Associazione Calcio ChievoVerona

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AC ChievoVerona
Calcio Football pictogram.svg
Chievostemma.png
Clivensi, Squadra della diga, Mussi volanti
Segni distintivi
Uniformi di gara
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Casa
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Trasferta
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Terza divisa
Colori sociali 600px Giallo e Blu (Bordato)2.png giallo-blu
Simboli Cangrande della Scala, Diga
Inno Vola con noi
Sonohra
Dati societari
Città Verona (Chievo)
Paese Italia Italia
Confederazione UEFA
Federazione Flag of Italy.svg FIGC
Campionato Serie A
Fondazione 1929
Scioglimento 1936
Rifondazione 1948
Presidente Italia Luca Campedelli
Allenatore Italia Rolando Maran
Stadio Stadio Marcantonio Bentegodi
(39 211 posti)
Sito web www.chievocalcio.tv
Palmarès
Coppa Ali della Vittoria.png
Titoli nazionali 1 Campionato di Serie B
Soccerball current event.svg Stagione in corso
Si invita a seguire il modello di voce

L'Associazione Calcio ChievoVerona, comunemente nota come ChievoVerona o più semplicemente come Chievo, è una società calcistica italiana con sede a Chievo, frazione di Verona. Fondata nel 1929 e ricostituitasi nel 1948,[1] per la stagione 2014-15 milita nella massima divisione del campionato italiano di calcio.

Includendo la stagione in corso, il Chievo ha partecipato a 26 campionati nazionali, di cui 5 in Serie C1, 8 in Serie B e 13 in Serie A. I clivensi hanno vinto un campionato di Serie B.[2] In ambito europeo i migliori risultati ottenuti sono le partecipazioni, negli anni 2000, alla Coppa UEFA e alla Champions League.[2]

Il Chievo costituisce un unicum nel panorama calcistico italiano, essendo l'unico club proveniente dalle categorie regionali minori ad aver scalato l'intera piramide calcistica nazionale, a partire dall'ultimo gradino dilettantistico costituito dalla Terza Categoria, fino a giungere dapprima in Serie A e poi nelle coppe europee.[2]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia dell'Associazione Calcio ChievoVerona.

Dagli anni 1920 ai 1970: gli albori del calcio clivense e il dilettantismo[modifica | modifica wikitesto]

I pionieri dell'O.N.D. Chievo nel 1929, in campo con una maglia scaccata

L'Opera Nazionale Dopolavoro Chievo nasce nel 1929 su iniziativa di un gruppo di appassionati di calcio del borgo di Chievo, situato alle porte di Verona,[3][4] con i colori sociali blu e bianco, alternati su una maglia a quadri, e con pantaloncini bianchi. Inizialmente la società non viene affiliata alla FIGC, limitandosi a disputare gare a carattere amichevole. Dal 1931 il blu delle divise diventa celeste, tant'è che, per molti anni, i giocatori di Chievo assumeranno l'appellativo di "biancocelesti". L'8 novembre 1931 il Chievo gioca la prima partita ufficiale con il Domegliara, e ottiene la vittoria; tuttavia, su reclamo degli avversari, la partita viene annullata, e nella ripetizione della gara il Domegliara si impone per 2-1. Nel 1933 la squadra vince il campionato provinciale "Liberi", ottenendo l'accesso alle finali venete, dove arriva seconda. La squadra inoltre replica il successo nella fase provinciale due anni più tardi. L'attività dell'O.N.D. Chievo termina nel 1936, in seguito a problemi finanziari irrisolti che perduravano da diversi mesi.

Il Cardi Chievo della stagione 1965-66

Al termine della seconda guerra mondiale, nel 1948, la società viene rifondata come A.C. Chievo e si iscrive alla Seconda Divisione. Al termine della stagione 1950-51 la squadra vince il campionato regionale di Seconda Divisione, ottenendo la promozione in Prima Divisione veneta. Nell'aprile 1952 fà il suo debutto in squadra Bruno Vantini, giocatore che manterrà la casacca clivense fino al 1971, e che detiene il primato di reti con la maglia del club. Nel 1957 la squadra cambia impianto in cui disputare le gare, spostandosi al campo parrocchiale "Carlantonio Bottagisio", dove giocherà le partite interne fino al 1986. Nel 1959, grazie alla ristrutturazione dei campionati nazionali, il Chievo viene ammesso in Seconda Categoria; sempre in quell'anno la squadra cambia denominazione societaria in Cardi Chievo, dal nome del nuovo sponsor, ed ottiene rapidamente la promozione in Prima Categoria. La squadra resta nella medesima serie fino al 1963, quando subisce la prima retrocessione della sua storia.

Nel 1964 Luigi Campedelli, uomo d'affari e proprietario della Paluani, diviene presidente del Chievo; tuttavia, nel corso degli anni successivi, egli cederà la carica presidenziale, pur rimanendo "patron" della società, fino al 1990 quando vi tornerà a pieno titolo. Nel 1965 i clivensi vincono il campionato di Seconda Categoria ed ottengono la promozione. Dopo due stagioni in Prima Categoria, nel 1967 la squadra perde la categoria retrocedendo nuovamente. Nella stagione 1967-68 il Chievo, trascinato dalle 19 reti dell'attaccante Bruno Vantini, vince immediatamente il campionato, ma la società decide di rinunciare alla promozione per problemi economici. La stagione successiva milita ancora nella Seconda Categoria, ripetendo il risultato dell'anno precedente.

Nicola Ciccolo, giocatore e allenatore negli anni 1970

Nel 1970 il Chievo conclude il campionato di Prima Categoria con l'ottava posizione in classifica, che gli consente di poter partecipare al campionato di Promozione della stagione seguente. Dopo cinque anni consecutivi trascorsi in Promozione, nel 1975 i clivensi, guidati dal tecnico Nicola Ciccolo, vincono il campionato conquistando l'accesso alla serie D, il massimo campionato dilettantistico. Nonostante il successo sul campo, in seguito all'abbandono dello sponsor Cardi, la società attraversa un periodo di crisi finanziaria. Tuttavia il club, che torna a chiamarsi dunque A.C. Chievo, riesce in breve a superare le difficoltà economiche, e nel 1975-76 conclude al decimo posto in classifica il suo primo campionato in serie D. Per la stagione di 1979-80 viene confermato Carlo De Angelis alla guida della formazione clivense, ma a causa di una stagione particolarmente travagliata, l'allenatore viene prima esonerato e sostituito da Angelo Barbi, e successivamente richiamato per ottenere la salvezza all'ultima giornata di campionato.

Gli anni 1980 e 1990: dall'ingresso nel professionismo alla serie B[modifica | modifica wikitesto]

Nell'estate 1980 la squadra passò in consegna al tecnico Dario Baruffi, che la allenò fino al 1984. Nel 1981 la squadra prese il nome di Paluani Chievo, dal nome dello sponsor Paluani. Nella stagione 1984-1985 l'allenatore fu Emilio Zanotti, mentre nel 1985 venne richiamato in panchina Carlo De Angelis. Nel campionato 1985-1986 il Chievo si mantenne sempre nelle prime posizioni, contendondosi il primato col Bassano. Al termine del campionato, le due squadre dovettero disputare uno spareggio promozione a Brescia, che vide prevalere la squadra vicentina. Tuttavia, il 13 giugno 1986 una sentenza condannò il Bassano per illecito sportivo e il Chievo ottenne la promozione in Serie C2. Nel 1986, la squadra tornò a chiamarsi semplicemente A.C. Chievo e iniziò a giocare le gare interne allo Stadio "Bentegodi" di Verona. Nei tre campionati di Serie C2, la compagine veronese si piazzò per due volte al quarto posto (1987, 1988) e ottenne la promozione nel 1989, in seguito alla vittoria del proprio girone. Sulla panchina clivense succedettero a De Angelis, dimessosi nell'estate 1987, prima Luigi Busatta, che guidò la squadra nel 1988-1989, poi Gianni Bui, che portò il Chievo in Serie C1. In questi campionati fu fondamentale per la squadra l'apporto, in termine di reti, della coppia d'attacco Fiorio-Folli.

Una formazione dell'A.C. Chievo nel 1980-81

Nel 1990 Luigi Campedelli tornò presidente della società. Per identificare maggiormente la formazione con la città, egli decise di mutare la denominazione in A.C. ChievoVerona. In C1, per le prime due stagioni venne riconfermato Bui alla guida della squadra, che terminò al sesto posto in classifica nel 1990, mentre nel 1991 ottenne la salvezza all'ultima giornata e chiuse quattordicesima. La stagione 1991-1992 vide la terza chiamata di Carlo De Angelis sulla panchina del Chievo. La squadra si piazzò settima alla fine del campionato e l'attaccante clivense Riccardo Gori vinse la classifica marcatori con 13 reti. Il 15 settembre 1992 il presidente Luigi Campedelli morì improvvisamente per un attacco cardiaco. A succedergli nella guida della società fu il figlio Luca, che decise di farsi affiancare, con il ruolo di direttore sportivo, dall'ex calciatore clivense Giovanni Sartori[5]. Nel 1993 il Chievo terminò nuovamente settimo. Per la stagione successiva,1993-94, Alberto Malesani fu nominato nuovo allenatore e il Chievo chiuse al primo posto nel girone conquistando la promozione in Serie B. Il ciclo di Malesani alla guida della squadra durò fino al termine del campionato cadetto 1996-1997. Nelle prime due stagioni in Serie B la squadra si piazzò al tredicesimo (1994-1995) e al quattordicesimo posto (1995-1996) e disputò i primi Derby della storia contro l'Hellas Verona. Il Chievo fu molto competitivo nel campionato 1996-1997, arrivando ad ambire alla promozione in Serie A, e si piazzò settimo. L'attaccante Raffaele Cerbone segnò 20 reti, ottenendo le prime posizioni della classifica marcatori. Nella stagione 1997-1998 fu Silvio Baldini a sostituire Malesani (passato alla Fiorentina) in panchina. Il Chievo terminò al decimo posto in campionato e Baldini lasciò la squadra. Per la stagione 1998-1999 la squadra fu affidata a Domenico Caso, il quale, tuttavia, venne sollevato dall'incarico a dicembre, a causa dei cattivi risultati conseguiti.[6] Il tecnico venne sostituito da Lorenzo Balestro e Luciano Miani. La coppia di allenatori riuscì a centrare la salvezza (la squadra chiuse undicesima) e venne riconfermata anche per il campionato 1999-2000, che il Chievo terminò al quindicesimo posto.

Luigi Delneri, il tecnico della storica promozione in serie A, nonché del quinto posto in massima serie – miglior piazzamento assoluto dei clivensi – e della prima qualificazione alle coppe europee

Gli anni 2000: il Chievo in serie A[modifica | modifica wikitesto]

Nell'estate del 2000, venne nominato nuovo allenatore Luigi Delneri, il quale aprì un ciclo di quattro anni e portò la squadra dalla serie cadetta alla qualificazione in Coppa UEFA. Nel campionato di Serie B 2000-2001 la squadra chiuse al terzo posto e fu promossa in Serie A.

« Per me è come se fosse un sogno, quando mi sveglierò, vi saprò dire.[7] »
(Luca Campedelli, dopo la promozione in Serie A del 2001)

Il rendimento sorprendente nella prima stagione di massima serie portò la squadra al centro di una grande attenzione mediatica. La stampa iniziò a parlare di Miracolo Chievo. Il quinto posto nella Serie A 2001-2002, frutto di 54 punti (14 gare vinte, 12 pareggiate e 8 perse; 57 gol messi a segno e 52 subiti),[8] consentì alla squadra di partecipare alla Coppa UEFA 2002-2003, dove uscì al primo turno contro la Stella Rossa. Nella seconda e nella terza stagione in A della sua storia, il Chievo ottenne un settimo (2002-2003) ed un nono posto (2003-2004). Nel 2004 Delneri lasciò il Chievo e fu sostituito da Mario Beretta. Tuttavia, il tecnico milanese non concluse la stagione 2004-2005, venendo esonerato a tre giornate dal termine, con la squadra al terz'ultimo posto in classifica. Al suo posto fu chiamato Maurizio D'Angelo, ex bandiera della squadra, che riuscì a salvare il Chievo dalla retrocessione grazie a due vittorie per 1-0 su Siena e Bologna e ad un pareggio per 0-0 contro una Roma ormai salva. Per la stagione 2005-2006, la dirigenza decise di affidare la squadra a Giuseppe Pillon. Il Chievo era settimo alla fine del campionato, ma, dopo i fatti di Calciopoli e il conseguente sconvolgimento della classifica, scalò alcune posizioni ritrovandosi al quarto posto: ciò consentì alla formazione gialloblù di disputare il terzo turno preliminare della Champions League 2006-2007, dalla quale fu subito eliminata per mano dei bulgari del Levski Sofia; i clivensi ripiegarono quindi in Coppa UEFA, dove i portoghesi dello Sporting Braga posero fine al cammino europeo della squadra veronese nel doppio confronto del primo turno. Queste eliminazioni, ma soprattutto l'avvio negativo nel campionato 2006-2007,[9] convinsero i dirigenti a esonerare Pillon e a richiamare Luigi Delneri. Il tentativo dell'artefice del Miracolo Chievo di risollevare le sorti della squadra fu vano: il Chievo chiuse in diciottesima posizione e retrocesse in B.

1º giugno 2008, stadio Bentegodi: il Chievo viene premiato con la Coppa Ali della Vittoria per il primo posto ottenuto nella serie B 2007-08

Nella stagione 2007-2008 la squadra, guidata da Giuseppe Iachini, vinse il campionato di B e ottenne un immediato ritorno in A. Sergio Pellissier, autore di 22 reti, chiuse ai primi posti della classifica marcatori. Nel campionato di Serie A 2008-2009, la dirigenza esonerò Iachini in novembre, con la squadra in fondo alla classifica. Al suo posto fu chiamato Domenico Di Carlo, il quale, soprattutto grazie ai punti realizzati nel girone di ritorno, riuscì a centrare l'obiettivo salvezza. Nella stagione 2009-2010 il ChievoVerona chiuse il girone d'andata a metà classifica, mantentendo sempre una decina di punti sulla zona retrocessione. La salvezza matematica arrivò con tre giornate di anticipo, il 25 aprile a Firenze, dopo aver battuto per 2-0 la Fiorentina. Alla fine il Chievo terminò la stagione al 14º posto, con 44 punti.

Gli anni 2010[modifica | modifica wikitesto]

La stagione 2010-2011, sotto la guida tecnica di Stefano Pioli che sostituì Di Carlo, vide il Chievo solitario in testa alla classifica a pieni punti dopo due giornate. Il 30 gennaio 2011, con la vittoria per 3-0 sul Brescia i clivensi festeggiarono la 100ª vittoria in Serie A; tornarono, allora, alla mente le parole pronunciate da Luigi Delneri il giorno della prima vittoria nel massimo campionato italiano, avvenuta nell'agosto del 2001:

« Saremo grandi quando le vittorie diventeranno dieci, venti, cinquanta, forse cento. »
(Luigi Delneri, dopo la prima vittoria in Serie A dell'agosto 2001 contro la Fiorentina)

Successivamente i gialloblù si assestano su posizioni di metà classifica, fino al raggiungimento della salvezza con due giornate d'anticipo, pareggiando a Torino con la Juventus per 2-2 e chiudendo in undicesima posizione a 46 punti. Durante la stagione il Chievo raccolse risultati importanti, come la doppia vittoria con il Napoli, i due pareggi con la Juventus, il punto con la Roma e la vittoria in casa con l'Inter.

Nella stagione 2011-2012 il Chievo, di nuovo sotto la guida di Di Carlo, riuscì a chiudere la stagione con 49 punti, al decimo posto. Da sottolineare i due pareggi ottenuti con la Juventus (che finì la stagione imbattuta), la vittoria col Napoli e il doppio successo sul Catania; i clivensi sfiorarono anche la semifinale di Coppa Italia venendo eliminati beffardamente nei quarti di finale dal Siena. In questa stagione, inoltre, il capitano Sergio Pellissier segnò, nella partita di ritorno col Novara, il suo 100° gol in maglia gialloblù. Nel campionato 2012-2013, in cui Di Carlo lasciò la panchina all'ex centrocampista clivense Eugenio Corini, la squadra chiuse la classifica a quota 45 punti, al dodicesimo posto; i risultati più importanti dell'anno furono le due vittorie con la Roma nonché quelle con la Lazio e Napoli. L'annata 2013-2014 vide il Chievo alle prese con notevoli difficoltà in avvio, che li portò a occupare l'ultima posizione in solitaria: a fine novembre, la vittoria nel derby diede il là a una risalita in classifica dei gialloblù che, al contempo, in questo periodo non subirono gol per quattro partite, stabilendo il nuovo record d'imbattibilità del loro portiere. Al termine di una stagione conclusasi con il sedicesimo posto e la salvezza, Giovanni Sartori, uno degli artefici della Favola Chievo, lasciò la carica di direttore sportivo dopo oltre vent'anni di collaborazione con la società clivense[10]. Nella stagione 2014-2015 il Chievo riparte con Corini come allenatore, tuttavia esonerato dopo sette giornate e sostituito da un altro ex clivense, Rolando Maran.

Cronistoria[modifica | modifica wikitesto]

Cronistoria dell'Associazione Calcio ChievoVerona

  • 1931-32 - 3º nel girone A della Seconda Categoria Veronese ULIC.
  • 1932-33 - 1º nel girone A della Seconda Categoria Veronese ULIC. Campione Veronese di Seconda Categoria ULIC in fase provinciale (1º titolo). Finale in fase regionale.
  • 1933-34 - 3º nel girone A della Seconda Categoria Veronese ULIC.
  • 1934-35 - 1º nel girone unico della Seconda Categoria Veronese. Campione di Seconda Categoria della Sezione Propaganda Veronese (1º titolo). Semifinale in fase regionale.
  • 1935-36 - 1º nel girone unico della Seconda Categoria SP Veronese. Ritiro in finale.
  • 1936-37 - Vince il titolo provinciale Veronese del torneo dei Fasci Giovanili (1º titolo).
  • 1948 - Ricostituita squadra con denominazione Associazione Calcio Chievo, affiliata alla Lega Regionale Veneta.
  • 1948-49 - 3º nel girone B della Seconda Divisione Veneta.
  • 1949-50 - 5º nel girone I della Seconda Divisione Veneta.

  • 1950-51 - 1º nel girone A della Seconda Divisione Veneta. Promosso in Prima Divisione.
  • 1951-52 - 15º nel girone A della Prima Divisione Veneta.
  • 1952-53 - 12º nel girone A della Prima Divisione Veneta.
  • 1953-54 - 6º nel girone A della Prima Divisione Veneta.
  • 1954-55 - 7º nel girone A della Prima Divisione Veneta.
  • 1955-56 - 4º nel girone A della Prima Divisione Veneta.
  • 1956-57 - 4º nel girone A della Prima Divisione Veneta.
  • 1957-58 - 7º nel girone A della Prima Divisione Veneta.
  • 1958-59 - 3º nel girone A della Prima Divisione Veneta.
  • 1959-60 - 1º nel girone A della Seconda Categoria Veneta. Promosso in Prima Categoria
  • 1960 - Assume la denominazione di Associazione Calcio Cardi Chievo.

  • 1960-61 - 8º nel girone A della Prima Categoria Veneta.
  • 1961-62 - 8º nel girone A della Prima Categoria Veneta.
  • 1962-63 - 15º nel girone B della Prima Categoria Veneta. Retrocesso in Seconda Categoria.
  • 1963-64 - 4º nel girone A della Seconda Categoria Veneta.
  • 1964-65 - 1º nel girone A della Seconda Categoria Veneta. Promosso in Prima Categoria.
  • 1965-66 - 11º nel girone A della Prima Categoria Veneta.
  • 1966-67 - 15º nel girone A della Prima Categoria Veneta. Retrocesso in Seconda Categoria.
  • 1967-68 - 1º nel girone A della Seconda Categoria Veneta. Rinuncia alla promozione per problemi di bilancio.
  • 1968-69 - 1º nel girone A della Seconda Categoria Veneta. Promosso in Prima Categoria Veneta.
  • 1969-70 - 8º nel girone A della Prima Categoria Veneta. Ammesso al campionato di Promozione.

  • 1970-71 - 9º nel girone A della Promozione Veneta.
  • 1971-72 - 5º nel girone A della Promozione Veneta.
  • 1972-73 - 11º nel girone A della Promozione Veneta.
  • 1973-74 - 11º nel girone A della Promozione Veneta.
  • 1974-75 - 1º nel girone A della Promozione Veneta. Promosso in Serie D.
  • 1975 - Torna alla denominazione Associazione Calcio Chievo.
  • 1975-76 - 10º nel girone C della Serie D.
  • 1976-77 - 14º nel girone C della Serie D.
  • 1977-78 - 8º nel girone B della Serie D.
  • 1978-79 - 11º nel girone B della Serie D.
  • 1979-80 - 13º nel girone C della Serie D.

  • 1980-81 - 11º nel girone C della Serie D. Ammesso al nuovo Campionato Interregionale.
  • 1981 - Assume denominazione Associazione Calcio Paluani Chievo.
  • 1981-82 - 8º nel girone B del Campionato Interregionale.
  • 1982-83 - 12º nel girone D del Campionato Interregionale.
  • 1983-84 - 9º nel girone C del Campionato Interregionale.
  • 1984-85 - 7º nel girone C del Campionato Interregionale.
  • 1985-86 - 1º nel girone C del Campionato Interregional. Promosso in Serie C2.
  • 1986 - Torna alla denominazione Associazione Calcio Chievo.
  • 1986-87 - 4º nel girone B della Serie C2.
 ? di Coppa Italia Serie C.
  • 1987-1988 - 4º nel girone B della Serie C2.
Fase a gironi di Coppa Italia Serie C.
  • 1988-1989 - 1º nel girone B della Serie C2. Green Arrow Up.svg Promosso in Serie C1.
Fase a gironi di Coppa Italia Serie C.
  • 1989-1990 - 6º nel girone A della Serie C1. Assume la denominazione attuale di Associazione Calcio ChievoVerona S.r.l..
Semifinale di Coppa Italia Serie C.

Fase a gironi di Coppa Italia Serie C.
Fase a gironi di Coppa Italia Serie C.
Secondo turno di Coppa Italia Serie C.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia Serie C.
Secondo turno di Coppa Italia.
Secondo turno di Coppa Italia.
Secondo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia.
Fase a gironi di Coppa Italia.

Fase a gironi di Coppa Italia.
Fase a gironi di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa UEFA.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Secondo turno di Coppa Italia.
Terzo turno di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Terzo turno preliminare di Champions League.
Primo turno di Coppa UEFA.
Primo turno di Coppa Italia.
Terzo turno di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia.

Ottavi di finale di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Quarto turno di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Terzo turno di Coppa Italia.

Colori e simboli[modifica | modifica wikitesto]

Colori[modifica | modifica wikitesto]

Nella storia della società clivense, due sono le colorazioni principali della maglia del club: il biancoazzurro, utilizzato fino al 1956, ed il gialloblu, tuttora in uso. L'unica eccezione è nel 1948-49, quando i dirigenti, a causa delle ristrettezze economiche della squadra appena rifondata, acquistano maglie rossoblu.[12]

Di seguito i modelli principali delle divise del ChievoVerona dal 1929 ad oggi:

Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
1928-29
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
1931-32
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
1948-49
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
1965-66
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
1976-77
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
1985-86
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
1994-95
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
2014-15

Simboli ufficiali[modifica | modifica wikitesto]

Stemma[modifica | modifica wikitesto]

Il Ponte Diga del Chievo

Dagli anni 1980 il simbolo ufficiale è lo stemma di Cangrande I della Scala. Fonte di numerose polemiche, protrattesi nel tempo, è l'associazione del simbolo della Scala degli Scaligeri al Chievo: dall'inizio del III millennio il suo utilizzo è rivendicato dai sostenitori dell'Hellas Verona e ritenuto un plagio, poiché dal 1971 è questo il principale stemma della società rivale e dei suoi supporter, le "Brigate Gialloblu";[13] nel 2011 il presidente clivense Luca Campedelli ha risposto in merito precisando che non solo il simbolo rappresenta tutta Verona in quanto effigie della famiglia scaligera, ma che la Scala è presente fin dagli anni 1930 sulle maglie del Chievo (come testimoniano fotografie d'epoca).[14]

Inno[modifica | modifica wikitesto]

L'inno ufficiale del Chievo si intitola Vola con noi, realizzato dai Sonohra nel settembre 2013.[15]

Strutture[modifica | modifica wikitesto]

Stadio[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stadio Marcantonio Bentegodi.
L'ingresso del Bottagisio

Sul campo "Stefani" il Chievo gioca la prima partita ufficiale della sua storia l'8 novembre 1931 e vince due Campionati Provinciali Liberi (nel 1933 e nel 1935). Nel periodo di utilizzo del campo "Cardi e Biondani" la squadra vince il campionato di Seconda Divisione (1951) e disputa svariati tornei di Prima Divisione. Nel 1957, il Chievo cambia ancora terreno di gioco e si sposta sul "Carlantonio Bottagisio": su questo campo di gioco, infatti, la squadra compie buona parte della scalata delle serie dilettantistiche. Prende nome dal cavalier Bottagisio, che cede gratuitamente il terreno di sua proprietà alla parrocchia (tuttora, all'ingresso del "Bottagisio", è presente la scritta "Campo sportivo parrocchiale").

Il Bentegodi

Viene utilizzato per le partite interne di campionato dal 1957 al 1986; durante questo periodo numerosi sono gli interventi di manutenzione. Oggi il campo ospita partite e allenamenti di una parte delle giovanili, mentre la prima squadra lo utilizza nelle partite amichevoli soltanto in occasione di particolari eventi celebrativi. È situato in Chievo, a ridosso del fiume Adige. Nei 29 anni di utilizzo del "Bottagisio", la squadra ottiene 4 promozioni dalla Seconda Categoria alla Prima (1960, 1965 e 1969), 2 retrocessioni dalla Prima Categoria alla Seconda (1963 e 1967) e l'ammissione al campionato di Promozione (1970), infine nel 1975 ottiene la promozione in Serie D; il "Bottagisio" ospita le gare interne dei clivensi anche nel corso degli 11 campionati di D giocati dalla squadra. Nel 1986, il Chievo conquista la promozione in Serie C2: il campo storico non è adeguato per ospitare partite professionistiche, quindi il Chievo va a giocare al Bentegodi.[2] Risalgono al periodo di utilizzo dell'impianto le promozioni in Serie C1 (1989), Serie B (1994) e Serie A (2001 e 2008), oltre alla retrocessione in serie cadetta (2007).[2]

Centro di allenamento[modifica | modifica wikitesto]

Il ChievoVerona si allena presso il centro Sportivo Veronello a Calmasino di Bardolino dal 1984, con l'eccezione del triennio 2010-13, durante il quale la squadra si allena sui campi del Park Hotel Paradiso a Peschiera del Garda.[16] Il complesso sportivo di Veronello è intitolato a Saverio Garonzi, ex presidente del Verona e dirigente clivense dal 1983 al 1986,[17] che ne aveva commissionato la costruzione.[18]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Nel corso degli anni, la società cambia la propria denominazione in varie occasioni. In due periodi della sua storia (1959-75 e 1981-86), nella denominazione della squadra clivense compare il nome della ditta sponsorizzatrice, mentre nel 1990, l'allora presidente Luigi Campedelli decide di cambiare in "ChievoVerona" la denominazione del club, per identificarlo maggiormente con la città di Verona.[2]

Organigramma societario[modifica | modifica wikitesto]

Organigramma aggiornato al 24 ottobre 2014.[19]

Staff dell'area amministrativa
  • Italia Luca Campedelli - Presidente
  • Italia Michele Cordioli - Vice presidente
  • Italia Marco Pacione - Team manager
  • Italia Fabio Moro - Assistant team manager
  • Italia Michele Sebastiani - Segretario generale
  • Italia Giancarlo Fiumi - Segretario onorario
  • Italia Fausto Vinti - Responsabile area tecnica
  • Italia Lorenzo Balestro - Coordinatore area tecnica
  • Italia Enzo Zanin - Responsabile commerciale
  • Italia Simone Fiorini - Area commerciale
  • Italia Daniele Partelli - Area marketing
  • Italia Alberto L'Episcopo - Area marketing
  • Italia Federica Menegazzi - Addetto stampa
  • Italia Tommaso Franco - Addetto stampa
  • Italia Patrizio Binazzi - Travel manager
  • Italia Elisabetta Lenotti - Amministrazione
  • Italia Federica Oliboni - Amministrazione
  • Italia Maria Prearo - Amministrazione
  • Italia Giulia Maragni - Segreteria
  • Italia Marco Zamana - Biglietteria
  • Italia Diego Avanzi - Responsabile relazioni con i tifosi


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Di seguito la cronologia di fornitori tecnici e sponsor del ChievoVerona.

Cronologia degli sponsor tecnici
Cronologia degli sponsor ufficiali


Impegno nel sociale[modifica | modifica wikitesto]

Il ChievoVerona è attivo nel campo sociale e umanitario. In collaborazione con "ProgettoMondo Mlal" sostiene il programma triennale "Il mestiere di crescere", il quale si prefigge l'obiettivo di migliorare le condizione di vita di ragazzi e ragazze di Perù, Bolivia e Colombia mediante l'ottimizzazione di un centro sportivo multidisciplinare nella periferia di Amauta, la creazione di servizi igienici e spogliatoi in posizione adiacente al campo, la ristrutturazione di locali di ritrovo e il sostegno di corsi di studio per ragazzi e educatori.[24]

Settore giovanile[modifica | modifica wikitesto]

Il settore giovanile del ChievoVerona è formato da tre squadre maschili partecipanti ai campionati nazionali (Primavera, Allievi Nazionali e Giovanissimi Nazionali), due partecipanti a livello regionale (Allievi Regionali e Giovanissimi Regionali) e una a livello provinciale (Giovanissimi Provinciali), oltre a una rappresentativa di Giovanissimi Professionisti, una di Esordienti e due di Pulcini.[25]

In ambito giovanile, il ChievoVerona vanta la vittoria di un Campionato Primavera, conquistato dai giovani clivensi nel 2013-14, alla loro prima finale assoluta nel torneo.[26]

L'AC ChievoVerona nella cultura di massa[modifica | modifica wikitesto]

Il ChievoVerona, nonostante non sia una delle storiche "provinciali" della penisola, è presente in alcune opere della cultura italiana. In ambito musicale, troviamo una citazione del club da parte degli Articolo 31 in una canzone dell'album Domani smetto del 2002.[27] Sul versante fumettistico, alla squadra clivense è stata dedicata la terza di copertina di Topolino Gol dell'aprile 2014, con protagonisti i personaggi Disney di Clarabella e Paperoga bardati dai colori e simboli gialloblù.

Allenatori e presidenti[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Categoria:Allenatori dell'A.C. ChievoVerona e Categoria:Presidenti dell'A.C. ChievoVerona.

Di seguito l'elenco di allenatori e presidenti del ChievoVerona dall'anno di fondazione a oggi.

Allenatori
Presidenti
  • 1931-36 Italia Antonio Recchia
  • 1948-52 Italia Alessandro Recchia
  • 1952-53 Italia Giulio Compri
  • 1953-55 Italia Lodovico Iorio
  • 1955-56 Italia Guglielmo Bianconi
  • 1956-57 Italia Mario Vantini
  • 1957-58 Italia Domenico Zivelonghi
  • 1958-59 Italia Arturo Spada
  • 1959-61 Italia Luigi Vantini
  • 1961-62 Italia Arturo Spada
  • 1962-64 Italia Luigi Vantini
  • 1964-65 Italia Luigi Campedelli
  • 1965-69 Italia Umberto Bottacini
  • 1969-75 Italia Lodovico Iorio
  • 1975-76 Italia Giuseppe Montresor
  • 1976-80 Italia Giuseppe Campedelli
  • 1980-81 Italia Franco Bottacini
  • 1981-86 Italia Fernando Righetti
  • 1986-90 Italia Bruno Garonzi
  • 1990-92 Italia Luigi Campedelli
  • 1992-oggi Italia Luca Campedelli


Calciatori[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Categoria:Calciatori dell'A.C. ChievoVerona.

L'AC ChievoVerona e le Nazionali di calcio[modifica | modifica wikitesto]

Simone Perrotta

Il giocatore del ChievoVerona con il maggior numero di presenze nella Nazionale di calcio dell'Italia è Simone Perrotta, il quale, durante la militanza in gialloblu, ha ottenuto 19 presenze e segnato un gol con gli "Azzurri".[28] Al secondo posto troviamo l'ex difensore Nicola Legrottaglie con 5 presenze e una rete con l'Italia[29] a cui segue Massimo Marazzina con 3 presenze,[30] Franco Semioli con 2,[31] Sergio Pellissier con una presenza e un gol[32] e Roberto Baronio con una presenza.[33]

Maglie ritirate[modifica | modifica wikitesto]

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

1985-86
  • Promozione Veneta: 1
1974-75
  • Seconda Categoria Veneta: 4
1959-60, 1964-65, 1967-68, 1968-69
  • Seconda Divisione Veneta: 1
1950-51
1934-35, 1935-36
1932-33, 1934-35

Statistiche e record[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Statistiche e record dell'Associazione Calcio ChievoVerona.

Partecipazione ai campionati[modifica | modifica wikitesto]

Livello Categoria Partecipazioni Debutto Ultima stagione Totale
Serie A 13 2001-02 2014-15 13
Serie B 8 1994-95 2007-08 8
Serie C1 5 1989-90 1993-94 5
Serie D 3 1975-76 1977-78 6
Serie C2 3 1986-87 1988-89
Serie D 3 1978-79 1980-81 8
Campionato Interregionale 5 1981-82 1985-86

Statistiche di squadra[modifica | modifica wikitesto]

Includendo la stagione in corso, il club ha partecipato a 40 campionati nazionali, di cui 13 in Serie A, 8 in Serie B, 5 in Serie C1, 6 campionati di quarto livello e 8 di quinto.[2] Il Chievo è l'unico club proveniente dalle categorie regionali minori ad aver scalato l'intera piramide calcistica nazionale fino a giungere in A: conquistata la promozione in Serie C2 nel 1986, la società conosce una rapida ascesa, approdando dapprima nel 1989 in C1, e poi nel 1994 in B.[2] Grazie alla storica promozione in Serie A, nel 2001 è al centro di una grande attenzione mediatica e diventa conosciuto al grande pubblico e presa a modello.[35] Nel 2002 debutta anche nel calcio europeo, disputando la Coppa UEFA, mentre nel 2006 prende parte ai preliminari della UEFA Champions League.[36][2]

Statistiche individuali[modifica | modifica wikitesto]

Sergio Pellissier

Il recordman di presenze in maglia clivense è l'attaccante Sergio Pellissier, tuttora in attività, che dal 2000 a oggi ha superato le 370 partite nei campionati professionistici.[37] Tra i marcatori, il primato è invece appannaggio di Bruno Vantini, che tra il 1952 e il 1971 mette a segno 158 reti coi "Mussi"; in ambito professionistico, svetta invece ancora Pellissier, sopra quota 100 gol.[37] Per quanto concerne infine i capocannonieri clivensi di un singolo campionato di Serie A, il record è in coabitazione tra Massimo Marazzina (2001-02), il già citato Sergio Pellissier (2005-06 e 2008-09) e Alberto Paloschi (2013-14), tutti capaci di raggiungere le 13 marcature in stagione.[38][37][39]

Di seguito i record presenze e marcature dei giocatori del ChievoVerona dall'anno di fondazione a oggi.

Record di presenze
Record di reti


Tifoseria[modifica | modifica wikitesto]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

I tifosi clivensi in trasferta all'Artemio Franchi di Firenze

Il gruppo principale organizzato della tifoseria clivense è il "North Side 1994".[40] Il nome del gruppo letteralmente tradotto è "settore Nord", adottato per distinguersi dall'opposta fazione cittadina, la tifoseria dell'Hellas Verona.[40] Tuttavia la curva Nord dello stadio veronese non è però concessa a causa di prescrizioni di sicurezza ed è adibito a settore ospiti, tant'è che il gruppo da anni rivendica invano il posizionamento degli stessi supporters clivensi nel suddetto settore.[40]

Il gruppo nasce nel 1994 in seguito alla promozione in Serie B del Chievo, esponendo il primo striscione il 6 novembre 1994 a Cesena.[40] Il simbolo inizialmente è la rosa dei venti, abbandonata però a favore di Marvin the Martian, famoso personaggio dei cartoni animati Looney Tunes, adottato perché il Chievo e la sua tifoseria vengono definiti dei marziani nel panorama del calcio professionistico italiano.[40]

Alle porte del nuovo millennio il gruppo, che conosce una progressiva crescita parallelamente alla scalata nei campionati della formazione clivense, in seguito alla diffida di alcuni fra i principali membri avvenuta successivamente ad una partita contro il Napoli, conosce un periodo buio, superato tuttavia con la promozione del Chievo in Serie A.[40] Le prime trasferte europee ci sono nel 2002, in seguito alla qualificazione dei gialloblù in Coppa UEFA, e portarono il gruppo in importanti città continentali quali Braga, Belgrado e Sofia.[40] Gruppi ormai sciolti in curva sono gli "Ultras Chievo" e i "Cani Sciolti". Nel 2010 in curva si forma un nuovo gruppo, quello dei "The Followers" che prende posto in uno dei balconcini della curva.[41]

Gemellaggi e rivalità[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Derby calcistici in Veneto e Derby di Verona.
Tifosi e giocatori del Chievo festeggiano il ritorno della squadra in massima serie nel 2008

Esistono delle forti amicizie con i supporter del Monza,[41] mentre nel 2013-14 nasce un gemellaggio con i tifosi del Sassuolo.[42]

L'unica vera rivalità dei tifosi clivensi è quella cittadina coi sostenitori dell'Hellas Verona.[41] Fino al 2001, fra Chievo e Hellas non esiste un reale rapporto competitivo: i più blasonati scaligeri sono il baluardo attorno al quale era ruotato per quasi tutto il XX secolo il calcio veronese, mentre i "Mussi" vengono ancora visti come una piccola squadra di quartiere che per decenni si era barcamenata nelle serie inferiori, giocando stabilmente nelle categorie nazionali soltanto dal 1975. La prima promozione in Serie B del Chievo arriva solamente nel 1994, così tra le tifoserie clivensi e scaligere non vi è di fatto mai potuta essere una vera rivalità sportiva; ad esempio in occasione della decisiva trasferta di Carrara del 1994 per l'approdo della "squadra della diga" in Serie B, centinaia di supporter dell'Hellas si aggregano a quelli del Chievo per sostenere congiuntamente la piccola realtà di borgata.[43]

L'"OND Chievo" del 1932-33, con divisa biancazzurra e stemma della Scala sul petto

L'arrivo in Serie A del Chievo nel 2001-02 inizia però a cambiare le cose: permettee innanzitutto alla città veneta di diventare la quinta (dopo Milano, Roma, Torino e Genova) a poter vantare un derby nella massima serie italiana – chiamato "derby della Scala" o "derby dell'Arena" –, e inoltre mette per la prima volta realmente sullo stesso piano le due società; la prima stracittadina in massima serie si disputa il 18 novembre 2001.[44] Nonostante i mutati equilibri di forza tra le due formazioni veronesi, vi è ancora un clima di armonia e rispetto tra le reciproche curve. Il vero punto di svolta nella nascente rivalità si verifica in occasione del derby di ritorno, giocato formalmente in casa dai "Mussi" e vinto da questi 2-1.[45][43]

Nel decennio seguente, complice la buona gestione societaria Campedelli-Sartori sulla sponda clivense, e quella tribolata Pastorello-Cannella su quella scaligera, il "Céo" rimane una presenza fissa nella massima serie italiana, mentre il Verona inizia un lento declino.[46] Dopo la retrocessione dell'Hellas in Serie C nel 2007, si inizia perfino a parlare seriamente di una fusione tra le due formazioni, con la tifoseria numericamente ed economicamente molto più fruttuosa dei veronesi.[47] A opporsi al progetto sono i tifosi e l'allora presidente veronese Martinelli.[48]

La "guerra dei simboli" scoppiata nell'estate del 2010, riporta in auge la discussione tra le opposte fazioni sportive riguardante i colori e gli stemmi societari impiegati dal Chievo. I "Butei" rimproverano ai "Mussi", tra le altre cose, l'uso degli stessi colori sociali (il giallo e il blu delle insegne comunali, quando le tinte originali del Chievo sono il bianco e l'azzurro)[49] In questo contesto, alla vigilia della stagione 2010-11, il Chievo, durante la sua campagna abbonamenti, tra i vari simboli promozionali utilizza un cavaliere con un drappo su cui era rappresentato lo stemma della dinastia scaligera, la Scala: questo crea una nuova protesta dei sostenitori dell'Hellas, i quali identificano il simbolo come proprio dagli anni 1970 e vedono quindi il tutto come un tentativo del Chievo di prendere idealmente il posto e l'identità del Verona nell'immaginario collettivo, emulandone i simboli e i colori.[50] Il presidente clivense Campedelli replica sostenendo che l'antica Scala è da intendere come rappresentante di tutta la provincia di Verona, dimostrando come il Chievo sfoggiava la Scala sulle proprie maglie da gioco fin dagli anni 1930.[51]

Organico[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Associazione Calcio ChievoVerona 2014-2015.

Rosa[modifica | modifica wikitesto]

Rosa e numerazione aggiornate al 13 settembre 2014.[52]

N. Ruolo Giocatore
1 Argentina P Albano Bizzarri
3 Italia D Dario Dainelli
5 Italia D Alessandro Gamberini
6 Polonia C Tomasz Kupisz
7 Slovenia A Dejan Lazarević
8 Serbia C Ivan Radovanović
10 Argentina A Maxi López
12 Slovenia D Boštjan Cesar
13 Argentina C Mariano Izco
14 Ghana C Isaac Cofie
19 Argentina A Rubén Botta
20 Italia D Gennaro Sardo
21 Francia D Nicolas Frey
23 Slovenia C Valter Birsa
N. Ruolo Giocatore
24 Italia A Ezequiel Schelotto
25 Italia P Francesco Bardi
26 Brasile D Edimar
31 Italia A Sergio Pellissier
32 Slovenia P Grega Sorcan
34 Italia D Cristiano Biraghi
43 Italia A Alberto Paloschi
56 Finlandia C Perparim Hetemaj
63 Italia C Nicola Bellomo
69 Italia A Riccardo Meggiorini
84 Francia C Thomas Mangani
87 Bosnia ed Erzegovina D Ervin Zukanović
90 Italia P Andrea Seculin

Staff tecnico[modifica | modifica wikitesto]

Staff aggiornato al 25 ottobre 2014.[52]

Staff dell'area tecnica
  • Italia Rolando Maran - Allenatore
  • Italia Christian Maraner - Allenatore in seconda
  • Italia Andrea Tonelli - Collaboratore tecnico
  • Italia Lorenzo Squizzi - Collaboratore tecnico
  • Italia Roberto De Bellis - Preparatore fisico
  • Italia Luigi Posenato - Preparatore fisico
  • Italia Giuliano Corradini - Responsabile sanitario
  • Italia Carlo Segattini - Medico sociale
  • Italia Claudio Zorzi - Consulente ortopedico
  • Italia Stefano Rigotti - Consulente ortopedico
  • Italia Antonio Agostini - Massiofisioterapista
  • Italia Alessandro Verzini - Massiofisioterapista
  • Italia Alfonso Casano - Massiofisioterapista
  • Italia Aiace Rusciano - Neuropsicologo
  • Italia Filippo Balestreri - Nutrizionista
  • Italia Gianfranco Filippi - Magazziniere
  • Italia Marco Castorani - Magazziniere


Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Bottacini, p. 22.
  2. ^ a b c d e f g h i La storia del ChievoVerona, chievocalcio.tv. URL consultato il 25 ottobre 2014.
  3. ^ 3^ Circoscrizione Comune di Verona. URL consultato il 12 novembre 2014.
  4. ^ La storia del ChievoVerona, chievoverona.it.
  5. ^ Simone Antolini, Il miracolo Chievo. Le mille intuizioni della sua Favola in L'Arena, 7 luglio 2014, p. 27.
  6. ^ Chievo, via Caso, archiviostorico.gazzetta.it, 15-12-98. URL consultato il 12-01-09.
  7. ^ Fonte: Repubblica.it. Intervista rilasciata da Luca Campedelli il 4 giugno 2001.
  8. ^ FootStats
  9. ^ Chievo, torna Delneri Torino fatale a Pillon, archiviostorico.gazzetta.it, 16-10-06. URL consultato il 12-01-09.
  10. ^ Raffaele Tomelleri, Sartori, è uno choc "Grazie di tutto, ma io mi fermo qui" in L'Arena, 7 luglio 2014, p. 26.
  11. ^ Dopo le sentenze della CAF
  12. ^ (EN) From 1929 to 1960, chievoverona.it. URL consultato il 22 ottobre 2014.
  13. ^ La Scala non si tocca, ecco il volantino in tggialloblu.it, 1º marzo 2011.
  14. ^ Intervista al Presidente Luca Campedelli in chievoverona.tv, 10 marzo 2011.
  15. ^ "Vola con noi", la festa per il nuovo inno del Chievo, chievoverona.it, 22 agosto 2013. URL consultato il 22 ottobre 2014.
  16. ^ Il Chievo a Veronello in TGGialloblù, 29 luglio 2013. URL consultato il 30 luglio 2013.
  17. ^ Bottacini, p. 91.
  18. ^ La Scheda di Saverio Garonzi in Hellastory.net. URL consultato il 30 luglio 2013.
  19. ^ Organigramma, chievocalcio.tv. URL consultato il 24 ottobre 2014.
  20. ^ Il ChievoVerona rinnova con Givova fino al 2017, https://www.passionemaglie.it/, 28 marzo 2012. URL consultato il 4 febbraio 2014.
  21. ^ Il Chievo è la prima squadra di calcio in Italia a raggiungere un accordo di sponsorizzazione con una major cinematografica; alcuni dei film comparsi sulle maglie della squadra sono: Terminator 3, Bad Boys II, Resident Evil: Apocalypse, Spider-Man 2, Anaconda
  22. ^ Sodalizio Columbia TriStar-Chievo in Mymarketing.net, 5 novembre 2004. URL consultato il 30 luglio 2013.
  23. ^ Per la prima volta in Italia una squadra di calcio è sponsorizzata da una major di distribuzione cinematografica in Quotidiano.net, 11 settembre 2003. URL consultato il 30 luglio 2013.
  24. ^ Solidarietà, chievoverona.it. URL consultato il 29 ottobre 2014.
  25. ^ Giovanili, chievocalcio.it. URL consultato il 29 ottobre 2014.
  26. ^ Vincenzo D'Angelo, Primavera, scudetto al Chievo: Torino k.o. ai rigori, decide il portiere Moschin in La Gazzetta dello Sport, 12 giugno 2014.
  27. ^ Domani smetto, art31.com. URL consultato il 30 ottobre 2014.
  28. ^ Nazionale in cifre, FIGC. URL consultato il 26 ottobre 2014.
  29. ^ Nazionale in cifre, FIGC. URL consultato il 26 ottobre 2014.
  30. ^ Nazionale in cifre, FIGC. URL consultato il 26 ottobre 2014.
  31. ^ Nazionale in cifre, FIGC. URL consultato il 26 ottobre 2014.
  32. ^ Nazionale in cifre, FIGC. URL consultato il 26 ottobre 2014.
  33. ^ Nazionale in cifre, FIGC. URL consultato il 26 ottobre 2014.
  34. ^ Pierfrancesco Palattella, Le maglie ritirate dei grandi calciatori in rivistasportiva.com, 21 gennaio 2012. URL consultato il 25 ottobre 2014.
  35. ^ Il Chievo paga con una risata in La Gazzetta dello Sport, 28 agosto 2001. URL consultato il 29 ottobre 2014.
  36. ^ La partecipazione al terzo turno preliminare della UEFA Champions League 2006-2007 arrivò per via delle contemporanee penalizzazioni e retrocessioni di altri club, nell'ambito dello scandalo Calciopoli
  37. ^ a b c Sergio Pellissier, transfertmarkt. URL consultato il 29 ottobre 2014.
  38. ^ Massimo Marazzina, transfertmarkt. URL consultato il 29 ottobre 2014.
  39. ^ Alberto Paloschi, transfertmarkt. URL consultato il 29 ottobre 2014.
  40. ^ a b c d e f g NORTH SIDE 1994, northside1994.it. URL consultato il 4 febbraio 2014.
  41. ^ a b c Storie di stadio: A.C. Chievo Verona, mondocalcio.info, 7 settembre 2012. URL consultato il 26 ottobre 2014.
  42. ^ Sassuolo e Chievo, gemellaggio tra tifosi, sport.modenaonline.info. URL consultato il 13 gennaio 2014.
  43. ^ a b Luca Bianchin; Matteo Fontana, Il derby dell'Arena, i 5 atti che hanno cambiato Verona in La Gazzetta dello Sport, 23 novembre 2013, p. 8.
  44. ^ Maurizio Crosetti, Il primo confronto in Serie A tra veronesi in la Repubblica, 16 novembre 2001. URL consultato il 26 ottobre 2014.
  45. ^ Il Verona si fa rimontare e il Chievo vince il derby: 2-1, transfertmarkt.it. URL consultato il 26 ottobre 2014.
  46. ^ Arriva dal passato questo drammatico presente, blog.telenuovo.it. URL consultato il 26 ottobre 2014.
  47. ^ I dettagli del progetto "fusione", hellas1903.it. URL consultato il 26 ottobre 2014.
  48. ^ La scelta individualista di Martinelli, hellas1903.it. URL consultato il 26 ottobre 2014.
  49. ^ Chievo torna al biancazzurro?, tggialloblu.it. URL consultato il 26 ottobre 2014.
  50. ^ La scala non si tocca!, calciomercato.com. URL consultato il 26 ottobre 2014.
  51. ^ La replica di Campedelli alle accuse di emulazione, firenzeviola.it. URL consultato il 26 ottobre 2014.
  52. ^ a b Team, chievocalcio.tv. URL consultato il 25 ottobre 2014.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • F. Bottacini, Chievo Verona 1929-2000, Unigroup, 2000.
  • M. Vitale, G. P. Ormezzano, Fenomeno Chievo, Libri Scheiwiller, 2002, ISBN 88-7644-318-5.
  • F. Calzia, Quelli che i mussi, Frilli, 2004, ISBN 88-7563-014-3.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]