Udinese Calcio
| Udinese Calcio Calcio |
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|---|---|---|---|---|
| Zebrette, Bianconeri, Friulani, l'Udin | ||||
| Segni distintivi | ||||
| Uniformi di gara
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| Colori sociali | ||||
| Simboli | stemma della città di Udine attorniato da alloro dorato, dal nome della società e dall'anno di fondazione | |||
| Inno | Vinci Per Noi |
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| Dati societari | ||||
| Città | Udine | |||
| Paese | ||||
| Confederazione | UEFA | |||
| Federazione | ||||
| Campionato | Serie A | |||
| Fondazione | 1896 | |||
| Proprietario | ||||
| Presidente | ||||
| Allenatore | ||||
| Stadio | Friuli (41 652 momentaneamente ridotti a 29 884 posti) |
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| Sito web | www.udinese.it | |||
| Palmarès | ||||
| Titoli nazionali | 1 Campionato di Seconda Divisione 2 Campionati di Serie B 3 Campionati di Serie C |
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| Trofei nazionali | 1 Coppe Italia Serie C/Lega Pro |
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| Trofei internazionali | 1 Coppe Intertoto 1 Mitropa Cup 1 Coppa Anglo-Italiana |
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| Si invita a seguire il modello di voce | ||||
L'Udinese Calcio (l'Udin in friulano), nota come Udinese, è la principale società calcistica di Udine e del Friuli. È uno dei club più antichi d'Italia, essendo nato il 6 settembre del 1896; l'associazione calcistica venne costituita ufficialmente nel 1911[senza fonte].
I colori sociali sono il bianco e il nero, ossia quelli dello stemma della città di Udine (che appare anche nello stemma della società e che, peraltro, riprende lo stemma della nobile Famiglia Savorgnan); da questi due colori derivano i principali soprannomi affibbiati alla squadra, bianconeri e zebrette.
I migliori risultati della sua storia per quanto riguarda le competizioni nazionali sono i secondi posti nella Coppa Italia del 1922 e nella Serie A del 1954-55.[1] Degni di nota anche i terzi posti nei campionati di massima serie 1997-98 e 2011-12. Per quel che riguarda le competizioni europee, numerose sono le partecipazioni alla Coppa UEFA/Europa League (nella quale non è mai andata oltre i quarti di finale[2]), più una partecipazione alla UEFA Champions League nel 2005-06, la vittoria di una Coppa Intertoto nel 2000 e il raggiungimento dei play-off di Champions League nelle stagioni 2010-11 e 2011-12.
Indice |
Storia [modifica]
Dalla fondazione fino agli anni cinquanta [modifica]
Fondata nel 1896, la Società Udinese di Ginnastica e Scherma vince, proprio in quell'anno, il campionato interprovinciale FGNI a Treviso. Questo titolo non viene riconosciuto dalla FIF (l'odierna FIGC, nata due anni dopo), ma solo dalla Federazione Italiana Scherma che lo organizzò.[3] Il torneo, inoltre, non venne disputato applicando le regole del gioco del calcio dell'IFAB, ma seguiva invece quelle della variante italiana del calcio ginnastico (che, tuttavia, era di poco dissimile al football giocato a quel tempo nel Regno Unito). In retrospettiva, pertanto, l'Udinese può dirsi comunque vincitrice della prima importante manifestazione calcistica italiana.
Il 5 luglio 1911 alcuni ginnasti, soci dell'Udinese, con a capo Luigi Dal Dan, costituiscono all'interno della polisportiva l'Associazione Calcio Udine che viene iscritta alla FIGC.[3] Il debutto della nuova squadra avviene in un'amichevole contro la Juventus Palmanova vinta dagli udinesi per 6-0.[3] La prima partecipazione in un campionato ufficiale FIGC risale però solamente al Campionato Promozione 1912-1913; in quell'anno l'Udinese si iscrive al Campionato Veneto di Promozione a tre squadre insieme al Padova e al Petrarca Padova; i friulani chiudono il torneo al secondo posto dietro al Petrarca e vengono promossi in Prima Categoria.[3] In Prima Categoria l'Udinese non riesce mai a raggiungere la fase nazionale venendo sempre eliminata nell'Eliminatoria Veneta.
Il primo risultato importante dalla sua fondazione è, nel 1922, il raggiungimento della finale di Coppa Italia: i bianconeri vengono sconfitti 1-0 dal Vado. Quest'ottimo piazzamento è dovuto anche al fatto che le maggiori compagini dell'epoca erano iscritte al concorrente campionato C.C.I..[3]
Nel campionato 1922-23 la squadra arriva ultima nel suo girone e retrocede in Seconda Divisione; la società rischia di fallire per debiti nell'estate 1923. Il 24 agosto l'"AS Udinese" si separa dalla "AC Udinese", ovvero l'attuale Udinese Calcio, e quest'ultima viene costretta ad istituire un bilancio e un direttivo autonomi. Tutti i debiti vengono pagati dal presidente Alessandro Del Torso grazie alla vendita di alcuni suoi quadri e l'Udinese può così iscriversi al campionato di Seconda Divisione dove arriva quarta nel girone eliminatorio.[3]
Nella stagione 1924-25 l'Udinese vince il Girone F di Seconda Divisione e arriva prima al Girone Finale venendo promossa insieme al Parma in Prima Divisione.[3] La permenenza nella massima serie dura poco: l'Udinese conclude il torneo in ultima posizione. Avrebbe potuto comunque salvarsi; infatti vi è in quell'anno una riforma dei campionati, la cosiddetta Carta di Viareggio, e dei conseguenti spareggi per determinare chi sarebbe stato ammesso al nuovo campionato di Divisione Nazionale; la squadra friulana però non si presenta allo spareggio contro il Legnano perdendo la partita a tavolino e dando l'addio alla massima serie.[3]
Nel campionato cadetto l'Udinese conclude all'ultimo posto in classifica ed evita la retrocessione in Seconda Divisione[4] solo grazie all'allargamento dei quadri. Resta in Prima Divisione fino al termine della stagione 1928-29 quando, in seguito alla creazione della Serie A e della Serie B, la Prima Divisione viene declassata a terzo livello.[3] La stagione 1929-1930 è comunque trionfale e, vincendo il proprio girone, l'Udinese riesce a qualificarsi in Serie B.[3]
La permanenza in B dura solo due anni. Al termine della stagione 1931-32 la squadra friulana ritorna subito in Prima Divisione, poi ridenominata Serie C nel 1935. Nella stagione 1938-1939 arrivando seconda nel Girone Finale Nord di Serie C, viene promossa in Serie B.[5]
Finita la seconda guerra mondiale, l'Udinese resta in Serie B fino alla stagione 1947-48, quando retrocesse in Serie C a causa di una riforma dei campionati.[6] A questa retrocessione seguono tuttavia due promozioni consecutive e i friulani ottengono una storica promozione in Serie A dopo la vittoria del campionato di Serie C e il secondo posto nel campionato di Serie B 1949-1950;[6] la società era presieduta da Giuseppe Bertoli e Raimondo Mulinaris,[7] entrambi industriali friulani, mentre sulla panchina sedeva Aldo Olivieri, campione del mondo nel 1938.
L'Udinese resta in Serie A per cinque anni sfiorando anche lo scudetto nella stagione 1954-1955, arrivando seconda dietro al Milan;[8] è proprio al termine di quella stagione però che l'Udinese viene retrocessa in Serie B per illecito sportivo (confessione di Settembrino) commesso il 31 maggio 1953, ultima giornata di campionato, e smascherato due anni dopo[8]. I friulani ritornano comunque in Serie A dopo una sola stagione in Serie B.[8]
Gli anni sessanta e settanta [modifica]
Gli anni sessanta segnano un momento difficile nella storia dell'Udinese: i friulani vengono retrocessi prima in Serie B nella stagione 1961-1962 e poi in Serie C nella stagione 1963-64.[8] L'Udinese resta in Serie C per circa un quindicennio, sfiorando la promozione in Serie B in numerose occasioni (in particolare nel 1973, quando viene sconfitta 0-2 dal Parma nello spareggio di Vicenza), ma è solo al termine della stagione di Serie C 1977-1978 che i friulani, guidati dall'allenatore Massimo Giacomini, ritornano in Serie B vincendo il Girone A di Serie C.[3] Nella stessa stagione vince anche la Coppa Italia Semiprofessionisti, battendo la Reggina, e la Coppa Anglo-Italiana.[9]
Intanto l'8 giugno 1976 si era ufficialmente sciolta l'"Associazione Calcio Udinese" e si era formata una società per azioni: la squadra fu rinominata "Udinese Calcio", attuale denominazione.[9] Il presidente è Teofilo Sanson, al quale nel 1978 viene in mente di sponsorizzare la sua società (la Sanson Gelati) sulla divisa della squadra. Dato che all'epoca la pubblicità sulle maglie di calcio era ancora vietata dalla Federazione, il presidente friulano aggirò il divieto con una "particolare" interpretazione del regolamento, posizionando il marchio Sanson sui pantaloncini dei giocatori. Il fatto suscitò gran clamore: per la prima volta in Italia, uno sponsor commerciale griffò una squadra di calcio. L'Udinese venne multata e costretta all'immediata rimozione del marchio pubblicitario, ma l'iniziativa friulana aprì un primo varco alla liberalizzazione delle sponsorizzazioni nel calcio italiano, completata nel giro di pochi anni.[10][11]
Nella stagione successiva l'Udinese, confermato in panchina Giacomini, vince il torneo cadetto e ritorna dopo oltre vent'anni in Serie A.[9]
Gli anni ottanta [modifica]
Nella stagione 1979-1980, l'Udinese, neopromossa in massima serie, conclude il campionato al quindicesimo posto, retrocedendo in Serie B; solo lo scandalo del Totonero con la retrocessione di Milan e Lazio evita alle zebrette un immediato ritorno in Serie B.[9] In campo europeo l'Udinese vince la Coppa Mitropa.
Nella stagione 1980-1981 sulla panchina bianconera siede il nuovo allenatore Enzo Ferrari il quale ottiene la salvezza. Teofilo Sanson cede la società alla Zanussi di Pordenone, il nuovo presidente è Lamberto Mazza.
Nella stagione 1981-1982 acquista dalla Juventus Franco Causio e la squadra riesce a salvarsi senza particolari difficoltà. Nella stagione successiva, 1982-1983,[9] coglie un sesto posto nel campionato.
Nell'estate del 1983 la società effettua un grande colpo di mercato: Arthur Antunes Coimbra, detto Zico, passa, dopo un'estate di grattacapi giurisdizionali,[12] all'Udinese.[13]
Oltre a Zico la dirigenza dell'Udinese, capitanata dall'Amministratore Delegato Franco Dal Cin, mette insieme una squadra con nomi importanti come Pietro Paolo Virdis ed il difensore nazionale brasiliano Edinho: i tifosi rispondono con la cifra di 26 661 abbonati,[13] quota mai superata dalla società friulana. La stagione 1983-1984, che vede la squadra allenata sempre da Enzo Ferrari, termina con un 9º posto a soli due punti dalla zona UEFA mentre Zico mette a segno alla sua prima stagione in Italia 19 reti.[13]
Nella 1984-1985 l'Udinese cede molti giocatori importanti, ma riesce a trattenere Zico. La squadra viene affidata al tecnico brasiliano Luís Vinício. In questa stagione Zico, anche a causa di un infortunio, lascia l'Udinese e torna in Brasile per noie giudiziarie con lo Stato italiano.[13]
Nella stagione successiva 1985-1986 i friulani ottengono un 13º posto.[13] Nel luglio 1986 Giampaolo Pozzo subentra a Lamberto Mazza come presidente dell'Udinese, ma la sua avventura come presidente della società inizia subito in salita: infatti l'Udinese è inizialmente retrocessa in Serie B per uno scandalo scommesse, pena poi rivista in appello e commutata in nove punti di penalizzazione per la stagione successiva; i friulani arrivano ultimi e retrocedono in Serie B; senza penalizzazione si sarebbero salvati.[14]
Gli anni successivi sono tra Serie A e Serie B: la squadra viene promossa nella massima divisione nel campionato di Serie B 1988-1989 con alla guida Nedo Sonetti e grazie alle reti di Totò De Vitis. Nella stagione successiva i friulani, che in estate acquistarono i giovani talenti argentini Abel Balbo e Nestor Sensini, sotto la guida di Rino Marchesi subentrato a Bruno Mazzia cercano di mantenere la categoria, ma nonostante una lotta durata per tutto il campionato retrocedono all'ultima giornata.[14] Nell'estate 1990 l'Udinese è di nuovo condannata per illecito sportivo: pena 5 punti di penalizzazione per la squadra e 5 anni di deferimento per il presidente Pozzo, accusato di aver contattato Gianmarco Calleri, allora presidente della Lazio, minacciandolo in caso di sconfitta. Pozzo lascia quindi la carica di presidente del club.[14]
Gli anni novanta [modifica]
Nella stagione di Serie B 1990-1991 le zebrette, guidate da Marchesi prima e da Adriano Buffoni poi, potrebbero riconquistare immediatamente la promozione in Serie A, ma subiscono 5 punti di penalizzazione prima dell'inizio della stagione; senza questo fardello, l'Udinese avrebbe totalizzato 43 punti piazzandosi comodamente nelle prime quattro, invece la squadra chiuse solo all'ottavo posto,[14] nonostante in quella stagione Balbo fosse divenuto capocannoniere del torneo. L'argentino contribuisce attivamente al ritorno dei friulani nella massima serie nella stagione 1991-1992: la società esonerò il tecnico Franco Scoglio ed affidò la squadra ad Adriano Fedele, e dopo un lungo testa a testa con il Cosenza ottenne il quarto posto che valse la promozione. Sempre le reti di Abel Balbo consentirono la successiva permanenza in Serie A nella stagione 1992-1993, guadagnata sotto la guida esperta di Albertino Bigon dopo una lunga lotta con la Fiorentina ed il Brescia, quest'ultimo sconfitto solo dopo uno spareggio allo Stadio Dall'Ara di Bologna.
Nella stagione 1993-1994 i friulani cedono Balbo alla Roma e Francesco Dell'Anno all'Inter. La squadra è affidata ad Azeglio Vicini, il quale viene esonerato all'indomani della sconfitta a Napoli dopo alcune incomprensioni con il patron Pozzo. Al suo posto subentra Adriano Fedele. Il girone di andata viene chiuso al penultimo posto ma nel girone di ritorno, grazie anche all'exploit della punta Marco Branca (a cui venne affidato compito di sostituire Abel Balbo), rimontano senza successo la classifica retrocedendo nuovamente in Serie B all'ultima giornata.[14] Già l'anno seguente però, con Giovanni Galeone in panchina subentrato a Fedele, i friulani riconquistano la massima serie.[14] Dalla stagione 1995-1996 l'Udinese torna in Serie A rimanendone presenza fissa fino ad oggi.
Da qui in avanti l'Udinese ottiene diverse qualificazioni alla Coppa UEFA, la prima nella stagione 1996-1997 con in panchina Alberto Zaccheroni, ed un clamoroso terzo posto dietro Juventus e Inter nella stagione 1997-1998, grazie ai 27 gol di Oliver Bierhoff, capocannoniere di quella stagione.[15] Nella stagione successiva sarà Marcio Amoroso a conquistare il titolo di capocannoniere, siglando 22 reti con la maglia della squadra friulana, condotta al sesto posto da Francesco Guidolin.
Gli anni 2000 [modifica]
Nella stagione 2000-2001 arriva dodicesima in Serie A e vince la Coppa Intertoto guadagnandosi ancora l'accesso alla Coppa UEFA.[15]
Nel marzo 2001 arriva ad Udine Luciano Spalletti che sostituisce Luigi De Canio; l'allenatore fiorentino porta la squadra alla salvezza, conquistata alla penultima giornata. Dopo due brevi parentesi con Roy Hodgson e Giampiero Ventura, all'inizio della stagione 2002-03 torna Spalletti.[15] La società riesce ad ottenere per due volte un piazzamento UEFA, esprimendo un gioco di natura offensiva e spettacolare.[15] Nel 2004 l'Udinese acquista dall'Empoli Di Natale, che diverrà il capitano dei friulani.
Nella stagione 2004-05 l'Udinese ottiene un quarto posto che vale la prima qualificazione alla Champions League nella storia del club.[15] Al termine della stagione Spalletti lascia l'Udinese, che lo rende dunque libero sul mercato.[15]
Nella stagione 2005-2006 l'Udinese, affidata a Serse Cosmi, non arriva oltre la fase a gironi di Champions League dove viene eliminata all'ultimo turno sconfitta in casa dal Barcellona per 2-0, quando per passare agli ottavi di finale sarebbe bastato un pareggio. La squadra bianconera termina il campionato in decima posizione. Stesso risultato per la stagione seguente 2006-2007. Nell'estate 2007 la società annuncia l'ingaggio del tecnico Pasquale Marino e acquisti importanti come Fabio Quagliarella e Antonio Floro Flores.[15]
Nella stagione 2007-2008 l'Udinese riesce a riconquistare un piazzamento alla Coppa UEFA.
Nella stagione 2008-2009 l'Udinese gioca una buona stagione, seppur interrotta da una flessione di rendimento nel periodo invernale, che termina con l'avanzamento dei friulani fino ai quarti in UEFA eliminati dal Werder Brema e un settimo posto in campionato che non vale però l'accesso alla Coppa UEFA come l'anno precedente. La squadra supera due suoi record personali: quello del numero di vittorie consecutive in campionato, 6 in questa stagione,[16] e quello del miglior piazzamento in Coppa UEFA mai raggiunto, arrivando quest'anno fino ai quarti di finale. In questa stagione l'Udinese è rimasta l'unica squadra italiana ad affrontare competizioni europee fino all'eliminazione ai quarti ad opera del Werder Brema. La fine della stagione coincide con l'addio del Direttore Generale Pietro Leonardi e dell'attaccante Fabio Quagliarella per andare rispettivamente al Parma e al Napoli.
Il 22 dicembre 2009 viene esonerato l'allenatore Pasquale Marino. Al suo posto Gianni De Biasi. Dopo due mesi, il 21 febbraio 2010, De Biasi viene esonerato e sostituito dallo stesso Marino. Il 2 maggio, l'Udinese pareggiando 2-2 col Cagliari si salva aritmeticamente, e conquista la sua sedicesima presenza consecutiva in Serie A. Di Natale conquista il titolo capocannonieri della Serie A, realizzando 29 reti.
Per la stagione 2010-2011 l'Udinese ingaggia come allenatore Francesco Guidolin,[17] mentre Fabrizio Larini va a ricoprire la carica di Direttore Sportivo.[18]
Da gennaio 2011 l'Udinese lancia sul digitale terrestre del Friuli-Venezia Giulia il proprio canale tematico Udinese Channel, il primo del genere in Italia totalmente gratuito e visibile in chiaro.
Il 27 febbraio 2011 l'Udinese vince 7-0 in casa del Palermo (mai l'Udinese aveva realizzato 7 gol in una trasferta di Serie A, e ad oggi le più larghe vittorie esterne erano frutto di due 5-0 inflitti al Genoa nel torneo 1983-1984 ed al Perugia nel 1999-2000).[19] Il 22 maggio con il pareggio contro il Milan i friulani stabiliscono a 66 punti il nuovo record in Serie A dopo il precedente record di 64 punti stabilito da Alberto Zaccheroni nel 1997-1998 (record ottenuto però in un campionato di sole 34 giornate anziché 38) e, arrivando al quarto posto, raggiungono i preliminari di Champions League (da disputarsi contro gli inglesi dell'Arsenal.[20]) Inoltre Antonio Di Natale si riconferma capocannoniere con 28 marcature ed il record di rigori parati in serie A spetta a Samir Handanović (6 rigori parati).
La stagione 2011-2012 inizia con la sfida dei play-off di Champions League contro Arsenal, che in doppia sfida elimina i bianconeri. L'Udinese ottiene però il diritto di partecipare all'Europa League, dove viene sorteggiata nel girone con gli spagnoli dell'Atlético Madrid, i francesi del Rennes e gli scozzesi del Celtic, superando il turno. Dopo aver eliminato i greci del PAOK i friulani sono estromessi dagli olandesi dell'AZ Alkmaar agli ottavi di finale. In campionato il rendimento segue fasi alterne: il girone di andata si chiude con ben 38 punti, a soli tre punti dalla Juventus capolista, mentre nel girone di ritorno, complici la preparazione anticipata e la stanchezza per gli impegni di coppa, l'Udinese stenta perdendo il vantaggio accumulato. A fine campionato comunque, grazie a una serie di quattro vittorie consecutive, l'Udinese riconquista con 64 punti la terza posizione, qualificandosi per la seconda volta consecutiva ai play-off di Champions League.
Nel corso della stagione, il 29 novembre 2011 la società e l'intera squadra ricevono dal CONI il Collare d'Oro al Merito Sportivo, massima onorificenza dello sport italiano, concessa a club di calcio con più di 100 anni di storia.[21]
Cronistoria [modifica]
| Cronistoria dell'Udinese Calcio 1896 | ||||
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Colori e simboli [modifica]
Simboli ufficiali [modifica]
Stemma [modifica]
L'Udinese nella sua storia ha avuto numerosi stemmi, sempre però richiamanti il colore e lo stemma della città Friulana.
Il primo stemma è dei primi anni settanta, raffigura uno scudo con all'interno delle strisce verticali bianconere, e le tre lettere "ACU" (Associazione Calcistica Udinese).
Il secondo stemma comparve nei primi anni ottanta, con l'avvento del presidente Lamberto Mazza, dove all'interno dello scudo con la "V" rovesciata, come sullo stemma del comune di Udine, venne inserita la "Z" della Zanussi, società che possedeva tutte le azioni dell'Udinese Calcio, e al di sopra venne posta la scritta in minuscolo "udinese calcio".
Il terzo stemma è una variante del secondo, infatti uscita di scena la Zanussi, e l'acquisizione della società da parte di Giampaolo Pozzo scomparve la "Z" e restò solo lo scudo con lo stemma di Udine
Il quarto stemma apparì sulle maglie dei bianconeri nella stagione 1995-96. Lo scudo venne circondato da un cerchio prima grigio e poi nero; ritorna di colore grigio nella stagione 2010-11, avvolto stavolta con due rami d'alloro.
Tutti gli stemmi hanno avuto al loro interno lo stemma della città di Udine.
Più volte è stato chiesto dalla tifoseria di far comparire anche l'aquila del Friuli sulle maglie bianconere, richiesta mai recepita dalla società anche a causa delle norme in vigore.[26] Nel 2008 venne fortemente contestata dai tifosi la scelta della società di far comparire sulle maglie lo stemma della regione Friuli-Venezia Giulia (in quanto percepita come la regione della rivale Trieste) e non lo stemma del Friuli.[27]
Inno [modifica]
L'inno ufficiale dell'Udinese Calcio si intitola Vinci per noi ed è interpretato da Nicole Pellicani, corista di Elisa; il brano viene proposto all'inizio di ogni partita giocata allo Stadio Friuli. In precedenza l'inno era Alè Udin, cantato dal popolare cantante friulano Dario Zampa: il ritornello è diventato il coro distintivo del tifo friulano.
Strutture [modifica]
Stadio [modifica]
| Per approfondire, vedi Stadio Moretti e Stadio Friuli. |
L'attuale campo di gioco dell'Udinese è lo Stadio Friuli di Udine, inaugurato nel 1976 in sostituzione del vecchio Stadio Moretti (che venne demolito, ed al cui posto sorge oggi un parco urbano). Il nome venne scelto per commemorare la regione, colpita nel maggio di quell'anno dal terremoto del Friuli.[28] Progettato dall'ingegnere udinese Giuliano Parmegiani, è considerato come uno dei più riusciti impianti dal punto di vista estetico. Lo stadio è situato a nord-ovest della città nel quartiere dei Rizzi, in una posizione abbastanza periferica. Particolare dello Stadio Friuli e simbolo di questo impianto è il maestoso arco, che con i suoi 33 metri di altezza alla sommità fa da tetto alla tribuna.
La prima partita di campionato nel nuovo stadio venne disputata il 26 settembre 1976 tra l'Udinese e il Seregno, incontro valevole per il campionato di Serie C 1976-1977. L'impianto era ancora formato solamente dalle tribune e dai distinti centrali. La sfida finì 1-0 per i padroni di casa, con Claudio Pellegrini che mise a segno la prima rete assoluta nello stadio.
Lo stadio è molto accessibile in quanto vicino alla tangenziale e all'autostrada A23; inoltre, essendo situato in periferia e non in centro città come nel caso di molti stadi in Italia, i lavori di adeguamento alle norme Pisanu-Amato sono stati molto più facili. Peraltro, è uno degli impianti più sicuri in Italia e in Europa, tanto che al Friuli si utilizzano le forze dell'ordine solo nelle partite di cartello che richiamano allo stadio numeroso pubblico. Il sistema di videosorveglianza, installato nel 2007, permette una copertura totale dell'impianto sportivo.
La volontà dell'azionista di riferimento dell'Udinese Giampaolo Pozzo è quella di operare una profonda ristrutturazione dell'impianto, eliminando la pista di atletica quasi mai utilizzata ed avvicinando gli spalti al campo, per offrire agli spettatori una visibilità migliore. Lo stadio verrà inoltre interamente coperto e dotato di spazi per la ristorazione e di aree ricreative. L'intervento dovrebbe partire nell'aprile 2013, compatibilmente con le pratiche amministrative da sbrigare tra cui la gara pubblica per l'assegnazione dell'appalto. Si procederà a lotti, demolendo e ricostruendo nell'ordine la curva Nord, la curva Sud e i distinti. Il termine dei lavori è previsto per settembre 2014.
Centro di allenamento [modifica]
Il "Centro Sportivo Dino Bruseschi" è l'insieme di strutture e campi d'allenamento che vengono utilizzate dalla prima squadra dell'udinese e dalle giovanili. Intitolato ad uno dei più importanti presidenti della storia bianconera, sorge a pochi metri dallo Stadio Friuli.
Si estende per circa 64943 m² ed è composto da:
- campo regolamentare (105 x 68 m) in erba naturale, con impianto d'illuminazione;
- campo regolamentare (105 x 68 m) in erba naturale, privo d'illuminazione;
- campo non regolamentare (100 x 55 m) in erba naturale;
- campo regolamentare (105 x 68 m) in erba sintetica, con impianto d'illuminazione;
- campo regolamentare (105 x 68 m) in erba sintetica, privo d'illuminazione;
- gabbia in erba sintetica, con impianto d'illuminazione;
- area dall'allenamento in erba sintetica (150 x 50 m);
- tensostruttura coperta e riscaldata con area d'allenamento in erba sintetica (80 x 50 m) e con impianto d'illuminazione;
- 4 spogliatoi a disposizione degli atleti. La prima squadra utilizza lo spogliatoio presente all'interno dello stadio Friuli;
- spogliatoio per lo staff tecnico;
- 2 magazzini per materiale tecnico.
Società [modifica]
Organigramma societario [modifica]
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Sponsor [modifica]
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Impegno nel sociale [modifica]
Udinese per la vita [modifica]
L'Udinese è una delle prime squadre in Italia ad avere creato un'associazione onlus, infatti sono state devoluti numerosi macchinari ospedalieri e creato nuovi reparti negli ospedali della regione. L'associazione "Udinese per la Vita", nata 10 anni fa da un'iniziativa di Giuliana Pozzo, moglie del patron Giampaolo, ha devoluto circa 600 000 euro alla ricerca scientifica e alla sanità.
Progetto Borgonovo [modifica]
Nel 2009 sono state organizzate alcune iniziative volte a raccogliere fondi per la ricerca sulla SLA, Sclerosi Laterale Amiotrofica, che ha colpito anche l'ex-bianconero Stefano Borgonovo. La più importante, una Cena di Gala e Asta Benefica organizzata da "Udinese per la Vita", si è svolta il 16 marzo al "Là di Moret" di Viale Tricesimo. L'evento ha avuto risalto in tutta Italia, trasmesso in diretta su Rai Tre con la conduzione dagli studi di Roma di Marco Civoli e con Ivan Zazzaroni inviato sul campo. Alla serata, presentata da Piero Chiambretti e da Bruno Pizzul, hanno partecipato tra gli altri l'intera squadra bianconera, la sua dirigenza e la proprietà, ex compagni di squadra di Stefano Borgonovo quando vestiva la maglia bianconera e personaggi di spicco del mondo del calcio, nonché gli sponsor istituzionali dell'Udinese Calcio. Il programma della manifestazione è stato caratterizzato da un’asta in cui giocatori di oggi e di ieri hanno donato maglie, scarpe da gioco e oggetti personali per la raccolta di fondi da destinare al progetto. Inoltre si è svolta una lotteria con in palio ricchi premi offerti dalle ditte e aziende del Friuli che hanno voluto dare il loro contributo alla riuscita dell'iniziativa.
In totale sono stati raccolti oltre 80 000 euro, da utilizzare per l’acquisto di attrezzature tecnologicamente avanzate destinate al Dipartimento di Medicina Riabilitativa dell'istituto "Gervasutta" di Udine, con le quali è possibile migliorare la vita di coloro che sono stati colpiti dalla SLA.
Allenatori e presidenti [modifica]
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Giocatori [modifica]
| Per approfondire, vedi Categoria:Calciatori dell'Udinese Calcio. |
Ugo Schiffo giocò per 13 anni nelle file dei friulani tra gli anni venti e la prima metà degli anni trenta.
Vincitori di titoli [modifica]
- Campioni del mondo
- Campioni d'Europa
Palmarès [modifica]
Competizioni nazionali [modifica]
Competizioni internazionali [modifica]
| Per approfondire, vedi Udinese Calcio nelle competizioni internazionali. |
- 1978
Coppa Intertoto: 1 (record italiano condiviso con Bologna, Juventus e Perugia)
Competizioni giovanili [modifica]
- 1963-1964 (Serie B), 1980-1981
- 1992-1993
Onorificenze [modifica]
Statistiche e record [modifica]
Partecipazione ai campionati [modifica]
| Categoria | Partecipazioni | Debutto | Ultima stagione | Totale | |
|---|---|---|---|---|---|
A |
Prima Divisione | 2 | 1922-1923 | 1925-1926 | 42 |
| Serie A | 40 | 1950-1951 | 2012-2013 | ||
B |
Seconda Divisione | 2 | 1923-1924 | 1924-1925 | 23 |
| Prima Divisione | 2 | 1926-1927 | 1927-1928 | ||
| Serie B-C | 1 | 1945-1946 | 1945-1946 | ||
| Serie B | 18 | 1930-1931 | 1994-1995 | ||
C |
Prima Divisione | 5 | 1928-1929 | 1934-1935 | 24 |
| Serie C | 19 | 1935-1936 | 1977-1978 | ||
Esordi agonistici [modifica]
Escluso il campionato interprovinciale FGNI vinto nel 1896 ma mai riconosciuto dalla FIGC, l'Udinese fa il suo esordio nell'organico federale durante il torneo di Promozione 1912-1913 organizzato dal Comitato Regionale Veneto, di cui fece parte fino al 1922 allorquando, in qualità di club di Prima Categoria, fu società fondatrice della Lega Nord, progenitrice della Lega Calcio.
Statistiche di squadra [modifica]
Dati aggiornati al 19 maggio 2013
- Miglior piazzamento in serie A: 2° (1954-1955)
- Peggior piazzamento in serie A: 18° (1961-1962)
- Record di punti in una sola stagione: 66 (2010-2011), (2012-2013)
- Maggior numero di vittorie: 20 (2010-2011)
- Maggior numero di pareggi: 20 (1982-1983)
- Maggior numero di vittorie consecutive in serie A: 8 (2012-2013)
- Maggior numero di vittorie consecutive in casa: 7 (1954-1955), (2011-2012)
- Minor numero di sconfitte: 4 (1982-1983)
- Miglior sequenza di partite utili: 23 (1954-1955)
- Massimo delle reti segnate: 65 (2010-2011)
- Minimo delle reti subite: 29 (1982-1983)
- Record di vittorie consecutive: 8 (2012-2013)
- Vittoria più larga: Udinese-M.A.T.E.R. Roma 9-0 (1942-1943)
- Vittoria più larga in serie A: Udinese-Napoli 7-0 (1957-1958); Palermo-Udinese 0-7 (2010-2011)
- Sconfitta più pesante: Udinese-Bari 0-7 (1930-1931); Atalanta-Udinese 7-0 (1931-1932); Milan-Udinese 7-0 (1958-1959); Fiorentina-Udinese 7-0 (1958-1959)
- Nel 1922 raggiunge la finale della Coppa Italia venendo sconfitta dal Vado per 1-0 dopo i tempi supplementari
- Giocatore più prolifico in una sola stagione: Antonio Di Natale 29 (2009-2010)
- Miglior rigorista: Antonio Di Natale 17
- Giocatori utilizzati in 41 tornei in serie A: 421
- Record di 18 stagioni consecutive in serie A (dal 1995 ad oggi)
- Stagione 2005-2006 prima partecipazione alla UEFA Champions League
- Stagione 2008-2009 per la prima volta ai quarti di finale di Coppa UEFA
- È la squadra con più campionati di serie A (40) all'attivo fra quelle che non si sono aggiudicate né lo scudetto né la Coppa Italia
- Vittorie in serie A: 454 (stabilito in Inter - Udinese 2-5 del 19 maggio 2013)
- Pareggi in serie A: 413 (stabilito in Udinese - Bologna 0-0 del 30 marzo 2013)
- Sconfitte in serie A: 504 (stabilito in Catania - Udinese 3-1 del 16 marzo 2013)
- Reti segnate in serie A: 1760 (ultima: Luis Muriel in Inter - Udinese 2-5 del 19 maggio 2013)
- Reti subite in serie A: 1913 (ultima: Tommaso Rocchi in Inter - Udinese 2-5 del 19 maggio 2013)
Statistiche individuali [modifica]
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- In grassetto i calciatori che attualmente militano nell'Udinese Calcio.
Tifoseria [modifica]
Per la partita di Coppa UEFA 2008-2009 contro gli inglesi del Tottenham l'allora ds Pietro Leonardi intervistato l'8 ottobre 2008 disse "Mi ha altresì colpito in positivo il dato sui telespettatori che ha fatto registrare una media di circa 300 000 tifosi che hanno seguito la gara dell'Udinese su Sky".[32]
Amicizie e rivalità [modifica]
La Curva Nord, cuore del tifo friulano, ha avuto dei gemellaggi in passato ma adesso si può parlare solo di amicizie, in quanto i vari rapporti non appartengono alla totalità ma variano da gruppo a gruppo.
Amicizie [modifica]
Vicenza: dura da molti anni, sentito dalla maggior parte della tifoseria.[33]
Arezzo: un'amicizia consolidata in gemellaggio nelle ultime stagioni.
Sportverein Austria Salzburg: amicizia che risale all'incontro di Coppa UEFA.
Werder Brema: rapporto nato durante gli incontri europei.[34]
Rivalità [modifica]
Triestina: rivalità storica dovuta alla vicinanza delle città di Udine e Trieste, una capitale storica del Friuli l'altra capoluogo della regione Friuli-Venezia Giulia.[33]
Verona: rivalità storica risalente agli anni ottanta ai tempi di Zico e dello scudetto del Verona, cementata dal gemellaggio Verona-Triestina.[33]
Juventus: una rivalità in comune con molte altre tifoserie italiane.[33]
Bologna: una ex amicizia tra tifoserie tramutata in rivalità dopo la rottura del gemellaggio.[33]
Napoli: rivalità profonda con la curva partenopea, negli ultimi anni sfociata in gravi incidenti e nel 2010 filmati in diretta da SKY.[33]
Lazio: un'antipatia causata dallo storico gemellaggio Lazio-Triestina.
Venezia: questa rivalità come quella con la Triestina è dovuta alla vicinanza delle due città.[33]
Sampdoria: un'antipatia nata da quando le due formazioni si sono date costantemente battaglia per l'accesso alle Coppe Europee.
Organico 2012-2013 [modifica]
| Per approfondire, vedi Udinese Calcio 2012-2013. |
Rosa [modifica]
Rosa, numerazione e ruoli, tratti dal sito ufficiale, sono aggiornati al 31 gennaio 2013.[35]
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Staff tecnico [modifica]
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Note [modifica]
- ^ Quest'ultimo piazzamento culminò però con una retrocessione d'ufficio in Serie B per un illecito sportivo commesso due anni prima (confessione di Settembrino).
- ^ Coppa UEFA 2008-2009
- ^ a b c d e f g h i j k La nascita dell'Acciù. udinese.it. URL consultato in data 10 giugno 2009.
- ^ Declassata a terzo livello con la creazione della Divisione Nazionale.
- ^ Gli anni '30 e '40. URL consultato in data 10 giugno 2009.
- ^ a b Da Bertoli a Bruseschi. udinese.it. URL consultato in data 10 giugno 2009.
- ^ Dal libro Mulinaris storie di pastai udinesi di Michele Tomaselli Goliardica 2012
- ^ a b c d Dal '55 a Brunello. udinese.it. URL consultato in data 10 giugno 2009.
- ^ a b c d e Da Sanson agli anni '80. URL consultato in data 10 giugno 2009.
- ^ Antonello Capone; Paolo Piani, Sponsor in Marco Sappino (a cura di), Dizionario del calcio italiano, 1ª edizione, Milano, Baldini & Castoldi, 2000, p. 1732.
- ^ Massimiliano Castellani, Soldi in campo - Sponsor e sport più forti della crisi, avvenire.it (sponsornet.it), 27 luglio 2009.
- ^ Infatti il 9 giugno 1983 la FIGC, presieduta dall'avvocato Sordillo, impone il blocco immediato dei trasferimenti per i giocatori stranieri; chi dice per motivi economici (il costo del giocatore vicino ai 6 miliardi di lire, che potrebbe mandare in rovina il club friulano), chi addirittura per motivi politici rischiando che la figura del presidente dell'Udinese, Lamberto Mazza, patron della Zanussi, diventi eccessivamente ingombrante. I cittadini del capoluogo friulano manifestano in piazza XX settembre la loro rabbia verso la FIGC al coro di "O Zico o Austria!"; sulla questione si pronuncia a favore anche il Presidente della Repubblica Italiana Sandro Pertini che afferma che gli piacerebbe veder giocare Zico in Italia. Il Coni decide quindi di nominare tre giuristi di fama che in pochi giorni concedono il nulla osta per portare il giocatore brasiliano in Italia.
- ^ a b c d e Arriva sua maestà Zico. udinese.it. URL consultato in data 20 agosto 2012.
- ^ a b c d e f L'avventura di Giampaolo Pozzo. udinese.it. URL consultato in data 10 giugno 2009.
- ^ a b c d e f g Il modello ispiratore. udinese.it. URL consultato in data 1 febbraio 2010.
- ^ Reggina-Udinese 0-2; Udinese-Fiorentina 3-1; Udinese-Atalanta 3-0; Chievo Verona-Udinese 1-2; Lazio-Udinese 1-3; Udinese-Milan 2-1.
- ^ Udinese calcio - Udinese.it , sito ufficiale dell'udinese calcio Serie A 2009/2010
- ^ Udinese calcio - Udinese.it , sito ufficiale dell'udinese calcio Serie A 2009/2010
- ^ FootStats
- ^ C'è l'Arsenal per l'Udinese. it.uefa.com, 5 agosto 2011
- ^ Il CONI premia l'Udinese con il Collare d'Oro al Merito Sportivo, legaseriea.it, 30 novembre 2011. URL consultato in data 15 dicembre 2011.
- ^ Su "Il Calcio" Bollettino ufficiale della F.I.G.C. n. 1 del 15-10-1914 (elenco società affiliate - Veneto) a pag. 7 è ancora trascritta con denominazione "A.C. Udine" (conservato dall Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze nel repertorio digitalizzato.
- ^ Dall'Annuario Italiano del Football 1919-1920 pag. 70.
- ^ Almanacco illustrato del calcio, Modena, Edizioni Panini, 1978 pag. 296 (A.C. Udinese S.p.a.).
- ^ Almanacco illustrato del calcio, Modena, Edizioni Panini, 1979 pag. 252 (Udinese Calcio S.p.a.).
- ^ [1] Aquila friulana per l’Udinese: no della Uefa
- ^ [2] articolo di Lenghe.net
- ^ Honsell: «Stadio dedicato a Bearzot? Decidano i friulani con un sondaggio», messaggeroveneto.gelocal.it, 23 dicembre 2010. URL consultato in data 27 dicembre 2011.
- ^ Ne dà notizia dell'assunzione l'edizione del 1 dicembre 1932 de Il Littoriale.
- ^ Chi arriva e chi parte Emeroteca.coni.it
- ^ Il CONI premia l’Udinese con il Collare d’Oro al Merito Sportivo. udinese.it
- ^ Leonardi: ora cerchiamo di mandare un messaggio di attaccamento alla nostra squadra. Ilfriuli.it, 8 ottobre 2008. URL consultato in data 12 dicembre 2011.
- ^ a b c d e f g Stefano Pozzoni, Dove sono gli ultrà? (in italiano), Zelig, 2005, p. 131.
- ^ Brema,abbraccio tra tifosi. gazzetta.it, 9 aprile 2008
- ^ [3]
Bibliografia [modifica]
- Roberto Meroi, Storia dell'Udinese Calcio, Campanotto Editore, 1989.
- Roberto Meroi, 1896/1996 Udinese calcio, Edizioni Biblioteca dell'Immagine, 1996.
- Roberto Meroi, Storie dal balon e de Udinese, Liciniana, 2006.
- Roberto Meroi, L'Udinese è tutta un quiz, Andrea Moro Editore, 2010.
Voci correlate [modifica]
Altri progetti [modifica]
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Collegamenti esterni [modifica]
- Udinese Calcio su Open Directory Project (Segnala su DMoz un collegamento pertinente all'argomento "Udinese Calcio")
- Sito ufficiale
- FootStats, sito specializzato in statistiche del calcio italiano
- (DE, EN, IT) Profilo e statistiche su Transfermarkt.it