Luigi Simoni

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Luigi Simoni
Simoni e Luzzara 92-93.jpg
Gigi Simoni (a sinistra) con Domenico Luzzara
Dati biografici
Nazionalità bandiera Italia
Calcio Football pictogram.svg
Dati agonistici
Ruolo Allenatore (ex centrocampista)
Ritirato 1974 - giocatore
Carriera
Giovanili
1955-1959 Fiorentina Fiorentina
Squadre di club1
1959-1961 Mantova Mantova 47 (10)
1961-1962 Napoli Napoli 11 (1)
1962-1964 Mantova Mantova 48 (8)
1964-1967 Torino Torino 81 (18)
1967-1968 Juventus Juventus 11 (0)
1968-1971 Brescia Brescia 100 (12)
1971-1974 Genoa Genoa 88 (13)
Carriera da allenatore
1975-1978 Genoa Genoa
1978-1980 Brescia Brescia
1980-1984 Genoa Genoa
1984-1985 Pisa Pisa
1985-1986 Lazio Lazio
1986-1987 Pisa Pisa
1987-1988 Genoa Genoa
1988-1989 Empoli Empoli
1989 Cosenza Cosenza
1990-1992 Carrarese Carrarese
1992-1996 Cremonese Cremonese
1996-1997 Napoli Napoli
1997-1998 Inter Inter
1999-2000 Piacenza Piacenza
2000 Torino Torino
2001-2002 CSKA Sofia CSKA Sofia
2002-2003 Ancona Ancona
2003-2004 Napoli Napoli
2004-2005 Siena Siena
2005-2006 Lucchese Lucchese
2009 Gubbio Gubbio[1]
2011-2012 Gubbio Gubbio
1 Dati relativi al solo campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
Statistiche aggiornate al 28 gennaio 2013

Luigi Simoni, detto Gigi (Crevalcore, 22 gennaio 1939), è un dirigente sportivo, allenatore di calcio ed ex calciatore italiano, di ruolo centrocampista, presidente della Cremonese.

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Giocatore[modifica | modifica wikitesto]

Ha fatto parte del Mantova di Edmondo Fabbri, promosso in Serie A[2]; nel 1961 si trasferisce in prestito al Napoli, in Serie B, ottenendo la promozione e la vittoria in Coppa Italia[3]. Tornato a Mantova[2], con i virgiliani ha debuttato nella massima serie, il 7 ottobre 1962 contro il Lanerossi Vicenza. Disputa due campionati di Serie A, prima di trasferirsi al Torino, nel 1964, dove forma con Luigi Meroni la coppia di ali titolari[4], realizzando 10 reti, record personale.

Simoni alla Juventus nella stagione 1967-1968

Rimane in granata per tre stagioni, e nel 1967 passa alla Juventus (dopo che quest'ultima aveva inutilmente trattato Meroni[5]: in bianconero non trova spazio, disputando 11 partite di campionato. A fine stagione accetta il trasferimento in Serie B, al Brescia, con cui ottiene la promozione in Serie A. Chiude la carriera nel 1974, a 35 anni, dopo un triennio al Genoa, dove trova la quarta promozione personale nella massima serie, nel campionato 1972-1973.

Ha disputato complessivamente 368 partite da professionista (62 reti)[6], di cui 187 in Serie A, con 32 reti. Fu convocato per tre raduni della Nazionale dal CT Edmondo Fabbri.

Allenatore[modifica | modifica wikitesto]

Ha iniziato la carriera da allenatore subentrando a Guido Vincenzi[7] sulla panchina del Genoa in Serie B nel corso della stagione 1974-1975. In quattro anni alla guida del Grifone conquista un settimo posto all'esordio in Serie B, il primo posto nel campionato cadetto, la promozione in Serie A nel 1975-1976 ed un undicesimo posto alla prima stagione di Serie A, e anche una retrocessione nel 1977-1978 dopo aver chiuso il campionato al quattordicesimo posto[8].

Lasciata Genova, allena per due anni il Brescia, portandolo nella massima serie nel 1979-1980, dopo che l'anno prima aveva raggiunto l'ottava posizione, per poi tornare ad allenare i Grifoni riportandoli in Serie A e conquistando la salvezza nei due anni successivi (con un undicesimo e un dodicesimo posto), retrocedendo ancora nel 1983-1984.

Dal 1984 al 1990 non si lega ad una società per più di una stagione, e sempre nelle serie inferiori; allena il Pisa portandolo in Serie A[6], successivamente si trasferisce a Roma, sponda Lazio, poi ancora al Pisa, ancora al Genoa, e poi Empoli e Cosenza, sempre in serie cadetta; ottiene due promozioni con il Pisa (con relativo campionato vinto) e quattro esoneri, con Lazio, Genoa, Empoli e Cosenza[6] (i primi della carriera).

Nel 1990 riparte dalla Serie C1 subentrando alla guida della Carrarese; il primo anno non riesce ad evitare la retrocessione, mentre il successivo ottiene la promozione[6].

Quindi rimane per quattro anni alla guida della Cremonese[9], con la quale ottiene una promozione, due salvezze e una retrocessione nel 1995-1996. Con la Cremonese nel 1993 vince il Torneo Anglo Italiano: i grigiorossi battono a Wembley in finale il Derby County con il risultato di 3-1[9]. Passato al Napoli nell'estate del 1996, guida la formazione partenopea fino alla finale di Coppa Italia, venendo esonerato anzitempo[10].

Nella stagione successiva allena l'Inter di Ronaldo con la quale vince la Coppa UEFA 1997-1998, battendo per 3-0 la Lazio nella finale di Parigi, e ottiene un secondo posto nel campionato italiano, dopo che la società era stata in testa alla classifica nelle prime 16 giornate. Per questa stagione vince il premio panchina d'oro[11]. Resta all'Inter anche nella stagione 1998-1999 venendo esonerato dopo 11 giornate, dopo una vittoria contro la Salernitana, e anche dopo aver battuto in Champions League 3-1 il Real Madrid a San Siro[12].

Successivamente guida il Piacenza[13] e il Torino[14], formazioni con le quali non arriva alla fine del campionato. In seguito siede sulle panchine del CSKA Sofia, in Bulgaria, dove conquista il terzo posto[6], e dell'Ancona, che guida alla promozione in Serie A nel 2002-2003[6]. Tornato al Napoli per un breve periodo ottiene una salvezza nel campionato 2003-2004, poi revocata per il fallimento della società con conseguente retrocessione in Serie C1[6]; si accasa quindi al Siena in Serie A, venendo esonerato durante l'annata 2004-2005[6].

Nel 2003, in occasione del centenario della Cremonese, è stato nominato "allenatore del secolo" dei grigiorossi[10]. Come allenatore ha ottenuto 7 promozioni in Serie A (record) con Genoa (1975-1976) e (1987-1988), Brescia (1979-1980) Pisa (1984-1985) e (1986-1987), Cremonese (1992-1993) ,ed Ancona (2002-2003) .

Dirigente e allenatore[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2005-2006 è stato allenatore della Lucchese in Serie C1, prima di diventarne direttore tecnico[15]. Il 25 febbraio 2009 assume l'incarico di direttore tecnico del Gubbio, in Lega Pro Seconda Divisione, affiancando Riccardo Tumiatti[16]; siede sulla panchina umbra nelle successive 6 gare di campionato prima di tornare a seguire le gare dalla tribuna. A fine stagione decide di ricoprire unicamente la carica di direttore tecnico, conquistando col Gubbio due promozioni di fila dalla Seconda Divisione alla Serie B con Vincenzo Torrente allenatore[12][17].

Il 1º giugno rinnova il contratto con il Gubbio anche per la stagione 2011-2012[18].

Il 18 ottobre 2011, all'età di 72 anni, torna a sedere sulla panchina come allenatore, per sostituire l'esonerato Fabio Pecchia alla guida del Gubbio[17][19]. Il 24 ottobre alla partita d'esordio batte 1-0 in casa il Torino capolista interrompendo così la striscia positiva di 10 risultati utili consecutivi dei granata[20][21]. Il 20 marzo 2012 dopo la 31ª giornata ritorna a ricoprire il ruolo di direttore tecnico degli eugubini lasciando la carica di allenatore al suo vice Marco Alessandrini[22]. In 21 partite alla guida del Gubbio ha conquistato 20 punti con 5 vittorie, 5 pareggi e 11 sconfitte. Il 26 maggio 2012 conclude il suo rapporto professionale con il Gubbio[23].

Il 28 gennaio 2013 diventa ufficialmente direttore tecnico della Cremonese[24], e nel giugno 2014 viene nominato presidente della società grigiorossa[25] al posto di Maurizio Calcinoni.

Il Genoa lo ha inserito nella sua Hall of Fame[26].

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Allenatore[modifica | modifica wikitesto]

Competizioni nazionali[modifica | modifica wikitesto]

Genoa: 1975-1976
Pisa: 1984-1985

Competizioni internazionali[modifica | modifica wikitesto]

Inter: 1997-1998
Cremonese: 1992-1993

Individuale[modifica | modifica wikitesto]

1997-1998

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Assume l'incarico di direttore tecnico in coppia con Riccardo Tumiatti.
  2. ^ a b La favola del Mantova postadelgufo.it
  3. ^ Stagione 1961-1962 napolissimo.net
  4. ^ Stagione 1964-1965 archiviotoro.it
  5. ^ Stagione 1967-1968 archiviotoro.it
  6. ^ a b c d e f g h Tecnici contro: Luigi Simoni reggionelpallone.it
  7. ^ FootStats: Simoni: 830 candeline con amarcord
  8. ^ Simoni s'Inter... roga storiedicalcio.altervista.org
  9. ^ a b Gli anni di Simoni uscremonese.it
  10. ^ a b Cremonese, c'è Simoni «Ora al Gubbio e poi...», gazzetta.it, 20 agosto 2010. URL consultato il 13 maggio 2014.
  11. ^ Panchina d'oro: l'albo d'oro assoallenatori.it
  12. ^ a b Crevalcore, quel signore del calcio che si chiama Gigi Simoni. E la vittoria senza età ilfattoquotidiano.it
  13. ^ Stagione 1999-2000 storiapiacenza1919.it
  14. ^ Stagione 2000-2001 archiviotoro.it
  15. ^ Gigi Simoni sulla panchina della Lucchese Solonapoli.com
  16. ^ Gigi Simoni direttore tecnico del Gubbio Quotidiano.net
  17. ^ a b Gubbio, si rivede Gigi Simoni. Torna in panchina a 72 anni Gazzetta.it
  18. ^ GIGI SIMONI RINNOVA PER UN ANNO: SARA' LUI IL DIRETTORE TECNICO ANCHE IN SERIE B Asgubbio1910.com
  19. ^ UFFICIALE: Gubbio, col Toro in panchina Gigi Simoni
  20. ^ Serie B: il Torino frena a Gubbio - Gigi Simoni batte 1-0 i granata sportmediaset.it, 24 ottobre 2011
  21. ^ Gubbio-Torino: Miracolo di Simoni asgubbio1910.com
  22. ^ Alessandrini nuovo allenatore, Simoni torna a fare il d.t. asgubbio1910.com
  23. ^ Gubbio, Simoni lascia: 'Non sono più un bimbo' calciomercato.com
  24. ^ Luigi Simoni nuovo direttore tecnico Uscremonese.it
  25. ^ Calcio, Cremonese: Gigi Simoni è il nuovo presidente, sport.repubblica.it. URL consultato l'8 novembre 2014.
  26. ^ LA LISTA DEI 200 - HALL OF FAMERS - genoacfc.it

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]