Società Sportiva Juve Stabia

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S.S. Juve Stabia
Calcio Football pictogram.svg
Juvestabiastemma.png
Le vespe, I gialloblù
Segni distintivi
Uniformi di gara
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Casa
Manica sinistra
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Trasferta
Manica sinistra
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Terza divisa
Colori sociali 600px Giallo e Blu (Strisce).png Giallo e blu a strisce
Simboli Vespa
Dati societari
Città Castellammare di Stabia
Paese Italia Italia
Confederazione UEFA
Federazione Flag of Italy.svg FIGC
Campionato Lega Pro
Fondazione 1907
Rifondazione 1933
Rifondazione 1953
Scioglimento 2001
Rifondazione 2002
Proprietario Italia Francesco Manniello
Presidente Italia Giovanni Improta
Allenatore Italia Giuseppe Pancaro
Stadio Stadio Menti
(13.000[1] posti)
Palmarès
Coccarda Coppa Italia.svg
Trofei nazionali 1 Coppe Italia Serie C/Lega Pro
1 Coppe Italia Serie D
Soccerball current event.svg Stagione in corso
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La Società Sportiva Juve Stabia, abbreviata in Juve Stabia, è una società calcistica italiana con sede nella città di Castellammare di Stabia (NA) che milita in Lega Pro. Il simbolo del club è la vespa, mentre i colori sociali sono il giallo e il blu.

La Juve Stabia gioca le partite interne allo stadio Romeo Menti, inaugurato nel 1984. Se il gioco del calcio in città è attestato fin dal 1907, quando fu fondato lo Stabia Sporting Club su iniziativa dei fratelli Romano e Pauzano Weiss, la prima società a portare il nome di Società Sportiva Juventus Stabia nacque alla fine della Seconda guerra mondiale. Dopo il fallimento del 2001, la società prese forma nel 2002, assorbendo il presistente club del Comprensorio Nola.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Dalle origini agli anni cinquanta[modifica | modifica wikitesto]

La storia calcistica di Castellammare inizia nel 1907, quando i fratelli Romano e Pauzano Weiss fondano lo Stabia Sporting Club con colori sociali giallo e blu. Tuttavia, la cronaca ha registrato poco di quei primi anni, visto che lo sport non riempiva ancora le pagine dei giornali.

Le prime notizie su una gara di calcio dello Stabia si hanno il 12 febbraio 1911, quando il quotidiano Il Mattino riporta la vittoria per 3-0 dello Stabia sulla squadra di Torre Annunziata, lo S.F.A.
Il 1º febbraio 1914 viene inaugurato il nuovo stadio di Castellammare con un'amichevole contro la terza squadra (Naples III sui giornali) del Naples Foot-Ball & Cricket Club, che finirà 0-0. Poco dopo avviene anche il primo incontro internazionale, contro gli inglesi del Black Prince, che travolgono le vespe per 11-1.

Arriva infine la prestigiosa amichevole contro il Naples Foot-Ball & Cricket Club, che, pur schierando gli allievi, espugna Castellammare per 0-1 con un gol di Montorsi.

Nel 1916, lo Stabia si iscrive in Terza Categoria dove arriva alle semifinali (durante la guerra, sospesi i campionati ufficiali, non si lottava per la promozione in categoria superiore), eliminato con un netto 5-1 dal Savoia, compagine della dirimpettaia Torre Annunziata.[2]

Con la fine della prima guerra mondiale, lo Stabia cambia proprietà, acquistato dall'Avvocato Vincenzo Bonifacio, che rifonda la squadra con l'obiettivo di scalare le classifiche: l'amichevole con gli inglesi del "War Lion" finisce 6-0 a favore degli stabiesi.

Nel 1919 nasce lo "Sport Club War", che appena un anno dopo si fonde con lo Stabia Sporting Club, entra ufficialmente nella F.I.G.C. e viene inserito e nella Lega Sud.

Nel 1921 arriva la promozione in Prima Categoria, conquistata con una vittoria esterna sul campo del Portici. Nel 1924, il campo dello Stabia viene soprannominato “caienna” per la sua inviolabilità. Nel 1933 arrivò tuttavia il primo fallimento, che spazzò via l'originale società stabiese.

Il nuovo club stabiese, l’AC Stabia, dovette quindi partire da zero come una neoaffiliata in Terza Divisione. Dopo una serie di buoni piazzamenti nel periodo pre-bellico e post-bellico, lo Stabia prova la scalata alle classifiche nella seconda metà degli anni quaranta.

Nel 1945, la squadra vince il Campionato campano grazie anche alle prestazioni di Romeo Menti, colui al quale è intitolato lo stadio di Castellammare di Stabia.

Nel 1951 viene fondata la squadra Riunione Calcio Castellamare, che giocò nello stadio "Giuseppe Garibaldi", che, fino a fine stagione, resterà inviolato.

Conquistata la Serie C nel 1947-1948, tre anni dopo lo Stabia arriva primo in Serie C, seppur a pari punti con il Foggia. I giornali locali spingono sul carattere dell'impresa, tra cui lo stesso il Mattino, che titola Quest'anno o mai più![3]. Il 17 giugno 1951, nello spareggio giocato a Firenze, lo Stabia si impone per 2-0 con una doppietta di Cereseto e guadagna la promozione in Serie B. Nel 1948 viene rifondata la società U.C Stabia Porto, che era stata fondata nel 1911.

Nella Serie B 1951-1952 affronta squadre di valore, tra cui Genoa, Roma e Venezia; lo Stabia non riesce a salvarsi chiudendo ultimo in classifica e lascia immediatamente la B. L'anno successivo le cose vanno ancora peggio: 16º posto e nuova retrocessione, condita con un nuovo fallimento che chiuse un'era del calcio in città.

Nel 1953 nasce una nuova società: il 4 agosto Riunione Calcio Castellamare e U.C Stabia Porto si fondono e danno luce all' S.C Juventus Stabia Maras, che gioca nell'ex stadio "G. Garibaldi" ridenominato "San Giovanni", oggi campo sportivo della Juve Stabia.

Gli anni sessanta e settanta[modifica | modifica wikitesto]

La Juve Stabia, nata all'indomani del secondo conflitto mondiale, fu per i suoi primi tifosi la seconda squadra cittadina, con una dimensione locale e dilettantistica. Fu il fallimento dei fratelli maggiori dell’AC Stabia nel 1953 a segnare la svolta radicale della storia del club, che si trovò d'un colpo a rappresentare il principale referente di tifosi e finanziatori urbani. La squadra si è irrobustita nel corso degli anni, ma la prima promozione in Serie C arrivò solo nel 1972.

Sono anni difficili per le sorti gialloblù, che alterna campionati di Serie C2 a campionati di Serie D con promozioni ed ulteriori retrocessioni, causate da continui periodi di crisi economiche. È così che in questi anni entra in scena la figura di Nicola Colonna, stabiese doc, che riuscì a tenere in vita una società che sembrava avviata al fallimento. Il suo merito è quello in particolare di aver sempre trovato dei collaboratori che finanziassero la causa gialloblù, spronandoli e convincendoli ad investire nella società. Il suo ultimo gesto di affetto nei confronti delle vespe fu l'organizzare, sul finire del 2007, la festa del Centenario dello Stabia, per poi venire a mancare a causa di un improvviso malore pochi giorni dopo.[4].

Nel decennio degli anni sessanta, è da ricordare la parentesi sotto la guida di mister Moscardo, che sembrò destare un certo interesse in una tifoseria ormai stanca di una serie di insuccessi da parte della squadra e senza mai vederla emergere verso traguardi più ambiziosi. I calciatori che vestirono la maglia gialloblù in quegl'anni furono tanti, tra i quali ricordiamo il centravanti Ceccotti, autentico mattatore, Pagura, Mancuso, gli stabiesi Palumbo, l'attuale dirigente stabiese Salvatore Di Somma, nonché suo fratello Giovanni.

Gli anni settanta invece iniziano decisamente meglio poiché la Juve Stabia, passa nelle mani del comm. Giuseppe Abbagnale. Così già nella stagione 1970-1971 si pensò di allestire una squadra da Serie C, ma, nonostante i suoi sforzi, le vespe si classificarono all'undicesimo posto.

La Juve Stabia vincitrice del campionato 1971-1972.

Il campionato 1971-1972, fu quello della promozione. Tra grossi sacrifici la dirigenza stabiese riuscì ad allestire una squadra in grado di saper dire la sua in quel difficile campionato di Serie D, e ad avere la meglio sulla Nocerina. Infatti, fu una vera cavalcata, e le vespe rimasero in testa fin dalla seconda giornata, sotto l'attenta guida di Pietro Santin. Due stagioni dopo, con la disputa di un campionato disastroso, la Juve Stabia retrocesse nuovamente in Serie D. Retrocessione che sarebbe durata solamente un anno se le vespe, per la stagione 1974-1975, non avessero perso lo spareggio con il Potenza, dopo aver terminato il campionato a pari punti. Infatti nella finale disputata allo Stadio San Nicola di Bari, la Juve Stabia con un seguito di 5.000 tifosi stabiesi giunti da Castellammare di Stabia, non riuscì nell'impresa di battere i potentini che sbloccarono il risultato alla fine del secondo tempo supplementare. Il campionato 1975-1976, pur vedendo le vespe protagoniste di un esaltante torneo, non riescono ad approdare alla promozione, piazzandosi al terzo posto, dietro Paganese ed Avezzano. Anche nell'anno successivo, la Juve Stabia non riesce ad esprimersi in maniera tale da fare la differenza, nonostante svolge, nel campionato 1976-1977 un ruolo da protagonista. Ironia della sorte, anche stavolta è l'ultima giornata a svolgere un ruolo da protagonista, ed ancora una volta è il Potenza la sua bestia nera. La Juve Stabia, viene infatti sconfitta per 1 a 0, lasciando così via libera alla Cavese che si aggiudica il torneo a quota 51, con le vespe che si fermano a 49 punti.

Il campionato 1977-1978 sembra essere l'anno buono per spiccare il salto di categoria e ripresentarsi di nuovo sui palcoscenici della Serie C. Questo, infatti, è l'anno in cui la Lega decide la ristrutturazione del torneo di Serie C, scindendo la stessa in due tronconi, la Serie C1 e la Serie C2, ove per essere promossi bastava classificarsi tra i primi sei. Alla fine le vespe, nonostante un buon campionato, risultano classificate all'ottavo posto, perdendo il treno promozione. Il riscatto stabiese però non si fa attendere, e difatti nell'anno 1978-1979 arriva la sospirata promozione in Serie C2, guidati in panchina da Nicola D’Alessio. Era l'anno in cui militavano i vari Fumarola, Schettino, Lusuardi, Cenci, Fazzi, Iancarelli, Caligiuri e altri ancora. Concluso il campionato con la vittoria, già si pensa alla futura Juve Stabia, che subisce un'ennesima rivoluzione societaria. Sono anni tormentati per la Juve Stabia, non solo sotto l'aspetto societario, ma anche sotto il profilo dei risultati, che però vengono allietati dalla conquista, da parte degli allievi, del titolo di campione d'Italia di categoria. L'anno successivo è la volta della conquista del Campionato nazionale Dante Berretti per le squadre di Serie C1 e Serie C2.

Nella stagione 1979-1980, la Juve Stabia, chiude il decennio degli anni settanta in Serie C2 con il 7º posto in campionato.

Gli anni ottanta[modifica | modifica wikitesto]

Gli anni ottanta iniziano, per la Juve Stabia, con il disastroso evento sismico che colpì l'Irpinia, ma che lasciò segni anche a Castellammare di Stabia. Infatti, fu colpito il vecchio e glorioso Stadio Romeo Menti, per cui la Juve Stabia fu costretta ad emigrare, e l'esilio durò ben cinque anni. I primi anni passarono nell'anonimato con campionati mediocri. Poi, nel 1982 si costituì una nuova società S.p.A., grazie all'entusiasmo di Vincenzo Zurolo come nuovo presidente delle vespe, che coinvolgendo alcuni facoltosi amici, diede inizio ad un corso che ai più sembrava durare nel tempo.

La squadra, allenata dall'ex-portiere Lido Vieri, si classificò, nel campionato 1983-1984 al 5º posto. L'anno successivo, risultò essere quello decisivo. Infatti, sul terreno dello Stadio Comunale di Scafati la squadra affidata sempre a Lido Vieri, seppe esprimersi ad altissimi livelli. Fu una vera battaglia che si concluse solo all'ultima giornata con la conquista della Serie C2, ai danni della Vigor Lamezia. Nello stesso anno vennero anche conclusi i lavori di ristrutturazione dell'attuale Stadio Romeo Menti, che venne inaugurato con un incontro amichevole (vincendo per 3-2) contro l'Avellino di capitan Salvatore Di Somma (attuale dirigente stabiese), davanti a 15.000 spettatori, con il cuore stracolmo di gioia, per la riapertura del nuovo stadio dotato di uno stupendo e perfetto tappeto erboso e per il fatto che già si sognavano ambiziosi traguardi.

La Juve Stabia inizia così, nel 1985-1986 la sua avventura in Serie C2, mettendo in vetrina Marcello Prima, vincitore della classifica capocannonieri, con ben 21 reti nel bottino e divenendo così l'idolo di tutti i tifosi gialloblù. Termina il campionato 1985-1986 girone D, al 13º posto salvandosi nelle fasi finali del torneo. La stagione 1986-1987 vede le vespe partire favorite per una storica promozione in Serie C1. La stagione inizia con il gradito ritorno in panchina di Angelo Carrano, ma i risultati tardano ad arrivare e il C.T. viene licenziato. Al suo posto viene chiamato Vincenzo Montefusco, ma dopo un breve periodo, rinunciò e così Angelo Carrano accettò il ritorno per concludere, dopo uno sprint finale molto positivo, solamente al 5º posto. I guasti prodotti in questo periodo, si fanno sentire negli anni successivi. Infatti si riesce ad ottenere una risicata salvezza nel torneo 1987-1988. La società prima costituita all'insegna dello sfacelo, incomincia a traballare e perdere qualche pezzo, tanto che la Juve Stabia conosce una nuova retrocessione nel campionato 1988-1989, dopo che si erano alternati alla guida tecnica prima Lido Vieri e poi Renzo Aldi.

Gli anni novanta[modifica | modifica wikitesto]

Verso la fine del 1990-1991 Roberto Fiore rileva la società sull'orlo di una nuova crisi economica. Nello stesso anno, le vespe danno il definitivo addio al Campionato Interregionale, e puntano decise al ritorno in Serie C1. Con l'arrivo in panchina di Luis Vinicio la squadra coglie la salvezza dopo lo spareggio con il Cerveteri, successivamente salvatosi dopo play-out con Valdagno e il Teramo. In questi anni nella squadra milita Giuseppe Ruotolo grande difensore centrale nonché ambidestro, spesso anche capitano della squadra prima di cedere la fascia al compagno di squadra, nonché veterano, Izzo.

Gaetano Musella, il capitano delle vespe negli anni novanta

L'appuntamento con la Serie C1 è comunque rinviato alla stagione 1992-93, quando i gialloblù vincono il proprio girone collezionando 46 punti.

All'esordio in terza serie, si tenta subito il ritorno in Serie B, disputando un ottimo campionato e giungendo in finale dopo aver eliminato la Reggina. La finalissima ha luogo al San Paolo di Napoli contro la Salernitana vittoriosa per 3-1. Trascorrono altri cinque anni prima che venga rintentato l'assalto ai cadetti, esattamente nel 1998-99, la Juve Stabia allenata da Giuliano Zoratti con in rosa calciatori del calibro di Roberto Amodio e Gaetano Fontana, giunge terza in classifica, e in virtù di questo piazzamento ottiene la qualificazione ai play-off.

Nelle semifinali l'avversario designato è il Giulianova impostosi per 3-2 nel match di andata, mentre la sfida di ritorno a Castellammare termina 2-0 per le vespe suggellando quindi il passaggio in finale, disputata il 13 giugno 1999 al Partenio di Avellino contro il Savoia, che nel frattempo ha fatto fuori il Palermo nell'altra semifinale. L'incontro vede vincere 2-0 i bianchi, i gialloblù si vedono sfumare la Serie B per la seconda volta nel giro di pochi anni.

L'anno successivo, stagione 1999-2000, la squadra allenata da Salvatore Di Somma prima e da Fausto Silipo poi, disputa un campionato disastroso che porta le vespe stabiesi a giocarsi la salvezza ai play-out da quattordicesima, contro l'Atletico Catania. Gli incontri terminano rispettivamente 3-0 al Cibali ed 1-0 al Romeo Menti, risultati che costano la retrocessione in C2 per la Juve Stabia.

Gli anni duemila[modifica | modifica wikitesto]

Nella stagione 2000-2001, la Juve Stabia disputa l'ennesimo campionato disastroso (retrocessione in Serie D evitata solo per poco). In estate poi la società è colpita da una enorme crisi economica, che la porta allo scioglimento, lasciando per un anno Castellammare di Stabia e gli stabiesi senza calcio.

Nell'estate 2002 esce allo scoperto l'imprenditore stabiese Paolo D'Arco, che prima acquista il titolo del Comprensorio Nola e successivamente cambia la denominazione in Comprensorio Stabia permettendo la partecipazione al campionato di Serie D 2002-03 classificandosi, alla fine del campionato, in nona posizione nonostante qualche difficoltà iniziale. In estate riprende la denominazione di SS Juve Stabia, e durante il calciomercato estivo viene costruita, ad opera del direttore sportivo Nicola Pannone, una vera corazzata.

Così nella stagione 2003-2004, la Juve Stabia ha la meglio sul Potenza dopo un testa a testa durato fino all'ultima giornata che, per ironia della sorte, prevede proprio lo scontro diretto con i lucani al Menti, lo Stabia si aggiudica lo scontro diretto (2-1) e soprattutto il campionato conquistando la promozione diretta in C2, riuscendo nell'ulteriore impresa di vincere anche la Coppa Italia Serie D al termine della finale con la Massese (battuta 4-2) disputata davanti ai 12.000 del Menti.

Ritornata nei professionisti tre stagioni dopo lo scioglimento, la Juve Stabia rinforza ulteriormente la propria rosa, poiché l'obiettivo è la C1. Alla fine del girone di ritorno le vespe giungono per un punto secondi alle spalle del Manfredonia e ai play-off viene eliminata dalla Cavese. Grazie alla mancata iscrizione di varie società delle serie superiori, nell'estate 2005 lo Stabia viene ripescato ritornando in C1.

Nella stagione 2005-2006, con una terza serie arricchita dalla presenza di squadre come Napoli (battuto 3-1 al Romeo Menti nel derby[5]) e Perugia, le vespe chiudono penultime, salvandosi però ai play-out alle spese dell'Acireale vincendo in casa (2-1) e pareggiando poi in Sicilia (1-1).

Nel 2006-07, la Juve Stabia si alterna tra la zona playoff ed il 7º posto, uscendo dalla zona alta solo a due giornate dalla fine, complice la sconfitta esterna contro la Sambenedettese.

Nel 2007-08, invece, i gialloblè giungono quindicesimi nel campionato di serie C1 girone B, guadagnando tuttavia l'opportunità di salvarsi ai play-out riuscendoci, grazie alla vittoria in casa del Lanciano per 1 a 0 e al pareggio a reti bianche disputato a Castellammare di Stabia.

Nella stagione 2008-09 è iscritta in Lega Pro Prima Divisione girone B, nuova denominazione della vecchia C1. Con la nuova società, guidata dai presidenti Franco Manniello e Franco Giglio, quest'ultimo ex presidente del Sorrento, affidano la squadra a Maurizio Costantini.

Si parte con aspirazioni di vertice, ma l'avvio non è dei migliori; dopo una sconfitta esterna contro il Foggia, viene esonerato il tecnico Costantini per far posto a Massimo Morgia. Alla quart'ultima partita del girone di andata il tecnico si dimetterà e il suo posto verrà occupato da Dario Bonetti. Anche il nuovo tecnico viene esonerato, facendo tornare in panchina Maurizio Costantini, che farà il suo nuovo esordio in un Menti completamente messo a nuovo il 15 marzo 2009, in occasione del derby di ritorno con la Cavese perso per un gol.

Si va così ai play out nuovamente contro il Lanciano. La gara di andata viene disputata il 31 maggio 2009 a Castellammare, dove gli stabiesi vincono 2-1. La gara di ritorno, invece, viene disputata il 7 giugno 2009 a Lanciano, dove lo Stabia viene sconfitto 0-1 e retrocede in Seconda Divisione.

Dopo l'amara retrocessione, la società stabiese, si sente in dovere di ritornare subito in Prima Divisione. Così, durante la sessione di calciomercato, viene allestita una vera corazzata da parte del Direttore Sportivo Gigi Pavarese, guidata in panchina da Massimo Rastelli. I risultati arrivano, e i gialloblè concludono la prima parte del torneo 2009-2010 in cima alla classifica. Alla penultima giornata, grazie al successo ai danni del Cassino per 2-0 ed al contemporaneo pareggio per 1-1 fra Catanzaro e Brindisi, la Juve Stabia torna dopo appena un anno in Prima Divisione.

Gli anni duemiladieci[modifica | modifica wikitesto]

Nella stagione 2010-2011 la Juve Stabia affida l'allestimento della rosa a Salvatore Di Somma mentre in panchina arriva Piero Braglia con il quale gli stabiesi disputano un torneo al di sopra di ogni aspettativa, e così, ad aprile arriva il primo trofeo. La Juve Stabia vince la Coppa Italia Lega Pro battendo in finale il Carpi (che in semifinale aveva eliminato la Nocerina nel doppio confronto.)[6]

Al termine dell'ultima giornata di campionato (pareggio al Ciro Vigorito di Benevento per 1-1) la Juve Stabia partecipa ai play-off da quinta ritrovandosi ad affrontare proprio i sanniti. In casa davanti a 10.000 spettatori riesce a vincere 1-0, grazie alla rete di Molinari, mentre la partita di ritorno termina 1-1, ed a segnare è Tarantino su calcio di rigore, assegnato per un fallo commesso ai danni di Mezavilla. Passata in finale, la Juve Stabia, affronta l'Atletico Roma. La partita d'andata viene disputata in uno Stadio Romeo Menti gremito da 13.000 spettatori (tutto esaurito), ma il risultato finale è di 0-0. La gara di ritorno finisce 2-0 per le vespe (reti di Morris Molinari e Giorgio Corona) riportando, al terzo tentativo, la Serie B alle falde del Faito dopo sessant'anni.[7]

Tifosi in festa dopo la sfida play-off vinta contro l'Atletico Roma.

Dopo la storica promozione, il sodalizio gialloblù conferma in panchina Piero Braglia. L'ossatura della squadra inizia a rinforzarsi con gli acquisti di vari giocatori di categoria, nonché di giovani promettenti dai migliori vivai della Serie A. Il 29 luglio 2011 la Commissione Disciplinare, a causa del ritardo dei pagamenti IRPEF, infligge ai gialloblù un punto di penalizzazione da scontarsi nella stagione sportiva 2011/12[8].

Il campionato non inizia nel migliore dei modi. Alla prima giornata, infatti, le vespe sono ospiti di un Empoli che, trovatosi in svantaggio grazie al gol di Danilevičius, riesce a ribaltare il risultato. Il debutto interno avviene nel posticipo della seconda giornata di campionato, con una sconfitta per 2-1 contro il Verona. A questa partita seguono il pareggio di Crotone e le sconfitte col Brescia in casa e a Livorno. Il calendario sembra sfavorire le vespe, vittoriose nel match interno col Pescara di Zeman battuto 3 a 2 in rimonta, con cucchiaio su rigore di Erpen al 90', e al Granillo con la Reggina vincendo per 1-2 anche in questo caso in rimonta (reti di Marco Sau e Andrea Raimondi) Prosegue la cavalcata vincente dei gialloblè grazie alla vittoria ai danni della Nocerina con il risultato finale di 2-3[9], e la vittoria casalinga a discapito dell'Ascoli con il risultato di 2 a 1[10]. Il giorno seguente alla vittoria conquistata a Nocera Inferiore, il procuratore federale Stefano Palazzi ha chiesto, davanti alla Commissione Disciplinare, il deferimento della società e una penalità di 9 punti da sottrarre alla società nel campionato 2011-2012[11].

L'11 ottobre 2011 la Commissione conferma la squalifica riducendo da 9 a 5 punti la penalità[12]; successivamente ridotti a 3 in secondo grado in data 10 novembre 2011[13].

La prima stagione in B viene ricordata per aver sfiorato una storica vittoria al Marassi di Genova con la Sampdoria, infatti la formazione blucerchiata riesce a pareggiare la rete di Marco Sau (premiata poi come il goal più bello della stagione corrente)[14] nei minuti finali della partita. Chiude la stagione con una storica e anticipata salvezza in virtù del 9º posto finale.

Franco Manniello, attuale Presidente della Juve Stabia

La stagione 2012-2013, vede la Juve Stabia alle prese con un calciomercato estivo molto difficile. Vanno via molti calciatori simbolo degli ultimi anni, come Molinari e Tarantino che non rinnovano, mentre Sau che torna al Cagliari per fine prestito. Anche quest'anno l'obbiettivo è mantenere la Serie B. In panchina resta Piero Braglia, e Salvatore Di Somma riesce ad allestire la rosa quasi completa per il 19 luglio 2012, data della partenza per il ritiro di Gubbio. Il 19 agosto la Juve Stabia batte ai rigori (1-1 d.t.s) la Sampdoria al terzo turno di Coppa Italia qualificandosi al quarto turno dove ha sfidato all'Artemio Franchi la Fiorentina perdendo l'accesso al turno successivo il 28 novembre 2012. In campionato le cose vanno decisamente meglio, poiché la squadra campana si ritrova a fine girone d'andata in piena zona playoff. Ma il calciomercato della sessione invernale si rivela poco soddisfacente. Vengono ceduti il calciatore belga Maury ed il bomber lituano Danilevicius, mentre i nuovi acquisti deludono le aspettative. La Juve Stabia infatti disputerà un girone di ritorno mediocre, riuscendo a ottenere la certezza della meritata salvezza soltanto alla penultima giornata.

In estate il presidente Francesco Giglio decide di lasciare la Juve Stabia e l'amico Manniello, per dedicarsi meglio alle sue attività lavorative. Così la nuova Juve Stabia continua, e in panchina viene riconfermato Piero Braglia, con una rivoluzione totale della squadra. Infatti restano soltanto pochi calciatori della passata stagione, tra cui il capitano Caserta, mentre Dicuonzo, Scognamiglio, Mbakogu e Zito, lasciano la squadra per fare posto a nuovi calciatori come Samuel Di Carmine in arrivo dal Cittadella, lo stabiese Gigi Vitale in arrivo dal Napoli, Scozzarella che fa il suo ritorno, e oltre agli esperti difensori Contini e Lanzaro.

Intanto il 21 luglio 2013 inizia il ritiro a Cascia e poco dopo l'11 agosto, c'è la prima uscita stagionale. In occasione dalla Coppa Italia, si gioca Juve Stabia-Gubbio, che termina 3-0 per le vespe stabiesi, che però il 17 agosto vengono eliminate dal Varese ai rigori, dopo che il match era terminato 1-1. La prima partita del campionato di Serie B è prevista per il 24 agosto, in trasferta contro il Pescara che termina 3-0 per gli abruzzesi. A causa dei risultati negativi la società decide di esonerare lo storico allenatore della scalata in Serie B Piero Braglia. A Braglia segue Fulvio Pea, che successivamente sarà esonerato per far spazio al ritorno del primo; tuttavia il nuovo cambio non porta comunque successo alle vespe, che retrocedono matematicamente in Serie C con 6 giornate d'anticipo il 26 aprile 2014 a seguito della sconfitta per 3-0 col Trapani.

Cronistoria[modifica | modifica wikitesto]

Cronistoria della Società Sportiva Juve Stabia
  • 1907 - Nasce lo Stabia Sporting Club.
  • 1907-15 - Attività di tipo polisportivo in ambito locale.
  • 1916 - Si affilia alla F.I.G.C. Comitato Regionale Campano che organizza vari tornei locali a livello riserve di Terza Categoria.
  • 1916-17 - Al suo primo torneo ufficiale, viene eliminata dal Savoia in semifinale del Campionato Campano di Terza Categoria.
  • 1917-19 - Disputa vari tornei con squadre campane. Per l'intensa attività infrabellica, le viene riconosciuta il titolo sportivo di Promozione.
  • 1919-20 - 2ª nel girone B del campionato di Promozione Campana.

  • 1920-21 - Partecipa al campionato di Promozione Campana.
  • 1921 - La società fu tra le secessioniste che costituirono il Direttorio Campano della C.C.I. che la immise in Prima Divisione.
  • 1921-22 - 6ª nel Campionato Regionale Campano della Lega Sud di Prima Divisione C.C.I.
  • 1922-23 - 3ª nel campionato di Prima Divisione Campana.
  • 1923-24 - 5ª nel campionato di Prima Divisione Campana. Retrocessa nel campionato di Seconda Divisione per rinuncia.
  • 1924-25 - 1ª nel girone campano della Lega Sud di Seconda Divisione. Ammessa alle finali per rinuncia allo spareggio dell'Audace di Napoli. Green Arrow Up.svg Promossa nel campionato di Prima Divisione.
  • 1925-26 - 4ª nel Campionato Campano della Lega Sud di Prima Divisione. Retrocessa nel campionato di Seconda Divisione entrò nelle competenze del neonato Direttorio Divisioni Inferiori Sud.
  • 1926-27 - 2ª nel girone Sud C del campionato di Seconda Divisione.
  • 1927-28 - 2ª nel girone Sud C del campionato di Seconda Divisione. Ammessa al Campionato Meridionale.
  • 1928-29 - 4ª nel girone D (Sottogirone Campano) del Campionato Meridionale.
  • 1929-30 - 13ª nel girone D Sud del campionato di Prima Divisione. Retrocessa nel campionato di Seconda Divisione volontariamente per dissesto economico.
  • 1930 - La società economicamente dissestata, cambia denominazione in Football Club Stabiese chiedendo un anno di deroga.

  • 1930-31 - 7ª nel Campionato Campano di Seconda Divisione. Riammessa di diritto nel campionato di Prima Divisione D.D.S.
  • 1931-32 - 15ª nel girone F del campionato di Prima Divisione. Retrocessa e successivamente riammessa per allargamento quadri.
  • 1932-33 - 10ª nel girone H del campionato di Prima Divisione.
  • 1933 - Il Football Club Stabiese rinuncia a tutti i campionati per fallimento e si scioglie. Viene fondata la società Associazione Calcio Stabia iscritta al campionato di Terza Divisione.
  • 1933-34 - 2ª nel campionato di Terza Divisione Campana. Ammessa al girone finale. 1ª nel girone finale[15]. Green Arrow Up.svg Promossa nel campionato di Seconda Divisione.
  • 1934-35 - 2ª nel girone unico del Direttorio XIII Zona (Campania) del campionato di Seconda Divisione. Ammessa al nuovo campionato di Prima Divisione.
  • 1935-36 - 7ª nel girone unico del Direttorio XIII Zona (Campania) del campionato di Prima Divisione.
  • 1936-37 - 1ª nel girone unico del Direttorio XIII Zona (Campania) del campionato di Prima Divisione. Green Arrow Up.svg Promossa in Serie C.
  • 1937-38 - 10ª nel girone E della Serie C.
  • 1938-39 - 7ª nel girone G della Serie C - Prima fase.
  • 1939-40 - 4ª nel girone G della Serie C - Prima fase.

  • 1940-41 - 14ª nel girone G della Serie C - Prima fase.
  • 1941-42 - 5ª nel girone G della Serie C - Prima fase.
  • 1942-43 - 9ª nel girone L della Serie C - Prima fase.
  • 1943–1945 - Sospensione attività sportive per cause belliche.
  • 1945 - 1ª nel Campionato Campano.
  • 1945-46 - 8ª nel girone D Campania di Lega Centro-Sud di Serie C.
  • 1946-47 - 4ª nel girone A della Lega Sud di Serie C.
  • 1947-48 - 1ª nel girone A della Lega Sud di Serie C. Ammessa in Lega Calcio.
  • 1948-49 - 6ª nel girone D di Serie C.
  • 1949-50 - 13ª nel girone D di Serie C.

  • 1950-51 - 1ª nel girone D di Serie C dopo spareggio vinto contro il Foggia. Green Arrow Up.svg Promossa in Serie B.
  • 1951-52 - 20ª in Serie B. Red Arrow Down.svg Retrocessa in Serie C.
  • 1952-53 - 16ª in Serie C. Red Arrow Down.svg Retrocessa e finanziariamente fallita.
  • 1953 - 1º settembre: la Associazione Calcio Stabia non riesce a sanare un debito di 28 milioni di lire e fallisce il 23 dicembre. La Società Sportiva Juventus Stabia, già affiliatasi alla Lega Regionale Campana nel 1945 nei campionati di Prima Divisione e al momento dei fatti disputante la Promozione Campana 1952-1953 nella quale arrivò 10ª nel girone B, ritrovatasi ad essere il principale club cittadino, ereditò la tradizione sportiva della vecchia società stabiese.
  • 1953-54 - 6ª nel girone B della Promozione Campana.
  • 1954-55 - 1ª nel girone B della Promozione Campana. Green Arrow Up.svg Promossa in IV Serie.
  • 1955-56 - 10ª nel girone H di IV Serie.
  • 1956-57 - 11ª nel girone H di IV Serie.
  • 1957-58 - 12ª nel girone H della Seconda Categoria di IV Serie. Red Arrow Down.svg Retrocessa nel Campionato Dilettanti.
  • 1958-59 - 3ª nel girone C del Campionato Campano Dilettanti. Green Arrow Up.svg Ammessa d'ufficio in Serie D per anzianità di servizio.
  • 1959-60 - 12ª nel girone F di Serie D.

  • 1960-61 - 4ª nel girone F di Serie D.
  • 1961-62 - 5ª nel girone F di Serie D.
  • 1962-63 - 8ª nel girone F di Serie D.
  • 1963-64 - 5ª nel girone E di Serie D.
  • 1964-65 - 13ª nel girone F di Serie D.
  • 1965-66 - 5ª nel girone F di Serie D.
  • 1966-67 - 11ª nel girone F di Serie D.
  • 1967-68 - 11ª nel girone G di Serie D.
  • 1968-69 - 14ª nel girone G di Serie D.
  • 1969-70 - 9ª nel girone G di Serie D.

  • 1970-71 - 11ª nel girone G di Serie D.
  • 1971-72 - 1ª nel girone G di Serie D. Green Arrow Up.svg Promossa in Serie C.
  • 1972-73 - 7ª nel girone C di Serie C.
  • 1973-74 - 19ª nel girone C di Serie C. Red Arrow Down.svg Retrocessa in Serie D.
  • 1974-75 - 2ª nel girone G di Serie D dopo aver perso lo spareggio contro il Potenza.
  • 1975-76 - 3ª nel girone G di Serie D.
  • 1976-77 - 2ª nel girone H di Serie D.
  • 1977-78 - 8ª nel girone G di Serie D.
  • 1978-79 - 1ª nel girone F di Serie D. Green Arrow Up.svg Promossa in Serie C2.
  • 1979-80 - 7ª nel girone D di Serie C2.


  • 1990-91 - 1ª nel girone L del Campionato Interregionale. Green Arrow Up.svg Promossa in Serie C2.
  • 1991-92 - 16ª nel girone C della Serie C2 dopo spareggio contro il Cerveteri.
  • 1992-93 - 1ª nel girone C della Serie C2. Green Arrow Up.svg Promossa in Serie C1.
  • 1993-94 - 5ª nel girone B della Serie C1. Perde la finale play-off contro la Salernitana.
  • 1994-95 - 6ª nel girone B della Serie C1.
  • 1995-96 - 15ª nel girone B della Serie C1. Vince i play-out contro il Nola. La società assume denominazione Associazione Calcio Juve Stabia.
  • 1996-97 - 11ª nel girone B della Serie C1.
  • 1997-98 - 6ª nel girone B della Serie C1.
  • 1998-99 - 3ª nel girone B della Serie C1. Perde la finale play-off contro il Savoia.
  • 1999-00 - 14ª nel girone B della Serie C1. Red Arrow Down.svg Retrocessa in Serie C2.

  • 2000-01 - 11ª nel girone C della Serie C2.
  • 2001 - In estate l'A.C. Juve Stabia non viene iscritta al campionato e si scioglie dopo 94 anni di vita; nel 2002 il sodalizio riparte dalla Serie D acquisendo il titolo dal Comprensorio Nola con la denominazione di Comprensorio Stabia.[16]
  • 2002-03 - 9ª nel girone I della Serie D. La società cambia denominazione in Società Sportiva Juve Stabia.
Trentaduesimi di finale Coppa Italia Serie D.
Coccarda Coppa Italia.svg Vince la Coppa Italia Serie D (1º titolo).
  • 2004-05 - 2ª nel girone C della Serie C2. Perde la semifinale play-off contro la Cavese Green Arrow Up.svg Ripescata in Serie C1.
Fase a gironi Coppa Italia Serie C.
  • 2005-06 - 17ª nel girone B della Serie C1. Vince i play-out contro l'Acireale.
Primo turno di Coppa Italia.
Ottavi di finale Coppa Italia Serie C.
  • 2006-07 - 8ª nel girone B della Serie C1.
Fase a gironi Coppa Italia Serie C.
  • 2007-08 - 15ª nel girone B della Serie C1. Vince i play-out contro il Lanciano.
Fase a gironi Coppa Italia Serie C.
Fase a gironi Coppa Italia Lega Pro.
Secondo turno di Coppa Italia Lega Pro.
Perde il triangolare di Supercoppa di Lega di Seconda Divisione.

Primo turno di Coppa Italia.
Coccarda Coppa Italia.svg Vince la Coppa Italia Lega Pro (1º titolo).
Secondo turno di Coppa Italia.
Quarto turno di Coppa Italia.
Terzo turno di Coppa Italia.
Secondo turno di Coppa Italia.
Partecipa alla Coppa Italia Lega Pro.

Colori e simboli[modifica | modifica wikitesto]

Colori[modifica | modifica wikitesto]

Fin dalla sua fondazione, sono sempre stati adottati i colori giallo e blu in tonalità scura ed inizialmente la maglia era a strisce verticali poi divenne a tinta unita blu scuro con pantaloncini gialli. Ma soltanto nel 1953, anno in cui la Juve Stabia diviene il principale club calcistico di Castellammare di Stabia, ritorna la maglia a strisce verticali giallo e blu con pantaloncini bianchi oppure sempre in blu scuro. Per quanto riguarda la maglia da trasferta, è sempre stata di colore bianco, così come i pantalocini.

I primi sponsor ufficiali, stampati sulle maglie della formazione stabiese, si ebbero soltanto ad inizio anni novanta, quando ad essere il presidente della Juve Stabia fu l'indimenticato Roberto Fiore.

Nell'estate del 2012, con opportuni lavori di restyling, gli spalti dello Stadio Romeo Menti sono stati dipinti con i colori della società calcistica.

Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
A.C. Stabia 1951-1952
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Juve Stabia 2007-2008
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Juve Stabia 2011-2012
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Juve Stabia 2013-2014

Simboli ufficiali[modifica | modifica wikitesto]

Stemma[modifica | modifica wikitesto]

Lo stemma dell'AC Stabia, nata nel 1933, era costituito da un ovale con un'ape sulla sinistra e un pallone da calcio sulla destra contornato dalle iniziali della denominazione sociale stabiese: "A.C." (Associazione Calcio Stabia), il tutto su sfondo celeste. Fu lo stemma della società stabiese per vent'anni.

La Juve Stabia assunse uno stemma di forma trapezoidale con al centro una vespa in possesso di uno scettro, in alto a sinistra le iniziali S.S. e in basso il nome Juve Stabia su sfondo giallo e corona esterna di colore blu con la scritta Castellammare di Stabia posta in alto.

Strutture[modifica | modifica wikitesto]

Stadio[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stadio Romeo Menti (Castellammare di Stabia).

La Juve Stabia disputa le sue partite interne allo Stadio Romeo Menti, situato a Castellammare di Stabia nel quartiere San Marco.

Fu inaugurato nel 1985 con la partita amichevole Juve Stabia - Avellino finita con il risultato di 3-1 per gli stabiesi. L'impianto possiede una capienza complessiva di 13.000 posti a sedere. Gli ultimi lavori di restyling sono stati eseguiti durante la pausa estiva del 2013, per omologare l'impianto alle nuove norme imposte dalla Lega Serie B.

Sedi[modifica | modifica wikitesto]

Si riporta di seguito l'elenco delle sedi ufficiali utilizzate dalla Società Sportiva Juve Stabia nel corso della sua storia[17]:

  • 1966 Corso Giuseppe Garibaldi, 03
  • 1984 Via Giuseppe Cosenza, 283
  • 2014 Viale Europa, 41

Società[modifica | modifica wikitesto]

Organigramma societario[modifica | modifica wikitesto]

Dal sito internet ufficiale della società[18].

Juvestabiastemma.png
Staff dell'area amministrativa
  • Italia Francesco Manniello - Proprietario
  • Italia Mario Mirko Manniello - Vice presidente
  • Italia Gianni Improta - Presidente
  • Italia Clemente Filippi - Direttore generale
  • Italia Pasquale Logiudice - Direttore sportivo
  • Italia Raffaele Persico - Segretario generale
  • Italia Giuseppe Mari - Responsabile relazioni istituzionali
  • Italia Angelo Mirante - Ufficio stampa
  • Italia Umberto Naclerio - Ufficio stampa
  • Italia Giuseppe Sicignano - Ufficio stampa
  • Italia Gianclaudio Romeo - Ufficio marketing
  • Italia Mattia Giachello - Ufficio marketing
  • Italia Ernesto Caccavale - Consulente esclusivo pubblicità
  • Italia Costantino Peccerillo - Deleg. sicurezza Stadio Romeo Menti
  • Italia Giulio Vuolo Zurlo - Dirigente addetto arbitri
  • Italia Alfredo Buonomo - Team manager
  • Italia Giovanni Savastano - Accoglienza squadre ospiti
  • Italia Giuseppe Di Maio - Responsabile biglietteria
  • Italia Salvatore Avallone - Collaboratore
  • Italia Ciro Bergamasco - Collaboratore
  • Italia Rosario Imparato - Collaboratore
  • Italia Antonio Gargiulo - Fotografo ufficiale

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Juvestabiastemma.png
Cronologia degli sponsor tecnici
  • 1907-1994 non presente
  • 1994-2000 TOP 87
  • 2000-oggi Fly Line
Juvestabiastemma.png
Cronologia degli sponsor ufficiali


Settore giovanile[modifica | modifica wikitesto]

Dal sito internet ufficiale della società[20].

Juvestabiastemma.png
Staff dell'area amministrativa e tecnica
  • Italia Alberico Turi - Direttore responsabile
  • Italia Giovanni Somma - Team manager
  • Italia Adrasto Di Puccio - Segretario
  • Italia Raffaele Aponte - Addetto stampa
  • Italia Mario Turi - Allenatore Primavera
  • Italia Domenico Panico - Allenatore Giovanissimi nazionali
  • Italia Catello Di Somma - Allenatore Allievi regionali
  • Italia Marco Giglio - Preparatore dei portieri
  • Italia Cosimo Vicidomini - Preparatore atletico
  • Italia Floriana Ausiello - Medico sociale
  • Italia Nicola Colaps - Massaggiatore
  • Italia Dario Sgambati - Massaggiatore
  • Italia Francesco Parisi - Massaggiatore
  • Italia Salvatore Tessitore - Osservatore
  • Italia Giampaolo Aprea - Dirigente accompagnatore ufficiale
  • Italia Salvatore Avallone - Dirigente accompagnatore ufficiale
  • Italia Vincenzo Buonomo - Dirigente accompagnatore ufficiale
  • Italia Vincenzo Landolfi - Dirigente accompagnatore ufficiale

Allenatori e presidenti[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Categoria:Allenatori della S.S. Juve Stabia.
Juvestabiastemma.png
Allenatori
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Presidenti
  • Anni '20 Italia Vincenzo Bonifacio
  • Anni '50 Italia Giuseppe Donnarumma
  • 1951-1952 Italia Michele Rossano
  • 1952-1953 Italia Mario Fiume
  • 1953-1962 Italia Lucio Somma
  • 1962-1965 Italia Antonio Elefante, Giovanni Bonifacio, Antonio Ungaro
  • 1965-1971 Italia Gaetano Cascone
  • 1971-1982 Italia Giuseppe Abbagnale, Italia Sabato Abbagnale
  • 1982-1988 Italia Vincenzo Zurolo
  • 1988-1990 Italia Renato Raffone
  • 1990-2001 Italia Roberto Fiore
  • 2001-2002 Italia Massimiliano Pane
  • 2002-2006 Italia Paolo D'Arco
  • 2006-2008 Italia Michele Cesarano
  • 2008-2013 Italia Francesco Giglio, Italia Francesco Manniello
  • 2013-oggi Italia Francesco Manniello


Giocatori[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Categoria:Calciatori della S.S. Juve Stabia.

Durante la presentazione della società stabiese per la stagione calcistica 2011-2012, i due patron annunciano il ritiro della maglia numero 12 in onore della tifoseria della Curva Sud. Gesto che viene ripetuto l'anno successivo, stagione calcistica 2012-2013, nonostante la lega di Serie B abbia modificato le regole riguardanti le numerazioni di maglia.

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Competizioni nazionali[modifica | modifica wikitesto]

1947-1948 (Lega Interregionale Sud girone R), 1950-1951 (girone D)
1992-1993 (girone C)
2009-2010 (girone C)
1971-1972 (girone G), 1978-1979 (girone F), 2003-2004 (girone G)
1984-1985 (girone L), 1990-1991 (girone L)
2010-2011
2003-2004

Competizioni regionali[modifica | modifica wikitesto]

1944-1945

Competizioni giovanili[modifica | modifica wikitesto]

1980-1981

Statistiche e record[modifica | modifica wikitesto]

Partecipazione ai campionati[modifica | modifica wikitesto]

Livello Categoria Partecipazioni Debutto Ultima stagione Totale
Serie B 4 1951-1952 2013-2014 4
Serie C1 12 1993-1994 2010-2011 39
Serie C 21 1937-1938 1973-1974
Prima Divisione 3 1929-1930 1932-1933
Seconda Divisione 2 1926-1927 1927-1928
Lega Pro 1 2014-2015
Serie C2 11 1979-1980 2009-2010 30
Serie D 17 1959-1960 1977-1978
IV Serie 2 1955-1956 1956-1957
Campionato Interregionale 6 1981-1982 1990-1991 9
Serie D 3 1978-1979 2003-2004

In 77 stagioni sportive dall'esordio a livello nazionale nella Seconda Divisione Sud (C), compresi 4 tornei del Direttorio Meridionale (C) e 11 tornei di Serie C2. Sono escluse la stagione 1930-1931, le annate dal 1933 al 1937, dal 1943 al 1945, e dal 1953 al 1955, e le stagioni 1958-1959 e 2001-2002, nelle quali la Juve Stabia ha partecipato ai tornei del Comitato Regionale Campano o fu inattiva per scioglimento.

Statistiche di squadra[modifica | modifica wikitesto]

La Juve Stabia non ha mai disputato un campionato di massima serie, tuttavia ha esordito in Serie B il 9 settembre 1951 con la denominazione di AC Stabia. Quindi il campionato 2013-2014 che ha disputato è stato la sua 77ª stagione sportiva. Nel corso della sua storia ha preso il via a 4 campionati di Serie B. Mentre per i campionati professionistici inferiori, le partecipazioni della Juve Stabia si suddividono in 12 campionati di Serie C1/Prima Divisione, 11 di Serie C2/Seconda Divisione, e 21 della vecchia Serie C. Tra i dilettanti le partecipazioni sono 29, e l'esordio risale al 1955, dopo il fallimento dell'AC Stabia.

Juvestabiastemma.png
Record in Serie B
Juvestabiastemma.png
Record in Serie C


Statistiche individuali[modifica | modifica wikitesto]

Roberto Amodio, recordman di presenze con la Juve Stabia

Nella la centenaria storia del sodalizio stabiese, il giocatore che detiene il record di presenze totali nei campionati è Roberto Amodio, con 168 presenze, disputate negli anni novanta, durante la presidenza di Roberto Fiore. Mentre Stefano Dicuonzo, difensore di fascia, con 73 presenze è il giocatore che ha disputato più partite in Serie B con la maglia della Juve Stabia.

Per quanto riguarda i giocatori che hanno indossato la fascia di capitano, al momento è difficile elencare una statistica ben precisa. Comunque il capitano attuale è Fabio Caserta, dalla stagione 2012-2013, il quale indossa la maglia numero dieci. Tuttavia non vanno dimenticati i vari, Gaetano Musella e lo stesso Roberto Amodio, capitani negli anni novanta, il difensore Carmine Di Napoli, capitano all'inizio del nuovo sodalizio di Paolo D'Arco, oltre al calciatore belga Donovan Maury, che è stato capitano delle ultime battaglie della storia recente delle vespe, negli anni dal 2008 al 2012.

Il massimo cannoniere nella storia della Juve Stabia è Luigi Castaldo con 36 gol, siglati tra il 2003 e il 2007, quando alla guida del club c'era Paolo D'Arco. Mentre Marco Sau nella stagione 2011-2012 segnando 21 reti, detenendo il record di più gol realizzati in Serie B. L'unico ad aver vinto la classifica capo-cannonieri è stato Marcello Prima, segnando 21 gol nel campionato di Serie C2 del 1985-1986, con la Juve Stabia di Vincenzo Zurolo.

Juvestabiastemma.png
Record di presenze
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Record di reti


Tifoseria[modifica | modifica wikitesto]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il calcio a Castellammare di Stabia è stato sempre lo sport più seguito. Da ciò si evince l'elevato numero di presenze sugli spalti dello Stadio Romeo Menti anche nei campionati in cui le vespe hanno militato in Serie D.

Tifosi stabiesi nello Stadio Romeo Menti.

Gemellaggi e rivalità[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Derby calcistici in Campania e Juve Stabia-Salernitana.
Gemellaggi

Il rapporto di fratellanza con il Siracusa nacque nel campionato 1978-1979 in Serie C2 quando il calciatore stabiese Nicola De Simone, in forza al Siracusa, fu colpito al volto in un'azione di gioco e cadde esanime a terra. Fu subito ricoverato all'ospedale Cardarelli di Napoli ma dopo diciassette giorni morì. Da allora il tifo aretuseo e quello stabiese si sono uniti in "SiraStabia" nel ricordo del calciatore e ancora oggi i sentimenti di rispetto e fratellanza sono ancora presenti nel rapporto tra le due tifoserie[22].

Amicizie
Rispetto reciproco
Rivalità

La forte rivalità con la Nocerina nacque il 21 gennaio 1929 quando i rossoneri sconfissero per 2 a 1 i gialloblu, e i giornalisti stabiesi li soprannominarono molossi[24]. Altre rivalità ci sono con il Verona, Foggia, Salernitana, Paganese, Sorrento, Turris, con queste ultime due ci sono stati anche episodi di veri e propri scontri tra tifoserie, ed infine con il Savoia, rivalità nata quando i tifosi del Savoia si scontrarono con quelli del Siracusa, gemellati con gli stabiesi, nel 2010.

I derby

Nel corso della sua storia, la Juve Stabia ha disputato molti incontri con altre formazioni calcistiche della Campania. Infatti i derby calcistici più importanti che le vespe stabiesi hanno disputato sono contro Napoli, Avellino, Salernitana, Benevento, Cavese, Savoia, Turris ed altre formazioni campane.

Ma i derby che caratterizzano i gialloblu da sempre, e che sono molto sentiti da ambedue le tifoserie, sono quelli contro la Nocerina[25] e il Sorrento.

Organico[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Società Sportiva Juve Stabia 2014-2015.

Rosa[modifica | modifica wikitesto]

Rosa aggiornata al 4 ottobre 2014

N. Ruolo Giocatore
Italia P Gianmarco Fiory
Italia P Matteo Pisseri
Italia D Loris Bacchetti
Italia D Tommaso Cancellotti
Italia D Davide Ferrara
Italia D Daniele Liotti
Italia D Marco Migliorini
Italia D Samuele Romeo
Brasile D Jefferson Alves Oliveira
Italia C Francesco Bombagi
Italia C Sergio Contessa
N. Ruolo Giocatore 600px Giallo e Blu (Strisce).png
Italia C Antonio Gammone
Italia C Fabio Caserta (capitano)
Italia C Salvatore D'Ancora
Italia C Giovanni La Camera
Italia C William Jidayi
Ghana C Evans Osei
Italia A Samuel Di Carmine
Italia A Alfonso Gargiulo
Italia A Guido Gomez
Italia A Francesco Nicastro
Italia A Francesco Ripa
Italia A Maurizio Vella

Staff tecnico[modifica | modifica wikitesto]

Dal sito internet ufficiale della società[26].

Juvestabiastemma.png
Staff dell'area tecnica
  • Italia Giuseppe Pancaro - Allenatore
  • Italia Carica vacante - Allenatore in seconda
  • Italia Gennaro Iezzo - Preparatore dei portieri
  • Italia Arturo Gerosa - Preparatore atletico
  • Italia Raffaele La Penna - Preparatore atletico
  • Italia Francesco Capistrano - Preparatore atletico
  • Italia Catello Di Somma - Medico sociale
  • Italia Angelo Mascolo - Massofisioterapista
  • Italia Francesco Parisi - Massofisioterapista
  • Italia Vincenzo Guida - Magazziniere
  • Italia Sebastiano Di Ruocco - Vice magazziniere

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Lo stadio
  2. ^ Dal libro Savoia storia e leggenda - dall'Oncino al Giraud di Calvelli, Lucibelli e Schettino - Stampa Democratica '95 Editrice - stampato a Gragnano (NA), dicembre 2000 che pubblica la notizia della gara giocata il 7 dicembre 1916 pubblicata dal giornale campano "La Tromba" (Napoli, Biblioteca Universitaria).
  3. ^ Juve Stabia - La storia. URL consultato il 13 settembre 2011.
  4. ^ Morto lo storico dirigente delle vespe, Nicola Colonna
  5. ^ Finale: Juve Stabia - Napoli 3-1
  6. ^ Coppa Italia Lega Pro, la Juve Stabia vince il trofeo
  7. ^ Finale 1^ Div Lega Pro - Atl Roma-Juve Stabia 0-2, le vespe tornano in B dopo 60 anni! Calcionapoli24.it
  8. ^ www.Stabia1907.it - JUVE STABIA PENALIZZATA DI 1 PUNTO JUVE STABIA PENALIZZATA DI 1 PUNTO
  9. ^ Stagione 2011-12 - 8ª Giornata Nocerina 2 - 3 Juve Stabia
  10. ^ Stagione 2011-12 - 9ª Giornata Juve Stabia 2 - Ascoli 1
  11. ^ PALAZZI CHIEDE 9 PUNTI DI PENALIZZAZIONE ALLE VESPE
  12. ^ ALLA JUVE STABIA 5 PUNTI DI PENALIZZAZIONE
  13. ^ Riduzione della penalizzazione
  14. ^ Il gol più bello della Serie bwin
  15. ^ Su "Il Littoriale" risultati e prossimi turni vedi la Terza giornata del 29 marzo 1934
  16. ^ In realtà le NOIF, norme organizzative interne federali, proibiscono espressamente la compravendita dei titoli sportivi. Il risultato voluto si ottiene quindi con procedure più complesse: dapprima si affilia la nuova società in Terza Categoria, quindi si procede quanto prima alla fusione con la società cedente, creando così una società terza che eredita, non acquisita, il titolo sportivo ricercato.
  17. ^ Contatti
  18. ^ Organigramma
  19. ^ Juve Stabia, è Bonavita il nuovo main sponsor
  20. ^ Settore giovanile
  21. ^ Agendina del calcio Barlassina del 1939-1940, pagina 122
  22. ^ Siracusa-Juve Stabia, gemellaggio da oltre trent'anni, calcionapoletano.it. URL consultato il 22 maggio 2011.
  23. ^ Serie B: Juve Stabia-Verona, un centinaio di ultras del Napoli al Menti, tuttonapoli.net, 31 agosto 2011. URL consultato l'11 settembre 2014.
  24. ^ PERCHÉ I NOCERINI VENGONO CHIAMATI "MOLOSSI"
  25. ^ Nocerina: il derby del “San Francesco” è della Juve Stabia
  26. ^ Staff Tecnico

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • 1907-1993 Una leggenda in gialloblé, a cura di Giuseppe Mercatelli, Eidos Nicola Longobardi Editore, Castellammare di Stabia, 1993.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]