Svastica
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La svastica o croce uncinata (dal sanscrito स्वास्तिक, traslitterato in svāstika) è una croce equilatera con i bracci piegati ad angoli retti. È stata usata come simbolo, generalmente con significati augurali o di fortuna, da molte culture fin dal neolitico, ed è ancora oggi un simbolo sacro in alcune religioni come l'Induismo, il Buddismo ed il Giainismo. Dopo la Seconda guerra mondiale, a seguito del suo utilizzo nella bandiera della Germania nazista, il suo uso in occidente è oggetto di controversie.
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[modifica] Etimologia
La parola svastica deriva dalla traslitterazione dell'omonimo termine sanscrito (स्वास्तिक in alfabeto devanagari) che significa genericamente «fortunato, di buon augurio» ed è utilizzato nel suo contesto linguistico per simboleggiare "persone o cose che portano fortuna".
La prima parte della parola è composta dal prefisso su- che significa "buono, bene" (linguisticamente affine al greco ευ, eu- con lo stesso significato) e da asti, coniugazione della radice verbale as (essere): svāsti, pertanto, assume il significato di "stare bene". Il suffisso -ka forma un diminutivo, per cui svastica è traducibile letteralmente come "piccola cosa in relazione con lo star bene" che si può far corrispondere a un termine come "portafortuna" [1].
Generalmente, per consuetudine, il termine svastica viene considerato in italiano un sostantivo di genere femminile. Originariamente, in sanscrito, il sostantivo è in realtà maschile trattandosi di una parola utilizzata prevalentemente come simbologia per l'astro solare contrapposta alla simbologia lunare [2]. È possibile ipotizzare che il suo utilizzo al femminile, in occidente, derivi dall'errata traduzione in "felicità" [3].
[modifica] Ritrovamenti archeologici
I primi reperti consistenti facenti uso della svastica risalgono al Neolitico, anche se esistono alcuni rari reperti persino risalenti del tardo Paleolitico. Il simbolo è stato ritrovato in numerori frammenti di ceramica nel Khuzestan (Iran) e persino nella scrittura utilizzata dalla Cultura Vinca nell'Europa neolitica. Altri ritrovamenti risalgono all'Età del bronzo nella zona di Sintashta in Russia e all'Età del ferro nel Caucaso settentrionale e in Azerbaijan [4]. Una svastica appare altresì sui ruderi della sinagoga di Cafarnao accanto ad una stella di David . In tutte queste culture il simbolo non sembra ricoprire significati particolari, ma semplicemente come uno fra i tanti simboli utilizzati.
[modifica] Reperti archeologici in Italia
- Una svastica è incisa nel tufo di una tomba etrusca nel Cavone di Sovana, una città etrusca in provincia di Grosseto, (frazione del comune di Sorano).
- Il simbolo è disegnato su un busto femminile in terracotta policroma, custodito nel museo di Paestum.
- Un fregio svasticoide appare su di una terracotta previllanoviana conservata al museo etrusco di Villa Giulia a Roma.
- Nelle catacombe dei Santi Marcellino e Pietro , a Tor Pignattara ( Roma), é visibile una figura umana , piuttosto enigmatica, che indossa un abito su cui spiccano tre svastiche.
- Un vaso greco decorato con molte svastiche è presente nel museo archeologico "Ridola" di Matera.
- Alcune svastiche sono presenti nei mosaici delle ville del sito archeologico di Ercolano (Napoli) e distrutte nell'eruzione vulcanica del 79. Anche a Pompei compare spesso come motivo ornamentale: ve ne sono diverse nella decorazione della volta dell'apodyterium (spogliatoio) delle Terme Stabiane.
- Diverse svastiche sono presenti nel "Mosaico a cassettoni" della Domus dei Coiedii di Suasa.
- Un piatto in terracotta decorato con svastiche è presente nel museo archeologico di Melfi, all'interno del castello normanno, tuttavia attualmente non è esposto al pubblico.
- Una serie di svastiche sono scolpite lungo i quattro lati del detto di Stilicone, collocato sotto il pulpito della Basilica di Sant'Ambrogio, a Milano.
- Motivo ricorrente tra le decorazioni a mosaico della Basilica di San Vitale a Ravenna e nel vicino Mausoleo di Galla Placidia e nel pavimento più antico di San Giovanni Evangelista
- La rosa camuna di Carpene (Sellero) presenta una forma a svastica.
- Sulla pavimentazione di Ostia antica nei pressi delle rovine del teatro è presente una svastica raffigurante il sole.
- Sul fondo di una piscina termale presso il tempio di Elea-Velia sito nel comune di Ascea.
- Sul tetto interno del duomo di Reggio Calabria sono incise una serie di svastiche lungo tutti gli infissi.
- Molte svastiche sono presenti come elementi decorativi e simboli di buon augurio nei mosaici e nei dipinti murali della Villa Imperiale di Piazza Armerina in Sicilia.
- Alcune svastiche ornano la scritta COR JESU sul lato di via Fatebenefratelli della chiesa di San Marco a Milano.
[modifica] La svastica nella cultura e nella religione
[modifica] Da simbolo augurale a emblema nazista
Il vocabolo sanscrito è documentato per la prima volta nei testi dell'epica classica indiana quali il Ramayana e il Mahabharata, due testi sacri dell'induismo. Il simbolo pare essersi diffuso nelle aree intorno all'India - nella duplice forma con i rebbi rivolti a destra (senso orario) o a sinistra (senso antiorario) - come schema grafico votivo implorante benessere e fortuna. Ebbe anche la funzione di rappresentare in via stilizzata il Sole.
Fu in uso presso popolazioni diverse, per esempio presso molte tribù di nativi americani come i Navajo che lo avrebbero però eliminato dalla loro tradizione durante la seconda guerra mondiale rifiutando ogni accostamento con la simbologia nazista.[5] La svastica compare altresì nell'arte popolare dell'Estonia e della Finlandia. Negli anni trenta e quaranta del XX Secolo la Suomen ilmavoimat, l'aeronautica militare finlandese portava sulla coccarda una svastica di colore azzurro. La svastica venne altresì riproposta dai teosofi alla fine del XIX secolo. La sua odierna notorietà è, infatti, legata alla sua adozione da parte del partito nazionalsocialista tedesco e, successivamente, del Terzo Reich.
Prima dell'avvento del nazismo, la svastica era già stata utilizzata in Germania dai movimenti che si rifacevano all'ideologia etno-nazionalista Völkisch. Il primo uso documentato come simbolo ariano fu quello di Adolf Lanz che la utilizzò per comporre la bandiera del suo Ordo Novi Templi, un'organizzazione parareligiosa che propugnava le tesi dell'ariosofia. La bandiera gialla dell'ordine mostrava una svastica rossa attorniata da quattro gigli araldici dello stesso colore.[6]
Guido von List adottò la svastica come simbolo del neopaganesimo in Germania, idea seguita dalla Società Thule. Su suggerimento del Dr. Friedrich Krohn della Thule Society[7], Hitler adottò la svastica all'interno di un cerchio come simbolo del partito Nazista nel 1920. I ricercatori francesi Louis Pauwels e Jacques Bergier scrissero in Le Matin des Magiciens (1962), che Karl Haushofer convinse Hitler a scegliere la croce uncinata come simbolo del nazismo. Haushofer, appassionato di cultura giapponese e indiana, tornato a Berlino nel 1918, fondò la Vril Society; molti ritengono che sia stato il principale fautore dell'alleanza fra Hitler e i giapponesi[senza fonte].
[modifica] Alfabeto runico
La svastica è la lettera G nell'alfabeto runico, utilizzato nel Nord Europa nel Medioevo.
[modifica] Falun Gong
Ultimamente, l'uso della svastica è stato ripreso dal movimento Qi gong cinese del Falun Gong, che ne fa un uso di tipo tradizionale, prendendolo dalla tradizione buddista e mescolandolo con elementi tradizionali cinesi dello yin e yang.
[modifica] Arti marziali
La scuola fondamentale di Shorinji Kenpō utilizza la svastica come simbolo in Giappone. Essa è presente anche nel film con Sonny Chiba The Killing Machine.
[modifica] Animazione
Alcuni manga giapponesi contengono il simbolo manji, che ricordando la svastica viene spesso modificato nella trasposizione dell'anime rispetto al disegno originale. Alcuni esempi sono:
- Naruto: il clan Hyuga del Villaggio della Foglia ha sulla fronte il famoso Sigillo degli Hyuga, rappresentato nel manga come una svastica verde disegnata sulla fronte. Nell'animazione il disegno è stato modificato in una croce dello stesso colore.
- One Piece: il manji rappresenta il simbolo del Jolly Roger della Ciurma di Barbabianca, conosciuto come Edward Newgate. Anche in questo caso il disegno è stato modificato in una croce bianca, sia sulla bandiera che sulla schiena del membro della ciurma Portuguese D. Ace.
- Nel manga L'immortale il personaggio principale (il cui nome è appunto Manji) reca sulla schiena un manji sinistrorso metà bianco e metà nero.
- Nel manga di Bleach, quando Ichigo rilascia il Bankai, l'elsa della sua spada è a forma di svastica.
- In Bem il mostro umano indica il simbolo invincibile.
[modifica] Curiosità
L' imperatrice Alessandra Feodorovna, imprigionata nella casa Ipatev ad Ekaterinburg, prima dell'uccisione tracciò una svastica sull'intelaiatura di una finestra . Il fatto può trovare spiegazione dall'interesse dell'imperatrice per la teosofia . [8]
[modifica] Galleria di immagini
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La rosa camuna di Carpene, si può notare come la sua forma richiami la svastica |
[modifica] Note
- ^ The Swastika, Northvegr Foundation. Note sull'etimologia e il significato della svastica
- ^ Cfr. Evola, J. Simboli della tradizione occidentale, Arktos
- ^ Eliade, M. (2004) Occultismo stregoneria e mode culturali. Saggi di religioni comparate, Sansoni
- ^ Cultinfo Department of Culture of Vologda Regional Government
- ^ Dottie Indyke. The History of an Ancient Human Symbol, 2005, da The Wingspread Collector's Guide to Santa Fe, Taos and Albuquerque, Volume 15.
- ^ José Manuel Erbez. "Order of the New Templars 1907". Flags of the World, 2001.
- ^ Fra le varie fonti: The Unknown Hitler di Wulf Schwartzwaller
- ^ King, G., The Last Empress, p.344
[modifica] Bibliografia
- Thomas Wilson, The Swastika: The Earliest Known Symbol, and Its Migrations; with Observations on the Migration of Certain Industries in Prehistoric Times, in Annual report of the Board of Regents of the Smithsonian Institution, Smithsonian Institution", Washington, 1896, pp. 757-1030
- Aigner, Dennis J. (2000). The Swastika Symbol in Navajo Textiles. Laguna Beach, California: DAI Press. ISBN 0-9701898-0-X.
- Ernest Klein, Kleins Comprehensive Etymological Dictionary of the English Language, Elsevier, 1971
- Robert H. Mathews, Mathews' Chinese-English dictionary, Harvard University Press, 1966
- ManWoman, Gentle Swastika - reclaiming the innocence, Flyfoot press, 2001
- Umberto Cordier : " Guida ai luoghi misteriosi d' Italia ", Casale Monferrato, PIEMME, 2004
[modifica] Altri progetti
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