Società Sportiva Juve Stabia
| Società Sportiva Juve Stabia Calcio |
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|---|---|---|---|---|
| Le vespe | ||||
| Segni distintivi | ||||
| Uniformi di gara
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| Colori sociali | ||||
| Simboli | Vespa | |||
| Inno | Juve Stabia facci un gol - Chris Amendola Chris Amendola |
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| Dati societari | ||||
| Città | Castellammare di Stabia | |||
| Paese | ||||
| Confederazione | UEFA | |||
| Federazione | ||||
| Campionato | Serie B | |||
| Fondazione | 1907 | |||
| Rifondazione | 1933 | |||
| Rifondazione | 1953 | |||
| Scioglimento | 2001 | |||
| Rifondazione | 2002 | |||
| Presidente | ||||
| Allenatore | ||||
| Stadio | Stadio Romeo Menti (7.642[1] posti) |
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| Palmarès | ||||
| Titoli nazionali | 1 Campionato dell'Italia liberata 2 Campionati di Serie C 2 Campionato di Serie C2 5 Campionato di Serie D |
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| Trofei nazionali | 1 Coppe Italia Serie C/Lega Pro 1 Coppe Italia Serie D |
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| Si invita a seguire il modello di voce | ||||
La Società Sportiva Juve Stabia, abbreviata in Juve Stabia, è la principale società calcistica di Castellammare di Stabia (NA). Il simbolo del club è la vespa, mentre i colori sociali sono il giallo e il blu.
La Juve Stabia gioca le partite interne allo stadio Romeo Menti, inaugurato nel 1984. Se il gioco del calcio in città è attestato fin dal 1907, quando fu fondato lo Stabia Sporting Club su iniziativa dei fratelli Romano e Pauzano Weiss, la prima società a portare il nome di Società Sportiva Juventus Stabia nacque alla fine della Seconda guerra mondiale. Dopo il fallimento del 2001, l'attuale società prese forma nel 2002, assorbendo il preesistente club del Comprensorio Nola.
Dalla stagione 2011-2012 milita in Serie B.
Storia [modifica]
Lo Stabia Sporting Club [modifica]
La storia calcistica di Castellammare inizia nel 1907, quando i fratelli Romano e Pauzano Weiss fondano lo Stabia Sporting Club con colori sociali giallo e blu. Tuttavia, la cronaca ha registrato poco di quei primi anni, visto che lo sport non riempiva ancora le pagine dei giornali.
Le prime notizie su una gara di calcio dello Stabia si hanno il 12 febbraio 1911, quando il quotidiano Il Mattino riporta la vittoria per 3-0 dello Stabia sulla squadra di Torre Annunziata, lo S.F.A.
Il 1º febbraio 1914 viene inaugurato il nuovo stadio di Castellammare con un'amichevole contro la terza squadra (Naples III sui giornali) del Naples Foot-Ball & Cricket Club, che finirà 0-0. Poco dopo avviene anche il primo incontro internazionale, contro gli inglesi del Black Prince, che travolgono le vespe per 11-1.
Arriva infine la prestigiosa amichevole contro il Naples Foot-Ball & Cricket Club, che, pur schierando gli allievi, espugna Castellammare per 0-1 con un gol di Montorsi.
Nel 1916, lo Stabia si iscrive in Terza Categoria dove arriva alle semifinali (durante la guerra, sospesi i campionati ufficiali, non si lottava per la promozione in categoria superiore), eliminato con un netto 5-1 dal Savoia, compagine della dirimpettaia Torre Annunziata.[2]
Con la fine della prima guerra mondiale, lo Stabia cambia proprietà, acquistato dall'Avvocato Vincenzo Bonifacio, che rifonda la squadra con l'obiettivo di scalare le classifiche: l'amichevole con gli inglesi del "War Lion" finisce 6-0 a favore degli stabiesi.
Nel 1919 nasce lo "Sport Club War", che appena un anno dopo si fonde con lo Stabia Sporting Club, entra ufficialmente nella F.I.G.C. e viene inserito e nella Lega Sud.
Nel 1921 arriva la promozione in Prima Categoria, conquistata con una vittoria esterna sul campo del Portici. Nel 1924, il campo dello Stabia viene soprannominato “caienna” per la sua inviolabilità. Nel 1933 arrivò tuttavia il primo fallimento, che spazzò via l'originale società stabiese.
L'AC Stabia dalla B al fallimento [modifica]
Il nuovo club stabiese, l'AC Stabia, dovette quindi partire da zero come una neoaffiliata in Terza Divisione. Dopo una serie di buoni piazzamenti nel periodo pre-bellico e post-bellico, lo Stabia prova la scalata alle classifiche nella seconda metà degli anni quaranta.
Nel 1945, la squadra vince il Campionato campano grazie anche alle prestazioni di Romeo Menti, colui al quale è intitolato lo stadio di Castellammare di Stabia.
Conquistata la Serie C nel 1947-1948, tre anni dopo lo Stabia arriva primo in Serie C, seppur a pari punti con il Foggia. I giornali locali spingono sul carattere dell'impresa, tra cui lo stesso il Mattino, che titola Quest'anno o mai più![3]. Il 17 giugno 1951, nello spareggio giocato a Firenze, lo Stabia si impone per 2-0 con una doppietta di Cereseto e guadagna la promozione in Serie B.
Nella Serie B 1951-1952 affronta squadre di valore, tra cui Genoa, Roma e Venezia; lo Stabia non riesce a salvarsi chiudendo ultimo in classifica e lascia immediatamente la B. L'anno successivo le cose vanno ancora peggio: 16º posto e nuova retrocessione, condita con un nuovo fallimento che chiuse un'era del calcio in città.
La prima Juve Stabia [modifica]
La Juve Stabia, nata all'indomani del secondo conflitto mondiale, fu per i suoi primi tifosi la seconda squadra cittadina, con una dimensione locale e dilettantistica. Fu il fallimento dei fratelli maggiori dell' AC Stabia nel 1953 a segnare la svolta radicale della storia del club, che si trovò d'un colpo a rappresentare il principale referente di tifosi e finanziatori urbani. La squadra si è irrobustita nel corso degli anni, ma la prima promozione in Serie C arrivò solo nel 1972.
Il periodo difficile dagli anni sessanta agli anni ottanta [modifica]
Sono anni difficili per le sorti gialloblè, che alterna campionati di Serie C2 a campionati di Serie D con promozioni ed ulteriori retrocessioni, causate da continui periodi di crisi economiche. È così che in questi anni entra in scena la figura di Nicola Colonna, stabiese doc, che riuscì a tenere in vita una società che sembrava avviata al fallimento. Il suo merito è quello in particolare di aver sempre trovato dei collaboratori che finanziassero la causa gialloblè, spronandoli e convincendoli ad investire nella società. Il suo ultimo gesto di affetto nei confronti delle vespe fu l'organizzare, sul finire del 2007, la festa del Centenario dello Stabia, per poi venire a mancare a causa di un improvviso malore pochi giorni dopo.[4].
Gli anni sessanta: Privi di emozioni [modifica]
Nel decennio degli anni sessanta, è da ricordare la parentesi sotto la guida di mister Moscardo, che sembrò destare un certo interesse in una tifoseria ormai stanca di una serie di insuccessi da parte della squadra e senza mai vederla emergere verso traguardi più ambiziosi. I calciatori che vestirono la maglia gialloblù in quegl'anni furono tanti, tra i quali ricordiamo il centravanti Ceccotti, autentico mattatore, Pagura, Mancuso, gli stabiesi Palumbo, l'attuale dirigente stabiese Salvatore Di Somma, nonché suo fratello Giovanni.
Gli anni settanta: Protagonista in Serie D [modifica]
Gli anni settanta invece iniziano decisamente meglio poiché la Juve Stabia, passa nelle mani del comm. Giuseppe Abbagnale. Così già nella stagione 1970-1971 si pensò di allestire una squadra da Serie C, ma, nonostante i suoi sforzi, le vespe si classificarono all'undicesimo posto.
Il campionato 1971-1972, fu quello della promozione. Tra grossi sacrifici la dirigenza stabiese riuscì ad allestire una squadra in grado di saper dire la sua in quel difficile campionato di Serie D, e ad avere la meglio sulla Nocerina. Infatti, fu una vera cavalcata, e le vespe rimasero in testa fin dalla seconda giornata, sotto l'attenta guida di Pietro Santin. Due stagioni dopo, con la disputa di un campionato disastroso, la Juve Stabia retrocesse nuovamente in Serie D. Retrocessione che sarebbe durata solamente un anno se le vespe, per la stagione 1974-1975, non avessero perso lo spareggio con il Potenza, dopo aver terminato il campionato a pari punti. Infatti nella finale disputata allo Stadio San Nicola di Bari, la Juve Stabia con un seguito di 5.000 tifosi stabiesi giunti da Castellammare di Stabia, non riuscì nell'impresa di battere i potentini che sbloccarono il risultato alla fine del secondo tempo supplementare. Il campionato 1975-1976, pur vedendo le vespe protagoniste di un esaltante torneo, non riescono ad approdare alla promozione, piazzandosi al terzo posto, dietro Paganese ed Avezzano. Anche nell'anno successivo, la Juve Stabia non riesce ad esprimersi in maniera tale da fare la differenza, nonostante svolge, nel campionato 1976-1977 un ruolo da protagonista. Ironia della sorte, anche stavolta è l'ultima giornata a svolgere un ruolo da protagonista, ed ancora una volta è il Potenza la sua bestia nera. La Juve Stabia, viene infatti sconfitta per 1 a 0, lasciando così via libera alla Cavese che si aggiudica il torneo a quota 51, con le vespe che si fermano a 49 punti. Il campionato 1977-1978 sembra essere l'anno buono per spiccare il salto di categoria e ripresentarsi di nuovo sui palcoscenici della Serie C. Questo, infatti, è l'anno in cui la Lega decide la ristrutturazione del torneo di Serie C, scindendo la stessa in due tronconi, la Serie C1 e la Serie C2, ove per essere promossi bastava classificarsi tra i primi sei. Alla fine le vespe, nonostante un buon campionato, risultano classifarsi all'ottavo posto, perdendo il treno promozione. Il riscatto stabiese però non si fa attendere, e difatti nell'anno 1978-1979 arriva la sospirata promozione in Serie C2, guidati in panchina da Nicola D’Alessio. Era l'anno in cui militavano i vari Fumarola, Schettino, Lusuardi, Cenci, Fazzi, Iancarelli, Caligiuri e altri ancora. Concluso il campionato con la vittoria, già si pensa alla futura Juve Stabia, che subisce un'ennesima rivoluzione societaria. Sono anni tormentati per la Juve Stabia, non solo sotto l'aspetto societario, ma anche sotto il profilo dei risultati, che però vengono allietati dalla conquista, da parte degli allievi, del titolo di campione d'Italia di categoria. L'anno successivo è la volta della conquista del Campionato nazionale Dante Berretti per le squadre di Serie C1 e Serie C2. Nella stagione 1979-1980, la Juve Stabia, chiude il decennio degli anni settanta in Serie C2 con il 7º posto in campionato.
Gli anni ottanta: L'altalena tra Interregionale e Serie C2 [modifica]
Gli anni ottanta iniziano, per la Juve Stabia, con il disastroso evento sismico che colpì l'Irpinia, ma che lasciò segni anche a Castellammare di Stabia. Infatti, fu colpito il vecchio e glorioso Stadio Romeo Menti, per cui la Juve Stabia fu costretta ad emigrare, e l'esilio durò ben cinque anni. I primi anni passarono nell'anonimato con campionati mediocri. Poi, nel 1982 si costituì una nuova società S.p.A., grazie all'entusiasmo di Vincenzo Zurolo come nuovo presidente delle vespe, che coinvolgendo alcuni facoltosi amici, diede inizio ad un corso che ai più sembrava durare nel tempo.
La squadra, allenata dall'ex-portiere Lido Vieri, si classificò, nel campionato 1983-1984 al 5º posto. L'anno successivo, risultò essere quello decisivo. Infatti, sul terreno dello Stadio Comunale di Scafati la squadra affidata sempre a Lido Vieri, seppe esprimersi ad altissimi livelli. Fu una vera battaglia che si concluse solo all'ultima giornata con la conquista della Serie C2, ai danni della Vigor Lamezia. Nello stesso anno vennero anche conclusi i lavori di ristrutturazione dell'attuale Stadio Romeo Menti, che venne inaugurato con un incontro amichevole (vincendo per 3-2) contro l'Avellino di capitan Salvatore Di Somma (attuale dirigente stabiese), davanti a 15.000 spettatori, con il cuore stracolmo di gioia, per la riapertura del nuovo stadio dotato di uno stupendo e perfetto tappeto erboso e per il fatto che già si sognavano ambiziosi traguardi.
La Juve Stabia inizia così, nel 1985-1986 la sua avventura in Serie C2, mettendo in vetrina Marcello Prima, vincitore della classifica capocannonieri, con ben 21 reti nel bottino e divenendo così l'idolo di tutti i tifosi gialloblù. Termina il campionato 1985-1986 girone D, al 13º posto salvandosi nelle fasi finali del torneo. La stagione 1986-1987 vede le vespe partire favorite per una storica promozione in Serie C1. La stagione inizia con il gradito ritorno in panchina di Angelo Carrano, ma i risultati tardano ad arrivare e il C.T. viene licenziato. Al suo posto viene chiamato Vincenzo Montefusco, ma dopo un breve periodo, rinunciò e così Angelo Carrano accettò il ritorno per concludere, dopo uno sprint finale molto positivo, solamente al 5º posto. I guasti prodotti in questo periodo, si fanno sentire negli anni successivi. Infatti si riesce ad ottenere una risicata salvezza nel torneo 1987-1988. La società prima costituita all'insegna dello sfacelo, incomincia a traballare e perdere qualche pezzo, tanto che la Juve Stabia conosce una nuova retrocessione nel campionato 1988-1989, dopo che si erano alternati alla guida tecnica prima Lido Vieri e poi Renzo Aldi.
L'era di Roberto Fiore e gli spareggi per la Serie B [modifica]
Verso la fine del 1990-1991 Roberto Fiore rileva la società sull'orlo di una nuova crisi economica. Nello stesso anno, le vespe danno il definitivo addio al Campionato Interregionale, e puntano decise al ritorno in Serie C1. Con l'arrivo in panchina di Luis Vinicio la squadra coglie la salvezza dopo lo spareggio con il Cerveteri, successivamente salvatosi dopo play-out con Valdagno e il Teramo. In questi anni nella squadra milita Giuseppe Ruotolo grande difensore centrale nonché ambidestro,spesso anche capitano della squadra prima di cedere la fascia a Izzo.
L' appuntamento con la Serie C1 è comunque rinviato alla stagione 1992-93, i gialloblè vincono il proprio girone collezionando 46 punti.
All' esordio in terza serie, si tenta subito il ritorno in Serie B, disputando un ottimo campionato e giungendo in finale dopo aver eliminato la Reggina. La finalissima ha luogo al San Paolo di Napoli contro la Salernitana vittoriosa per 3-1. Trascorrono altri cinque anni prima che venga rintentato l' assalto ai cadetti, esattamente nel 1998-99, la Juve Stabia allenata da Giuliano Zoratti con in rosa calciatori del calibro di Roberto Amodio e Gaetano Fontana, giunge terza in classifica, e in virtù di questo piazzamento ottiene la qualificazione ai play-off.
Nelle semifinali l'avversario designato è il Giulianova impostosi per 3-2 nel match di andata, mentre la sfida di ritorno a Castellammare termina 2-0 per le vespe suggellando quindi il passaggio in finale, disputata il 13 giugno 1999 al Partenio di Avellino contro il Savoia, che nel frattempo ha fatto fuori il Palermo nell' altra semifinale. L' incontro vede vincere 2-0 i bianchi, i gialloblè si vedono sfumare la Serie B per la seconda volta nel giro di pochi anni.
L'anno successivo, stagione 1999-2000, la squadra allenata da Salvatore Di Somma prima e da Fausto Silipo poi, disputa un campionato disastroso che porta le vespe stabiesi a giocarsi la salvezza ai play-out da quattordicesima, contro l'Atletico Catania. Gli incontri terminano rispettivamente 3-0 al Cibali ed 1-0 al Romeo Menti, risultati che costano la retrocessione in C2) per la Juve Stabia.
nella stagione seguente, 2000-2001, la Juve Stabia disputa l'ennesimo campionato disastroso(retrocessione in serie d evitata solo per poco). In estate poi la società è colpita da una enorme crisi economica, che la porta allo scioglimento, lasciando per un anno Castellammare di Stabia e gli stabiesi senza calcio.
La nuova Juve Stabia [modifica]
Il ritorno in C1 [modifica]
Nell' estate 2002 esce allo scoperto l'imprenditore stabiese Paolo D'Arco, che prima acquista il titolo del Comprensorio Nola e successivamente cambia la denominazione in Comprensorio Stabia permettendo la partecipazione al campionato di Serie D 2002-03 classificandosi, alla fine del campionato, in nona posizione nonostante qualche difficoltà iniziale. In estate riprende la denominazione di SS Juve Stabia, e durante il calciomercato estivo viene costruita, ad opera del direttore sportivo Nicola Pannone, una vera corazzata.
Così nella stagione 2003-2004, la Juve Stabia ha la meglio sul Potenza dopo un testa a testa durato fino all' ultima giornata che, per ironia della sorte, prevede proprio lo scontro diretto con i lucani al Menti, lo Stabia si aggiudica lo scontro diretto (2-1) e soprattutto il campionato conquistando la promozione diretta in C2, riuscendo nell' ulteriore impresa di vincere anche la Coppa Italia Serie D al termine della finale con la Massese (battuta 4-2) disputata davanti ai 12.000 del Menti.
Ritornata nei professionisti tre stagioni dopo lo scioglimento, la Juve Stabia rinforza ulteriormente la propria rosa, poiché l'obiettivo è la C1. Alla fine del girone di ritorno le vespe giungono per un punto secondi alle spalle del Manfredonia e ai play-off viene eliminata dalla Cavese. Grazie alla mancata iscrizione di varie società delle serie superiori, nell'estate 2005 lo Stabia viene ripescato ritornando in C1.
Nella stagione 2005-2006, con una terza serie arricchita dalla presenza di squadre come Napoli (battuto 3-1 al Romeo Menti nel derby[5]) e Perugia, le vespe chiudono penultime, salvandosi però ai play-out alle spese dell'Acireale vincendo in casa (2-1) e pareggiando poi in Sicilia (1-1).
Nel 2006-07, la Juve Stabia si alterna tra la zona playoff ed il 7º posto, uscendo dalla zona alta solo a due giornate dalla fine, complice la sconfitta esterna contro la Sambenedettese.
Nel 2007-08, invece, i gialloblè giungono quindicesimi nel campionato di serie C1 girone B, guadagnando tuttavia l'opportunità di salvarsi ai play-out riuscendoci, grazie alla vittoria in casa del Lanciano per 1 a 0 e al pareggio a reti bianche disputato a Castellammare di Stabia.
Il cambio di dirigenza e la retrocessione in C2 [modifica]
Nella stagione 2008-09 è iscritta in Lega Pro Prima Divisione girone B, nuova denominazione della vecchia C1. Con la nuova società, guidata dai presidenti Franco Manniello e Franco Giglio, quest'ultimo ex presidente del Sorrento, affidano la squadra a Maurizio Costantini.
Si parte con aspirazioni di vertice, ma l'avvio non è dei migliori; dopo una sconfitta esterna contro il Foggia, viene esonerato il tecnico Costantini per far posto a Massimo Morgia. Alla quart'ultima partita del girone di andata il tecnico si dimetterà e il suo posto verrà occupato da Dario Bonetti. Anche il nuovo tecnico viene esonerato, facendo tornare in panchina Maurizio Costantini, che farà il suo nuovo esordio in un Menti completamente messo a nuovo il 15 marzo 2009, in occasione del derby di ritorno con la Cavese perso per un gol.
Si va così ai play out nuovamente contro il Lanciano. La gara di andata viene disputata il 31 maggio 2009 a Castellammare, dove gli stabiesi vincono 2-1. La gara di ritorno, invece, viene disputata il 7 giugno 2009 a Lanciano, dove lo Stabia viene sconfitto 0-1 e retrocede in Seconda Divisione.
2009-2011: La scalata alla Serie B [modifica]
Dopo l'amara retrocessione, la società stabiese, si sente in dovere di ritornare subito in Prima Divisione. Così, durante la sessione di calciomercato, viene allestita una vera corazzata. I risultati arrivano, e i gialloblè concludono la prima parte del torneo 2009-2010 in cima alla classifica. Alla penultima giornata, grazie al successo ai danni del Cassino per 2-0 ed al contemporaneo pareggio per 1-1 fra Catanzaro e Brindisi, la Juve Stabia torna dopo appena un anno in Prima Divisione.
Nella stagione 2010-2011 viene chiamato in panchina Piero Braglia con il quale si disputa un torneo al di sopra di ogni aspettativa, e così, ad Aprile arriva il primo trofeo. La Juve Stabia vince la Coppa Italia Lega Pro battendo in finale il Carpi (che in semifinale aveva eliminato la Nocerina nel doppio confronto.)[6]
Al termine dell'ultima giornata di campionato (pareggio al Ciro Vigorito di Benevento per 1-1) la Juve Stabia partecipa ai play-off da quinta ritrovandosi ad affrontare proprio i sanniti. In casa davanti a 10.000 spettatori riesce a vincere 1-0, grazie alla rete di Molinari, mentre la partita di ritorno termina 1-1, ed a segnare è Tarantino su calcio di rigore, assegnato per un fallo commesso ai danni di Mezavilla. Passata in finale, la Juve Stabia, affronta l'Atletico Roma. La partita d'andata viene disputata in uno Stadio Romeo Menti gremito da 13.000 spettatori (tutto esaurito), ma il risultato finale è di 0-0. La gara di ritorno finisce 2-0 per le vespe (reti di Morris Molinari e Giorgio Corona) riportando, al terzo tentativo, la Serie B alle falde del Faito dopo sessant'anni.[7]
2011-2012: Il primo anno in Serie B [modifica]
Dopo la storica promozione, il sodalizio gialloblè conferma in panchina Piero Braglia. L' ossatura della squadra inizia a rinforzarsi con gli acquisti di vari giocatori di categoria, nonché di giovani promettenti dai migliori vivai della Serie A. Il 29 luglio 2011 la Commissione Disciplinare, a causa del ritardo dei pagamenti IRPEF, ha inflitto ai gialloblè un punto di penalizzazione da scontarsi nella stagione sportiva 2011/12[8].
Il campionato non inizia nel migliore dei modi. Alla prima giornata, infatti, le vespe sono ospiti di un Empoli che, trovatosi in svantaggio grazie al gol di Danilevičius, riesce a ribaltare il risultato. Il debutto interno avviene nel posticipo della seconda giornata di campionato, con una sconfitta per 2-1 contro il Verona. A questa partita seguono il pareggio di Crotone e le sconfitte col Brescia in casa e a Livorno. Il calendario sembra sfavorire le vespe, vittoriose nel match interno col Pescara di Zeman battuto 3 a 2 in rimonta, con cucchiaio su rigore di Erpen al 90', e al Granillo con la Reggina vincendo per 1-2 anche in questo caso in rimonta (reti di Marco Sau e Andrea Raimondi) Prosegue la cavalcata vincente dei gialloblè grazie alla vittoria ai danni della Nocerina con il risultato finale di 2-3[9], e la vittoria casalinga a discapito dell'Ascoli con il risultato di 2 a 1[10]. Il giorno seguente alla vittoria conquistata a Nocera Inferiore, il procuratore federale Stefano Palazzi ha chiesto, davanti alla Commissione Disciplinare, il deferimento della società e una penalità di 9 punti da sottrarre alla società nel campionato 2011-2012[11].
L'11 ottobre 2011 la Commissione conferma la squalifica riducendo da 9 a 5 punti la penalità[12]; successivamente ridotti a 3 in secondo grado in data 10 novembre 2011[13].
La prima stagione in B viene ricordata per aver sfiorato una storica vittoria al Marassi di Genova con la Sampdoria, infatti la formazione blucerchiata riesce a pareggiare la rete di Marco Sau (premiata poi come il goal più bello della stagione corrente)[14] nei minuti finali della partita. Chiude la stagione con una storica e anticipata salvezza in virtù del 9º posto finale.
2012-2013 [modifica]
La stagione 2012-2013, vede la Juve Stabia alle prese con un calciomercato estivo molto difficile. Vanno via molti calciatori simbolo degli ultimi anni, come Molinari e Tarantino che non rinnovano, mentre Sau che torna al Cagliari per fine prestito. Anche quest'anno l'obbiettivo e mantenere la Serie B. In panchina resta Piero Braglia, e Salvatore Di Somma riesce ad allestire la rosa quasi completa per il 19 luglio 2012, data della partenza per il ritiro di Gubbio. Il 19 agosto la Juve Stabia batte ai rigori (1-1 d.t.s) la Sampdoria al terzo turno di Coppa Italia qualificandosi al quarto turno dove ha sfidato all'Artemio Franchi la Fiorentina perdendo l'accesso al turno successivo il 28 novembre del 2012. In campionato le cose vanno decisamente meglio, poiché la squadra campana si ritrova a fine girone d'andata in piena zona playoff. Ma il calciomercato della sessione invernale si rivela fallimentare. Vengono ceduti ancora una volta tanti protagonisti come il calciatore belga Maury ed il bomber lituano Danilevicius, mentre i nuovi acquisti sono una delusione. Infatti la Juve Stabia, disputa un girone di ritorno disastroso, riuscendo a salvarsi soltanto all'ultima giornata.
Cronistoria [modifica]
| Cronistoria della Società Sportiva Juve Stabia | ||||
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Colori e simboli [modifica]
Colori sociali [modifica]
Fin dalla sua fondazione, sono sempre stati adottati i colori giallo e blu in tonalità scura ed inizialmente la maglia era a strisce verticali poi divenne a tinta unita blu scuro con pantaloncini gialli. Ma soltanto nel 1953, anno in cui la Juve Stabia diviene il principale club calcistico di Castellammare di Stabia, ritorna la maglia a strisce verticali giallo e blu con pantaloncini bianchi oppure sempre in blu scuro. Per quanto riguarda la maglia da trasferta, è sempre stata di colore bianco, così come i pantalocini.
I primi sponsor ufficiali, stampati sulle maglie della formazione stabiese, si ebbero soltanto ad inizio anni novanta, quando ad essere il presidente della Juve Stabia fu l'indimenticato Roberto Fiore.
Nell'estate del 2012, con opportuni lavori di restyling, gli spalti dello Stadio Romeo Menti sono stati dipinti con i colori della società calcistica.
Stemma [modifica]
Lo stemma dell'AC Stabia, nata nel 1933, era costituito da un ovale con un'ape sulla sinistra e un pallone da calcio sulla destra contornato dalle iniziali della denominazione sociale stabiese: "A.C." (Associazione Calcio Stabia), il tutto su sfondo celeste. Fu lo stemma della società stabiese per vent'anni.
La Juve Stabia assunse uno stemma di forma trapezoidale con al centro una vespa in possesso di uno scettro, in alto a sinistra le iniziali S.S. e in basso il nome Juve Stabia su sfondo giallo e corona esterna di colore blu con la scritta Castellammare di Stabia posta in alto.
Società [modifica]
Organigramma societario [modifica]
Dal sito internet ufficiale della società[17].
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Sponsor [modifica]
Elenco degli sponsor tecnici e ufficiali della Società Sportiva Juve Stabia.
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Settore giovanile [modifica]
Dal sito internet ufficiale della società[19].
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Strutture [modifica]
Stadio [modifica]
| Per approfondire, vedi Stadio Romeo Menti (Castellammare di Stabia). |
La Juve Stabia disputa le sue partite interne allo Stadio Romeo Menti, situato a Castellammare di Stabia nel quartiere San Marco.
Fu inaugurato nel 1985 con la partita amichevole Juve Stabia - Avellino finita con il risultato di 3-1 per gli stabiesi. L'impianto possiede una capienza complessiva di 13.000 posti a sedere. Gli ultimi lavori di restyling sono stati eseguiti a luglio del 2012.
La sede [modifica]
Si riporta di seguito l'elenco delle sedi ufficiali utilizzate dalla Società Sportiva Juve Stabia nel corso della sua storia[20].
Organico [modifica]
| Per approfondire, vedi Società Sportiva Juve Stabia 2012-2013. |
Rosa [modifica]
Rosa aggiornata al 1 febbraio 2013[21].
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Staff tecnico [modifica]
Dal sito internet ufficiale della società[22].
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Statistiche e record [modifica]
Statistiche di squadra [modifica]
Partecipazione ai campionati [modifica]
| Categoria | Partecipazioni | Debutto | Ultima stagione |
|---|---|---|---|
B |
4 | 1951-1952 | 2013-2014 |
C |
44 | 1926-1927 | 2010-2011 |
D |
29 | 1955-1956 | 2003-2004 |
In 76 stagioni sportive dall'esordio a livello nazionale nella Seconda Divisione Sud (C), compresi 4 tornei del Direttorio Meridionale (C) e 11 tornei di Serie C2. Sono escluse la stagione 1930-1931, le annate dal 1933 al 1937, dal 1943 al 1945, e dal 1953 al 1955, e le stagioni 1958-1959 e 2001-2002, nelle quali la Juve Stabia ha partecipato ai tornei del Comitato Regionale Campano o fu inattiva per scioglimento.
Record nei campionati [modifica]
Elenco dei vari record stabiliti dalla Juve Stabia durante le partecipazioni ai campionati italiani. Statistiche aggiornate al 20 maggio 2013.
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Media spettatori [modifica]
Si riporta di seguito la media spettatori nelle gare interne di campionato disputate allo Stadio Romeo Menti. Dati a partire dalla stagione 2003-2004, ed aggiornati al 18 maggio 2013.
| Stagione | Campionato | Partite interne | Media spettatori |
|---|---|---|---|
| 2003-2004 | Serie D | 17 | 3.988 |
| 2004-2005 | Serie C2 | 17 | 4.165 |
| 2005-2006 | Serie C1 | 16 | 2.799 |
| 2007-2008 | Serie C1 | 17 | 1.541 |
| 2008-2009 | Lega Pro PD | 17 | 2.014 |
| 2009-2010 | Lega Pro SD | 17 | 1.372 |
| 2010-2011 | Lega Pro PD | 17 | 1.654 |
| 2011-2012 | Serie B | 21 | 3.369 |
| 2012-2013 | Serie B | 21 | 2.479 |
Statistiche individuali [modifica]
Presidenti e allenatori [modifica]
Si riporta di seguito l'elenco dei presidenti, degli allenatori e dei direttori tecnici della Società Sportiva Juve Stabia dalla fondazione del club ad oggi.
Tutti i Presidenti [modifica]
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Gli Allenatori [modifica]
Calciatori [modifica]
| Per approfondire, vedi Categoria:Calciatori della S.S. Juve Stabia. |
Le Presenze [modifica]
Di seguito si riporta l'elenco delle presenze dei calciatori con la maglia della Juve Stabia negli anni in cui hanno militato. Statistiche aggiornate al 21 Maggio 2013. (in grassetto i calciatori nella rosa attuale della Juve Stabia).
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I Marcatori [modifica]
Di seguito si riporta l'elenco dei calciatori che con la maglia della Juve Stabia negli anni hanno fatto più gol. Il grassetto indica i calciatori ancora in attività nella Juve Stabia.
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Numeri ritirati [modifica]
- Maglia numero 12
Durante la presentazione della società stabiese per la stagione calcistica 2011-2012, i due patron annunciano il ritiro della maglia numero 12 in onore della tifoseria della Curva Sud. Gesto che viene ripetuto l'anno successivo, stagione calcistica 2012-2013, nonostante la lega di Serie B abbia modificato le regole riguardanti le numerazioni di maglia.
Palmarès [modifica]
Vengono tenuti in conto tutti i piazzamenti a partire dal 1907.
Vittorie principali [modifica]
Altri piazzamenti [modifica]
Trofei giovanili [modifica]
Tifoseria [modifica]
Il calcio a Castellammare di Stabia è stato sempre lo sport più seguito. Da ciò si evince l'elevato numero di presenze sugli spalti dello Stadio Romeo Menti anche nei campionati in cui le vespe hanno militato in Serie D.
Gemellaggi [modifica]
Il rapporto di fratellanza con il Siracusa nacque nel campionato 1978-1979 in Serie C2 quando il calciatore stabiese Nicola De Simone, in forza al Siracusa, fu colpito al volto in un'azione di gioco e cadde esanime a terra. Fu subito ricoverato all'ospedale Cardarelli di Napoli ma dopo diciassette giorni morì. Da allora il tifo aretuseo e quello stabiese si sono uniti in "SiraStabia" nel ricordo del calciatore e ancora oggi i sentimenti di rispetto e fratellanza sono ancora presenti nel rapporto tra le due tifoserie[23].
Amicizie [modifica]
Rivalità maggiori [modifica]Rivalità minori [modifica]La forte rivalità con la Nocerina nacque il 21 gennaio 1929 quando i rossoneri sconfissero per 2 a 1 i gialloblu, e i giornalisti stabiesi li soprannominarono molossi[24]. Altre rivalità ci sono con il Verona, Salernitana, Foggia, Paganese, Sorrento, Turris, con queste ultime due ci sono stati anche episodi di veri e propri scontri tra tifoserie, ed infine con il Savoia, rivalità nata quando i tifosi del Savoia si scontrarono con quelli del Siracusa, gemellati con gli stabiesi, nel 2010. I derby [modifica]Nel corso della sua storia, la Juve Stabia ha disputato molti incontri con altre formazioni calcistiche della Campania. Infatti i derby calcistici più importanti che le vespe stabiesi hanno disputato sono contro Napoli, Avellino, Salernitana, Benevento, Cavese, Savoia, Turris ed altre formazioni campane. Ma i derby che caratterizzano i gialloblu da sempre, e che sono molto sentiti da ambedue le tifoserie, sono: Note [modifica]
Bibliografia [modifica]
Voci correlate [modifica]Altri progetti [modifica]
Collegamenti esterni [modifica]
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