Tommaso Maestrelli

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Tommaso Maestrelli
Tommaso Maestrelli.jpg
Dati biografici
Nazionalità bandiera Italia
Calcio Football pictogram.svg
Dati agonistici
Ruolo Allenatore (ex centrocampista)
Ritirato 1957 - giocatore
1976 - allenatore
Carriera
Giovanili
Bari Bari
Squadre di club1
1938-1948 Bari Bari 146 (20)
1948-1951 Roma Roma 95 (4)
1951-1953 Lucchese Lucchese 47 (1)
1953-1957 Bari Bari 73 (1)
Nazionale
1941-1942 Italia Italia 14 (1)
Carriera da allenatore
1953 Lucchese Lucchese
1957-1963 Bari Bari Vice
1963-1964 Bari Bari
1964-1968 Reggina Reggina
1968-1971 Foggia Foggia
1971-1975 Lazio Lazio
1975-1976 Lazio Lazio
1 Dati relativi al solo campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
 

Tommaso Maestrelli (Pisa, 7 ottobre 1922Roma, 2 dicembre 1976) è stato un allenatore di calcio, dirigente sportivo e calciatore italiano, di ruolo centrocampista.

Fu il tecnico della Lazio che vinse lo scudetto nella stagione 1973-1974. È l'allenatore con il maggior numero di presenze nelle coppe nazionali sulla panchina della Lazio: 34.

A lui è stato intitolato il campo da calcio ubicato in Roma, Viale Tor di Quinto 119 posto all'interno della Caserma dei Carabinieri M.O.V.M. Salvo D'Acquisto, dove si sono allenate le giovanili della Lazio e, nelle vicinanze del campo, sempre all'interno della caserma, vi è anche un mezzo busto in travertino che lo raffigura ai tempi da calciatore.[1][2]

A lui è intitolato il riconoscimento destinato ai migliori allenatori italiani.[3][4]

Carriera[modifica | modifica sorgente]

Giocatore[modifica | modifica sorgente]

Maestrelli nacque a Pisa, ma a causa del lavoro del padre, che era impiegato delle Ferrovie dello Stato, crebbe cambiando diverse città, fino a che nel 1935, quando era tredicenne, la famiglia Maestrelli fu trasferita a Bari, dove trovò residenza più stabile.

Appena arrivò in città fece un provino con i pulcini del Bari,[5] venendo in seguito tesserato.

A Bari fece le giovanili, fino a che nell'estate del 1938 l'allenatore ungherese della società, József Ging, lo aggregò alla prima squadra, quando Maestrelli aveva appena 16 anni.

Fu lo stesso Ging che lo fece esordire il 26 febbraio del 1939 a Milano contro il Milan; il Bari perse per 3-0, ma aveva dato modo a Maestrelli di debuttare in Serie A a 16 anni, 4 mesi e 19 giorni (il record è di Amedeo Amadei che esordì a 15 anni, 9 mesi e 6 giorni).

Iniziò il campionato successivo, quello del 1939-1940, nella squadra delle riserve del Bari, senza trovare mai spazio tra i titolari, fin quasi alla fine del campionato quando giocò da titolare le ultime 5 partite, contribuendo al raggiungimento della salvezza per la sua squadra con il suo primo gol in massima serie, nell'ultima partita di campionato contro la Fiorentina.

A fine campionato Maestrelli, che era stato richiamato alle armi, partì per prestare servizio militare. Come per tutti i giocatori sotto le armi, Maestrelli riuscì a giocare con il Bari solo quando gli era permesso; in totale 18 partite e un gol nel campionato che vide il Bari retrocedere in Serie B.

Nella stagione 1941-1942 la squadra pugliese, dove Maestrelli era divenuto titolare inamovibile, riuscì a conquistare la promozione nella massima serie. Durò un solo anno la permanenza in A perché il Bari retrocesse in seguito a degli spareggi salvezza con Triestina e Venezia.

Passato alla Roma di Fulvio Bernardini assieme al centravanti Mario Tontodonati nell'operazione Amadei (all'Inter)[6], della squadra fu anche capitano, proprio in uno dei periodi peggiori della storia della squadra giallorossa che si concluse con l'unica retrocessione in Serie B dei capitolini. Maestrelli non seguì la sorte della Roma perché era stato ceduto alla Lucchese.

Terminò la sua carriera di calciatore nel Bari, che per traversie societarie era retrocesso in quarta serie, contribuendo alle successive promozioni della squadra pugliese sino alla Serie B, come calciatore e in ultimo come vice di Federico Allasio.

Allenatore[modifica | modifica sorgente]

La prima esperienza come tecnico fu per Maestrelli nel 1953, quando per alcune gare ricoprì il ruolo di giocatore-allenatore della Lucchese. Dopo alcuni anni in cui lavorò come vice allenatore nel Bari, gli fu concessa l'opportunità di guidare la squadra dopo l'esonero dell'allenatore Pietro Magni. Fu presto esonerato alla sua decima panchina, sconfitto a Genova dalla Sampdoria, e un risultato utile fu l'1-1 contro la Grande Inter di Helenio Herrera).

L'occasione di continuare la carriera di allenatore gli fu data dall'allora presidente della A.S. Reggina, (oggi Reggina Calcio) Oreste Granillo: Maestrelli sfruttò l'opportunità nel modo migliore, conducendo la squadra calabrese (mai andata oltre la Serie C) alla prima, storica, promozione in Serie B nel 1965. Maestrelli fu quindi premiato con il "Seminatore d'oro", ricevendo la medaglia d'oro come miglior allenatore di Serie C.

L'anno seguente la Reggina di Maestrelli sfiorò la promozione in Serie A. Il sogno naufragò nel pantano di Lecco (0-0 con i primi in classifica). Dopo altri due anni con piazzamenti a metà classifica, dove nel frattempo muore il suo giocatore Italo Alaimo (appena ceduto al Novara[7]), nel 1968 Maestrelli decise di trasferirsi al Foggia.

Maestrelli a Foggia, dopo aver vinto il "Seminatore d'oro".

Con la squadra pugliese fece un primo anno (1968-1969) di ambientamento e sperimentazione, nel quale batté il Bari nel derby con un 4-0 (tutti i gol nel secondo tempo). Sfiorò anche la conquista della Coppa Italia, perdendo la partita decisiva contro la Roma del Mago Herrera. In un Lazio-Foggia all'Olimpico, contro la sua futura squadra - allenata nel frattempo dall'argentino Juan Carlos Lorenzo - Maestrelli mise in campo una formazione che nel secondo tempo dilagò segnando due reti, la prima delle quali - di Giampiero Dalle Vedove - fu simile ad un "rigore in corsa" che gelò l'Olimpico; la Lazio, negli ultimi sei minuti, raggiunse il pareggio con le reti di Gian Piero Ghio e Giuseppe Massa, Maestrelli da allenatore aveva già affrontato la Lazio e Lorenzo, ma all'Olimpico non c'era mai entrato, perciò Lazio-Foggia del 29 dicembre 1968 fu la sua prima apparizione in panchina nello stadio che lo avrebbe visto vincere lo scudetto il 12 maggio 1974 in occasione proprio di un Lazio-Foggia. Al termine di quella stagione Maestrelli ricevette un secondo "Seminatore d'oro", avendo ricevuto questa volta la statuetta d'oro, massimo riconoscimento. L'anno seguente (1969-1970) il Foggia del Presidente Fesce e di Tommaso Maestrelli, vincendo 3-1 con il Livorno all'ultima giornata, conquistò la Serie A.

Il Foggia di Maestrelli fu, nel girone di andata, la squadra rivelazione del campionato 1970-1971 (eclatante fu il 5-1 rifilato alla Lazio con un gol dell'allora rossonero Luciano Re Cecconi). Nel girone di ritorno le prestazioni della squadra pugliese calarono di tono, e alla fine retrocesse in Serie B (0-3 a Varese) per differenza reti. La squadra aveva perso una sola partita fra le mura amiche.

Tommaso Maestrelli con il presidente della Lazio Umberto Lenzini e l'allenatore della Nazionale Fulvio Bernardini

L'anno successivo Maestrelli passò alla Lazio, anch'essa retrocessa dopo una stagione travagliata. Il neo-allenatore biancoceleste volle la riconferma di Giorgio Chinaglia e di Pino Wilson, cui consegnò la fascia di capitano.[8] Restò anche "Peppiniello" Massa, tornante del vivaio laziale. Luigi Martini arrivò a rinforzare il centrocampo guidato dall'esperto Giambattista Moschino. Lo stagionato Claudio Bandoni andò a chiudere la porta. Il ritorno della Lazio in Serie A fu immediato.

Per il campionato successivo (1972-1973) Giuseppe Massa fu ceduto, e Maestrelli arretrò Martini a terzino sulla fascia destra e trasformò l'attaccante di riserva Pierpaolo Manservisi in un "pendolare" della fascia opposta; piazzò il cursore Luciano Re Cecconi (ex Foggia) davanti alla difesa, a sostegno del "regista" Mario Frustalupi (ex Inter) e del mediano d'attacco Franco Nanni. Sistemato il centrocampo Maestrelli costruì la migliore difesa del campionato (16 gol subiti) con Pino Wilson "libero", Giancarlo Oddi "stopper" e Mario Facco terzino a marcare la seconda punta avversaria. Per difendere la porta della Lazio Maestrelli aveva scelto il portiere del Novara (il più battuto l'anno prima in Serie B): Felice Pulici.

I gol avrebbero dovuto farli il confermato Giorgio Chinaglia e Renzo Garlaschelli: ne faranno 10 il primo e 7 il secondo.

La gara di esordio fu Lazio-Inter, ed il derby contro la Roma di Herrera finì 1-0 con gol di Nanni; al ritorno la gara finì 2-0 per le Aquile). Con il 2-0 sul Palermo la squadra raggiunse la vetta. Il Milan di Nereo Rocco fu l'antagonista al vertice e, pur sconfitto (doppietta di Chinaglia) nello scontro diretto, si presentò a Verona - ultima giornata - con un punto in più della Lazio e di una ritrovata Juventus. All'ultimo turno il Milan perse 3-5 e la Lazio, momentaneamente prima, perse a Napoli 0-1 e venne scavalcata dalla Juve (2-1 sulla Roma). Fu comunque raggiunto un traguardo importante per una squadra neopromossa.

Il Maestro assiste ad uno Stadio Olimpico in festa per la vittoria dello Scudetto della "sua" Lazio il 12 maggio 1974.

Nel campionato successivo (1973-1974) la Lazio sconfisse il Lanerossi Vicenza alla prima giornata (3-0); vinse anche per 2-1 entrambi i derby con la Roma. La squadra resistette in testa nonostante l'inseguimento della Juventus (battuta 3-1 nel match decisivo all'Olimpico, con rete di Garlaschelli e doppietta di Chinaglia) e si presentò prima, con tre punti di vantaggio, a tre giornate dalla fine. A Torino, contro i granata, la Lazio perse 2-1 e la Roma batté 3-2 la Juve: il vantaggio restò quindi immutato. Alla penultima giornata (12 maggio) Chinaglia, su rigore ottenuto da Garlaschelli (10 reti), batté il Foggia e sancì la conquista del primo scudetto laziale, con una giornata di anticipo. La squadra ebbe la migliore difesa per il secondo anno consecutivo e primato di gol per Chinaglia (24). A fine stagione fu assegnato a Maestrelli il suo terzo "Seminatore d'oro" (la seconda statuetta).

La Lazio del 1974-1975, non ammessa alla Coppa dei Campioni (squalifica per gli incidenti nel ritorno di Coppa UEFA con l'Ipswich) partì bene in campionato e si trovava in piena corsa-scudetto quando a Maestrelli venne diagnosticato un tumore al fegato e pochi mesi di vita. I giocatori della Lazio, molto legati al loro allenatore, accusarono il colpo e giunsero solo quarti con Roberto Lovati in panchina.

La stagione successiva (1975-1976), con Maestrelli ricoverato, il Presidente Umberto Lenzini cedette alcuni giocatori importanti come Nanni, Oddi e Frustalupi, e affidò la guida della squadra ad un allenatore emergente, Giulio Corsini, che dopo nove giornate si ritrovò a lottare per non retrocedere. Quindi le condizioni di Tommaso Maestrelli migliorarono grazie ad una cura sperimentale, e riprese il suo posto sulla panchina della Lazio. Nel finale di campionato il tecnico romano dovette anche fare a meno di Giorgio Chinaglia, partito improvvisamente per gli Stati Uniti. Maestrelli allora affidò la maglia n. 9 a un promettente ragazzo uscito dal settore giovanile, Bruno Giordano. La Lazio si salvò all'ultima giornata, pareggiando 2-2 a Como: sotto di due reti, rimontò con Giordano e Badiani. Stavolta la differenza reti fu favorevole alla Lazio e a retrocedere fu l'Ascoli, fermato sul pari dalla Roma.

Dirigente sportivo[modifica | modifica sorgente]

Maestrelli, al quale fu affidato il ruolo dirigenziale in veste di direttore sportivo del club biancoceleste, allora raccomandò al patron Umberto Lenzini l'assunzione del tecnico brasiliano Luis Vinicio. Quello dirigenziale fu l'ultimo incarico ricoperto dal Maestro, che morì il 2 dicembre 1976. È sepolto nel Cimitero Flaminio di Roma[9].

Palmarès[modifica | modifica sorgente]

Giocatore[modifica | modifica sorgente]

Club[modifica | modifica sorgente]

Competizioni nazionali[modifica | modifica sorgente]
Bari: 1941-1942

Allenatore[modifica | modifica sorgente]

Lazio: 1973-1974
Reggina: 1964-1965

Individuale[modifica | modifica sorgente]

1968-1969, 1973-1974

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Archivio concorsi Architetturaitalia.it
  2. ^ Un anno fa ci lasciava Bob Lovati. Cosa ha fatto la Lazio per ricordarlo? Nulla.... Sslaziofans.it
  3. ^ Premio Maestrelli a Conte Corriere.it
  4. ^ A Chiappino il "Premio Maestrelli" Ilsecoloxix.it
  5. ^ Franco Recanatesi, Uno più undici, Airone Editrice, 2006, p. 12.
  6. ^ Tutta la Roma sul WEB
  7. ^ la Stampa, 19 luglio 1967, pagina 5 archiviolastampa.it Italo Alaimo, nato a Roma il 9 agosto 1938, morì a Novara il 17 luglio 1967 all'Ospedale Maggiore di Novara mentre si sottoponeva ad esami clinici nel reparto "Medicina del Lavoro"; s'era appena sottoposto al cicloergometro. Vantava 59 presenze in Serie B.
  8. ^ Vincenzo Di Michele, "Pino Wilson Vero capitano d'altri tempi", Ed Fernandel
  9. ^ Nella notte di giovedì 6 giugno 2013, ignoti hanno violato la cappella ove giacciono le spoglie di Tommaso Maestrelli, senza però asportare cimeli e lasciando intatta la sepoltura. Lazio, vandali profanano la tomba di Tommaso Maestrelli, la Repubblica, Roma, 7 giugno 2013.
  10. ^ Record condiviso con Nils Liedholm, Arrigo Sacchi, Giovanni Trapattoni e Ferruccio Valcareggi.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]