Osvaldo Bagnoli

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Osvaldo Bagnoli
Osvaldo Bagnoli.jpg
Osvaldo Bagnoli
Dati biografici
Nazionalità Italia Italia
Altezza 170 cm
Peso 69 kg
Calcio Football pictogram.svg
Dati agonistici
Ruolo Allenatore (ex centrocampista)
Ritirato 1973 - giocatore
1994 - allenatore
Carriera
Giovanili
 ????-1954
1954-1955
600px Verde e Nero (Strisce).png Ausonia 1931
Milan Milan
Squadre di club1
1955-1957 Milan Milan 18 (2)
1957-1960 Verona Verona 97 (27)
1960-1961 Udinese Udinese 11 (1)
1961-1964 Catanzaro Catanzaro 102 (22)
1964-1967 SPAL SPAL 92 (12)
1967-1968 Udinese Udinese 22 (4)
1968-1973 Verbania Verbania 135 (?)
Carriera da allenatore
1969-1970 Verbania Verbania Vice
1973-1974 Solbiatese Solbiatese
1974-1975 Como Como Vice
1975-1977 Como Como
1977-1978 Rimini Rimini
1978-1979 Fano Fano
1979-1981 Cesena Cesena
1981-1990 Verona Verona
1990-1992 Genoa Genoa
1992-1994 Inter Inter
1 Dati relativi al solo campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
Statistiche aggiornate al 30 dicembre 2012

Osvaldo Bagnoli (Milano, 3 luglio 1935) è un allenatore di calcio ed ex calciatore italiano, di ruolo centrocampista.

Ha legato il suo nome all'Hellas Verona con cui ha conquistato l'unico scudetto dei gialloblu nella stagione 1984-1985.

Caratteristiche tecniche[modifica | modifica sorgente]

Giocatore[modifica | modifica sorgente]

Schierato inizialmente come ala destra[1], ha giocato per la maggior parte della carriera come mezzala[2][3] o mediano[4]; nelle ultime stagioni al Verbania è stato utilizzato come libero[2]. Era dotato di un potente tiro dalla distanza[2].

Allenatore[modifica | modifica sorgente]

Ha fatto applicare alle sue squadre (e in particolare al Verona) il cosiddetto catenaccio[5], pur applicando una marcatura a zona mista in fase difensiva[2][5], nella quale il centrocampo era chiamato a un lavoro di pressing aggressivo[5]. In fase di possesso palla chiedeva ai suoi giocatori di rallentare il gioco e far girare il pallone[5], oppure colpire velocemente in contropiede sfruttando al massimo il gioco sulle fasce e le verticalizzazioni[5][6][7]. Impiegava un giocatore con compiti di regista arretrato (spesso il libero)[5] e uno come regista avanzato[5], e schierava i suoi uomini cercando di rispettarne le caratteristiche tecniche e tattiche[3][5][8]. Prediligeva lavorare su un gruppo ristretto, evitando il più possibile il turnover[5][9], ed era un abile motivatore[2] e comunicatore con i propri giocatori, di cui cercava la collaborazione[8].

Carriera[modifica | modifica sorgente]

Giocatore[modifica | modifica sorgente]

La rosa della SPAL nella stagione 1965-1966, l'anno del ritorno in Serie A; Bagnoli è il primo accosciato da destra.

Nato nel 1935 alla Bovisa, quartiere della periferia settentrionale di Milano[1], cresce come centrocampista nell'Ausonia 1931, formazione dilettantistica con cui si aggiudica il titolo di campione lombardo Allievi[10]. Nel 1955 passa al Milan, segnalato dall'osservatore Malatesta[2], per 75.000 lire[11]; con i rossoneri esordisce in Serie A disputando le ultime 8 partite del campionato 1955-1956[1]. L'anno successivo è inizialmente titolare nel ruolo di ala destra, disputando le prime 5 partite di campionato prima di lasciare il posto a Tito Cucchiaroni[1]; con il Milan vince in quell'annata lo scudetto e la Coppa Latina[4].

A fine stagione viene ceduto al neopromosso Verona[12], con cui disputa la sua prima stagione da titolare nella massima serie senza poter evitare la retrocessione degli scaligeri dopo lo spareggio con il Bari[12], anche a causa di una pleurite che lo tiene fuori squadra per diverso tempo[8]. Rimane al Verona per i successivi due campionati cadetti, nei quali realizza complessivamente 24 reti, e nel 1960 torna per un'annata in Serie A, ingaggiato dall'Udinese.

Prosegue la carriera di nuovo in Serie B con tre annate al Catanzaro, da cui lo preleva la SPAL, su proposta di Sergio Cervato[8]. Con gli estensi ottiene la promozione in Serie A e disputa le sue due ultime stagioni nella massima serie, realizzando la rete decisiva per la salvezza sul campo del Brescia, il 22 maggio 1966[8]. Nel 1967, a 32 anni, torna per una stagione all'Udinese, nel frattempo retrocessa in Serie C; al termine del campionato subisce un incidente stradale, a causa del quale medita il ritiro per impiegarsi alla Mondadori[13]. Chiamato da Enrico Muzzio, accetta poi la proposta del Verbania, neopromosso in Serie C[13]: qui subisce un grave infortunio[13], e nella stagione successiva ricopre il doppio ruolo di allenatore e giocatore, affiancato da Franco Pedroni[13]. Chiude la carriera con i piemontesi nel 1973, all'età di 38 anni, dopo aver totalizzato 110 partite in Serie A e 209 in Serie B.

Allenatore[modifica | modifica sorgente]

Gli esordi[modifica | modifica sorgente]

Inizia la carriera di allenatore sulla panchina della Solbiatese, in Serie C, su indicazione del direttore sportivo del Verbania[2]; viene esonerato all'inizio del girone di ritorno, a causa di contrasti con il presidente[2][14]. In seguito Pippo Marchioro lo chiama come allenatore in seconda (e responsabile delle giovanili) del Como[2][6]; rimane sul Lario anche dopo la partenza di Marchioro, e nel campionato 1975-1976 subentra all'allenatore Beniamino Cancian dopo 12 giornate, senza evitare la retrocessione[15]. Viene riconfermato anche per il successivo campionato cadetto, concluso al sesto posto[15] e diventa poi allenatore del Rimini, con cui ottiene la salvezza nel campionato di Serie B 1977-1978, risultato da lui stesso considerato un capolavoro[16]. Nel 1978 accetta di scendere in Serie C2 alla guida del Fano, con cui ottiene la promozione[2], poi torna tra i cadetti con il Cesena, col quale nel giro di due anni sfiora la promozione in Serie A nel 1980 e la raggiunge al termine del campionato 1980-1981.

L'Hellas Verona e lo scudetto[modifica | modifica sorgente]

Bagnoli portato in trionfo dai tifosi del Verona dopo aver conquistato lo scudetto del 1985

Nel 1981 lascia la panchina cesenate per tornare al Verona, dove il presidente Celestino Guidotti aveva garantito un serio piano di rafforzamento della squadra, che l'anno precedente si era salvata all'ultima giornata[2][17]. Con gli scaligeri ottiene la promozione in Serie A nel campionato 1981-1982; nella stagione successiva raggiunge il quarto posto in campionato e arriva alla finale di Coppa Italia, con una formazione composta da giocatori scartati da altre squadre (Garella, Marangon, Volpati, Tricella, Fanna, Di Gennaro)[3][6] con l'aggiunta del nazionale brasiliano Dirceu, per il quale modifica l'assetto tattico passando ad un'unica punta[2]. Nel 1983-1984 il Verona, costruito con la stessa filosofia[2], raggiunge il sesto posto in campionato e nuovamente la finale di Coppa Italia.

Nel campionato Serie A 1984-1985 la squadra, con gli innesti di Hans Peter Briegel e dell'attaccante danese Preben Elkjær Larsen, va in testa alla classifica già nelle prime giornate[11] e conquista il primo ed unico scudetto della storia del Verona; Bagnoli, considerato uno dei principali artefici del risultato[18][19][20], viene soprannominato mago della Bovisa[2][13][21] e viene premiato con il Seminatore d'oro[22].

L'anno seguente, alla guida di una formazione modificata negli uomini e negli equilibri tattici dalla campagna acquisti-cessioni[23][24], non va oltre il decimo posto in campionato e l'eliminazione in Coppa dei Campioni dopo il doppio confronto con la Juventus; al termine della partita di ritorno, caratterizzata da controverse decisioni arbitrali, dichiara Se cercate i ladri, sono nell'altro spogliatoio[1][13][21]. Bagnoli rimane al Verona fino alla stagione 1989-1990, conclusa con la retrocessione in Serie B causata anche dal dissesto economico della società[25][26]; il suo ciclo sulla panchina gialloblu comprende uno scudetto, due finali di Coppa Italia e due quarti posti, oltre a tre partecipazioni alle coppe europee, nelle quali il miglior risultato è costituito dai quarti di finale della Coppa UEFA 1987-1988[5][6]. Nei nove anni di permanenza a Verona stabilisce anche il record di presenze di un allenatore sulla panchina gialloblu[1].

Genoa[modifica | modifica sorgente]

Nel 1990 lascia Verona, in contrasto con la nuova dirigenza del club scaligero[2], e si trasferisce sulla panchina del Genoa[27], con il quale ottiene il quarto posto nella stagione 1990-1991, miglior risultato della squadra nel dopoguerra[28], e la qualificazione alla successiva Coppa UEFA. Nella competizione europea i Grifoni approdano alla semifinale persa contro l'Ajax, dopo aver eliminato tra gli altri il Liverpool vincendo sul campo di Anfield Road[29]; in campionato, invece, la formazione di Bagnoli accusa maggiori difficoltà[30], anche a causa delle voci di mercato che accostano il tecnico milanese ad altre squadre[31]. A fine stagione, dopo l'eliminazione in Coppa UEFA e il quattordicesimo posto in campionato, lascia la squadra per trasferirsi all'Inter[32].

Inter[modifica | modifica sorgente]

Nella stagione di esordio di Bagnoli l'Inter ottiene il secondo posto alle spalle del Milan, grazie a una rimonta in classifica nelle ultime giornate[33]; la squadra viene impostata per giocare in contropiede[34], sfruttando le caratteristiche di Ruben Sosa e Salvatore Schillaci[35]. Nel campionato 1993-1994 la squadra viene rinforzata dagli acquisti degli olandesi Wim Jonk e Dennis Bergkamp, che nei mesi successivi entrano in contrasto con l'allenatore[36][37]. La squadra non ottiene i risultati previsti, a causa di problemi tattici ed errori di mercato[38], e Bagnoli viene esonerato a febbraio, dopo la sconfitta interna contro la Lazio[14][33]. Si tratta del secondo esonero, dopo quello nella stagione di esordio nella Solbiatese[14]; Bagnoli, che aveva già deciso di lasciare la panchina interista a fine stagione[14], conclude la carriera di allenatore a 59 anni, rifiutando diverse offerte negli anni successivi[6][13][14].

Palmarès[modifica | modifica sorgente]

Giocatore[modifica | modifica sorgente]

Club[modifica | modifica sorgente]

Competizioni nazionali[modifica | modifica sorgente]
Milan: 1956-1957
Competizioni internazionali[modifica | modifica sorgente]
Milan: 1956

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d e f Bagnoli: «Il calcio di oggi? Brutto come la mia Milano», Il Corriere della Sera, 11 novembre 2006, pag.51
  2. ^ a b c d e f g h i j k l m n o Profilo su Hellasstory.net
  3. ^ a b c Profilo su Treccani.it
  4. ^ a b Profilo su Magliarossonera.it
  5. ^ a b c d e f g h i j Il Verona di Bagnoli Hellasstory.net
  6. ^ a b c d e Verona, ma te lo ricordi Bagnoli? "Allo stadio volevano il documento", La Repubblica, 12 maggio 2010
  7. ^ È tempo di saggezza, La Repubblica, 14 maggio 1991, pag.40
  8. ^ a b c d e Un caffè al bar con Osvaldo Bagnoli Chespal.it
  9. ^ Il calcio travolto dal ritmo-Verona, La Repubblica, 18 dicembre 1984, pag.39
  10. ^ Un tuffo nel passato Ausonia1931.net
  11. ^ a b Tutte le virtù dell'acclamato modulo Bagnoli, La Repubblica, 21 maggio 1985, pag.35
  12. ^ a b Stagione 1957-1958 Hellasstory.net
  13. ^ a b c d e f g Osvaldo Bagnoli Verbaniacalcio.it
  14. ^ a b c d e Pellegrini trova il colpevole: Bagnoli, Il Corriere della Sera, 8 febbraio 1994, pag.33
  15. ^ a b Domenica Como-Verona. I bei ricordi di Bagnoli, La Provincia di Como, 7 gennaio 2011
  16. ^ Gli otto uomini d'oro che fanno campionato, La Repubblica, 27 dicembre 1984, pag.35
  17. ^ Il Verona di Bagnoli Prossimicampioni.com
  18. ^ "Come il mio Verona" Raisport.rai.it
  19. ^ Profondo Verona: dallo scudetto allo stadio vuoto, L'Unità, 2 gennaio 2008, pag.16
  20. ^ In campo gli eroi dello scudetto. Verona festeggia il suo tricolore, Corriere del Veneto, 2 giugno 2010
  21. ^ a b O.Beha, A.Di Caro, Il calcio alla sbarra, ed. BUR
  22. ^ Consegnato a Bagnoli il Seminatore d'oro, L'Unità, 12 novembre 1985, pag.12
  23. ^ Il Verona in Coppa Campioni Hellasstory.net
  24. ^ "Campioni e umili", parola di Bagnoli, La Repubblica, 7 settembre 1985, pag.37
  25. ^ La prima difesa di Chiampan, La Repubblica, 18 luglio 1989, pag.25
  26. ^ I sospetti di Pozzo "Subito l'inchiesta", La Repubblica, 1º maggio 1990, pag.37
  27. ^ "Finalmente potrò giocare un derby", La Repubblica, 27 maggio 1990, pag.28
  28. ^ 1986-1995: quindi riuscimmo a intraveder la stella... Genoacfc.it
  29. ^ Genoa 1991-1992 e l'UEFA delle meraviglie Storiedicalcio.altervista.org
  30. ^ il Genoa è in crisi ma ci crede: "Il Liverpool ci darà la carica". Bagnoli: "Col cane alle costole, salti anche un muro di 2 metri", Il Corriere della Sera, 3 marzo 1992, pag.35
  31. ^ Ultimatum a Bagnoli: "Decida subito", Il Corriere della Sera, 28 gennaio 1992, pag.35
  32. ^ Bagnoli: "Ciao Genoa, non ci amiamo più", Il Corriere della Sera, 30 aprile 1992, pag.41
  33. ^ a b All'Inter serve il colpevole: Bagnoli, La Repubblica, 8 febbraio 1994, pag.25
  34. ^ Strategie interiste per il sogno più bello, La Repubblica, 22 novembre 1992, pag.37
  35. ^ L.Turini, Pazza Inter, ed. Mondadori, pagg.83-84
  36. ^ A Jonk non piace Bagnoli, Il Corriere della Sera, 18 gennaio 1994, pag.32
  37. ^ Zenga: tifosi ingrati, me ne vado, Il Corriere della Sera, 9 febbraio 1994, pag.34
  38. ^ Bagnoli confessa: "L'Inter è sbagliata", Il Corriere della Sera, 22 ottobre 1993, pag.43

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]