Scandalo del calcio italiano del 2006

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Lo scandalo del calcio italiano del 2006 è stato, in ordine di tempo, il terzo grande scandalo (dopo quello del 1980, noto come Calcioscommesse e quello del 1986, noto come Secondo calcioscommesse o Calcioscommesse 2) a investire il mondo del calcio italiano, anche se come portata ed effetti è stato certamente maggiore dei primi due. Definito dalla stampa ironicamente Calciopoli (per assonanza con Tangentopoli, laddove in quel caso a reggere l'espressione era il termine tangente), Calciocaos o anche Moggiopoli (la Gazzetta dello Sport lo definì anche Sistema Moggi) si dipanò, secondo le risultanze processuali, tra il 2004 e 2006, ed emerse il 2 maggio 2006 a seguito di alcune intercettazioni operate dal tribunale di Torino e soprattutto da quello di Napoli nei confronti delle dirigenze di quattro club italiani: Juventus, Fiorentina, Lazio e Milan. Sotto accusa in un secondo filone d'indagini anche la Reggina e l'Arezzo.

L'accusa principale è di illecito sportivo, verificato nel tentativo di aggiustare le designazioni arbitrali per determinati incontri di campionato o di intimidire (o corrompere) gli arbitri assegnati affinché favorissero le azioni conclusive di una squadra a danno dell'altra.

Indice

[modifica] Le accuse

Le accuse rivolte ai molteplici imputati, tra cui spiccano i nomi di Luciano Moggi e Antonio Giraudo per la Juventus, del patron della Fiorentina Diego Della Valle e della Lazio Claudio Lotito, del presidente della Reggina Pasquale Foti, nonché dell'addetto agli arbitri Leonardo Meani per il Milan, spaziano dalla slealtà sportiva all'illecito sportivo, ambedue sanzionate dallo Statuto della FIGC. Coinvolti nello scandalo anche i due designatori arbitrali al tempo delle intercettazioni, cioè Pierluigi Pairetto e Paolo Bergamo, e alcuni arbitri, soprattutto Massimo De Santis, che comunque era ritenuto un grande arbitro essendo stato designato per rappresentare l'Italia al Campionato mondiale di calcio 2006, ma anche Paolo Dondarini, Paolo Bertini, Domenico Messina, Gianluca Rocchi, Paolo Tagliavento, Pasquale Rodomonti. Accusati gli stessi vertici della Federcalcio, in particolare Franco Carraro e Innocenzo Mazzini, e dell'AIA, come Tullio Lanese. In totale sono stati deferiti al giudice sportivo 22 personalità legate al mondo del calcio.

Secondo l'accusa i dirigenti di società coinvolti intrattenevano rapporti con i designatori arbitrali atti ad influenzare le designazioni per le partite delle proprie squadre in modo da ottenere arbitri considerati favorevoli. In questo erano spesso appoggiati o spalleggiati dagli esponenti della federazione coinvolti nell'inchiesta. Sempre secondo l'accusa era pratica comune inoltrare attraverso i designatori arbitrali o la federazione recriminazioni e velate minacce nei confronti degli arbitri considerati non favorevoli. Particolarmente difficile la situazione della squadra torinese, per cui è stata ipotizzata la presenza di una cupola, una sorta di sistema con cui Luciano Moggi riusciva a gestire le designazioni degli arbitri nelle diverse partite di campionato. Tra i numerosi contatti di Moggi si annoverano figure come Aldo Biscardi e Fabio Baldas (alcune telefonate evidenziano come Moggi abbia suggerito ad Aldo Biscardi l'interpretazione degli episodi mostrati dalla moviola durante Il Processo di Biscardi), ma anche l'allora Ministro dell'Interno Giuseppe Pisanu, (reo di aver richiesto, secondo le intercettazioni, favori arbitrali riguardanti la squadra del Sassari Torres, militante nel girone B della Serie C1). Nell'inchiesta vennero coinvolti oltre a Aldo Biscardi (La7) anche i giornalisti Tony Damascelli (Il Giornale), Guido D'Ubaldo (Corriere dello Sport), Franco Melli (Il Tempo e ospite al Processo di Biscardi), Lamberto Sposini (TG5, ospite del Processo di Biscardi), Ignazio Scardina (Rai Sport) e Ciro Venerato (Rai Sport). Ad eccezione di Ignazio Scardina, tutt'ora indagato per associazione a delinquere, la posizione degli altri cronisti sotto il profilo penale è stata archiviata nel 2007, anche se sono stati sospesi per qualche tempo dall'Ordine dei giornalisti a causa del loro comportamento scorretto (si facevano dire da Moggi cosa dire o non dire durante i programmi televisivi e cosa scrivere sui loro giornali).

Intervenuto in TV alla trasmissione Matrix, condotta da Enrico Mentana, Paolo Bergamo, uno dei due designatori arbitrali sotto inchiesta, ha affermato che le telefonate a lui ed al suo collega Pierluigi Pairetto da parte dei dirigenti delle diverse squadre erano molto frequenti. In particolare, ha dichiarato che riceveva spesso telefonate dai dirigenti dell'Inter, squadra a cui è stato assegnato successivamente lo Scudetto 2005-2006. Sempre nel corso dell'intervista, l'ex designatore, ha detto che durante la stagione calcistica 2003-2004 ha parlato più volte con l'allora allenatore della Roma, Fabio Capello, per concordare le designazioni delle gare dei giallorossi. La FIGC non ha considerato queste affermazioni valide perché venissero aperti nuovi filoni d'indagine, visto che non c'erano prove che potessero confermarle.

Il processo nell'ambito della giustizia sportiva si è svolto in tempi rapidi. Il procuratore federale Stefano Palazzi ha richiesto durissime pene per gli imputati: dalla retrocessione alla revoca degli scudetti per le squadre coinvolte, dalla radiazione a ingenti multe per alcuni dirigenti. La sentenza arrivò nel giro di tre settimane e la paura che i tempi potessero prolungarsi (e quindi accavallarsi con l'inizio del campionato di calcio) a causa di ricorsi o appelli al TAR fu scongiurata dalla minaccia di un intervento della FIFA o della UEFA, che vietano espressamente un intervento statale negli affari sportivi.

Insistenti voci, nel corso dello svolgimento delle indagini, hanno avanzato il timore che la vittoria della Nazionale italiana al Campionato mondiale di calcio 2006 potesse insabbiare la vicenda, tuttavia è stato assicurato dallo stesso Ministro per le Politiche Giovanili e lo Sport Giovanna Melandri che questa ipotesi era da scartare. Non sono tuttavia mancate forze politiche, come UDEUR e Forza Italia, che abbiano avanzato la proposta di un' amnistia generale[1].

[modifica] Le 39 partite sotto inchiesta

  • Udinese-Brescia 1-2 (26 settembre 2004)

Arbitro Dattilo (ammonizione di Pinzi, Muntari e Di Michele, espulsione di Jankulovski), preludio a Udinese-Juventus del 3 ottobre successivo. Indagati Moggi, Giraudo e Dattilo

  • Siena-Juventus 0-3 (23 ottobre 2004)

Arbitro Bertini per favorire la Juventus. Indagati Fabiani, Moggi e Bertini

  • Juventus-Chievo 3-0 (31 ottobre 2004)

Arbitro Pieri per favorire la Juventus. Indagati Moggi, Fabiani e Pieri

  • Messina-Reggina 2-1 (31 ottobre 2004)

Arbitro Racalbuto (ammonizione di Mesto), preludio a Reggina-Juventus 2-1 del 7 novembre 2004. Indagati Moggi e Racalbuto

  • Lecce-Juventus 0-1 (14 novembre 2004)

Designazione di De Santis, Griselli e Ceniccola. Indagati Moggi, Giraudo, Bergamo, Pairetto, Lanese, De Santis, Griselli e Ceniccola

  • Messina-Fiorentina 1-1 (28 novembre 2004)

Per il raggiugimento di un risultato utile per il Messina. Indagati Fabiani, Moggi, Paparesta e Dattilo

  • Juventus-Lazio 2-1 (5 dicembre 2004)

Designazione di Dondarini, Baglioni e Alvino. Indagati Moggi, Giraudo, Bergamo, Pairetto, Dondarini, Baglioni ed Alvino

  • Fiorentina-Bologna 1-0 (5 dicembre 2004)

Designazione arbitrale ed ammonizioni di Peruzzi e Nastase - già diffidati - in vista della gara con la Juventus. Indagati Moggi, De Santis, Bergamo e Pairetto

  • Reggina-Brescia 1-3 (5 dicembre 2004)

Indagati Bergamo, Foti e De Santis

  • Reggina-Cagliari 3-2 (12 dicembre 2004)

Indagati Foti, De Santis, Bergamo

  • Bologna-Juventus 0-1 (12 dicembre 2004)

Indagati Pieri, Moggi

  • Juventus-Milan 0-0 (18 dicembre 2004)

Per favorire la Juventus. Indagati Fabiani, Moggi e Bertini

  • Roma-Parma 5-1 (19 dicembre 2004)

Preludio a Parma-Juventus del 6 gennaio 2005 (ammonizioni di Contini e Pisanu). Per la quale sono indagati Moggi e Racalbuto

  • Reggina-Palermo 1-0 (6 gennaio 2005)

Indagati Bergamo, Foti e Pieri

  • Brescia-Bologna 1-1 (6 gennaio 2005)

In vista di Messina-Brescia 2-0 del 9 gennaio 2005 (ammonizioni di Guana e Mannini poi squalificati). Indagati Moggi, Fabiani e Paparesta

  • Cagliari-Juventus 1-1 (16 gennaio 2005)

Per favorire la Juventus. Indagati Moggi e Racalbuto

  • Messina-Parma 1-0 (23 gennaio 2005)

Indagati Moggi, Fabiani, Bertini, Dattilo

  • Udinese-Reggina 0-2 (23 gennaio 2005)

Indagati Bergamo, Foti, De Marco, Nicolai e Rossomando

  • Sampdoria-Siena 1-1 (30 gennaio 2005)

In vista di Juventus-Sampdoria del 2 febbraio 2005. Indagati Moggi, Fabiani, Paparesta

  • Juventus-Udinese 2-1 (13 febbraio 2005)

Indagati Moggi, Bergamo, Pairetto, Giraudo, Rodomonti, Gemignani e Foschetti

  • Siena-Messina 2-2 (13 febbraio 2005)

Indagati Fabiani, Moggi e Bertini

  • Sampdoria-Reggina 3-2 (20 febbraio 2005)

Indagati Bergamo, Foti e Niccolai

  • Palermo-Lecce 3-3 (20 febbraio 2005)

Ammonizione di Pinardi e Rullo in vista di Lecce-Messina 1-0 del 27 febbraio 2005. Indagati Moggi e De Santis

  • Chievo-Lazio 0-1 (20 febbraio 2005)

Indagati Carraro, Bergamo, Pairetto, Mazzini, Lotito e Rocchi

  • Lazio-Parma 2-0 (27 febbraio 2005)

Indagati Carraro, Bergamo, Pairetto, Mazzini, Lotito e Messina

  • Roma-Juventus 1-2 (5 marzo 2005)

Indagati Moggi, Giraudo, Bergamo, Pairetto, Fabiani, Fazi, Racalbuto, Pisacreta, Ivaldi e Gabriele

  • Reggina-Messina 0-2 (13 marzo 2005)

Indagati Fabiani, Moggi e Ambrosino

  • Inter-Fiorentina 3-2 (20 marzo 2005)

Ammonizioni di Viali e Obodo in vista di Fiorentina-Juventus 3-3 del 9 aprile 2005. Indagati Fabiani e Bertini

  • Milan-Brescia 1-1 (9 aprile 2005)

Indagati Meani, Mazzei e Contini

  • Bologna-Lazio 1-2 (17 aprile 2005)

Indagati Lotito e Tagliavento

  • Siena-Milan 2-1 (17 aprile 2005)

Indagati Bergamo, Pairetto, Mazzei, Mazzini, Giraudo e Baglioni

  • Milan-Chievo 1-0 (20 aprile 2005)

Indagati Bergamo, Meani, Puglisi

  • Lazio-Juventus 0-1 (24 aprile 2005)

Indagati Fabiani, Moggi, Ambrosino

  • Chievo-Fiorentina 1-2 (8 maggio 2005)

Indagati Diego e Andrea Della Valle, Mencucci, Bergamo, Mazzini, Moggi e Dondarini

  • Livorno-Siena 3-6 (8 maggio 2005)

Indagato l'arbitro De Santis (espulsione ingiustificata di Galante per vendicarsi di Spinelli che aveva parlato di combriccola romana)

  • Arezzo-Salernitana 1-0 (14 maggio 2005)

Per favorire l'Arezzo. Indagati Mazzei e Titomanlio

  • Palermo-Reggina 1-1 (15 maggio 2005)

Indagati Bergamo, Foti e Pieri

  • Lazio-Fiorentina 1-1 (22 maggio 2005)

Indagato Diego Della Valle (contattato Lotito chiedendogli di accordarsi per l'1-1)

  • Lecce-Parma 3-3 (29 maggio 2005)

Indagati Diego e Andrea Della Valle, Mazzini, Moggi, De Santis e Griselli

[modifica] Richieste d'accusa

[modifica] Le sentenze

[modifica] Sentenza d’appello

[modifica] Primo filone di indagini

La Corte Federale ha emesso la sua sentenza d’appello il 25 luglio 2006 con i seguenti esiti:

[modifica] Società
  • Juventus: Retrocessione in serie B con 17 punti di penalizzazione; revoca dello scudetto 2005 e non assegnazione di quello del 2006; 120.000 euro di multa; tre giornate di squalifica del proprio campo[2]
  • Fiorentina: 30 punti di penalizzazione da scontare nel campionato 2005-2006; 19 punti di penalizzazione da scontare in serie A nel 2006-2007; 100.000 euro di multa; tre giornate di squalifica del proprio campo;
  • Lazio: 30 punti di penalizzazione da scontare nel campionato 2005-2006; 11 punti di penalizzazione da scontare in serie A nel 2006-2007; 100.000 euro di multa; due giornate di squalifica del proprio campo;
  • Milan: 30 punti di penalizzazione da scontare nel campionato 2005-2006; 8 punti di penalizzazione da scontare in serie A nel 2006-2007; 100.000 euro di multa; una giornata di squalifica del proprio campo;

[modifica] Dirigenti delle società

[modifica] Arbitri

[modifica] Guardialinee

[modifica] Designatori arbitrali e dirigenti FIGC

In un secondo tempo, su decisione della FIGC, è stato assegnato lo scudetto per il campionato di calcio di Serie A 2005-2006 all'Inter: la FIGC ha infatti recepito il parere della commissione di tre saggi (composta da Gerhard Aigner, ex segretario generale dell'UEFA; Massimo Coccia, avvocato ed esperto di diritto sportivo; Roberto Pardolesi, Ordinario di diritto privato comparato), creata ad hoc dal Commissario Straordinario della FIGC, l'Avv. Guido Rossi, per dirimere la questione dopo la non assegnazione del titolo alla Juventus.

[modifica] Secondo filone di indagini

Per il secondo filone di indagini, fu pronunciata il 26 agosto 2006, sanciva:

[modifica] Società
  • Reggina: 15 punti di penalizzazione da scontare nel campionato di calcio di serie A 2006-2007 e 100.000€ di ammenda;
  • Arezzo: 6 punti di penalizzazione da scontare nel campionato di calcio di serie B 2006-2007;

[modifica] Dirigenti delle società

[modifica] Arbitri

[modifica] Tesserati AIA

[modifica] Ricorsi

Tutte le società a seguito della sentenza hanno annunciato ricorsi presso il CONI, prima Juventus e Lazio, poi Fiorentina e Milan: nessuna però ha raggiunto la conciliazione.

Milan e Fiorentina hanno accolto la proposta di creazione di un comitato d'arbitrato in ambito sportivo: in attesa che sia chiarita la controversia, la giustizia sportiva ha predisposto che fossero sospese le pene accessorie (ammende e campo neutro).

La dirigenza della Juventus aveva invece presentato ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, pur rischiando con ciò sanzioni da parte della Federazione la quale vieta il ricorso alla giustizia ordinaria: la richiesta era la riassegnazione della Serie A (con penalizzazione massima -20) e la restituzione dei due scudetti revocati. Tale richiesta si basava sulla sproporzione tra la pena inflitta alla Juventus ed a quelle inflitte alle altre formazioni coinvolte, sproporzione che era quantificata dai legali della società da una valutazione del danno economico arrecato dalla retrocessione quantificata in 130 milioni di euro. Attraverso una lettera, Guido Rossi (commissario straordinario della FIGC) prendeva le distanze da quelle che erano le decisioni della società e ha annunciato, col CONI, una richiesta di risarcimento contro i bianconeri "per aver danneggiato l'immagine del calcio italiano". Dopo trattativa tra il CONI, la FIGC e la dirigenza juventina il Consiglio di Amministrazione della Juventus ha deciso di ritirare il ricorso inoltrato al TAR, evitando un possibile slittamento dell'inizio dei campionati di serie A e B, per cercare di ottenere anch'essa una riduzione della penalizzazione in sede di arbitrato sportivo. La retromarcia della dirigenza bianconera fu dovuta anche a causa della minaccia del presidente della FIFA Joseph Blatter di escludere da tutte le competizioni internazionali per club e per le Rappresentative nazionali l'intera Federazione italiana per cinque anni (i regolamenti internazionali prevedono che se una squadra fa ricorso ad un tribunale ordinario e la Federcalcio d'appartenenza non glielo impedisce l'intera Federazione è esclusa da tutte le competizioni estere).

[modifica] Sentenze definitive dopo l’arbitrato del CONI

[modifica] Primo filone di indagini

Il 27 ottobre 2006, la Camera di Conciliazione e Arbitrato del CONI ha diramato le definitive sanzioni nei confronti delle prime quattro squadre coinvolte nello scandalo-calcio.

[modifica] Società
  • Juventus: Confermata la retrocessione in serie B con 9 punti di penalizzazione da scontare nel 2006-2007 (invece dei 17 imposti dalla sentenza di 2° grado);
  • Fiorentina: 30 punti di penalizzazione da scontare nel campionato 2005-2006 (confermati); 15 punti di penalizzazione da scontare in serie A nel 2006-2007 (invece dei 19 precedenti);
  • Lazio: 30 punti di penalizzazione da scontare nel campionato 2005-2006 (confermati); 3 punti di penalizzazione da scontare in serie A nel 2006-2007 (invece degli 11 precedenti);
  • Milan: 30 punti di penalizzazione da scontare nel campionato 2005-2006; conferma degli 8 punti di penalizzazione da scontare in serie A nel 2006-2007.

[modifica] Dirigenti società

[modifica] Arbitri

[modifica] Dirigenti arbitrali e FIGC

[modifica] Secondo filone di indagini

Il 12 dicembre 2006 è stato invece diramato il comunicato contenente le nuove sanzioni a carico delle altre due squadre coinvolte.

[modifica] Società
  • Reggina: 11 punti di penalizzazione da scontare nel campionato di calcio di serie A 2006-2007 (invece dei 15 precedenti) e 100.000€ di ammenda (confermati);
  • Arezzo: 6 punti di penalizzazione da scontare nel campionato di calcio di serie B 2006-2007 (confermati).

[modifica] Dirigenti società

[modifica] Tesserati AIA

[modifica] Classifiche dopo sentenza del CONI

[modifica] Serie A

[modifica] Serie B

[modifica] Processo penale

Il processo penale è stato suddiviso in due parti, da svolgersi in due sedi diverse, a Napoli quella principale, e a Roma quella riguardante la GEA World.

[modifica] Processo GEA World

Nel processo GEA, in corso a Roma, eran coinvolti Luciano e Alessandro Moggi, Davide Lippi, Franco Zavaglia, Nicola Ceravolo e Pasquale Gallo. L'accusa era quella di associazione a delinquere e violenza privata (quest'ultima riguardava soltanto i Moggi) e i PM Luca Palamara e Maria Cristina Palaia, a conclusione delle indagini svolte dal Colonnello Giuseppe Magliocco e dal Capitano Antonio De Cristofaro della Guardia di Finanza di Roma, avevano richiesto 6 anni di galera per Luciano Moggi, 5 per il figlio, da 1 a 2 anni per tutti gli altri.

L'8 gennaio 2009 è arrivata la sentenza di 1° grado; Luciano Moggi è stato condannato ad 1 anno e 6 mesi di carcere, il figlio Alessandro ad 1 anno e 2 mesi, mentre gli altri quattro imputati sono stati assolti, in quanto è caduta l'accusa di associazione a delinquere - che riguardava tutti - ma è rimasta in piedi l'accusa di violenza privata nei confronti di alcuni calciatori, come Nicola Amoruso e Manuele Blasi.

Sia l'accusa che la difesa hanno annunciato il ricorso in appello; la prima per aumentare le condanne, la seconda (che riguarda solo i Moggi) per farsi assolvere.

Va ricordato che, a livello sportivo, la FIGC non ha mai aperto un'inchiesta federale e, di conseguenza, non è mai stato istituito un processo sportivo (quindi non sono stati presi eventuali provvedimenti disciplinari riguardo questa vicenda).

[modifica] Processo di Napoli

Il processo di Napoli, iniziato il 20 gennaio 2009, è stato rinviato al 24 marzo per la mancata notifica a 18 dei 24 imputati.

Alcuni imputati come l'ex amministratore delegato della Juventus Antonio Giraudo e l'ex presidente dell'AIA Tullio Lanese hanno scelto il rito abbreviato (per loro il processo è iniziato nell'autunno 2008).

L'accusa va dall'associazione a delinquere finalizzata alla frode sportiva alla semplice frode sportiva.

Il 24 marzo i giudici decidono di confermare Napoli come sede del processo, ed estromettono tutte le parti civili, ritenendo che non sussistano "danni diretti e immediati" [3].

L'11 maggio 2009 sono state formulate le richieste d'accusa per gli imputati che hanno scelto il rito abbreviato; la pena massima richiesta dai PM è stata quella di 5 anni di reclusione per Antonio Giraudo, per gli altri imputati le richieste vanno da 1 anno a 3 anni e 6 mesi.

[modifica] Curiosità

  • Per la Juventus la retrocessione del 2006 fu la prima della storia; il ritorno matematico in Serie A avvenne nel maggio 2007, dopo aver sconfitto l'Arezzo in trasferta per 5-1 a tre turni dalla fine del campionato.
  • Senza i -15 punti la Fiorentina avrebbe concluso la stagione al terzo posto, anziché al sesto e si sarebbe qualificata ai preliminari di Coppa dei Campioni, davanti a Milan (quarto con 69 punti senza i -8) e Lazio, partita con -11 e rimasta -3 dopo la sentenza del CONI, che invece avrebbe disputato la Coppa UEFA.
  • La Reggina, senza penalizzazione, avrebbe concluso il campionato all'ottavo posto. Da ricordare però che il club calabrese, partito da -15, ebbe uno sconto di quattro punti grazie alla sentenza del CONI a campionato in corso;con quei quattro punti di penalizzazione in più sarebbe retrocessa in Serie B al posto del Chievo Verona.
  • L'Arezzo, senza i punti di penalizzazione, sarebbe arrivato a metà classifica e sarebbe retrocesso direttamente in C1 lo Spezia, con Verona e Cesena che avrebbero fatto i play-out.
  • Successivamente (marzo 2007) venne fuori un secondo filone d'inchiesta basato sul traffico di schede telefoniche svizzere (SIM) tra Luciano Moggi e alcuni arbitri;al termine dell'inchiesta portata avanti dalla Federazione la Juventus patteggiò e venne multata 300.000 euro divisi in tre rate da 100.000 euro annui (da versare alla FIGC), mentre gli arbitri coinvolti, Paolo Bertini, Gianluca Paparesta e Tiziano Pieri, sospesi in via cautelare nell'Aprile 2007 (quindi per tutta la stagione 2007-2008) in attesa di chiarire le loro posizioni, vennero sospesi in maniera definitiva dall'AIA nel luglio 2008.
  • Nel giugno 2008 Luca De Meo, all'epoca top manager del gruppo FIAT, Amministratore Delegato di Alfa Romeo, responsabile marketing di tutto il gruppo nonché membro del GEC, l'organismo che controlla Fiat Group, rilasciò una dichiarazione dove affermava che le vicissitudini giudiziarie e le sconfitte della Juventus nel periodo precedente avevano aiutato a risollevare l'immagine di simpatia del gruppo.[4]

[modifica] Note

  1. ^ A Sinistra l'Amnistia Diventa Idiozia
  2. ^ Le giornate di squalifica per tutti i campi verranno revocate in seguito
  3. ^ Calciopoli, processo resta a Napoli. Estromesse le parti civili
  4. ^ http://www.tgfin.mediaset.it/tgfin/ultimissima.shtml?nRC_17.06.2008_16.54_28149514 - 20k -

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