Udinese Calcio

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Udinese Calcio
Calcio Football pictogram.svg
Logo Udinese.png
Zebrette, Bianconeri, Friulani, l'Udin
Segni distintivi
Uniformi di gara
Manica sinistra
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Maglietta
Maglietta
Manica destra
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Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Casa
Manica sinistra
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Maglietta
Maglietta
Manica destra
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Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Trasferta
Manica sinistra
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Maglietta
Maglietta
Manica destra
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Pantaloncini
Calzettoni
terza divisa
Colori sociali 600px Colori di Udine.png bianco-neri
Simboli stemma della città di Udine attorniato da alloro dorato, dal nome della società e dall'anno di fondazione
Inno Vinci per noi
Dati societari
Città Udine
Paese Italia Italia
Confederazione UEFA
Federazione Flag of Italy.svg FIGC
Campionato Serie A
Fondazione 1896
Proprietario Italia Giampaolo Pozzo
Presidente Italia Franco Soldati
Allenatore Italia Andrea Stramaccioni
Stadio Friuli
(30 667[1] posti)
Sito web www.udinese.it
Palmarès
UEFA - Intertoto.svg
Titoli nazionali 1 Campionato di Seconda Divisione
2 Campionati di Serie B
Trofei nazionali 1 Coppe Italia Serie C/Lega Pro
Trofei internazionali 1 Coppe Intertoto
1 Mitropa Cup
1 Coppa Anglo-Italiana
Soccerball current event.svg Stagione in corso
Si invita a seguire il modello di voce

L'Udinese Calcio (l'Udin in friulano), nota semplicemente come Udinese, è una società calcistica italiana con sede nella città di Udine, in Friuli. È uno dei club più antichi d'Italia, essendo nato nel 1896; la sezione calcio venne creata ufficialmente nel 1911.[2]

I suoi colori sociali sono il bianco e il nero, ossia quelli dello stemma comunale della città (che appare anche nello scudo della squadra e che, peraltro, riprende lo stemma della nobile famiglia Savorgnan); da questi due colori derivano i principali soprannomi affibbiati alla squadra, ovvero bianconeri e zebrette.

I migliori risultati della sua storia, per quanto concerne le competizioni nazionali, coincidono coi secondi posti maturati nella Coppa Italia del 1922 e nella Serie A del 1954-1955.[3] Per quel che riguarda le coppe europee, l'Udinese annovera varie partecipazioni alla Champions League e alla Coppa UEFA/Europa League; il massimo risultato conseguito dalla formazione in campo internazionale, è rappresentato dalla vittoria della Coppa Intertoto nel 2000.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Dalla fondazione agli anni cinquanta[modifica | modifica sorgente]

La Società Udinese di Ginnastica e Scherma fu istituita nel 1896[2] (il giorno preciso fu, probabilmente, il 30 novembre).[4] Il club era, tuttavia, attivo de facto già dal 1895. Il 18 settembre di quell'anno, per l'appunto, gli atleti bianconeri, davanti al Re Umberto I, alla Regina Margherita ed a 20.000 persone, parteciparono a Roma alla prima importante partita di calcio svoltasi nella Capitale d'Italia, disputata contro la Società Rodigina di Ginnastica Unione e Forza.[5] Un anno dopo, la compagine friulana trionfò nel campionato interprovinciale FGNI di Treviso. La sfida romana e quest'altra competizione non furono organizzate dalla FIF (l'odierna FIGC, sorta due anni dopo), ma patrocinate dalla Federazione Ginnastica Nazionale Italiana, e non ebbero carattere ufficiale.[2][6] I tornei, inoltre, non vennero disputati applicando le regole del gioco del calcio dell'IFAB, bensì seguivano quelle della variante nostrana del calcio ginnastico (che, comunque, era de iure considerato football a tutti gli effetti).[7]

L'Udinese in maglia bianca nel 1937

Il 5 luglio 1911 alcuni ginnasti, soci dell'Udinese, con a capo Luigi Dal Dan, costituiscono all'interno della polisportiva l'Associazione Calcio Udine che viene iscritta alla FIGC.[2] Il debutto della nuova squadra avviene in un'amichevole contro la Juventus Palmanova vinta dagli udinesi per 6-0.[2] La prima partecipazione in un campionato ufficiale FIGC risale però solamente al Campionato Promozione 1912-1913; in quell'anno l'Udinese si iscrive al Campionato Veneto di Promozione a tre squadre insieme al Padova e al Petrarca Padova; i friulani chiudono il torneo al secondo posto dietro al Petrarca e vengono promossi in Prima Categoria.[2] In Prima Categoria l'Udinese non riesce mai a raggiungere la fase nazionale venendo sempre eliminata nell'Eliminatoria Veneta.

Il primo risultato importante dalla sua fondazione è, nel 1922, il raggiungimento della finale di Coppa Italia: i bianconeri vengono sconfitti 1-0 dal Vado. Quest'ottimo piazzamento è dovuto anche al fatto che le maggiori compagini dell'epoca erano iscritte al concorrente campionato C.C.I..[2]

Nel campionato 1922-23 la squadra arriva ultima nel suo girone e retrocede in Seconda Divisione; la società rischia di fallire per debiti nell'estate 1923. Il 24 agosto l'"AS Udinese" si separa dalla "AC Udinese", ovvero l'attuale Udinese Calcio, e quest'ultima viene costretta ad istituire un bilancio e un direttivo autonomi. Tutti i debiti vengono pagati dal presidente Alessandro Del Torso grazie alla vendita di alcuni suoi quadri e l'Udinese può così iscriversi al campionato di Seconda Divisione dove arriva quarta nel girone eliminatorio.[2]

Giocatori dell'Udinese nel 1944

Nella stagione 1924-25 l'Udinese vince il Girone F di Seconda Divisione e arriva prima al Girone Finale venendo promossa insieme al Parma in Prima Divisione.[2] La permenenza nella massima serie dura poco: l'Udinese conclude il torneo in ultima posizione. Avrebbe potuto comunque salvarsi; infatti vi è in quell'anno una riforma dei campionati, la cosiddetta Carta di Viareggio, e dei conseguenti spareggi per determinare chi sarebbe stato ammesso al nuovo campionato di Divisione Nazionale; la squadra friulana però non si presenta allo spareggio contro il Legnano perdendo la partita a tavolino e dando l'addio alla massima serie.[2]

Nel campionato cadetto l'Udinese conclude all'ultimo posto in classifica ed evita la retrocessione in Seconda Divisione[8] solo grazie all'allargamento dei quadri. Resta in Prima Divisione fino al termine della stagione 1928-29 quando, in seguito alla creazione della Serie A e della Serie B, la Prima Divisione viene declassata a terzo livello.[2] La stagione 1929-1930 è comunque trionfale e, vincendo il proprio girone, l'Udinese riesce a qualificarsi in Serie B.[2]

La permanenza in B dura solo due anni. Al termine della stagione 1931-32 la squadra friulana ritorna subito in Prima Divisione, poi ridenominata Serie C nel 1935. Nella stagione 1938-1939 arrivando seconda nel Girone Finale Nord di Serie C, viene promossa in Serie B.[9]

Finita la seconda guerra mondiale, l'Udinese resta in Serie B fino alla stagione 1947-48, quando retrocesse in Serie C a causa di una riforma dei campionati.[10] A questa retrocessione seguono tuttavia due promozioni consecutive e i friulani ottengono una storica promozione in Serie A dopo la vittoria del campionato di Serie C e il secondo posto nel campionato di Serie B 1949-1950;[10] la società era presieduta da Giuseppe Bertoli e Raimondo Mulinaris,[11] entrambi industriali friulani, mentre sulla panchina sedeva Aldo Olivieri, campione del mondo nel 1938.

L'Udinese del 1954-1955 che, durante l'estate, passò in poche settimane dallo storico secondo posto in Serie A alla retrocessione d'ufficio tra i cadetti.

L'Udinese resta in Serie A per cinque anni sfiorando anche lo scudetto nella stagione 1954-1955, arrivando seconda dietro al Milan;[12] è proprio al termine di quella stagione però che l'Udinese viene retrocessa in Serie B per illecito sportivo (confessione di Settembrino) commesso il 31 maggio 1953, ultima giornata di campionato, e smascherato due anni dopo.[12] I friulani ritornano comunque in Serie A dopo una sola stagione in Serie B.[12]

Anni sessanta e settanta[modifica | modifica sorgente]

Gli anni sessanta segnano un momento difficile nella storia dell'Udinese: i friulani vengono retrocessi prima in Serie B nella stagione 1961-1962 e poi in Serie C nella stagione 1963-64.[12] L'Udinese resta in Serie C per circa un quindicennio, sfiorando la promozione in Serie B in numerose occasioni (in particolare nel 1973, quando viene sconfitta 0-2 dal Parma nello spareggio di Vicenza), ma è solo al termine della stagione di Serie C 1977-1978 che i friulani, guidati dall'allenatore Massimo Giacomini, ritornano in Serie B vincendo il Girone A di Serie C.[2] Nella stessa stagione vince anche la Coppa Italia Semiprofessionisti, battendo la Reggina, e la Coppa Anglo-Italiana.[13]

Intanto l'8 giugno 1976 si era ufficialmente sciolta l'"Associazione Calcio Udinese" e si era formata una società per azioni: la squadra fu rinominata "Udinese Calcio", attuale denominazione.[13] Il presidente è Teofilo Sanson, al quale nel 1978 viene in mente di sponsorizzare la sua società (la Sanson Gelati) sulla divisa della squadra. Dato che all'epoca la pubblicità sulle maglie di calcio era ancora vietata dalla Federazione, il presidente friulano aggirò il divieto con una "particolare" interpretazione del regolamento, posizionando il marchio Sanson sui pantaloncini dei giocatori. Il fatto suscitò gran clamore: per la prima volta in Italia, uno sponsor commerciale griffò una squadra di calcio. L'Udinese venne multata e costretta all'immediata rimozione del marchio pubblicitario, ma l'iniziativa friulana aprì un primo varco alla liberalizzazione delle sponsorizzazioni nel calcio italiano, completata nel giro di pochi anni.[14][15]

L'Udinese vincitrice della Coppa Italia Semiprofessionisti 1977-1978; sullo sfondo, uno Stadio Friuli ancora incompleto.

Nella stagione successiva l'Udinese, confermato in panchina Giacomini, vince il torneo cadetto e ritorna dopo oltre vent'anni in Serie A.[13]

Anni ottanta[modifica | modifica sorgente]

Nella stagione 1979-1980, l'Udinese, neopromossa in massima serie, conclude il campionato al quindicesimo posto, retrocedendo in Serie B; solo lo scandalo del Totonero con la retrocessione di Milan e Lazio evita alle zebrette un immediato ritorno in Serie B.[13] In campo europeo l'Udinese vince la Coppa Mitropa.

Nella stagione 1980-1981 sulla panchina bianconera siede il nuovo allenatore Enzo Ferrari il quale ottiene la salvezza. Teofilo Sanson cede la società alla Zanussi di Pordenone, il nuovo presidente è Lamberto Mazza.

Nella stagione 1981-1982 acquista dalla Juventus Franco Causio e la squadra riesce a salvarsi senza particolari difficoltà. Nella stagione successiva, 1982-1983,[13] coglie un sesto posto nel campionato.

Nell'estate del 1983 la società effettua un grande colpo di mercato: Arthur Antunes Coimbra, detto Zico, passa, dopo un'estate di grattacapi giurisdizionali,[16] all'Udinese.[17] Oltre a Zico la dirigenza dell'Udinese, capitanata dall'Amministratore Delegato Franco Dal Cin, mette insieme una squadra con nomi importanti come Pietro Paolo Virdis ed il difensore nazionale brasiliano Edinho: i tifosi rispondono con la cifra di 26 661 abbonati,[17] quota mai superata dalla società friulana. La stagione 1983-1984, che vede la squadra allenata sempre da Enzo Ferrari, termina con un 9º posto a soli due punti dalla zona UEFA mentre Zico mette a segno alla sua prima stagione in Italia 19 reti.[17]

Il brasiliano Zico, fantasista friulano di metà anni ottanta.

Nella stagione 1984-1985 l'Udinese cede molti giocatori importanti, ma riesce a trattenere Zico. La squadra viene affidata al tecnico brasiliano Luís Vinício. In questa stagione Zico, anche a causa di un infortunio, lascia l'Udinese e torna in Brasile per noie giudiziarie con lo Stato italiano.[17]

Nella stagione successiva 1985-1986 i friulani ottengono un 13º posto.[17] Nel luglio 1986 Giampaolo Pozzo subentra a Lamberto Mazza come presidente dell'Udinese, ma la sua avventura come presidente della società inizia subito in salita: infatti l'Udinese è inizialmente retrocessa in Serie B per uno scandalo scommesse, pena poi rivista in appello e commutata in nove punti di penalizzazione per la stagione successiva; i friulani arrivano ultimi e retrocedono in Serie B; senza penalizzazione si sarebbero salvati.[18]

Gli anni successivi sono tra Serie A e Serie B: la squadra viene promossa nella massima divisione nel campionato di Serie B 1988-1989 con alla guida Nedo Sonetti e grazie alle reti di Totò De Vitis. Nella stagione successiva i friulani, che in estate acquistarono i giovani talenti argentini Abel Balbo e Nestor Sensini, sotto la guida di Rino Marchesi subentrato a Bruno Mazzia cercano di mantenere la categoria, ma nonostante una lotta durata per tutto il campionato retrocedono all'ultima giornata.[18] Nell'estate 1990 l'Udinese è di nuovo condannata per illecito sportivo: pena 5 punti di penalizzazione per la squadra e 5 anni di deferimento per il presidente Pozzo, accusato di aver contattato Gianmarco Calleri, allora presidente della Lazio, minacciandolo in caso di sconfitta. Pozzo lascia quindi la carica di presidente del club.[18]

Anni novanta[modifica | modifica sorgente]

Nella stagione di Serie B 1990-1991 le zebrette, guidate da Marchesi prima e da Adriano Buffoni poi, potrebbero riconquistare immediatamente la promozione in Serie A, ma subiscono 5 punti di penalizzazione prima dell'inizio della stagione; senza questo fardello, l'Udinese avrebbe totalizzato 43 punti piazzandosi comodamente nelle prime quattro, invece la squadra chiuse solo all'ottavo posto,[18] nonostante in quella stagione Balbo fosse divenuto capocannoniere del torneo. L'argentino contribuisce attivamente al ritorno dei friulani nella massima serie nella stagione 1991-1992: la società esonerò il tecnico Franco Scoglio ed affidò la squadra ad Adriano Fedele, e dopo un lungo testa a testa con il Cosenza ottenne il quarto posto che valse la promozione. Sempre le reti di Abel Balbo consentirono la successiva permanenza in Serie A nella stagione 1992-1993, guadagnata sotto la guida esperta di Albertino Bigon dopo una lunga lotta con la Fiorentina ed il Brescia, quest'ultimo sconfitto solo dopo uno spareggio allo Stadio Dall'Ara di Bologna.

Nella stagione 1993-1994 i friulani cedono Balbo alla Roma e Francesco Dell'Anno all'Inter. La squadra è affidata ad Azeglio Vicini, il quale viene esonerato all'indomani della sconfitta a Napoli dopo alcune incomprensioni con il patron Pozzo. Al suo posto subentra Adriano Fedele. Il girone di andata viene chiuso al penultimo posto ma nel girone di ritorno, grazie anche all'exploit della punta Marco Branca (a cui venne affidato compito di sostituire Abel Balbo), rimontano senza successo la classifica retrocedendo nuovamente in Serie B all'ultima giornata.[18] Già l'anno seguente però, con Giovanni Galeone in panchina subentrato a Fedele, i friulani riconquistano la massima serie.[18] Dalla stagione 1995-1996 l'Udinese torna in Serie A rimanendone presenza fissa fino ad oggi.

Il tedesco Oliver Bierhoff, bomber di fine secolo.

Da qui in avanti l'Udinese ottiene diverse qualificazioni alla Coppa UEFA, la prima nella stagione 1996-1997 con in panchina Alberto Zaccheroni, ed un clamoroso terzo posto dietro Juventus e Inter nella stagione 1997-1998, grazie ai 27 gol di Oliver Bierhoff, capocannoniere di quella stagione.[19] Nella stagione successiva sarà Marcio Amoroso a conquistare il titolo di capocannoniere, siglando 22 reti con la maglia della squadra friulana, condotta al sesto posto da Francesco Guidolin.

Anni duemila[modifica | modifica sorgente]

Nella stagione 1999-2000 l'Udinese è inizialmente allenata da Francesco Guidolin, ma il tecnico sarà poi esonerato a favore di Luigi De Canio: questi riesce a condurre i friulani all'ottavo posto finale, ottenendo l'accesso alla Coppa Intertoto. In estate l'Udinese si aggiudica la vittoria del torneo, qualificandosi per la Coppa UEFA. Il Campionato 2000-2001 inizia bene per i bianconeri, che dopo cinque giornate si trovano addirittura al comando solitario della classifica: la squadra però non manterrà a lungo il primo posto, e a marzo De Canio sarà addirittura licenziato e sostituito da Luciano Spalletti. L'allenatore toscano porta l'Udinese ad un dodicesimo posto al termine del campionato; in Coppa UEFA invece i friulani vengono eliminati al secondo turno dai greci del PAOK Salonicco.

La stagione 2001-2002 vede alternarsi in panchina Roy Hodgson e Giampiero Ventura (subentrato a metà stagione): l'Udinese centra la salvezza, con un quattordicesimo posto ottenuto in extremis.[19] L'anno seguente torna in panchina Spalletti, che nelle stagioni 2002-03 e 2003-04 conduce l'Udinese a due settimi posti consecutivi centrando due qualificazioni alla Coppa UEFA.[19] Nell'estate 2004 la società acquista dall'Empoli Antonio Di Natale, che alcuni anni dopo diventerà capitano e simbolo della squadra.

Il Campionato 2004-2005 vede l'Udinese conquistare uno storico quarto posto, davanti alla Sampdoria, centrando la prima qualificazione alla Champions League.[19] Al termine di questa stagione, Spalletti rescinde il contratto che lo legava al club friulano: sarà sostituito da Serse Cosmi.[19] La stagione 2005-2006 è molto sofferta per l'Udinese: Cosmi verrà esonerato e gli subentrerà Loris Dominissini, a sua volta esonerato e rimpiazzato da Giovanni Galeone che porta la squadra a terminare il campionato con un undicesimo posto a pari punti con l'Ascoli. La prima partecipazione alla Champions League termina nella fase a gironi: l'Udinese perde 2-0 contro il Barcellona e viene eliminata, quando sarebbe stato sufficiente un punto per accedere agli ottavi di finale.

Il campionato 2006-2007, sotto la guida di Alberto Malesani, termina con un decimo posto: l'Udinese è però l'unica squadra a non perdere contro i campioni d'Italia dell'Inter, pareggiando entrambe le gare (0-0 in casa, 1-1 in trasferta) ed interrompendo la striscia nerazzurra di 17 vittorie consecutive. Nell'estate 2007 il nuovo tecnico diventa Pasquale Marino, mentre sul mercato la società si assicura le prestazioni degli attaccanti Fabio Quagliarella e Antonio Floro Flores.[19] Terminando il Campionato 2007-2008 con un settimo posto, l'Udinese accede ancora una volta alla Coppa UEFA.

La stagione 2008-2009 è ricordata per il cammino in Coppa UEFA, che termina ai quarti di finale contro i tedeschi del Werder Brema: in tale annata, l'Udinese è la squadra italiana che ha raggiunto il miglior risultato nelle coppe europee. Il campionato si chiuderà invece con un altro settimo posto, ma stavolta la squadra non accede alla Coppa UEFA (al suo posto si qualifica la Lazio, vincitrice della Coppa Italia): l'Udinese stabilisce comunque un record personale, vincendo 6 partite consecutive.[20] La fine della stagione coincide con le partenze del direttore generale Leonardi e di Quagliarella, che si accasano rispettivamente al Parma e al Napoli.

Antonio Di Natale, trascinatore dell'Udinese all'inizio del terzo millennio, e miglior marcatore del club bianconero in Serie A.

Il Campionato 2009-2010 non inizia bene per l'Udinese, così il 22 dicembre Marino viene esonerato per essere sostituito da Gianni De Biasi. La permanenza di De Biasi dura appena due mesi, infatti il 21 febbraio 2010 viene richiamato Marino: l'Udinese centra la salvezza con due giornate di anticipo, pareggiando 2-2 contro il Cagliari. L'annata è invece memorabile per Di Natale, che si laurea capocannoniere con 29 reti: per la terza volta un calciatore dell'Udinese è capocannoniere della Serie A (in precedenza ci erano riusciti Oliver Bierhoff nel 1998 e Marcio Amoroso nel 1999).

Anni duemiladieci[modifica | modifica sorgente]

Per la stagione 2010-2011 l'Udinese ingaggia come allenatore Francesco Guidolin,[21] mentre Fabrizio Larini va a ricoprire la carica di Direttore Sportivo.[22]

Da gennaio 2011 l'Udinese lancia sul digitale terrestre del Friuli-Venezia Giulia il proprio canale tematico Udinese Channel, il primo del genere in Italia totalmente gratuito e visibile in chiaro.

Dopo un inizio di campionato disastroso (4 sconfitte nelle prime 4 giornate), i friulani risalgono la classifica e raggiungono il quarto posto, valevole per i play-off di Champions League. Il 27 febbraio 2011 l'Udinese vince 7-0 in casa del Palermo (mai l'Udinese aveva realizzato 7 gol in una trasferta di Serie A, e ad oggi le più larghe vittorie esterne erano frutto di due 5-0 inflitti al Genoa nel torneo 1983-1984 ed al Perugia nel 1999-2000).[23] Il 22 maggio con il pareggio contro il Milan i friulani stabiliscono a 66 punti il nuovo record in Serie A dopo il precedente record di 64 punti stabilito da Alberto Zaccheroni nel 1997-1998 (record ottenuto però in un campionato di sole 34 giornate anziché 38) e, arrivando al quarto posto, raggiungono i preliminari di Champions League (da disputarsi contro gli inglesi dell'Arsenal.[24]) Inoltre Antonio Di Natale si riconferma capocannoniere con 28 marcature ed il record di rigori parati in serie A spetta a Samir Handanović (6 rigori parati).

La stagione 2011-2012 inizia con la sfida dei play-off di Champions League contro Arsenal, che in doppia sfida elimina i bianconeri. L'Udinese ottiene però il diritto di partecipare all'Europa League, dove viene sorteggiata nel girone con gli spagnoli dell'Atlético Madrid, i francesi del Rennes e gli scozzesi del Celtic, superando il turno. Dopo aver eliminato i greci del PAOK i friulani sono estromessi dagli olandesi dell'AZ Alkmaar agli ottavi di finale. In campionato il rendimento segue fasi alterne: il girone di andata si chiude con ben 38 punti, a soli tre punti dalla Juventus capolista, mentre nel girone di ritorno, complici la preparazione anticipata e la stanchezza per gli impegni di coppa, l'Udinese stenta perdendo il vantaggio accumulato. A fine campionato comunque, grazie a una serie di quattro vittorie consecutive, l'Udinese riconquista con 64 punti la terza posizione, qualificandosi per la seconda volta consecutiva ai play-off di Champions League. Nel corso della stagione, il 29 novembre 2011 la società e l'intera squadra ricevono dal CONI il Collare d'Oro al Merito Sportivo, massima onorificenza dello sport italiano, concessa a club di calcio con più di 100 anni di storia.[25]

La stagione successiva vede ancora i friulani uscire ai play-off di Champions League, stavolta contro i portoghesi del Braga. Dopo l'1-1 in Portogallo, in Friuli, dopo l'1-1 dei tempi regolamentari, i bianconeri perdono ai rigori con errore decisivo del neo acquisto Maicosuel (cucchiaio bloccato dal portiere). In Europa League i friulani sorteggiati in un duro girone comprendente gli inglesi del Liverpool, gli svizzeri dello Young Boys e i russi dell'Anzhi, conquistano una storica vittoria (3-2) ad Anfield contro il Liverpool, ma chiudono il girone all'ultimo posto uscendo così dalla competizione. Il campionato non inizia bene, e i friulani navigano a metà classifica. Ma una serie di 8 vittorie consecutive nelle ultime 8 giornate proietta l'Udinese al 5º posto finale e alla qualificazione in Europa League.

Nella stagione successiva i friulani escono ai play-off di Europa League contro i cechi dello Slovan Liberec, perdendo 3-1 in casa e pareggiando 1-1 in Repubblica Ceca. Nel prosieguo dell'annata i bianconeri raggiungono, come quattro anni prima, le semifinali di Coppa Italia, perdendo stavolta contro la Fiorentina. Il campionato non porta grandi soddisfazioni all'Udinese, che staziona a metà classifica per gran parte della stagione.

Cronistoria[modifica | modifica sorgente]

Cronistoria dell'Udinese Calcio
  • 1896 - 30 novembre, data di nascita plausibile della Società Udinese di Ginnastica e Scherma.

  • 1911 - 5 luglio, si costituisce all'interno della S.U.G.S. l'Associazione Calcio Udine.[26]
  • 1912 - si iscrive al campionato veneto di Promozione.
  • 1912-13 - 2ª nel campionato di Promozione Veneto-Emiliano. Green Arrow Up.svg Promossa in Prima Categoria.
  • 1913-14 - 9ª nel girone eliminatorio Veneto-Emiliano.
  • 1914-15 - 5ª nel girone eliminatorio Veneto-Emiliano.
  • 1916–1919 - Sospensione attività sportive per cause belliche.
  • 1919 - Riprende l'attività con la nuova denominazione Associazione Sportiva Udinese (ASU)[27].
  • 1919-20 - 5ª nel girone eliminatorio Veneto.

  • 1920-21 - 4ª nel girone eliminatorio Veneto A.
  • 1921-22 - 2ª nel girone eliminatorio Veneto FIGC.
Finalista di Coppa Italia.
  • 1922-23 - 12ª nel girone B di Prima Divisione. Red Arrow Down.svg Retrocessa in Seconda Divisione.
  • 1923-24 - 4ª nel girone E della Seconda Divisione Nord.
  • 1924-25 - 1ª nel girone D della Seconda Divisione Nord, ammessa alla finale. 1ª assoluta è Campione della Seconda Divisione Nord. Green Arrow Up.svg Promossa in Prima Divisione.
  • 1925 - Cambia denominazione in Associazione Calcio Udinese (ACU).
  • 1925-26 - 10ª nel girone A della Prima Divisione. Retrocessa in Seconda Divisione, è ammessa alla nuova Prima Divisione per riforma dei campionati.
  • 1926-27 - 10ª nel girone B della Prima Divisione Nord. Ripescata.
  • 1927-28 - 6ª nel girone A della Prima Divisione Nord.
  • 1928-29 - 3ª nel girone C della Prima Divisione Nord declassata per riforma dei tornei.
  • 1929-30 - 1ª assoluta nella Prima Divisione Nord. Green Arrow Up.svg Promossa in Serie B.

  • 1930-31 - 15ª in Serie B.
  • 1931-32 - 16ª in Serie B. Red Arrow Down.svg Retrocessa in Prima Divisione.
  • 1932-33 - 5ª nel girone C della Prima Divisione.
  • 1933-34 - 2ª nel girone di finale B della Prima Divisione, dopo la sconfitta nello spareggio con il Pisa.
  • 1934-35 - 3ª nel girone di finale B della Prima Divisione.
  • 1935-36 - 3ª nel girone A della Serie C.
Secondo turno di Coppa Italia.
  • 1936-37 - 10ª nel girone A della Serie C.
Primo turno di Coppa Italia.
  • 1937-38 - 6ª nel girone A della Serie C.
Primo turno di Coppa Italia.
  • 1938-39 - 2ª nel girone A delle finali di Serie C. Green Arrow Up.svg Promossa in Serie B.
Turno di qualificazione di Coppa Italia.
Turno di qualificazione di Coppa Italia.

Ottavi di finale di Coppa Italia.
Turno di qualificazione di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa Italia.
  • 1943–1945 - Sospensione attività sportive per cause belliche.
  • 1945-46 - 10ª nel girone C di Serie B-C Alta Italia.
  • 1946-47 - 11ª nel girone B della Serie B.
  • 1947-48 - 11ª nel girone B della Serie B. Red Arrow Down.svg Retrocessa in Serie C.
  • 1948-49 - 1ª nel girone B della Serie C. Green Arrow Up.svg Promossa in Serie B.
  • 1949-50 - 2ª in Serie B. Green Arrow Up.svg Promossa in Serie A.

Gironi eliminatori di Coppa Italia.
Terzo turno di Coppa Italia.
Secondo turno di Coppa Italia.

Secondo turno di Coppa Italia.
  • 1961-62 - 18ª in Serie A. Red Arrow Down.svg Retrocessa in Serie B.
Secondo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
  • 1963-64 - 19ª in Serie B. Red Arrow Down.svg Retrocessa in Serie C.
Primo turno di Coppa Italia.
  • 1964-65 - 11ª nel girone A della Serie C.
  • 1965-66 - 2ª nel girone A della Serie C.
  • 1966-67 - 4ª nel girone A della Serie C.
  • 1967-68 - 4ª nel girone A della Serie C.
  • 1968-69 - 6ª nel girone A della Serie C.
  • 1969-70 - 8ª nel girone A della Serie C.

  • 1970-71 - 10ª nel girone A della Serie C.
  • 1971-72 - 3ª nel girone A della Serie C.
  • 1972-73 - 2ª nel girone A della Serie C.
  • 1973-74 - 2ª nel girone A della Serie C.
  • 1974-75 - 3ª nel girone A della Serie C.
  • 1975-76 - 7ª nel girone A della Serie C.
  • 1976-77 - 2ª nel girone A della Serie C.
  • 1977-78 - 1ª nel girone A della Serie C. Green Arrow Up.svg Promossa in Serie B.
Vince la Coppa Semiprofessionisti (1º titolo) battendo la Reggina.
Vince la Coppa Anglo-Italiana (1º titolo).
  • 1978 - Cambia denominazione in Udinese Calcio S.p.a.[28][29].
  • 1978-79 - 1ª in Serie B. Green Arrow Up.svg Promossa in Serie A.
Primo turno di Coppa Italia.
Coppaeuropa.jpgVince la Mitropa Cup (1º titolo).
Primo turno di Coppa Italia.

Primo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
  • 1986-87 - 16ª in Serie A. Red Arrow Down.svg Retrocessa in Serie B.
Primo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
  • 1988-89 - 3ª in Serie B. Green Arrow Up.svg Promossa in Serie A.
Secondo turno di Coppa Italia.
  • 1989-90 - 15ª in Serie A. Red Arrow Down.svg Retrocessa in Serie B.
Primo turno di Coppa Italia.

Secondo turno di Coppa Italia.
  • 1991-92 - 4ª in Serie B. Green Arrow Up.svg Promossa in Serie A.
Secondo turno di Coppa Italia.
Secondo turno di Coppa Italia.
  • 1993-94 - 16ª in Serie A. Red Arrow Down.svg Retrocessa in Serie B.
Terzo turno di Coppa Italia.
  • 1994-95 - 2ª in Serie B. Green Arrow Up.svg Promossa in Serie A.
Secondo turno di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Secondo turno di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa UEFA.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Trentaduesimi di finale di Coppa UEFA.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa UEFA.

Semifinalista di Coppa Italia.
Coppa Intertoto.svg Vince l'Intertoto (1º titolo).
Secondo turno di Coppa UEFA.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Secondo turno di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa UEFA.
Semifinalista di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa UEFA.
Semifinalista di Coppa Italia.
Fase a gironi di Champions League.
Ottavi di finale di Coppa UEFA.
Terzo turno di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa UEFA.
Semifinale di Coppa Italia.

Ottavi di finale di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Play-off di Champions League.
Ottavi di finale di Europa League.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Play-off di Champions League.
Fase a gironi di Europa League.
Play-off di Europa League.
Semifinale di Coppa Italia

Colori e simboli[modifica | modifica sorgente]

Simboli ufficiali[modifica | modifica sorgente]

Stemma[modifica | modifica sorgente]

Stemmi dell'Udinese
Stemma utilizzato alla fine degli anni settanta
Stemma utilizzato dagli anni ottanta fino all'inizio dei novanta
Stemma utilizzato dal 1995 al 2010
Stemma in uso dal 2010

L'Udinese nella sua storia ha avuto numerosi stemmi, sempre però richiamanti il colore e lo stemma della città Friulana.

Il primo stemma è dei primi anni settanta, raffigurante uno scudo con all'interno delle strisce verticali bianconere, e il trigramma "ACU" (Associazione Calcistica Udinese). Verso la fine del decennio, si è utilizzato uno stemma raffigurante una zebra inscritta da un cerchio verde.

Il secondo stemma comparve nei primi anni ottanta, con l'avvento del presidente Lamberto Mazza, dove all'interno dello scudo con la "V" rovesciata, come sullo stemma del comune di Udine, venne inserita la "Z" della Zanussi, società che possedeva tutte le azioni dell'Udinese Calcio, e al di sopra venne posta la scritta in minuscolo "udinese calcio".

Il terzo stemma è una variante del secondo, infatti uscita di scena la Zanussi, con l'acquisizione della società da parte di Giampaolo Pozzo scomparve la "Z" e restò solo lo scudo con lo stemma di Udine.

Il quarto stemma apparì sulle maglie dei bianconeri nella stagione 1995-96. Lo scudo venne circondato da un cerchio prima grigio e poi nero; ritorna di colore grigio nella stagione 2010-11, avvolto stavolta con due rami d'alloro.

Tutti gli stemmi hanno avuto al loro interno lo stemma della città di Udine.

Più volte è stato chiesto dalla tifoseria di far comparire anche l'aquila del Friuli sulle maglie bianconere, richiesta mai recepita dalla società anche a causa delle norme in vigore.[30] Nel 2008 venne fortemente contestata dai tifosi la scelta della società di far comparire sulle maglie lo stemma della regione Friuli-Venezia Giulia (in quanto percepita come la regione della rivale Trieste) e non lo stemma del Friuli.[31]

Inno[modifica | modifica sorgente]

L'inno ufficiale dell'Udinese Calcio si intitola Vinci per noi ed è interpretato da Nicole Pellicani, corista di Elisa; il brano viene proposto all'inizio di ogni partita giocata allo Stadio Friuli. In precedenza l'inno era Alè Udin, cantato dal popolare cantante friulano Dario Zampa: il ritornello è diventato il coro distintivo del tifo friulano.

Strutture[modifica | modifica sorgente]

Stadio[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stadio Moretti e Stadio Friuli.
Il vecchio Campo Polisportivo Moretti, utilizzato dalla squadra dal 1920 al 1976.

L'attuale campo di gioco dell'Udinese è lo Stadio Friuli di Udine, inaugurato nel 1976 in sostituzione del vecchio Stadio Moretti (che venne demolito, ed al cui posto sorge oggi un parco urbano). Il nome venne scelto per commemorare la regione, colpita nel maggio di quell'anno dal terremoto del Friuli.[32] Progettato dall'ingegnere udinese Giuliano Parmegiani, è considerato come uno dei più riusciti impianti dal punto di vista estetico. Lo stadio è situato a nord-ovest della città nel quartiere dei Rizzi, in una posizione abbastanza periferica. Particolare del Friuli, e simbolo di questo impianto, è il maestoso arco che con i suoi 33 metri di altezza alla sommità fa da tetto alla tribuna.

L'odierno Stadio Friuli, inaugurato nel 1976 e da allora casa dei bianconeri.

La prima partita di campionato nel nuovo stadio venne disputata il 26 settembre 1976 tra l'Udinese e il Seregno, incontro valevole per il campionato di Serie C 1976-1977. L'impianto era ancora formato solamente dalle tribune e dai distinti centrali. La sfida finì 1-0 per i padroni di casa, con Claudio Pellegrini che mise a segno la prima rete assoluta nello stadio.

Lo stadio è molto accessibile in quanto vicino alla tangenziale e all'autostrada A23; inoltre, essendo situato in periferia e non in centro città come nel caso di molti stadi in Italia, i lavori di adeguamento alle norme Pisanu-Amato sono stati molto più facili. Peraltro, è uno degli impianti più sicuri in Italia e in Europa, tanto che al Friuli si utilizzano le forze dell'ordine solo nelle partite di cartello che richiamano allo stadio numeroso pubblico. Il sistema di videosorveglianza, installato nel 2007, permette una copertura totale dell'impianto sportivo.

La volontà dell'azionista di riferimento dell'Udinese Giampaolo Pozzo è stata quella di operare una profonda ristrutturazione dell'impianto, eliminando la pista di atletica quasi mai utilizzata ed avvicinando gli spalti al campo, per offrire agli spettatori una visibilità migliore. Lo stadio verrà inoltre interamente coperto e dotato di spazi per la ristorazione e di aree ricreative. I lavori di ristrutturazione sono ufficialmente partiti il 5 giugno 2013 e procedono a lotti, demolendo e ricostruendo nell'ordine la curva Nord, la curva Sud e i distinti; il termine di questi è previsto per settembre 2014.

Centro di allenamento[modifica | modifica sorgente]

Il "Centro Sportivo Dino Bruseschi" è l'insieme di strutture e campi d'allenamento che vengono utilizzate dalla prima squadra dell'udinese e dalle giovanili. Intitolato ad uno dei più importanti presidenti della storia bianconera, sorge a pochi metri dallo Stadio Friuli.

Si estende per circa 64943 m² ed è composto da:

  • campo regolamentare (105 x 68 m) in erba naturale, con impianto d'illuminazione;
  • campo regolamentare (105 x 68 m) in erba naturale, privo d'illuminazione;
  • campo non regolamentare (100 x 55 m) in erba naturale;
  • campo regolamentare (105 x 68 m) in erba sintetica, con impianto d'illuminazione;
  • campo regolamentare (105 x 68 m) in erba sintetica, privo d'illuminazione;
  • gabbia in erba sintetica, con impianto d'illuminazione;
  • area dall'allenamento in erba sintetica (150 x 50 m);
  • tensostruttura coperta e riscaldata con area d'allenamento in erba sintetica (80 x 50 m) e con impianto d'illuminazione;
  • 4 spogliatoi a disposizione degli atleti. La prima squadra utilizza lo spogliatoio presente all'interno dello stadio Friuli;
  • spogliatoio per lo staff tecnico;
  • 2 magazzini per materiale tecnico.

Società[modifica | modifica sorgente]

La società friulana nel 2011 fa parte dei membri dell'European Club Association (ECA), organizzazione internazionale che ha preso il posto del soppresso G-14, e composta dai principali club calcistici riuniti in consorzio al fine di ottenere una tutela comune dei diritti sportivi, legali e televisivi di fronte alla FIFA.

Organigramma societario[modifica | modifica sorgente]

Dal sito web ufficiale della società.[33]

Logo Udinese.png
Staff dell'area amministrativa
Consiglio di amministrazione
  • Italia Franco Soldati - Presidente
  • Italia Stefano Campoccia - Vicepresidente
  • Italia Gino Pozzo - Consigliere
  • Italia Giuliana Linda Pozzo - Consigliere
  • Italia Franco Collavino - Consigliere e direttore generale

  • Italia Cristiano Giaretta - Direttore sportivo
  • Italia Angelo Trevisan - Responsabile settore giovanile
  • Italia Alberto Rigotto - Responsabile amministrazione, finanza, controllo
  • Italia Andrea Carnevale - Responsabile scouting
  • Italia Marco Colautti - Stadium Facilities Responsible
  • Italia Luigi Infurna - Team manager
  • Italia Daniela Baracetti - Segreteria
  • Italia Gabriele Bruni - Ufficio stampa e comunicazione
  • Italia Francesco Pezzella - Ufficio stampa e comunicazione

[modifica | modifica sorgente]

Logo Udinese.png
Cronologia degli sponsor tecnici
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Cronologia degli sponsor ufficiali


Impegno nel sociale[modifica | modifica sorgente]

Udinese per la vita[modifica | modifica sorgente]

L'Udinese è una delle prime squadre in Italia ad avere creato un'associazione onlus, infatti sono state devoluti numerosi macchinari ospedalieri e creato nuovi reparti negli ospedali della regione. L'associazione "Udinese per la Vita", nata 10 anni fa da un'iniziativa di Giuliana Pozzo, moglie del patron Giampaolo, ha devoluto circa 600 000 euro alla ricerca scientifica e alla sanità.

Progetto Borgonovo[modifica | modifica sorgente]

Nel 2009 sono state organizzate alcune iniziative volte a raccogliere fondi per la ricerca sulla SLA, Sclerosi Laterale Amiotrofica, che ha colpito anche l'ex-bianconero Stefano Borgonovo. La più importante, una Cena di Gala e Asta Benefica organizzata da "Udinese per la Vita", si è svolta il 16 marzo al "Là di Moret" di Viale Tricesimo. L'evento ha avuto risalto in tutta Italia, trasmesso in diretta su Rai Tre con la conduzione dagli studi di Roma di Marco Civoli e con Ivan Zazzaroni inviato sul campo. Alla serata, presentata da Piero Chiambretti e da Bruno Pizzul, hanno partecipato tra gli altri l'intera squadra bianconera, la sua dirigenza e la proprietà, ex compagni di squadra di Stefano Borgonovo quando vestiva la maglia bianconera e personaggi di spicco del mondo del calcio, nonché gli sponsor istituzionali dell'Udinese Calcio. Il programma della manifestazione è stato caratterizzato da un’asta in cui giocatori di oggi e di ieri hanno donato maglie, scarpe da gioco e oggetti personali per la raccolta di fondi da destinare al progetto. Inoltre si è svolta una lotteria con in palio ricchi premi offerti dalle ditte e aziende del Friuli che hanno voluto dare il loro contributo alla riuscita dell'iniziativa.

In totale sono stati raccolti oltre 80 000 euro, da utilizzare per l’acquisto di attrezzature tecnologicamente avanzate destinate al Dipartimento di Medicina Riabilitativa dell'istituto "Gervasutta" di Udine, con le quali è possibile migliorare la vita di coloro che sono stati colpiti dalla SLA.

Allenatori e presidenti[modifica | modifica sorgente]

Logo Udinese.png
Allenatori
Logo Udinese.png
Presidenti


Giocatori[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Categoria:Calciatori dell'Udinese Calcio.

Ugo Schiffo giocò per 13 anni nelle file dei friulani tra gli anni venti e la prima metà degli anni trenta.

Vincitori di titoli[modifica | modifica sorgente]

Campioni del mondo
Campioni d'Europa

Palmarès[modifica | modifica sorgente]

Competizioni internazionali[modifica | modifica sorgente]

1978
1979-1980
2000

Competizioni nazionali[modifica | modifica sorgente]

1924-1925
1955-1956; 1978-1979
1977-1978

Competizioni interregionali[modifica | modifica sorgente]

1929-1930 (girone C); 1948-1949 (girone B); 1977-1978 (girone A)

Competizioni giovanili[modifica | modifica sorgente]

1963-1964 (Serie B); 1980-1981
1992-1993

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Altri piazzamenti[modifica | modifica sorgente]

Secondo posto: 1954-1955
Terzo posto: 1997-1998; 2011-2012
Secondo posto: 1921-1922 (girone veneto)
Finale: 1922
Semifinale: 2000-2001; 2004-2005; 2005-2006; 2009-2010; 2013-2014
Secondo posto: 1912-1913 (girone veneto)
Secondo posto: 1933-1934 (girone finale B)
Terzo posto: 1928-1929 (girone C); 1934-1935 (girone finale B)
Secondo posto: 1949-1950; 1994-1995
Terzo posto: 1988-1989
Secondo posto: 1938-1939 (girone finale A); 1965-1966 (girone A); 1972-1973 (girone A); 1973-1974 (girone A); 1976-1977 (girone A)
Terzo posto: 1935-1936 (girone A); 1971-1972 (girone A); 1974-1975 (girone A)

Statistiche e record[modifica | modifica sorgente]

Partecipazione ai campionati[modifica | modifica sorgente]

Livello Categoria Partecipazioni Debutto Ultima stagione Totale
Prima Divisione 2 1922-1923 1925-1926 43
Serie A 41 1950-1951 2013-2014
Seconda Divisione 2 1923-1924 1924-1925 23
Prima Divisione 2 1926-1927 1927-1928
Serie B-C Alta Italia 1 1945-1946
Serie B 18 1930-1931 1994-1995
Prima Divisione 5 1928-1929 1934-1935 24
Serie C 19 1935-1936 1977-1978

Esordi agonistici[modifica | modifica sorgente]

Escluso il campionato interprovinciale FGNI vinto nel 1896 ma mai riconosciuto dalla FIGC, l'Udinese fa il suo esordio nell'organico federale durante il torneo di Promozione 1912-1913 organizzato dal Comitato Regionale Veneto, di cui fece parte fino al 1922 allorquando, in qualità di club di Prima Categoria, fu società fondatrice della Lega Nord, progenitrice della Lega Calcio.

Statistiche di squadra[modifica | modifica sorgente]

Dati aggiornati al 18 maggio 2014

  • Miglior piazzamento in serie A: 2° (1954-1955)
  • Peggior piazzamento in serie A: 18° (1961-1962)
  • Maggior numero di punti in serie A: 66 (2010-2011), (2012-2013)
  • Maggior numero di vittorie in serie A: 20 (2010-2011)
  • Maggior numero di pareggi in serie A: 20 (1982-1983)
  • Minor numero di pareggi in serie A: 5 (1984-1985), (2000-2001)
  • Minor numero di sconfitte in serie A: 4 (1982-1983)
  • Maggior numero di vittorie consecutive in serie A: 8 (2012-2013)
  • Maggior numero di vittorie casalinghe consecutive in serie A: 7 (1954-1955), (2011-2012)
  • Miglior sequenza di partite utili in serie A: 23 (1954-1955)
  • Massimo delle reti segnate in serie A: 65 (2010-2011)
  • Minimo delle reti subite in serie A: 29 (1982-1983)
  • Vittoria più larga: Udinese-M.A.T.E.R. Roma 9-0 (1942-1943)
  • Vittoria più larga in serie A: Udinese-Napoli 7-0 (1957-1958); Palermo-Udinese 0-7 (2010-2011)
  • Sconfitta più pesante: Udinese-Bari 0-7 (1930-1931); Atalanta-Udinese 7-0 (1931-1932); Milan-Udinese 7-0 (1958-1959); Fiorentina-Udinese 7-0 (1958-1959)
  • Nel 1922 raggiunge la finale della Coppa Italia venendo sconfitta dal Vado per 1-0 dopo i tempi supplementari
  • Giocatore più prolifico in una sola stagione: Antonio Di Natale 29 (2009-2010)
  • Miglior rigorista in serie A: Antonio Di Natale 17
  • Giocatori utilizzati in 41 tornei in serie A: 421
  • Maggior numero di stagioni consecutive in serie A: 19 (dal 1995 ad oggi)
  • Stagione 2005-2006 prima partecipazione alla UEFA Champions League
  • Stagione 2008-2009 per la prima volta ai quarti di finale di Coppa UEFA
  • È la squadra con più campionati di serie A (41) all'attivo fra quelle che non si sono aggiudicate né lo scudetto né la Coppa Italia
  • Vittorie in serie A: 466 (stabilito in Udinese-Livorno 5-3 del 4 maggio 2014)
  • Pareggi in serie A: 421 (stabilito in Udinese-Sampdoria 3-3 del 17 maggio 2014)
  • Sconfitte in serie A: 522 (stabilito in Torino-Udinese 2-0 del 27 aprile 2014)
  • Reti segnate in serie A: 1804 (ultima: Antonio Di Natale in Udinese-Sampdoria 3-3 del 17 maggio 2014)
  • Reti subite in serie A: 1970 (ultima: Roberto Soriano in Udinese-Sampdoria 3-3 del 17 maggio 2014)

Statistiche individuali[modifica | modifica sorgente]

Logo Udinese.png
Record di presenze in campionato
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Record di reti in campionato


  • In grassetto i calciatori che attualmente militano nell'Udinese Calcio.

Tifoseria[modifica | modifica sorgente]

I tifosi dell'Udinese gremiscono gli spalti del Friuli durante la sfida col Barcellona nella UEFA Champions League 2005-2006

Gemellaggi e rivalità[modifica | modifica sorgente]

L'Udinese è gemellata con il Vicenza, rapporto che dura da molti anni e sentito dalla maggior parte della tifoseria, e con le compagini toscane del Siena[37] e dell'Arezzo.[senza fonte] Fuori dai confini nazionali, vi sono inoltre amicizie con gli austriaci dell'Austria Salzburg[senza fonte] e coi tedeschi del Werder,[38] legami nati durante gli incontri in campo europeo.

Le rivalità storiche sono invece con la Triestina – dovuta alla vicinanza delle città di Udine e Trieste, una capitale storica del Friuli, l'altra capoluogo della regione Friuli-Venezia Giulia – e con l'Hellas Verona – risalente agli anni ottanta, ai tempi di Zico e dello scudetto degli scaligeri, poi cementata dall'opposto gemellaggio Hellas-Triestina. Le altre principali rivalità sono con la Juventus (nonostante per lungo tempo le due società abbiano tenuto buoni rapporti commerciali, con vari acquisti di giocatori), con il Napoli (sfociata negli ultimi anni in gravi incidenti), con il Bologna (una ex amicizia tra tifoserie, tramutata in rivalità dopo la rottura del precedente gemellaggio) e con il Venezia (dualismo nato, similmente a quello con la Triestina, dalla vicinanza tra le due città).[37] Esistono inoltre rivalità meno sentite con Cremonese, Fiorentina e Lazio.[senza fonte]

Organico[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Udinese Calcio 2013-2014.

Rosa[modifica | modifica sorgente]

Rosa, numerazione e ruoli, tratti dal sito ufficiale, sono aggiornati al 18 luglio 2014.

N. Ruolo Giocatore
1 Serbia P Željko Brkić
3 Brasile C Allan
4 Brasile D Naldo
5 Brasile D Danilo
6 Croazia D Igor Bubnjić
7 Ghana C Emmanuel Agyemang-Badu
9 Colombia A Luis Muriel
10 Italia A Antonio Di Natale
11 Italia D Maurizio Domizzi
14 Croazia C Frano Mlinar
17 Uruguay A Nico López
18 Brasile C Jadson
19 Brasile D Douglas dos Santos
22 Italia P Simone Scuffet
27 Svizzera D Silvan Widmer
30 Croazia P Ivan Kelava
32 Portogallo C Bruno Fernandes
34 Brasile D Gabriel Silva
N. Ruolo Giocatore 600px Colori di Udine.png
66 Italia C Giampiero Pinzi
75 Francia D Thomas Heurtaux
94 Polonia C Piotr Zieliński
99 Italia P Francesco Benussi
Grecia P Orestis Karnezis
Italia D Andrea Coda
Polonia D Paweł Bochniewicz
Colombia D Pablo Armero
Italia D Giovanni Pasquale
Brasile D Edenílson
Italia D Nicola Belmonte
Brasile C Guilherme
Italia C Davide Faraoni
Spagna C Albert Riera
Ghana C Masahudu Alhassan
Colombia C Alexis Zapata
Marocco C Nabil Jaadi
Francia A Cyril Théréau

Staff tecnico[modifica | modifica sorgente]

Dal sito web ufficiale della società.[39]

Logo Udinese.png
Staff dell'area tecnica
Staff tecnico

Staff sanitario
  • Italia Claudio Rigo - Responsabile sanitario
  • Italia Fabio Tenore - Medico sociale
  • Italia Marco Patat - Fisioterapista
  • Italia Giovanni Piani - Fisioterapista
  • Italia Michele Turloni - Fisioterapista
  • Italia Alessio Lovisetto - Fisioterapista
  • Italia Mauro Favret - Fisioterapista
  • non conosciuta Carlos Pedrosa Moreno - Fisioterapista
  • Italia Mauro Gatti - Psicologo

Udinese Channel[modifica | modifica sorgente]

Dal 2011 la società dispone di un canale televisivo ufficiale, Udinese Channel, visibile gratuitamente sul digitale terrestre in Veneto e Friuli Venezia Giulia, ma in grado di trasmettere anche via satellite grazie ai dispositivi presenti su una speciale vettura FlyCar, e visibile inoltre in streaming nel web. Gli studi dell'emittente si trovano a Udine, in via di trasferimento presso lo stadio Friuli.[42] La programmazione è incentrata sulle attività della squadra e dei club di tifosi e include, oltre agli approfondimenti di attualità, anche interviste ai giocatori del passato. È previsto anche l'ampliamento della programmazione agli altri sport cittadini e alla politica ed economia locale.[42]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Lo stadio, udinese.it.
  2. ^ a b c d e f g h i j k l m La nascita dell'Acciù in udinese.it, udinese.it. URL consultato il 22 maggio 2013.
  3. ^ Quest'ultimo piazzamento culminò con una retrocessione d'ufficio in Serie B per un illecito sportivo commesso due anni prima; nonostante il declassamento, il risultato conseguito dai friulani nel campionato 1954-1955 non venne revocato, cfr. Confessione di Settembrino (e relative fonti).
  4. ^ Tanti auguri Udinese!
  5. ^ Marco Impiglia, Pionieri del calcio romano. Edizioni La Campanella
  6. ^ Marco Impiglia, Il calcio dei ginnasti e i primi regolamenti (PDF), magliarossonera.it. URL consultato il 3 maggio 2013.
  7. ^ Carlo Fontanelli, Il ritorno del Genoa. I campionati italiani della stagione 1901-1902. Empoli, GEO Edizioni
  8. ^ Declassata a terzo livello con la creazione della Divisione Nazionale.
  9. ^ Gli anni '30 e '40, udinese.it. URL consultato il 10 giugno 2009. [collegamento interrotto]
  10. ^ a b Da Bertoli a Bruseschi, udinese.it. URL consultato il 10 giugno 2009. [collegamento interrotto]
  11. ^ Dal libro Mulinaris storie di pastai udinesi di Michele Tomaselli Goliardica 2012
  12. ^ a b c d Dal '55 a Brunello, udinese.it. URL consultato il 10 giugno 2009. [collegamento interrotto]
  13. ^ a b c d e Da Sanson agli anni '80. URL consultato il 10 giugno 2009. [collegamento interrotto]
  14. ^ Antonello Capone; Paolo Piani, Sponsor in Marco Sappino (a cura di), Dizionario del calcio italiano, 1ª edizione, Milano, Baldini & Castoldi, 2000, p. 1732.
  15. ^ Massimiliano Castellani, Soldi in campo - Sponsor e sport più forti della crisi in avvenire.it (sponsornet.it), 27 luglio 2009.
  16. ^ Infatti il 9 giugno 1983 la FIGC, presieduta dall'avvocato Sordillo, impone il blocco immediato dei trasferimenti per i giocatori stranieri; chi dice per motivi economici (il costo del giocatore vicino ai 6 miliardi di lire, che potrebbe mandare in rovina il club friulano), chi addirittura per motivi politici rischiando che la figura del presidente dell'Udinese, Lamberto Mazza, patron della Zanussi, diventi eccessivamente ingombrante. I cittadini del capoluogo friulano manifestano in piazza XX settembre la loro rabbia verso la FIGC al coro di "O Zico o Austria!"; sulla questione si pronuncia a favore anche il Presidente della Repubblica Italiana Sandro Pertini che afferma che gli piacerebbe veder giocare Zico in Italia. Il Coni decide quindi di nominare tre giuristi di fama che in pochi giorni concedono il nulla osta per portare il giocatore brasiliano in Italia.
  17. ^ a b c d e Arriva sua maestà Zico, udinese.it. URL consultato il 20 agosto 2012. [collegamento interrotto]
  18. ^ a b c d e f L'avventura di Giampaolo Pozzo, udinese.it. URL consultato il 10 giugno 2009. [collegamento interrotto]
  19. ^ a b c d e f Il modello ispiratore, udinese.it. URL consultato il 1º febbraio 2010. [collegamento interrotto]
  20. ^ Le partite, in ordine, sono: Reggina-Udinese 0-2 (12 aprile 2009), Udinese-Fiorentina 3-1 (19 aprile), Udinese-Atalanta 3-0 (26 aprile), ChievoVerona-Udinese 1-2 (3 maggio), Lazio-Udinese 1-3 (10 maggio), Udinese-Milan 2-1 (16 maggio)
  21. ^ Udinese calcio - Udinese.it , sito ufficiale dell'udinese calcio Serie A 2009/2010 [collegamento interrotto]
  22. ^ Udinese calcio - Udinese.it , sito ufficiale dell'udinese calcio Serie A 2009/2010 [collegamento interrotto]
  23. ^ FootStats
  24. ^ C'è l'Arsenal per l'Udinese, it.uefa.com, 5 agosto 2011.
  25. ^ Il CONI premia l'Udinese con il Collare d'Oro al Merito Sportivo in legaseriea.it, 30 novembre 2011. URL consultato il 15 dicembre 2011.
  26. ^ Su "Il Calcio" Bollettino ufficiale della F.I.G.C. n. 1 del 15-10-1914 (elenco società affiliate - Veneto) a pag. 7 è ancora trascritta con denominazione "A.C. Udine" (conservato dall Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze nel repertorio digitalizzato.
  27. ^ Dall'Annuario Italiano del Football 1919-1920 pag. 70.
  28. ^ Almanacco illustrato del calcio, Modena, Edizioni Panini, 1978 pag. 296 (A.C. Udinese S.p.a.).
  29. ^ Almanacco illustrato del calcio, Modena, Edizioni Panini, 1979 pag. 252 (Udinese Calcio S.p.a.).
  30. ^ Aquila friulana per l’Udinese: no della Uefa
  31. ^ articolo di Lenghe.net
  32. ^ Honsell: «Stadio dedicato a Bearzot? Decidano i friulani con un sondaggio» in messaggeroveneto.gelocal.it, 23 dicembre 2010. URL consultato il 27 dicembre 2011.
  33. ^ Organigramma societario, udinese.it.
  34. ^ Ne dà notizia dell'assunzione l'edizione del 1 dicembre 1932 de Il Littoriale.
  35. ^ Chi arriva e chi parte Emeroteca.coni.it
  36. ^ Il CONI premia l’Udinese con il Collare d’Oro al Merito Sportivo, udinese.it. [collegamento interrotto]
  37. ^ a b Pozzoni, op. cit., p. 131
  38. ^ Pierluigi Todisco, Brema, abbraccio tra tifosi in gazzetta.it, 9 aprile 2008.
  39. ^ Staff tecnico e sanitario, udinese.it.
  40. ^ Guidolin nuovo Supervisore Tecnico in udinese.it, 20 maggio 2014.
  41. ^ Comunicato: è Andrea Stramaccioni il nuovo allenatore in udinese.it, 4 giugno 2014.
  42. ^ a b Non soltanto calcio, Udinese Channel amplia i programmi in Il Messaggero Veneto, 23 ottobre 2012. URL consultato il 30 luglio 2013.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Roberto Meroi, Storia dell'Udinese Calcio, Campanotto Editore, 1989.
  • Roberto Meroi, 1896/1996 Udinese Calcio, Edizioni Biblioteca dell'Immagine, 1996.
  • Stefano Pozzoni, Dove sono gli ultrà?, Zelig, 2005.
  • Roberto Meroi, Storie dal balon e de Udinese, Liciniana, 2006.
  • Roberto Meroi, L'Udinese è tutta un quiz, Andrea Moro Editore, 2010.

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