Pedro Manfredini
| Pedro Manfredini | ||
|---|---|---|
| Manfredini (a sinistra) e Giancarlo De Sisti. | ||
| Dati biografici | ||
| Nome | Pedro Waldemar Manfredini | |
| Paese | ||
| Altezza | 174 cm | |
| Peso | 72 kg | |
| Calcio |
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| Dati agonistici | ||
| Ruolo | Attaccante | |
| Ritirato | 1968 | |
| Carriera | ||
| Squadre di club1 | ||
| 1957-1959 | 39 (28) | |
| 1959-1965 | 130 (77) | |
| 1965-1966 | 8 (1) | |
| 1966-1968 | 14 (3) | |
| Nazionale | ||
| 1959 | 3 (2) | |
| Palmarès | ||
| Oro | Argentina 1959 | |
| 1 Dati relativi al solo campionato. Il simbolo → indica un trasferimento in prestito. |
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Pedro Waldemar Manfredini (Maipú de Mendoza, 7 agosto 1935) è un ex calciatore argentino, di ruolo attaccante. Oriundo, i suoi nonni paterni erano di Cremona e quelli materni di Bisceglie[1].
Indice |
[modifica] Carriera
[modifica] Gli esordi in Argentina
Nato a Maipú, un villaggio del distretto andino di Mendoza, iniziò a giocare al calcio nella squadra locale del Deportivo, sotto la guida del grande Raimundo Orsi[1].
Esordì nella prima divisione argentina con il Racing Club de Avellaneda nel 1957. Nella squadra biancoceleste militò due anni, segnando 28 gol in 39 partite e vincendo il Campionato nazionale del 1958. In quell'anno si impose come capo-cannoniere della squadra, siglando 19 reti e superando di un gol il più anziano Juan José Pizzuti.
Manfredini venne convocato per la nazionale Argentina, in occasione della Coppa America del 1959, accanto a calciatori come Vladislao Cap e Omar Corbatta. In lui molti già vedevano l'erede di Antonio Valentin Angelillo prematuramente uscito dal giro, in quanto trasferito in Italia. Nonostante la presenza del Brasile di Pelè, neo-campione del Mondo in Svezia, l'Argentina si aggiudicò il trofeo sudamericano. Manfredini giocò tre partite, segnando una doppietta al Cile, proprio all'esordio.[2]
[modifica] In Italia
Manfredini arrivò in Italia il 22 giugno 1959, acquistato dalla Roma per la cifra di 78 milioni di lire. Fu subito soprannominato dai tifosi "Piedone", a causa di una foto dal basso verso l'alto, scattata mentre scendeva dall'aereo, che gli ingigantiva oltre misura il piede. In realtà il giocatore aveva una semplice misura 42.
Pedro Manfredini fu una straordinaria punta centrale e grazie agli assist, il primo e il secondo anno, del compagno di squadra Arne Selmosson segnò a ripetizione. Dal campionato 1961-1962 fino alla cessione, avrà come uomo assist il connazionale (e come argentino e come oriundo) Antonio Valentin Angelillo.
Per anni l'Inter di Herrera gli fece la corte: il Mago, infatti, lo riteneva come la punta più adatta per il suo gioco d'attacco fatto di contropiedi e cross di Jair, lanci di Suarez e assist in area di Corso e Mazzola (seconda punta). E nel 1965 l'Inter lo acquista, ma ancora oggi rimane un mistero per quale motivo verrà immediatamente "girato" al Brescia (8 presenze e una sola rete) e poi al Venezia (14 presenze e 3 reti).
[modifica] Una macchina da gol
Manfredini ha esordito in Serie A con la maglia della Roma l'11 ottobre 1959 in Fiorentina-Roma: dopo cinque minuti era già andato in gol. Giocò con la Roma dalla stagione 1959-1960 a quella 1964-1965, vincendo la classifica dei cannonieri con 19 gol nel 1962-63 (ex aequo con Harald Nielsen), contando 130 presenze e 77 reti in Serie A. Ha realizzato, inoltre, 9 reti in 14 partite in Coppa Italia e 18 reti in 20 partite nella Coppa delle Fiere[3], per un totale di 104 gol in sole 164 presenze con la maglia giallorossa (media gol: 0,63). Detiene ancora oggi il record di gol in un'unica edizione della Coppa delle Fiere: 12; il primato fu superato solo nel 1980-81 dallo scozzese John Wark (14) e nel 1995-96 dal tedesco Jurgen Klinsmann (15)[4], quando la competizione si era già trasformata in UEFA Europa League. Oltre a Manfredini, soltanto il brasiliano Waldo Machado, il tedesco Jupp Heynckes e l'inglese Alan Shearer sono riusciti ad aggiudicarsi due volte tali classifiche.
Il pubblico attribuì a "Piedone" anche un altro nomignolo: quello di "Mantredini", per ricordare la straordinaria propensione del giocatore a realizzare triplette. In campionato ne segnò ben nove: quattro nelle prime otto giornate del 1960-61, una nel 1961-62, tre nel 1962-63 e una nel 1963-64[3]; clamorosa quella nel derby Lazio-Roma, del 13 novembre 1960, vinto dai giallorossi per 4-0. Non disdegnò neppure le quadriplette, soprattutto in Coppa delle Fiere: contro l'Hibernian, il 27 maggio 1961, e contro l'Altay Izmir, il 7 novembre 1962[5].
Problemi al ginocchio, purtroppo, lo costrinsero ad un prematuro declino. Ma considerando l'arco dell'intera carriera, la sua media gol/partita in campionato (0,571) è superiore a quella dei più celebrati goleador del tempo (Altafini: 0,471[6]; Sivori: 0,513) e dell'epoca successiva (Riva: 0,540; Boninsegna: 0,445; Platini: 0,518[6]; Maradona: 0,529[6]; Batistuta: 0,561[6]; Baggio 0,454[6]; Signori: 0,547; Ševčenko: 0,494[6]; Henry: 0,501[6]) che hanno giocato in Italia.
Se poi si considerano soltanto le prime sei stagioni da calciatore professionista (due in Argentina e le prime quattro con la Roma), i numeri evidenziano ancor più le doti di realizzatore del campione italo-argentino, nel suo periodo migliore: 97 reti in 141 partite di campionato (media gol: 0,69); conteggiando anche le partite di coppa e della Nazionale argentina, la sua media gol nei primi sei anni è ancora superiore (0,72). Inspiegabilmente, però, e nonostante la presenza in squadra di altri fuoriclasse come Cudicini, Losi, Ghiggia, Schiaffino, Lojacono, Menichelli, De Sisti e i citati Selmosson e Angelillo, la Roma di Manfredini non andò mai oltre il quinto posto nel campionato italiano.
[modifica] Dopo il ritiro
Lasciato il calcio giocato, Manfredini aprì a Roma, in Piazzale Clodio, il "Bar Piedone"; si è trasferito poi nel quartiere Spinaceto, dove vive, occupandosi anche di una scuola calcio a Ostia.
[modifica] Citazioni cinematografiche
- Manfredini è citato nel film argentino Il segreto dei suoi occhi, vincitore dell'Oscar al miglior film straniero nel 2010, nominato da un tifoso del Racing Club come esempio di un calciatore pagato pochissimo, ma di altissimo rendimento.[7]
[modifica] Statistiche
[modifica] Presenze e reti nei club italiani
| Stagione | Club | Campionato | ||
|---|---|---|---|---|
| Comp | Pres | Reti | ||
| 1959-60 | A | 24 | 16 | |
| 1960-61 | A | 31 | 20 | |
| 1961-62 | A | 22 | 14 | |
| 1962-63 | A | 25 | 19 | |
| 1963-64 | A | 15 | 5 | |
| 1964-65 | A | 13 | 3 | |
| 1965-66 | A | 8 | 1 | |
| 1966-67 | A | 14 | 3 | |
| 1967-68 | B | 9 | 1 | |
| Totale Serie A | 152 | 81 | ||
[modifica] Palmarès
[modifica] Club
[modifica] Competizioni nazionali
- Racing Club: 1958
Coppa Italia: 1
- Roma: 1963-1964
[modifica] Competizioni internazionali
- Roma: 1960-1961
[modifica] Nazionale
[modifica] Individuale
- Capocannoniere della Coppa Italia: 1
- 1963-1964 (4 gol)
- Capocannoniere della Coppa delle Fiere: 2
[modifica] Note
- ^ a b Sandro Bocchio, Giovanni Tosco, Dizionario della Grande Roma dalle origini ai giorni nostri, Grandi Manuali Newton, Roma, 2000, pag. 114.
- ^ (EN) Southamerican Championship 1959 (1st Tournament)
- ^ a b Sandro Bocchio, Giovanni Tosco, op. cit., pag. 115.
- ^ (EN) Fairs/UEFA Cup Topscorers su rsssf.com
- ^ Sandro Bocchio, Giovanni Tosco, op. cit., pag. 306.
- ^ a b c d e f g (EN) World Record of the national championships (1888/89-2010) su iffhs.de.
- ^ (ES) Toque mendocino en el filme ganador del Oscar, Losandes.com.ar
[modifica] Collegamenti esterni
- Statistiche su Enciclopediadelcalcio.it
- (ES) Statistiche su bdfa.com
- Pagina-tributo e raccolta di figurine dedicate a Pedro Manfredini