Aleksandr Aleksandrovič Bogdanov

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Aleksandr Bogdanov

Aleksandr Aleksandrovič Bogdanov in russo: Александр Александрович Богданов?, pseudonimo di Aleksandr Malinovskij (Tula, 10 agosto 1873Mosca, 7 aprile 1928) è stato un politico, filosofo, economista e medico russo.

Fu uno dei due fondatori del bolscevismo e intellettuale influente, il primo a tradurre in russo Il Capitale di Marx, il più importante scrittore di fantascienza russo prima della rivoluzione del 1917[1] e, in campo medico, un pioniere delle trasfusioni di sangue.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Anni giovanili[modifica | modifica sorgente]

Aleksandr Malinovskij nacque da una famiglia di origine bielorussa. Il padre era professore di fisica al liceo di Tula, di cui il giovane Aleksandr frequentò già in giovane età i laboratori e la biblioteca. Negli anni del liceo diede prova di grandi capacità, ma dimostrò ben presto una tendenza a rifiutare tutte le forme di autorità, scontrandosi spesso con la rigida organizzazione della scuola.

Su consiglio del fratello maggiore, nel 1891 si iscrisse alla facoltà di scienze dell’Università statale di Mosca, ma i suoi studi si interruppero tre anni più tardi, quando la polizia zarista lo arrestò per la sua adesione ad una associazione studentesca non autorizzata.

Formazione filosofica e politica[modifica | modifica sorgente]

Ritornò quindi a Tula, dove aderì al partito socialdemocratico russo. L’anno seguente, Malinovskij si iscrisse alla facoltà di medicina di Charkiv. Contemporaneamente iniziò ad impegnarsi in varie azioni di propaganda marxista. In quegli anni scrisse un corso di economia politica, pubblicato nel 1897 e pubblicamente elogiato da Lenin. Negli stessi anni, Bogdanov iniziò ad interessarsi sempre di più alla filosofia. Nel 1899 pubblicò l’opera Elementi fondamentali di una concezione storica della natura, di ispirazione nietzschiana. Risale allo stesso periodo la traduzione de Il capitale di Marx in lingua russa per opera sua. Nel 1899 si laureò in medicina e si sposò con Nathalia Korsak (1865-1945).

Nuovamente arrestato dalla polizia zarista, venne imprigionato dapprima a Mosca, e successivamente a Vologda, ove rimase in esilio per tre anni. A Vologda lavorò come medico al locale ospedale psichiatrico, e frequentò vari intellettuali come lui esiliati, tra cui Berdiaev, Bazarov e Lunačarskij, che esercitarono una notevole influenza sulle sue idee. Durante gli anni di esilio, Malinovskij adottò lo pseudonimo di Bogdanov, il più noto degli oltre trenta pseudonimi con cui si fece chiamare nel corso della sua vita.

Attività politica, contrasti con Lenin ed esilio[modifica | modifica sorgente]

Bogdanov (a destra) gioca a scacchi con Lenin sotto lo sguardo di Gorkij, col cappello di traverso e Anatolij Lunačarskij, seduto a fianco di Lenin, a Villa Monacone, Capri, nel 1908

Nel 1903, Bogdanov aderì alla fazione bolscevica, e divenne editore della Pravda a Mosca. L’anno successivo pubblicò, in collaborazione con Lunačarskij e Bazarov, un Saggio di una concezione realista del mondo. In seno al POSDR occupò in quegli anni un ruolo importante a fianco dell’amico e rivale Lenin. Membro del Comitato centrale, fu alla guida della fazione bolscevica durante i moti del 1905.

Arrestato nel 1905, evitò la prigione scegliendo la via dell’esilio. Raggiunse quindi Lenin in Finlandia, ed abitò nella stessa casa del leader bolscevico, collaborando con lui a diverse pubblicazioni. Nel 1907 emerse con evidenza il dissidio politico con Lenin. Bogdanov, appoggiato dalla maggioranza del partito, sostenne una strategia di forte opposizione alle istituzioni, chiedendo che il POSDR rinunciasse al gruppo parlamentare per combattere il potere zarista tramite un’organizzazione clandestina. La fazione radicale di Bogdanov, definita ‘‘otzovista’‘, ebbe inizialmente successo, consentendo al suo leader di trovarsi di fatto, seppur per un breve periodo, a capo del movimento bolscevico.

Il successo politico di Bogdanov fu però di breve durata. Dapprima fu sottoposto a forti critiche per le posizioni filosofiche sostenute nelle sue opere, e successivamente fu gradualmente emarginato dalla vita di partito, sino all’espulsione dal Comitato centrale del 1911 in seguito ad un accordo di Lenin con i menscevichi. Con l’aiuto di Maksim Gorkij e Anatolij Lunačarskij si rifugiò quindi in Italia, dove fondò un sodalizio politico-filosofico con diversi compagni e rivoluzionari, tra cui il filosofo Bazarov, e dove fondò ed animò la scuola di Capri per operai russi e successivamente quella di Bologna dove insegnò anche Trotskji.

Una foto lo ritrae a Capri mentre gioca a scacchi con Lenin sotto lo sguardo di Gorkij. A Capri abitò a Villa Monacone, nella medesima stanza che in seguito fu di Heinrich Mann. Nel 1913, approfittando dell’amnistia concessa dai Romanov, tornò con Gorkij in Russia.

Prima guerra mondiale e rivoluzione del 1917[modifica | modifica sorgente]

Nel 1914 venne arruolato nell’esercito russo come medico militare, e partecipò a varie missioni. Nel 1917 rifiutò di aderire al movimento rivoluzionario e non lesinò critiche al dispotismo del gruppo dirigente bolscevico.

Nel 1918 venne nominato professore di economia all’università di Mosca e Direttore della nuova Accademia Sovietica di Scienze Sociali. Negli stessi anni organizzò il movimento “Proletkult”, che si proponeva di sradicare la “vecchia” cultura borghese in favore di una nuova cultura autenticamente proletaria. Nel 1922, inviato a Londra come consigliere dell’ambasciata sovietica, approfittò dell’occasione per visitare gli ospedali britannici ed acquistare i più avanzati strumenti medici disponibili.

Gli ultimi anni[modifica | modifica sorgente]

Nel 1923 fu arrestato dalla polizia segreta e condannato a un periodo di detenzione per la sua supposta adesione a un gruppo di dissidenti bolscevichi contrario ai modi autoritari del nuovo potere. Liberato, pare per diretto intervento di Stalin, Bogdanov si dedicò anche alla medicina, specializzandosi nel campo – al tempo ancora sperimentale - delle ricerche sulle trasfusioni di sangue, cui aveva iniziato ad interessarsi durante il suo soggiorno in Inghilterra. Iniziò a sperimentare sistemi per la trasfusione del sangue, sottoponendosi personalmente ai protocolli di ricerca.

L’iniziativa ottenne subito un forte sostegno delle autorità, soprattutto da parte dell'Accademia della medicina di Mosca. Nel 1926 venne quindi fondato il primo istituto specializzato nella trasfusione del sangue, che venne intitolato a Bogdanov dopo la sua morte. Nell’arco di due anni, nell’istituto si praticarono più di cento trasfusioni. Nel marzo del 1928, Bogdanov tentò uno scambio di sangue con uno studente ammalato di malaria e affetto da una forma benigna di tubercolosi. Quindici giorni più tardi, dopo una lunga agonia che egli stesso osservò e descrisse con lucidità e scrupolo professionale, Bogdanov morì.

Opere e teorie[modifica | modifica sorgente]

Bogdanov fu, secondo Bucharin, l'uomo più colto dell'epoca della rivoluzione bolscevica. Oltre che dirigente rivoluzionario, fu un influente intellettuale, filosofo esegeta dell’opera di Karl Marx, economista, medico e ricercatore, nonché romanziere e polemista. Si deve a lui la prima traduzione in lingua russa del Capitale di Marx.

I dissidi con Lenin e Plechanov nell’esegesi di Marx[modifica | modifica sorgente]

Il pensiero di Bogdanov tenta di superare lo schematismo engelsiano, proponendo un materialismo dialettico in accordo con le più recenti scoperte scientifiche e con la filosofia positivista di Ernst Mach e di Richard Avenarius. Il conflitto filosofico era tra lui e Plechanov, di cui Bogdanov contestava la deformazione neo–kantiana del marxismo.

Contro le teorie di Bogdanov, lo stesso Lenin scrisse Materialismo ed Empiriocriticismo, a cui Bogdanov rispose con un pamphlet, Fede e Scienza, in cui si evidenziavano le incongruenze e le concezioni para religiose di Lenin (il vero oggetto della contendere era la ‘‘teoria del riflesso’‘ che Bogdanov ed altri filosofi marxisti dimostravano essere una deformazione del marxismo da parte di Plechanov a cui Lenin acconsentiva).

Il teorico della cultura proletaria[modifica | modifica sorgente]

Bogdanov fu anche un influente teorico della cultura proletaria. Nel 1910 ne scrisse il manifesto programmatico, Compiti culturali del nostro tempo, in cui proponeva la creazione di una Enciclopedia proletaria, che doveva assolvere al compito di unificazione culturale così come aveva fatto l'Enciclopedia degli Illuministi.

Egli sostenne con forza il movimento Proletkult, che lui stesso aveva contribuito a sviluppare all’epoca della scuola di Capri, che si prefiggeva la distruzione totale della ‘‘vecchia cultura borghese’‘ a favore di una ‘‘pura cultura proletaria’‘. Inizialmente sostenuto dal partito, tale movimento fu successivamente avversato, soprattutto dalle colonne della Pravda.

La tectologia[modifica | modifica sorgente]

L’opera più originale ed importante di Bogdanov è la Tectologia (Scienza generale dell’organizzazione o scienza delle strutture), in cui egli tentò una formulazione dei principi organizzativi posti a fondamento della struttura di tutti i sistemi, viventi e non. La proposta di Bogdanov consiste nella fondazione di una nuova scienza universale, in cui unificare tutte le scienze sociali, biologiche e fisiche, considerate come un sistema di relazioni da investigare alla ricerca dei principi organizzativi fondamentali di ogni sistema. L’opera, pubblicata tra il 1912 e il 1917, anticipò di molti anni alcuni aspetti della cibernetica, e fu utilizzata nell’elaborazione degli schemi matematici impiegati per la pianificazione economica dell’URSS negli anni venti.

Romanzi di fantascienza[modifica | modifica sorgente]

Bogdanov fu anche il più importante scrittore russo di fantascienza prima della rivoluzione[1] con due romanzi: La stella rossa (Красная звезда Krasnaja zvezda, 1908), che ebbe grande successo, e il seguito L'ingegner Menni (Inžener Menni, 1912), ambientati in un pianeta Marte dalla società socialista utopica.

La Stella rossa fu un grande successo editoriale, stampato in centinaia di migliaia di copie. Nel romanzo, in cui si prefigura una società extraterrestre ove si è finalmente realizzato il socialismo perfetto, vi sono vari accenni sia alla teoria della tecnologia che alle tecnologie per realizzare trasfusioni di sangue.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Fabio Giovannini e Marco Minicangeli, Storia del romanzo di fantascienza: guida per conoscere (e amare) l'altra letteratura, Castelvecchi, 1998, p. 32, ISBN 978-88-8210-062-9. URL consultato il 10 giugno 2013.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Ludovico Geymonat, Storia del pensiero filosofico e scientifico, Milano: Garzanti, 1972, vol. VI, pp. 104–105 nota 1
  • Alexandr Bogdanov, Ljubov' Aksel'rod, Vladimir Bazarov, Pavel Juškevič, Maksim Gor'kij - Fede e Scienza - Ed. Nuovo Poitecnico 128 Einaudi, Torino, 1982
  • Alexandr Bogdanov - La Scienza, l'Arte e la Classe Operaia - Ed. Mazzotta. Milano, 1978.

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