[12]
[modifica] Stagione 2010-2011
Il 23 dicembre 2010 annuncia che a fine stagione si ritirerà. Il 22 maggio seguente ha raggiunto le 605 partite di campionato disputate in vent'anni: 226 con l'Ajax, 66 con la Juventus, 127 con il Fulham e 186 con il Manchester[13]. Ha disputato la sua ultima partita il 28 maggio 2011 nella finalissima di Champions League allo Stadio Wembley contro il Barcellona, persa 3-1, lasciando il calcio giocato con l'amaro in bocca per una finale perduta.
[modifica] Nazionale
Venne convocato dalla Nazionale olandese per i mondiali di USA '94, ma non giocò nemmeno un minuto in quella manifestazione. Fece il suo esordio nella nazionale Oranje il 7 giugno 1995 contro la Bielorussia. Anche in Nazionale conquistò subito il posto da titolare, tanto da esserlo anche durante Euro '96, dove lui e l'Olanda arrivarono sino ai Quarti di finale, venendo eliminati dalla Francia ai rigori, dopo che i tempi regolamentari e supplementari erano terminati sullo 0-0.
Due anni dopo disputa il suo primo Mondiale della carriera, i Mondiali di Francia '98. Stavolta gli Oranje ottennero un quarto posto, dopo essere stati battuti, solo ai rigori, in semifinale dai campioni in carica del Brasile. Ad Euro 2000 giocò titolare arrivando in semifinale, dove gli olandesi vennero sconfitti ancora una volta ai rigori, stavolta per mano dell'Italia, dopo che sia i tempi regolamentari, che supplementari, si erano conclusi sullo 0-0 (parò un rigore a Paolo Maldini durante quella serie, ma non poté nulla sullo splendido cucchiaio di Francesco Totti).
Fallita la qualificazione per i Mondiali del 2002, gli Oranje centrarono la qualificazione per Euro 2004. Nei Quarti di finale, la gara contro la Svezia si concluse ancora una volta ai calci di rigore, parando il rigore decisivo di Olof Mellberg. L'eliminazione maturò in semifinale contro i padroni di casa del Portogallo (2-1).
Dopo Euro 2004, sulla panchina degli Oranje arrivò Marco van Basten, che attuò una rivoluzione nella squadra: uno dei pochissimi veterani scelti dal nuovo CT fu van der Sar, scelto come capitano. Inoltre fra le qualificazioni e la fase finale dei Mondiali di Germania 2006, riuscì a stabilire il record d'imbattilibità di tutti i tempi riguardo alle gare ufficiali delle Nazionali, rimanendo imbattuto per ben 1013 minuti consecutivi, nei quali parò un rigore a Tomáš Rosický. Nei Mondiali il cammino della sua Nazionale si fermò ancora una volta per mano del Portogallo, stavolta negli Ottavi di finale (1-0): in questa gara raccolse la sua 113ª presenza con la Nazionale olandese, battendo il precedente record appartenente a Frank de Boer.
In seguito giocò gli Europei 2008 da titolare e da capitano. L'esordio dell'Olanda avvenne il 9 giugno a Berna, contro l'Italia (3-0). Nella gara successiva, giocata il 12 giugno contro la Francia, gli Oranje ottennero un'altra vittoria schiacciante, stavolta per 4-1. Dopo aver chiuso il girone a punteggio pieno, sconfiggendo anche la Romania nell'ultima gara, il cammino dell'Olanda si incrociò con quello della Russia (3-1 d.t.s.), che mise fine alla carriera in Nazionale del portiere. Il nuovo CT degli Oranje, Bert van Marwijk, non lo ha incluso nella lista dei convocati per i Mondiali sudafricani del 2010.
Il suo bilancio nella Nazionale olandese è di 130 presenze, di cui 11 raccolte nei Mondiali e 16 negli Europei.
[modifica] Palmarès
[modifica] Club
[modifica] Competizioni nazionali
[modifica] Competizioni internazionali
Coppa UEFA: 1
- Ajax: 1991-1992
- Ajax: 1995
- Ajax: 1995
- Manchester United: 2008
[modifica] Individuale
- Miglior portiere della Champions League: 1994-1995, 1995-1996, 2007-2008, 2008-2009
- Miglior portiere d'Europa: 1995
- Miglior portiere stagionale della Premier League: 2006-2007
- Miglior portiere d'Olanda: 1995, 1996, 1997, 1998
- Miglior giocatore olandese dell'anno: 1998
- Miglior giocatore stagionale del Fulham: 2003-2004
[modifica] Onorificenze
| Ufficiale dell'Ordine di Orange-Nassau | |
| — 2010. |
[modifica] Curiosità
- Detiene sia il miglior record di sempre d'imbattibilità riguardo alle gare ufficiali delle Nazionali, che stabilì tra il 2005 e il 2006 non subendo goal per 1013 minuti, compiendo vari grandi interventi tra i quali il rigore parato a Tomáš Rosický, sia quello riguardante l'imbattibilità individuale della UEFA Champions League, che stabilì durante la stagione 1995-1996 quando militava nell'Ajax. Inoltre è andato spesso vicino a stabilirne in altri tornei, come in FA Premier League e in Serie A.
- Ha perso tre finali di UEFA Champions League di cui due allo stadio Olimpico di Roma: il 22 maggio 1996 Juventus-Ajax (4-2 dcr, 1-1 dts), il 27 maggio 2009 Barcellona-Manchester United (2-0) e il 28 maggio 2011 al Wembley Stadium sempre in Manchester United-Barcellona (1-3).
- Record d'imbattibilità nelle gare esterne di UEFA Champions League (stagione 2010-2011).
[modifica] Fuori dal campo
È l'ambasciatore di "Make-A-Wish Foundation", un'associazione benefica che si occupa di bambini malati[14].
[modifica] Note
- ^ «Van der Sar da record, il coniglio ha chiuso la porta». la Repubblica, 12 febbraio 2009. URL consultato in data 29 dicembre 2009.
- ^ a b «Lo United è un rullo, ma van der Sar non fa festa». la Repubblica, 4 marzo 2009. URL consultato in data 29 dicembre 2009.
- ^ (NL) Aantal Caps. voetbalstats.nl. URL consultato il 27 maggio 2010.
- ^ a b c d Gli eroi in bianconero: Edwin VAN DER SAR. tuttomercatoweb.com, 29 ottobre 2010. URL consultato il 17 agosto 2011.
- ^ (EN) Fulham extend Magpies jinx. bbc.co.uk, 19 novembre 2001. URL consultato il 17 agosto 2011.
- ^ (EN) Fulham's nine survive. telegraph.co.uk, 18 novembre 2002. URL consultato il 17 agosto 2011.
- ^ (EN) Anfield despair as even Gerrard comes up short. guardian.co.uk, 19 aprile 2004. URL consultato il 18 agosto 2011.
- ^ (EN) Angel pays for penalty misses. telegraph.co.uk, 3 febbraio 2005. URL consultato il 17 agosto 2011.
- ^ (EN) Man Utd seal Van der Sar switch. bbc.co.uk, 10 giugno 2005. URL consultato il 17 agosto 2011.
- ^ a b c (EN) Daniel Taylor. «Edwin van der Sar given leave after wife suffers brain haemorrhage». The Guardian, 28 12 2008. URL consultato in data 29 dicembre 2009.
- ^ Stop di Van der Sar, la moglie è malata. corriere.it, 29-12-2009
- ^ (EN) United 3 Burnley 0 Manutd.com
- ^ Massimo Perrone. «Huntelaar a quota 201». Extra Time, 24 04 2011, p. 6.
- ^ Dramma Van der Sar: lascia il calcio. repubblica.it, 30 dicembre 2009. URL consultato il 17 agosto 2011.
[modifica] Voci correlate
[modifica] Altri progetti
Commons contiene file multimediali su Edwin van der Sar
[modifica] Collegamenti esterni
- (EN) Statistiche su FIFA.com
- (DE, EN, IT) Profilo e statistiche su Transfermarkt.it
- (EN) Statistiche su Soccerbase.com
- (NL) Statistiche su Wereld van Oranje
- Calciatori dell'A.F.C. Ajax
- Calciatori della Juventus F.C.
- Calciatori del Fulham F.C.
- Calciatori del Manchester United F.C.
- Calciatori olandesi
- Nati nel 1970
- Nati il 29 ottobre
- Calciatori campioni d'Europa di club
- Calciatori campioni del mondo di club
- Portieri di calcio goleador
- Calciatori della Nazionale olandese