Alessandro Del Piero

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Alessandro Del Piero
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Dati biografici
Nome Alessandro Del Piero
Nato 9 novembre 1974
Conegliano
Paese bandiera Italia
Nazionalità {{{codicenazione}}}
Passaporto {{{passaporto}}}
Morto
Altezza 173[1] cm
Peso 73[1] kg
Dati agonistici
Disciplina Calcio
Specialità {{{specialità}}}
Categoria {{{categoria}}}
Record
Ranking {{{ranking}}}º
Best ranking {{{best ranking}}}º
Ruolo Attaccante
Squadra Juventus
Ritirato
Carriera
Giovanili
1981-1988
1988-1993
1993-1994
San Vendemiano
Padova
Juventus
Squadre di club1
1991-1993 Padova 14 (1)
1993- Juventus 433 (188)
Nazionale
1991
1992-1993
1993-1996
1995-
Bandiera dell'Italia Italia Under-17
Bandiera dell'Italia Italia Under-18
Bandiera dell'Italia Italia Under-21
Bandiera dell'Italia Italia
3 (1)
14 (12)
12 (3)
91 (27[2])
Carriera da allenatore
Incontri disputati

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Palmarès
 Mondiali di calcio
Oro Germania 2006
 Europei di calcio
Argento Belgio-Olanda 2000

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1 Dati relativi al solo campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
Statistiche aggiornate al 31 maggio 2009

Alessandro Del Piero (Conegliano, 9 novembre 1974) è un calciatore italiano, attaccante della Juventus. Vice-campione d'Europa al Campionato europeo di calcio 2000 e Campione del mondo con la Nazionale nel 2006.

Nel 2004 è stato incluso nella FIFA 100, una lista dei 125 più grandi giocatori viventi redatta da Pelé e dalla FIFA in occasione delle celebrazioni del centenario della Federazione internazionale, ed è anche risultato 49º nell'UEFA Golden Jubilee Poll, un sondaggio online condotto dalla UEFA per celebrare i migliori calciatori d'Europa dei cinquant'anni precedenti. Inoltre è stato incluso nella lista dei 50 candidati al Pallone d'oro sei volte, classificandosi quarto nel 1995 e nel 1996.

Attualmente è il capitano della Juventus, squadra nella quale milita dal 1993 e della quale detiene il record assoluto di marcature (262 gol), oltre al record di marcature in competizioni europee (49 gol) ed il primato di presenze in partite ufficiali (603). Con 399 presenze in Serie A risulta essere 48º nella classifica presenze nel campionato di calcio italiano mentre, grazie alle 168 reti messe a segno nella massima divisione, si apposta al 12º nella classifica dei marcatori del campionato italiano di calcio.

Considerato tra i migliori talenti del calcio italiano,[3] vanta la convocazione per tre Mondiali per nazioni e quattro Europei per nazioni.[4] Occupa la 77ª posizione nella speciale classifica dei migliori calciatori del XX secolo pubblicata nel 1999 dalla rivista World Soccer, realizzata tramite un sondaggio fra i lettori.[5] È stato inserito per tre anni consecutivi (1995-96, 1996-97, 1997-98) nella Squadra dell'Anno secondo l'associazione European Sports Magazines. L'Association of Football Statisticians' (The AFS) classificando i Più grandi calciatori di sempre lo ha incluso al 60º posto.[6] Nel 2000 è risultato essere il calciatore più pagato del mondo tra stipendio e introiti pubblicitari.[7]

Ha vestito 91 volte la maglia della Nazionale segnando 27 reti, miglior marcatore azzurro in attività e quarto di sempre, a pari merito con Roberto Baggio, rispetto al quale ha una media gol inferiore. Ha fatto parte della selezione che ha vinto il Mondiale di calcio disputatosi in Germania, realizzando una rete nella semifinale contro i tedeschi [8] , padroni di casa, e segnando uno dei rigori decisivi per la conquista del titolo nella finale contro la Francia [9] .

Indice

Caratteristiche tecniche

Fantasista di classe, è un attaccante dotato di un notevole bagaglio tecnico,[10] che gli permette di stoppare il pallone con precisione ed effettuare assist per i compagni di reparto. Il potenziamento muscolare seguito all'infortunio patito ad Udine nel 1999, lo ha limitato nella velocità di esecuzione.[11]

Nasce mezzapunta, ha grande abilità nell'uno due e nel dribbling[11] ed è un grande specialista nei calci piazzati, con i quali sovente trova l'incrocio dei pali scavalcando la barriera,[12] oltre ad essere un buon rigorista. Dal punto di vista tattico predilige il ruolo di seconda punta, anche se è in grado di ricoprire diversi ruoli del reparto avanzato. In passato (in particolare con la nazionale, sotto la guida di Arrigo Sacchi) ha ricoperto il ruolo di ala sinistra. Inoltre ha agito talvolta anche da trequartista dietro le due punte, mettendo in mostra la sua visione di gioco e le sue qualità di impostazione, ma solo in casi particolari ed anche qui comunque controvoglia.[13][14][15]

Il gol "alla Del Piero"

Nei suoi primi anni alla Juventus, un particolare tipo di gol, realizzato con un tiro a rientrare (a parabola) dal vertice sinistro dell'area di rigore verso l'incrocio dei pali più lontano, realizzato molte volte in sequenza in poche partite (nella stagione 1995-1996, soprattutto durante la prima fase a gironi in Champions League), venne contrassegnato dalla stampa sportiva e dal pubblico come "gol alla Del Piero"[16][17] .[18] Dopo l'exploit del 1996, ha segnato altre volte "alla sua maniera"[19][20] [21] rendendo il "gol alla Del Piero" [22] un termine usato per definire i gol segnati anche da altri giocatori con questo gesto tecnico[23] [24].

Carriera

Club

La giovane promessa Alessandro Del Piero

Iniziò a tirare i primi calci al pallone nel campo parrocchiale di Saccon[25][26] in cui si allenava anche di notte grazie a suo padre che gli costruì un piccolo impianto di illuminazione,[27] per poi giocare nella squadra del paese natale San Vendemiano dove, nonostante la giovane età, mise subito in luce la sua bravura, anche se la madre voleva che giocasse in porta, così da sudare di meno e non ammalarsi.[28] Il sacerdote del paese, che fungeva anche da presidente della squadra, ne parlò con alcuni dirigenti del Padova, inizialmente invano a causa delle perplessità dovute al fisico minuto ed esile.[29]

Nel 1992 venne acquistato dalla squadra patavina ed inserito nella formazione Allievi. All'età di 16 anni esordì in Serie B sotto la guida di Mauro Sandreani ed il 22 novembre 1992, realizzò la sua prima rete con la maglia del Padova, e prima da professionista, che siglò il 5-0 finale ai danni della Ternana.[16]

Considerato fin dall'inizio un predestinato,[30] i maggiori club lo notarono subito e se lo contesero ma, alla fine, nell'estate del 1993 grazie a Giampiero Boniperti venne acquistato dalla Juventus per cinque miliardi di lire, con un ingaggio al giocatore di 150 milioni di lire a stagione più premi a rendere,[31] dopo essere stato rifiutato dal Milan, soddisfacendo così il desiderio del giocatore stesso di voler giocare nella squadra torinese.[28][32] Nonostante Giovanni Trapattoni lo portò subito in ritiro con la prima squadra, venne inserito nella formazione “Primavera” allenata da Cuccureddu, divenendone subito un leader. Insieme a Fabrizio Cammarata, Christian Manfredini, Lorenzo Squizzi e Jonathan Binotto, guidò la squadra alla conquista del prestigioso Torneo di Viareggio e dello scudetto Primavera.

Esordì in Serie A il 12 settembre 1993, subentrando a Fabrizio Ravanelli al 74º minuto di Foggia-Juventus, terminata poi 1-1, e tre giorni dopo, nella gara dei trentaduesimi di finale della Coppa UEFA contro la Lokomotiv Mosca, fece il suo debutto nelle Coppe Europee. Il 19 settembre, una settimana dopo l'esordio in campionato, alla seconda presenza in Serie A, un minuto dopo essere entrato al posto di Ravanelli, realizzò il suo primo gol in bianconero, all'80º minuto di Juventus-Reggiana, contribuendo al 4-0 finale. Nella sua prima stagione in bianconero si ripeté il 13 marzo 1994 contro il Genoa. Il 20 marzo realizzò la prima tripletta della sua carriera, segnando tre dei quattro gol con cui la Juventus batté il Parma al delle Alpi. Solo allora in casa Juventus si capì che il giovane promettente avrebbe dovuto avere più spazio da titolare in squadra dall'inizio del campionato.[31][33]

Al termine di quella prima stagione in bianconero, in cui si divise tra Primavera e prima squadra, totalizzò 14 presenze tra campionato, Coppa Italia e Coppa UEFA, e realizzò 5 reti, tutte in Serie A con una media di un gol ogni 70 minuti.[31] Nell'estate del 1994 nella Juventus cambiarono i vertici societari, con l'arrivo di Giraudo (amministratore delegato), Bettega (vice presidente) e Moggi (direttore generale). Il presidente era l'avvocato Vittorio Caissotti di Chiusano. La nuova dirigenza operò subito una scelta coraggiosa: affidare la squadra a Marcello Lippi, allenatore giovane, che aveva ben figurato sulle panchine di Napoli ed Atalanta.

L'affermazione e la nascita dei "gol alla Del Piero"

Lippi gli offrì, nella prima annata della sua gestione, l'occasione di proporsi. Gianluca Vialli era il leader di un gruppo affidabile e granitico ed a Roberto Baggio, in ombra a causa di un infortunio, venne preferito proprio Del Piero. Giocò più di Baggio, segnò come lui, ma alla fine mise la sua firma sullo scudetto, riportandolo a Torino dopo nove anni di astinenza, e sulla Coppa Italia.

Il 1994-95 iniziò con un gol al Napoli, mentre il 4 dicembre segnò contro la Fiorentina il gol della vittoria con una prodezza balistica: su un lancio di quaranta metri di Orlando da centrocampo, Del Piero in avvitamento cercò e trovò la battuta morbida, al volo, di collo destro, che corresse con un pallonetto alle spalle di un esterrefatto Toldo nel sette; la Juventus vinse 3-2 rimontando da 0-2.[34][35] Una settimana dopo si ripeté segnando una doppietta alla Lazio. Il 13 settembre realizzò il primo gol in Europa, nell'incontro di Coppa UEFA contro il CSKA Sofia terminato 3-2 per la formazione bulgara, la seconda rete bianconera del momentaneo 2-2. Il gol venne poi annullato in quanto la giustizia sportiva europea annullò la partita per posizione irregolare del giocatore bulgaro Petar Mihtarski, assegnando la vittoria per 3-0 a tavolino alla Juventus. Compreso il gol all'Eintracht, in Coppa UEFA il 14 marzo, il primo ufficiale in Europa per lui, alla fine in quell'annata giocò 50 partite, segnò 10 gol e compì il primo passo importante della sua carriera vincendo il suo primo scudetto con la maglia della Juventus. Debuttò anche in Nazionale nel marzo del 1995, realizzando il primo gol in azzurro pochi mesi dopo.

Nella stagione 1995-1996 a Juventus decise di puntare su di lui e lasciò partire Roberto Baggio, non senza perplessità da parte dei tifosi e degli organi di stampa, riguardo al rischio di puntare tutto su un giocatore che aveva ancora molto da dimostrare [36] . Dopo una rete all'Avellino in Coppa Italia, il 13 settembre realizzò il primo gol in Champions League al Borussia Dortmund, con la pennellata a giro sul secondo palo che diventerà la sua specialità. All'età di 20 anni si ritrovò il numero 10 sulle spalle e guidò la Juventus al trionfo in Champions League, edizione in cui nacquero i famosi "gol alla Del Piero",[37] segnando 5 gol nelle prime 5 partite ed uno, il 13º ed ultimo stagionale per lui, nella gara dei quarti di finale contro il Real Madrid il 20 marzo del 1996 che permise alla Juventus di accedere alle semifinali di Champions, trofeo che vincerà in finale a Roma contro l'Ajax, l'unica Coppa Campioni per lui. Alla fine della competizione europea aveva realizzato ben 6 reti e fu vice-capocannoniere dell'edizione. Vinse anche la sua prima Supercoppa Italiana contro il Parma, firmando l'assist del gol di Vialli nella partita vinta per 1-0. Nel 1995 vinse il FIFA World Player come miglior giovane del mondo.

Si classificò al 4º posto nella graduatoria del Pallone d'oro nel 1995 e nel 1996.

Il 1996-97 lo iniziò con il gol decisivo a Perugia. Grazie al gol di Del Piero, il 20 novembre 1996 la Juventus battè per 1-0 il Manchester United, uno storico successo perchè, oltre a ipotecare con un turno di anticipo il passaggio ai quarti di finale di Champions League, fino ad allora nessuna squadra italiana aveva mai vinto nel campo dell'Old Trafford.[38]

La sua popolarità all'estero crebbe anche grazie alla vittoria della Coppa Intercontinentale il 26 novembre 1996, contro i campioni sudamericani del River Plate, che lo rese celebre anche in Giappone, dopo il gol importantissimo da lui stesso segnato che consentì alla Juventus di vincere la seconda Coppa Intercontinentale della sua storia. Il 23 febbraio 1997, contro la Fiorentina, segnò il suo cinquantesimo gol ufficiale in carriera con la maglia della Juventus.[39][40] Vinse tra le tante cose anche il Trofeo Bravo 1996 assegnato dal Guerin Sportivo al miglior giocatore giovane d'Europa.

A febbraio si ripeté contro il Paris Saint-Germain con una doppietta e due assist per la vittoria nella Supercoppa europea; poté così alzare la sua terza coppa internazionale in meno di un anno. Poi si procurò uno strappo muscolare semitendinoso della coscia destra che lo tenne fermo due mesi.[41][42] Giocò la seconda finale di UEFA Champions League consecutiva entrando al primo minuto del secondo tempo, mentre la Juventus perdeva 2-0 (Lippi aveva preferito tenerlo in panchina dopo l'ennesimo rientro da un infortunio[43]). Appena entrato si mise in luce con il suo 15º ed ultimo gol stagionale, un colpo di tacco al volo con il piede mancino al Borussia Dortmund che non evitò la sconfitta ai bianconeri nella finale, persa per 3-1. A fine stagione vinse comunque il suo secondo campionato, siglando 8 gol nonostante i tanti infortuni muscolari.

Il 1997-98 si aprì con una doppietta al Feyenoord in Champions League con la quale eguagliò e superò Paolo Rossi (fermo a 11 reti) nella speciale classifica dei marcatori juventini che hanno segnato di più in Champions appostandosi al secondo posto e a 5 reti da Platini, primo con 17 marcature.[44] Il 1º ottobre 1997 all'Old Trafford si rese autore di un gran gol realizzato al Manchester United che ammutolì l'intero stadio, il terzo gol più veloce nella storia della Champions, segnato dopo 20 secondi e 12 centesimi; la partita terminò 3-2 per il Manchester.[45] Il 21 dicembre del '97, realizzò contro l'Empoli la sua seconda tripletta e, un'altra ancora, il 1º aprile 1998, contro il Monaco, la prima tripletta in Champions League. Il 24 aprile segnò all'Inter il gol decisivo che valse lo scudetto, vinto tra le polemiche per un presunto rigore negato a Ronaldo.

Giocò la stagione 1997-1998 (la sua più prolifica) ad altissimo livello, chiudendo con 32 gol in stagione, di cui 21 in campionato e 10 in Champions League, di cui fu capocannoniere, ed uno in Coppa Italia. Con le 32 realizzazioni si piazzò al secondo posto nella classifica delle reti segnate in una sola stagione nella storia della Juventus, dietro a Borel II, primo con 34. Vinse il campionato ai danni dell'Inter di Ronaldo, la Supercoppa Italiana e trascinò la Juventus in finale di Champions League segnando 5 gol nel fase a gironi ed altri 5 nella fase ad eliminazione diretta, realizzandone uno nella gara di andata dei Quarti nell'1-1 contro la Dinamo Kiev e ben 4 in semifinale contro il Monaco, tra il match di andata (dove superò Michel Platini nella classifica marcatori juventini in Champions di tutti i tempi diventando il calciatore bianconero che ha segnato di più in questa competizione) e quello di ritorno,laureandosi miglior marcatore della competizione con 10 realizzazioni [46] nonostante la sconfitta patita in finale contro il Real Madrid,[47] giocata in precarie condizioni fisiche a causa di un precedente infortunio.[48]

La grande annata disputata nel 1998 gli valse il primo Oscar del calcio AIC come migliore calciatore italiano.[49]

L'infortunio e l'appannamento

Il 1998-99 lo cominciò con un gol alla Lazio nella Supercoppa Italiana, che non bastò alla Juventus per vincere il trofeo, e proseguì con due reti in campionato contro Vicenza e Inter, battuta 1-0.

L'8 novembre 1998, al 92º minuto della partita Udinese-Juventus, si infortunò gravemente al ginocchio sinistro [50], riportando la lesione del legamento crociato anteriore e posteriore che lo costrinse a rimanere fermo per 9 mesi, dopo la burrascosa estate con 2 gol in campionato ed uno in Supercoppa Italiana in appena 8 partite giocate. L'episodio fece da spartiacque alla sua carriera, finora ricca di soddisfazioni. La Juventus finì la stagione con l'abbandono di Marcello Lippi (dopo la sconfitta interna contro il Parma) ed il settimo posto in campionato.

Ritornò sui campi di calcio nella stagione successiva, con Carlo Ancelotti in panchina che si ritrovò una squadra in difficoltà. Il campionato ormai era compromesso e l'avventura in Champions terminata contro il Manchester United, capace di rimontare al “Delle Alpi” il doppio svantaggio firmato da Inzaghi. Era una stagione sfortunata ed ai bianconeri sfuggi anche la qualificazione alla Coppa Uefa. Per arrivarci si dovette passare dall'Intertoto: proprio in estate, durante questo torneo, Del Piero tornò in campo ed al goal. Il primo incontro ufficiale che disputò nell'estate del 1999, fu la semifinale di ritorno della Coppa Intertoto, giocata il 4 agosto contro il Rostov e vinta 5-1: subentrò a Kovačević al decimo minuto del secondo tempo, un quarto d'ora più tardi realizzò l'assist ad Inzaghi ed al 31º il suo primo gol dopo l'infortunio. Nella finale della competizione vinta contro il Rennes mise a segno quattro assist, due nel match di andata finito 2-0 e due in quello di ritorno finito 2-2, incidendo pesantemente sulla vittoria.[51][52] Nelle tre gare disputate realizzò cinque assist ed un gol. Poi segnò all'Omonia in Coppa UEFA. Durante la stagione non giocò agli stessi livelli a cui aveva abituato in passato, ma conservò ugualmente la maglia da titolare, anche perché il suo contributo alla squadra rimase sempre di alto livello, come dimostrano i 12 gol stagionali: 9 in campionato, di cui però 8 su rigore, intervallati da uno su azione in Coppa Italia alla Lazio, gli oltre 20 assist ed una buona serie di partite. Il 7 maggio 2000 segnò il suo unico gol su azione, di testa, in campionato al Parma, nella penultima giornata ma lo scudetto andò alla Lazio, in vantaggio di un solo punto rispetto alla Juventus.

Il 2000-2001 si aprì con un gol decisivo al Napoli il 30 settembre, poi si infortunò ancora. Anche la stagione 2000-2001 fu vissuta per più della prima metà sottotono; l'allenatore Ancelotti venne messo in croce per la sua insistenza nel farlo giocare, nonostante fosse da molti giudicato un calciatore finito ed incapace di tornare a giocare ad alti livelli[senza fonte].

Il 18 febbraio 2001, durante la partita Bari-Juventus, segnò un gran gol che lo portò ad esultare con un pianto liberatorio ed una dedica al padre, venuto a mancare pochi giorni prima.[53] Questo episodio rappresentò un nuovo spartiacque nella sua carriera: gioca un ottimo finale di stagione e da quel momento trovò una grande continuità di gol e rendimento[senza fonte]. Deve quindi molto ad Ancelotti, che gli diede sempre fiducia. Con un colpo di testa vincente contro la Roma, il 5 maggio segnò il gol che sbloccò la partita, illudendo la Juventus di completare la rimonta in campionato sui giallorossi, ma arrivò un altro secondo posto.

Il ritorno di Marcello Lippi e La rinascita di Del Piero

Fu proprio sotto la guida di Marcello Lippi, tornato sulla panchina della Juventus, che si rivide il miglior Del Piero. Segnò 21 reti nella stagione 2001-2002, iniziata alla grande. Il 26 agosto la Juventus al “Delle Alpi” incontrò il Venezia, surclassato dalla doppietta di Trezeguet, promosso titolare, e da quella di Del Piero che, nel primo e secondo tempo, raggiunse e superò un traguardo storico: 100 gol in maglia bianconera. La doppietta nel derby al Torino non bastò alla Juventus per vincere: il Toro infatti rimontò 3 gol. Nella sua carriera, ha realizzato 4 reti nei derby. Il 31 ottobre del 2001, nell'incontro di Champions League perso contro il Celtic Glasgow 4-3, realizzando il gol dello 0-1, segnò il 27º gol in campo europeo, superando il record di marcature nelle coppe europee con la maglia bianconera precedentemente appartenuto a Roberto Bettega. Il 23 novembre, sempre in Champions, trasformò in rete una punizione al Porto mentre in campionato, il 9 dicembre, segnò il gol del pareggio contro il Milan.

Nell'ultima giornata di campionato, il famoso 5 maggio 2002, grazie al passo falso dell'Inter che perse 4-2 con la Lazio ed alla vittoria della Juventus contro l'Udinese per 2-0, in cui prima realizzò l'assist per Trezeguet e poi il gol del definitivo 2-0, vinse il suo quarto scudetto, 26º nella storia della Juventus, contribuendo con 16 realizzazioni ed una buona somma di assist per il suo compagno di reparto. In quell'anno insieme a Trezeguet registrò il record come coppia d'attacco più prolifica d'Europa, 40 gol in due.[54] (24 gol il franco-argentino, che gli valsero il primato nella classifica marcatori, insieme a Dario Hubner, e 16 suoi). Ricevette il premio speciale degli Oscar del calcio AIC come Calciatore più amato del 2001 dai tifosi.

Nella stagione 2002-2003 giocò ancora meglio della stagione precedente, realizzando 23 gol e diverse doppiette decisive. L'iniziò fu estremamente prolifico, con 10 gol in 6 partite: prima una doppietta decisiva al Parma per vincere 2-1 la Supercoppa Italiana il 25 agosto, poi ancora due gol all'esordio in campionato all'Atalanta, un'altra doppietta all'Empoli una settimana più tardi. L'ennesima doppietta stagionale la segnò alla Roma in campionato. Il martedì successivo andò a segno in Europa nel 5-0 contro la Dinamo Kiev, il sabato realizzò il 2-2 in extremis con il Parma. La serie positiva si chiuse con una doppietta per il 2-0 al Newcastle. Il 19 ottobre 2002, con un gol all'Inter, arrivò a quota 131 gol con la maglia della Juventus, eguagliando Pietro Anastasi. Il 17 novembre sbloccò la partita con un gran gol di tacco nel derby torinese, vinto per 0-4.

Il 26 gennaio 2003, due giorni dopo la morte di Gianni Agnelli, la Juventus giocava in casa contro il Piacenza e realizzò un gol da antologia, poi dedicato all'"avvocato", deviando in rete un cross di Zambrotta con un tocco al volo di esterno-tacco.[55][56][57]

Nello scontro diretto con la principale rivale per la lotta scudetto, il Milan, la Juventus vinse 2-1 in casa e Del Piero servì prima l'assist per Di Vaio e poi per Thuram. Nella partita Juventus-Brescia vinta 3-1, realizzò il gol numero 100 in Serie A. In Champions League realizzò 5 reti, la piu importante (23ª e ultima stagionale) fu quella segnata in semifinale di ritorno contro il Real Madrid il 14 maggio, oltre a fornire l'assist a Trezeguet per il momentaneo 2-0. Partita poi finita 3-1 per i bianconeri, che ribaltarono la sconfitta incassata all'andata per 2-1.[58][59][60] Dopo aver vinto il quinto scudetto, nella prima finale tutta italiana della storia[58], il 28 maggio la Juventus venne sconfitta ai tiri di rigore dal Milan. Del Piero in questa stagione segnò 23 gol, dei quali almeno 14 decisivi per l'esito finale della partita, tra cui sei doppiette.

Anche il 2003-2004 cominciò bene per lui, che realizzò una doppietta all'esordio in campionato con l'Empoli. Il 18 dicembre, con il gol al Siena, arrivò a quota 150 reti realizzate con la maglia della Juventus ed un mese dopo, ancora al Siena, rifilò la quarta tripletta in carriera.

Durante la stagione fu tormentato dagli infortuni, realizzò solo 8 gol in campionato e la Juve venne eliminata in Champions League negli ottavi di finale dal Deportivo la Coruna. Vinse però la Supercoppa Italiana contro il Milan ai rigori (fu sostituito al 65' da Di Vaio), e perse la finale di Coppa Italia , l'unica competizione dove riuscì ad essere decisivo, realizzando un gol negli ottavi contro il Siena, uno in semifinale a San Siro contro l'Inter ed uno inutile in finale contro la Lazio, persa 4-2 (2-0 all'Olimpico per i laziali e 2-2 a Torino). In questa stagione, amara di soddisfazioni, riuscì a segnare solo 14 reti.

L'arrivo di Fabio Capello e la gestione part-time

Con un gol al Djurgårdens[61], nei preliminari di Champions, iniziò il 2004-2005, mentre il 3 novembre, nella partita Bayern Monaco-Juventus, sbloccò il risultato con un gol decisivo per la vittoria[62]. Sempre in Champions, contro il Maccabi segnò il gol del pareggio juventino. Il gol che segnò all'Atalanta, il 30 gennaio 2005, fu il 167º con la Juventus con cui raggiunse Omar Sivori.

In quella stagione il ruolo di titolare fisso nella Juventus venne messo in discussione dall'arrivo di Ibrahimovic e soprattutto di Fabio Capello, che spesso lo relegò in panchina. In realtà giocava spesso da titolare, ma quello che fece più scalpore fu la gestione "part-time" che l'allenatore gli riservò: 37 gare da titolare su 43 convocazioni nella prima stagione con 28 sostituzioni, 25 volte titolare su 46 convocazioni nella stagione successiva con 11 sostituzioni. Inoltre negli scontri più importanti in campionato ed in Champions League, partiva quasi sempre dalla panchina e subentrava ancor più raramente[senza fonte]. Riuscì comunque a segnare 14 gol in campionato, più una serie di assist per i compagni di squadra, come quello in rovesciata per la testa di Trezeguet a San Siro l'8 maggio del 2005 nella decisiva vittoria per l'assegnazione dello scudetto sul Milan per 1-0,[63] e 3 in Champions League, concludendo la stagione con un computo totale di 17 reti segnate. Il 29 maggio segnò al Cagliari il gol che sbloccò la partita, vincendo poi lo scudetto che sarà in seguito revocato. Nella X edizione del "Premio San Siro Gentleman per la Stagione 2005", vinse il Premio Speciale USSI Calciatore Gentleman Nazionale.[64]

Iniziò bene il 2005-2006 realizzando una doppietta decisiva contro l'Ascoli ed un gol al Messina. La rete al Livorno del 6 novembre fu la numero 178 in bianconero, con cui raggiunse Roberto Bettega. Con i gol al Bruges in Champions, al Treviso e con la doppietta al Rapid Vienna arrivò a quota 182 gol con la Juventus: raggiunse così Boniperti. Il 10 gennaio 2006 nel ritorno degli ottavi di finale di Coppa Italia, con i tre gol alla Fiorentina, quinta tripletta in carriera, superò il record di Boniperti e salì a quota 185 reti diventando il miglior cannoniere di sempre nella storia della Juventus.[65] Segnò il gol decisivo alla Reggina, poi una doppietta alla Roma in Coppa Italia. Il campionato della Juventus si chiuse con la rete alla Reggina e le feste per un altro scudetto, che poi, in seguito allo scandalo Calciopoli, verrà assegnato dalla FIGC all'Inter, terza in campionato.

Segnò 20 gol, dei quali 12 in campionato, memorabile quello su punizione segnato a San Siro contro l'Inter il 12 febbraio 2006 che lanciò la Juventus verso la conquista dello scudetto [66], 3 in Champions League e 5 in Coppa Italia, che lo laurearono capocannoniere della competizione.

Il 7 maggio 2006, nel corso del fine partita di Juventus-Palermo, in occasione dell'XI edizione del "Premio San Siro Gentleman" gli fu assegnato oltre al Premio San Siro Gentleman 2006 Serie A TIM anche la “Coppa d’Argento” Premio Speciale Gentleman 2006 che è un prestigioso attestato di consenso e massimo premio allo sport conferito dal Presidente della Repubblica Italiana, Carlo Azeglio Ciampi.[67][68]

Il posto in Nazionale sembrava venir messo in discussione anche dalle buone prestazioni di altri bomber italiani[senza fonte], ma ottenne ugualmente la convocazione per il Mondiale dato che in quei due anni, nonostante tutto, in totale nella "gestione Capello" segnò 37 gol, di cui 30 decisivi per l'esito finale della partita[senza fonte], vinse due campionati, poi annullati dalla giustizia sportiva, e con la maglia azzurra fornì ottime prestazioni[senza fonte], arricchite da 2 gol e 7 assist, che convinsero il c.t. Marcello Lippi a portarlo con se in Germania.

La retrocessione in Serie B e l'arrivo di Deschamps

Maglia celebrativa per le 500 presenze con la Juventus

In seguito alla retrocessione in Serie B della Juventus, con 17 punti di penalizzazione[69], decisa dalla sentenza relativa a "Calciopoli", fu tra i pochi campioni della rosa che non lasciò la società e la cui permanenza non venne mai messa in discussione [70], anche nell'ottica di un possibile futuro da dirigente del club. Gli si presentò dunque la nuova sfida di riportare in massima serie la propria squadra in qualità di neo campione del mondo.

All'esordio stagionale ufficiale, il 23 agosto nel secondo turno di Coppa Italia, realizzò il gol decisivo per la vittoria 2-1 sul Cesena, dopo solo 10 secondi dal suo ingresso in campo[71].

Si ripeté anche nel turno successivo contro il Napoli, ma i suoi 2 gol non bastarono per passare il turno alla Juventus, che venne sconfitta dai partenopei ai rigori [72].

Tredici anni dopo l'ultima esperienza con il Padova, il 9 settembre 2006 giocò contro il Rimini la sua prima partita in Serie B con la maglia della Juventus, che pareggiò 1-1. Sette giorni più tardi, sabato 16 settembre, scese in campo per la 500ª partita ufficiale tra i professionisti, di cui 486 con la Juventus e 14 con il Padova. In tale circostanza segnò il primo gol nel campionato cadetto con la maglia bianconera che sancì la vittoria per 2-1 contro il Vicenza, prima vittoria del club torinese nel torneo ed il 28 ottobre segnò il suo duecentesimo gol in maglia bianconera contro il Frosinone debuttante in Serie B, entrando definitivamente nella storia del club torinese.[73] Per tutto il girone di andata trascina la Juventus oltre i punti di penalizzazione, sempre più in alto fino in testa alla classifica.

Il 6 dicembre 2006 gli viene inoltre consegnato il Premio nazionale "Giuseppe Prisco" [74], che viene assegnato al calciatore che maggiormente ha contribuito, con il proprio comportamento responsabile ed equilibrato, alla serenità del campionato, accettando sportivamente la sconfitta e sdrammatizzando gli episodi controversi.[75]

Il 20 gennaio 2007, nel corso di Juventus-Bari, tagliò un traguardo che solo altri due grandi calciatori del passato, Scirea e Furino, erano riusciti a raggiungere, quello delle 500 partite ufficiali giocate in maglia bianconera. La partita terminò 4-2 e celebrò il suo record con un gol e due assist decisivi per Trézéguet e Nedvěd.[76] Gli venne consegnata una targa in onore delle cinquecento partite ed il modellino del nuovo modello della FIAT 500 personalizzata per l'importante l'occasione.[77]

Il 17 febbraio 2007, contro il Crotone, segnò una tripletta e 15 giorni dopo ne fece altri tre al Piacenza. Chiuse il campionato con due doppiette, una al Bologna ed una il 19 maggio quando fu grande protagonista della vittoria 1-5 sull'Arezzo, con cui la Juventus ottenne con tre giornate di anticipo la matematica certezza del ritorno in Serie A, con 2 reti e 2 assist.[78] Alla fine del campionato, il 10 giugno, i suoi gol in totale furono 20 e gli consentirono di vincere il titolo di capocannoniere del campionato.

Il ritorno in Serie A sotto la guida di Claudio Ranieri

Del Piero con la maglia della Juventus

Nel 2007-2008 concesse il bis tra i cannonieri, stavolta in Serie A, iniziando la scalata della classifica marcatori con un gol al Cagliari alla seconda giornata di campionato.

Il 3 settembre successivo venne premiato con il Golden Foot 2007, piazzandosi davanti a Roberto Carlos e David Beckham.[79]

Ormai bandiera della Juventus, il 15 ottobre rinnovò il contratto fino al 2010, con una riduzione dell'ingaggio a 4 milioni di Euro per il primo anno e 3,5 per il secondo.[80]

Il 25 novembre, segnò una doppietta al Palermo, battuto con un 5-0, e, il 15 dicembre, un'altra doppietta decisiva alla Lazio, squadra tra le sue vittime preferite con 11 gol. Uno in più (12) ne ha segnati solo al Parma.

Nel gennaio del 2008 i gol furono ben 5: contro Catania in campionato, Empoli ed Inter in Coppa Italia, Livorno ed ancora in Coppa all'Inter.

Sabato 22 marzo, nella partita Inter-Juventus finita 2-1 per i bianconeri valevole per la trentesima giornata di Serie A, eguagliò il record di Gaetano Scirea raggiungendo le 552 presenze con la maglia bianconera,[81] mentre il 6 aprile, giocò la partita numero 553, segnando un'altra doppietta al Palermo inutile in quanto i siciliani vinsero 3-2, e diventò il calciatore con più presenze nella storia della società torinese.[82]

Il 12 aprile segnò un gol al Milan che sbloccò la partita poi vinta per 3-2, mentre otto giorni dopo segnò altri 3 gol sul campo dell'Atalanta. Sono otto le sue triplette in carriera: sei in campionato tra Serie A e Serie B e due nelle Coppe. In Juventus-Catania, salvò la propria squadra dalla sconfitta, pareggiando nei minuti finali.

Prima dell'ultima partita di campionato, che vedeva la Juventus confrontarsi con la Sampdoria a Marassi il 17 maggio, annunciò di voler vincere il titolo di capocannoniere insieme al compagno di squadra Trezeguet, con cui era fermo a 19 realizzazioni.[83] Dopo aver aperto le marcature al sesto del primo tempo, al 15º minuto subì un fallo per cui venne concesso un rigore che, fedele al suo proposito, lasciò battere al compagno di squadra che, trasformandolo, lo raggiunse in vetta alla classifica marcatori. Successivamente però, dopo un'insistita azione personale, venne nuovamente atterrato in area al 68º, guadagnò un nuovo calcio di rigore di cui si incaricò direttamente e la cui trasformazione gli valse la vetta solitaria della classifica marcatori.[84]

Nella stagione 2007-2008 portò la sua Juventus al terzo posto in classifica e terminò quindi aggiudicandosi per la prima volta il primo posto nella classifica capocannonieri di serie A con 21 gol segnati, una lunghezza di vantaggio sul compagno di squadra David Trezeguet e due sulla rivelazione del campionato, il genoano Marco Borriello, e diventò il secondo giocatore in Italia ad essere riuscito in due anni consecutivi a vincere questa classifica in Serie B ed in Serie A, record fino a quel momento detenuto solo da Paolo Rossi, che lo conquistò con la maglia del Lanerossi Vicenza tra le stagioni 1976-1977 e 1977-1978.

Durante la preparazione estiva della Juventus della stagione 2008-2009 ha partecipato alla tournée inglese, nella quale la ha disputato la Emirates Cup contro Amburgo e Arsenal, ed ha partecipato all'amichevole di prestigio contro il Manchester United dove ha ben figurato ed ha ricevuto l'ovazione dei 70 mila spettatori presenti all' Old Trafford.[45]

Il ritorno in Champions League e la lotta per lo scudetto

Nella stagione 2008-2009, dopo oltre due anni, è tornato a disputare la UEFA Champions League, passando attraverso la fase preliminare. Nella gara di andata del terzo turno, il 13 agosto 2008, all'Olimpico di Torino la Juventus ha affrontato gli slovacchi dell'Artmedia Bratislava ed ha realizzato il gol del raddoppio con un destro a giro sul secondo palo dal limite dell'area.[85] Il 17 settembre, nel primo incontro della fase a gironi, ha segnato contro lo Zenit San Pietroburgo un gol su punizione da 38 metri di distanza che decreta la vittoria dei bianconeri,[86] mentre il 21 ottobre, nel terzo turno della prima fase a gironi, ha concluso una triangolazione con Amauri con una parabola a girare da fuori area, segnando il primo dei due gol che hanno decretato la sconfitta del Real Madrid.[87] Si è ripetuto nella gara di ritorno del 5 novembre al Santiago Bernabéu, realizzando entrambe le reti della vittoria della Juventus sul Real, diventando il primo giocatore di una squadra italiana a segnare una doppietta nello stadio spagnolo[88] ed incantando il pubblico, che gli ha tributato una standing ovation al momento dell'uscita dal campo.[89]

Del Piero nella stagione 2008-2009

Il 9 novembre nella partita vinta dalla Juventus 2-1 al Bentegodi contro il Chievo Verona, ha realizzato il gol dello 0-1 con una punizione da 25 metri ed a fine partita ha ricevuto la seconda standing ovation in quattro giorni, proprio il giorno del suo 34º compleanno.

Il 29 novembre in Juventus-Reggina, 14ª giornata del campionato di Serie A, ha segnato il 250º gol con la maglia bianconera, realizzando il rigore del definitivo 4-0.[90] Secondo un sondaggio svolto verso la fine del 2008 dal Tg1, è risultato il migliore atleta italiano dell'anno.[91]

Ha chiuso il 2008, il suo anno più prolifico, con 28 gol realizzati di cui 20 in serie A, che lo hanno laureato capocannoniere dell'anno solare.[92][93]

Il 19 gennaio 2009, viene premiato dall'Associazione Italiana Calciatori con tre Oscar del calcio in qualità di miglior calciatore italiano, miglior cannoniere dell'anno solare 2008 e come calciatore più amato dal pubblico.[94]

Il 10 marzo, nella partita di ritorno degli ottavi di Champions Juventus-Chelsea, segna il gol del momentaneo 2-1 per i bianconeri, che verranno poi eliminati dalla competizione.[95] inoltre sigla la sua 115ª presenza nelle coppe internazionali, 111ª se si contano solo le coppe europee, con la maglia della Juventus, entrambi record assoluti.

Chiude la stagione in Champions League con 6 gol in 9 presenze. Fino ad ora ha segnato in carriera 9 gol nelle fasi ad eliminazione diretta, 33 nei gironi, 2 ai preliminari. Inoltre, dopo Filippo Inzaghi, è il calciatore italiano con più realizzazioni in questa competizione, 44 in totale.

Il 10 maggio a San Siro contro il Milan nella partita terminata 1-1, entra a 20 minuti dalla fine siglando così la sua seicentesima presenza con la maglia della Juventus, record assoluto.[96] Una settimana dopo, il 17 maggio, con 397 presenze in Serie A in maglia bianconera, eguaglia Gaetano Scirea.

Il 24 maggio nella partita vinta 0-3 contro il Siena, realizza una doppietta e l'assist per Marchisio, arrivando così a quota 21 reti stagionali di cui: 8 su punizione, 9 su azione, 4 su rigore. Il 31 maggio gli viene consegnato allo Stadio Olimpico di Torino il Pallone d'argento come riconoscimento al calciatore più corretto del 2008-2009.[97]

Nazionale

Nazionali giovanili

Nel 1991 fu convocato nella Nazionale giovanile Under-17 per partecipare al Mondiale di categoria. Giocò le 3 partite del gruppo A contro USA, Cina ed Argentina, realizzando una rete contro gli asiatici.

Tra il 1992 ed il 1993 giocò 14 partite con l'Under-18, segnando 12 reti.

Il 20 gennaio 1993, quando ancora militava nel Padova, esordì nella selezione Under-21 di Cesare Maldini, nell'amichevole vinta 1-0 contro la Romania. Nel 1994 partecipò alle qualificazioni all'Europeo Under-21, giocando anche la gara di ritorno dei Quarti di finale contro la Cecoslovacchia in cui realizzò il primo gol con gli azzurrini. Giocò anche alcune partite di qualificazione all'Europeo successivo, disputando entrambe le gare dei Quarti di finale contro il Portogallo. In totale vestì in 12 occasioni la maglia dell'Under-21 realizzando 3 reti, quella contro la Cecoslovacchia e due il 21 febbraio 1996 in amichevole contro l'Ungheria.

Nazionale A

Esordì nella Nazionale maggiore sotto la guida di Arrigo Sacchi a 20 anni, il 25 marzo 1995 in Italia-Estonia 4-1, mentre il primo gol lo segnò il 24 gennaio 1996 a Terni in Italia-Galles 3-0 [98] .

Euro 1996

Nel 1996 fu convocato dallo stesso commissario tecnico di Fusignano per il Campionato europeo in Inghilterra, a cui partecipò con il numero 14. Nella breve avventura degli azzurri, conclusasi al primo turno, fu impiegato solamente nella gara inaugurale, giocata l'11 giugno ad Anfield (Liverpool) contro la Russia, come esterno di centrocampo, uscendo alla fine del primo tempo per far posto a Roberto Donadoni.[99]

Torneo di Francia 1997

L'anno successivo fece parte della selezione del nuovo c.t Cesare Maldini che giocò il "Torneo di Francia", competizione amichevole svoltasi dal 3 all'11 giugno 1997 ed organizzata dalla federazione francese come banchetto di prova del mondiale che si sarebbe tenuto l'anno dopo, partecipandovi con il numero 20. Oltre ad Italia e Francia, Brasile ed Inghilterra erano le altre due squadre che si affrontarono nel torneo. Delle tre gare previste, giocò contro i brasiliani nella seconda giornata, realizzando due reti nel 3-3 finale, e contro i francesi nella terza, realizzando al 90º minuto la rete del definitivo 2-2. I tre gol realizzati gli permisero di laurearsi capocannoniere della competizione, che fu vinta dalla Nazionale inglese.

Francia 1998

Nel 1998 venne convocato, ancora da Maldini, per il Mondiale tenutosi in Francia, dopo la stagione brillante con la Juventus, terminata con 21 reti in campionato e 10 in Champions League, per cui scelse il numero 10. L'infortunio muscolare che patì pochi giorni prima dell'inizio della competizione mondiale, nella finale della Champions contro il Real Madrid, lo fece arrivare in condizioni di forma precarie e favorì Roberto Baggio, il cui stato di forma eccezionale contribuì a schierare gran parte della stampa a suo favore. Esordì nella seconda gara della fase a gironi, il 17 giugno nel 3-0 dell'Italia sul Camerun, subentrando a Baggio al 65º minuto.[100] Nella terza partita del Gruppo B contro l'Austria, partì titolare, ma lasciò il posto al 72º minuto a Baggio, che al 89º segnò il secondo gol azzurro.[101] Giocò titolare anche nelle due seguenti gare, l'ottavo di finale vinto 1-0 contro la Norvegia[102] ed il quarto perso ai rigori 3-4 contro la Francia, in cui si ripeté la staffetta con Baggio.[103] Terminò quindi la sua prima competizione mondiale con 4 presenze e nessuna rete.

Belgio-Olanda 2000

Nell'estate del 2000 fu scelto dal nuovo c.t. Dino Zoff per il Campionato europeo in Belgio ed Olanda, a cui partecipò ancora con il numero 10 sulle spalle. Debuttò l'11 giugno nella prima gara del Gruppo B, la vittoria dell'Italia sulla Turchia 2-1, subentrando a 15 minuti dal termine a Fiore.[104] Partì dalla panchina anche il 14 giugno nella seconda gara, vinta 2-0 contro il Belgio, subentrando a Totti nel corso della ripresa.[105] mentre nell'ultima partita del girone contro la Svezia scese in campo dal primo minuto, fornendo l'assist a Di Biagio per il momentaneo 1 a 0 e realizzando all'88º il gol del definitivo 2-1, con un gran tiro che si infilò all'incrocio dei pali della porta di Magnus Hedman.[106] Nella gara dei Quarti di finale contro la Romania pagò il rendimento altalenante e partì nuovamente dalla panchina, alternandosi ancora un volta con Totti, a cui subentrò al 75º minuto, a risultato ormai acquisito.[107] Nella semifinale contro i padroni di casa dell'Olanda partì titolare al posto di Totti e giocò tutti i 120 minuti, sacrificandosi come terzino a causa dell'espulsione di Zambrotta, avvenuta nel primo tempo regolamentare.[108]

Nella finale persa contro la Francia subentrò a Fiore al 53º minuto, due minuti prima che l'Italia passasse in vantaggio. Successivamente fallì il gol del raddoppio al 59º quando, liberato da Totti, calciò a lato davanti a Barthez ed il possibile golden gol al nono minuto del primo tempo supplementare.[109]

Giappone e Corea 2002

Nel 2002 venne convocato per il suo secondo Mondiale, giocato in Corea del Sud e Giappone, dal commissario tecnico Giovanni Trapattoni, per cui vestì il numero 7, che lo accompagnerà anche nelle competizioni degli anni successivi. Anche durante questa edizione visse la staffetta con l'altro fantasista della squadra, Francesco Totti, e già nella prima gara del gruppo G, giocata il 3 giugno contro l'Ecuador e vinta 2-0, subentrò al romanista a 16 minuti dal termine.[110] Rimase in panchina per tutti i 90 minuti della seconda partita, persa contro la Croazia 2-1,[111] mentre nella terza, giocata il 13 giugno contro il Messico, entrò al posto di Totti a 12 minuti dal termine, segnando all'85º il gol del definitivo pareggio,[112] dedicato alla memoria del padre scomparso da poco, che permise all'Italia di qualificarsi per gli Ottavi. Nella prima gara della fase ad eliminazione diretta, giocata contro i padroni di casa della Corea del Sud, partì titolare insieme a Totti e venne sostituito da Gattuso al 61º minuto, sull'1-0 per gli azzurri. Seol Ki-Hyeon all'88º ed Ahn Jung-Hwan al 119º ribaltarono il risultato e condannarono l'Italia all'eliminazione. Terminò il suo secondo Mondiale con 89 minuti giocati in 3 gare ed una rete, la prima in questo tipo di competizione.

Portogallo 2004

In sei partite delle qualificazioni al Campionato europeo del 2004 andò a segno cinque volte e venne convocato per la competizione giocata in Portogallo da Trapattoni. Partì titolare in tutte le tre gare del Gruppo C: nella prima, 0-0 contro la Danimarca, giocò insieme a Totti alle spalle di Vieri, e venne sostituito al 64º minuto da Cassano;[113] nella seconda, pareggiata 1-1 contro la Svezia, affiancò lo stesso Cassano a supporto di Vieri. Durante la gara ebbe due buone occasioni, ma la difesa svedese riuscì ad evitare la rete in entrambe ed all'82º lasciò il posto a Camoranesi, tre minuti prima che Ibrahimovic pareggi il gol di Cassano.[114] Nella decisiva sfida contro la Bulgaria indossò la fascia di capitano e rimase in campo per l'intera durata della gara, supportando insieme a Cassano, prima Corradi e poi Vieri. L'Italia riuscì a vincere 2-1, ma il pareggio 2-2 tra Svezia e Danimarca la condannò all'eliminazione.[115]

Germania 2006
Del Piero dopo Germania-Italia

Nel 2006 è Marcello Lippi, il tecnico che lo ha lanciato nella Juventus, il c.t. della Nazionale. Viene dunque convocato per il suo terzo Mondiale in cui ha vissuto di nuovo il dualismo con Totti. Nella prima partita del gruppo E, giocata il 12 giugno contro il Ghana e vinta 2-0, è partito dalla panchina e subentrto a Luca Toni ad otto minuti da termine,[116] stessa sorte che gli è capitata nella seconda gara, pareggiata 1-1 contro gli Stati Uniti, nella quale è entrato al 54º al posto di Zaccardo, aumentando senza risultati la spinta offensiva.[117][118] Nella terza e decisiva partita contro la Repubblica Ceca, ha assistito alla vittoria 2-0 rimanendo seduto in panchina per tutti i 90 minuti.[119] È partito invece titolare nell'Ottavo di finale contro l'Australia, in cui è stato preferito a Totti[120], che gli è subentrato poi al 75º minuto, realizzando il gol vittoria al 95º su calcio di rigore.[121] L'avversaria del Quarto di finale è stata l'Ucraina di Andrij Ševčenko e, ancora una volta, Totti gli è stato preferito per agire alle spalle dell'unica punta Toni.[122] Per la seconda volta nel torneo, ha assistito alla vittoria degli azzurri, 3-0, senza scendere in campo.[123] I tre gol agli ucraini hanno proiettato l'Italia nella semifinale con la Germania in cui Lippi ha confermato il modulo della gara precedente, 4-4-1-1 con Totti dietro a Toni[124]. È partito quindi ancora dalla panchina ed è entrato al termine del primo tempo supplementare al posto di Perrotta, in un Italia che lo ha visto schierato contemporaneamente a Totti, Gilardino e Iaquinta, in cerca del gol vittoria. Dopo aver sbagliato una prima occasione davanti a Jens Lehmann ed aver assistito al vantaggio siglato da Grosso, al 121º ha realizzato il gol del definitivo 2-0, finalizzando il contropiede lanciato da Cannavaro e Gilardino, con un'invenzione all'incrocio dei pali.[125][126] La finale del torneo ha visto l'Italia contrapposta alla Francia, bestia nera degli azzurri nel 1998 e nel 2000. Il 9 luglio all'Olympiastadion di Berlino è partito ancora dalla panchina, entrando a 4 minuti dalla fine dei tempi regolamentari, ma nei supplementari non è riuscito ad incidere nonostante fosse più fresco degli avversari. Ha realizzato poi il quarto dei cinque rigori che hanno assegnato all'Italia il titolo di Campione del Mondo.[127][128] Per il merito sportivo acquisito con la conquista del campionato del mondo è stato insignito il 12 dicembre 2006, insieme a tutta la delegazione azzurra, del titolo di Ufficiale dell'Ordine al merito della Repubblica, dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

Austria e Svizzera 2008

Il 19 settembre del 2007, dopo il pareggio 0-0 a San Siro contro la Francia nella fase di qualificazione all'Europeo 2008, da tempo insoddisfatto per il modo in cui viene impiegato, chiede pubblicamente di non essere più convocato se non per giocare come attaccante e non spostato sulla fascia, come invece viene impiegato dal c.t. Roberto Donadoni, pur sapendo che potrebbe significare l'addio alla Nazionale,[129] che di fatto avviene, in quanto non viene più convocato per le restanti gare di qualificazione. Tuttavia la grande stagione disputata con la maglia della Juventus, condita dalla vittoria in classifica marcatori, lo porta ad essere comunque convocato per l'Europeo in Austria e Svizzera.

A causa dell'infortunio di Cannavaro eredita la fascia di capitano della selezione azzurra[130] ma, nella prima gara del Gruppo C, giocata il 9 giugno allo Stade de Suisse di Berna contro l'Olanda e persa 3-0, parte dalla panchina subentrando a Di Natale al 64º minuto. Nonostante si renda pericoloso più volte davanti all'ex compagno di club Edwin van der Sar, non riesce a rendere la sconfitta meno netta.[131] Il 13 giugno parte titolare nella gara pareggiata 1-1 contro la Romania al Letzigrund Stadion di Zurigo, al posto di Di Natale. Va subito vicino al gol nei minuti iniziali, ma si defila sempre più nel corso della partita e viene sostituito da Quagliarella a 13 minuti dal termine.[132] Nella decisiva sfida con la Francia del 17 giugno assiste dalla panchina alla vittoria 2-0 degli azzurri, che si qualificano per il Quarto di finale.[133] Avversaria nella prima partita della fase ad eliminazione diretta è la Spagna, futura campionessa. Donadoni per l'ennesima volta gli preferisce Perrotta e rimane in panchina per 108 minuti, entrando solamente in prospettiva dei tiri di rigore. Designato come quinto ed ultimo rigorista, gli errori di De Rossi e Di Natale non gli consentono di presentarsi sul dischetto.[134]

Statistiche

Presenze e reti nei club

Per approfondire, vedi la voce Record e statistiche della Juventus Football Club.

Con la maglia bianconera ha segnato finora 262 gol, di cui 170 su azione, 55 su calcio di rigore e 37 su calcio di punizione.[135]

Per quanto riguarda i calci di rigore, ne ha realizzati 55 su 68: 44 su 55 in Serie A, 2 su 3 in Serie B, 6 su 7 in Champions, 3 su 3 nelle Coppe italiane.[136]

Il 10 gennaio 2006 supera il record della bandiera storica del club, Giampiero Boniperti, per numero di gol in maglia bianconera, segnando 182 reti. Inoltre, con 48 reti, detiene il record di marcature in competizioni europee con la Juventus.

Nelle competizioni UEFA per club ha segnato 51 gol, dei quali: 11 nelle fasi ad eliminazione diretta, 4 nelle seguenti finali: UEFA Champions League 96-97, Coppa Intercontinentale 1996, Supercoppa Europea 1997, nei gironi: 36 gol, inoltre in ambito europeo ha segnato in ben 15 città diverse.

Fra i bomber di tutti i tempi della Serie A è attualmente al 12º posto con 168 reti, al 2º posto considerando solo quelli in attività, dietro a Francesco Totti (173), mentre nelle competizioni UEFA per club è 9º nella classifica generale con 51 reti, posizionandosi davanti ad Alfredo Di Stefano, 8º se si considerano solo i marcatori in UEFA Champions League con 44 reti. Inoltre, con le 3 reti realizzate nelle sei finali di Supercoppa Italiana disputate, è il miglior marcatore della competizione, al pari di Andrij Ševčenko.

È attualmente secondo tra i giocatori che hanno segnato di più nella stessa squadra, a quota 262 reti con la maglia della Juve, dietro a Meazza, a quota 282 reti con la maglia dell'Inter.

Detiene il record di presenze con la maglia bianconera, con 603 partite ufficiali, superando Gaetano Scirea fermatosi a 552 [137] [138] .

Statistiche aggiornate al 31 maggio 2009

Stagione Squadra Campionato Coppe nazionali Coppe continentali Altre coppe Totale
Comp Pres Reti Comp Pres Reti Comp Pres Reti Comp Pres Reti Pres Reti
1991-1992 Bandiera dell'Italia Padova B 4 0 CI 0 0 - - - - - - 4 0
1992-1993 B 10 1 CI 0 0 - - - - - - 10 1
Totale Padova 14 1 0 0 14 1
1993-1994 Bandiera dell'Italia Juventus A 11 5 CI 1 0 CU 2 0 - - - 14 5
1994-1995 A 29 8 CI 10 1 CU 11 1 - - - 50 10
1995-1996 A 29 6 CI 2 1 UCL 11 6 SI 1 0 43 13
1996-1997 A 22 8 CI 4 0 UCL 6 4 SE+CI 2+1 2+1 35 15
1997-1998 A 32 21 CI 4 1 UCL 10 10 SI 1 0 47 32
1998-1999 A 8 2 CI 1 0 UCL 4 0 SI 1 1 14 3
1999-2000 A 34 9 CI 2 1 CI+CU 3+6 1+1 - - - 45 12
2000-2001 A 25 9 CI 2 0 UCL 6 0 - - - 33 9
2001-2002 A 32 16 CI 4 1 UCL 10 4 - - - 46 21
2002-2003 A 24 16 CI 0 0 UCL 13 5 SI 1 2 38 23
2003-2004 A 22 8 CI 4 3 UCL 4 3 SI 1 0 31 14
2004-2005 A 30 14 CI 1 0 UCL 10[139] 3 - - - 41 17
2005-2006 A 33 12 CI 4 5 UCL 7 3 SI 1 0 45 20
2006-2007 B 35 20 CI 2 3 - - - - - - 37 23
2007-2008 A 37 21 CI 4 3 - - - - - - 41 24
2008-2009 A 31 13 CI 3 2 UCL 9[140] 6 - - - 43 21
Totale Juventus 433 188 48 21 112 47 9 6 603 262
Totale 448 189 48 21 112 47 9 6 617 263

Cronologia presenze e reti in Nazionale

Per approfondire, vedi la voce Record individuali in Nazionale.

Al 10 settembre 2008 vanta 91 presenze in Nazionale A, di cui 7 da capitano. Ha segnato 27 reti, 8 nelle qualificazioni agli Europei, 6 nelle qualificazioni ai Mondiali, 7 in amichevole, 3 nel Torneo di Francia, 2 ai Mondiali ed una agli Europei, ed è il capocannoniere in attività della Nazionale.

Secondo questi dati risulta attualmente:


Palmarès

Club

Competizioni giovanili

Padova: 1989-1990
Juventus: 1993-1994
Juventus: 1994

Competizioni nazionali

Juventus: 1994-1995, 1996-1997, 1997-1998, 2001-2002, 2002-2003 (+ 2004-2005 revocato)
Juventus: 2006-2007
Juventus: 1994-1995
Juventus: 1995, 1997, 2002, 2003

Competizioni internazionali

Juventus: 1995-1996
Juventus: 1996
Juventus: 1996
Juventus: 1999

Nazionale

Germania 2006

Individuali

1995-1996, 1996-1997, 1997-1998
Migliore calciatore italiano: 1998, 2008
Calciatore più amato dai tifosi: 2001, 2008
Migliore cannoniere: 2008
  • Premio San Siro Gentleman: 3
Premio Speciale USSI Calciatore Gentleman Nazionale: 2005[64]
Premio Gentleman Calciatore Gentleman Nazionale: 2006[67][68]
Premio Speciale Gentleman Serie A "Coppa d'Argento" Presidenza della Repubblica Italiana: 2006[67][68]
3 gol
  • Pallone d'argento: 1
2008-2009[97]
1997-1998 (10 gol)
2007-2008 (21 gol)
2006-2007 (20 gol)
2005-2006 (5 gol)

Record

  • Miglior marcatore in assoluto della Juventus: 262 gol
  • Maggior numero di presenze nella storia della Juventus: 603
  • Miglior marcatore in assoluto della Juventus nei campionati italiani : 188 gol
  • Miglior marcatore in assoluto della Juventus nelle competizioni UEFA per club : 48 gol
  • Miglior marcatore in assoluto della Juventus nelle competizioni internazionali : 50 gol
  • Giocatore con piu presenze nella storia della Juventus nelle competizioni UEFA per club : 111
  • Giocatore con piu presenze nella storia della Juventus nelle competizioni internazionali : 115

Onorificenze

Ufficiale Ordine al Merito della Repubblica Italiana - nastrino per uniforme ordinaria
Cavaliere Ordine al Merito della Repubblica Italiana - nastrino per uniforme ordinaria

Biografia

Passò l'infanzia a Saccon di San Vendemiano, nella casa di famiglia dove ancora oggi vive la madre Bruna, mentre il padre, Gino, è defunto nel 2001. Ha un fratello più grande di nove anni, Stefano, con un passato da calciatore dilettante, che attualmente è il suo procuratore[1] ed una sorella adottiva di nazionalità romena[148]. Nonostante l'impegno dedicato al calcio, ha conseguito un diploma di ragioneria[149].

Molto riservato riguardo la sua vita sentimentale, il 12 giugno 2005 sposò in gran segreto la fidanzata storica Sonia Amoruso, cui era legato dal 1998. La cerimonia ebbe luogo in una chiesetta sulla collina di Torino, nella piccola parrocchia di Mongreno e venne celebrata dal parroco don Luigi Ciotti, fondatore e presidente del gruppo Abele, un'associazione di volontariato torinese[150]. Il loro primo figlio, Tobias, è nato il 22 ottobre 2007 alle ore 11 nella clinica Sant'Anna di Torino,[151] mentre la secondogenita Dorotea è nata il 4 maggio 2009.[152]

Al di fuori del mondo del calcio, pratica con regolarità il golf ed ama pallacanestro e tennis. È tifoso ed amico personale del cestista canadese Steve Nash, oltre che del musicista Noel Gallagher, capo band degli Oasis[1] [153].

Nel 2005 venne inserito nel video di Lord Don't Slow Me Down degli Oasis, rappresentato mentre autografa una sua maglietta e la consegna al gruppo.

Nel 2006, in occasione dei XX Giochi olimpici invernali, svoltisi a Torino, fece da tedoforo portando la fiaccola olimpica[154].

Nel 2007 è comparso nel film L'allenatore nel pallone 2[155].

È fra i calciatori più ricercati dalle aziende che vogliono pubblicizzare il loro marchio.[156]

È apprezzato per le sue qualità umane,[157] per la sua educazione e pacatezza, e per il senso di responsabilità che lo ha sempre contraddistinto.[158] Per questi aspetti, e per l'attaccamento alla maglia bianconera, è da molti ritenuto un probabile futuro dirigente della Juventus.[159]

Del Piero e l'Avvocato Agnelli

L'avvocato Agnelli è sempre stato un appassionato di grandi campioni juventini, come Platini, Roberto Baggio e Zidane.

Allo stesso modo si dimostrò un suo grande ammiratore, affibbiandogli alcuni soprannomi: quando era ancora agli inizi della carriera lo chiamò "Pinturicchio" [160] , come il pittore rinascimentale, per differenziarlo da Roberto Baggio a cui aveva attribuito il soprannome di "Raffaello", riferendosi al fatto che, pur giocando molto bene, avrebbe dovuto fare molta strada per meritarsi appellativi di maggior levatura. Successivamente diventò "Godot" [161] [162], come il personaggio di "Aspettando Godot", opera teatrale di Samuel Beckett in cui il protagonista non arriva mai, cercando di motivarlo nel difficile periodo successivo all'infortunio al ginocchio.

L'impegno sociale

Nel 2006 usò la sua fama e denaro per promuovere e sostenere la ricerca sul cancro ed in segno di riconoscimento ricevette dal Presidente della Repubblica e dalla Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro (AIRC) il premio "Credere nella ricerca" nel novembre dello stesso anno.[163]

Nel maggio 2008 ha disputato un torneo di golf a scopo benefico organizzato dalla fondazione Gianluca Vialli e Massimo Mauro. Sono stati raccolti più di 100 mila euro da devolvere a favore della ricerca contro la sclerosi laterale amiotrofica.[164]

Il 7 e l'8 novembre 2008 è stato ambasciatore dell'iniziativa "Un gol per la ricerca" e le partite di Serie A e B sono state dedicate sempre alla ricerca sul cancro.[165]

Nei videogiochi

È comparso sulle copertine dei videogiochi FIFA 2004 e FIFA World Cup Germany 2006, editi dalla Electronic Arts.

Note

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  2. ^ Alcune fonti riportano 25 gol, considerando come autogol le reti del 15 novembre 1995 contro la Lituania e del 21 gennaio 1997 contro l'Irlanda del Nord, mentre la FIGC le attribuisce a Del Piero.
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Bibliografia

Voci correlate

Altri progetti

Collegamenti esterni

Predecessore: Capocannoniere della Serie A Successore: [[Immagine:{{{immagine}}}|30x30px]]
Francesco Totti 2008 Zlatan Ibrahimović I
II
III
IV
V
VI
VII
VIII
IX
X
con
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Francesco Totti {{{data}}} Zlatan Ibrahimović
Predecessore: Capocannoniere della Serie B Successore: [[Immagine:{{{immagine}}}|30x30px]]
Cristian Bucchi 2007 Denis Godeas I
II
III
IV
V
VI
VII
VIII
IX
X
con
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Cristian Bucchi {{{data}}} Denis Godeas
Predecessore: Capitani della Juventus F.C. Successore: [[Immagine:{{{immagine}}}|30x30px]]
Antonio Conte 2001 - attuale I
II
III
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