Luigi Simoni

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
bussola Disambiguazione – Se stai cercando l'ex portiere classe 1965, vedi Luigi Simoni (1965).
Luigi Simoni
Gigi Simoni.jpg
Gigi Simoni ai tempi della sua militanza nel Genoa
Dati biografici
Nazionalità bandiera Italia
Calcio Football pictogram.svg
Dati agonistici
Ruolo Allenatore (ex centrocampista)
Ritirato 1974 - giocatore
Carriera
Giovanili
1955-1959 Fiorentina Fiorentina
Squadre di club1
1959-1961 Mantova Mantova 47 (10)
1961-1962 Napoli Napoli 11 (1)
1962-1964 Mantova Mantova 48 (8)
1964-1967 Torino Torino 81 (18)
1967-1968 Juventus Juventus 11 (0)
1968-1971 Brescia Brescia 100 (12)
1971-1974 Genoa Genoa 88 (13)
Carriera da allenatore
1975-1978 Genoa Genoa
1978-1980 Brescia Brescia
1980-1984 Genoa Genoa
1984-1985 Pisa Pisa
1985-1986 Lazio Lazio
1986-1987 Pisa Pisa
1987-1988 Genoa Genoa
1988-1989 Empoli Empoli
1989 Cosenza Cosenza
1990-1992 Carrarese Carrarese
1992-1996 Cremonese Cremonese
1996-1997 Napoli Napoli
1997-1998 Inter Inter
1999-2000 Piacenza Piacenza
2000 Torino Torino
2001-2002 CSKA Sofia CSKA Sofia
2002-2003 Ancona Ancona
2003-2004 Napoli Napoli
2004-2005 Siena Siena
2005-2006 Lucchese Lucchese
2009 Gubbio Gubbio[1]
2011-2012 Gubbio Gubbio
1 Dati relativi al solo campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
Statistiche aggiornate al 28 gennaio 2013

Luigi Simoni, detto Gigi (Crevalcore, 22 gennaio 1939), è un dirigente sportivo, allenatore di calcio ed ex calciatore italiano, di ruolo centrocampista, attuale presidente della Cremonese.

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Giocatore[modifica | modifica wikitesto]

Simoni alla Juventus nella stagione 1967-1968

Ha fatto parte del Mantova di Edmondo Fabbri, promosso in Serie A[2]; nel 1961 si trasferisce in prestito al Napoli, in Serie B, ottenendo la promozione e la vittoria in Coppa Italia[3]. Tornato a Mantova[2], con i virgiliani ha debuttato nella massima serie, il 7 ottobre 1962 contro il Lanerossi Vicenza. Disputa due campionati di Serie A, prima di trasferirsi al Torino, nel 1964, dove forma con Luigi Meroni la coppia di ali titolari[4], realizzando 10 reti, record personale.

Rimane in granata per tre stagioni, e nel 1967 passa alla Juventus (dopo che quest'ultima aveva inutilmente trattato Meroni[5]: in bianconero non trova spazio, disputando 11 partite di campionato. A fine stagione accetta il trasferimento in Serie B, al Brescia, con cui ottiene la promozione in Serie A. Chiude la carriera nel 1974, a 35 anni, dopo un triennio al Genoa, dove trova la quarta promozione personale nella massima serie, nel campionato 1972-1973.

Ha disputato complessivamente 368 partite da professionista (62 reti)[6], di cui 187 in Serie A, con 32 reti. Fu convocato per tre raduni della Nazionale dal CT Edmondo Fabbri.

Allenatore[modifica | modifica wikitesto]

Ha iniziato la carriera da allenatore subentrando a Guido Vincenzi[7] sulla panchina del Genoa in Serie B nel corso della stagione 1974-1975. In quattro anni alla guida del Grifone conquista un settimo posto all'esordio in Serie B, il primo posto nel campionato cadetto, la promozione in Serie A nel 1975-1976 ed un undicesimo posto alla prima stagione di Serie A, e anche una retrocessione nel 1977-1978 dopo aver chiuso il campionato al quattordicesimo posto[8].

Lasciata Genova, allena per due anni il Brescia, portandolo nella massima serie nel 1979-1980, dopo che l'anno prima aveva raggiunto l'ottava posizione, per poi tornare ad allenare i Grifoni riportandoli in Serie A e conquistando la salvezza nei due anni successivi (con un undicesimo e un dodicesimo posto), retrocedendo ancora nel 1983-1984.

Dal 1984 al 1990 non si lega ad una società per più di una stagione, e sempre nelle serie inferiori; allena il Pisa portandolo in Serie A[6], successivamente si trasferisce a Roma, sponda Lazio, poi ancora al Pisa, ancora al Genoa, e poi Empoli e Cosenza, sempre in serie cadetta; ottiene due promozioni con il Pisa (con relativo campionato vinto) e quattro esoneri, con Lazio, Genoa, Empoli e Cosenza[6] (i primi della carriera).

Nel 1990 riparte dalla Serie C1 subentrando alla guida della Carrarese; il primo anno non riesce ad evitare la retrocessione, mentre il successivo ottiene la promozione[6].

Quindi rimane per quattro anni alla guida della Cremonese[9], con la quale ottiene una promozione, due salvezze e una retrocessione nel 1995-1996. Con la Cremonese nel 1993 vince il Torneo Anglo Italiano: i grigiorossi battono a Wembley in finale il Derby County con il risultato di 3-1[9]. Passato al Napoli nell'estate del 1996, guida la formazione partenopea fino alla finale di Coppa Italia, venendo esonerato anzitempo[10].

Nella stagione successiva allena l'Inter di Ronaldo con la quale vince la Coppa UEFA 1997-1998, battendo per 3-0 la Lazio nella finale di Parigi, e ottiene un secondo posto nel campionato italiano, dopo che la società era stata in testa alla classifica nelle prime 16 giornate. Per questa stagione vince il premio panchina d'oro[11]. Resta all'Inter anche nella stagione 1998-1999 venendo esonerato dopo 11 giornate, dopo una vittoria contro la Salernitana, e anche dopo aver battuto in Champions League 3-1 il Real Madrid a San Siro[12].

Successivamente guida il Piacenza[13] e il Torino[14], formazioni con le quali non arriva alla fine del campionato. In seguito siede sulle panchine del CSKA Sofia, in Bulgaria, dove conquista il terzo posto[6], e dell'Ancona, che guida alla promozione in Serie A nel 2002-2003[6]. Tornato al Napoli per un breve periodo ottiene una salvezza nel campionato 2003-2004, poi revocata per il fallimento della società con conseguente retrocessione in Serie C1[6]; si accasa quindi al Siena in Serie A, venendo esonerato durante l'annata 2004-2005[6].

Nel 2003, in occasione del centenario della Cremonese, è stato nominato "allenatore del secolo" dei grigiorossi[10]. Come allenatore ha ottenuto 7 promozioni in Serie A (record) con Genoa (1975-1976) e (1987-1988), Brescia (1979-1980) Pisa (1984-1985) e (1986-1987), Cremonese (1992-1993) ,ed Ancona (2002-2003) .

Dirigente e allenatore[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2005-2006 è stato allenatore della Lucchese in Serie C1, prima di diventarne direttore tecnico[15]. Il 25 febbraio 2009 assume l'incarico di direttore tecnico del Gubbio, in Lega Pro Seconda Divisione, affiancando Riccardo Tumiatti[16]; siede sulla panchina umbra nelle successive 6 gare di campionato prima di tornare a seguire le gare dalla tribuna. A fine stagione decide di ricoprire unicamente la carica di direttore tecnico, conquistando col Gubbio due promozioni di fila dalla Seconda Divisione alla Serie B con Vincenzo Torrente allenatore[12][17].

Il 1º giugno rinnova il contratto con il Gubbio anche per la stagione 2011-2012[18].

Il 18 ottobre 2011, all'età di 72 anni, torna a sedere sulla panchina come allenatore, per sostituire l'esonerato Fabio Pecchia alla guida del Gubbio[17][19]. Il 24 ottobre alla partita d'esordio batte 1-0 in casa il Torino capolista interrompendo così la striscia positiva di 10 risultati utili consecutivi dei granata[20][21]. Il 20 marzo 2012 dopo la 31ª giornata ritorna a ricoprire il ruolo di direttore tecnico degli eugubini lasciando la carica di allenatore al suo vice Marco Alessandrini[22]. In 21 partite alla guida del Gubbio ha conquistato 20 punti con 5 vittorie, 5 pareggi e 11 sconfitte. Il 26 maggio 2012 conclude il suo rapporto professionale con il Gubbio[23].

Il 28 gennaio 2013 diventa ufficialmente direttore tecnico della Cremonese[24], e nel giugno 2014 viene nominato presidente della società grigiorossa[25] al posto di Maurizio Calcinoni.

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Allenatore[modifica | modifica wikitesto]

Competizioni nazionali[modifica | modifica wikitesto]

Genoa: 1975-1976
Pisa: 1984-1985

Competizioni internazionali[modifica | modifica wikitesto]

Inter: 1997-1998
Cremonese: 1992-1993

Individuale[modifica | modifica wikitesto]

1997-1998

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Assume l'incarico di direttore tecnico in coppia con Riccardo Tumiatti.
  2. ^ a b La favola del Mantova postadelgufo.it
  3. ^ Stagione 1961-1962 napolissimo.net
  4. ^ Stagione 1964-1965 archiviotoro.it
  5. ^ Stagione 1967-1968 archiviotoro.it
  6. ^ a b c d e f g h Tecnici contro: Luigi Simoni reggionelpallone.it
  7. ^ FootStats: Simoni: 830 candeline con amarcord
  8. ^ Simoni s'Inter... roga storiedicalcio.altervista.org
  9. ^ a b Gli anni di Simoni uscremonese.it
  10. ^ a b Cremonese, c'è Simoni «Ora al Gubbio e poi...», gazzetta.it, 20 agosto 2010. URL consultato il 13 maggio 2014.
  11. ^ Panchina d'oro: l'albo d'oro assoallenatori.it
  12. ^ a b Crevalcore, quel signore del calcio che si chiama Gigi Simoni. E la vittoria senza età ilfattoquotidiano.it
  13. ^ Stagione 1999-2000 storiapiacenza1919.it
  14. ^ Stagione 2000-2001 archiviotoro.it
  15. ^ Gigi Simoni sulla panchina della Lucchese Solonapoli.com
  16. ^ Gigi Simoni direttore tecnico del Gubbio Quotidiano.net
  17. ^ a b Gubbio, si rivede Gigi Simoni. Torna in panchina a 72 anni Gazzetta.it
  18. ^ GIGI SIMONI RINNOVA PER UN ANNO: SARA' LUI IL DIRETTORE TECNICO ANCHE IN SERIE B Asgubbio1910.com
  19. ^ UFFICIALE: Gubbio, col Toro in panchina Gigi Simoni
  20. ^ Serie B: il Torino frena a Gubbio - Gigi Simoni batte 1-0 i granata sportmediaset.it, 24 ottobre 2011
  21. ^ Gubbio-Torino: Miracolo di Simoni asgubbio1910.com
  22. ^ Alessandrini nuovo allenatore, Simoni torna a fare il d.t. asgubbio1910.com
  23. ^ Gubbio, Simoni lascia: 'Non sono più un bimbo' calciomercato.com
  24. ^ Luigi Simoni nuovo direttore tecnico Uscremonese.it
  25. ^ Calcio, Cremonese: Gigi Simoni è il nuovo presidente, sport.repubblica.it. URL consultato l'8 novembre 2014.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]