Marte nella fantascienza

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Marte
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Marte nelle opere di fantascienza è uno dei pianeti più popolari, sia come ambientazione sia come luogo di provenienza di extraterrestri. Hanno contribuito a portarlo all'attenzione degli scrittori la sua vicinanza alla Terra, la somiglianza tra molte sue caratteristiche – come il periodo di rotazione, l'inclinazione dell'asse di rotazione, le calotte polari – con quelle del nostro pianeta, il suo acceso colore rosso e la rete di canali scoperta da Schiaparelli alla fine del XIX secolo e pubblicizzata come opera di esseri intelligenti.

Letteratura[modifica | modifica sorgente]

Prima di Schiaparelli[modifica | modifica sorgente]

Una delle più antiche apparizioni di Marte nella letteratura fantastica avviene ne I viaggi di Gulliver di Jonathan Swift. In una descrizione di una società di scienziati chiamata Laputa, si accenna alla loro scoperta di due satelliti di Marte invisibili agli astronomi del resto del mondo.[1] Poiché sono stati davvero scoperti due piccoli satelliti attorno a Marte oltre 150 anni dopo, nel 1877, in alcune opere successive di fantascienza si è immaginato che Swift fosse un preveggente o avesse ricevuto notizie dal futuro. All'ipotesi che Marte avesse due satelliti aveva fatto riferimento, 25 anni dopo Swift, anche Voltaire nel suo racconto filosofico Micromega (1752).

Dalla scoperta dei canali agli anni quaranta[modifica | modifica sorgente]

Nel 1877 l'astronomo italiano Giovanni Virginio Schiaparelli credette di scorgere una rete di canali sulla superficie di Marte. Nella traduzione in inglese e francese delle sue osservazioni la parola "canali" fu resa impropriamente come "canals" (che significa "canali artificiali"), invece che channels, così che si diffuse l'idea che i canali fossero opere di ingegneria idraulica realizzate da una specie intelligente per sopravvivere in un mondo più arido della Terra. L'astronomo statunitense Percival Lowell ebbe un ruolo di primo piano nella diffusione di queste idee, tanto che i canali divennero un elemento tipico delle descrizioni di fantasia del pianeta rosso. Per quanto già all'inizio del Novecento si dimostrò che i canali erano un'illusione ottica causata sia dal modesto diametro dei telescopi usati e sia dalle osservazioni compiute dalla superficie terrestre, l'ipotesi speculativa diede un grande impulso alle opere di fantascienza.

Tra i primi esempi letterari di viaggio immaginario su Marte[2], negli Stati Uniti,[3] vi è Across the Zodiac (1880) di Percy Greg,[4] in cui il protagonista raggiunge il pianeta rosso su un'astronave ad antigravità, trovandovi una civiltà dittatoriale basata sulla poligamia e sul commercio delle donne. In Inghilterra alla fine dell'Ottocento si possono citare[3] il romanzo utopico A Plunge into Space (1890) dell'irlandese Robert Cromie[5], e Honeymoon in Space (1900) di George C. Griffith,[6] una "luna di miele nello spazio" che conduce allo scontro con una società che ha eliminato le emozioni. Nell'Europa continentale danno la propria versione immaginifica di Marte vari scrittori, tra cui i francesi Camille Flammarion,[7] Gustave Le Rouge[8] e J. H. Rosny aîné e il tedesco Kurd Lasswitz.[3]

Copertina originale de La guerra dei mondi di H.G.Wells

L'opera tuttora più nota e significativa è però considerata La guerra dei mondi di H.G.Wells, pubblicato a puntate nel 1897 e in volume nel 1898, uno dei primi e più famosi esempi di invasione extraterrestre nella letteratura. Racconta la storia dell'invasione della Terra da parte di marziani crudeli e tecnologicamente avanzati che, invulnerabili alle armi terrestri, vengono infine uccisi dai batteri della nostra atmosfera. Il romanzo è un'accusa al colonialismo dell'epoca, una descrizione di cosa si prova ad essere invasi da un popolo senza scrupoli e dalla tecnologia più avanzata, che era quello che l'Europa stava facendo in Africa. La storia ebbe un enorme successo e diede il via a una tradizione letteraria di invasioni extraterrestri in cui era presente il sensazionalismo dell'opera di Wells, ma raramente il suo messaggio sociale.

Copertina di Edison's Conquest of Mars (1898; illustrazione G. Y. Kauffman) scritto da Garrett P. Serviss, un seguito non autorizzato de La guerra dei mondi di Wells.

Il successo del romanzo dello scrittore britannico è testimoniato dalle numerose imitazioni oltreoceano, tra cui edizioni pirata pubblicate a puntate nei quotidiani e un seguito non autorizzato (Edison's Conquest of Mars, pubblicato da Garrett P. Serviss nel 1898) con lo scienziato Tom Edison come personaggio protagonista,[3] il quale, dopo avere applicato l'ingegneria inversa sulla tecnologia marziana, contrattacca gli invasori sul loro stesso pianeta.

Un altro vero inventore famoso apparso in una edisonata è Nikola Tesla, in To Mars With Tesla; or, the Mystery of the Hidden World (1901) scritto da J. Weldon Cobb. Nel romanzo, Tesla è assistito dal "Giovane Edison" (Young Edison), nipote del celebre collega (il quale, nella realtà, fu un acerrimo rivale di Tesla), nel tentativo di comunicare col pianeta Marte.[9] Il romanzo riflette le reali idee che aveva Tesla sulla comunicazione tra pianeti.

Nel 1908 il sovietico Aleksandr Aleksandrovič Bogdanov pubblicò il popolare romanzo La stella rossa (Красная звезда Krasnaja zvezda), che con il suo seguito, L'ingegner Menni (Inžener Menni, 1912), sono ambientati in una utopica società marziana socialista.

Illustrazione di copertina per il romanzo A Princess of Mars di Edgar Rice Burroughs, McClurg, 1917

A rendere popolare Marte agli albori del XX secolo contribuì la trilogia di romanzi di Edgar Rice Burroughs Sotto le lune di Marte (A Princess of Mars), Gli dei di Marte (The Gods of Mars) e Il signore della guerra di Marte (The Warlords of Mars), pubblicati tra il 1912 e il 1919. Il protagonista della serie è John Carter, un ex ufficiale trasportato con mezzi misteriosi sul pianeta Marte – chiamato Barsoom dai nativi – che fa da sfondo esotico ad avventure di ogni genere, in trame ricche di azione e sangue, oltre ad un certo rude romanticismo. Barsoom è un mondo morente, in cui i mari si stanno prosciugando e le antiche civiltà sono decadute; i suoi abitanti sono divisi in etnie caratterizzate dal diverso colore della pelle, nemiche le une delle altre. Nonostante la fama di questi romanzi sia sfumata nel corso del tempo, all'epoca ebbero un tale successo che Burroughs continuò a scrivere seguiti fino agli anni quaranta, ebbe innumerevoli imitatori e si costruì un fedele nucleo di appassionati.

Un precursore meno noto di John Carter era stato Gullivar Jones, personaggio ideato nel 1905 da Edwin Lester Arnold nel romanzo Lieutenant Gullivar Jones: His Vacation.[10] Jones è - come Carter - un soldato sudista e finisce su Marte a bordo di un tappeto magico, dove è protagonista di numerose avventure.

Hugo Gernsback tenta di conferire una consistenza scientifica al Pianeta Rosso in alcuni episodi della sua serie Baron Münchhausen's Scientific Adventures (pubblicati nel 1915-1916 su riviste pulp, poi ristampati su Amazing Stories nel 1928), con estese disquisizioni su società e tecnologia marziane, ma con scarsi risultati.[3]

Nel romanzo Infinito (1930), di Olaf Stapledon, i marziani hanno la forma di nuvole capaci di comunicare telepaticamente e formano una coscienza collettiva sul loro pianeta. Marte prova ad invadere la Terra, ma i terrestri riescono a battere gli alieni, anche perché i marziani che arrivano sulla Terra fuoriescono dalla mente comune e iniziano a concepire pensieri propri. La vittoria è però fatale ai terrestri, perché le molecole delle nubi marziani, che si disperdono sul loro pianeta, sono tossiche e causano il declino dell'umanità. Nelle ere successive, molte specie animali - comprese nuove specie umane - si adattano alle nuove sostanze e le includono nel proprio corpo, assumendo a loro volta capacità telepatiche.

Un'odissea marziana di Stanley G. Weinbaum, del 1934, ribalta gli stereotipi che circolavano da decenni nella fantascienza, in cui i marziani sono crudeli invasori o razze di guerrieri simili all'uomo. Il Marte descritto da Weinbaum è abitato da creature pacifiche, spesso intelligenti quanto gli esseri umani ma con una psicologia del tutto diversa e incomprensibile. Mentre il protagonista della storia sta esplorando Marte, il suo veicolo si blocca e lui deve fare ritorno alla base a piedi. Lo accompagna un indigeno simile a uno struzzo, che gli dimostra comprensione e lealtà, anche se il terrestre non riesce a capire i suoi ragionamenti né a comunicare con lui. I due incontrano nel loro viaggio altri esseri incomprensibili, come una creatura quasi immortale a base di silicio che passa tutta la sua vita a costruire piramidi con i blocchi di silice che produce respirando; un predatore che attira le sue vittime creando allucinazioni piacevoli; una civiltà sotterranea di esseri a forma di barile.

Sempre del 1934 è Vecchio fedele, racconto di Raymond Z. Gallun anch'esso tra i primi a ribaltare gli stereotipi sui marziani malvagi. In esso un marziano fugge dal governo dispotico del suo pianeta e, con l'aiuto di una cometa, raggiunge la Terra dove riesce ad incontrare i terrestri con cui era entrato in contatto radio, quindi muore perché l'atmosfera terrestre è troppo densa per lui.

Nel 1937, con il romanzo Gli astrigeni (Star Begotten), H.G. Wells ritratta l'immagine dei marziani che aveva formato ne La guerra dei mondi: i marziani - che non appaiono mai nella narrazione, ma le cui caratteristiche vengono dedotte dai personaggi con la logica - sono una sorta di fratelli maggiori e più saggi dell'umanità, che guidano l'evoluzione dell'intelletto umano con una dosata irradiazione di raggi cosmici.

Un altro riferimento lo troviamo nella trilogia dello spazio di Clive Staples Lewis, in particolare nel primo romanzo Lontano dal pianeta silenzioso del 1938. Tre uomini, Weston, Devine e Ransom compiono un viaggio interplanetario dalla terra a Marte (chiamato "Malacandra" nel racconto). Ransom, il quale era stato portato con la forza da Weston e Devine sul pianeta rosso per essere da loro consegnato ai "sorns", riesce comunque a scappare al loro atterraggio, e così scopre la geologia, flora, fauna, e culture presenti su Malacandra e viene a conoscenza della relazione della Terra (chiamata "Thulcandra", il pianeta silenzioso) con gli altri pianeti e forme di vita presenti nel sistema solare.

Dal secondo dopoguerra a oggi[modifica | modifica sorgente]

Copertina del marzo 1951 della rivista Planet Stories con il racconto Black Amazon of Mars di Leigh Brackett, prima parte de Il popolo del talismano.
Illustrazione d'artista sul possibile ritrovamento di tracce di vita su Marte
Una ipotetica base marziana di superficie (Progetto Deimos, 1969; fonte: NASA).
Rappresentazione d'artista di una possibile colonia su Marte (nello spaccato l'installazione sotterranea); fonte: NASA

Due delle più celebri avventure del terrestre Eric John Stark - Il segreto di Sinharat (The Secret of Sinharat, 1949) e il seguito Il popolo del talismano (People of the Talisman, 1951; entrambi raccolti in italiano ne I canali di Marte, o La strada per Sinharat) - scritte da Leigh Brackett, come pure la maggior parte della sua produzione, creata tra gli anni trenta e la metà dei settanta,[11] sono ambientate in un Marte inaridito e morente, cosparso di rovine di antiche città misteriose solcate da rossi, cupi canali prosciugati[12] e costituiscono un classico esempio del filone del planetary romance.

Cronache marziane, scritto da Ray Bradbury nel 1950, è una serie di racconti che narra della conquista di Marte da parte dei terrestri. Bradbury, più che interessarsi all'aspetto scientifico della colonizzazione, fa notare la somiglianza tra questa e la conquista del Nuovo Mondo: gli umani si insediano sul suolo marziano senza considerazione per gli indigeni, che vengono uccisi dalle malattie portate dalla Terra, come accadde ai nativi americani. Per colmo di umiliazione, quando l'antica civiltà marziana è ormai distrutta i terrestri abbandonano Marte per combattere una guerra mondiale sul loro pianeta. Sia Bradbury, sia la Brackett ambientarono molti dei loro racconti in una versione romanticizzata e venata di nostalgia del pianeta rosso, pubblicati inizialmente sulla rivista pulp Planet Stories.

Nel 1951 Arthur Clarke pubblica Le sabbie di Marte, nel quale, più ottimisticamente, immagina che il pianeta sia stato colonizzato da anni e che due piccole comunità di coloni vivano in due città protette da una cupola. Il terrestre protagonista, unico passeggero del viaggio di collaudo del servizio di linea Terra-Marte, diventa testimone e partecipe agli eventi che portano i coloni a sviluppare una tecnica per dotare il pianeta di atmosfera ricca di ossigeno mediante alcune piante indigene modificate (in modo più organizzato rispetto a quanto descritto in uno dei racconti di Bradbury), alla trasformazione di Fobos in un piccolo sole, oltre ad un vera e propria dichiarazione di autonomia della colonia rispetto al pianeta Terra. In pratica se Cronache marziane si rifà all'arrivo degli europei sul continente americano, Clarke si ispira alla dichiarazione di indipendenza americana del 1776.

Nel 1952 Isaac Asimov ambienta su Marte Lucky Starr, il vagabondo dello spazio, primo romanzo di una serie per ragazzi. Il pianeta è rappresentato come un deserto rosso, colonizzato dai terrestri, dove il protagonista riesce a scovare una civiltà autoctona, nascosta in immense caverne scavate sotto la superficie ed estremamente evoluta, al punto di essere costituita "di puro pensiero". Nello stesso anno Asimov pubblica anche una delle prime storie sull'esplorazione di un Marte in terraformazione, Maledetti marziani (The Martian Way, 1952).

Sempre nel 1952, nel racconto Duello sulla Sirte (Duel on Syrtis)[13], di Poul Anderson, uno spietato cacciatore umano caccia illegalmente prede marziane senzienti attraverso i deserti del pianeta rosso.

Marziani, andate a casa! di Fredric Brown, del 1955, è invece una satira dei racconti di invasioni aliene: sulla Terra appaiono istantaneamente milioni di omini verdi, che portano l'umanità vicino al collasso semplicemente con la maleducazione. I marziani (si presume siano tali) sono intangibili, quindi impossibili da scacciare. Le loro attività preferite sono sbeffeggiare gli umani e rivelare informazioni che dovrebbero rimanere segrete – dai documenti top secret ai tradimenti coniugali – di cui vengono in possesso grazie alla loro capacità di vedere al buio e attraverso gli oggetti.

Il romanzo I pionieri di Marte (Alien Dust, 1955) di E.C. Tubb racconta i primi 35 anni di una colonia terrestre su Marte.

In Straniero in terra straniera (Stranger in a Strange Land, 1961), di Robert A. Heinlein, il protagonista è un essere umano allevato dai saggi Marziani, tornato sulla Terra al termine dell'adolescenza; la storia è incentrata sulla sua interazione con la cultura terrestre a lui "aliena". La controcultura dei tardi anni sessanta fu influenzata da questo libro per i suoi temi libertari e di libertà sessuale.

Nel corso del Novecento l'accrescersi delle conoscenze scientifiche su Marte fece abbandonare le speranze sull'esistenza di vita marziana intelligente; l'atterraggio di sonde interplanetarie sul pianeta rosso a partire dal 1965 non confermò neanche l'esistenza di vita primitiva. Questo provocò una diminuzione – ma non la scomparsa totale – di storie su un Marte abitato, portando la fantascienza a considerare il pianeta soprattutto come base di future colonie terrestri.

La trilogia Red Mars, Green mars, Blue Mars (Marte rosso, Marte verde, Marte blu) scritta da Kim Stanley Robinson, si concentra sul processo di terraformazione del pianeta, che dal suo stato iniziale (Marte rosso) viene reso abitabile coltivandovi sopra della piante (Marte verde) finché non diventa un pianeta simile alla Terra (Marte blu).

Un tema ricorrente, specialmente nella letteratura americana, è divenuto la lotta per l'indipendenza della colonia marziana dalla Terra. Questo infatti è l'elemento caratterizzante della trama di opere di Greg Bear e Kim Stanley Robinson, del film Atto di forza basato su una storia di Philip K. Dick e della serie televisiva Babylon 5, come pure di diversi videogiochi tra quelli ambientati nel Pianeta Rosso.

Il racconto Marte, un mondo perduto (Rainbow Mars) di Larry Niven (compreso nell'antologia omonima del 1999) è una storia (iniziata come collaborazione con Terry Pratchett) nostalgica del "vecchio Marte" in cui i visitatori terrestri trovano il Pianeta Rosso popolato dalle creazioni di Edgar Rice Burroughs, Ray Bradbury, C.S. Lewis, H.G. Wells e Stanley G. Weinbaum. Ciò sta ad indicare che Marte è abitato da numerose differenti specie intelligenti e culture.

Filmografia[modifica | modifica sorgente]

Aelita, film muto di Yakov Protazanov del 1924

Televisione[modifica | modifica sorgente]

Videogiochi[modifica | modifica sorgente]

Uno dei più noti scenari videoludici di ambientazione marziana è la serie di sparatutto in prima persona composta da Doom del 1993 e i suoi due seguiti. Gli eventi di Doom e Doom II si svolgono nelle basi militari terrestri presenti sulle due lune di Marte, Fobos e Deimos dove gli esperimenti col teletrasporto hanno aperto un varco direttamente con l'inferno. In Doom 3, l'ultimo videogioco della serie, l'azione si sposta direttamente su Marte.

Altri videogiochi di ambientazione marziana:

Fumetti[modifica | modifica sorgente]

Vignetta del satirico Mr. Skygack, from Mars, 18 ottobre 1907.
Copertina della rivista a fumetti Planet Comics, 1953 (illustrazione di Bill Discount)
Rex Dexter of Mars (1939)
Lars of Mars n.11 (1951), un supereroe che combatte i mostri sul pianeta rosso
  • Quello che è considerato il primo fumetto con personaggi alieni, Marsoozalums, apparso sul New York Journal nel 1901, ha per protagonisti dei piccoli marziani;[16] il secondo, Mr. Skygack, from Mars, pubblicato a Chicago nel 1907, mostra un marziano nella sua missione di studiare gli umani sulla Terra, dando origine a fraintendimenti comici sulle abitudini terrestri che vengono utilizzate a scopo di satira sociale.
  • In Paolino Paperino e il mistero di Marte (1937) di Federico Pedrocchi, la prima lunga storia Disney italiana e la prima storia di una certa lunghezza con Paperino come protagonista, due loschi figuri portano Paperino su Marte per aiutarli a trovare una macchina che dona una forza sovrumana. Paperino è però il primo ad usarla e riesce a sconfiggerli.
  • Il personaggio letterario di John Carter di Marte ha avuto numerose trasposizioni a fumetti:
  1. la prima apparizione è nella rivista The Funnies della Dell Comics, dove fu pubblicato nei nn. 30-56 tra il 1939 e il 1941, in tavole realizzate per lo più da John Coleman Burroughs, figlio di Edgar Rice Burroughs che di John Carter fu il creatore letterario;
  2. sempre John Coleman Burroughs realizzò 69 tavole domenicali per la United Features Syndicate, che apparvero sul giornale Chicago Sun a partire dal 7 dicembre 1941;
  3. tre storie pubblicate dalla Dell Comics nella rivista Four Color, nei nn. 375, 437 e 488 del 1952-1953, illustrate da Jesse Marsh (ristampate dalla Gold Key Comics nel 1963-1964 nei nn. 1-3 di John Carter of Mars);
  4. una versione inglese dal titolo The Martian, scritta da D.R. Morton e disegnata da Robert Forest, pubblicata sul British Sun Weekly nel 1958-1959;
  5. una versione in lingua ceca dal titolo Dobrodrużství Johna Cartera (le avventure di John Carter), scritta da Vlastislav Toman e illustrata da Jiří Veškrna e Milan Ressel uscì nel 1968-1971 sulla rivista cecoslovacca ABC;
  6. la DC Comics ha pubblicato storie di John Carter in diverse riviste. La prima fu scritta da Marv Wolfman e disegnata da Murphy Anderson e apparve su Tarzan 207 dell'aprile 1972; gli stessi autori ne realizzarono altre pubblicate sui nn. 1-7 di Weird Worlds nel 1972-1973; John Carter riapparve nel 1976 nei nn. 62-64 di Tarzan Family, in storie scritte da Bob Kanigher e illustrate da Noly Zamora e Vi Catan, cui seguirono ristampe delle storie di Wolfman e Anderson nei nn. 65-66 della stessa rivista;
  7. la Marvel Comics pubblicò le avventure dell'eroe nella rivista John Carter Warlord of Mars, di cui uscirono 28 numeri più tre Annuals nel 1977-1979, con testi ancora di Marv Wolfman e Peter B. Gillis, matite di Gil Kane, Carmine Infantino, Larry Hama, John Buscema, Alan Weiss e Ernie Chan e inchiostri di David Cockrum, Rudy Nebres, Ricardo Villamonte e Ernie Chan;
  8. tra il settembre e il dicembre del 1987 lo scrittore Don Kraar e il disegnatore Gray Morrow, allora autori della striscia di Tarzan per lo United Features Syndicate, realizzarono per le tavole domenicali un'avventura di Tarzan in cui compariva John Carter;
  9. la Dark Horse Comics pubblicò nel 1996 una miniserie dal titolo Tarzan/John Carter: Warlords of Mars in cui si incontrano i due eroi di Burroughs, per i testi di Bruce Jones e Simon Revelstroke e i disegni di Bret Blevins, Ricardo Villagran e Mike Manley.
  • Il personaggio dei fumetti della DC Comics J'onn J'onzz (apparso per la prima volta nel 1955 sulla rivista Detective Comics), noto come "il Segugio di Marte" (Martian Manhunter), è per l'appunto un marziano ed è l'ultimo sopravvissuto del suo popolo. Gli abitanti del pianeta, prima della fine, sono divisi in due fazioni (o razze): da un lato i Verdi, cui appartiene J'onn, pacifici e dediti alla meditazione; dall'altro i Bianchi, assetati di sangue e guerra, molto più robusti e minacciosi nell'aspetto.
  • Pur avendo precorso John Carter nella letteratura, Gullivar Jones ha avuto minor fortuna nei fumetti: la sua prima apparizione infatti risale al 1972, allorquando la Marvel Comics pubblicò una storia scritta da Roy Thomas e illustrata da Gil Kane e Bill Everett nel n. 16 della rivista antologica Creatures on the Loose. Altre storie uscirono sui nn. 17-21 della stessa rivista tra il 1972 e il 1973 e a Roy Thomas successero ai testi Gerry Conway e George Alec Effinger. Altre due storie apparvero nel 1974, sui nn. 4 e 8 della rivista in bianco e nero della Marvel Comics Monsters Unleashed, scritte da Tony Isabella e disegnate da David Cockrum e George Perez.
  • Il personaggio dei fumetti della Marvel Killraven, ideato nel 1973 da Gerry Conway, Roy Thomas e Neal Adams sul n. 18 di Amazing Adventures (2ª serie), è un ribelle che combatte i Marziani, ormai dominatori della Terra.
  • Nella graphic novel Watchmen, uno dei personaggi - il Dr. Manhattan - si autoesilia su Marte quando viene convinto che i suoi poteri provocano il cancro nelle persone che lo hanno conosciuto.
  • Marvin il marziano, il simpatico alieno creato nel 1948 per i cartoni animati della Warner Bros come antagonista di Bugs Bunny ha avuto anche delle apparizioni nei fumetti che la DC Comics dedica ai Looney Tunes dagli anni novanta, come Looney Tunes, Bugs Bunny, Bugs Bunny Monthly e nella miniserie del 2000 Superman & Bugs Bunny
  • Indignati dell'inquinamento sulla Terra, Calvin e Hobbes emigrano Marte a bordo del loro carretto. Quando si rendono conto che i marziani li temono a causa della cattiva fama dei terrestri, decidono di lasciare il pianeta ai suoi abitanti e di tornare indietro.
  • Il primo episodio della seconda serie della graphic novel La Lega degli Straordinari Gentlemen, di Alan Moore, si svolge su Marte. Gli autori rappresentano almeno 5 tipi di marziani presi da differenti opere letterarie (da H. G. Wells e E.R. Burroughs, fino a C. S. Lewis). Appaiono anche John Carter e Gullivar Jones.
  • Nella serie a fumetti Nathan Never dell'italiano Sergio Bonelli Editore, Marte è abitato dai discendenti di una missione spaziale terrestre che, dopo un atterraggio disastroso, erano riusciti ad utilizzare i resti della loro astronave per rendere stagne alcune grotte e produrvi artificialmente un'atmosfera respirabile; l'unica forma di vita autoctona è una terribile ameba mutante (lo "Strike-Shape"), letale perché può insediarsi nello stomaco delle sue vittime e crescere in modo incontrollabile fino a farle letteralmente esplodere.
  • Nel manga ARIA (2008) di Kozue Amano Marte si terraforma in modo naturale perché entra inaspettatamente nella stessa orbita della Terra, riscaldandosi e sciogliendo le acque, dopodiché il processo è aiutato dall'uomo attraverso macchinari e varie tecnologie.
  • Nel fumetto Kylion (2004) Marte viene terraformato in modo da permettere la vita, lasciando la Terra in balia di se stessa, in modo che possa "guarire" da tutto l'inquinamento causato dagli umani nel corso dei secoli.
  • Il manga Terra Formars (2011) di Yu Sasuga è ambientato su Marte 500 anni dopo l'inizio della sua terraformazione.

Altri media[modifica | modifica sorgente]

Copertina della partitura musicale per A Signal From Mars, March and Two Step, 1901

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Commissione Divulgazione Astronomia U.A.I.Autunno marziano I viaggi di Gulliver Jonathan Swift
  2. ^ Vedi anche più in dettaglio (FR) Resumé chronologique de récits martiens 1880-2001
  3. ^ a b c d e Salvatore Proietti, America marziana, Fantascienza.com, 20 marzo 2004. URL consultato il 12 luglio 2009.
  4. ^ Across the Zodiac, di Percy Greg in Progetto Gutenberg.
  5. ^ A Plunge into Space by Robert Cromie
  6. ^ Honeymoon in Space, di George C. Griffith in Progetto Gutenberg.
  7. ^ Camille Flammarion, La Planète Mars et ses conditions d'habitabilité, Paris: Gauthier-Vallars et Fils, 1892.
  8. ^ Le prisonnier de la planète Mars (1908) e il suo seguito La guerre des vampires (1909)
  9. ^ The Tesla Memorial Society of New York, "To Mars with Tesla; or, the Mystery of Hidden Worlds", a Science Fiction Tale from 1901, Tesla and the Exploration of Cosmos. URL consultato il 28 luglio 2010.
  10. ^ Gulliver of Mars, di Edwin Lester Linden Arnold in Progetto Gutenberg.
  11. ^ Giuseppe Lippi, Leigh Brackett di Marte, postfazione a Storie marziane, Urania Collezione 128, Mondadori 2013.
  12. ^ Leigh Brackett poetessa di Marte di L. Fabriani, su Fantascienza.com
  13. ^ on Syrtis di Poul Anderson Testo di Marte nella fantascienza in Progetto Gutenberg. (testo originale)
  14. ^ Un matrimonio interplanetario - MYmovies
  15. ^ Bruno Lattanzi e Fabio De Angelis (a cura di), I prodigi del 2000 in Fantafilm. URL consultato il 18-07-2013.
  16. ^ Alfredo Castelli, Alieni a fumetti, Treccani.it, 27 ottobre 2006. URL consultato il 2 ottobre 2013.


Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Approfondimenti

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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