Gaetano Scirea

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Gaetano Scirea
Gaetano Scirea - Juventus Anni '80.jpg
Scirea alla Juventus negli anni ottanta
Dati biografici
Nazionalità Italia Italia
Altezza 178 cm
Peso 75 kg
Calcio Football pictogram.svg
Dati agonistici
Ruolo Difensore
Ritirato 1988 - giocatore
Carriera
Giovanili
1963-1967
1967-1972
non conosciuta Serenissima San Pio X
Atalanta Atalanta
Squadre di club1
1972-1974 Atalanta Atalanta 58 (1)
1974-1988 Juventus Juventus 377 (24)
Nazionale
1975-1986 Italia Italia 78 (2)
Carriera da allenatore
1988-1989 Juventus Juventus Vice
Palmarès
Coppa mondiale.svg  Mondiali di calcio
Oro Spagna 1982
1 Dati relativi al solo campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
 
« Un fuoriclasse raro, inarrivabile. Per la raffinata eleganza con cui stava in campo e per l'educazione e l'onestà con cui affrontava la vita. Gaetano Scirea è stato un campione straordinario e un uomo squisito. Come giocatore della Juventus ha vinto tutto [...] Come uomo è stato un modello di dolcezza e integrità, una persona leale e gentile. »
(Juventus Football Club, 25 maggio 2014[1])

Gaetano Scirea (Cernusco sul Naviglio, 25 maggio 1953Babsk, 3 settembre 1989) è stato un calciatore italiano.

Giocava nel ruolo di libero, di cui è riconosciuto dalla stampa specializzata come uno dei massimi interpreti nella storia del calcio, nonché icona di correttezza e signorilità.[2][3]

Divenuto uno degli uomini-simbolo della Juventus allenata da Giovanni Trapattoni a cavallo degli anni settanta e ottanta, nonché suo capitano dal 1984 al 1988, Scirea formò – assieme al portiere Dino Zoff, allo stopper Claudio Gentile e al terzino Antonio Cabrini, tutti e tre compagni di squadra e Nazionale – una delle migliori linee difensive nella storia della disciplina.[4] Coi bianconeri ha vinto sette titoli di campione d'Italia, diventando al contempo uno dei cinque giocatori ad aver vinto tutte le maggiori competizioni UEFA per club; ha inoltre detenuto per lungo tempo il record di presenze nella storia del club torinese, con 552 apparizioni.[5] Con la maglia della Nazionale italiana, s'è laureato campione del mondo nel 1982.

Caratteristiche tecniche[modifica | modifica sorgente]

Secondo Gianni Brera «Il povero Scirea era dolce e composto, di una moderazione tipica del grande artista. Non era difensore irresistibile né arcigno, era buono, ma completava il repertorio con sortite di esemplare tempestività, a volte erigendosi addirittura a match winner»[6]. Con movenze simili a quelle di Franz Beckenbauer,[7] Scirea è considerato – assieme al giocatore tedesco e al suo successore in Nazionale, Franco Baresi – come il miglior interprete del ruolo di libero di tutti i tempi.[8]

È ritenuto uno dei più eleganti e moderni difensori della sua generazione: era dotato anche di un notevole senso tattico – reminiscenza dei suoi esordi da centrocampista – che lo portava a dare il la a repentini ribaltamenti dell'azione;[3] Gianni Mura ha ricordato che: «Da ragazzino lui sognava Suárez e Rivera, la maglia numero 10, la direzione d'orchestra. Ci è arrivato ugualmente, con la maglia numero 6: direzione della difesa e appoggio al centrocampo e all'attacco»[9]. Nella sua lunga carriera in campo, segnata da correttezza e signorilità,[3] spicca la completa assenza di espulsioni, fatto più unico che raro per un calciatore del suo ruolo.[10]

Carriera[modifica | modifica sorgente]

Giocatore[modifica | modifica sorgente]

Club[modifica | modifica sorgente]

Atalanta[modifica | modifica sorgente]

Nato in Lombardia ma di origini siciliane[11], proveniva da una famiglia modesta (il padre Stefano era operaio alla Pirelli)[10]; i primi calci al pallone li tira nel gruppo sportivo "Serenissima" di Cinisello Balsamo, dove nella locale squadra di calcio a sette gioca come punta dal 1963 al 1967[12].

Un giovane Scirea nei primi anni settanta, agli esordi nell'Atalanta.

L'allora dirigente della Serenissima San Pio X, Giovanni Crimella, nel 1967 lo porta alle giovanili dell'Atalanta[12], dove viene schierato inizialmente come ala destra, ruolo in cui grazie all'ottimo tocco di palla e l'eleganza nella corsa[13] riusciva a segnare una grande quantità di gol[14]; tuttavia la sua grande visione di gioco spesso lo portava ad accentrarsi, e per questo motivo col passare del tempo venne fatto giocare come centrocampista[14]. Quando ebbe l'età per giocare nella Primavera (mentre alternava il calcio con il lavoro da tornitore nell'officina dello zio a Cernusco sul Naviglio, occupazione che mantenne anche dopo l'esordio in Serie A[15]), l'allenatore Ilario Castagner lo schierò regolarmente come libero di fianco allo stopper Antonio Percassi, futuro presidente dell'Atalanta. Scirea tuttavia non interpretò il nuovo ruolo nel modo tradizionale, ma divenne il vero e proprio organizzatore di gioco della Primavera neroazzurra, con frequenti inserimenti in mezzo al campo, fino alle soglie dell'area avversaria[14].

Gaetano Scirea esordì in Serie A il 24 settembre 1972 con il club orobico in Cagliari-Atalanta 0-0, partita in cui sostituì nella posizione di libero l'infortunato Savoia[16], impressionando molto per la sicurezza con cui giocò nel ruolo che solo da poco aveva iniziato a ricoprire[16]. Nel corso del campionato nacquero varie discussioni in seno sia alla società bergamasca che sulla stampa sull'opportunità di impiegare Scirea come difensore nonostante le sue doti in mezzo al campo[16], anche per il fatto che lo stesso giocatore quando interpellato esprimeva la sua preferenza per il ruolo di mezzala[16]. Dopo un'ulteriore partita da titolare (lo 0-0 casalingo contro il Napoli) Scirea perde il ruolo di libero, sostituito dal rientrante Savoia[17]; dopo una sola partita (la sconfitta per 9-3 sul campo del Milan) riprese comunque a giocare da titolare, come libero o come mezzala a seconda delle necessità[18].

Dopo aver disputato complessivamente 20 partite nella massima serie e 2 partite in Coppa Italia, restò a Bergamo anche la stagione successiva, che gli orobici disputarono in Serie B dopo la retrocessione per differenza reti dell'anno precedente[19]. Nella prima giornata di campionato giocò la sua ultima partita da mediano con l'Atalanta, in una sconfitta per 1-0 sul campo del Como[20], ma già dalla seconda giornata per decisione del neoallenatore neroazzurro Heriberto Herrera venne schierato stabilmente come libero[21], disputando tutte e 38 le partite di campionato (con anche un gol segnato, il 12 maggio 1974 in una partita persa per 2-1 sul campo del Brindisi[22]) e 10 partite in Coppa Italia, manifestazione in cui mise anche a segno una rete il 27 marzo 1974 in una partita vinta per 1-0 contro l'Inter nel girone di semifinale.

Juventus[modifica | modifica sorgente]
Scirea in azione con la Juventus nella prima metà degli anni ottanta

Grazie al canale privilegiato allora esistente tra Atalanta e Juventus, la società torinese, che già lo teneva sotto osservazione dall'esordio nella massima serie, lo acquistò dal presidente Bortolotti nell'estate del 1974 per 700 milioni di lire più il cartellino di Mastropasqua, quello di Gian Pietro Marchetti e la comproprietà di Giuliano Musiello[23].

La Juventus cercava un sostituto all'altezza del libero Sandro Salvadore, prossimo al ritiro, e il giovane Scirea sembrò subito adatto: inserito in una difesa di sicuro affidamento composta da Cuccureddu, Gentile, Spinosi e Francesco Morini, il ventunenne si ambientò subito e giocò 28 delle 30 partite della stagione 1974-75, divenendo titolare a pieno titolo e vincendo il suo primo campionato, nonché il sedicesimo per la Juventus.

Fu protagonista nel 1977 dell'accoppiata scudetto-Coppa UEFA, il primo vinto a 51 punti (record per campionato a 16 squadre con 2 punti a vittoria) dopo un testa a testa durato per tutto il torneo contro i rivali del Torino che finirono a un solo punto di distanza, la seconda conquistata nella doppia, durissima finale contro gli spagnoli dell'Atletico Bilbao. Fu la prima competizione europea vinta dalla Juventus.

Scirea solleva da capitano bianconero la targa della Supercoppa UEFA 1984, vinta dalla Juventus contro gli inglesi del Liverpool.

Nel 1982 Scirea contribuì a vincere il 20º scudetto, quello che diede il diritto alla Juventus di fregiarsi della seconda stella sulle maglie. La Coppa Italia vinta nel 1982-83 diede alla Juventus la facoltà di giocare la Coppa delle Coppe successiva, che i bianconeri vinsero contro il Porto per 2-1 nella finale di Basilea del 16 maggio 1984. Fu quella la seconda accoppiata per la Juventus e per Scirea, che vinse anche il campionato 1983-84, il sesto per lui e il ventunesimo per la società. Con il ritiro di Furino, Scirea divenne da quella stagione capitano della squadra bianconera. Il 1985 fu l'anno della Coppa dei Campioni, che la Juventus vinse nella tragica finale di Bruxelles allo Stadio Heysel contro gli inglesi del Liverpool, già battuti nel febbraio precedente nella Supercoppa d'Europa del 1984. A fine anno la Juventus avrebbe vinto a Tokyo, contro i campioni sudamericani dell'Argentinos Juniors, anche la Coppa Intercontinentale 1985, che fu proprio Scirea a sollevare come capitano.

Si ritirò dal calcio giocato a 35 anni, alla fine della stagione 1987-88, dopo 377 partite di campionato e 552 totali con la maglia della Juventus e, soprattutto, senza aver mai avuto una sola espulsione in tutta la sua carriera. Con la maglia bianconera vinse in totale 7 campionati nazionali, 2 Coppe Italia, una Coppa dei Campioni, una Coppa delle Coppe, una Coppa UEFA, una Supercoppa Europea e una Coppa Intercontinentale, entrando così, insieme ai suoi compagni di squadra Cabrini, Brio e Tacconi - nella cerchia dei calciatori italiani vincitori di tutte le competizioni calcistiche ufficiali per club[24], contribuendo a rendere la Juventus la prima squadra vincente in tutte le competizioni dell'UEFA.

Nazionale[modifica | modifica sorgente]

Scirea (a destra) in maglia azzurra nel 1977, contrastato da Eric Gerets durante un'amichevole tra Italia e Belgio.

In Nazionale Scirea entrò molto presto, scelto da Bernardini per trovare un degno successore a Facchetti, anch'egli nato difensore di fascia e trasformatosi in libero.

L'esordio avvenne il 30 dicembre 1975, a 22 anni, nella partita amichevole Italia-Grecia (3-2); mise a segno il suo primo gol in azzurro il 19 aprile 1980, in una partita amichevole pareggiata per 2-2 contro la Polonia. Scirea divenne titolare fisso della Nazionale guidata da Enzo Bearzot e prese parte al Mondiale 1978 in Argentina, dove l'Italia si classificò quarta; all'Europeo 1980 in Italia, dove gli Azzurri arrivarono ancora quarti; al Mondiale 1982 in Spagna,[25] vinto in finale contro la Germania Ovest per 3-1; e infine da capitano della squadra al Mondiale 1986 in Messico, che a 33 anni segnò anche la fine della sua carriera azzurra, coincidente con l'eliminazione agli ottavi di finale contro la Francia (2-0) il 17 giugno 1986.

In Nazionale Scirea totalizzò complessivamente 78 presenze e 2 gol.

Allenatore[modifica | modifica sorgente]

Scirea in veste di vice allenatore del club bianconero all'inizio della stagione 1989-1990

Dopo il ritiro gli venne offerto l'incarico di allenatore in seconda della Juventus, come collaboratore di Dino Zoff. Scirea accettò, dimostrandosi disponibile al ruolo di osservatore per conto del tecnico friulano e suo ex-compagno sul campo nella Juventus e in Nazionale. Prima che Gaetano firmasse, però, la Reggina provò a convincerlo a firmare un contratto come allenatore a tutti gli effetti, destando in lui un forte interesse.

L'incidente fatale in Polonia[modifica | modifica sorgente]

« Con Gaetano Scirea se n'è andata una delle facce più pulite del nostro calcio. »
(Gianni Mura, 1989[9])

Il 3 settembre 1989[26], incaricato di osservare un incontro di campionato del prossimo avversario dei bianconeri nel primo turno della Coppa UEFA 1989-90, la squadra polacca del Górnik Zabrze, Scirea si recò in Polonia; vista la modesta caratura della squadra, sia lui che il tecnico Dino Zoff ritenevano superfluo tanto scrupolo,[27] ma entrambi si attennero alle disposizioni della dirigenza juventina.[28]

Durante il viaggio di ritorno verso Varsavia dove avrebbe dovuto prendere il volo per Torino, accompagnato da un autista locale, da un interprete e da un dirigente del Górnik, la Polski Fiat 125p su cui era a bordo fu tamponata da un furgone nei pressi del villaggio di Babsk, prendendo fuoco rapidamente anche a causa di quattro taniche di benzina stipate nel bagagliaio e utilizzabili in caso di necessità. Dei quattro occupanti si salvò solo il dirigente della squadra polacca che, essendo seduto sul sedile anteriore ed essendosi aperto lo sportello posto alla sua destra durante il tamponamento, poté subito uscire dal veicolo. Per Scirea, l'autista e l'interprete il rogo fu fatale, visto che, in base agli esiti dell'autopsia, non avevano riportato lesioni per l'impatto. Scirea fu immediatamente soccorso e trasportato presso un ospedale vicino ma, a causa delle gravissime ustioni riportate, i medici non poterono fare altro che constatare il decesso dell'ex calciatore.

L'incidente avvenne la domenica pomeriggio, e la notizia della morte di Scirea fu comunicata in Italia la sera stessa durante la Domenica Sportiva condotta da Sandro Ciotti, suscitando lo sgomento degli ospiti in studio, soprattutto del suo ex compagno di squadra Tardelli presente nello studio che, sconvolto, abbandonò immediatamente la trasmissione dopo aver accusato un malore.

Sepolto nel cimitero di Morsasco, piccolo comune collinare a metà strada tra Alessandria e Genova, Scirea lasciò la moglie Mariella Cavanna (originaria proprio di Morsasco) e il figlio Riccardo[29].

Nella cultura di massa[modifica | modifica sorgente]

Gianluca Iovine ha scritto un romanzo su Gaetano Scirea, intitolato Cercando Scirea, presentato nel 2010 al Salone Internazionale del Libro di Torino.[30] L'anno successivo, il gruppo musicale degli Stadio ha scritto la canzone Gaetano e Giacinto, dedicata allo stesso Scirea e a Giacinto Facchetti.

Riconoscimenti postumi[modifica | modifica sorgente]

Negli anni successivi alla sua morte, vari tornei giovanili e premi fair play vengono intitolati a Scirea, in ricordo del suo stile e della sua correttezza in campo e fuori. Tra gli altri, la Coppa Gaetano Scirea, un torneo internazionale di calcio riservato alla categoria Allievi, che ogni anno si tiene nella città di Matera e in alcuni comuni limitrofi; il Premio Nazionale Carriera Esemplare "Gaetano Scirea", assegnato dal 1993 in collaborazione con il comune di Cinisello Balsamo, attribuito da una giuria di giornalisti al calciatore più meritevole dal punto di vista della lealtà e della sportività;[31] e il trofeo fair play del Consiglio della Lega Serie A, attribuito alla tifoseria più corretta d'Italia.[32] Nel 2005 l'ex commissario tecnico della Nazionale, Enzo Bearzot, ha proposto il ritiro della maglia numero 6 in omaggio alla sua carriera.[33]

Il 12 maggio 2008 la municipalità torinese aveva inoltre intitolato una via a Scirea nel quartiere Mirafiori Sud.[34] Prima gli era stata dedicata una strada a Laureana di Borrello e a Cinisello Balsamo, seguiti nel 2009 da Lamezia Terme, che ha deciso di intitolare a lui la via del principale palazzetto dello sport della città. A Gaetano Scirea sono inoltre intitolati il complesso sportivo di Arena Metato (sede d'una scuola calcio del Pisa), gli stadi di Andora (località turistica dove era solito passare le vacanze), Cernusco sul Naviglio (suo paese natale), Sicignano degli Alburni e Buccinasco (entrambi per i meriti sportivi), nonché dal 1991 una società sportiva di pallacanestro, la Gaetano Scirea Basket di Forlì.[35]

Per quanto concerne la squadra di cui fu capitano e bandiera, la Juventus, negli anni novanta i tifosi bianconeri battezzarono in suo onore il settore Sud dello Stadio delle Alpi di Torino. Nel 2011, il club torinese gli ha dedicato una delle cinquanta stelle commemorative presenti nella Walk of Fame dello Juventus Stadium. Il 21 novembre 2012, su richiesta della stessa società juventina, il capoluogo piemontese ha inoltre ribattezzato "Corso Gaetano Scirea" (già Corso Grande Torino) il viale che scorre di fronte all'ingresso principale del citato scenario sportivo.[36]

Statistiche[modifica | modifica sorgente]

Presenze e reti nei club[modifica | modifica sorgente]

Stagione Squadra Campionato Coppe nazionali Coppe continentali Altre coppe Totale
Comp Pres Reti Comp Pres Reti Comp Pres Reti Comp Pres Reti Pres Reti
1972-1973 Italia Atalanta A 20 0 CI 2 0 - - - - - - 22 0
1973-1974 B 38 1 CI 10 1 - - - - - - 48 2
Totale Atalanta 58 1 12 1 - - - - 70 2
1974-1975 Italia Juventus A 28 0 CI 10 2 CU 10 0 - - - 48 2
1975-1976 A 30 0 CI 4 0 CC 4 0 - - - 38 0
1976-1977 A 30 1 CI 5 0 CU 12 1 - - - 47 2
1977-1978 A 29 0 CI 0 0 CC 8 0 - - - 37 0
1978-1979 A 30 2 CI 9 0 CC 2 0 - - - 41 2
1979-1980 A 29 4 CI 4 0 CdC 7 1 - - - 40 5
1980-1981 A 29 4 CI 8 0 CU 4 1 - - - 41 5
1981-1982 A 30 5 CI 4 0 CC 4 0 - - - 38 5
1982-1983 A 30 3 CI 12 1 CC 9 0 - - - 51 4
1983-1984 A 30 2 CI 7 1 CdC 9 0 - - - 46 3
1984-1985 A 30 2 CI 9 0 CC 9 0 SU 1 0 49 2
1985-1986 A 25 0 CI 5 0 CC 5 0 CInt 1 0 36 0
1986-1987 A 21 0 CI 7 1 CC 1 0 - - - 29 1
1987-1988 A 6 1 CI 4 0 CU 1 0 - - - 11 1
Totale Juventus 377 24 88 5 85 3 2 0 552 32
Totale carriera 435 25 100 6 85 3 2 0 622 34

Cronologia presenze e reti in Nazionale[modifica | modifica sorgente]

Cronologia completa delle presenze e delle reti in Nazionale - Italia Italia
Data Città In casa Risultato Ospiti Competizione Reti Note
30-12-1975 Firenze Italia Italia 3 – 2 Grecia Grecia Amichevole -
22-9-1976 Copenaghen Danimarca Danimarca 0 – 1 Italia Italia Amichevole -
25-9-1976 Roma Italia Italia 3 – 0 Jugoslavia Jugoslavia Amichevole -
22-12-1976 Lisbona Portogallo Portogallo 2 – 1 Italia Italia Amichevole -
26-1-1977 Roma Italia Italia 2 – 1 Belgio Belgio Amichevole -
21-12-1977 Liegi Belgio Belgio 0 – 1 Italia Italia Amichevole -
25-1-1978 Madrid Spagna Spagna 2 – 1 Italia Italia Amichevole -
8-2-1978 Napoli Italia Italia 2 – 2 Francia Francia Amichevole -
8-5-1978 Roma Italia Italia 0 – 0 Jugoslavia Jugoslavia Amichevole -
2-6-1978 Mar del Plata Italia Italia 2 – 1 Francia Francia Mondiali 1978 - 1º turno -
6-6-1978 Mar del Plata Italia Italia 3 – 1 Ungheria Ungheria Mondiali 1978 - 1º turno -
10-6-1978 Buenos Aires Italia Italia 1 – 0 Argentina Argentina Mondiali 1978 - 1º turno -
14-6-1978 Buenos Aires Germania Ovest Germania Ovest 0 – 0 Italia Italia Mondiali 1978 - 2º turno -
18-6-1978 Buenos Aires Italia Italia 1 – 0 Austria Austria Mondiali 1978 - 2º turno -
21-6-1978 Buenos Aires Paesi Bassi Paesi Bassi 2 – 1 Italia Italia Mondiali 1978 - 2º turno -
24-6-1978 Buenos Aires Brasile Brasile 2 – 1 Italia Italia Mondiali 1978 - 3-4 Posto - 4º Posto
20-9-1978 Torino Italia Italia 1 – 0 Bulgaria Bulgaria Amichevole -
23-9-1978 Firenze Italia Italia 1 – 0 Turchia Turchia Amichevole -
8-11-1978 Bratislava Cecoslovacchia Cecoslovacchia 3 – 0 Italia Italia Amichevole -
21-12-1978 Roma Italia Italia 1 – 0 Spagna Spagna Amichevole -
24-2-1979 Milano Italia Italia 3 – 0 Paesi Bassi Paesi Bassi Amichevole -
26-5-1979 Roma Italia Italia 2 – 2 Argentina Argentina Amichevole -
13-6-1979 Zagabria Jugoslavia Jugoslavia 4 – 1 Italia Italia Amichevole -
26-9-1979 Firenze Italia Italia 1 – 0 Svezia Svezia Amichevole -
17-11-1979 Udine Italia Italia 2 – 0 Svizzera Svizzera Amichevole -
16-2-1980 Napoli Italia Italia 2 – 1 Romania Romania Amichevole -
15-3-980 Milano Italia Italia 1 – 0 Uruguay Uruguay Amichevole -
19-4-1980 Torino Italia Italia 2 – 2 Polonia Polonia Amichevole 1
12-6-1980 Milano Italia Italia 0 – 0 Spagna Spagna Euro 1980 - 1º turno -
15-6-1980 Torino Italia Italia 1 – 0 Inghilterra Inghilterra Euro 1980 - 1º turno -
18-6-1980 Roma Italia Italia 0 – 0 Belgio Belgio Euro 1980 - 1º turno -
21-6-1980 Napoli Cecoslovacchia Cecoslovacchia 1 – 1 dts
(9-8 dcr)
Italia Italia Euro 1980 - 3-4 Posto - 4º Posto
24-9-1980 Genova Italia Italia 3 – 1 Portogallo Portogallo Amichevole -
11-10-1980 Lussemburgo Lussemburgo Lussemburgo 0 – 2 Italia Italia Qual. Mondiali 1982 -
1-11-1980 Roma Italia Italia 2 – 0 Danimarca Danimarca Qual. Mondiali 1982 -
15-11-1980 Torino Italia Italia 2 – 0 Jugoslavia Jugoslavia Qual. Mondiali 1982 -
6-12-1980 Atene Grecia Grecia 0 – 2 Italia Italia Qual. Mondiali 1982 1
3-1-1981 Montevideo Uruguay Uruguay 2 – 0 Italia Italia Mundialito -
6-1-1981 Montevideo Paesi Bassi Paesi Bassi 1 – 1 Italia Italia Mundialito -
25-2-1981 Roma Italia Italia 0 – 3 Europa Europa Amichevole -
19-4-1981 Udine Italia Italia 0 – 0 Germania Est Germania Est Amichevole -
3-6-1981 Copenaghen Danimarca Danimarca 3 – 1 Italia Italia Qual. Mondiali 1982 -
23-9-1981 Bologna Italia Italia 3 – 2 Bulgaria Bulgaria Amichevole -
17-10-1981 Belgrado Jugoslavia Jugoslavia 1 – 1 Italia Italia Qual. Mondiali 1982 -
14-11-1981 Torino Italia Italia 1 – 1 Grecia Grecia Qual. Mondiali 1982 -
5-12-1981 Napoli Italia Italia 1 – 0 Lussemburgo Lussemburgo Qual. Mondiali 1982 -
23-2-1982 Parigi Francia Francia 2 – 0 Italia Italia Amichevole -
14-4-1982 Lipsia Germania Est Germania Est 1 – 0 Italia Italia Amichevole -
28-5-1982 Ginevra Svizzera Svizzera 1 – 1 Italia Italia Amichevole -
14-6-1982 Vigo Italia Italia 0 – 0 Polonia Polonia Mondiali 1982 - 1º turno -
18-6-1982 Vigo Italia Italia 1 – 1 Perù Perù Mondiali 1982 - 1º turno -
23-6-1982 Vigo Italia Italia 1 – 1 Camerun Camerun Mondiali 1982 - 1º turno -
29-6-1982 Barcellona Italia Italia 2 – 1 Argentina Argentina Mondiali 1982 - 2º turno -
5-7-1982 Barcellona Italia Italia 3 – 2 Brasile Brasile Mondiali 1982 - 2º turno -
8-7-1982 Barcellona Italia Italia 2 – 0 Polonia Polonia Mondiali 1982 - Semif. -
11-7-1982 Madrid Italia Italia 3 – 1 Germania Ovest Germania Ovest Mondiali 1982 - Finale - 3º Titolo Mondiale
27-10-1982 Roma Italia Italia 0 – 1 Svizzera Svizzera Amichevole -
13-11-1982 Milano Italia Italia 2 – 2 Cecoslovacchia Cecoslovacchia Qual. Euro 1984 -
12-2-1983 Limassol Cipro Cipro 1 – 1 Italia Italia Qual. Euro 1984 -
16-4-1983 Bucarest Romania Romania 1 – 0 Italia Italia Qual. Euro 1984 -
29-5-1983 Göteborg Svezia Svezia 2 – 0 Italia Italia Qual. Euro 1984 -
4-2-1984 Roma Italia Italia 5 – 0 Messico Messico Amichevole -
22-5-1984 Zurigo Germania Ovest Germania Ovest 1 – 0 Italia Italia Amichevole -
26-5-1984 Toronto Canada Canada 0 – 2 Italia Italia Amichevole -
30-5-1984 New York Stati Uniti Stati Uniti 0 – 0 Italia Italia Amichevole -
26-9-1984 Milano Italia Italia 1 – 0 Svezia Svezia Amichevole -
3-11-1984 Losanna Svizzera Svizzera 1 – 1 Italia Italia Amichevole -
5-2-1985 Dublino Irlanda Irlanda 1 – 2 Italia Italia Amichevole -
13-3-1985 Atene Grecia Grecia 0 – 0 Italia Italia Amichevole -
3-4-1985 Ascoli Piceno Italia Italia 2 – 0 Portogallo Portogallo Amichevole -
25-9-1985 Lecce Italia Italia 1 – 2 Norvegia Norvegia Amichevole -
16-11-1985 Chorzów Polonia Polonia 1 – 0 Italia Italia Amichevole -
26-3-1986 Udine Italia Italia 2 – 1 Austria Austria Amichevole -
11-5-1986 Napoli Italia Italia 2 – 0 Cina Cina Amichevole -
31-5-1986 Città del Messico Italia Italia 1 – 1 Bulgaria Bulgaria Mondiali 1986 - 1º turno -
5-6-1986 Puebla Italia Italia 1 – 1 Argentina Argentina Mondiali 1986 - 1º turno -
10-6-1986 Puebla Italia Italia 3 – 2 Corea del Sud Corea del Sud Mondiali 1986 - 1º turno -
17-6-1986 Città del Messico Francia Francia 2 – 0 Italia Italia Mondiali 1986 - Ottavi -
Totale Presenze (14º posto) 78 Reti 2

Palmarès[modifica | modifica sorgente]

Individuale[modifica | modifica sorgente]

Italia 1980
  • Inserito nella Hall of Fame - I Magnifici del calcio italiano
2000
2011 (riconoscimento alla memoria)

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ L'esempio di Gaetano in juventus.com, 25 maggio 2014.
  2. ^ «Come Scirea non c'è nessuno»
  3. ^ a b c Marino Bortoletti, SCIREA, Gaetano in Enciclopedia Treccani. URL consultato il 18 febbraio 2014.
  4. ^ Sergio Rizzo, GENTILE, Claudio in Enciclopedia Treccani. URL consultato il 18 febbraio 2014.
  5. ^ Record successivamente superato da Alessandro Del Piero, cfr. Del Piero, 552 senza tempo - Gazzetta dello Sport
  6. ^ Gianni Brera, Il furore sportivo sovietico ci mancherà in La Repubblica, 1º luglio 1992. URL consultato il 27 gennaio 2010.
  7. ^ Squadra del torneo 1980 in UEFA.com, 1º luglio 2011. URL consultato il 15 marzo 2014.
  8. ^ Lastampa.It
  9. ^ a b Gianni Mura, Scirea, la faccia pulita in la Repubblica, 5 settembre 1989, p. 37. URL consultato il 15 marzo 2014.
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  24. ^ Italia a parte, solo l'olandese Danny Blind dell'Ajax riuscì in seguito a vincere tutte le competizioni UEFA.
  25. ^ Lastampa.It
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Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

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