Associazione Calcio ChievoVerona
| AC ChievoVerona Calcio |
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|---|---|---|---|---|
| Clivensi, Squadra della diga, Mussi volanti | ||||
| Segni distintivi | ||||
| Uniformi di gara
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| Colori sociali | ||||
| Simboli | Cangrande della Scala, Diga | |||
| Inno | Un mondo in giallo e blu Ivana Spagna |
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| Dati societari | ||||
| Città | Verona | |||
| Paese | ||||
| Confederazione | UEFA | |||
| Federazione | ||||
| Campionato | Serie A | |||
| Fondazione | 1929 | |||
| Presidente | ||||
| Allenatore | ||||
| Stadio | Marcantonio Bentegodi (42.160 posti) |
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| Sito web | chievocalcio.tv | |||
| Palmarès | ||||
| Titoli nazionali | 1 Campionato di Serie B 1 Campionato di Serie C1 1 Campionato di Serie C2 1 Campionato di Serie D |
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| Si invita a seguire lo schema del Progetto Calcio | ||||
L'Associazione Calcio ChievoVerona è una società calcistica di Verona. Dalla stagione 2008-2009 milita in Serie A, dopo avervi giocato già dal 2001 al 2007.
In veneto la squadra è chiamata Céo anche se il soprannome più noto nel resto d'Italia è quello de "I mussi" o "I mussi che voła", vale a dire "Gli asini volanti", ironicamente attribuitosi dagli stessi clivensi in risposta ad uno sfottò della tifoseria dell'Hellas Verona.[1] Nel 2001, in occasione della prima promozione in Serie A, un "musso alato" comparve anche nel sito web ufficiale della società.
La stampa veronese, spesso, fa riferimento alla formazione clivense definendola "la squadra della diga". Ciò è dovuto alla presenza, a Chievo, di una diga sul fiume Adige.
Il Chievo costituisce un unicum nel panorama calcistico italiano, essendo l'unica società proveniente dalle categorie regionali minori ad aver scalato l'intera piramide calcistica nazionale fino a giungere in Serie A:[2] il sodalizio clivense è stato protagonista, nel tempo, di una notevole risalita dalle serie dilettantistiche, fino ad arrivare al vertice del calcio professionistico. Infatti, conquistata la promozione in Serie C2 nel 1986, il club ha conosciuto una rapida ascesa: nel 1989 ottenne la promozione in C1 e nel 1994 quella in B. Grazie alla storica promozione in Serie A, nel 2001, fu al centro di una grande attenzione mediatica e divenne conosciuto al grande pubblico. L'arrivo al vertice del calcio italiano di una formazione di quartiere veniva visto come una grande impresa e l'oculata gestione societaria del Chievo venne, da più parti, presa a modello.[3][4] Nel 2002 debuttò anche nel calcio europeo, disputando la Coppa UEFA, mentre nel 2006 prese parte ai preliminari della UEFA Champions League, grazie alle contemporanee penalizzazioni della Juventus, retrocessa in B, della Fiorentina e della Lazio. Retrocesso in Serie B nel 2007, l'anno seguente ha subito riconquistato la massima serie. Il 30 gennaio 2011, nella partita Brescia-Chievo, la squadra clivense ha raggiunto le cento vittorie in Serie A.[5]
[modifica] Storia
| Per approfondire, vedi la voce Storia dell'Associazione Calcio ChievoVerona. |
L' Opera Nazionale Dopolavoro Chievo nacque nel 1929 su iniziativa di appassionati di calcio del quartiere veronese di Chievo. I colori sociali originari erano blu ed il bianco, ad alternanza su una maglia a quadri, con pantaloncini bianchi. All'inizio la società non fu ufficialmente affiliata alla FIGC, limitandosi a giocare amichevoli. Dal 1931 il blu diventerà celeste, tant'è che, per molti anni, i giocatori di Chievo vennero chiamati i bianco-celesti. L'8 novembre 1931, il Chievo giocò la sua prima partita ufficiale, contro il Domegliara, vincendola. Tuttavia, su reclamo degli avversari, la partita venne annullata (il recupero fu vinto dal Domegliara per 2-1). Nel 1933 la squadra vinse il Campionato Provinciale Liberi, accedendo alle finali venete, dove arrivò seconda. La squadra replicò il successo nella fase Provinciale due anni dopo. L'attività dell'O.N.D. Chievo terminò nel 1936, in seguito a irrisolti problemi finanziari che perduravano da diversi mesi.
Al termine della seconda guerra mondiale, nel 1948 la società venne rifondata come A.C. Chievo e si iscrisse alla Seconda Divisione. Nel campionato 1950-1951 la squadra vinse il campionato regionale di Seconda Divisione. Nell'aprile 1952 fece il suo debutto in squadra Bruno Vantini, detentore del primato di reti con la maglia del club, che giocò con la maglia del Chievo fino al 1971. Nel 1957 la squadra si spostò nel campo parrocchiale "Carlantonio Bottagisio", dove furono giocate le partite interne fino al 1986. Nel 1959, in seguito alla ristrutturazione dei campionati nazionali, il Chievo fu ammesso a giocare in Seconda Categoria. Sempre in quell'anno, la squadra cambiò la denominazione, diventando Cardi Chievo (dal nome del nuovo sponsor), ed ottene rapidamente la promozione in Prima Categoria. Il Chievo restò in questa serie fino al 1963, quando subì la prima retrocessione della sua storia in seguito a un campionato deludente.
Nel 1964 Luigi Campedelli, uomo d'affari e proprietario della Paluani, divenne presidente del Chievo. Nel corso degli anni successivi, egli cedette la carica presidenziale, pur rimanendo patron della società. Solo nel 1990 riassunse anche la carica di presidente. Sotto la gestione Campedelli il Chievo raggiunse il mondo professionistico, scalando poco a poco la piramide calcistica italiana. Nel 1965 i clivensi vinsero il campionato di Seconda Categoria ed ottennero la promozione. Dopo due stagioni in Prima Categoria, la squadra retrocesse nuovamente nel 1967. Nella stagione 1967-1968 il Chievo vinse ancora una volta il campionato di Seconda Categoria, trascinato dalle 19 reti dell'attaccante Bruno Vantini. Tuttavia la squadra decise di rinunciare alla promozione per problemi economici. Giocò ancora nella Seconda Categoria, vincendola anche nel 1969.
Nel 1970 il Chievo concluse in ottava posizione il campionato di Prima Categoria, cosa che gli consentì di poter partecipare alla Promozione nella stagione seguente. Dopo cinque stagioni in Promozione, nel 1975 i clivensi, guidati dal tecnico Nicola Ciccolo, vinsero il campionato, conquistando l'accesso alla Serie D. Nonostante il successo sul campo, il momento era delicato finanziariamente, in seguito all'abbandono dello sponsor Cardi. La squadra (che tornò a chiamarsi semplicemente A.C. Chievo), riuscì a superare le difficoltà e, nel 1976, concluse al decimo posto il suo primo campionato in D. All'inizio della stagione 1978-1979 la formazione venne affidata a Carlo De Angelis. L'annata 1979-1980 fu particolarmente difficile. L'allenatore De Angelis venne esonerato, sostituito da Angelo Barbi e successivamente richiamato. Ottennero la salvezza soltanto all'ultima giornata. Nell'estate 1980 la squadra passò in consegna al tecnico Dario Baruffi, che la allenò fino al 1984. Nel 1981 la squadra prese il nome di Paluani Chievo, dal nome dello sponsor Paluani. Nella stagione 1984-1985 l'allenatore fu Emilio Zanotti, mentre nel 1985 venne richiamato in panchina Carlo De Angelis. Nel campionato 1985-1986 il Chievo si mantenne sempre nelle prime posizioni, contendondosi il primato col Bassano. Al termine del campionato, le due squadre dovettero disputare uno spareggio promozione a Brescia, che vide prevalere la squadra vicentina. Tuttavia, il 13 giugno 1986 una sentenza condannò il Bassano per illecito sportivo e il Chievo ottenne la promozione in Serie C2.
Nel 1986, la squadra tornò a chiamarsi semplicemente A.C.Chievo e iniziò a giocare le gare interne allo Stadio "Bentegodi" di Verona. Nei tre campionati di Serie C2, la compagine veronese si piazzò per due volte al quarto posto (1987, 1988) e ottenne la promozione nel 1989, in seguito alla vittoria del proprio girone. Sulla panchina clivense succedettero a De Angelis, dimessosi nell'estate 1987, prima Luigi Busatta, che guidò la squadra nel 1988-1989, poi Gianni Bui, che portò il Chievo in Serie C1. In questi campionati fu fondamentale per la squadra l'apporto, in termine di reti, della coppia d'attacco Fiorio-Folli. Nel 1990 Luigi Campedelli tornò presidente della società. Per identificare maggiormente la formazione con la città, egli decise di mutare la denominazione in A.C. ChievoVerona. In C1, per le prime due stagioni venne riconfermato Bui alla guida della squadra, che terminò al sesto posto in classifica nel 1990, mentre nel 1991 ottenne la salvezza all'ultima giornata e chiuse quattordicesima. La stagione 1991-1992 vide la terza chiamata di Carlo De Angelis sulla panchina del Chievo. La squadra si piazzò settima alla fine del campionato e l'attaccante clivense Riccardo Gori vinse la classifica marcatori con 13 reti. Il 15 settembre 1992 il presidente Luigi Campedelli morì improvvisamente per un attacco cardiaco. A succedergli nella guida della società fu il figlio Luca. Nel 1993 il Chievo terminò nuovamente settimo. Per la stagione successiva, Alberto Malesani fu nominato nuovo allenatore e il Chievo chiuse al primo posto nel girone conquistando la promozione in Serie B. Il ciclo di Malesani alla guida della squadra durò fino al termine del campionato cadetto 1996-1997. Nelle prime due stagioni in Serie B la squadra si piazzò al tredicesimo (1994-1995) e al quattordicesimo posto (1995-1996) e disputò i primi Derby della storia contro l'Hellas Verona. Il Chievo fu molto competitivo nel campionato 1996-1997, arrivando ad ambire alla promozione in Serie A, e si piazzò settimo. L'attaccante Raffaele Cerbone segnò 20 reti, ottenendo le prime posizioni della classifica marcatori.
Nella stagione 1997-1998 fu Silvio Baldini a sostituire Malesani (passato alla Fiorentina) in panchina. Il Chievo terminò al decimo posto in campionato e Baldini lasciò la squadra. Per la stagione 1998-1999 la squadra fu affidata a Domenico Caso, il quale, tuttavia, venne sollevato dall'incarico a dicembre, a causa dei cattivi risultati conseguiti[6]. Il tecnico venne sostuito da Lorenzo Balestro e Luciano Miani. La coppia di allenatori riuscì a centrare la salvezza (la squadra chiuse undicesima) e venne riconfermata anche per il campionato 1999-2000, che il Chievo terminò al quindicesimo posto. Nell'estate del 2000, venne nominato nuovo allenatore Luigi Delneri, il quale aprì un ciclo di quattro anni e portò la squadra dalla serie cadetta alla qualificazione in Coppa UEFA. Nel campionato di Serie B 2000-2001 la squadra chiuse al terzo posto e fu promossa in Serie A.
| « Per me è come se fosse un sogno, quando mi sveglierò, vi saprò dire.[7] » |
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(Luca Campedelli, dopo la promozione in Serie A del 2001)
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Il rendimento sorprendente nella prima stagione di massima serie portò la squadra al centro di una grande attenzione mediatica. La stampa iniziò a parlare di Miracolo Chievo. Il quinto posto nella Serie A 2001-2002, frutto di 54 punti (14 gare vinte, 12 pareggiate e 8 perse; 57 gol messi a segno e 52 subiti)[8], consentì alla squadra di partecipare alla Coppa UEFA 2002-2003, dove uscì al primo turno contro la Stella Rossa. Nella seconda e nella terza stagione in A della sua storia, il Chievo ottenne un settimo (2002-2003) ed un nono posto (2003-2004). Nel 2004 Delneri lasciò il Chievo e fu sostituito da Mario Beretta. Tuttavia, il tecnico milanese non concluse la stagione 2004-2005, venendo esonerato a tre giornate dal termine, con la squadra in piena lotta per non retrocedere. Al suo posto fu chiamato Maurizio D'Angelo, ex bandiera della squadra, che riuscì a salvare il Chievo dalla retrocessione. Per la stagione 2005-2006, la dirigenza decise di affidare la squadra a Giuseppe Pillon. Il Chievo era settimo alla fine del campionato, ma, dopo i fatti di Calciopoli e il conseguente sconvolgimento della classifica, scalò alcune posizioni ritrovandosi al quarto posto. Ciò consentì alla formazione clivense di disputare il terzo turno preliminare della Champions League 2006-2007, dalla quale fu subito eliminata per mano dei bulgari del Levski Sofia. Il Chievo passò dalla Champions League alla Coppa UEFA. I portoghesi dello Sporting Braga posero fine al cammino europeo della squadra veronese nel doppio confronto del primo turno. Queste eliminazioni, ma soprattutto l'avvio negativo in campionato[9], convinsero i dirigenti a esonerare Pillon e a richiamare Luigi Delneri. Il tentativo dell'artefice del Miracolo Chievo di risollevare le sorti della squadra fu vano: il Chievo chiuse in diciottesima posizione e retrocesse in B. Nella stagione 2007-2008 la squadra, guidata da Giuseppe Iachini, vinse il campionato e ottenne un immediato ritorno in A. Sergio Pellissier, autore di 22 reti, chiuse ai primi posti della classifica marcatori. Nel campionato 2008-2009, la dirigenza esonerò Iachini in novembre, con la squadra in fondo alla classifica. Al suo posto fu chiamato Domenico Di Carlo, il quale, soprattutto grazie ai punti realizzati nel girone di ritorno, riuscì a centrare l'obiettivo salvezza. Nella stagione 2009-2010 il Chievo Verona chiuse il girone d'andata a metà classifica, mantentendo sempre una decina di punti sulla zona retrocessione. La salvezza matematica arrivò con ben quattro giornate di anticipo, il 25 aprile a Firenze dopo aver battuto per 2 a 0 la Fiorentina. Alla fine il Chievo terminò la stagione al 14º posto, con 44 punti. La stagione 2010-2011, sotto la guida tecnica di Stefano Pioli, che sostituisce Di Carlo accasato alla Sampdoria, vede il Chievo solitario in testa alla classifica a pieni punti dopo due giornate. Il 30 gennaio 2011, con la vittoria per 3-0 sul brescia il Chievo festeggiò la 100ª vittoria in serie A, tornarono alla mente le parole pronunciate da Luigi Delneri il giorno della prima vittoria nel massimo campionato italiano avvenuta nell'agosto del 2001:
| « Saremo grandi quando le vittorie diventeranno dieci, venti, cinquanta, forse cento. » | |
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(Luigi Delneri, dopo la prima vittoria in Serie A dell'agosto 2001 contro la Fiorentina)
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Successivamente si assestano su posizioni di metà classifica, fino al raggiungimento della salvezza con due giornate d'anticipo, pareggiando a Torino con la Juventus per 2-2 e chiudendo in 11ª posizione a 46 punti. Durante la stagione il Chievo raccoglie risultati importanti, come la doppia vittoria con il Napoli, i due pareggi con la Juventus, il punto con la Roma e la vittoria in casa con l'Inter.
[modifica] Denominazione
Nel corso degli anni, la società ha cambiato la propria denominazione in varie occasioni. In due periodi della sua storia (1959-1975 e 1981-1986), nella denominazione della squadra clivense è comparso il nome della ditta sponsorizzatrice. Nel 1990, l'allora presidente Luigi Campedelli decise di cambiare in ChievoVerona la denominazione del club, per identificarlo maggiormente con la città di Verona.
| Periodo | Denominazione |
|---|---|
| 1929 - 1936 | O.N.D. Chievo |
| 1948 - 1959 | A.C. Chievo |
| 1959 - 1975 | A.C. Cardi Chievo |
| 1975 - 1981 | A.C. Chievo |
| 1981 - 1986 | A.C. Paluani Chievo |
| 1986 - 1990 | A.C. Chievo |
| dal 1990 | A.C. ChievoVerona |
[modifica] Cronistoria
| Cronistoria dell'Associazione Calcio ChievoVerona | |
|---|---|
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[modifica] Colori e simboli
[modifica] Colori
Nella storia della società clivense, due sono state le colorazioni principali della maglia del club: il biancoazzurro, utilizzato fino al 1956, ed il gialloblù, tuttora in uso. Nella stagione 1948-1949, i dirigenti, a causa delle ristrettezze economiche della squadra, appena rifondata, acquistarono maglie rossoblu[10]. Questa divisa venne utilizzata soltanto per un campionato (già dalla stagione successiva il Chievo tornò ad indossare maglie biancocelesti).
[modifica] Simboli ufficiali
[modifica] Stemma
Dagli anni ottanta è presente sulle prime maglie ufficiali il simbolo di Cangrande della Scala.
Fonte di numerose polemiche, protrattesi nel tempo, è stata l'associazione del simbolo della scala con la società ChievoVerona. L'utilizzo del simbolo è stato rivendicato dai sostenitori dell'Hellas Verona e ritenuto un plagio poiché dal 1971 è il principale stemma della società Hellas Verona e delle Brigate Gialloblu. Il Presidente del Chievo, Luca Campedelli, ha risposto[11] successivamente, ad un comunicato[12] della curva sud Verona precisando che non solo il simbolo rappresenta la città in quanto effigie della famiglia degli scaligeri, ma che è presente dagli anni '30 sulle maglie del Chievo, come hanno testimoniato fotografie d'epoca, quindi questa rivendicazione sarebbe solo da considerarsi come un fenomeno di "invidia" e "disturbo" verso la società ChievoVerona. Inoltre i tifosi clivensi, specialmente i ragazzi del North Side, anche se consapevoli dei simboli originariamente utilizzati, preferiscono farsi riconoscere attraverso i colori bianco e celeste e il simbolo della diga di Chievo.
[modifica] Strutture
[modifica] Stadio
| Per approfondire, vedi la voce Stadio Marcantonio Bentegodi. |
Il Chievo, durante la sua storia, ha giocato le partite interne di campionato su quattro diversi terreni di gioco. Da quando la squadra è nel calcio professionistico (1986), le partite casalinghe vengono disputate allo Stadio "Bentegodi" di Verona. Sul campo "Stefani" il Chievo giocò la prima partita ufficiale della sua storia (l'8 novembre 1931) e vinse due Campionati Provinciali Liberi (nel '33 e nel '35). Nel periodo di utilizzo del campo "Cardi e Biondani" la squadra vinse il campionato di Seconda Divisione ('51) e disputò svariati tornei di Prima Divisione. Nel 1957, il Chievo cambiò ancora terreno di gioco e si spostò sul "Carlantonio Bottagisio", molto caro ai sostenitori clivensi, soprattutto quelli di vecchia data. Su questo campo di gioco, infatti, la squadra ha compiuto buona parte della scalata delle serie dilettantistiche. Prende nome dal cavalier Bottagisio, che cedette gratuitamente il terreno, di sua proprietà, alla parrocchia. Il parroco don Silvio Venturi aiutò la gente del paese nell'adattamento del terreno a campo di calcio. Tuttora, all'ingresso del “Bottagisio”, è presente la scritta “Campo sportivo parrocchiale”. Fu utilizzato per le partite interne di campionato dal 1957 al 1986. Durante questo periodo numerosi furono gli interventi di manutenzione. Oggi, il campo ospita partite e allenamenti di una parte delle giovanili, mentre la prima squadra vi disputa partite amichevoli soltanto in occasione di particolari eventi celebrativi. È situato in Chievo, a ridosso del fiume Adige. Nei ventinove anni di utilizzo del "Bottagisio", la squadra ottenne quattro promozioni dalla Seconda Categoria alla Prima ('60, '65, '69; la squadra rinunciò alla promozione ottenuta nel '68 per problemi di bilancio), due retrocessioni dalla Prima Categoria alla Seconda ('63, '67) e l'ammissione al campionato di Promozione ('70). Nel '75 ottenne la promozione in Serie D. Il "Bottagisio" ospitò le gare interne dei clivensi anche nel corso degli undici campionati di D giocati dalla squadra. Nel 1986, il Chievo conquistò la promozione in C2. Il campo storico non era adeguato per ospitare partite professionistiche, quindi il Chievo andò a giocare al "Bentegodi". Risalgono al periodo di utilizzo di quest'impianto le promozioni in C1 ('89), B ('94) e A ('01, '08), oltre alla retrocessione in cadetteria del 2007. Il "Bentegodi" ha ospitato anche le gare interne del Chievo nelle manifestazioni europee: Champions League nel 2006, Coppa UEFA nel 2002 e nel 2006.
| Periodo | Campo di gioco |
|---|---|
| 1929 - 1936 | Stefani |
| 1948 - 1957 | Cardi e Biondani |
| 1957 - 1986 | Carlantonio Bottagisio |
| dal 1986 | Marcantonio Bentegodi |
[modifica] Società
[modifica] Organigramma societario
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[modifica] Sponsor
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[modifica] Il ChievoVerona e la Nazionale di calcio dell'Italia
- Calciatori del Chievo convocati per la Nazionale italiana:
- Simone Perrotta 19 presenze 1 gol
- Nicola Legrottaglie 5 presenze 1 gol
- Massimo Marazzina 3 presenze
- Franco Semioli 2 presenze
- Sergio Pellissier 1 presenza 1 gol
- Roberto Baronio 1 presenza
[modifica] Allenatori e presidenti
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[modifica] Giocatori
| Per approfondire, vedi la voce Categoria:Calciatori dell'A.C. ChievoVerona. |
[modifica] Capitani
Beniamino Montagni (????-1991)
Rolando Maran (1991-1995)
Maurizio D'Angelo (1995-2002)
Lorenzo D'Anna (2002-2007)
Sergio Pellissier (2007-oggi)
[modifica] Maglie ritirate
![]() Jason Mayélé Attaccante |
[modifica] Palmarès
[modifica] Competizioni nazionali
- Promozione Veneta: 1
- 2ª Divisione Veneta: 4
[modifica] Statistiche e record
[modifica] Partecipazione ai campionati
[modifica] Nazionali
| Categoria | Partecipazioni | Debutto | Ultima stagione |
|---|---|---|---|
| A | 10 | 2001-2002 | 2011-2012 |
| B | 8 | 1994-1995 | 2007-2008 |
| C | 8 | 1986-1987 | 1993-1994 |
| D | 11 | 1975-1976 | 1985-1986 |
In 35 stagioni sportive a partire dall'esordio a livello nazionale in Serie D nel 1975, compresi 3 campionati di Serie C2.
[modifica] Regionali e provinciali
Dal 1929 al 1944 il Chievo partecipò ai campionati del Comitato U.L.I.C. e S.P. di Verona.
- 3 campionati di Seconda Categoria U.L.I.C.
- 2 campionato di Seconda Categoria della Sezione Propaganda (S.P.)
- 1 campionato dei Fasci Giovanili di Combattimento della Sezione Propaganda (S.P.).
Dal 1945 al 1975 il Chievo partecipò ai campionati del Comitato Regionale Veneto.
- 12 campionati Veneti del massimo livello regionale (1 di Prima Divisione, 5 di Promozione e 6 di (Prima Categoria))
- 15 campionati del 2.o livello regionale (3 di Seconda Divisione, 7 di Prima Divisione, 5 di Seconda Categoria).
[modifica] Partecipazioni alle coppe europee
- Coppa UEFA 2002-2003 - Eliminato al primo turno dalla Stella Rossa Belgrado (0-0 a Belgrado, 0-2 a Verona).
- Coppa dei Campioni 2006-2007 - Eliminato al 3º turno preliminare contro il PFC Levski Sofia (2-0 a Sofia, 2-2 a Verona), è ripescato in Coppa UEFA.
- Coppa UEFA 2006-2007 - Eliminato al primo turno dallo Sporting Braga (2-0 a Braga, 2-1 a Verona dts).
[modifica] Statistiche di squadra
Il bilancio delle partite disputate dal Chievo Verona nelle competizioni professionistiche italiane ed europee:
| Torneo | Periodo | Partite disputate | Partite vinte | Partite nulle | Partite perse | Goal fatti | Goal subiti |
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Serie A | 2001-2007; 2008- presente | 349 | 110 | 107 | 132 | 394 | 431 |
| Serie B | 1994-2001; 2007-2008 | 308 | 108 | 121 | 79 | 375 | 324 |
| Serie C1 | 1989-1994 | 168 | 57 | 69 | 42 | 174 | 152 |
| Serie C2 | 1986-1989 | 102 | 44 | 41 | 17 | 101 | 60 |
| Coppa Italia | 1994-2010 | 47 | 15 | 15 | 17 | 53 | 53 |
| Champions League | 2006 | 2 | 0 | 1 | 1 | 2 | 4 |
| Coppa UEFA | 2002; 2006 | 4 | 1 | 1 | 2 | 2 | 5 |
Aggiornato al 8 gennaio 2012.
[modifica] Media spettatori
Media spettatori nelle gare interne di campionato disputate allo Stadio Marcantonio Bentegodi. Dati a partire dalla stagione 1994-1995, quella del debutto del Chievo in Serie B[13]:
| Stagione | Serie | Partite interne | Media spettatori |
|---|---|---|---|
| 1994-1995 | Serie B | 19 | 4335 |
| 1995-1996 | Serie B | 19 | 5120 |
| 1996-1997 | Serie B | 19 | 5156 |
| 1997-1998 | Serie B | 19 | 4135 |
| 1998-1999 | Serie B | 19 | 3264 |
| 1999-2000 | Serie B | 19 | 2680 |
| 2000-2001 | Serie B | 19 | 5139 |
| 2001-2002 | Serie A | 17 | 16061 |
| 2002-2003 | Serie A | 17 | 16902 |
| 2003-2004 | Serie A | 17 | 14868 |
| 2004-2005 | Serie A | 19 | 12103 |
| 2005-2006 | Serie A | 19 | 8589 |
| 2006-2007 | Serie A | 18[14] | 6719 |
| 2007-2008 | Serie B | 21 | 7276 |
| 2008-2009 | Serie A | 19 | 13123 |
| 2009-2010 | Serie A | 19 | 11944 |
| 2010-2011 | Serie A | 19 | 12676 |
| 2011-2012 | Serie A | 6 | 10673 |
[modifica] Statistiche individuali
[modifica] Partite totali in campionato
In grassetto sono riportati i giocatori tuttora in forza al ChievoVerona. La classifica delle presenze, tiene conto solo del periodo professionistico a partire dal 1986-87. Dati relativi al solo campionato.
Aggiornato al 8 gennaio 2012
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[modifica] Serie A
In grassetto sono riportati i giocatori tuttora in forza al ChievoVerona.
Aggiornato al 8 gennaio 2012
Gol totali in serie A: 387
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[modifica] Tifoseria
[modifica] Storia
Il gruppo principale organizzato della tifoseria clivense è il "North Side 1994" (letteralmente "settore Nord"); la curva Nord non è però concessa a causa di prescrizioni di sicurezza dello stadio Bentegodi. Il gruppo nasce, appunto, nel '94 in seguito alla promozione in serie B del Chievo, e col passare degli anni il numero degli iscritti è passato da una trentina a oltre 150. Il simbolo del gruppo è il Marvin the Martian, famoso personaggio dei cartoni animati "Looney Tunes". La più sentita rivalità è quella con l'altra squadra cittadina, l'Hellas Verona. Gruppi ormai sciolti in curva sono gli Ultras Chievo e i Cani Sciolti. Nel 2010 in curva si forma un nuovo gruppo, quello dei "The Followers" che prende posto in uno dei balconcini della curva.
[modifica] Gemellaggi e rivalità
I sostenitori del Chievo Verona non hanno gemellaggi con i tifosi di altre squadre, poiché facendoli si ereditano amicizie ma anche inimicizie e queste ultime non rientrano nel modo di vedere il calcio della maggioranza dei tifosi clivensi. Esiste tuttavia una forte amicizia con gli ultrà dell'Albinoleffe.
[modifica] Amicizie
[modifica] Rivalità
[modifica] Organico 2011-2012
| Per approfondire, vedi la voce Associazione Calcio ChievoVerona 2011-2012. |
[modifica] Rosa
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[modifica] Staff tecnico
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[modifica] Premio Cangrande del Bentegodi
Il Cangrande del Bentegodi è un concorso promosso dal mensile di Confcommercio Verona "Il commercio veronese" con un'apposita rubrica, in collaborazione con la società A.C. ChievoVerona[15]. Inviando una mail alla redazione di Confcommercio, i tifosi possono scegliere il migliore in campo alla fine di ogni partita interna. Alla conclusione di ogni stagione il giocatore che ha raggiunto il maggior numero di preferenze si aggiudica il premio. Tra i tifosi che partecipano al concorso vengono estratti tre abbonamenti regalo[16].
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[modifica] Note
- ^ Fonte: Yahoo! Sport
- ^ Tutte le altre 59 società che abbiano ad oggi partecipato alla Serie A, gareggiavano già negli anni trenta in uno fra i campionati nazionali di A, B o C.
- ^ Fonte:La Gazzetta dello Sport, 28 agosto 2001
- ^ Fonte:Corriere della Sera, 19 settembre 2002
- ^ Fonte:La Gazzetta dello Sport, 30 gennaio 2011
- ^ Chievo, via Caso. archiviostorico.gazzetta.it, 15-12-98. URL consultato il 12-01-09.
- ^ Fonte: Repubblica.it. Intervista rilasciata da Luca Campedelli il 4 giugno 2001.
- ^ FootStats
- ^ Chievo, torna Delneri Torino fatale a Pillon. archiviostorico.gazzetta.it, 16-10-06. URL consultato il 12-01-09.
- ^ Fonte: chievoverona.it
- ^ Fonte
- ^ Fonte:http://www.tggialloblu.it/index.cfm/hurl/contenuto=231576/hellas_verona/la_scala_non_si_tocca_ecco_il_volantino.html
- ^ Fonte: stadiapostcards.com
- ^ Chievo - Inter dell'11 febbraio 2007 si è disputata a porte chiuse
- ^ http://www.chievoverona.tv/en/news/cangrande-del-bentegodi Premio Cangrande del Bentegodi
- ^ http://www.confcommercioverona.it/index.php?option=com_content&task=view&id=1301&Itemid=2 Premio Cangrande del Bentegodi
[modifica] Bibliografia
- F. Bottacini, Chievo Verona 1929-2000, Unitgroup, 2000. [1]
- M. Vitale - G. P. Ormezzano, Fenomeno Chievo, Libri Scheiwiller, 2002. ISBN 88-7644-318-5
- F. Calzia, Quelli che i mussi, Frilli, 2004. ISBN 88-7563-014-3
[modifica] Voci correlate
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[modifica] Collegamenti esterni
- Chievo Verona su Open Directory Project (Segnala su DMoz un collegamento pertinente all'argomento "Chievo Verona")
- Sito ufficiale
- (DE, EN, IT) Profilo e statistiche su Transfermarkt.it
- FootStats, sito specializzato in statistiche del calcio italiano
- Pagina in memoria di Jason Mayelè (www.saladellamemoriaheysel.it)
