Patrick Kluivert

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Patrick Kluivert
Patrick Kluivert portrait.jpg
Dati biografici
Nome Patrick Stephan Kluivert
Nazionalità Paesi Bassi Paesi Bassi
Altezza 187 cm
Peso 79 kg
Calcio Football pictogram.svg
Dati agonistici
Ruolo Allenatore (ex attaccante)
Squadra Paesi Bassi Paesi Bassi Ass.tecnico
Carriera
Giovanili
1983-1984
1984-1994
Schellingwoude Schellingwoude
Ajax Ajax
Squadre di club1
1994-1997 Ajax Ajax 70 (39)
1997-1998 Milan Milan 27 (6)
1998-2004 Barcellona Barcellona 182 (90)
2004-2005 Newcastle Newcastle 25 (6)
2005-2006 Valencia Valencia 10 (1)
2006-2007 PSV PSV 16 (3)
2007-2008 Lilla Lilla 13 (4)
Nazionale
1994-2004 Paesi Bassi Paesi Bassi 79 (40)
Carriera da allenatore
2008-2009 AZ Alkmaar AZ Alkmaar Collaboratore
2010 Brisbane Roar Brisbane Roar Vice
2010-2011 NEC N.E.C. Vice
2011-2013 Jong Twente Jong Twente
2012- Paesi Bassi Paesi Bassi Ass.tecnico
1 Dati relativi al solo campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
 

Patrick Stephan Kluivert (Amsterdam, 1º luglio 1976) è un ex calciatore e allenatore di calcio olandese, centravanti di origine surinamese, assistente tecnico di Louis van Gaal per la nazionale di calcio olandese.

Ha giocato per Ajax, Milan, Barcellona, Newcastle, Valencia, PSV e Lille.

Nel 2004 è stato inserito nel FIFA 100, una lista dei migliori 125 giocatori viventi stilata da Pelé per il centenario della FIFA.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Ha un figlio di nome Justin che gioca negli Under-13 dell'Ajax e che nel novembre 2011 ha scatenato una polemica perché insieme ai suoi compagni di squadra per festeggiare un gol segnato al Volendam sono corsi verso l'angolo dove un compagno con la bandierina in mano ha mimato una mitragliata all'indirizzo dei compagni, buttatisi a terra simulando di essere stati colpiti.[1]

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

L'inizio[modifica | modifica wikitesto]

Figlio di un calciatore professionista nato a Calcutta nel Suriname e di una madre originaria di Curaçao (Antille olandesi), impara a giocare a calcio nella strada. Dopo aver giocato per un anno nello Schellingwoude, entrò a far parte dell'accademia dell'Ajax all'età di sette anni. Durante i primi anni giocò in tutte le posizioni dell'area centrale del campo: difensore, centromediano, trequartista e centravanti[2]. Si distinse per tecnica e velocità ed aveva un'eccellente intelligenza calcistica, ma il suo carattere era considerato troppo impulsivo.

Ha giocato per l'under-15, l'under-16, l'under-17 dell'Olanda.

Club[modifica | modifica wikitesto]

Ajax[modifica | modifica wikitesto]

Dopo essere cresciuto nel vivaio dell'Ajax, ha debuttato in prima squadra il 28 agosto 1994[2] a diciotto anni, mettendosi subito in mostra con 18 gol al suo campionato d'esordio (1994-1995). Da più parti è accostato subito ai grandi centravanti olandesi del passato, da Johan Cruyff a Marco van Basten. Nella sua prima stagione è artefice di ottime prestazioni e guida l'Ajax alla conquista della sua quarta Coppa dei Campioni, la prima dopo il grande trittico dei tempi di Johann Cruyff. Sempre nel 1995 vince anche Campionato olandese e la Supercoppa d'Olanda. Il 24 maggio 1995, nella finale di Vienna contro il Milan di Fabio Capello, realizza la rete dell'1-0 decisivo a pochi minuti dal termine della partita e diventando così il più giovane marcatore in una finale di Coppa dei Campioni[2]. In quell'anno vince anche la Supercoppa europea e la Coppa Intercontinentale. Sempre nel 1995 conquista il Trofeo Bravo ed il titolo di Talento olandese dell'anno.

Milan[modifica | modifica wikitesto]

Dopo essere rimasto ad Amsterdam per altre due stagioni, bissando nel 1996 la conquista del titolo nazionale dopo quello del 1995, nell'estate 1997 si è trasferito al Milan. Su di lui c'erano grandissime attese ma la sua stagione non è stata buona, avendo segnato solo 6 reti in 27 partite di campionato (contro Udinese, Bari, Atalanta, Lazio e una doppietta al Vicenza) e tre in sei partite di Coppa Italia (contro la Sampdoria agli ottavi e una doppietta al Parma in semifinale). La sua stagione in rossonero si è rivelata quindi negativa, come quella di tutta la squadra, colpita da una crisi tra le più buie della sua storia. Nel corso della sua militanza in Italia Kluivert si è guadagnato una reputazione di mangia-gol, infatti era frequentemente bistrattato dalla Gialappa's Band per via dei suoi clamorosi errori sottoporta (celebre la partita di Coppa Italia contro la Sampdoria a San Siro in cui nello spazio di pochi minuti sprecò tre chiare occasioni da gol: colpì due traverse a porta vuota e mandò alto un pallone da due passi con portiere a terra, la partita comunque finì 3-2 per il Milan con rete al 92' dello stesso Kluivert). Kluivert ha trovato poco spazio in squadra e, anche se aveva iniziato il ritiro pre-campionato con il Milan nella stagione 1998-1999, dopo la disputa di un'amichevole estiva è stato ceduto al Barcellona per circa 30 miliardi di lire.

Barcellona[modifica | modifica wikitesto]

Con il Barcellona ha vinto subito il campionato. Con la maglia blaugrana ha disputato 6 stagioni di fila con buoni risultati, anche se mai corrispondenti alle aspettative di una carriera luminosa suscitate nelle stagioni trascorse in Olanda. Con il club catalano ha giocato 181 partite di campionato, mettendo a segno 90 reti che ne fanno il 6° marcatore di sempre della storia del Club nella Liga.

Newcastle United[modifica | modifica wikitesto]

Kluivert firma per il Newcastle United nel 21 luglio 2004. Kluivert segnò gol di classe, molte volte cruciali per la vittoria come contro il Chelsea ed il Tottenham Hotspur nella FA Cup, entrambe vinte per 1-0. Nonostante i 13 centri messi a segno nella sua stagione di debutto, il Newcastle finisce nella parte medio-bassa della classifica che mise in atto una clausola rescissoria del contratto, la quale diceva che entrambi le parti potevano decidere di non estendere il contratto per un altro anno. Ambo le parti decisero che il calciatore poteva lasciare la squadra.

Valencia[modifica | modifica wikitesto]

Kluivert decise di tornare in Spagna e di giocare per il Valencia FC. Viene riportato che nel contratto venne inclusa una speciale clausola che aveva il permesso di licenziare il giocatore se fosse stata constatata la mancanza di disciplina fuori dal campo.

Dopo solo 202 minuti di gioco e dopo aver passato quasi l'intera stagione infortunato, gli venne concesso di cercarsi una nuova squadra.

PSV[modifica | modifica wikitesto]

Nonostante le diffuse voci che volevano Kluivert tornare a casa nell'Ajax, il suo ritorno nell'Eredivisie fu con il PSV, con il quale firmò per un anno. Proprio come per il suo debutto con l'Ajax, Kluivert debuttò contro il Feyenoord in un 2-1 vincente, partendo dalla panchina. Da allora, ebbe due infortuni durante la prima metà della stagione. In una partita contro l'Ajax al Philips Stadion, Kluivert rifiutò di esultare dopo aver segnato contro il suo ex club. È stato svincolato nel mese di luglio 2007.

Lille e finale di carriera[modifica | modifica wikitesto]

Kluivert ai tempi de Lille

Il 25 luglio 2007, Kluivert ha rifiutato l'offerta di prova col Sheffield Wednesday e prima dell'inizio della stagione 2007-08 firmò per il Lille, club di prima divisione francese, promettendo di rilanciarsi affermando di non essere solo un nome. Al termine della stagione, dopo solo 14 presenze ed un contributo di quattro gol e preziosi assist, lascia la squadra dopo la scadenza del contratto. Si è allenato con l'AZ Alkmaar, squadra olandese allenata in quel periodo da Louis Van Gaal.

Nazionale[modifica | modifica wikitesto]

Con l'Olanda ha esordito il 16 novembre 1994[2] contro la Rep. Ceca. Ha fatto parte della nazionale arancione impegnata a Euro 96, Euro 2000, dove è stato capocannoniere con Savo Milosevic con 5 reti, ad Euro 2004 e ai Mondiali 1998. In maglia oranje ha segnato 40 reti in 79 presenze.

Allenatore[modifica | modifica wikitesto]

Il 29 aprile 2008 viene reso noto che Kluivert ha preso parte al corso della federazione calcistica olandese per diventare un allenatore.

A partire dal 18 luglio dello stesso anno ha fatto parte dello staff di Louis van Gaal all'AZ, militante nell'Eredivisie. Il 30 giugno 2009 lascia il club insieme a van Gaal.

Nel dicembre del 2009 ha terminato il corso da allenatore.

Il 24 gennaio 2010 è stato allenatore in seconda al Brisbane Roar in Australia.

Dall'11 agosto 2010 al 30 giugno 2011 è stato vice-allenatore di Wiljan Vloet al NEC Nijmegen.

Il 1º luglio 2011 allena il Twente Jong portandoli a vincere il campionato nel 2012. Decide di lasciare l'incarico il 30 giugno 2013.[3]

Dal 1º agosto 2012 fa parte dello staff di Louis van Gaal per la nazionale di calcio olandese.

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Competizioni nazionali[modifica | modifica wikitesto]

Ajax: 1994-1995, 1995-1996
PSV: 2006-2007
Ajax: 1994, 1995
Barcellona: 1998-1999

Competizioni internazionali[modifica | modifica wikitesto]

Ajax: 1994-1995
Ajax: 1995
Ajax: 1995

Individuale[modifica | modifica wikitesto]

2000 (5 reti)
1995
1995

Vita privata[modifica | modifica wikitesto]

Kluivert fu accusato di omicidio colposo per un incidente automobilistico causato ad Amsterdam per eccesso di velocità il 9 settembre 1995, venendo condannato a 240 ore di lavori socialmente utili che ha successivamente prestato in un ospizio. Il processo ebbe un gran impatto sull'opinione pubblica e fu definito come "il caso O. J. Simpson olandese". Nel giugno del 1997 la ventenne Marielle Boon, denuncia Patrick Kluivert e tre amici del giocatore per stupro; la violenza sarebbe avvenuta la notte del 13 maggio, nell'appartamento di Amsterdam del campione neo acquisto del Milan, dopo che i quattro l'avevano prelevata in una discoteca. In quel periodo la moglie stava partorendo il suo primo figlio. Kluivert rischiava 12 anni di prigione. Il procedimento giudiziario a suo carico fu archiviato per mancanza di prove.[2][4].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ U13 esultano mimando mitra - C'è Kluivert jr. in Extra Time, 8 novembre 2011, p. 10.
  2. ^ a b c d e La Gazzetta dello Sport Magazine, anno III n°28-1997.
  3. ^ Twente, Kluivert lascia la panchina. Futuro nell'Olanda
  4. ^ Piedi Nudi, Carlo Petrini, 2010, Kaos Edizioni

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]