Michele Cossato

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Michele Cossato
Michele Cossato.jpg
Michele Cossato nell'estate 1995.
Dati biografici
Nazionalità Italia Italia
Altezza 186 cm
Peso 82 kg
Calcio Football pictogram.svg
Dati agonistici
Ruolo Attaccante
Ritirato 2008
Carriera
Giovanili
-1986 Chievo Chievo
Squadre di club1
1986-1987 Chievo Chievo 4 (0)
1987-1988 Valdagno Valdagno 19 (4)
1988-1990 Chievo Chievo 25 (1)
1990 Oltrepo Oltrepò 5 (0)
1990-1991 Perugia Perugia 3 (0)
1991-1997 Chievo Chievo 160 (41)
1997-1998 Unione Venezia Venezia 34 (11)
1998-2000 Atalanta Atalanta 24 (2)
2000-2003 Verona Verona 51 (6)
2003-2004 Fiorentina Fiorentina 6 (0)
2004 Cittadella Cittadella Padova 10 (0)
2004-2006 Montichiari Montichiari 52 (17)
2006-2008 Domegliara Domegliara 46 (13)
1 Dati relativi al solo campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
Statistiche aggiornate al giugno 2012

Michele Cossato (Milano, 28 aprile 1970) è un ex calciatore italiano, di ruolo attaccante.

Le sue principali soddisfazioni calcistiche sono legate alla città di Verona, nella quale è cresciuto. Ha militato sia nel Chievo che nell'Hellas. È fratello di Federico Cossato, con il quale ha giocato nel Domegliara. Attualmente ricopre la carica di consulente di mercato del Mantova.

Calcioscommesse[modifica | modifica sorgente]

Nel luglio 2011 viene tirato in ballo nell'ambito dell'inchiesta sul calcioscommesse della Procura di Napoli [1] insieme al fratello Federico, a Silvio Giusti, a Matteo Gianello e al giornalista Gianluca Di Marzio (persona informata sui fatti). La Procura acquisisce computer, supporti informatici dei Cossato.[2]

Nel gennaio 2012, nell'ambito dell'inchiesta sul calcioscommesse, viene iscritto nel registro degli indagati dalla Procura di Napoli insieme al fratello Federico, a Matteo Gianello e Silvio Giusti, ex compagni di squadra ai tempi del ChievoVerona.[3] Smentisce ogni coinvolgimento quando viene interrogato in procura il 19 gennaio, ammettendo però di essere uno scommettitore abituale ma di non aver mai contattato colleghi calciatori per aggiustare le partite ma solo per capire che aria tirava.[4] Il suo referente Gianello, all'epoca ei fatti portiere del Napoli, riferisce di avergli sempre detto che l’impegno del Napoli sarebbe stato massimo.[5]

La sua posizione non viene poi più presa in considerazione poiché irrilevante venendo così archiviato il 30 maggio dello stesso anno.[6]

Dopo che la Corte di Giustizia Federale ha respinto a Marco Zamboni, suo compagno al Verona, il reclamo contro la squalifica di 1 anno e 7 mesi, in data 17 maggio 2013, previa istanza d'arbitrato di Zamboni, Cossato viene chiamato a comparire come teste.[7]

Carriera[modifica | modifica sorgente]

Club[modifica | modifica sorgente]

I primi anni (1986-1992)[modifica | modifica sorgente]

La sua lunga carriera calcistica iniziò nella stagione 1986-1987 quando, ancora giovanissimo, debuttò nel calcio professionistico con la maglia del Chievo Verona. In quell'annata scese in campo 4 volte in Serie C2. Successivamente venne ceduto al Valdagno, club del campionato Interregionale, (l'attuale Serie D), per fare esperienza, e con i vicentini segnò 4 reti in 19 presenze. Nel campionato 1988-1989 tornò al Chievo e prese parte alla stagione della squadra (culminata con la promozione in Serie C1), giocando 10 partite e segnando la sua prima rete tra i professionisti.

Venne confermato dai clivensi anche per la stagione successiva, nella quale non trovò la rete nelle 15 apparizioni in campionato. Nell'estate del 1990 passò in prestito all'Oltrepò in Serie C2 ma, già a novembre, ritornò in C1 nel Perugia. Nelle complessive 8 presenze della stagione non segnò alcun goal. Nella stagione 1991-1992 il Chievo decise di tenerlo in rosa, ma giocò solo 3 presenze senza mai segnare.

L'affermazione nel Chievo (1992-1997)[modifica | modifica sorgente]

Nel campionato di Serie C1 1992-1993 scese in campo 25 volte segnando 5 reti mentre nella stagione successiva, coi suoi 8 centri in 28 gare, diede un apporto fondamentale alla promozione del Chievo in B. Nei tre anni in cadetteria disputati con la maglia gialloblù, si affermò come attaccante prolifico (28 marcature in 104 partite). Diventò un giocatore fondamentale per la squadra aiutandola, con i suoi goal, a centrare l'obiettivo salvezza sia nel 1995 che nel 1996. Nella stagione 1996-1997, quella in cui i clivensi sfiorarono la promozione in Serie A formò, insieme a Raffaele Cerbone, una delle più prolifiche coppie di attaccanti del campionato (32 reti complessive). A fine stagione lasciò il Chievo, insieme all'allenatore Malesani.

La promozione in A col Venezia e le difficoltà nell'Atalanta (1997-2000)[modifica | modifica sorgente]

Terminato il lungo e fortunato periodo con i clivensi, passò al Venezia, che lo cercò fortemente per ottenere la promozione nella massima serie. L'annata fu molto positiva sia per lui che per la sua squadra: il Venezia centrò l'obiettivo Serie A ed il merito del successo dei lagunari fu in gran parte da attribuirsi alla coppia d'attacco Schwoch (17 reti) - Cossato (11 reti). Nella stagione 1998-1999 ebbe la possibilità di esordire in A ma, non rientrando più nei piani della società, non debuttò in campionato ed in ottobre tornò in cadetteria all'Atalanta. Nel suo periodo a Bergamo, a causa di numerosi problemi fisici, non riuscì ad esprimersi al meglio ed a soddisfare le aspettative riposte in lui. Tra l'ottobre del 1998 ed il gennaio del 2000 scese in campo 24 volte segnando 2 reti.

Gli anni all'Hellas Verona (2000-2003)[modifica | modifica sorgente]

Nel mese di gennaio del 2000 tornò nell'amata Verona, questa volta per giocare con la maglia dell'Hellas. Il 6 febbraio 2000 fece il suo debutto in Serie A in Verona-Fiorentina 2-2. Fino a giugno scese in campo complessivamente 8 volte senza segnare reti. La precaria condizione fisica gli consentì di scendere in campo poche volte anche nella stagione 2000-2001 (14 partite, 2 reti). Tuttavia, si rivelò uomo-salvezza per la sua squadra, infatti, il 24 giugno 2001, nel corso dello spareggio di ritorno per non retrocedere in Serie B tra Reggina ed Hellas Verona, mise a segno il gol che consentì ai gialloblù di salvarsi.

Nella stagione del primo Derby in A con il Chievo, i problemi fisici continuarono a impedirne un utilizzo continuativo (7 presenze, 1 goal). A fine stagione l'Hellas retrocedette nella serie cadetta. Nella sua ultima stagione con gli scaligeri, segnò 3 reti in 22 apparizioni di campionato.

Fiorentina, Cittadella e il rilancio nel Montichiari (2003-2006)[modifica | modifica sorgente]

Terminato il periodo con il Verona, venne acquistato dalla Fiorentina nel settembre del 2003. La formazione toscana vide in lui l'attaccante esperto di serie cadetta che poteva dare un valido contributo per l'immediato ritorno della squadra in massima serie. Tuttavia, la sua esperienza in maglia viola fu tutt'altro che memorabile. Tra l'inizio del campionato ed il gennaio successivo venne impiegato per pochi minuti e non segnò alcuna rete. Così, con l'inizio del 2004, si trasferì al Cittadella, in Serie C1. Anche con la squadra padovana non riuscì a rendere al meglio (10 presenze, 0 reti). Nell'estate 2004, ormai non più giovanissimo, accettò di scendere ulteriormente di categoria, accettando l'offerta del Montichiari, formazione di C2. La prima stagione con la squadra bresciana fu molto positiva e tornò a segnare con continuità (15 reti in 27 presenze) diventando uomo di primaria importanza per la sua squadra. Il campionato 2005-2006, in cui ha segnò 2 reti in 25 partite, fu l'ultimo tra i professionisti.

Domegliara (2006-2008)[modifica | modifica sorgente]

Nell'estate del 2006 accettò la proposta di Claudio Paiola, ambizioso presidente del Domegliara, formazione veronese della Valpolicella. Ebbe dunque la possibilità di chiudere la carriera vicino a casa e, allo stesso tempo, di dare un buon contributo, in termini di esperienza, alla sua nuova squadra, che aveva come obiettivo il salto in Serie D. Nel 2007, il Domegliara vinse il campionato di Eccellenza ottenendo la promozione. Cossato scese in campo 16 volte segnando 2 reti. Rimase anche nella stagione successiva di Serie D nell'organico guidato dall'ex calciatore Paolo Vanoli.

Nell'estate del 2008 è stato raggiunto dal fratello Federico ma la permanenza di entrambi è durata solo pochi mesi e già a dicembre hanno ottenuto la rescissione consensuale del contratto.[8]

Selezione padana[modifica | modifica sorgente]

Ha partecipato nelle file della selezione di calcio della Padania all'edizione 2008 della Viva World Cup, campionato mondiale di calcio tra nazionali della NF-Board e non riconosciute dalla FIFA, assieme al fratello Federico,[9] edizione vinta dalla stessa selezione padana.

Dirigente[modifica | modifica sorgente]

Con l'acquisto del Mantova Calcio da parte dell'imprenditore veronese, e amico di vecchia data, Michele Lodi, Federico il 29 aprile 2013 entra a far parte della dirigenza virgiliana come consulente di mercato.

Statistiche[modifica | modifica sorgente]

Michele Cossato ha militato in tutte le prime sei serie del campionato di calcio italiano. Questo è il bilancio globale delle sue presenze e reti al 16 gennaio 2009:

Serie Periodo Presenze Marcature
Serie A 2000-2002 29 3
Serie B 1994-2000 190 44
Serie C1 1989-1990; 1990-1994 84 13
Serie C2 1986-1987; 1988-1989; 1990-1991; 2004-2006 71 18
Serie D 1987-1988; 2007-2008 57 15
Eccellenza 2006-2007 16 2
Totale 1986-2007 447 95

Palmarès[modifica | modifica sorgente]

Club[modifica | modifica sorgente]

Chievo: 1988-1989
Chievo: 1993-1994

Selezione padana[modifica | modifica sorgente]

2008

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Cossato indagato: Non ho nulla da temere
  2. ^ Il giornalista Di Marzio e Michele Cossato coinvolti nel Calcio Scommesse, quotescommessecalcio.com, 7 luglio 2011.
  3. ^ Giannello confessa: “Tentata combine per Samp-Napoli”
  4. ^ Scommesse, Cossato ammette: "Parlai con Gianello" ma il Napoli non rischia
  5. ^ Giannello confessa: “Tentata combine per Samp-Napoli”
  6. ^ Calcio scommesse, Procura di Napoli: depositate anche le archiviazioni
  7. ^ TNAS: Arbitrato Zamboni /FIGC, il Collegio arbitrale sentirà il teste Michele Cossato
  8. ^ Il Domegliara Proseguirà il Campionato Senza i Fratelli Cossato in domegliaracalcio.it, 25 novembre 2008. URL consultato il 16-01-2009.
  9. ^ Michele Cossato, l'orgoglio si giocare per la propria terra in La Padania. URL consultato il 16-01-2009.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]