Edwin van der Sar

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Edwin van der Sar
Edwin van der Sar side.jpg
Dati biografici
Nazionalità Paesi Bassi Paesi Bassi
Altezza 199 cm
Peso 88 kg
Calcio Football pictogram.svg
Dati agonistici
Ruolo Portiere
Ritirato 28 maggio 2011
Carriera
Giovanili
1980–1985
1985–1990
1990-1992
600px Bianco e Nero (Strisce).png Foreholte
Arancione e Bianco.svg VV Noordwijk
Ajax Ajax
Squadre di club1
1990-1999 Ajax Ajax 226 (-188;1)
1999-2001 Juventus Juventus 66 (-46)
2001-2005 Fulham Fulham 127 (-164)
2005-2011 Manchester Utd Manchester Utd 186 (-144)
Nazionale
1992-2008 Paesi Bassi Paesi Bassi 130 (-89)
1 Dati relativi al solo campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
 

Edwin van der Sar (Voorhout, 29 ottobre 1970) è un ex calciatore olandese, di ruolo portiere. Attualmente svolge il ruolo di Direttore Marketing per l'Ajax[1], nonché quello di opinionista dell'emittente olandese NOS Studio Voetbal.

È il calciatore con il maggior numero di presenze nella Nazionale olandese con 130 apparizioni (18 di più di Frank de Boer, secondo in tale graduatoria).[2]

Imbattuto su calcio di rigore dal 26 dicembre 2006 al 26 aprile 2008, vanta 1.013 minuti di imbattibilità internazionale con la sua Nazionale[3] e 1.311 minuti nella Premier League con la maglia del Manchester United.[4]

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

L'impegno nel sociale[modifica | modifica wikitesto]

È l'ambasciatore di "Make-A-Wish Foundation", un'associazione benefica che si occupa di bambini malati[5].

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Calciatore[modifica | modifica wikitesto]

Club[modifica | modifica wikitesto]

Ajax[modifica | modifica wikitesto]

Dopo gli esordi nella squadra della sua città natale, passa a giocare fino al 1985 nella piccola squadra dilettantistica VV Noordwijk[6]. Quando però un emissario dell'Ajax lo andò a visionare e gli propose un contratto, lui accettò e si trasferì ad Amsterdam[6]. Il suo esordio avvenne il 23 aprile 1991 in una gara del campionato olandese tra Ajax e Sparta (1-0 il risultato finale). Giocò tutte le restanti partite di quel campionato, ma l'allenatore van Gaal preferì affidarsi almeno per un'altra stagione all'esperienza di Stanley Menzo. Anche nella stagione seguente, dunque, trovò poco spazio: riuscì comunque a vincere il suo primo trofeo prestigioso in carriera, la Coppa UEFA, conquistata nella doppia finale contro il Torino: 2-2 allo Stadio delle Alpi e 0-0 ad Amsterdam.

Nel corso della stagione successiva (1992-1993), riuscì a conquistare anche il posto da titolare a scapito di Menzo, collezionando 19 presenze e vincendo la sua prima Coppa d'Olanda. La sua affermazione a livello nazionale avvenne nella stagione seguente, 1993-1994, durante la quale, oltre a laurearsi per la prima volta campione d'Olanda, venne nominato miglior portiere olandese della stagione (premio che poi vincerà per 4 stagioni consecutive).

La stagione 1994-1995 lo vide vincere per la seconda volta consecutiva il campionato olandese, e mettersi in luce anche in Champions League. Al suo esordio nel massimo torneo europeo, affrontò il Milan campione in carica, per tre volte (due nella fase a gironi ed una in finale): in tutte e tre le occasioni mantenne la porta inviolata, e l'Ajax si laureò campione d'Europa per la quarta volta. Pochi mesi dopo, il 28 novembre dello stesso anno, andò a giocarsi la Coppa Intercontinentale al National Stadium di Tokyo contro i brasiliani del Grêmio: la porta rimase di nuovo imbattuta, e ai rigori finali decisiva fu la sua parata su Dinho. Laureatosi campione del Mondo, in tale stagione stabilì anche il record d'imbattibilità individuale della Champions League, non subendo gol per ben 658 minuti.

Al termine di quella stagione il giocatore si laureò per la terza volta consecutiva campione d'Olanda, raggiungendo anche la finale di Champions League per la seconda volta di seguito. La gara venne disputata allo Stadio Olimpico di Roma, e i "lancieri" si ritrovarono di fronte ancora una squadra italiana, stavolta la Juventus di Marcello Lippi. Dopo i tempi supplementari chiusi sul punteggio di 1-1, i rigori premiarono i torinesi, che dal dischetto ebbe la meglio sugli olandesi per 4-2.

Nella stagione successiva (1996-1997) il titolo olandese venne conquistato dal PSV Eindhoven, mentre in Europa il percorso della squadra biancorossa venne fermato nuovamente dalla Juventus, stavolta in semifinale. Il digiuno di trofei durò solo una stagione: l'anno successivo (Eredivisie 1997-1998), infatti, la squadra riconquistò il titolo nazionale. Curiosamente, nella penultima gara di quel campionato, giocata il 3 maggio 1998 contro il De Graafschap, mise a segno un gol su rigore. Il 17 maggio la squadra vinse anche la Coppa d'Olanda battendo per 5-0 il PSV Eindhoven nella finale giocata al Feijenoord Stadion di Rotterdam; venne nominato portiere olandese della stagione per il quarto anno consecutivo e venne anche premiato con la Scarpa d'Oro olandese.

La stagione seguente (1998-1999) fu la sua ultima all'Ajax. Quell'anno la squadra si aggiudicò per la seconda volta consecutiva la Coppa d'Olanda, battendo in finale il Fortuna Sittard per 2-0. Il 23 maggio 1999 giocò la sua ultima partita con l'Ajax nell'ultima gara di campionato contro il NAC Breda. Prima di lasciare il club, gli venne dedicata una passerella d'addio all'Amsterdam ArenA, durante la quale venne applaudito e ringraziato da tutto lo stadio.

Juventus[modifica | modifica wikitesto]

È stato il primo portiere straniero della storia della Juventus. Qui ritrovò il suo già compagno anni prima all'Ajax e in Nazionale, Edgar Davids, che lo aiutò con la lingua italiana. La sua prima stagione in bianconero (1999-2000) partì molto bene, dopo aver vinto la Coppa Intertoto, con le sue prestazioni contribuì alla grande fuga della Juventus a metà campionato, andando anche vicino a stabilire il nuovo record d'imbattibilità in Serie A. Ma nelle ultime partite la squadra bianconera subì un calo permettendo alla Lazio di rientrare in corsa e vincere il titolo. A livello personale subì 19 gol in 32 presenze in campionato.

Nella prima parte della stagione 2000-2001 commise diversi errori: tra i più criticati quello contro la Lazio, su un debole tiro di Salas da fuori area, e quello su una punizione di Paulo Sousa in Champions League contro il Panathinaikos[6]. Nella gara di ritorno contro la Roma un suo errore costò il gol del pareggio allo scadere da parte dei romanisti, quando su un tiro di Hidetoshi Nakata dal limite sbagliò la direzione della respinta permettendo a Vincenzo Montella di mettere a segno la rete del 2-2, dopo che la Juventus si era trovata in vantaggio a fine primo tempo per 2-0, grazie ai gol di Del Piero e Zinédine Zidane[6].

Fulham[modifica | modifica wikitesto]

Nell'estate del 2001 passò al Fulham del miliardario egiziano Mohamed Al-Fayed. Nella stagione 2001-2002 guidò la squadra fino alla semifinale di FA Cup e contribuì alla qualificazione alla Coppa Intertoto. In una gara di Premier League giocata al Craven Cottage contro il Newcastle parò un rigore ad Alan Shearer[7].

Nella stagione successiva (2002-2003) conquistò la Coppa Intertoto e fornì di nuovo prestazioni di alto livello: nel mese di novembre neutralizzò altri due rigori, uno a Stern John del Birmingham City[8] e l'altro a Dwight Yorke, ex giocatore del Manchester United che allora militava nel Blackburn. A metà campionato subì un grave infortunio, che lo tenne fuori per tutte le restanti partite di quella stagione.[senza fonte]

Il 17 aprile 2004 offrì un'ottima prestazione contro il Liverpool, permettendo alla sua squadra di cogliere un pareggio per 0-0, parando anche un rigore a Steven Gerrard[9]. A fine stagione venne nominato miglior giocatore dell'anno del Fulham.[senza fonte]

La stagione 2004-2005 fu quella che segnò un'altra svolta nella sua carriera, coronata da due rigori parati nella partita contro l'Aston Villa, il 2 febbraio 2005 al Craven Cottage, ad Ángel[10]. A fine stagione ricevette l'offerta da parte del Manchester United di Alex Ferguson, lasciando il Fulham dopo quattro stagioni[11].

Manchester United[modifica | modifica wikitesto]

Trasferitosi ai Red devils nell'estate del 2005, esordì il 9 agosto in una gara valevole per il terzo turno dei preliminari di Champions League contro gli ungheresi del Debrecen. In campionato fece il suo esordio il 20 agosto al Goodison Park contro l'Everton (2-0). Nelle prime sei partite della stagione non subì nemmeno un gol. Subì il suo primo gol nel derby contro il Manchester City (1-1). Il 3 gennaio 2006 lui e il Manchester United giocarono per l'ultima volta nel leggendario Highbury, (stadio che poi fu demolito dopo la fine di quella stagione), contro l'Arsenal (0-0). Il 26 febbraio conquistò il suo primo trofeo con il Manchester United, battendo 4-0 il Wigan Athletic in finale di Carling Cup, al Millennium Stadium. Chiuse la sua stagione sfornando una grande prestazione durante la partita contro il Celtic, organizzata in onore di una delle più grandi leggende della storia del Manchester United, Roy Keane, che terminò 2-0 a favore dei Red Devils.

Van der Sar nel Manchester United

La stagione 2006-2007 si aprì il 5 agosto 2006 con la conquista dell'LG Amsterdam Tournament, battendo nella gara decisiva i padroni di casa dell'Ajax per 0-1, con un gol su punizione di Ryan Giggs: l'uomo partita fu proprio Van der Sar (l'ex di lusso della gara), che parò un rigore a Klaas Jan Huntelaar. Il 4 febbraio 2007, nella gara giocata al White Hart Lane contro il Tottenham (4-0), sulla ribattuta di una parata su Robbie Keane, venne involontariamente colpito in pieno volto dallo stesso attaccante irlandese, perdendo conoscenza per alcuni minuti e rischiando di subire un gravissimo infortunio, che ne avrebbe potuto compromettere seriamente la carriera. Tornò in campo da titolare dopo soli venti giorni, nella trasferta al Craven Cottage contro la sua ex squadra, il Fulham (2-1 per lo United). Il 5 maggio giocò il derby contro il Manchester City (1-0), nel quale parò un rigore a Darius Vassell, che fino a quella gara non aveva mai fallito un penalty durante la stagione. A fine stagione vinse il campionato e venne nominato miglior portiere della stagione 2006-2007 della Premier League e inserito anche nella "Top 11". Il 19 maggio perse la finale di FA Cup contro il Chelsea (1-0).

Nella stagione successiva, 2007-2008, giocò quella che forse è stata la stagione migliore della sua carriera. Il 5 agosto 2007, nella finale di Community Shield contro il Chelsea (1-1 al 120'), parò 3 rigori su 3, neutralizzando i tiri dal dischetto di Claudio Pizarro, Frank Lampard e Shaun Wright-Phillips. In seguito subì un infortunio in allenamento che lo tenne fuori per diverse gare, fino a quando non fece il suo rientro il 5 gennaio 2008, nella gara di FA Cup contro l'Aston Villa (2-0). Si rivelò una pedina importante anche in match chiave per il titolo come quello contro l'Arsenal all'Old Trafford, dove salvò varie volte il risultato con grandi parate, e contro il Liverpool mantenne ancora la porta inviolata, mettendo a segno un record mai riuscito a nessun altro portiere della storia del Manchester United: mantenere la porta imbattuta per tre stagioni intere contro i rivali storici del Liverpool. Si rivelò importantissimo anche nella scalata dei Red devils alla finale della Champions League, tenendo la porta imbattuta per 5 gare di fila nella massima competizione europea. L'11 maggio si è poi laureato Campione d'Inghilterra per la seconda volta consecutiva, grazie alla vittoria contro il Wigan in trasferta per 2-0. Il 21 maggio è andato a giocarsi la sua terza finale di Champions League della carriera, nella storica finale tutta inglese contro i rivali del Chelsea (1-1 al 120'): furono necessari ancora una volta i calci di rigore a decidere l'eterna sfida stagionale fra Manchester United e Chelsea; parò il rigore decisivo di Nicolas Anelka, laureandosi campione d'Europa per la seconda volta in carriera e raggiungendo quota 30 trofei vinti in carriera fra premi di squadra ed individuali.

Il 10 agosto 2008 ha iniziato la nuova stagione vincendo la Community Shield nella partita contro il Portsmouth (vittoria ai rigori). Il 12 dicembre 2008 ha prolungato il suo contratto con lo United per un altro anno, fino alla stagione 2009-2010. Il 27 gennaio 2009 ha stabilito il nuovo record di imbattibilità nella Premier League, facendo registrare 1032 minuti (11 partite) senza subire reti e battendo, in tal modo, il precedente primato che apparteneva a Petr Čech. La sua imbattibilità si è fermata a 1.311 minuti il 4 marzo nella partita contro il Newcastle (1-2)[4]. Si è dimostrato uno dei punti di forza del Manchester United che ha vinto il campionato con una giornata di anticipo e per la terza volta di fila, giocando però in modo non impeccabile la finalissima di Champions League a Roma.

Il 23 dicembre 2009 la moglie di Edwin van der Sar, Anne-Marie van Kesteren, è stata colpita da un'emorragia cerebrale nell'appartamento di famiglia nel Cheshire.[12] Subito trasportata all'ospedale, le sue condizioni di salute sono state giudicate molto gravi dai sanitari.[12] A van der Sar, già fermo da circa un mese per un infortunio al ginocchio, è stato concesso dal Manchester United un permesso a tempo indeterminato per accudire la consorte.[12][13]

Meno di un mese dopo, il 16 gennaio 2010 è tornato in campo nella partita vinta per 3-0 dal Manchester United sul Burnley.[14]

Il 23 dicembre 2010 annuncia che a fine stagione si ritirerà. Il 22 maggio seguente ha raggiunto le 605 partite di campionato disputate in vent'anni: 226 con l'Ajax, 66 con la Juventus, 127 con il Fulham e 186 con il Manchester[15]. Ha disputato la sua ultima partita il 28 maggio 2011 nella finalissima di Champions League allo Stadio Wembley contro il Barcellona, persa 3-1, lasciando il calcio giocato con l'amaro in bocca per una finale perduta.

Il 3 agosto 2011 si è giocata la sua partita d'addio all'Amsterdam ArenA. La sfida si è disputata tra l'Ajax e il Dreamteam di van der Sar guidato da Alex Ferguson, suo allenatore al Manchester United. Nel Dreamteam hanno giocato Wayne Rooney, John Heitinga, Louis Saha, Rio Ferdinand, Ryan Giggs, Paul Scholes, Nemanja Vidić, André Ooijer, Dirk Kuijt, Gary Neville, Michael Carrick, Edgar Davids, Giovanni van Bronckhorst, Boudewijn Zenden e Dennis Bergkamp. Prima si è anche giocata una partita tra i campioni dell'Ajax campione d'Europa nel 1995, guidata da Louis van Gaal, e quelli della nazionale olandese degli Europei del 1998, guidata invece da Guus Hiddink. Con l'Ajax '95 hanno giocato Finidi George, Nwankwo Kanu, Frank de Boer, Winston Bogarde, Nordin Wooter, Ronald de Boer, Danny Blind, Patrick Kluivert, Marc Overmars e Frank Rijkaard. Con l'Olanda '98 hanno giocato invece tra gli altri anche Wim Jonk, Dennis Bergkamp, Roy Makaay, Ruud Hesp, Aron Winter, Richard Witschge e Pierre van Hooijdonk. Terminate le partite, van der Sar ha fatto il giro del campo insieme a moglie e figli per ringraziare il pubblico.

Nazionale[modifica | modifica wikitesto]

Van der Sar al Mondiale 2006

Venne convocato dalla Nazionale olandese per i mondiali di USA '94, ma non giocò nemmeno un minuto in quella manifestazione. Fece il suo esordio nella nazionale Oranje il 7 giugno 1995 contro la Bielorussia. Anche in Nazionale conquistò subito il posto da titolare, tanto da esserlo anche durante Euro '96, dove lui e l'Olanda arrivarono sino ai Quarti di finale, venendo eliminati dalla Francia ai rigori, dopo che i tempi regolamentari e supplementari erano terminati sullo 0-0.

Due anni dopo disputa il suo primo Mondiale della carriera, i Mondiali di Francia '98. Stavolta gli Oranje ottennero un quarto posto, dopo essere stati battuti, solo ai rigori, in semifinale dai campioni in carica del Brasile. Ad Euro 2000 giocò titolare arrivando in semifinale, dove gli olandesi vennero sconfitti ancora una volta ai rigori, stavolta per mano dell'Italia, dopo che sia i tempi regolamentari, che supplementari, si erano conclusi sullo 0-0 (parò un rigore a Paolo Maldini durante quella serie, ma non poté nulla sullo splendido cucchiaio di Francesco Totti).

Fallita la qualificazione per i Mondiali del 2002, gli Oranje centrarono la qualificazione per Euro 2004. Nei Quarti di finale, la gara contro la Svezia si concluse ancora una volta ai calci di rigore, parando il rigore decisivo di Olof Mellberg. L'eliminazione maturò in semifinale contro i padroni di casa del Portogallo (2-1).

Dopo Euro 2004, sulla panchina degli Oranje arrivò Marco van Basten, che attuò una rivoluzione nella squadra: uno dei pochissimi veterani scelti dal nuovo CT fu van der Sar, scelto come capitano. Inoltre fra le qualificazioni e la fase finale dei Mondiali di Germania 2006, riuscì a stabilire il record d'imbattibilità di tutti i tempi riguardo alle gare ufficiali delle Nazionali, rimanendo imbattuto per ben 1013 minuti consecutivi, nei quali parò un rigore a Tomáš Rosický. Nei Mondiali il cammino della sua Nazionale si fermò ancora una volta per mano del Portogallo, stavolta negli Ottavi di finale (1-0): in questa gara raccolse la sua 113ª presenza con la Nazionale olandese, battendo il precedente record appartenente a Frank de Boer.

In seguito giocò gli Europei 2008 da titolare e da capitano. L'esordio dell'Olanda avvenne il 9 giugno a Berna, contro l'Italia (3-0). Nella gara successiva, giocata il 12 giugno contro la Francia, gli Oranje ottennero un'altra vittoria schiacciante, stavolta per 4-1. Dopo aver chiuso il girone a punteggio pieno, sconfiggendo anche la Romania nell'ultima gara, il cammino dell'Olanda si incrociò con quello della Russia (3-1 d.t.s.), che mise fine alla carriera in Nazionale del portiere. Il nuovo CT degli Oranje, Bert van Marwijk, non lo ha incluso nella lista dei convocati per i Mondiali sudafricani del 2010.

Il suo bilancio nella Nazionale olandese è di 130 presenze, di cui 11 raccolte nei Mondiali e 16 negli Europei.

Dirigente[modifica | modifica wikitesto]

Attualmente svolge il ruolo di Direttore Marketing per l'Ajax.[1]

Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

Presenze e reti nei club[modifica | modifica wikitesto]

Statistiche aggiornate al 22 maggio 2011.

Stagione Squadra Campionato Coppe nazionali Coppe continentali Altre coppe Totale
Comp Pres Reti Comp Pres Reti Comp Pres Reti Comp Pres Reti Pres Reti
1990-1991 Paesi Bassi Ajax ED 9 -1 CO 0 -0 - - - - - - 9 -1
1991-1992 ED 0 -0 CO 0 -0 CU 0 -0 - - - 0 -0
1992-1993 ED 19 -19 CO 3 -5 CU 3 -1 - - - 25 -25
1993-1994 ED 32 -22 CO 4 -7 CdC 6 -4 SO 1 -0 43 -33
1994-1995 ED 33 -28 CO 3 -3 UCL 11 -4 SO 1 -0 48 -35
1995-1996 ED 33 -24 CO 2 -2 UCL 11 -7 SO+SU+CInt 1+2+1 -1 + -1 + -3 50 -38
1996-1997 ED 33 -31 CO 1 -1 UCL 10 -13 SO 1 -3 45 -48
1997-1998 ED 33 -22; 1 CO 5 -1 CU 8 -12 - - - 46 -35; 1
1998-1999 ED 34 -41 CO 5 -2 UCL 6 -6 SO 1 -2 46 -51
Totale Ajax 226 -188; 1 23 -21 55 -47 8 -10 312 -266; 1
1999-2000 Italia Juventus A 32 -19 CI 3 -4 I+CU 6+5 -4 + -8 - - - 46 -35
2000-2001 A 34 -27 CI 2 -2 UCL 6 -10 - - - 42 -39
Totale Juventus 66 -46 5 -6 17 -22 - - 88 -74
2001-2002 Inghilterra Fulham PL 37 -42 FACup+CdL 4+0 -2 - - - - - - 41 -44
2002-2003 PL 19 -24 FACup+CdL 0 -0 I+CU 6+5 -4 + -5 - - - 30 -33
2003-2004 PL 37 -44 FACup+CdL 6+0 -5 - - - - - - 43 -49
2004-2005 PL 34 -54 FACup+CdL 5+1 -5 + -2 - - - - - - 40 -61
Totale Fulham 127 -164 16 -16 11 -9 - - 154 -189
2005-2006 Inghilterra Manchester United PL 38 -33 FACup+CdL 2+3 -1 + -3 UCL 8[16] -4[17] - - - 52 -37
2006-2007 PL 32 -25 FACup+CdL 3+0 -4 UCL 12 -13 - - - 47 -42
2007-2008 PL 29 -18 FACup+CdL 4+0 -2 UCL 10 -4 CS 1 -1 44 -25
2008-2009 PL 33 -21 FACup+CdL 2+0 -0 UCL 10 -5 CS+SU+Cmc 1+1+2 -0 + -2 + -4 49 -32
2009-2010 PL 21 -13 FACup+CdL 0+2 -3 UCL 6 -8 CS 0 -0 29 -24
2010-2011 PL 33 -32 FACup+CdL 2+0 -1 UCL 10 -6 CS 1 -1 46 -40
Totale Manchester United 186 -142 18 -14 56 -40 6 -8 266 -204
Totale carriera 605 -540; 1 62 -57 139 -118 14 -18 820 -733; 1

Record[modifica | modifica wikitesto]

Van der Sar detiene sia il miglior record di sempre d'imbattibilità riguardo alle gare ufficiali delle Nazionali, che stabilì tra il 2005 e il 2006 non subendo goal per 1013 minuti, sia quello riguardante l'imbattibilità individuale della UEFA Champions League, che stabilì durante la stagione 1995-1996 quando militava nell'Ajax. Detiene anche il record d'imbattibilità nelle gare esterne di UEFA Champions League (stagione 2010-2011).

Ha perso tre finali di UEFA Champions League, di cui due allo stadio Olimpico di Roma: il 22 maggio 1996 Juventus-Ajax (4-2 dcr, 1-1 dts), il 27 maggio 2009 Barcellona-Manchester United (2-0) e il 28 maggio 2011 al Wembley Stadium sempre in Manchester United-Barcellona (1-3).

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Club[modifica | modifica wikitesto]

Competizioni internazionali[modifica | modifica wikitesto]

Ajax: 1994-1995
Manchester United: 2007-2008
Ajax: 1991-1992
Ajax: 1995
Ajax: 1995
Manchester United: 2008
Juventus: 1999
Fulham: 2002

Individuale[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Ufficiale dell'Ordine di Orange-Nassau - nastrino per uniforme ordinaria Ufficiale dell'Ordine di Orange-Nassau
— 2010.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b UFFICIALE: Ajax, Van der Sar nuovo direttore del marketing. URL consultato il 28 novembre 2012.
  2. ^ (NL) Aantal Caps, voetbalstats.nl. URL consultato il 27 maggio 2010.
  3. ^ Van der Sar da record, il coniglio ha chiuso la porta in la Repubblica, 12 febbraio 2009. URL consultato il 29 dicembre 2009.
  4. ^ a b Lo United è un rullo, ma van der Sar non fa festa in la Repubblica, 4 marzo 2009. URL consultato il 29 dicembre 2009.
  5. ^ Dramma Van der Sar: lascia il calcio, repubblica.it, 30 dicembre 2009. URL consultato il 17 agosto 2011.
  6. ^ a b c d Gli eroi in bianconero: Edwin VAN DER SAR, tuttomercatoweb.com, 29 ottobre 2010. URL consultato il 17 agosto 2011.
  7. ^ (EN) Fulham extend Magpies jinx, bbc.co.uk, 19 novembre 2001. URL consultato il 17 agosto 2011.
  8. ^ (EN) Fulham's nine survive, telegraph.co.uk, 18 novembre 2002. URL consultato il 17 agosto 2011.
  9. ^ (EN) Anfield despair as even Gerrard comes up short, guardian.co.uk, 19 aprile 2004. URL consultato il 18 agosto 2011.
  10. ^ (EN) Angel pays for penalty misses, telegraph.co.uk, 3 febbraio 2005. URL consultato il 17 agosto 2011.
  11. ^ (EN) Man Utd seal Van der Sar switch, bbc.co.uk, 10 giugno 2005. URL consultato il 17 agosto 2011.
  12. ^ a b c (EN) Daniel Taylor, Edwin van der Sar given leave after wife suffers brain haemorrhage in The Guardian, 28 dicembre 2008. URL consultato il 29 dicembre 2009.
  13. ^ Stop di Van der Sar, la moglie è malata, corriere.it, 29 dicembre 2009.
  14. ^ (EN) United 3 Burnley 0 Manutd.com
  15. ^ Massimo Perrone, Huntelaar a quota 201 in Extra Time, 24 aprile 2011, p. 6.
  16. ^ 2 presenze nel Terzo turno preliminare.
  17. ^ 0 reti subite nel Terzo turno preliminare.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]