Golden goal

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Nel calcio il golden goalgol d'oro» in lingua inglese) fu, dal 1993 al 2004, la rete realizzata durante i tempi supplementari di un incontro: da regolamento, la marcatura poneva fine alla partita assegnando la vittoria alla squadra andata a segno. Tale regola era prevista in competizioni a eliminazione diretta, qualora al termine dei 90' regolamentari il risultato fosse di parità.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'idea venne resa pubblica per la prima volta in una lettera apparsa sul quotidiano londinese The Times il 16 aprile 1992, e introdotta ufficialmente dalla FIFA nel 1993: in caso di parità al termine dei tempi regolamentari, l'incontro prosegue coi supplementari (due tempi da 15' ciascuno) dove l'eventuale primo gol assegna la vittoria alla squadra che lo realizza; se invece dopo 120' di gioco il risultato è ancora in parità, si va all'esecuzione dei tiri di rigore. Il golden goal si rifà al concetto di sudden death, la cosiddetta "morte improvvisa", presente in altri sport di squadra come hockey e football americano: a questa locuzione, percepita negativamente dalla FIFA, fu preferito l'aggettivo "golden" ("d'oro", "dorato"). L'applicazione della regola non era obbligatoria, ma demandata alla discrezione delle singole federazioni organizzatrici dei tornei. Da notare tuttavia come, già nel primo dopoguerra, in alcune edizioni della Coppa d'Inghilterra venne messa in piedi, in maniera del tutto ufficiosa, un regola similare, che però non portava ai rigori: si trattava infatti di supplementari a oltranza, senza limiti di tempo, dove avrebbe vinto la squadra che per prima sarebbe andata in rete.[senza fonte]

A livello internazionale, il golden goal risultò per la prima volta decisivo nell'assegnazione di un trofeo in occasione della finale del Torneo di Viareggio 1994, chiusasi dopo un rigore trasformato da Alessandro Del Piero al 105';[1] sempre nello stesso anno il golden goal decise un altro torneo giovanile, l'Europeo Under-21, con la finale tra Italia e Portogallo interrotta dalla marcatura di Pierluigi Orlandini al 97'. A livello professionistico, la prima finale assegnata al golden goal fu invece quella di Football League Trophy, che nel 1995 vide il Birmingham City superare il Carlisle United con la rete di Paul Tait al 103'.[2] Un golden goal decise, l'anno dopo, la finale del campionato d'Europa 1996 vinto dalla Germania contro la Rep. Ceca, risolta da Oliver Bierhoff al 95'. Negli anni seguenti, il golden goal decise anche la successiva edizione dell'Europeo, quella del 2000, dove la Francia superò in finale l'Italia grazie a David Trezeguet, a segno al 103'. Altri appuntamenti finali decisi da tale regola furono quelli della Coppa UEFA 2000-2001 tra Liverpool e Alavés, risolta da un golden goal – o meglio, si trattò di un'autorete degli spagnoli – al 117' che diede il successo agl'inglesi, e della Confederations Cup 2003, dove la Francia ebbe la meglio del Camerun con un golden gol di Thierry Henry al 97'.

L'introduzione della regola fu pensata per cercare di stimolare un maggior gioco offensivo, riducendo così il ricorso ai rigori: si ottenne però l'effetto opposto in quanto, spesso, le squadre adottavano un gioco più difensivo onde evitare di subire una rete irrecuperabile. Era inoltre opinione comune che la regola mettesse eccessiva pressione all'arbitro. Anche per tale motivo, nel 2002 la UEFA varò una sua variante, il silver goal. Tale regola prevedeva che la segnatura di una rete nei tempi supplementari non avrebbe posto fine all'incontro, ma la frazione di gara sarebbe stata comunque portata a termine: se una delle due squadre avesse chiuso il primo tempo supplementare in vantaggio, si sarebbe aggiudicata la vittoria; in caso di pareggio, invece, l'incontro sarebbe proseguito sino al 120' ed eventualmente ai rigori. Anche in questo caso l'applicazione della regola non fu imposta obbligatoriamente. L'IFAB decise di rimuovere entrambe le regole nel febbraio 2004: dopo il campionato europeo di quell'anno, golden e silver goal vennero eliminati dal regolamento.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Aurelio Benigno, Il Viareggio è bianconero in La Stampa, 17 febbraio 1994, p. 34.
  2. ^ (EN) Trevor Haylett, Fry's delight as Carlisle succumb to sudden death in The Independent, 24 aprile 1995.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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