Roberto Mancini

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Roberto Mancini
Roberto Mancini - Lech - Manchester 010.jpg
Dati biografici
Nome Roberto Mancini
Paese bandiera Italia
Nazionalità
Passaporto {{{Passaporto}}}
Altezza 179 cm
Peso 78 kg
Calcio Football pictogram.svg
Dati agonistici
Specialità
Categoria
Record
Ranking º
Best ranking º
Ruolo Allenatore (ex attaccante)
Società
Squadra 600px sky city.png Manchester City
Ritirato
Carriera
Giovanili
1977-1981 600px Rosso e Blu (Strisce) con croce Rosso e Giallo.svg Bologna
Squadre di club1
1981-1982 600px Rosso e Blu (Strisce) con croce Rosso e Giallo.svg Bologna 30 (9)
1982-1997 600px Blu Bianco Rosso e Nero (Strisce Orizzontali) con croce di San Giorgio Bianca e Rossa.png Sampdoria 424 (132)
1997-2000 600px Bianco e Celeste con aquila.svg Lazio 87 (15)
2001 600px Azzurro con volpe e dettagli Bianco e Oro.svg Leicester City 4 (0)
Nazionale
1982-1986
1984-1994
Bandiera dell'Italia Italia U-21
Bandiera dell'Italia Italia
26 (9)
36 (4)
Carriera da allenatore
2000-2001 600px Bianco e Celeste con aquila.svg Lazio Vice
2001-2002 600px Viola con giglio Rosso su sfondo Bianco.png Fiorentina
2002-2004 600px Bianco e Celeste con aquila.svg Lazio
2004-2008 600px Nero e Azzurro (Strisce)2.png Inter
2009- 600px sky city.png Manchester City
Incontri disputati
Palmarès
 Europei di calcio Under-21
Bronzo 1984
Argento 1986
UEFA European Cup.svg  Europei di calcio
Bronzo Germania Ovest 1988
W.Cup.svg  Mondiali di calcio
Bronzo Italia 1990
1 Dati relativi al solo campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
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Dati agonistici
Specialità
Categoria
Record
Ranking º
Best ranking º
Ruolo
Società
Squadra
Ritirato
Carriera
Giovanili
Squadre di club
Nazionale
Carriera da allenatore
Incontri disputati
Palmarès
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Dati agonistici
Specialità
Categoria
Record
Ranking º
Best ranking º
Ruolo
Società
Squadra
Ritirato
Carriera
Giovanili
Squadre di club
Nazionale
Carriera da allenatore
Incontri disputati
Palmarès
Statistiche aggiornate al 30 settembre 2011

Roberto Mancini (Jesi, 27 novembre 1964) è un allenatore di calcio ed ex calciatore italiano, attuale allenatore del Manchester City.

Indice

[modifica] Caratteristiche tecniche

Attaccante di fantasia, dotato di una tecnica sopraffina che gli consentiva giocate straordinarie sia come uomo-assist che come realizzatore, è sempre stato un leader carismatico in campo: per la sua influenza sui compagni, per la sua personalità nei confronti degli avversari e per il suo rapporto con gli arbitri.[1]

[modifica] Carriera

[modifica] Giocatore

[modifica] Club

[modifica] Bologna
Un giovane Mancini al fianco di Galderisi in un confronto tra Bologna e Juventus nella stagione 1981-1982

A soli tredici anni venne segnalato a Marino Perani, all'epoca responsabile del settore giovanile del Bologna, che lo ingaggiò per 700.000 lire dopo un breve provino.[2] Dopo tre anni trascorsi tra i Giovanissimi, a sedici anni Mancini esordì nella squadra Primavera.[2]

Non ancora diciassettenne fa il suo esordio in Serie A nelle file dei rosso-blu il 13 settembre 1981 nella gara Bologna-Cagliari 1-1. Una settimana prima, il 6 settembre 1981, esordisce in Coppa Italia subentrando ad inizio ripresa a Chiorri in Bologna-Reggiana terminata 2-2[3]. Mancini svilupperà lungo la sua carriera un legame particolare con questa manifestazione, aggiudicandosela per 6 volte da giocatore e quattro da allenatore e risultando il calciatore con più presenze (120) nella manifestazione stessa[4]. Realizza la sua prima rete nella massima serie a Como il 4 ottobre 1981, fissando il risultato di Como-Bologna sul 2-2, al 78º minuto dopo che la sua squadra si era trovata in svantaggio di due reti[5]. Durante il suo primo campionato di serie A è presente in tutte 30 le gare mette a segno 9 gol. Il Bologna non riesce, però, ad evitare la sua prima retrocessione in Serie B.

Durante la sua esperienza bolognese contribuisce inoltre a vincere il Campionato Allievi Professionisti,[6] il primo per Bologna.

[modifica] Sampdoria
I gemelli del gol blucerchiati Roberto Mancini e Gianluca Vialli

Nell'estate del 1982 l'allora presidente della Sampdoria Mantovani è talmente determinato a portare Mancini a Genova che paga al Bologna 4 miliardi di lire[7], una cifra notevole per quei tempi, più i cartellini di Galdiolo, Roselli e Logozzo. Arrivato alla Sampdoria, Mantovani ne fa il suo pupillo: tanta predilezione viene ripagata da Mancini non soltanto con una serie di soddisfazioni che segnano la storia della società blucerchiata, ma con un affetto che va ben oltre le vicende professionali[2]. Rimane alla Sampdoria fino alla stagione 1996-1997. Sigla la sua prima rete ufficiale con la Sampdoria e la prima rete in carriera in Coppa Italia il 1 settembre 1982 al 63º minuto di Sampdoria-Brescia dopo essere subentrato all'inizio del secondo tempo a Rosi[8]. Fa il suo esordio con la maglia blucerchiata in campionato, partendo tra gli 11 titolari, nella gara Sampdoria-Juventus 1-0 il 12 settembre 1982.

Nella Sampdoria, assieme al compagno Vialli forma la coppia d'attacco che, grazie alla prolificità sotto rete di entrambi, viene subito ribattezzata come "i gemelli del gol"[7][9]. Il primo trofeo ufficiale di Mancini e della Sampdoria è la Coppa Italia 1984-1985 ottenuta grazie alla doppia vittoria nella finale contro il Milan. Sotto la guida tecnica di Boskov arrivato a Genova nell'estate del 1986, vince uno scudetto nel 1990-1991 e 2 Coppe Italia: nel 1987-1988 e nel 1988-1989. A questi trofei si aggiunge una Supercoppa Italiana conquistata nel 1991 ai danni della Roma grazie ad una sua rete al 75º minuto. Con Eriksson sulla panchina blucerchiata arriva la quarta Coppa Italia nel 1993-1994.

Per quanto concerne il versante europeo la Sampdoria di fine anni ottanta e inizio anni novanta è tra le maggiori protagoniste: dopo essere stata sconfitta in finale dal Barcellona nella Coppa delle Coppe 1988-1989 si aggiudica la stessa Coppa nel 1989-1990 quando la Sampdoria ha la meglio in finale sull'Anderlecht per 2 a 0 grazie ad una doppietta di Vialli. Nella stagione 1991-1992 Mancini e la Sampdoria disputano la terza finale europea in quattro anni: stavolta però è in palio il massimo trofeo continentale, la Coppa dei Campioni. La Sampdoria viene sconfitta ai supplementari ancora una volta dal Barcellona, che si impone per 1-0 grazie a una rete di Koeman al 112º minuto[10][11].

[modifica] Lazio

Giunge a Roma, sponda Lazio, nell'estate del 1997. L'arrivo di Mancini, che segue quello dell'allenatore Eriksson e al quale seguono nei due anni successivi quelli degli altri ex-doriani Veron, Mihajlović e Lombardo, coincide con l'apertura del ciclo di vittorie nazionali ed internazionali della squadra del presidente Cragnotti sul finire degli anni novanta. Mancini si presenta ai tifosi biancocelesti con la rete del vantaggio in Lazio-Napoli 2-0 del 23 agosto 1997, sua partita d'esordio all'Olimpico. Mette subito la firma anche nel suo primo derby siglando la rete d'apertura in Roma-Lazio 1-3 del 1º novembre 1997. Si esalta nelle sfide stracittadine: in Lazio-Roma 3-3 del 29 novembre 1998 realizza una doppietta, segnando il primo gol con un colpo di tacco. Un altro tacco, ancor più memorabile perché acrobatico - il suo marchio di fabbrica[1]- è quello con cui segna a Buffon, la seconda rete biancoceleste in Parma-Lazio 1-3 del 17 gennaio 1999.

Nelle tre stagioni romane con la Lazio Mancini vince lo scudetto nel 1999-2000 (stagione in cui il club compie 100 anni), l'ultima edizione della Coppa delle Coppe (1999), una Supercoppa europea battendo i Campioni d'Europa in carica del Manchester United (1999), due Coppe Italia nel 1997-1998 e nel 1999-2000 e una Supercoppa italiana nel 1998.

[modifica] Inghilterra e ritiro

Nel gennaio 2001 firma un contratto di prova per un mese con il Leicester City, con cui gioca 4 partite, chiudendo la sua esperienza di calciatore in Inghilterra[12].

[modifica] Nazionale

[modifica] Under-21

Fa il suo esordio non ancora diciottenne nella Nazionale Under-21 di Vicini, il 10 ottobre 1982 in Austria-Italia (1-1). Data la sua giovane età riesce a far parte di due bienni della Under-21: il 1982-1984 e il 1984-1986. Quest'ultimo culmina a Valladolid nella finale degli Europei Under-21 con la sconfitta a i calci di rigore per mano della Spagna il 29 ottobre 1986, giorno dell'ultima partita di Mancini con l'Under-21. È la squadra di cui fanno parte, tra gli altri, Vialli, Zenga, Ferri, Giannini, Donadoni, Berti e De Napoli: l'ossatura della futura nazionale maggiore protagonista a Italia 90.

Nella Under-21 totalizza 26 presenze, mettendo a segno 9 reti.

[modifica] Nazionale maggiore

Esordisce in Nazionale maggiore sotto la gestione di Enzo Bearzot, il 26 maggio 1984, a 19 anni, nella partita amichevole Canada-Italia (0-2) disputata a Toronto. Dopo due anni, l'8 ottobre 1986, viene richiamato in Nazionale in occasione di Italia-Grecia (2-0) quando al 73º minuto subentra ad Altobelli. È la partita d'esordio per lo stesso Vicini che aveva lanciato Mancini quattro anni prima nella Under-21 e che in quel momento è l'allenatore di entrambe le nazionali: infatti nello stesso mese (il 15 e il 29) si disputa la doppia finale dell'europeo di categoria che vede tra i protagonisti sia il tecnico sia lo stesso Mancini. In "azzurro" la carriera di Mancini non è però continua e ricca di soddisfazioni come con i club: non riesce a diventare un punto fermo della squadra sia per la sua atipicità di giocatore sia per la sua ricerca del "numero" e soprattutto per lo spirito polemico che lo caratterizza. È titolare fisso soltanto nel primo periodo dell'era-Vicini e in particolare agli Europei 1988: di lui si ricorda, quasi emblematicamente, il gesto con cui zittisce il pubblico tedesco ed in particolare molta parte della critica italiana, portandosi il dito al naso dopo aver firmato la rete del vantaggio nella partita d'esordio contro i padroni di casa, Germania Ovest-Italia 1-1[13]. Fa parte anche dei 22 convocati per Italia 90, manifestazione nella quale, però, non scende mai in campo[14].

Rimane nel gruppo azzurro anche con l'arrivo di Arrigo Sacchi come CT, disputando 5 gare di qualificazione ai Mondiali di USA 1994, anche se non viene poi convocato per la fase finale.

Nella nazionale maggiore totalizza complessivamente 36 presenze, segnando 4 reti.

[modifica] Allenatore

[modifica] Lazio e Fiorentina

Appena ritiratosi dal calcio giocato, Mancini intraprende la carriera di allenatore come vice di Eriksson nella stagione 2000-2001 alla Lazio.

Nel febbraio 2001, a stagione in corso, viene ingaggiato dalla Fiorentina. Tale ingaggio suscita molte polemiche tra gli addetti ai lavori perché Mancini era già stato in precedenza tesserato con la Lazio, infatti nel campionato italiano non è permesso ad un allenatore (a differenza dei calciatori) cambiare squadra nel corso della medesima stagione, Mancini però, in questo caso, alla Lazio era vice di Eriksson. Egli quindi, sosteneva per questa ragione di non stare violando la suddetta norma, mentre la quasi totalità degli altri allenatori sosteneva il contrario, alla fine ebbe ragione lui.[15].

Con la Fiorentina vince subito la Coppa Italia. L'11 gennaio 2002, dopo 17 partite, si dimette da allenatore della Fiorentina (che poi retrocederà e fallirà) dopo che alcuni tifosi viola lo minacciano per scarso impegno.[16]

Il 1 luglio 2002 torna alla Lazio con un contratto biennale[17], ottenendo buoni risultati, sebbene la società fosse colpita da diverse vicissitudini finanziarie che culminarono con le dimissioni dell'allora Presidente Cragnotti, e con l'inserimento dello stesso Mancini nel Cda della società[18].

Arriva al quarto posto in campionato al suo primo anno, centrando così la zona Champions ed arrivando in semifinale sia in Coppa Italia ed ancora in semifinale di Coppa UEFA con un 4-1 dal Porto allenato da Mourinho, che alla fine dell'anno vince la competizione. L'anno dopo vincerà la Coppa Italia nella stagione 2003-2004 contro la Juventus. In campionato giunge sesto dopo una lunga lotta a tre tra Inter, Parma e Lazio per il quarto posto.

Il 7 luglio 2004 lascia il club capitolino per approdare all'Inter[19].

[modifica] Inter

Roberto Mancini è l'unico allenatore nella storia dell'Inter ad aver vinto tre scudetti consecutivi

La prima stagione, 2004-2005, di Roberto Mancini sulla panchina dell'Inter coincide con il ritorno alla vittoria di un trofeo per i nerazzurri dal 1998, quando si aggiudicarono la Coppa UEFA. In campionato la squadra incappa in una serie di pareggi ed a novembre è lontana dalla lotta per lo scudetto. In Champions League viene eliminato ai quarti con il Milan. A fine stagione arriva la vittoria della Coppa Italia contro la Roma. La sua seconda stagione da allenatore del club nerazzurro, 2005-2006, si apre con la vittoria nella Supercoppa italiana in finale contro la Juventus, battendo i bianconeri a Torino per 1-0 grazie alla rete di Verón nei tempi supplementari. In campionato la squadra termina la stagione al terzo posto in classifica dietro Juventus e Milan ma nel luglio 2006 l'Inter viene proclamata, a diciassette anni di distanza dall'ultima volta, campione d'Italia dopo le sentenze della giustizia sportiva nell'ambito di Calciopoli. In Champions League arriva una cocente eliminazione ai quarti di finale contro il Villarreal. A fine stagione arriva la vittoria nella Coppa Italia (in finale contro la Roma).

La sua terza stagione sulla panchina nerazzurra si apre con la vittoria nella Supercoppa italiana con l'Inter, che batte la Roma con una fantastica rimonta da 0-3 al 4-3 finale nei tempi supplementari. Arriva anche la vittoria sul campo di uno scudetto che mancava ai nerazzurri dal 1989, scudetto vinto con grande margine sulle avversarie e il record europeo di 17 vittorie consecutive in campionato. In Champions League l'eliminazione arriva per mano del Valencia che ha la meglio sull'Inter grazie ad un doppio pareggio (2-2 a Milano 0-0 al ritorno). La partita di ritorno si conclude con una turbolenta rissa tra i giocatori delle due squadre, alcuni dei quali vengono anche squalificati dall'Uefa.

La quarta stagione di Roberto Mancini sulla panchina nerazzurra si apre con la sconfitta nella Supercoppa italiana contro la Roma per 1-0 (rigore nel finale). In campionato la squadra ha una grande partenza ed accumula ben 11 punti di vantaggio sulla Roma, ma nel girone di ritorno la squadra accusa un imponderabile calo, anche a causa di numerosi infortuni che hanno decimato la rosa e costretto l'allenatore a schierare diversi giocatori della primavera. Lo scudetto viene comunque conquistato nell'ultima giornata sul campo del Parma grazie alle reti dell'attaccante svedese Ibrahimović. In Champions League l'eliminazione avviene per mano del Liverpool (sconfitta per 2-0 a Liverpool e per 1-0 nel ritorno). Il 20 febbraio, nella conferenza stampa successiva alla sconfitta subita in Liverpool-Inter 2-0 (ritorno 1-0), Mancini annuncia le sue dimissioni al termine della stagione, salvo poi tornare sui suoi passi.

Il 18 maggio Mancini vince il terzo scudetto sulla panchina nerazzurra e poco dopo perde la finale di Coppa Italia contro la Roma per 2-1. Nei giorni seguenti, però, si fa sempre più concreta l'ipotesi di un suo allontanamento da parte della dirigenza. Il 29 maggio, infatti, viene esonerato dall'incarico. Un comunicato ufficiale del sito internet dell'Inter adduce come motivazione per l'esonero le dichiarazioni rese dal tecnico dopo l'incontro Liverpool-Inter in Champions League dell'11 marzo precedente.[20] Alle accuse da parte della società di aver intrattenuto rapporti inadeguati con pregiudicati, Mancini ha dichiarato di sentire offeso il proprio onore e di aver dato mandato al suo legale di tutelare la propria immagine.[21] Il 2 giugno al suo posto è subentrato il tecnico portoghese Mourinho.

Il 30 ottobre 2009 risolve, consensualmente alla proprietà interista, il contratto che lo legava al club milanese sino al 2012, percependo una liquidazione di 8 milioni di euro[22].

[modifica] Manchester City

Il 19 dicembre 2009 firma un contratto triennale con il Manchester City[23] per 3,5 milioni di euro a stagione, sostituendo l'esonerato Mark Hughes.[24][25] Pochi giorni dopo la firma, nella partita d'esordio sulla sua nuova panchina, vince per 2-0 contro lo Stoke City, ripetendosi 2 giorni dopo, quando espugna il campo del Wolverhampton con il punteggio di 0-3, grazie alla doppietta di Carlos Tévez e alla rete di Javier Garrido. La squadra, rimasta a lungo in lotta per la quarta posizione finale, viene sconfitta per 1-0 nello scontro diretto contro il Tottenham del 5 maggio 2010 e conclude così al quinto posto, valido per la qualificazione in Europa League.

Nel tentativo di migliorare il piazzamento appena ottenuto, Mancini e il City movimentano il mercato estivo con alcune operazioni coraggiose che suscitano reazioni contrastanti: plauso per gli arrivi di Mario Balotelli, David Silva e Yaya Toure e il ritorno di Joe Hart, perplessità e dissenso per lo scarso riguardo riservato in particolare a Craig Bellamy, Stephen Ireland e Shay Given, i migliori giocatori della precedente gestione Hughes.[26] Il 14 maggio 2011 vince la F.A. Cup vincendo a Wembley 1 a 0 contro lo Stoke City con gol di Yaya Toure interrompendo un digiuno di titoli che durava da ben 35 anni. Alla fine della stagione la squadra si piazza al terzo posto qualificandosi direttamente alla Champions League per la prima volta nella sua storia.

[modifica] Statistiche

[modifica] Presenze e reti nei club

Statistiche aggiornate al 27 novembre 2009.

Stagione Squadra Campionato Coppa Italia Coppe europee Altre coppe Totale
Comp Pres Reti Comp Pres Reti Comp Pres Reti Comp Pres Reti Pres Reti
1981-1982 Bandiera dell'Italia Bologna A 30 9 CI 1 0 - - - - 31 9
1982-1983 Bandiera dell'Italia Sampdoria A 22 4 CI 5 1 - - - - 27 5
1983-1984 A 30 8 CI 8 2 - - - - 38 10
1984-1985 A 24 3 CI 11 3 - - - - 35 6
1985-1986 A 23 6 CI 11 4 CdC 4 2 - - 38 12
1986-1987 A 26 6 CI 5 0 - - - - 31 6
1987-1988 A 30 5 CI 13 3 - - - - 43 8
1988-1989 A 29 9 CI 11 5 CdC 8 0 SI 0 0 48 14
1989-1990 A 31 11 CI 3 2 CdC 9 2 SI 1 0 44 15
1990-1991 A 30 12 CI 10 2 CdC 5 2 SE 2 0 47 16
1991-1992 A 29 6 CI 6 2 CC 9 4 SI 1 1 45 13
1992-1993 A 30 15 CI 2 0 - - - - 32 15
1993-1994 A 30 12 CI 7 0 - - - - 37 12
1994-1995 A 31 9 CI 2 1 CdC 4 2 SI 1 0 38 12
1995-1996 A 26 11 CI 2 1 - - - - 28 12
1996-1997 A 33 15 CI 2 0 - - - - 35 15
Totale Sampdoria 424 132 98 26 39 12 5 1 566 171
1997-1998 Bandiera dell'Italia Lazio A 34 5 CI 8 1 CU 10 3 - - 52 9
1998-1999 A 33 10 CI 6 2 CdC 7 0 SI 1 0 47 12
1999-2000 A 20 0 CI 7 3 UCL 9 0 SE 1 0 37 3
Totale Lazio 87 15 21 6 26 3 2 0 136 24
2000-2001 Bandiera dell'Inghilterra Leicester City PL 4 0 - - - - - - 4 0
Totale carriera 541 156 120 32 65 15 7 1 733 204

[modifica] Cronologia presenze e reti in Nazionale

[modifica] Palmarès

[modifica] Calciatore

[modifica] Competizioni giovanili

Bologna: 1981-1982

[modifica] Competizioni nazionali

Sampdoria: 1984-1985, 1987-1988, 1988-1989, 1993-1994
Lazio: 1997-1998, 1999-2000
Sampdoria: 1990-1991
Lazio: 1999-2000
Sampdoria: 1991
Lazio: 1998

[modifica] Competizioni internazionali

Sampdoria: 1989-1990
Lazio: 1998-1999
Lazio: 1999

[modifica] Riconoscimenti individuali

Miglior italiano: 1997
Migliore assoluto: 1997

[modifica] Allenatore

Fiorentina: 2000-2001
Lazio: 2003-2004
Inter: 2004-2005, 2005-2006
Inter: 2005, 2006
Inter: 2005-2006[27], 2006-2007, 2007-2008
Manchester City: 2010-2011

[modifica] Riconoscimenti individuali

2007-2008
Dicembre 2010
Ottobre 2011

[modifica] Attività imprenditoriale

Il 26 marzo 2009 viene resa nota la notizia dell'acquisto da parte di Roberto Mancini del 25% della Kifaru, società attiva nella costruzione di barche con sede legale a Firenze. Il 50% dell'impresa è in mano alla famiglia Sarti, mentre il restante è di azionisti minori[28].

[modifica] Onorificenze

Cavaliere Ordine al merito della Repubblica Italiana - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere Ordine al merito della Repubblica Italiana
— Roma, 30 settembre 1991. Di iniziativa del Presidente della Repubblica.[29]

[modifica] Note

  1. ^ a b Dizionario della grande Lazio di Sandro Bocchio e Giovanni Tosco, pag.107, Ed. Newton&Compton, 2000
  2. ^ a b c ROBERTO MANCINI official website, Carriera
  3. ^ Almanacco Illustrato del Calcio '83, pag 276, Ed. Panini, 1982
  4. ^ Archivio della Gazzetta dello Sport
  5. ^ Almanacco Illustrato del Calcio '83, pag 132, Ed. Panini, 1982
  6. ^ Roberto Mancini, l'ingiustizia storica in Il Bologna Football Club ed i suoi eroi sportivi. 26 agosto 2009
  7. ^ a b Roberto Mancini - Protagonisti - ANSA.it
  8. ^ Almanacco Illustrato del Calcio '84, pag 273, Ed. Panini, 1983
  9. ^ una marcatura per due, dai gemelli della Samp è nato un gol siamese
  10. ^ uefa.com - UEFA Champions League
  11. ^ Coppa Campioni 1991/92: Barcellona
  12. ^ RaiSport - 18 gennaio 2001 - Calciomercato: Mancini al Leicester
  13. ^ Dizionario della grande Lazio di Sandro Bocchio e Giovanni Tosco, pagg.107-108, Ed. Newton&Compton, 2000
  14. ^ Racconti Mondiali: Italia 1990 - Roberto Mancini
  15. ^ Mancini allenatore, Petrucci dà il via libera
  16. ^ Mancini minacciato lascia la panchina. gazzetta.it, 12 gennaio 2002
  17. ^ S.S.Lazio: Roberto Mancini nuovo allenatore per un biennio | Radiocor, giovedì 9 maggio 2002 (articolo 203938)
  18. ^ Calcio serie A Roberto Mancini nel cda
  19. ^ Repubblica.it/sport/calcio/serie_a: Facchetti: "Mancini è dell'Inter" Lazio, torna l'incubo del fallimento
  20. ^ Comunicato ufficiale F.C. Internazionale. inter.it, 29 maggio 2008
  21. ^ L'ira di Mancini contro Moratti: offeso l'onore. iltempo.it, 31 maggio 2008
  22. ^ Mancini Ha risolto con l' Inter Una grande lo aspetta
  23. ^ I tifosi del Manchester City impazziti per la moda della sciarpa alla Mancini
  24. ^ (EN) Manchester City FC can confirm that it has today terminated the contract of Mark Hughes., mcfc.co.uk
  25. ^ Mancini riparte dal Manchester City
  26. ^ «Mancini, esonero ben pagato», Lechampions.it, 6 agosto 2010. URL consultato in data 12 agosto 2010.
  27. ^ Titolo assegnato d'ufficio dopo le sentenze della giustizia sportiva nell'ambito di Calciopoli.
  28. ^ Da tecnico a imprenditore: Mancini costruirà barche
  29. ^ Cavaliere Ordine al Merito della Repubblica Italiana Sig. Roberto Mancini. quirinale.it. URL consultato il 6 aprile 2011.

[modifica] Altri progetti

[modifica] Collegamenti esterni

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