Nevio Scala

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Nevio Scala
Nevio Scala - Milan 1967-68.jpg
Dati biografici
Nazionalità Italia Italia
Altezza 174 cm
Peso 71 kg
Calcio Football pictogram.svg
Dati agonistici
Ruolo Allenatore (ex centrocampista)
Carriera
Giovanili
600px Rosso e Blu2.png Nova Gens
Milan Milan
Squadre di club1
1965-1966 Milan Milan 0 (0)
1966-1967 Roma Roma 28 (1)
1967-1969 Milan Milan 11 (0)
1969-1971 L.R. Vicenza L.R. Vicenza 59 (2)
1971-1973 Fiorentina Fiorentina 50 (6)
1973-1975 Inter Inter 26 (1)
1975-1976 Milan Milan 23 (0)
1976-1979 Foggia Foggia 85 (2)
1979-1980 Monza Monza 14 (0)
1980-1981 Adriese Adriese 23 (1)
Nazionale
1969 Italia Italia U-21 1 (0)
Carriera da allenatore
1985-1987 L.R. Vicenza L.R. Vicenza Giovanili
1987-1989 Reggina Reggina
1989-1996 Parma Parma
1996-1997 Perugia Perugia
1997-1998 Bor. Dortmund Borussia Dortmund
2000-2001 Besiktas Beşiktaş
2002 Sachtar Shakhtar Donetsk
2004 Spartak Mosca Spartak Mosca
1 Dati relativi al solo campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
Statistiche aggiornate al 4 agosto 2007

Nevio Scala (Lozzo Atestino, 22 novembre 1947) è un allenatore di calcio ed ex calciatore italiano.

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Giocatore[modifica | modifica wikitesto]

Giocò nelle giovanili della Nova Gens, squadra di Noventa Vicentina, per poi passare nelle giovanili del Vicenza e del Milan. Dopo una discreta carriera di centrocampista (tra il 1966 e il 1980 indossa le casacche della Roma, della Fiorentina (dove perse una finale di Coppa Mitropa e Coppa Anglo-Italiano), del Milan, del Vicenza, dell'Inter, del Foggia del Monza e dell'Adriese, inizia ad allenare alla fine degli anni ottanta.

Allenatore[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1988 porta la Reggina in Serie B. L'anno successivo, ancora con la Reggina, sfiora la serie A perdendola nello spareggio ai calci di rigore contro la Cremonese. Sostituisce successivamente Vitali sulla panchina del Parma, con cui ottiene la promozione nella massima serie nel 1990.

Nei sei anni in cui Scala siede sulla panchina del Parma, il club - che sino ad allora non aveva mai disputato il massimo torneo - entra nei vertici del calcio europeo: dopo la conquista della Coppa Italia nel 1992 il Parma si aggiudica la Coppa delle Coppe 1992-1993 e la Supercoppa europea nel 1993 e la Coppa UEFA 1994-1995 nel 1995 (con un onorevole secondo posto nella Coppa delle Coppe 1993-1994 nella stagione intermedia). Insieme al Verona di Bagnoli, il Parma di Scala entra nella selezionata mitologia delle provinciali che vincono e incantano nel calcio italiano, ma è la prima a farlo anche in campo continentale. In serie A arriva al 3° posto in due occasioni: nel 1992-93 e nel 1994-95.

In seguito Scala allena il Perugia nella stagione 1996-97 e l'anno seguente 1997-98 si trasferisce in Germania sulla panchina del Borussia Dortmund con cui vince la Coppa Intercontinentale 1997.

Nel 2000-01 allena la formazione turca del Beşiktaş, nel 2001-2002 allena gli ucraini dello Shakhtar Donetsk con cui vince il campionato d'Ucraina ed una coppa nazionale e nel 2004 i russi dello Spartak Mosca con cui giunge 8° in classifica.

Attualmente è opinionista nella trasmissione radiofonica di Radiouno Domenica Sport; si dedica inoltre alla coltivazione di tabacco nell'azienda di famiglia insieme ai suoi due fratelli nelle campagne padovane.

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Da giocatore[modifica | modifica wikitesto]

Competizioni nazionali[modifica | modifica wikitesto]

Milan: 1967-1968

Competizioni internazionali[modifica | modifica wikitesto]

Milan: 1967-1968
Milan: 1968-1969

Da allenatore[modifica | modifica wikitesto]

Competizioni nazionali[modifica | modifica wikitesto]

Parma: 1991-1992
Shakhtar Donetsk: 2002
Shakhtar Donetsk: 2002

Competizioni internazionali[modifica | modifica wikitesto]

Parma: 1992-1993
Parma: 1993
Parma: 1994-1995
Borussia Dortmund: 1997

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Massimo Perrone (a cura di), Il libro del calcio italiano 1999/2000, Roma, Il Corriere dello Sport, 1999, p. 157.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]