James Gray

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James Gray (New York, 14 aprile 1969) è un regista e sceneggiatore statunitense.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Cresciuto nel quartiere del Queens, a New York, studia alla School of Cinematic Arts della University of Southern California.

Esordisce nel 1994, a soli 25 anni, con il noir Little Odessa, per il quale grazie alla qualità della propria sceneggiatura riesce ad avere malgrado il budget ridotto un cast eccezionale per un'opera prima di un autore sconosciuto: Tim Roth, Vanessa Redgrave, Maximilian Schell e Edward Furlong. Il film, presentato in concorso alla Mostra del Cinema di Venezia, vince il Leone d'Argento e la Coppa Volpi per la migliore interpretazione femminile e permette al giovane regista di guadagnarsi la fama di nuovo "wonder boy" del cinema americano ed essere paragonato addirittura a Martin Scorsese.

Malgrado il grande successo, Gray fatica a realizzare il suo progetto successivo, e rifiuta diverse proposte degli studios[1] per portare avanti la propria idea di cinema. Si devono attendere sei anni per vedere la sua opera seconda, prodotta dalla Miramax, The Yards. Il film, presentato in concorso al Festival di Cannes,[2] pur vantando un altro cast di assoluto rilievo (i giovani Mark Wahlberg, Joaquin Phoenix, Charlize Theron e i veterani James Caan, Faye Dunaway, Ellen Burstyn) e un budget decuplicato rispetto a Little Odessa, gravato da grandi aspettative, non riesce a ripetere l'exploit dell'esordio.

Nel 2007 Gray realizza il suo terzo film, I padroni della notte, di nuovo presentato in concorso a Cannes ed interpretato da Wahlberg e Phoenix, stavolta anche produttori del film. Nel cast sono presenti anche Robert Duvall ed Eva Mendes

Con il successivo Two Lovers, nel 2008, cambia radicalmente genere, passando dal noir metropolitano dei suoi primi tre lavori al dramma sentimentale, ispirato a Dostoevskij, scegliendo ancora come protagonista Phoenix, e Gwyneth Paltrow.

Filmografia[modifica | modifica sorgente]

Regista[modifica | modifica sorgente]

Sceneggiatore[modifica | modifica sorgente]

Produttore[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Mariuccia Ciotta, Cattive compagnie , Il Manifesto 21/5/00
  2. ^ (EN) Official Selection 2000, festival-cannes.fr. URL consultato il 6 luglio 2011.

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