John Carter di Marte

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Illustrazione di copertina per John Carter of Mars (Dell, 1940)

John Carter di Marte è il personaggio protagonista di un fortunato ciclo di narrativa fantastico-fantascientifica di Edgar Rice Burroughs, il suo cosiddetto ciclo marziano o ciclo di Barsoom. Il primo capitolo del ciclo, il romanzo Sotto le lune di Marte (A Princess of Mars) scritto nel 1911, fu pubblicato nel 1912 a puntate.

Il ciclo di Burroughs ha avuto un decisivo influsso nelle successive opere di fantascienza epico-avventurosa, in particolare nel filone del planetary romance che narra le peripezie di un eroe solitario in un mondo alieno.

Genesi del ciclo[modifica | modifica sorgente]

Nel 1912 Burroughs, 37 anni, era sull'orlo del suicidio. Eppure pochi anni dopo quell'uomo disperato sarebbe stato uno degli autori d'avventura più letti nella storia della narrativa mondiale, con oltre 200 milioni di libri venduti in tutte le lingue. Tarzan è solo il più popolare tra i suoi molti personaggi.

Perennemente insoddisfatto, Burroughs aveva cambiato almeno una dozzina di professioni - con scarsissimi risultati - prima di approdare infine alla scrittura, e al genere fantastico. Il primo personaggio da lui creato non fu però il celebre uomo scimmia, bensì il capitano John Carter, un avventuriero, ex soldato sudista, che - in un modo tuttora in parte misterioso - viene fortunosamente trasportato sul pianeta Marte.

Personaggio[modifica | modifica sorgente]

Illustrazione di copertina per il romanzo A Princess of Mars di Edgar Rice Burroughs, McClurg, 1917

All'epoca in cui Carter vi giunge, le sterminate pianure di Marte (che lì è chiamato Barsoom) sono popolate da numerose razze indigene piuttosto primitive, tutte estremamente pericolose, crudeli e perennemente in guerra tra di loro. In pochi anni John Carter, eccezionalmente abile con la spada e dotato di ardore e coraggio al limite dell'incoscienza, diventa uno dei più importanti guerrieri di quel pianeta bellicoso anche nel nome.

Il merito dell'inaudito successo in battaglia di John Carter, almeno in parte, è attribuibile alla minore forza di gravità del pianeta, che dona ad un terrestre una forza e un'agilità incredibili, consentendogli di affrontare e sconfiggere in sanguinosi duelli perfino i terrificanti Uomini Verdi di Marte, feroci esseri d'oltre tre metri d'altezza, dotati di quattro poderose braccia. Uno di questi autentici mostri, il possente comandante Tars Tarkas, dopo essere stato sconfitto da John Carter ne diventerà l'amico fraterno, forgiando così il primo nucleo di quell'alleanza destinata (nel corso del ciclo di romanzi) a cambiare per sempre la faccia del pianeta rosso. Il capitano Carter (che dimostra la selvaggia ferocia di Tarzan e la destrezza con la spada di un Errol Flynn) non si fa scrupoli di ammassare sotto di sé i corpi dei nemici con noncuranza (come Conan il Barbaro), tuttavia è anche un corteggiatore un po' impacciato di una fantastica principessa marziana ed un uomo sempre pronto a buttarsi nella mischia per gli amici, da vero gentiluomo del Sud. All'epoca in cui Burroughs scrive (1912) erano difficilmente immaginabili dei precisi mezzi tecnologici per giungere su un altro pianeta, quindi l'autore organizza una complicata e assai misteriosa trasmigrazione dell'anima di John, il quale si risveglia su Marte e con il tempo imparerà a viaggiare tra i due pianeti, conquistando per di più una sorta d'immortalità.

Genealogia della famiglia marziana di John Carter
Prima apparizione dei personaggi
John Carter
Dejah Thoris
A Princess of Mars
Thuvia di Ptarth
Carthoris di Helium
The Gods of Mars
Tara di Helium
Gahan di Gathol
The Chessmen of Mars
Llana di Gathol
Llana of Gathol

Tra fantascienza e fantasy[modifica | modifica sorgente]

Illustrazione per Thuvia, fanciulla di Marte di Frank E. Schoonover (1920)
Copertina della rivista Amazing Stories (1927) con La mente di Marte (The Master Mind of Mars).

Si è a lungo disquisito se i romanzi di John Carter di Marte appartenessero più alla fantascienza che al fantasy (generi del resto all'epoca non ancora codificati). La scienza e la tecnologia hanno un peso apparentemente ridotto al minimo nelle avventure del capitano Carter, va tuttavia considerato che, all'epoca in cui furono scritti questi libri, il mezzo di locomozione più comune era il cavallo e che l'ultimo grido della tecnologia era considerato il telefono. Per Burroughs il vero interesse è soprattutto creare delle avventure coinvolgenti in ambientazioni meravigliose ed esotiche. D'altro canto, sebbene il mondo di John Carter sia popolato da feroci guerrieri e principesse vestite audacemente d'appena qualche catenella d'oro, non si può nemmeno collocarlo a pieno titolo nel filone fantasy classico, anche perché Burroughs rifiuta con piglio positivista di dare un ruolo al soprannaturale in questi suoi romanzi, rigettando ogni superstizione: addirittura nella seconda delle tre avventure il suo personaggio sarà protagonista di una lunga e difficile crociata per sradicare la crudele religione diffusa sul pianeta rosso. Pertanto l'opera di Burroughs è spesso classificata nel filone detto science fantasy.

In Italia il volume John Carter di Marte (ed. Nord) ha raccolto i primi tre romanzi fondamentali del ciclo marziano di Burroughs, La principessa di Marte (noto anche come Sotto le lune di Marte), Gli dei di Marte e infine Il signore della guerra di Marte. Sono tre autentici pulp: Burroughs, il papà di Tarzan, è stato infatti il creatore di una serie di cicli narrativi fra i più amati della letteratura di ogni tempo. E questo soprattutto per il fatto che scriveva come parlava, cioè in modo rozzo ma efficace, senza fronzoli, badando a rendere bene il senso di ciò che voleva dire con poche parole, tutte semplici, riuscendo in tal modo a stabilire con il lettore un legame forte e coinvolgente.

Straordinariamente prolifico come scrittore, solo sei mesi dopo avere dato inizio a questa pur fortunata saga marziana inventa un nuovo affascinante personaggio: un uomo allevato dalle scimmie, Tarzan, che si muove con l'agilità di un leopardo nella foresta afferrandosi alle liane. Il successo lo attende.

Burroughs, nella sua lunga carriera di scrittore, produsse poi altri grandi cicli avventurosi, basti pensare a quello di Carson di Venere (ciclo di Venere), o a quello di Pellucidar che - assieme al Mondo perduto di Arthur Conan Doyle - è tra le opere più influenti del genere delle "terre perdute".

Per quanto oggi spesso dimenticati, i romanzi e gli irruenti personaggi di Burroughs sono da tempo parte della memoria collettiva ed hanno avuto una profondissima influenza nella storia dell'avventura immaginata: spesso basta leggere le sue pagine per richiamare alla memoria i molti film, libri, fumetti e serie animate che hanno attinto a piene mani alle sue avventure.

Opere del ciclo marziano[modifica | modifica sorgente]

Del ciclo marziano (Mars/Barsoom) fanno parte (in ordine di prima pubblicazione) le seguenti opere (con indicazione della prima edizione italiana):

Edizioni[modifica | modifica sorgente]

Edgar Rice Burroughs, John Carter di Marte (A Princess of Mars - The Gods of Mars - The Warlord of Mars, 1916), Editrice Nord, Tascabili Fantascienza, 1991, Pagg. 528

Opere derivate[modifica | modifica sorgente]

Fumetti[modifica | modifica sorgente]

John Carter di Marte ha avuto numerose trasposizioni a fumetti:

  1. la prima apparizione è nella rivista The Funnies della Dell Comics, dove fu pubblicato nei nn. 30-56 tra il 1939 e il 1941, in tavole realizzate per lo più dal figlio di Edgar Rice Burroughs, John Coleman;
  2. sempre John Coleman Burroughs realizzò 69 tavole domenicali per la United Features Syndicate, che apparvero sul giornale Chicago Sun a partire dal 7 dicembre 1941;
  3. tre storie pubblicate dalla Dell Comics nella rivista Four Color, nei nn. 375, 437 e 488 del 1952-1953, illustrate da Jesse Marsh (ristampate dalla Gold Key Comics nel 1963-1964 nei nn. 1-3 di John Carter of Mars);
  4. una versione inglese dal titolo The Martian, scritta da D.R. Morton e disegnata da Robert Forest, pubblicata sul British Sun Weekly nel 1958-1959;
  5. una versione in lingua ceca dal titolo Dobrodrużství Johna Cartera (le avventure di John Carter), scritta da Vlastislav Toman e illustrata da Jiří Veškrna e Milan Ressel uscì nel 1968-1971 sulla rivista cecoslovacca ABC;
  6. la DC Comics ha pubblicato storie di John Carter in diverse riviste. La prima fu scritta da Marv Wolfman e disegnata da Murphy Anderson e apparve su Tarzan 207 dell'aprile 1972; gli stessi autori ne realizzarono altre pubblicate sui nn. 1-7 di Weird Worlds nel 1972-1973; John Carter riapparve nel 1976 nei nn. 62-64 di Tarzan Family, in storie scritte da Bob Kanigher e illustrate da Noly Zamora e Vi Catan, cui seguirono ristampe delle storie di Wolfman e Anderson nei nn. 65-66 della stessa rivista;
  7. la Marvel Comics pubblicò le avventure dell'eroe nella rivista John Carter Warlord of Mars, di cui uscirono 28 numeri più tre Annuals nel 1977-1979, con testi ancora di Marv Wolfman e Peter B. Gillis, matite di Gil Kane, Carmine Infantino, Larry Hama, John Buscema, Alan Weiss e Ernie Chan e inchiostri di David Cockrum, Rudy Nebres, Ricardo Villamonte e Ernie Chan;
  8. tra il settembre e il dicembre del 1987 lo scrittore Don Kraar e il disegnatore Gray Morrow, allora autori della striscia di Tarzan per lo United Features Syndicate, realizzarono per le tavole domenicali un'avventura di Tarzan in cui compariva John Carter;
  9. la Dark Horse Comics pubblicò nel 1996 una miniserie dal titolo Tarzan/John Carter: Warlords of Mars in cui si incontrano i due eroi di Burroughs, per i testi di Bruce Jones e Simon Revelstroke e i disegni di Bret Blevins, Ricardo Villagran e Mike Manley.
  10. John Carter appare anche nel primo episodio della seconda serie della graphic novel La Lega degli Straordinari Gentlemen di Alan Moore.

Film[modifica | modifica sorgente]

Nel 2009 è stato realizzato un film direct-to-video intitolato Princess of Mars, prodotto dallo studio indipendente The Asylum ed interpretato da Antonio Sabato Jr. e Traci Lords.

Il 9 marzo 2012 è uscito nelle sale cinematografiche il film John Carter, un adattamento cinematografico di John Carter di Marte prodotto da Walt Disney Pictures. Diretto da Andrew Stanton ed interpretato da Taylor Kitsch, nei panni di John Carter.

James Cameron ha tratto ispirazione dai romanzi su John Carter per la trama del film Avatar.[1]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Great Expectations | EW.com

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Edizioni di John Carter di Marte in Catalogo Vegetti della letteratura fantastica, Associazione culturale Delos Books.

Testi originali