Uli Stielike

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Uli Stielike
Ulrich stielike 1980.png
Dati biografici
Nome Ulrich Stielike
Nazionalità bandiera Germania Ovest
Germania Germania (dal 1990)
Altezza 176 cm
Calcio Football pictogram.svg
Dati agonistici
Ruolo Allenatore (ex difensore)
Ritirato 1988 - giocatore
Carriera
Giovanili
1962-1972 Flag of None.svg SpVgg Ketsch
Squadre di club1
1972-1977 Borussia M'bach Borussia M'bach 109 (12)
1977-1985 Real Madrid Real Madrid 215 (41)
1985-1988 Neuchatel Xamax Neuchâtel Xamax 66 (0)
Nazionale
1975-1984 Germania Ovest Germania Ovest 42 (3)
Carriera da allenatore
1989-1991 Svizzera Svizzera
1992-1994 Neuchatel Xamax Neuchâtel Xamax
1994-1996 Waldhof Mannheim Waldhof Mannheim
1998-1998 Germania Germania U-21
1998-2000 Germania Germania (vice)
2000-2004 Germania Germania U-21
2006-2008 Costa d'Avorio Costa d'Avorio
2008 Sion Sion
2008-2010 Al-Arabi Al-Arabi
2010-2012 Al-Sailiya Al-Sailiya
2013-2014 Al-Arabi Al-Arabi
Palmarès
Coppa mondiale.svg Mondiali di calcio
Argento Spagna 1982
UEFA European Cup.svg Europei di calcio
Argento Jugoslavia 1976
Oro Italia 1980
1 Dati relativi al solo campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
Statistiche aggiornate al 19 aprile 2011

Ulrich Stielike– detto Uli – (Ketsch, 15 novembre 1954) è un allenatore di calcio ed ex calciatore tedesco, di ruolo libero.

Carriera[modifica | modifica sorgente]

Calciatore[modifica | modifica sorgente]

Club[modifica | modifica sorgente]

Stielike con la maglia del Borussia Mönchengladbach nel 1976

Nato a Ketsch, nel Baden-Württemberg, entrò nel giro delle giovanili della Nazionale tedesco-occidentale già dai tempi della militanza nel club della sua città, il SpVgg 06 Ketsch. Proprio grazie alle performance in Nazionale fu notato nel 1972 dal Borussia Mönchengladbach, all'epoca una delle potenze del calcio tedesco ed europeo: nel primo anno nella sua nuova squadra, sotto la guida di Hennes Weisweiler, vinse subito la Coppa di Germania e giunse alla finale di Coppa UEFA, tuttavia persa contro il Liverpool.

Mediano - centrocampista arretrato, fu il perno del centrocampo della squadra che vinse tre Bundesliga consecutive, dal 1974/75 al 1976/77, nonché la Coppa UEFA 1974/75 vinta contro gli olandesi del Twente. L'ultimo atto da giocatore del Mönchengladbach fu la finale di Roma della Coppa dei Campioni 1976/77, di nuovo contro il Liverpool, e di nuovo risoltasi in una sconfitta.

Nella stagione 1977/78 si trasferì in Spagna, nel Real Madrid, squadra con la quale continuò la sua striscia di campionati nazionali consecutivi: fino al 1980, infatti, le Merengues vinsero tre titoli spagnoli in sequenza, e nel 1981, riuscirono a centrare - per la prima volta dopo 15 anni - la finale della Coppa dei Campioni: l'avversario che trovarono a Parigi fu ancora una volta il Liverpool che, con un goal di Alan Kennedy, vinse la sua ennesima Coppa. Il primo successo europeo con il Real Madrid fu la Coppa UEFA 1984/85, che coincise anche con l'ultima stagione giocata in Spagna. Nel suo palmarès personale figurano anche due Coppe del Re (1979/80 e 1981/82) e una Coppa di Lega (1985).

A 31 anni, decise di chiudere la sua carriera agonistica tra gli svizzeri del Neuchâtel. Prima di ritirarsi nel 1988 vinse ancora due titoli, i campionati elvetici del 1986/87 e 1987/88.

A parte le presenze ed i goal nelle rispettive Leghe, realizzò nelle Coppe Europee 3 goal in 28 incontri con il Mönchengladbach, 2 goal in 43 incontri con il Real Madrid e 5 goal in 12 incontri con il Neuchâtel.

Nazionale[modifica | modifica sorgente]

Già facente parte delle varie giovanili tedesche, esordì in Nazionale maggiore nel 1975 e prese parte a tutti i tornei fino al 1984. Fece parte delle selezioni per il campionato del mondo 1982, nonché per i campionati d'Europa di Jugoslavia (1976), Italia (1980) - in cui la Germania Ovest si laureò campione continentale - e Francia (1984), ma non per quelle del campionato del mondo 1978, a causa della decisione presa dalla federcalcio tedesca alla fine degli anni settanta di non convocare calciatori che giocassero all'estero. Impiegato come libero, secondo alcuni osservatori Stielike sembrava idoneo a divenire il degno successore di Franz Beckenbauer alla guida della difesa tedesca, ma il fatto di non militare nella Bundesliga lo portò a scendere in campo solo 42 volte in 9 anni. L'ultima partita (Germania Ovest-Argentina 1-2, settembre 1984), curiosamente, coincise con l'esordio da CT proprio di Beckenbauer. Nei 9 anni in Nazionale realizzò anche 3 gol.

Il maggior successo sportivo a livello di Nazionale fu senza dubbio la vittoria nel campionato d'Europa 1980 la cui finale si disputò a Roma il 22 giugno 1980. Di fronte a una selezione organizzata come quella belga Stielike governò la propria difesa in modo da limitare le iniziative avversarie, anche se fu proprio lui a causare il calcio di rigore con cui i belgi pareggiarono temporaneamente, con un fallo su Ceulemans lanciato a rete.

Fu presente anche nella finale di Madrid del campionato del mondo 1982, in cui l'Italia vinse il suo terzo titolo mondiale. A titolo statistico Stielike è l'unico calciatore della nazionale tedesca ad aver sbagliato un tiro di rigore in una fase finale di un campionato del mondo. Accadde l'8 luglio 1982 a Siviglia, durante la semifinale del citato campionato: la partita contro la Francia terminò 3-3 dopo i tempi supplementari, e fu decisa ai rigori. La Germania Occidentale vinse 5-4, ma Stielike sbagliò il suo rigore, il quinto della serie, terzo per i tedeschi. Nelle successive tre occasioni mondiali in cui partite della Germania terminarono ai tiri di rigore (1986, 1990, 2006), nessun tedesco ha mai fallito dal dischetto.

Allenatore[modifica | modifica sorgente]

Subito dopo il ritiro, assunse nel 1989 l'incarico di commissario tecnico della Nazionale svizzera, che guidò nel percorso di qualificazione - fallito - al campionato del mondo 1990. Sempre in Svizzera allenò la sua ultima squadra da calciatore, il Neuchâtel. Tornato in Germania allenò nel biennio 1994-1996 il Mannheim e, dal 1998, entrò nei ranghi federali per seguire le nazionali giovanili tedesche, impegno al quale nei primi due anni accompagnò anche l'incarico di allenatore in 2ª della Nazionale maggiore dal 9 settembre 1998 al 7 maggio 2000. Dal 2000 al 2004 si dedicò invece interamente alla guida della Nazionale U.21. Dal 14 settembre 2006 al 7 gennaio 2008 ha guidato la Nazionale ivoriana, subentrando al dimissionario tecnico precedente, il francese Henri Michel. Si è dimesso nel 2008 per stare vicino al figlio malato, morto il 1º febbraio 2008[1].

Il 31 maggio 2008 è stato ingaggiato come allenatore del FC Sion, squadra della Axpo Super League svizzera. Il 3 novembre dello stesso anno lascia il club elvetico dopo la richiesta del presidente Christian Constantin di poter partecipare alle scelte tattiche. Il 5 gennaio 2009 diventa allenatore del club Al-Arabi Sports Club.

Palmarès[modifica | modifica sorgente]

Giocatore[modifica | modifica sorgente]

Club[modifica | modifica sorgente]

Competizioni nazionali[modifica | modifica sorgente]
Borussia Mönchengladbach: 1974-1975, 1975-1976, 1976-1977
Borussia Mönchengladbach: 1972-1973
Real Madrid: 1977-1978, 1978-1979, 1979-1980
Real Madrid: 1979-1980, 1981-1982
Real Madrid: 1984-1985
Neuchâtel Xamax FC: 1986-1987, 1987-1988
Neuchâtel Xamax FC: 1987
Competizioni internazionali[modifica | modifica sorgente]
Borussia Mönchengladbach: 1974-1975
Real Madrid: 1984-1985

Nazionale[modifica | modifica sorgente]

Italia 1980

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Ansa.it

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 169767614