Hidetoshi Nakata

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Hidetoshi Nakata
Hidetoshi Nakata in Okinawa.jpg
Nakata nel 2012
Dati biografici
Nazionalità Giappone Giappone
Altezza 175 cm
Peso 72 kg
Calcio Football pictogram.svg
Dati agonistici
Ruolo Centrocampista
Ritirato 2006
Carriera
Giovanili
1986-1989
1989-1992
1992-1995
Hokushin Boys Soccer Club
Kofu Kita Jr. H.S
Nirasaki H.S.
Squadre di club1
1995-1998 Bellmare Hiratsuka Bellmare Hiratsuka 85 (16)
1998-2000 Perugia Perugia 47 (12)
2000-2001 Roma Roma 30 (5)
2001-2004 Parma Parma 67 (5)
2004 Bologna Bologna 17 (2)
2004-2005 Fiorentina Fiorentina 20 (0)
2005-2006 Bolton Bolton 21 (1)
Nazionale
1995
1997-2006
Giappone Giappone U-20
Giappone Giappone
2+ (2)
77 (11)
Palmarès
FIFA Confederations Cup.svg  Confederations Cup
Argento Corea del Sud-Giappone 2001
1 Dati relativi al solo campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
 

Hidetoshi Nakata (中田 英寿 Nakata Hidetoshi?) (Yamanashi, 22 gennaio 1977) è un ex calciatore giapponese.

Centrocampista centrale con propensione offensiva ritiratosi anzitempo nel 2006, ottenne successo in Italia specie con le maglie di Perugia, Roma e Parma.

Tra i più talentuosi calciatori asiatici di tutti i tempi, è stato eletto per due volte Calciatore asiatico dell'anno (1997 e 1998).

Nel 2004 è stato inserito da Pelé nel FIFA 100, la lista dei più grandi calciatori della storia ancora viventi stilata dal campione brasiliano.

Carriera[modifica | modifica sorgente]

Club[modifica | modifica sorgente]

Dal Giappone all'Italia[modifica | modifica sorgente]

Dal 1994 fino al settembre del 1998 militò nella J League, la massima serie del campionato di calcio giapponese, nelle file del Bellmare Hiratsuka, scendendo in campo complessivamente 88 volte e segnando 16 reti.

A portarlo in Italia, tramite l'agente FIFA Sabatino Durante, fu il Perugia, in cui giocò alla sua prima stagione 32 partite (con 10 centri), esordendo con una doppietta contro la Juventus nella partita persa dagli umbri per 3-4.

Lo scudetto con la Roma[modifica | modifica sorgente]

L'anno successivo divise la stagione tra Perugia e Roma. Con gli umbri giocò 15 partite segnando 2 gol, con i capitolini altri 15 incontri con 3 reti realizzate. Il suo gioco veloce ed offensivo si rivelò utile alla squadra, così, nonostante la presenza nel suo ruolo di Francesco Totti, Nakata rimase alla Roma anche nella stagione 2000-2001. A livello personale non ebbe modo di distinguersi, essendo schierato raramente, ma nella partita Juventus-Roma 2-2 fu protagonista. La Roma era in svantaggio di due reti quando Nakata entrò in sostituzione proprio di un poco ispirato Totti. Qualche minuto dopo fece partire un potente tiro da fuori area che si depositò in rete, per poi ripetersi poco più tardi con un altro tiro, deviato da van der Sar e ribadito in rete da Montella. Quel pareggio, raggiunto dalla Roma soprattutto grazie all'aiuto del campione asiatico, fu per i giallorossi fondamentale per la vittoria dello scudetto. Grazie a quella partita Nakata si guadagnò un posto indelebile nei ricordi dei tifosi romanisti.

Le altre squadre italiane[modifica | modifica sorgente]

Dall'estate del 2001 al gennaio del 2004 Nakata militò nel Parma, con il quale vinse una Coppa Italia, segnando nella finale di andata un goal importante contro la Juventus, e con cui disputò ottimamente le prime due annate, mentre la terza fu interrotta dal trasferimento al Bologna durante la sessione di gennaio del calciomercato. L'allenatore dei rossoblu Carlo Mazzone gli diede la possibilità di scendere in campo 17 volte, con Nakata capace di segnare 2 volte. La stagione 2004-2005 fu opaca per il campione nipponico, che con i colori viola della Fiorentina non brillò né segnò, spesso relegato in panchina.

La fine della carriera[modifica | modifica sorgente]

Nell'estate del 2005 è stato girato al Bolton Wanderers, squadra di Premier League. Al termine dei Mondiali di Germania 2006 ha annunciato la fine dell'attività agonistica, a soli 29 anni, dopo aver partecipato al terzo mondiale (questa volta con la fascia da capitano).

Ha intrapreso un viaggio solitario per il Mondo che lo ha portato a visitare Asia, Medio Oriente, Sud America e Africa[1]. Il 7 giugno del 2008, a Yokohama, si è disputata davanti a sessantatremila spettatori la partita di addio al calcio, che ha visto come avversari una selezione di giocatori giapponesi ed una di All-stars internazionali guidata da José Mourinho[2].

Nazionale[modifica | modifica sorgente]

Nakata con la maglia del Giappone prima dei Mondiali 2006

Le buone prestazioni nella J League gli valsero la prima convocazione nella Nazionale di calcio del Giappone Under-20. Con la sua selezione disputò le Olimpiadi del 1996.

Nel maggio 1997 esordì nella Nazionale maggiore contro la Corea del Sud. Il suo apporto nel corso delle qualificazioni al campionato del mondo 1998 fu decisivo. Nakata, tra l'altro, realizzò tutti e tre i gol giapponesi nei play-off contro l'Iran. Fu convocato anche in vista delle Olimpiadi del 2000 e partecipò al campionato del mondo 2002 disputati proprio in Giappone, e andò in rete nella gara vinta del Giappone per 2 a 0 contro la Tunisia.

Palmarès[modifica | modifica sorgente]

Club[modifica | modifica sorgente]

Competizioni nazionali[modifica | modifica sorgente]

Roma: 2000-2001
Parma: 2001-2002

Competizioni internazionali[modifica | modifica sorgente]

Bellmare Hiratsuka: 1995-1996

Individuale[modifica | modifica sorgente]

1997, 1998

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Cavaliere dell'Ordine della stella della solidarietà italiana - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine della stella della solidarietà italiana
— Roma, 12 ottobre 2005[3]

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

  • Nel videogioco calcistico Inazuma Eleven, il capitano della squadra italiana, Orpheus, è basato su di lui; infatti, ha lo stesso nome e il suo stesso numero di maglia (il 7).

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Alessandro Grandesso, La seconda vita di Nakata in La Gazzetta dello Sport, 29 gennaio 2008. URL consultato il 10-06-2010.
  2. ^ Nakata dà l'addio al calcio in La Gazzetta dello Sport, 07 giugno 2008. URL consultato il 10-06-2010.
  3. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]