Luciano Re Cecconi

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Luciano Re Cecconi
Luciano Re Cecconi.jpg
Dati biografici
Nazionalità Italia Italia
Altezza 176 cm
Calcio Football pictogram.svg
Dati agonistici
Ruolo Centrocampista
Carriera
Giovanili
Pro Patria Pro Patria
Squadre di club1
1967-1969 Pro Patria Pro Patria 36 (0)
1969-1972 Foggia Foggia 74 (2)
1972-1977 Lazio Lazio 109 (7)
Nazionale
1974 Italia Italia 2 (0)
1 Dati relativi al solo campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
 

Luciano Re Cecconi (Nerviano, 1º dicembre 1948Roma, 18 gennaio 1977) è stato un calciatore italiano, di ruolo centrocampista.

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Re Cecconi era figlio di un muratore, e cominciò in gioventù a lavorare come carrozziere assieme al cugino, giocando a calcio come hobby.

Muove i primi passi sul campo polveroso dell'oratorio di Sant'Ilario Milanese (Nerviano). Da agonista comincia a giocare a calcio nell'U.S.D. Aurora Cantalupo, passando poi alle giovanili della Pro Patria, con cui il 14 aprile 1968, esordisce in Serie C (Pro Patria-Messina 1-1). I capelli biondi gli valsero anche il soprannome di Cecconetzer, un gioco di parole sul nome del calciatore tedesco Günter Netzer, con cui c'era una spiccata somiglianza fisica.

L'anno dopo l'allenatore Carlo Regalia lo inserisce nella rosa dei titolari e coi lombardi disputa una stagione da leader, guidando il centrocampo e collezionando 33 presenze.

L'allenatore del Foggia Tommaso Maestrelli chiede e ottiene il giovane centrocampista, facendolo esordire all'11ª giornata del Campionato di Serie B 1969-70 contro il Perugia (gara vinta dai pugliesi per 2-0). La stagione è brillante e Luciano colleziona 14 presenze e 1 goal, ma soprattutto il Foggia conquista la promozione in Serie A. La stagione 1970-71 non è però delle migliori e il Foggia torna subito in Serie B.

Per il campionato cadetto 1971-72 giunge sulla panchina foggiana Ettore Puricelli, che assegna a Re Cecconi il ruolo di regista di centrocampo. Gioca un campionato al termine del quale Maestrelli, divenuto allenatore della Lazio, lo porta a Roma.

Cecco in azione con la maglia della Lazio scudettata.

È il salto di qualità che Luciano attendeva. Con 29 presenze e 1 goal si proietta tra i protagonisti del campionato 1972-73 che vede la Lazio giungere terza, ad appena 2 punti dalla Juventus campione d'Italia.

Inoltre il responsabile della nazionale "under 23" Enzo Bearzot convoca Re Cecconi nella Nazionale under 23, con cui esordisce il 14 gennaio 1973 ad Ankara (Turchia-Italia 1-3).

L'apoteosi giunge l'anno seguente, quando il team di Maestrelli conquista il primo scudetto della sua storia. Re Cecconi, rimasto assente per 7 giornate verso metà campionato a causa di un infortunio, si erge comunque a protagonista, collezionando 2 goal in 23 presenze.

A fine campionato viene convocato da Ferruccio Valcareggi per l'avventura italiana ai Mondiali di calcio Germania Ovest 1974. L'esperienza è però amara, dato che la Nazionale non supera il primo turno, ma in tale contesto il giovane Re Cecconi riesce a farsi apprezzare da tutto il gruppo non solo per le doti calcistiche ma anche per le sue doti umane e caratteriali. [1]

Le presenze in Nazionale maggiore giungeranno comunque nello stesso anno: il nuovo commissario unico Fulvio Bernardini lo convoca per l'amichevole contro la Jugoslavia il 28 settembre a Zagabria (persa dagli azzurri per 1-0), dove Re Cecconi gioca tutta la partita, e successivamente per la gara in programma il 29 dicembre a Genova contro la Bulgaria (finita 0-0), nella quale entra nel secondo tempo al posto di Causio.

Re Cecconi in Nazionale.

Nella stagione 1974-75 la Lazio non può prendere parte alla Coppa dei Campioni: a causa di una rissa scoppiata negli spogliatoi dell'Olimpico, dopo il ritorno dei sedicesimi di finale della Coppa UEFA dell'anno precedente contro l'Ipswich Town, il club biancoceleste subisce dall'UEFA la squalifica per 3 anni (poi ridotti a 1) dalle competizioni europee. Il campionato non è inoltre all'altezza delle aspettative e la Lazio non riesce a difendere il tricolore.

Il campionato 1975-76 è più difficile e la Lazio, anche a causa dell'addio forzato di mister Maestrelli e alle cessioni di molti dei pezzi pregiati (primo fra tutti Giorgio Chinaglia), rischia addirittura la retrocessione, ma grazie al miracoloso ritorno, seppur temporaneo, di Tommaso Maestrelli (morirà il 2 dicembre 1976 per un tumore al fegato), si salva per un soffio a fine stagione grazie ad una partita maestosa di Re Cecconi e ad una differenza reti migliore rispetto all'Ascoli. Re Cecconi gioca 25 partite, segnando 1 goal, e la Lazio si affida a lui e a Bruno Giordano in vista della stagione successiva.

Per il campionato 1976-77 giunge sulla panchina laziale Luis Vinicio. La Lazio debutta contro la Juventus (finita 2-3 per i bianconeri) all'Olimpico e Re Cecconi delizia i tifosi biancocelesti con un goal capolavoro, che sarà anche l'ultimo della sua carriera. Alla terza di campionato contro il Bologna, Re Cecconi subisce al 19' un grave infortunio al ginocchio sinistro dopo un intervento del bolognese Tazio Roversi, che lo costringe ad uno stop di parecchi mesi.

La morte[modifica | modifica wikitesto]

La sera del 18 gennaio 1977 Re Cecconi si trovava con due amici, il compagno di squadra Pietro Ghedin e il profumiere romano Giorgio Fraticcioli, accompagnando quest'ultimo nella gioielleria di Bruno Tabocchini, situata in Via Francesco Saverio Nitti 68, nella tranquilla e decentrata zona della Collina Fleming della capitale, per ritirare alcuni prodotti.

Quando i tre entrarono nel negozio, Re Cecconi estrae una pistola ed esclama Questa è una rapina! con l'intenzione di fare uno scherzo all'amico commerciante[2]. Il gioielliere però non riconosce i due calciatori e, anche a causa di recenti furti subiti, ritiene che essi fossero due rapinatori: Re Cecconi, cui fu puntata l'arma dopo Ghedin, venne colpito in pieno petto da una rivoltella calibro 7,65 e morì in ospedale alle 20.04[3].

Tabocchini fu poi arrestato e accusato di "eccesso colposo di legittima difesa"; processato solo 18 giorni dopo, venne assolto per "aver sparato per legittima difesa putativa".[4] Morendo a soli 28 anni, Re Cecconi lasciava la moglie Cesarina, la figlia Francesca di pochi mesi ed il figlio Stefano di due anni. Le sue spoglie furono tumulate nel cimitero della natia Nerviano. Poco dopo la morte, l'ingegnere Agostino D'Angelo, dirigente della S.S.Lazio e suo grande amico, inaugura la Fondazione Luciano Re Cecconi - Contro la violenza.

Nel novembre 2003, il Comune di Roma gli dedicò una strada nel quartiere Tuscolano. Nel 2012 è uscito il libro inchiesta dello scrittore Maurizio Martucci, che attacca la versione ufficiale sulla morte del calciatore, contesta la tesi dello scherzo finito in tragedia e sostiene, con il suo esame della documentazione processuale, che Re Cecconi venne ucciso senza aver pronunciato una parola[5].

Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

Presenze e reti nei club[modifica | modifica wikitesto]

Stagione Squadra Campionato
Comp Pres Reti
1967-68 Pro Patria Pro Patria Serie C 3 -
1968-69 Serie C 33 -
1969-70 Foggia Foggia Serie B 14 -
1970-71 Serie A 26 1
1971-72 Serie B 34 -
1972-73 Lazio Lazio Serie A 29 1
1973-74 Serie A 23 2
1974-75 Serie A 29 1
1975-76 Serie A 25 1
1976-77 Serie A 3 1

Cronologia presenze e reti in Nazionale[modifica | modifica wikitesto]

Cronologia completa delle presenze e delle reti in Nazionale - Italia Italia
Data Città In casa Risultato Ospiti Competizione Reti Note
28/09/1974 Zagabria Jugoslavia Jugoslavia 1 – 0 Italia Italia Amichevole -
29/12/1974 Genova Italia Italia 0 – 0 Bulgaria Bulgaria Amichevole -
Totale Presenze 2 Reti -

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • Re Cecconi è il titolo di una canzone dell'Orchestra Spettacolo Casadei facente parte dell'album "Ciao mare" del 1973.
  • Il romanzo "Ho visto un re", di Carlo D'Amicis (casa editrice Limina) , è ispirato alla vita sportiva e personale di Re Cecconi. Uscito nel 1999, è stato ristampato nel 2012.
  • Il figlio Stefano ha scritto un libro sulla vita del padre Luciano dal titolo "Lui era mio papà", con la collaborazione di Sandro Di Loreto (casa editrice Reality Book).
  • "Non scherzo" è il titolo del libro di Maurizio Martucci (Libreria Sportiva Eraclea), uscito nel 2012, con cui vengono ripercorse le tappe processuali del caso Re Cecconi e l'evidenza della sua estraneità ai fatti.
  • Il cantante Toni Malco gli ha dedicato la canzone "Un Riflesso Biondo".

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Competizioni nazionali[modifica | modifica wikitesto]

Lazio: 1973-1974

Altre competizioni[modifica | modifica wikitesto]

Lazio: 1973-1974

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Vincenzo Di Michele, "Pino Wilson Vero capitano d'altri tempi", Fernandel editore
  2. ^ Lazio, Basta come Re Cecconi: numero 8 e chioma bionda, la leggenda rivive, Gazzetta dello Sport, 20 settembre 2014
  3. ^ Biografia di Luciano Re Cecconi, Cinquantamila giorni, Corriere della Sera, 3 novembre 2011
  4. ^ Calcio. 1898-2007 Storia dello sport che ha fatto l'Italia, di J. Foot, Rizzoli Storica, 2007
  5. ^ In un'intervista ad un telegiornale RAI, che precede di alcuni giorni la celebrazione del processo, alla versione ufficiale Pietro Ghedin avrebbe aggiunto che il negoziante ebbe modo di vedere in volto gli avventori quasi sincerandosi dell'assenza della minaccia per poi misteriosamente esplodere il colpo fatale, versione poi non suffragata nel corso del dibattimento.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]